MACHIAVELLI 2013…UN ANNO DOUBLE FACE!

Scritto il alle 17:30 da icebergfinanza

“Se nel mondo tornassino i medesimi uomini, come tornano i medesimi casi, non passerebbono mai cento anni, che noi non ci trovassimo un’altra volta insieme a fare le medesime cose che ora. ” Niccolò Machiavelli tratto da Clizia 1525

Nell’enciclopedia Treccani machiavèllico significa essere … Conforme alle dottrine di Niccolò Machiavelli, come sono state spesso interpretate, soprattutto in passato, ossia con enfasi particolare sul cinismo e sulla spregiudicatezza che sarebbero giustificati in un governante il quale persegua il fine della conservazione del proprio potere, concetto talvolta riassunto, piuttosto arbitrariamente, nell’espressione «il fine giustifica i mezzi» (il Machiavelli sosteneva invece che il fine della politica è la promozione della potenza di uno stato e che ogni mezzo utile a tal fine è lecito, anche se immorale, in quanto l’etica è e va tenuta separata dall’azione politica); il termine è riferito in particolare. ai comportamenti e alle strategie di chi non rifugge dall’usare l’inganno e la violenza per ottenere vantaggi politici, ed è più in generale usato per connotare modi di pensare e di agire astuti e subdoli, o persone prive di scrupoli…

” Tu bada ben che l’aver in le tue mani il potere della Repubblica e il plauso di chi crede che si possa governare senza inganno non ti è bastante, poiché non è tanto la novità che conta, ma produrre il nuovo. Quindi ascolta e pruovoca il popolo perché parli a costo di causare in te risentimento. Non credere che questo sia disordine e perdita di tempo e che si facci meglio a non descutere et computare. Non è il tempo che si conzuma nel confronto cosa da deprecare. L’errore che non truoverà mai rimedio è quello del resolvere ogni decisione per applaudimento. Uno bono descurso con retorica piazzata ad uopo, qualcuna frase dal bon suono e via che se cammina più spediti che mai. Tu debbi insegnare a razionare ogni idea o pruogramma tre volte più che non lo sia il raggionevole. Trista gente è quella di un popolo che segue lo sbatter di bandere e stendardi piuttosto che le idee ben mastecate. (da Scritti di governo[7])

Il mondo fu sempre ad un modo abitato da uomini, che hanno avuto sempre le medesime passioni, e sempre fu chi serve e chi comanda, e chi serve mal volentieri, e chi serve volentieri, e chi si ribella ed è ripreso. (da Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati)

La istoria è la maestra delle azioni nostre. (da Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati)

Per il momento mi fermo qui, perchè avremo tempo e modo durante il prossimo anno per tornare sull’argomento.

Nel frattempo nelle prossime settimane… “Machiavelli 2013 …un anno double face” sarà l’occasione per condividere con tutti coloro che hanno sostenuto liberamente il nostro viaggio o lo vorranno fare in futuro, prospettive, orizzonti, opportunità e pericoli dell’oceano economico e finanziario, ma anche sociale.

Come sempre pensieri ad alta voce, consapevolezza e condivisione insieme, attraverso la più spettacolare e tragica tempesta perfetta della storia.

ROMA – 2013, l’oroscopo del debito segnala un incoraggiante anno per lo spread: 250 punti di differenza con il bund tedesco. Il giorno dell’ultimo collocamento di titoli di stato italiani, Il Sole 24 Ore fa il punto sullo stato di salute del vero protagonista del 2011, quello spread di cui la gente ignorava persino l’esistenza e che invece ha monopolizzato il dibattito pubblico, economico e politico. Il Tesoro ha venduto tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 6 mesi in offerta, ma con tassi in rialzo. Il rendimento medio è salito allo 0,949% dallo 0,919% dell’asta del 28 novembre scorso.  Lo spread, un minuto dopo l’asta, era fermo a 315 punti.

Ma, è destinato a scendere ancora, anche in presenza delle inevitabili turbolenze elettorali che susciteranno un po’ di volatilità sui titoli. La strada intrapresa, credito personale di Monti e soprattutto gli interventi di Mario Draghi, sembra (si spera) irreversibile: nel 2013 verranno collocati 400 miliardi di euro in titoli. Gli analisti stimano come “fair value” (valore corretto) del decennale italiano un 4% di rendimento, contro l’1,5% del bund tedesco: 250 punti è lo spread corretto, o con larga possibilità che si attesti a quel livello.

Comunque un quadro più sereno rispetto ai giorni terribili in cui si scommetteva sull’incapacità dell’Italia di collocare il suo debito e addirittura di non ripagare le cedole. Nell’asta del dicembre 2011 il Tesoro, per piazzare 2,5 miliardi di BTp a tre anni, pagò un drammatico rendimento record dalla nascita dell’euro: 7,89 per cento. 250 punti di spread, invece, consentono un’andatura di crociera stabile, anche se meno arrembante di chi prediceva livellki di spread ancora più bassi. Più bassi, per intenderci, rispetto ai 200 punti calcolati a suo tempo da Bankitalia e ai 164 punti stimati nel luglio scorso dal Centro studi di Confindustria. ( tratto da Blitz Quotidiano )

Era il 4 di agosto quando scrissi ITALIAL’ULTIMA GRANDE OCCASIONE! e il 14 di novembre EPPUR SI MUOVE…NONOSTANTE TUTTO! …

…Non dimenticatevi il numero magico 280 ripeto 280 sottolineo 280 al momento opportuno scoprirete di cosa stiamo parlando! La forza relativa evidenziata in ” Eppur …si muove!” si sta manifestando, l’ultima grande occasione continua!

Missione compiuta … ma nei prossimi mesi le cose cambieranno!

« SOSTIENI L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta … Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio cliccando sul banner in fondo alla pagina o in cima al blog. Semplicemente Grazie!

 

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14 commenti Commenta
jusemancio
Scritto il 31 dicembre 2012 at 10:40

Buon Anno grande Capitano!

giobbe8871
Scritto il 31 dicembre 2012 at 15:22

Bravo Mazzalai. :wink:

Spero inizi bene per te e famiglia il 2013.

giobbe8871
Scritto il 31 dicembre 2012 at 15:24

Non mancherò di farti il regalo con PayPal tra qualche giorno. Non appena mi certificano-verificano la nuova Genius Card. :wink: :D

giobbe8871
Scritto il 31 dicembre 2012 at 15:27

mica mi voglio privare delle tue previsioni eccezionali a breve a a lungo termine.
ciao

giobbe8871
Scritto il 31 dicembre 2012 at 15:28

e poi …nel 2013, oltre alla lettura del Mazzalai…

giobbe8871
Scritto il 31 dicembre 2012 at 15:29

e le nostre £

giobbe8871
Scritto il 31 dicembre 2012 at 15:30

quanto sono belle le £ire italiane

ferrariferrari
Scritto il 2 gennaio 2013 at 08:25

ma il sole 24 ore non ha mai brillato in fatto ad analisi e previsioni

giobbe8871
Scritto il 4 gennaio 2013 at 18:48

il Sole24 ore…Chi è il Padrone ? ahh :mrgreen::mrgreen::wink: :lol:

giobbe8871
Scritto il 4 gennaio 2013 at 18:51

i “paroni” “globalisti i vole li euro dei Crucchi. Ahh ahhh :mrgreen: :lol: :x

kry
Scritto il 4 gennaio 2013 at 23:07

…….non passerebbero mai cento anni, che noi non ci trovassimo un’altra volta insieme a fare le medesime cose …………. non manca poi molto al ’15/’18 la scintilla invece di Sarajevo dove sarà a Londra?………………..Missione compiuta … ma nei prossimi mesi le cose cambieranno! Che MACCHIAVELLICO. Si potrebbero anche cambiare e il bund non rendere più solo l,5%…..magari tra qualche mese il 2,5% e a noi non cambierà poi molto con uno spread a 250… ma a loro a quanto salirà il numerino rapporto deficit/pil.

italiapersempre
Scritto il 5 gennaio 2013 at 02:49

Merkel Donna Perduta

che ha tradito di proposito l’ Europa ( Deutsche Bank ha acceso una miriade di CDS su tutta l’ Europa e più l’ Europa declina, più DB guadagna )

che si vorrebbe proporre come ‘Germania, attrice sola’ sul mercato globale ( senza Europa )

e che sta facendo il gioco degli USA

con un alleato così, chi ha bisogno di nemici?

http://www.eurasia-rivista.org/il-risiko-transatlantico/18153/

“Questa intensificazione dei rapporti con la Cina costituisce la parte integrante e maggioritaria di un processo che prevede il riposizionamento dell’economia tedesca in direzione dei mercati emergenti. Secondo un rapporto redatto dall’European Council on Foreign Relations, «La Germania è portata a considerare se stessa come una forza credibile in un mondo multipolare, il che alimenta a sua volta l’ambizione di divenire “globale” con le sue forze» (11).

Parallelamente, i dirigenti di Berlino difendendo a spada tratta le condizioni che tutelano il poderoso export tedesco verso i paesi membri dell’Unione Europea e permettono alle banche tedesche di guadagnare dal dissesto degli Stati meno solidi. E’ per questa ragione che la Deutsche Bank ha acceso sull’Italia una miriade di Credit Default Swap (CDS), derivati finanziari che si valorizzano con il peggioramento delle condizioni economiche italiane. Molte posizioni assunte da Angela Merkel in relazione alla Grecia e al rigore dei conti pubblici nei confronti dei paesi meno solidi, acquisiscono un significato preciso alla luce del fatto che la Deutsche Bank e molti altri istituti di credito tedeschi abbiano pesantemente scommesso sul loro declino, beneficiato dell’aumento dello spread che differenzia i Bund tedeschi dai buoni del Tesoro italiani e dai Bonos spagnoli.

La struttura dell’Eurozona permette a Berlino di avvalersi di particolari condizioni generali per operare dumping fiscale ed esportare le merci tedesche verso i paesi membri dell’Unione Europea, ma il dissesto dei paesi cosiddetti “periferici” non può che portare, a lungo termine, all’indebolimento radicale della Germania. Nonostante ciò, i dirigenti tedeschi continuano ad opporsi a qualsiasi proposta di ristrutturazione del meccanismo economico che sorregge l’Unione Europea, aggravando le condizioni complessive in cui versa il Vecchio Continente.

Questo pericoloso gioco d’azzardo (che finirà per colpire anche la Germania) pare pertanto orientato all’indebolimento complessivo dell’Unione Europea attraverso la devastazione del tessuto socio-economico dei paesi mediterranei, di cui l’Italia costituisce la punta di diamante; un obiettivo strategico di primo piano che i potenti agenti sociali dominanti operanti dalla sponda occidentale dell’Oceano Atlantico hanno perseguito – in ottemperanza alla “dottrina Webster” – con estrema ostinazione nel corso dei decenni che hanno succeduto il crollo dell’Unione Sovietica.”

dorf001
Scritto il 6 gennaio 2013 at 14:59

giobbe8871@finanza,

hei giobbe questa cosa è per te. poi spero tu mi risponda. mi scuso se abuso un pò di questo spazio blog del capitano. devo parlare di un libro. che penso di leggere. cioè quello di Bagnai. questo libro. v Il tramonto dell’euro. Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa

posto alcuni commenti di chi l’ha letto. secondo me la cosa è fattibile.

1) GIUSEPPE un libro eccezionale anche ne venissero confutati assunti e conclusioni. Mai letto un libro di saggistica divulgativa (ne leggo 50 all’anno)così rigorosamente analitico e conseguenziale, che si espone alla confutazione e capace di trasmettere strumenti di comprensione dell’argomento che tratta.

2) VALERIO. Il libro è l’eccellenza sul campo, spiega in maniera pazzesca, con dati e teorie alla mano il perché delle crisi che si sono susseguite negli ultimi 30 anni in giro per il mondo (dal Cile, alla Russia, alla Corea del Sud per passare dal Brasile e dall’Argentina). I cardini fondamentali della narrazione sono i seguenti: 1) spiegazione del perché e delle conseguenze in termini di esplosione del debito pubblico, disoccupazione e riduzione degli investimenti del divorzio tra Banda d’Italia e Tesoro; 2) Spiegazione da dove nascono le crisi (debito verso l’estero che in genere è contratto dal settore privato) 3) spiegazione del significato di OCA (o AVO che dir si voglia) ovvero di area valutaria ottimale (l’euro non lo è) 4) spiegazione della ricetta del produrre crisi ovvero il Ciclo di Frenkel, descritto alla grandissima (dalla fissazione del cambio ad una valuta forte, alla liberalizzazione del movimento di capitali e le conseguenze che ne derivano OGNI VOLTA! vedi Cile, Thailandia, Corea del Sud, Russia, Cina, Argentina, Brasile, Italia 2 volte, Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia..) 5) spiegazione del significato di certi trattati nell’aver MOLTIPLICATO la corruzione (wow!). a questo punto il libro spiega i possibili scenari dell’uscita dall’euro (cosa si prevede per mutui, tassi di interesse, inflazione, rilancio della domanda interna e degli investimenti, quindi dell’occupazione etc etc etc) e fornisce un’alternativa al “fogno europeo” con un sistema in cui si favoriscono i pareggi della bilancia dei pagamenti e non le torture… UN PICCOLO APPUNTO DI CHI SI LAMENTA del fatto che in Europa la domanda interna sia bassa e che il libro è utopistico: il presupposto ideologico parte dell’Unità d’Italia (pensioero mio) e della crisi del 29, fotocopia di quella attuale. SEMPLICEMENTE L’EURO NON FUNZIONA e quindi è tempo perso perderci notti insonne a trovare soluzioni che ritardano il suo destino e che servono solo ad acuire questo stupro sociale

3) SERGIO Il libro è pieno di dati che possono aiutare a capire che causa della crisi attuale non è il debito pubblico, ma quello estero, come sa bene chi non si limiti ai giornali e alla tv. Ma la chiave di lettura proposta è maledettamente parziale: l’euro sarebbe «l’episodio culminante di un attacco ai diritti dei lavoratori sferrato in Italia fin dall’inizio degli anni Ottanta» (pag. 256). Bagnai, peraltro, accusa la Germania di contenere la propria domanda interna e di esportare troppo e importare troppo poco dall’Eurozona (di qui i problemi di debito estero) e sostiene che ciò era ampiamente prevedibile. Sembra quindi che gli imprenditori nostrani abbiano voluto l’euro per attaccare i diritti dei lavoratori, pur sapendo che avrebbero dovuto chiudere i battenti dopo pochi anni a causa di una Germania sempre più minacciosa. Un atteggiamento troppo masochista per risultare credibile. Bagnai non vede che la domanda interna langue da tempo in Europa, al punto che da un lato chi ci riesce punta molto sulle esportazioni, dall’altro è costante e onnipresente la spinta a trasformare il pubblico, comprese pensioni istruzione e sanità, in nuove opportunità di investimento privato. Il tutto, si dice, per risolvere il (falso) problema dei conti pubblici. È un peccato che un libro dedicato a temi di grande attualità, e che esce pochi mesi prima di importanti elezioni politiche, non dica assolutamente nulla che possa aiutare il lettore a maturare un orientamento quale che sia, ma più consapevole, su quello che sta concretamente succedendo. Bagnai ragiona su un’uscita dall’euro che al momento nessuno pare volere, delinea scenari improbabili, ma non dice nulla su temi all’ordine del giorno (si va forse verso una privatizzazione della sanità?), non dice nulla su quello che bisognerebbe fare finché si rimane nell’euro. Fa finta che l’euro non ci sia più o abbia i giorni contati, ma c’è ancora. E non basta proporre scenari utopistici per cambiare la realtà.

4) SCIPIONE Alberto Bagnai scrive la verità. l’unica verità possibile confutata da dati e grafici. La verita che è sotto i nostri occhi che la stampa main stream riesce a nasconderci. Alberto Bagnai in oltre 400 pagine fornisce un saggio economico lucido,ironico e devastante. Il tramonto dell’Euro è l’unica lettura possibile per informarsi. il tramonto dell’euro è l’unica speranza che ci resta

5) ALFREDO Con una narrazione rigorosa – il libro è pieno di dati reali, riscontrabili nei database delle principali istituzioni economiche mondiali (a differenza delle chiacchiere da bar dello sport di chi esalta le mirabilia dell’euro e diffonde notizie terrorizzanti sulle disgrazie che ci capiterebbero nel caso di un suo abbandono) – ma altresì avvincente e spesso esilarante, il professor Bagnai ci illustra chiaramente nell’interesse di chi è stata fatta la sciagurata operazione di aggancio alla moneta unica (del nord europa, area ex marco). Tale operazione, inutile in aree economicamente omogenee (Aree Valutarie Ottimali) e dannosa in caso di aree squilibrate per quelle meno forti, è servita a rafforzare il surplus del nord europa vs sud europa (PIIGS) ed a svendere a tale area forte la nostra economia (che con l’oscillazione della moneta nazionale, che non è una eresia ma risponde alla banale legge domanda/offerta, aveva comunque margini di difesa); essa è stata avallata al nostro interno perché, con la scusa del vincolo esterno (è l’europa che ce lo chiede!), non potendo più svalutare la lira si sono svalutati i salari dei lavoratori (direttamente o mediante lo smantellamento dello stato sociale). Paradossale (ma non tanto) è il fatto che anche le classi lavoratrici del nord (Germania) hanno subito le conseguenze di tali politiche (mini jobs e precarizzazione del lavoro: riforma Hartz), alla faccia del tanto (in Italia) mitizzato lavoratore della Volkswagen: riprova del fatto che le politiche liberiste stanno agendo ovunque a senso unico, aumentando il divario tra i pochi che hanno sempre di più e i tanti che hanno sempre di meno.

6) GIANNI Ottimo testo che spiega in modo semplice e scorrevole la truffa dell’euro. Da leggere e regalare a chi ancora crede al più europa. P.s Le pagine sono 414 e non 192

qui la questione non è una guerra tra chi scrive il libro migliore. qui siamo nella cacca fino al collo. e tutto ciò che ci aiuta a liberarci da questo cappio al colllo ben venga.

bisognerebbe che il movimento di GRILLO prendesse con sè uomini come MAZZALAI, BAGNAI e simili. come diceva il grande AURITI già 15 anni fà, qui LA QUESTIONE è MORTALE.

quindi bando alle ciance e diamoci da fare.

by DORF

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