DOUBLE DIP RECESSION: LA VERITA’ MACRO….SEMPRE PIU’ FIGLIA DEL TEMPO

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza

 

Double dip recession, double dip recession, recession, recession….questo è l’eco che proviene dalle profonde gole del canyon dell’economia americana, profonde quanto basta per fare eccheggiare negli ultimi tempi la fragilità di una ripresa che si è dimenticata completamente dell’essere umano e della sua dignità, in nome di una produttività, di un profitto di breve termine, che nella sostanza sta logorando le premesse per una ripresa sostenibile.

Mentre nello stagno putrido dei mercati azionari continua a rimbombare nelle orecchie delle nostre euforiche rane, il traguardo degli "open interest" il dogma assoluto delle scadenze tecniche, le tre streghe e in quelle dei fondi l’esigenze di portare in lavanderia le proprie performance per offrire un trimestre accettabile, la verità macro, specialmente per quanto riguarda l’occupazione continua inesorabilmente a segnalare una nuova pesante ricaduta delle economie occidentali.

MILANO (MF-DJ)–Nella settimana al 12 giugno le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono state 472.000, in aumento di 12.000 unita’ rispetto alla settimana precedente (dato rivisto a 460.000 da 459.000). Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro americano, aggiungendo che la media delle ultime 4 settimane e’ di 463.500, in calo di 500 unita’ rispetto alla media mensile calcolata al termine della settimana precedente (464.000 rivisto).
In aumento di 88.000 unita’ le richieste continuative, ovvero le richieste rinnovate dopo la prima settimana, che al 5 giugno ammontavano a 4,571 mln unita’.

Se non si scende sotto le 400.000 richieste medie settimanali nella media a quattro settimane non vi è alcuna possibilità di assistere ad una reale ripresa dell’occupazione e tantomeno del tasso di disoccupazione. Le piccole e medie imprese, vero e proprio motore dell’economia americana non hanno alcuna intenzione di assumere. Le altre imprese, prima aumentano le ore lavorative dei partime e fanno ricorso ai lavori a tempo determinato e poi tagliano in nome del dogma della produttività tutto quello che resta da tagliare, investimenti, occupazione e prezzi, provocando deflazione nel tempo.

MILANO (MF-DJ)–L’indice manifatturiero regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia si e’ attestato a giugno a 8 punti, in calo dai 21,4 di maggio (21 punti il consenso degli analisti). Il sottoindice dei nuovi ordini al settore manifatturiero, si legge nel comunicato della Fed, ha registrato un rialzo a quota 9,0 punti (6,1 a
maggio), mentre quello sull’occupazione e’ sceso a -1,5 punti dai 3,2 del mese scorso. 

Stiamo parlando di un collasso del sottoindice occupazionale, non ci resta che attendere la realtà dell’indice CFNAI, grandissimo indicatore macroeconomico!

Business Outlook Survey ( thanks to Philadelphiafed) A monthly survey of manufacturers in the Third Federal Reserve District.

L’inversione ad U dell’indice Philly nei dettagli va oltre la dinamica parziale e suggerisce una evidente frenata del settore manifatturiero, la fine della favola della ricostituzione delle scorte di magazzino.

Anche il tanto acclamato indice WLI dell’ EconomicCycleResearchInstitute sussurra che il tempo sta cambiando all’orizzonte.

Weekly Indexes Chart

U.S. Coincident Growth Rate Chart

Ora, qualcuno sostiene che non si tratti affatto di un possibile ritorno in recessione, ma di una lunga ed estenuante risalita da un inferno macroeconomico che ci ha portati a sfiorare una nuova depressione. 

Questa invece è la situazione mondiale che ci presenta Barry Ritholtz, a seconda del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ognuno valuti attentamente non solo le dinamiche presenti ma quelle che si riproporranno in futuro, gli squilibri esistenti e le variabili ancora aperte sul tavolo.

Certo, tutto è possibile, ma io continuo a guardare all’orizzonte e ad intravvedere un lungo nuovo decennio perduto, dopo una continuazione di questa Grande Recessione, anche perchè qualcuno continua a dimenticare le dimensioni del buco nero creato dalla finanza, qualcuno continua a dimenticare le dimensioni del debito privato e sovrano, creato negli ultimi decenni.

A proposito di debito privato, la Comunità Europea, ha riconosciuto quello che Icebergfinanza condivide da tempo con i suoi lettori, ovvero l’importanza all’interno del debito complessivo di una nazione della percentuale di debito privato, debito privato in cui l’ Italia è il paese con il più basso tasso al mondo e quindi ovviamente con il più alto tasso di risparmio privato, un visrtuosismo di questi tempi di cui possiamo andare fieri.

BRUXELLES 17 giugno (Reuters) – Il Consiglio europeo di oggi ha valutato i nuovi criteri di sostenibilità del debito dei vari Paesi, comprendendo in tale concetto anche il debito privato nei singoli Stati.Lo ha detto il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy nel corso della conferenza stampa a conclusione del vertice di oggi durante il quale sono state decise interventi per una maggiore trasparenza e controllo dei bilanci e un maggior coordinamento della politica economica che dovrebbero consentire ai leader dell’Unione europea di mostrare ai mercati di essere in grado di fronteggiare la crisi finanziaria dell"Eurozona e prevenirne il ripetersi. Reuters

Altri sono i problemi del nostro Paese, ma si deve dare atto ad Icebergfinanza di avere spiegato nei minimi dettagli per quale motivo oggi il nostro Paese è messo in una condizione migliore rispetto ad altri paesi dell’area euro.

Nel frattempo restano irrisolti alcuni quesiti che quotidianamente ci propongono gli indicatori del credito e qualche monello sembra voler ritornare a fare scoppiare qualche petardo CDS. Mentre tutti ovviamente assicurano sui risultati dei famigerati "stress test" noi continuiamo ad osservare segnali di tensione all’orizzonte.

Colgo nel frattempo l’occasione di ringraziare tutti i Compagni di viaggio per la stima e l’affetto dimostratomi in occasione della prenotazione del mio libro in uscita a settembre, scusandomi per l’impossibilità di rispondere a tutti.

Per chiunque volesse lasciare una prenotazione senza alcun impegno, per aiutarci ad avere un’idea di massima di quante copie mandare in stampa alla prima uscita l’appuntamento è cliccando qui sotto sul banner della Madre di tutte le crisi,  , dove troverete un assaggio di quello che verrà …..

 

SE VUOI SOSTENERE ICEBERGFINANZA CLICCA QUI SOTTO!
 

 
 
Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

 
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31 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2010 at 07:19

"debito privato in cui l' Italia è il paese con il più basso tasso al mondo e quindi ovviamente con il più alto tasso di risparmio privato, un visrtuosismo di questi tempi di cui possiamo andare fieri."Non credo che dobbiamo essere fieri di questo virtuosismo. LA REALTA' E' che abbiamo sempre riempito il salvadanaio perchè non abbiamo MAI avuto fiducia dei nostri politicanti e del nostro Stato.Condivido integralmente il suo punto di vista, la leggo da 2 anni e ammiro il suo lavoro.Maurettopanetto TS

Scritto il 18 giugno 2010 at 09:20

Ma in deflazione cosa si fa? Si resta liquidi, si investe, e in che cosa? Si creano attività economiche?

utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2010 at 12:01

Capitan Andrea sei FORTISSIMO.solo gli idioti e i disonesti vedono la ripresa economica.EUR-USDEUROPA USAc'è accordol'euro non salta, euro debole quindi bilancia commerciale positiva in Europa, ma niente deficit fiscali.il dollaro non salta, l'impero US avrà deficit commerciale e fiscale….ma è Impero, con una valuta Mondiale.chi so lo prende nel cu… è la China. che non esporta più come prima.ma non andate nei centri commerciali, o al Lidl per es.  io ho comprato ottimi coltelli per 3 euro, che i cinesi se li sognano…non sono più competitivi i cinesini…i coltelli provenivano dall'UK.si soffrirà ma l'Europa +  USA sono e saranno i PRIMI.se poi si avesse una casetta in Canadà, o in Brasile , o in Argentina….sarebbe come stare in Paradiso.Bisogna impegnarsi a far tacere gli idioti e i disonesti,  entrambi parassiti.UMILTA  UMILTA UMILTAgiobbe 8871

utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2010 at 12:46

Ripeto ma qualcuno di voi è mai stato in Giappone: cosa importa che abbassassero gli stipendi. Il problema è che i prezzi sono sempre saliti e a Tokio tutto costa fdi più che in tutto il resto del mondo.Fate un viaggio se avete un pò di soldi……Mi fate sorridere::::…………..çççççç°°°####

Scritto il 18 giugno 2010 at 14:48

Saluti al capitano e a tutta la ciurmaUna richiesta di aiuto per capire quello che è.successo ieri nel mercato americano.Inspiegabilmente, per me, ieri il rendimento dei Treasur a 5 ,10,e 20 annisono scesi notevolmente, segno di consistenti acquisti, l’oro è salito segno di consistenti acquistie gli indici azionari, leggermente positivi poco  variati.La domanda è questa; da dove vengono i dollari per gli acquisti?Quando non capisco, mi vengono le paranoie e comincio a pensare cose forse assurde,tipo che la fed centra qualcosa.Poi le esportazioni sono in netta ripresa e il Baltic Dry Index è sceso in un mese da 4000A  2783 che stiano tutti esportando per via aerea?Le mie non sono domande retoriche invito chi ci capisce a postare qualcosa lo ringrazio in anticipo.

utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2010 at 17:24

chi può risponderti se non un comunicatore ?i primi ns comunicatori  sono i genitori ,  poi i preti  etc etc , che talvolta ci raccontano che esiste babbo natale e la befana e ci crediamo fino a 10 12 anni,   poi , altri comunicatori ufficiali che ci riempiono di favole e frottole ,chissa perchè , eppure qualcuno,  ci crede per tutta vita.

utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2010 at 17:40

ma il dotor toro seduto non aveva previsto calo fino a fine mese, quindi non e' un outsider, ma uno normale come tuttiringrazio come sempre il Dott Mazzalai per le sue perle

Scritto il 18 giugno 2010 at 18:38

E’ un piacere scoprire che il Giappone non e’ mai stati in deflazione un po’ come la Germania che non ha mai visto l’iperinflazione o l’America la Grande Depressione …..forse non legge affatto giornali d’epoca! Per il resto si continuerà ancora per un po di tempo a comprare treasuries e sempre più oro pur con gli stati d’animo che passeranno spesso dall’euforia alla depressione. Chi compra in America titoli di Stato come in tutto il mondo sono le banche che non hanno alternativa con le voragini patrimoniali che si ritrovano e indubbiamente le banche centrali…..ecco perché Iceberfinanza da ormai un anno sussurra che i tassi resteranno compressi per qualche tempo molto di più di quello che il mercato e’ in grado di comprendere…un anno sereno al 4% non si dimentica tanto facilmente con plusvalenze notevoli dall’estate 2009. Qui non si danno consigli operativi perché non si gioca con i risparmi della gente, perché nessuno conosce sogni, esigenze, prospettive, necessita’ e propensione al rischio di chi legge per informarsi per avere maggiore consapevolezza. Qui si cresce insieme navigando nell’oceano della consapevolezza, i migliori consulenti di Voi stessi siete Voi. Ci si informa si ascolta il parere degli “esperti” professionisti seri non ciarlatani, professionisti che lavorano con trasparenza ed etica ma poi si decide con la propria testa anche se ciò comporta fatica come la cultura l’istruzione e tutto ciò che ti aiuta a crescere a confrontarti senza dimenticare la collaborazione, la solidarietà chi non ha le nostre opportunità Anche ciò che vi racconta Andrea va analizzato va compreso e criticamente vivisezionato. Buon fine settimana a tutti Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2010 at 19:14

Osaka – Imperial Hotel, pieno centro, sul fiume, desing Frank Lloyd Writgt..nella stagione dei ciliegi …prezzo 175 Euro a notte, shopping di generi elettronica ottimi, taxi sugli stessi livelli italiani…cibo su tutte le fascie.Prova a prenotare un albergo dello stesso stile a Milano e dimmi che legnata ti arrriva !Saluti ma non prendertela se qualcuno non e' del tuo parere e non investe soldi in borsa perche la considera alla stregua di una sala giochi d' azzardo!Massimo

utente anonimo
Scritto il 18 giugno 2010 at 19:24

volevo stimolarti Capitano,  in riferimento ai comunicatori,  e trovo correttee sagge le tue parole  ogni comunicatore va vivisezionato  in particolare gli  estranei ,   quelli che vogliono iniziare a comunicarti le cose quando addirittura sei in fasce o nella pancia,  che motivo hanno per volerlo fare in tutta  fretta prima possibile ?buon fine settimana a tuttil'ignorante

Scritto il 18 giugno 2010 at 19:37

Che "arietta" che spira che "arietta"!!!….Buon Vento Cari Compagno di Viaggio…

Buon Vento…CapitanooooooooooValentinap.s con sta "faccenda dei comunicatori, mi avete messo un pò in difficoltà", ma penso di aver colto l'essenziale..Hihhihi. 

utente anonimo
Scritto il 19 giugno 2010 at 00:08

Salve Marinai, Il tempo passa, le burrasche economiche si alternano a periodi di relativo bel tempo anche se l’aria resta freddina, ma come sempre l’articolo del Capitano è …. fuori dal coro, completamente. D’altronde il veliero stesso è un luogo particolare. Leggere gli articoli del Capitano, i commenti della sua bella Ciurma, è sempre un momento a parte. È semplicemente come scoprire una realtà nascosta, che si schiude mostrandoci una parte d’umanità che altrimenti svanirebbe, schiacciata dall’indifferenza di un mondo delirante e tracotante di false verità e del nulla interiore.Già, è sempre un piacere leggere pezzi d’altri tempi, dove il Capitano fa affermazioni basandole su analisi personali riferite a fatti e dati esistenti, disponibili per tutti coloro sono disposti a cercarli, condividerli e magari a comprenderli e discuterli. E’ un’interpretazione di un istante di realtà comune, un modo di condividere una visione della realtà che non impone nulla di fazioso o di conveniente, è una pura e semplice ricerca della realtà, difensiva e controcorrente, in un tempo dove questi concetti e valori tanto importanti, sono oramai persi in un mare di corruzione e approssimazione, in balia dei capricci di chi ha il potere economico ma è completamente privo di valori interiori, di valori “umani”. Permettetemi, non bastano quattro ciarlieri “lacchè” imbellettati, con tanto di laurea in università blasonate oramai in un tempo che fu, per risollevare il mondo da questa crisi. Forse perché le sue dimensioni sono immense, forse perché in tanti ci stanno speculando, o forse per il semplice motivo che la crisi è il prodotto diretto di questo sistema, che non vuole assolutamente cambiare.Che tristezza. Ora si aggiunge l’amarezza della prepotenza, dei sacrifici imposti da una classe sociale corrotta e decadente alle parti più deboli. In tutto il mondo si taglia sul sociale, non sugli sprechi, non sulla corruzione, non sulle spese per le lobby, solo dove ci sono i numeri che non si possono difendere ai grandi tavoli della finanza … si taglia solo dove c’è la carne da macello. In un momento dove in paesi come la Cina delle persone muoiono per rivendicare diritti che noi ritenevamo fino a qualche mese fa banali e basilari, nella nostra Europa, nella nostra Italia si svendono i diritti e si smantellano conquiste sociali, con ricatti da barzelletta. Ma se almeno lo sforzo fosse diretto a creare qualcosa per le nuove generazioni …. ho quasi l’impressione che i giovani e la stessa popolazione stessa siano visti come un costo per chi governa e questo … mi fa ancora più dolore. Attenzione, la situazione non è semplice, gli USA stampano soldi come fossero coriandoli e …. nessuno dice nulla, molti stati USA sono in default ed il bilancio federale è di pubblico dominio, ma il dollaro si rivaluta sull’euro? Certo noi abbiamo un bell’armadio stagionale pieno di scheletri dell’est e tante altre cosine nostre …. ma il vero malato è la giustizia USA, il suo controllo sulle grandi banche e l’incredibile leggerezza con cui hanno lasciato proliferare i vari “veicoli” finanziari dal 2000 a questa parte, truffe su truffe con effetto leva, fino a generare un credito “OTC” che ora sta cercando di trasformarsi in qualcosa di reale, ovviamente a discapito dell’economia vera. Il debito corporate? Attenzione signori, è un debito che normalmente è stato fatto basando le emissioni sul presunto valore reale dell’impresa e sul presunto fatturato futuro, in un mondo dove tutto aumentava del 5-10% all’anno, specie in USA. Non erano previste crisi immobiliari o crolli di produzione e crescita mondiali del 50% …. è un castello di carte e basterebbe veramente il battito d’ali di una farfalla …. Perdonate lo sfogo …. ha ragione il Capitano, occorre veramente cercare di dare più valore a quello che facciamo, alle nostre scelte, ai nostri cari. Bisogna cercare di costruire una finanza nuova, sicuramente più etica e sicuramente meno distruttiva per la società, dove nel valore gestito, le voci più importanti siano l’uomo ed il suo benessere reale, non il guadagno fine a sè stesso.  Buona serata Marinai ….  Francia R

Scritto il 19 giugno 2010 at 01:32

ciao a tutti.  ma ragazzi…c'è una soluzione x uscire da questo inferno del debito.  scappare dai banchieri usurai. c'è lo ha insegnato in italia GIACINTO AURITI.  in francia Maurice Allais.  in germania e austria GESELL.in  america Irving Fisher.  ma di quante prove avete bisogno?  di 1 miliardo?  non vi bastano queste?  tutti ad inseguire le idee del pazzo di adam smith.  seguendo smith il mondo è vicino al baratro.  bei furbi che siamo!   nel 1930 c'era una deflazione pazzesca!  2 ecomisti  la studiarono bene bene.  uno era GESELL  e l'altro M.KEYNES. ma Keynes non ci capi' mica tanto. pensava solo ad abbassare i tassi d'interesse.  ma non basta x far riprendere l'economia.  difatti non riparti' nulla.  perchè tutti hanno paura di spendere (sempre se ne hanno di soldi), e aspettano…aspettano..aspettano.  e le fabbriche chiudono.  la chiamava liquidity trap.  trappola della liquidità.  Gesell propose di rendere la moneta deperibile come ogni altra merce. voleva scoraggiare l'accumulo inoperoso e accelerare la circolazione. Gesell voleva anche distruggere i tassi d'interesse. qui è lunga da spiegare.  fatto sta che il suo esperimento fù bloccato dopo poco tempo.  succese cosi' nel 1931 in austria a Woergl.  Innsbruck voleva imitarla. poi però gli usurai ladroni della banca centrske d'austria fece chuidere tutto. come mai??  avevano scoperto iltrucco del creare denaro dal nulla. Keynes lodò la sua genialità. i suoi libri andavano a ruba. e le sue teorie si applicarono molto negli USA anni 30. Lui voleva rendere giustizia sociale e progresso umano. voleva anche liberare il credito dall'interesse, e la terra dal costo delle rendite e degli affitti. cosicchè i lavoratori avrebbero ricevuto finalmente il frutto integrale del loro lavoro.   dopo la liquidazione dell'esperimento, gli economisti universitari-servili agli interessi bancari-hanno fatto di tutto x cancellarne anche la memoria.   ciò non impedi' come ricordò Keynes che centinaia di gruppi favorevoli alla moneta di GESELL si sviluppassero in tutto il mondo.   Ma negli stati uniti della grande depressione, dove l'economia era paralizzata dalla non-circolazione del denaro, la moneta deperibile convinse un economista importante, Irving Fisher.  nel 1933 Fisher scrisse un opuscolo (stamp scrip) per spiegare come funzionavano le banconote bollate. lo propose pure a ROOSVELT.  un sistema temporaneo di moneta deperibile su scala americana. le banconote di Fisher avrebbero dovuto essere bollate -per rendere più veloce la loro circolazione-ogni settimana, con un bollo del 2% del valore facciale. fù fatto un disegno di legge x introdurre al nuova moneta presentato al Congresso-dove fù, ovviamnete bocciato. però nel 32-33 in15 città americane lo fecero. in molti casi il sistema  funzionò. in francia nel 33 ci provarono. poi quei bastardi della banca di francia bloccò tutto. fecero però la fesseria di parlarne col partito radicale (di allora), il braccio politico della massoneria.  infine in italia l'unico che ci ha prvato ed era riuscito l'esperimento,  fù il grande Giacinto Auriti. quindi raggazi miei, poche ciance.  i mezzi ce li abbiamo.  le idee pure.  tocca a voi rimboccarvi le maniche.  meno computer, meno chiacchere e più fatti.  scrivete al vostro politico.  proponetegli  questo  o cose simili.  http://www.parlament.ch/i/suche/pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20100422   questo bisogna fare  e basta.  vi saluto.  

 

 

DORF

 

 

 

Scritto il 19 giugno 2010 at 01:32

ciao a tutti.  ma ragazzi…c'è una soluzione x uscire da questo inferno del debito.  scappare dai banchieri usurai. c'è lo ha insegnato in italia GIACINTO AURITI.  in francia Maurice Allais.  in germania e austria GESELL.in  america Irving Fisher.  ma di quante prove avete bisogno?  di 1 miliardo?  non vi bastano queste?  tutti ad inseguire le idee del pazzo di adam smith.  seguendo smith il mondo è vicino al baratro.  bei furbi che siamo!   nel 1930 c'era una deflazione pazzesca!  2 ecomisti  la studiarono bene bene.  uno era GESELL  e l'altro M.KEYNES. ma Keynes non ci capi' mica tanto. pensava solo ad abbassare i tassi d'interesse.  ma non basta x far riprendere l'economia.  difatti non riparti' nulla.  perchè tutti hanno paura di spendere (sempre se ne hanno di soldi), e aspettano…aspettano..aspettano.  e le fabbriche chiudono.  la chiamava liquidity trap.  trappola della liquidità.  Gesell propose di rendere la moneta deperibile come ogni altra merce. voleva scoraggiare l'accumulo inoperoso e accelerare la circolazione. Gesell voleva anche distruggere i tassi d'interesse. qui è lunga da spiegare.  fatto sta che il suo esperimento fù bloccato dopo poco tempo.  succese cosi' nel 1931 in austria a Woergl.  Innsbruck voleva imitarla. poi però gli usurai ladroni della banca centrske d'austria fece chuidere tutto. come mai??  avevano scoperto iltrucco del creare denaro dal nulla. Keynes lodò la sua genialità. i suoi libri andavano a ruba. e le sue teorie si applicarono molto negli USA anni 30. Lui voleva rendere giustizia sociale e progresso umano. voleva anche liberare il credito dall'interesse, e la terra dal costo delle rendite e degli affitti. cosicchè i lavoratori avrebbero ricevuto finalmente il frutto integrale del loro lavoro.   dopo la liquidazione dell'esperimento, gli economisti universitari-servili agli interessi bancari-hanno fatto di tutto x cancellarne anche la memoria.   ciò non impedi' come ricordò Keynes che centinaia di gruppi favorevoli alla moneta di GESELL si sviluppassero in tutto il mondo.   Ma negli stati uniti della grande depressione, dove l'economia era paralizzata dalla non-circolazione del denaro, la moneta deperibile convinse un economista importante, Irving Fisher.  nel 1933 Fisher scrisse un opuscolo (stamp scrip) per spiegare come funzionavano le banconote bollate. lo propose pure a ROOSVELT.  un sistema temporaneo di moneta deperibile su scala americana. le banconote di Fisher avrebbero dovuto essere bollate -per rendere più veloce la loro circolazione-ogni settimana, con un bollo del 2% del valore facciale. fù fatto un disegno di legge x introdurre al nuova moneta presentato al Congresso-dove fù, ovviamnete bocciato. però nel 32-33 in15 città americane lo fecero. in molti casi il sistema  funzionò. in francia nel 33 ci provarono. poi quei bastardi della banca di francia bloccò tutto. fecero però la fesseria di parlarne col partito radicale (di allora), il braccio politico della massoneria.  infine in italia l'unico che ci ha prvato ed era riuscito l'esperimento,  fù il grande Giacinto Auriti. quindi raggazi miei, poche ciance.  i mezzi ce li abbiamo.  le idee pure.  tocca a voi rimboccarvi le maniche.  meno computer, meno chiacchere e più fatti.  scrivete al vostro politico.  proponetegli  questo  o cose simili.  http://www.parlament.ch/i/suche/pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20100422   questo bisogna fare  e basta.  vi saluto.  

 

 

DORF

 

 

 

utente anonimo
Scritto il 19 giugno 2010 at 03:00

faccio presente:1) i risparmi  dei virtuosi sono esclusivamente degli stessi e devono essere restituiti a richiesta del risparmiatore medesimo.2) Le banche italiane e governo siano consapevoli che i debiti bisogna pagarli non rubando al prossimo.Se vogliono farlo, devono iniziare a incassare da chi ci ha derubato negli ultimi 30 anni,  dove la corruzione politico finanziaria mafiosa imprenditoriale ,si e'valorizzata creando ad arte   quel 35% di debito pubblico in piu' che in modo  illegittimo pesa su tutti noi .Qualche politico,senatore a vita,grandi imprenditori e banchieri, lo stesso vaticano ,nella prova della verita' risulterebbero colpevoli del maltolto  e  smascherati  dalle loro doppie  personalita'.Silvestro

utente anonimo
Scritto il 19 giugno 2010 at 03:19

Dorf  ammiro il suo coraggio, ma stando con i piedi per terra,dobbiamo ammettere che la frittata e' fatta.Solo una rinascita di onesta'puo' cambiare  in positivo il destino dell,umanita'.Silvestro.

Scritto il 19 giugno 2010 at 07:19

E' bello leggervi tutti! davvero bello!Non smetterò mai di ringraziare il nostro Capitano per aver reso possibile questo viaggio!Francia R.(brutto pendaglio da forca!) quanto tempo, ho avuto un attimo di disorientamento ma poi ti ho riconosciuto subito…il concreto realismo di Dorf (che era poi con noi a Trento, peccato che ci sia stato pochissimo tempo per parlare, c'è sempre poco tempo) e di Silvestro…si Silvestro la frittata sarà anche fatta…ma ciò non significa che non ci si possa attivare ogni giorno in modo diverso…ma soprrattutto pensare a un mondo diverso, in modo diverso…l'azione prima di essere tale è pensiero e assunzione di responsabilità poi…vi saluto  ricordandovi una citazione di SD di qualche giorno fa che non dimentico di leggere:…"Fa male dimenticarsi di sé e vivere secondo un copione scritto da altri.Ricordati di te!….e di quel senso di verità che trovi solo tuo cuore.Non c'è niente di vago e indefinito nella tua intensità e nella tua passione nel momento in cui smetti di andare a destra e a sinistra e ti impegni direttamente.E' la tua stessa inclinazione a coinvolgerti  emotivamente in un modo che ti sovrasta, a portarti alle fughe laterali.Questa volta incontra ciò che la vita ha da offrirti a testa alta.La consapevolezza è la tua stessa natura: puoi dimenticarla, ma non puoi perderla. Non può essere rubata. E' il tuo stesso centro.Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore.Deve  trattarsi d'altro, perchè amore amore e libertà vanno a braccietto, sono due ali dello stesso gabbiano.Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos'altro in nome dell'amore."Buon vento Marinai!navighiamo…navighiamoValentina

utente anonimo
Scritto il 19 giugno 2010 at 10:41

U.S. Debt and the Greece Analogyby Alan GreenspanFriday, June 18, 2010provided byDon't be fooled by today's low interest rates. The government could very quickly discover the limits of its borrowing capacity.More from WSJ.com:An urgency to rein in budget deficits seems to be gaining some traction among American lawmakers. If so, it is none too soon. Perceptions of a large U.S. borrowing capacity are misleading.Despite the surge in federal debt to the public during the past 18 months—to $8.6 trillion from $5.5 trillion—inflation and long-term interest rates, the typical symptoms of fiscal excess, have remained remarkably subdued. This is regrettable, because it is fostering a sense of complacency that can have dire consequences.The roots of the apparent debt market calm are clear enough. The financial crisis, triggered by the unexpected default of Lehman Brothers in September 2008, created a collapse in global demand that engendered a high degree of deflationary slack in our economy. The very large contraction of private financing demand freed private saving to finance the explosion of federal debt. Although our financial institutions have recovered perceptibly and returned to a degree of solvency, banks, pending a significant increase in capital, remain reluctant to lend.More from Yahoo! Finance:• Countries with the Most Millionaires• BP's $20 Billion Drop in the Bucket• Why American Workers Need To Toughen UpVisit the Banking & Budgeting CenterBeneath the calm, there are market signals that do not bode well for the future. For generations there had been a large buffer between the borrowing capacity of the U.S. government and the level of its debt to the public. But in the aftermath of the Lehman Brothers collapse, that gap began to narrow rapidly. Federal debt to the public rose to 59% of GDP by mid-June 2010 from 38% in September 2008. How much borrowing leeway at current interest rates remains for U.S. Treasury financing is highly uncertain.The U.S. government can create dollars at will to meet any obligation, and it will doubtless continue to do so. U.S. Treasurys are thus free of credit risk. But they are not free of interest rate risk. If Treasury net debt issuance were to double overnight, for example, newly issued Treasury securities would continue free of credit risk, but the Treasury would have to pay much higher interest rates to market its newly issued securities.In the wake of recent massive budget deficits, the difference between the 10-year swap rate and 10-year Treasury note yield (the swap spread) declined to an unprecedented negative 13 basis points this March from a positive 77 basis points in September 2008. This indicated that investors were requiring the U.S. Treasury to pay an interest rate higher than rates that prevailed on comparable maturity private swaps.(A private swap rate is the fixed interest rate required of a private bank or corporation to be exchanged for a series of cash flow payments, based on floating interest rates, for a particular length of time. A dollar swap spread is the swap rate less the interest rate on U.S. Treasury debt of the same maturity.)At the height of budget surplus euphoria in 2000, the Office of Management and Budget, the Congressional Budget Office and the Federal Reserve foresaw an elimination of marketable federal debt securities outstanding. The 10-year swap spread in August 2000 reached a record 130 basis points. As the projected surplus disappeared and deficits mounted, the 10-year swap spread progressively declined, turning negative this March, and continued to deteriorate until the unexpected euro-zone crisis granted a reprieve to the U.S.The 10-year swap spread quickly regained positive territory and by June 14 stood at a plus 12 basis points. The sharp decline in the euro-dollar exchange rate since March reflects a large, but temporary, swing in the intermediate demand for U.S. Treasury securities at the expense of euro issues.The 10-year swap spread understandably has emerged as a sensitive proxy of Treasury borrowing capacity: a so-called canary in the coal mine.I grant that low long-term interest rates could continue for months, or even well into next year. But just as easily, long-term rate increases can emerge with unexpected suddenness. Between early October 1979 and late February 1980, for example, the yield on the 10-year note rose almost four percentage points.In the 1950s, as I remember them, U.S. federal budget deficits were no more politically acceptable than households spending beyond their means. Regrettably, that now quaint notion gave way over the decades, such that today it is the rare politician who doesn't run on seemingly costless spending increases or tax cuts with borrowed money. A low tax burden is essential to maintain America's global competitiveness. But tax cuts need to be funded by permanent outlay reductions.The current federal debt explosion is being driven by an inability to stem new spending initiatives. Having appropriated hundreds of billions of dollars on new programs in the last year and a half, it is very difficult for Congress to deny an additional one or two billion dollars for programs that significant constituencies perceive as urgent. The federal government is currently saddled with commitments for the next three decades that it will be unable to meet in real terms. This is not new. For at least a quarter century analysts have been aware of the pending surge in baby boomer retirees.We cannot grow out of these fiscal pressures. The modest-sized post-baby-boom labor force, if history is any guide, will not be able to consistently increase output per hour by more than 3% annually. The product of a slowly growing labor force and limited productivity growth will not provide the real resources necessary to meet existing commitments. (We must avoid persistent borrowing from abroad. We cannot count on foreigners to finance our current account deficit indefinitely.)Only politically toxic cuts or rationing of medical care, a marked rise in the eligible age for health and retirement benefits, or significant inflation, can close the deficit. I rule out large tax increases that would sap economic growth (and the tax base) and accordingly achieve little added revenues.With huge deficits currently having no evident effect on either inflation or long-term interest rates, the budget constraints of the past are missing. It is little comfort that the dollar is still the least worst of the major fiat currencies. But the inexorable rise in the price of gold indicates a large number of investors are seeking a safe haven beyond fiat currencies.The United States, and most of the rest of the developed world, is in need of a tectonic shift in fiscal policy. Incremental change will not be adequate. In the past decade the U.S. has been unable to cut any federal spending programs of significance.I believe the fears of budget contraction inducing a renewed decline of economic activity are misplaced. The current spending momentum is so pressing that it is highly unlikely that any politically feasible fiscal constraint will unleash new deflationary forces. I do not believe that our lawmakers or others are aware of the degree of impairment of our fiscal brakes. If we contained the amount of issuance of Treasury securities, pressures on private capital markets would be eased.Fortunately, the very severity of the pending crisis and growing analogies to Greece set the stage for a serious response. That response needs to recognize that the range of error of long-term U.S. budget forecasts (especially of Medicare) is, in historic perspective, exceptionally wide. Our economy cannot afford a major mistake in underestimating the corrosive momentum of this fiscal crisis. Our policy focus must therefore err significantly on the side of restraint.Mr. Greenspan, former chairman of the Federal Reserve, is president of Greenspan Associates LLC and author of "The Age of Turbulence: Adventures in a New World" (Penguin, 2007).

utente anonimo
Scritto il 19 giugno 2010 at 10:50

Caro capitano, la senzazione che mi sono fatto io, e' che nonostante molte delle cose che analizzi sono  molto interessanti, tu dai una probabilità sempre troppo elevata ad ogni evento negativo e una probabilità nulla ad ogni evento positivo, inoltre il peso specifico di ogni evento lo valuti esclusivamente in fase negativa, è per questa ragione che ormai ti sei fatto la nome di catastrofista, per cui almeno prendine atto.moli economisti fanno l'esatto contrario, ovvero non danno nessuna possibilità ad eventi negativi e laddove li riscontrino ne danno un impatto minimo, ma la virtu' non sta ne mezzo?Roberto

Scritto il 19 giugno 2010 at 12:01

Certo Roberto …..peccato che io aggiungo sempre il perché la probabilità di un evento sia elevata e inoltre sino ad oggi tutte le variabili macro analizzate si stanno realizzando o si sono realizzate Questo io lo chiamo Realismo Andrea

Scritto il 19 giugno 2010 at 13:09

Certo Capitano! Grande Realismo…Ricollegandomi al veritiero commento di un nostro compagno di viaggio che diceva che bastava osservare…aggiungerei osservare con Realismo…e ripetendomi: perchè guardare non è vedere!Nulla di semplice e scontato in tutto ciò, proprio nulla!NamastéValentinap.s la "brezza continua"…

utente anonimo
Scritto il 19 giugno 2010 at 14:20

tra le brezze e i venti ho navigato ieri l'altro ,  in adriatico centrale ,  complessivamente  100 miglia  in una intera giornata di pesca a traina pesci zero  poco male  ma gabbiani  nemmeno uno  nemmeno in porto?che fine hanno fatto ?  ve ne erano milioni  e da voi marinai che mi dite ?

Scritto il 19 giugno 2010 at 16:21

Caro Anonimo 12……

Questo destino è per noi un mistero, perché noi non sappiamo quando i bufali saranno tutti massacrati, i cavalli domati, gli angoli segreti della foresta appesantiti con l’odore di molti uomini, e la vista delle colline opulenti deturpata dai cavi.

Dov’è il boschetto? Sparito. Dov’è l’aquila? Sparita.

La fine della vita è l’inizio della sopravvivenza.Andrea

Scritto il 19 giugno 2010 at 18:50

Ecco da dove vengono i gabbiani che da un mese girano sopra la mia casa qui a Viareggio e strillano mente volteggiano. Ringrazio 21 per avermelo segnalato, vengono dall'adriatico centrale.Cerco di convincerli a tornare da quelle parti, per me sarebbe un sollievo mica da poco!

utente anonimo
Scritto il 20 giugno 2010 at 10:14

Andrea,  resta il fatto che l'impatto delle variabili negative non è devastante come pensi e poi non valuti nemmeno minimamente nessuna variabile positiva. con questo non voglio farti diventare un ottimista, ma almeno toglierti di dosso quell'odioso senso di frustrazione e di odio e di desiderio di vedere tutto andare a a male, che trasuda da ogni tua parola.con questo chiudo.Roberto

utente anonimo
Scritto il 20 giugno 2010 at 10:34

p.s. ade esempio la Cina sta per iniziare a rivalutare la valuta locale, questo darà un impatto positivo a tutta l'economia mondiale, ma tu non dea menzione.voglio solo che tu ti renda conto ………poi chiaramente fai quello che credi, ma prendi coscienza che guardi solo a ciò che va male.§roberto

Scritto il 20 giugno 2010 at 10:35

"toglierti di dosso quell'odioso senso di frustrazione e di odio e di desiderio di vedere tutto andare a a male,…"scusa Roberto, non comprendo il tuo commento, certamente leggittimo, Ti risponderà il Capitano,ma da marinaio che naviga in questi tempestosi mari da tre anni, (qui tre anni, ma ben di più, altrove) quando fate queste osservazionioni, io non le vedo proprio…Ci sono cose, basta appunto osservare, "che vanno  male di loro"…ma proprio male, non da oggi…(o preferiamo buttare la polvere sotto al tappeto, anzichè aspirarla!)frustazione e odio poi, dalle parole di Andrea, in tre anni, non ne ho proprio mai incontrate, ( ed ho stampato,  oltre che letto tutto, proprio tutto) non so cosa tu abbia letto….in quanto al senso di fiducia…quella invece, penso che sia tanta…tanto da farne un post…Ci vuole coraggio, tanto coraggio  per credere nell'uomo e nelle sue "capacità"!!Tanto Coraggio e tanta Speranza, che trasuda dalla carena della nave!Navighiamo…navighiamo!Valentina

utente anonimo
Scritto il 20 giugno 2010 at 12:44

E' si Valentina, ci vuole molto coraggio per credere nell'Uomo e nelle sue capacità. Forse ancora di più ne occorre per credere in se stessi, nella propria capacità di percepire la realtà che ci circonda, per credere che realmente persone così immature, così vuote di valori interiori e soprattutto disoneste possano avere tanto potere economico e politico nel nostro paese. Pare una gara al ribasso … e questa situazione è sicuramente destabilizzante per molti. Ed è ancora più triste, ma facilmente comprensibile, come sia più semplice non credere,  aggredire o contrastare chi ci svela questa realtà nascosta … dietro un dito, piuttosto che prenderne atto o affrontarla materialmente. Per fortuna che il veliero esiste, ed ha una ciurma si fatta, ciurma che aumenta anche con persone fuori dal coro, ma che parlano e si confrontano … ed è proprio in una società come la nostra che questo luogo diventa più importante.SalutiFrancia R

Scritto il 20 giugno 2010 at 13:29

Bentornato caro Francia….Roberto io ho speranza in tutt’altra dimensione non certo in un comunicato ambiguo che sembra più che altro lasciato li per accontentare qualcuno. Il recente deprezzamento dell’euro sullo yuan ha fatto crollare le esportazioni cinesi e ti credi realmente che i cinesi siano disposti a subire il ritorno della potenza economica americana sacrificando le loro ambizioni? Questo sito si chiama Iceberfinanza. Ed esplora masse glaciali nascoste che gli altri occultano o rendono meno trasparenti. Per gli ottimisti di maniera per i manipolatori di verità c’ e’ un oceano di possibilità Se ti terrorizza l’ idea di avere davanti molti anni di riflessione e di ridimensionamento se non vuoi vedere la totale assenza di riforme approvate e non solo annunciate se non senti il potere delle lobbies dello status Quo se non riesci a vedere oltre la crisi economica e finanziaria sino a scorgere quella antropologica io non posso farci nulla la mia speranza e riposta in uomini e sistemi diversi da quelli che probabilmente osservi tu Non basta assistere ad un Pil migliore o alla rivalutazione dello yuan a regole migliori o piani di spesa pubblica espansiva se non rinasce una nuova responsabilità una nuova consapevolezza non solo avremo una crisi ogni cinque anni ma il progressivo spegnerai di una civiltà in attesa di una nuova Alba. Io credo nelle nuove generazioni solo da loro può arrivare il cambiamento credo in alcune perle che quotidianamente vincono le loro piccole battaglie per un mondo migliore. Sognare significa guardare oltre e non certo con le stesse facce gli stessi progetti le stesse idee. Piano piano ne stanno nascendo di nuove originali innovative ma se non metteranno al centro l’uomo anch’esse falliranno. C’e troppa fretta di ritornare a fare quello che si faceva prima troppa fretta per dimenticare Andrea

Scritto il 20 giugno 2010 at 20:19

Le precisazionì della Banca Popolare Cinese hanno però smorzato gli entusiasmi: l’aggiustamento non sarà realizzato tutto in una sola volta, ma in maniera «graduale». Nessuna rivalutazione rapida di una moneta che gli occidentali giudicano sottovalutata per aiutare le esportazioni cinesi. Le autorità terranno sotto controllo «le fluttuazioni del tasso di cambio» e la «stabilità fondamentale» dello yuan dovrà essere mantenuta. Il tema sarà dunque oggetto di confronto al G20. Toronto è ormai pronta a ospitare i leader e solo in Ontario, lo stato canadese che ospiterà il G8 e il G20, sono 20mila gli addetti mobilitati per assicurare la sicurezza dei big. L’agenda dei lavori si presenta fitta e non priva di ostacoli verso il raggiungimento di compromessi e accordi sui temi caldi: ripresa contro austerity, tassa sulle banche e, appunto, l’apertura della Cina. Secondo gli osservatori, la Cina permetterà allo yuan di apprezzarsi ‘simbolicamentè nei confronti del biglietto verde nei prossimi giorni, proprio in vista del G20 così da allentare la pressione internazionale. «Ma una volta che il G20 sarà chiuso e la Cina avrà evitato di essere etichettata come manipolatore di valute dagli Stati Uniti, lo yuan …forse qualcuno sta dimenticando coda significo protezionismo Andrea

utente anonimo
Scritto il 22 giugno 2010 at 22:53

Buonasera Capitano,Non so se "il comune intedere" si può realmente usare per ragionare di monete e politica monetaria, ma …. forse il vero problema è proprio lo yuan, non il valore che deve avere, ma il fatto che esiste e rappresenta len bene o nel male la più grande nazione industriale di questo mondo, che fino ad ora ha in apparenza "soggiaciuto" ai capricci di quattro furbastri che, con ingerenze da film di serie B, si sono trasformati in "signori" della cina e dell'economia mondiale, agendo con spregiudicatezza e non curanza per le ovvie conseguenze del loro operato.Pensare veramente che una nazione con tali dimensioni possa essere in eterno un semplice oggetto del capitalismo occidentale è semplicemente ingenuo quanto folle.Com'è stato ancora più folle imporre una si fatta classe dirigente "fascisteggiante" (per essere diplomatici) ad un paese di così antiche tradizioni.Ora ovviamente la situazione è maturata. La tanto cercata delocalizzazione della produzione industriale, il suo concentramento in determinate zone del mondo ha finalmente prodotto il frutto tanto cercato, ridistribuendo le ricchezze in nuove zone del mondo e creando nuovi squilibri e contendenti al "potere assoluto", brama perenne di chi giunge al potere su paesi, cose e persone in maniera assolutamente immatura, privo di qualsiasi forma di etica, morale o remora.Le prossime partite monetarie saranno dure … soprattutto per chi non ha più realmente alcun potere o peso economico, situazione in cui purtroppo  siamo finiti noi europei, grandi sostenitori del dollaro ed in apparenza dello status quò di un tempo che fu, mentre con mille intrighi distruggiamo tutto il ricco tessuto sociale che ha caratterizzato la nostra economia degli ultimi trent'anni.D'altro canto siamo stati satelliti della grande economia del dollaro e non siamo ancora pronti a ricavarci un "angolino" tutto nostro. Forse è più saggio proseguire senza provare a staccarci, ma il concetto di finanza anglosassone è molto duro ed in particolare gli USA non scherzano mai, nemmeno con la loro stessa nazione.La cosa più triste di questa situazione di travaglio è che la nascita di nuove economie a livello mondiale ha sempre portato nel breve conflitti economici e guerre vere, spesso fra stati dove "improvvide" quanto ignoranti classi dirigenti erano andate al potere, solitamente schiacciando i legittimi governi esistenti (magari corrotti), spesso con l'aiuto e l'ingerenza di ricche ed influenti nazioni "amiche" o simpatizzanti.Probabilmente, nei prossimi anni, qualunque cosa succederà di rilevante a livello mondiale, nel bene o nel male, arriverà da oriente e verosimilmente sarà proprio legata al frutto dell'attuale travaglio monetario, da questa miracolosa proliferazione di dollari a coprire infiniti debiti OTC e non, mentre le altre monete di riferimento fluttuano in una incredibile debolezza nei confronti di tale ipersvalutata (?) moneta. Ma … e l'inflazione?? Non perderei d'occhio l'oro, vecchio bene rifugio dai tempi dei sumeri e forse prima. In fondo probabilmente al momento è l'unico reale indicatore della svalutazione del dollaro. Forse presto nuove valute finalmente arriveranno a indicare la realtà finanziaria che ci circonda, e non sarà una cosa bella per le nostre economie.Forse siamo agli albori di una nuova rivoluzione industriale, dove il petrolio perderà parte della sua importanza a favore di altre materie ed altri combustibili più "elettrici", chissà …..SalutiFrancia R 

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