L'ALMANACCO DELLA DOUBLE DIP!

Scritto il alle 23:22 da icebergfinanza

Lo scorso anno a dicembre Nouriel Roubini in una intervista a Repubblica disse che …

Roubini sicuro "Non prevedo il il Double Dip" E' vero, la crescita globale per il 2011 sembra leggermente inferiore a quella dei 2010, ma la ripresa continua e le possibilità di un double dip, nella ricaduta nella recessione mondiale, a questo punto possiamo dire che siano diminuite in maniera molto significativa». Non ci sarebbe gran che di sorprendente in queste parole se a pronunciarle non fosse Nouriel Roubini, l'economista della NewYork University che si è fatto un solido nome di Cassandra per aver predetto in tutti i suoi sviluppi…etc,etc. QUI il testo completo.

Eppure, neanche otto mesi più tardi, sempre su Repubblica appare una nuova intervista, segno che la sfera di cristallo non ha funzionato …

"Seconda frenata inevitabile ma questa volta andrà peggio i governi non hanno più armi" 

«Tutto sembra far pensare che l´economia abbia già cominciato a rallentare, e ora, con una correzione di mercato del 10%, l´effetto ricchezza negativo e l´allargamento degli spread sul credito possono peggiorare ancora di più questo peggioramento della fiducia delle imprese, dei consumatori e degli investitori. E questo per quanto riguarda gli Stati Uniti. Nella periferia di Eurolandia, cinque Paesi – Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna – sono già in recessione. Tre hanno già perso la possibilità di rivolgersi ai mercati del credito, e a questo punto le probabilità che anche Italia e Spagna facciano la stessa fine sono molto alte. E l´Italia e la Spagna sono too big to fail, troppo grandi per fallire e troppo grandi per essere salvate. Nel Regno Unito l´attività economica è in calma piatta da tre trimestri. Il Giappone ha già avuto il double-dip, cioè la seconda recessione, e si riprenderà per qualche trimestre solo grazie alla ricostruzione post-Fukushima.

E ora quegli indicatori che di solito consentono di prevedere l´andamento dell´economia, come le assicurazioni private sui mutui a livello globale, segnalano un forte rallentamento della crescita di quei paesi che stavano crescendo molto rapidamente: la Cina, l´India, i mercati emergenti e quei Paesi come l´Australia che stavano tornando a crescere perché hanno un´economia orientata sulle risorse naturali. Le prospettive personalmente mi sembrano molto scoraggianti.

Credo che la differenza più importante rispetto al passato sia che stiamo rimanendo a corto di munizioni. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la zona euro stanno stringendo i cordoni della borsa. Ci sarà un drenaggio fiscale sull´idea di sostenere le banche che stanno rimanendo a corto di opzioni, perché ora i Governi sono in difficoltà.

Un altro problema è che gli Stati non possono salvare le loro banche, ma i problemi di debito pubblico si stanno trasformando in problemi del sistema bancario, per via dell´esposizione delle banche sui titoli di Stato. Come ne usciamo? Stiamo esaurendo le munizioni. Le autorità non hanno più cartucce monetarie, non hanno più cartucce di bilancio, non sono più nemmeno in grado di sorreggere il loro sistema finanziario. Per questo la situazione fa più paura di uno, due o tre anni fa, quando tutte queste cartucce ce le avevamo. Ora stiamo rimanendo senza».
 
 
Hei Nouriel dove sei stato in tutto questo tempo, il successo ha offuscato la tua sfera di cristallo? 

L'Italia in recessione, l'Italia troppo grande per fallire e troppo grande per essere salvata, in fondo un'opinione come tante altre, l'opinione di una Cassandra, la cui sfera di cristallo si è sbiadita, una sfera di cristallo a cui il giornale "la Repubblica"  continua a dare il massimo risalto, senza verificare il passato, senza verificare che spesso e volentieri il vento cambia e le Cassandre invecchiano.

Per non parlare di PIMCO o di Goldman Sachs, uno che invita a fuggire dai T-Bond americani e l'altra che promuove una crescita economica stellare tra il 3 e il 4 % annuo e target per i mercati americani spaziali… Le previsioni errate dei guru 

Noi di Iceberfinanza non abbiamo spostato la barra di un millimetro in questi anni, non un solo millimetro ma in fondo che importa la gente ha la memoria corta.

Almanacchi, almanacchi nuovi, venghino lor signori, venghino!

Il nostro Giacomo Leopardi immaginava venditori di almanacchi che regalano la felicità per un anno nuovo che sarà migliore di quello   passato, di più assai(…).

"(…)Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. 

Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?

Venditore: Speriamo.

Passeggere: Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.

Venditore: Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.

Passeggere: Ecco trenta soldi.

Venditore: Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

A proposito dimenticavo! Sto rileggendomi l'almanacco di Maggio, un almanacco intitolato " RED FLAG AT THE BEACH " uno strano almanacco  rinchiuso in una piccola bottiglia di vetro dispersa nell'oceano degli amici sostenitori di Iceberfinanza che finiva così …

"(…) Comunque sia, mi raccomando,  non ditelo a nessuno sono solo fantasie fondamentali non vorrei che un giorno o l’altro,  qualcuno decidesse di prenderci sul serio.(…)"

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9 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2011 at 01:53

Volendo noi italiani possiamo acquistare tutto il debito statale. Con una politica seria  e di sviluppo  sarebbe una cosa interessante.SILVER

Scritto il 22 agosto 2011 at 02:33

Gentilissimo Andrea permettimi qualche osservazione,  la teoria del "Decennio perduto" , che tanto ti sta a cuore,  che sicuramente entra negli eventi probabili, ti stia un pò forviando.
Il problema attuale è di sicuro lo scoppio della bolla immobiliare-finanziaria, ma la cosa  gravissima è la completa perdita di fiducia, dei risparmiatori, sull'affidabilità del sistema finanziario.
Nel '29 si parlo di una combinazione micidiale di sovrapproduzione, cattiva distribuzione del reddito e effetto di una certa finanza speculativa.
Nel 2008 a parte qualche dettaglio la storia si è ripetuta, è questo sta a significare che dopo tutto in 80 anni non è cambiato molto.
Tanti affermano che l'economia abbia una sorta di "piano terra" ciò uno zoccolo duro al disotto del quale non si può scendere. 
Appena i ricordi delle masse si saranno annebbiati si andrà di nuovo in crescita.
Non so dove sta il famoso "fondo", ma questa (ennesima) crisi sarà la base di partenza di un nuova fortissima crescita, che sarà insana e perversa come quella che si è avuta negli ultimi 80 anni.
Allora tu mi dirai che io sono uno che crede che alla fine stiamo mettendo le basi per una nuova crescita accompagnata dall'ennesimo crack!
La risposta è SI!!
Molti dividono la storia occidentale in ere, ma in realtà la storia ripete sempre lo stesso copione, cioè di una piccola e ristretta élite che stabilisce un equilibrio, poi l'equilibrio salta e una nuova èlite sostituisce la prima.
Le elitè le abbiamo chiamate "aristocrazie", "alta borghesia", "intelligenzia", "alta finanza" ma alla fine il senso del discorso non è cambiato, abbiamno sempre delle "mafie legali" che riescono in un modo o nell'altro a controllare il sistema.
Carissimo Andrea, questa crisi potrà essere epocale quanto si vuole, ma di sicuro non riuscirà a scardinare il sistema che l'ha generato, questo vuol dire che avremo una crisi lunga quanto si vuole, ma poi vi sarà un altro periodo di forte crescita e poi altre crisi.
Il probblema è che non esiste (o almeno non è chiaro) quale modello si possa sostituire al cosidetto "Capitalismo", fermo restando che non ho la sfera di cristallo, credo che si potrebbe andare avanti  così anche per molti altri secoli.

 

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2011 at 08:45

Devo dire che condivido parecchio di quanto scritto da "Compasso", seppure, davvero, auspicherei finalmente il temine di questo sistema quanto meno perverso.
Relativamente alle previsioni sbagliate dei guru, bhe, da questo punto di vista, chi è davvero senza peccato scagli la prima pietra…
Tuttavia, leggendo l'articolo del Corriere, devo rilevare comunque che l'errore di Bill Gross è stato solo quello di dichiarara ufficialmente che il debito pubblico americano non lo lasciava tranquillo e comportarsi, coerentemente, di conseguenza. Il rally successivo dei T-Bond, gli avrà forse fatto perdere qualche punto (ma andate a vedere il suo fondo flagship e ditemi cosa avrebbe perso…), ma credo che in questo momento, per quanto lo riguarda, sia decisamente sereno.
Con questo non dico che il guru di Pimco abbia sempre ragione, ma se il giornalista si fosse preso la briga di leggere quanto scritto da Pimco sulla "new normality", forse, sarebbe stato meglio.
Detto questo, scusandomi per la lunghezza del post, tengo a ringraziare il Capitano per la chiarezza e soprattutto la coerenza delle sue pubblicazioni.
Riccardo

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2011 at 09:19

Bell’articolo di Davide Giacalone

Qualcuno crede di star per assistere ad una crisi del capitalismo. Sbagliato, assisterà alla sua vitalità. Quello che va in scena è l’inciampo della finanza, che crea un tonfo enorme. La finanza può agire da sistema nervoso del capitalismo, indicando quali sono i settori che i mercati considerano promettenti. Ma se lo droghi, un sistema nervoso, lo inganni. E lui, per vendetta, inganna te. Come quelli che prendono l’lsd e si lanciano dalla finestra con l’idea di volare, finendo spiaccicati al suolo. La finanza contemporanea ha veramente fatto credere che si potesse inventare la ricchezza, sicché oggi lascia titolare che la si brucia, ma, in realtà, quel che mangiamo va coltivato, allevato e preparato, quello di cui ci vestiamo va cucito, e anche impreziosito con il bottone del colore giusto. Se, poi, considero ricchezza quel bottone e lo valuto più del cappotto divento ricco e famoso finché dura, dopo di che crollo e faccio crollare, anche perché il cappotto s’usa per il freddo, non per il bottone. Se dico di avere eliminato i rischi, come s’è fatto con i derivati, induco ad andar per mare i non natanti e a far salire in vetta gli obesi. Finiranno annegati e sfracellati, perché non sono stati in grado di vedere il rischio.

I governi dovrebbero guardare alle economie reali, sapendo di non potere governare quelle virtuali, che sono, per definizione, sovranazionali e digitali. Il nostro governo non può fare un accidente per la Borsa di Milano, ma può fare molto per la nostra economia. Se gli rimproveriamo i crolli e da Palazzo Chigi si guardano solo gli indici ci prendiamo tutti in giro. Il tema della finanza globale dovrà essere argomento di relazioni internazionali, perché quella macchina, che è importante e deve funzionare, rischia di stritolare tutto. La regolazione della finanza ha oggi un valore pari alla risoluzione delle dispute territoriali: o lo si fa con la diplomazia o finiscono con il parlare le armi (siano essere quelle da fuoco o da speculazione). Nell’attesa c’è moltissimo da fare, ma ha a che vedere con le nostre capacità cognitive e produttive. Insomma, se l’economia s’esaurisce nella finanza (che, lo ripeto, è pur importantissima) sconfina nella stregoneria, e se la politica s’esaurisce nell’inseguire gli speculatori deborda nella totale inutilità.

Il benessere non s’inventa e non si brucia, ce lo si guadagna. Lavorando. Il dovere dei governanti è regolare i mercati in modo che i nostri risparmi non siano divorati da sconosciuti smanettatori con il master, ma anche quello di ricordare che non si diventa miliardari standosene in panciolle e affidandosi a loro.

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2011 at 14:08

http://www.chicagofed.org/webpages/research/data/cfnai/current_data.cfm

Ciao Andrea , il cfnai oggi segnala ancora contrazione ma è quasi in pari, la media mobile è migliorata, so che potrebbe peggiorare con i dati futuri però non mi sento di pronosticare una recessione in arrivo guardando questo indicatore.

Quali sono le ragioni principali per cui vedi una prosecuzione del rallentamento ?
Dalle statistiche Gallup si vede che c'è percezione di un'economia in fase di peggioramento e anche le statistiche sulle stime delle future condizioni sono negative … nonostante ciò il consumer spending http://www.gallup.com/poll/112723/Gallup-Daily-US-Consumer-Spending.aspx , così come le retail sales , sono in via di miglioramento.

I leading indicator per il momento non mi segnalano recessione in arrivo, su che cosa ti basi ? non vedo nemmeno credit crunch …. so che nessun indicatore standard segnalava quello che è successo nel settembre 2008 e infatti non lo avevo previsto nemmeno io.

Ciao e grazie

Federico.

Scritto il 22 agosto 2011 at 14:30

anonomi #4 non so chi sei ma scrivi bene.

La finanza è un pezzo dell'economia di cui l'economia non può fare a meno comme un corpo vivente non può fare a meno della circolazione.

In una economia che si è fondata sulle effcienze comparate ed ha allungato tutte le filiere produttive la finanza è diventata fondamentale perchè se da un lato c'è un flusso di beni reali che partendo da materie prime reperite in paesi remoti trasformate in una catena lunga di semilavorati provenienti da ogni parte del pianeta ed infine messe sui mercati globali dall'altro ci deve essere un flusso inverso di denaro che chiude il giro.
Questo denaro deve essere denaro virtuale che una volta che ha assolto il compito di chiudere il ciclo dovrebbe in teoria svanire negli stessi sitituti che lo hanno creato.

Purtropo sappiamo che non è andata così e si è creata una enorme inflazione  pur in presenza di continui aumenti di produttività fino all'introduzione di prodotti realizzati in aree very low cost.

La liquidità generata per chiudere il circuito della produzione consumo non è stata via via drenata ed alla fine l'economia ha cominciato a navigare su un oceano di liquidità che ha cancellatto valli pianure e montagne , ha sommerso tutto, se guardo il mare lo vedo tutto allo stesso livello anche se sotto ci sono montagne pianure e fosse.

Chi si è arrichhito in questa fase, durata circa 40 anni, chi era vicino alla fonte, e andava in giro con i soldi del falsario ed alla fine non è più stato possibile riconoscere i soldi veri da quelli falsi e l'economia si è bloccata, il peggio si è avuto quando quando l'avidità ha avuto il sopravvento (forse perchè qualcuno ha capito che comunque si era vicini alla fine della sostenibilità del sistema) ed ha inserito degli ulteriori moltiplicatori alla generazione del denaro accelerando il collasso.

E' evidente che se vogliamo che l'economia, quella vera, riprenda a funzionare si deve drenare l'eccesso di liquidità, sia quella ordinaria si quella straordinaria realizzata in strumenti esotici dotati di un valore facciale puramente convenzionale e sostanzialmente privi di sottostante.

Si chiama deflazione, ed è inevitabile, ma come tutti i processi può essere distruttivo se repentino e non governato o positivo se gestito e governato.

L'idea di fondo è che dovrebbe essere drenata la ricchezza fittizia dei falsari, i quali purtroppo ne hanno trasformato già una buona parte in ricchezza reale in cambio di pagherò senza valore.

Due cose da fare:
– congelare la richhezza fittizia, impedire che venga messa ancora in circolo e far FALLIRE che la detiene.
– priam o poi una Norimberga per quei criminali che hanno portato l'economia in questo stato.

ad maiora.

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2011 at 14:46

… concordo con la prospettiva di Deflazione , che se gestita bene può avere effetti positivi…

… farei attenzione a questi repentini rimbalzi , niente è cambiato rispetto alle settimane trascorse…

…  credo che vedremo nuovi minimi e forse da lì nuovi eventi creeranno scenari differenti…

                                       FIORENTINO DISPETTOSO

utente anonimo
Scritto il 22 agosto 2011 at 15:18

Concordo Cuculo sull'analisi e le prospettive ma dissento sull'applicabilità …Bisogna ricordare che le regole qui le fanno i falsari che hanno portato il sistema allo sbando e dubito che loro vogliano risolvere problemi che hanno creato apposta per defraudare la ricchezza dall'economia reale…

Il Nulla

Scritto il 22 agosto 2011 at 18:52

Federico nel mio orizzonte la recessione era attesa per fine anno, ma è probabile che scopriremo di esseci già.  L'indice CFNAI si è solo stabilizzato ma scenderà nei mesi autunali ma quello che mi ha sorpreso negativamente è stato il collasso del Philly Index. Poi tralasciando l'inversione della curva dei tassi assolutamente impossibile oggi con la" manipolazione" della FED io seguo anche la crescita anno su anno del PIL reale la quale come vedi sussurra che ci siamo!

Sotto il 2 % è recessione quasi matematica. Ora siamo al 1,6 % ma le prossime revisioni come dice Rosemberg arriveranno sino al 1,3 %

 

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