MACHIAVELLI E IL RITORNO DI MARIA ANTONIETTA: OUTLOOK 2017

Scritto il alle 15:02 da icebergfinanza

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“S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche!”
Tra le tante leggende metropolitane che girano c’è quella della brioches di Maria Antonietta, d’Asburgo-Lorena, moglie di Luigi XVI, la quale non pronunciò mai queste parole riferendosi al popolo francese affamato che reclamava cibo. In realtà la frase fu scritta dal filosofo Rousseau nellle Confessioni, riferendosi ad un evento del 1741, quando la nostra Maria Antonietta non aveva ancora visto la luce.

Il Re Luigi amava dire che se soltanto il popolo si rendesse conto di quanto è diventata grande nella disgrazia, dovrebbe riverirla e amarla invece di credere a tutte le cattiverie e le menzogne che sono state messe in giro dai suoi nemici. Pardon, Monsieur disse pestando per errore i piedi al boia, non l’ho fatto apposta.

Quello che è certo è che la piacente Maria Antonietta imporsona alla perfezione l’ orgia di ricchezza ostentata dalle elites e dai banchieri ai nostri tempi, trasferitasi nella reggi di Versailles per cancellare la solitudine e la noia, cominciò a vivere nelle frivolezze, dedicandosi a costosi diversivi. Infatti più volte disse…

Come potevo sapere che lo stato versasse in simili condizioni? Quando chiedevo del denaro me ne veniva dato il doppio del richiesto! [4]

Come riporta Wikipedia, la crisi finanziaria dello Stato francese aveva origini lontane. Il debito pubblico, già rilevante negli ultimi anni del regno di Luigi XIV continuò a crescere sotto il regno di Luigi XV a causa degli sprechi, dei privilegi e delle esenzioni di cui godeva la nobiltà. La successiva recessione e guerra portò le classi popolari alla miseria e le finanze statali al tracollo. La storia è davvero affascinante, chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo!

Il 2017 ha tutta l’aria di proporsi come il punto di svolta di questa grande crisi, anche se come ben sappiamo la storia non si ripete mai ma ama fare la rima.

Appuntamento nelle prossime settimane con …il ritorno di Maria Antonietta, uno sguardo sul 2017, analisi macroeconomiche, geopolitiche, empiriche, tecniche e cicliche su quello che ci aspetta all’orizzonte, per tutti coloro che generosamente hanno sostenuto o varranno sostenere questo lungo e interminabile viaggio.

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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10 commenti Commenta
malario
Scritto il 12 dicembre 2016 at 15:33

“Il debito pubblico, già rilevante negli ultimi anni del regno di Luigi XIV continuò a crescere sotto il regno di Luigi XV a causa degli sprechi, dei privilegi e delle esenzioni di cui godeva la nobiltà”

Ora come ora, soprattutto in questa UE, non è poi cosi diverso…

http://www.corriere.it/economia/cards/ecco-15-paradisi-fiscali-piu-aggressivi-mondo-ben-quattro-sono-europa/bermuda_principale.shtml

Dove vogliamo andare con queste UE?
Dove vogliamo andare con questi…imprenditori:

http://www.borse.it/articolo/ultime-notizie/Exor-e-ufficialmente-olandese-completata-la-fusione-per-incorporazione-di-Exor-Spa__466872?refresh_cens

madmax
Scritto il 12 dicembre 2016 at 15:51

malario@finanza,

Malario,
Bel link, ma oggi in piena guerra di disinformazione mi verrebbe da chiedere: come mai Oxfam (di chiara matrice UK) non menziona le isolette UK di Jersey e Guernsey da anni tempio di paradisi fiscali? Magari sperano che si spostino da loro?
:)

tirlusa
Scritto il 13 dicembre 2016 at 15:45

Mai visto mercati cosi dissociati dalla realtà come in questi giorni. Salgono senza decenza tutte le principali borse…..uno sputo in faccia a tutte le vittime di questa crisi.
Neppure il nostro ex premier era cosi dissociato…..

dorf001
Scritto il 13 dicembre 2016 at 20:06

hei ragazzi siamo nella m…. che cosa farà ora il governo renziloni???

ahh cari miei. seguirà come un cagnolino le diretive europee. ci pensa padoan a farci morire tutti. vi copio un bel articolino. da leggere però ehh!!!

Ecco la prima dura risposta dell’Unione Europea alla vittoria del NO

DI MARCO ZANNIsollevazione.blogspot.it

Come avevo avuto modo di anticipare qua e ribadire anche nel mio post di stamattina, finita la farsa del supporto a Renzi e alle sue riforme arriva la prima mazzata dalla UE per l’Italia, in particolare sulla legge di bilancio per il 2017.

Le istituzioni avevano dato una tregua al governo italiano fino al 5 dicembre ma poi avrebbero picchiato duro senza pietà: e la prima mazzata arriva dall’Eurogruppo, che si è riunito stamattina per, tra le altre cose, valutare i draft budget degli stati membri per il 2017.

Ecco quali sono le conclusioni per il bilancio italiano, che già vi avevo anticipato mentre tutti i giornalai stavano a contare lo 0,1% di flessibilità in più o in meno.

Il giudizio dei ministri delle finanze dell’Eurozona non lascia spazio a fraintendimenti: come potete leggere il bilancio 2017 del nostro Paese è a rischio di non conformità con le regole prescritte dal Patto di Stabilità e Crescita e dalla sua revisione.

Il pomo della discordia è il deficit strutturale e l’Obiettivo di Medio-Termine (MTO) del bilancio in equilibrio: Renzi si era impegnato con la UE, in cambio della flessibilità concessa lo scorso anno, a migliorare il saldo di bilancio strutturale (cioè al netto delle componenti straordinarie) dello 0,6% del PIL, mentre la proposta presentata da Padoan prevede un peggioramento dello 0,5%.
Altro che qualche punticino di PIL, parliamo di circa €15 miliardi di differenza! E ora l’Eurogruppo, pur riconoscendo gli sforzi eccezionali per terremoti e migranti, chiede una pesante correzione e demanda alla Commissione Europea di indicare al governo italiano i passi necessari per ridurre il debito secondo le nuove e stringenti regole di bilancio varate in risposta alla crisi post-Lehman.

I suggerimenti dell’Eurogruppo? Privatizzazioni selvagge e di utilizzare tutte le entrate straordinarie per ridurre il debito.

Ieri il No ha salvato formalmente la Costituzione Italiana del 1948, che però, indipendentemente da tutto rimane disapplicata nei suoi principi fondamentali; per tornare a farla vivere e ridare prosperità e speranza, è necessario rigettare gli assurdi vincoli europei che ci stanno asfissiando e che non ci permettono di mettere in atto le politiche di cui il Paese e i cittadini italiani avrebbero bisogno. QUI trovate tutte le decisioni dell’Eurogruppo odierno e la foto sotto si riferisce al paragrafo sull’Italia =>

Marco Zanni, europarlamentare M5S
visto su http://sollevazione.blogspot.it/2016/12/ecco-la-prima-dura-risposta-dellunione.html

by DORF

capitan_harlok
Scritto il 13 dicembre 2016 at 20:58

Scusate l’ignoranza ma secondo me è si una crisi che si trascina da alcuni anni dalla famosa capitolazione di lehman brothers, ma oggettivamente tolto il fatto che ci sia stata una perdita di posti di lavoro di svariate centinaia di migliaia di unità , che il debito pubblico ha continuato a galoppare in quanto le riforme vere e i diritti “acquisiti” sembrano siano intoccabili anche se il paese è fortemente in crisi , tolto il fatto che tantissima gente continua ad ostentare un certo benessere acquistando l’ultimo suv, o per chi non può si rifugia all’acquisto dell’ultimo telefonino , o che mentre prima andavano a fare le vacanze all’estero esclusivamente perche cera chi se lo poteva permettere, utilizzando offerte vantaggiose e quant’altro , ma la crisi vera e propria secondo me non ce ancora stata questa è solo una correzione un ridimensionamento VIVEVAMO AL DISOPRA DELLE NOSTRE POSSIBILITA’, quindi vediamo cosa ci puo portare il 2017 , se finiranno di drogare i mercati finanziari ne vedremo delle belle..

perplessa
Scritto il 13 dicembre 2016 at 23:34

l’obiettivo pianificato era appunto la distruzione pianificata dei posti di lavoro, dello stato sociale, e delle conquiste fatte nei decenni precedenti che include la distruzione della classe media che si era creata in seguito a quelle conquiste, anche se si lehman broters è stato un problema reale

ca­pi­tan_­har­lok@fi­nan­zaon­li­ne: Scu­sa­te l’i­gno­ran­za ma se­con­do me è si una crisi che si tra­sci­na da al­cu­ni anni dalla fa­mo­sa ca­pi­to­la­zio­ne di leh­man bro­thers, ma og­get­ti­va­men­te tolto il fatto che ci sia stata una per­di­ta di posti di la­vo­ro

madmax
Scritto il 14 dicembre 2016 at 05:32

dorf001@finanza,

Dorf,
Bell’articolo ma ma proposta dove sta?
Con le critiche e basta si tira a campa’
:)

madmax
Scritto il 14 dicembre 2016 at 05:37

Ragazzi,
Parliamo di lavoro?
Scusate ma voi personalmente usate l’internet banking?
Passate dal casello Viapass o Carte in autostrada?
Fate il check in online degli aerei?
Comprate alla biglietteria automatica Trenitalia? Sottoscrivete un’assicurazione per l’auto online?

Ebbene se si anche ad una sola di queste azioni contribuite a far licenziare chi prima faceva questi lavori.
La realta’ e’ che oggi tanti posti di lavoro poso o essere sostituiti dalla tecnologia e l’alternativa non e’ presente. Dobbiamo vedere bene la faccia della tecnologia
:(

madmax
Scritto il 14 dicembre 2016 at 05:42

capitan_harlok@finanzaonline,

L’ignoranza e’ una brutta bestia quando si parla di consumi….io guido da 20 anni auto a GPL, il pieno mi costa 20 Euro ma quando lo racconto in giro vedo il sorrisetto malizioso ed il pensiero nella mente: ahahah povero sfigato a gas, pezzente!!!!
Ma vista l’eta li lascio continuare a pagare 60 Euro per pieno e vivere nel mondo patinato dei loro debiti!
Il problema e’ che il sistema ha abituato la gente a pensare che e’ normale uscire a cene spesso, cambiare macchina ogni pochi anni e spedere e comprare a credito perche’ non hai is soldi!
Questo e’ il successo del Kapitalismo
:)

stanziale
Scritto il 14 dicembre 2016 at 07:43

Italia colonizzata e schiavizzata . Il vicere’ , in questo momento e’ Gentiloni.
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2016/12/14/MEDIASET-SOTTO-ATTACCO-Cosi-l-Italia-diventa-colonia-francese/737677/ quindi abbiamo il sistema bancario finanziario e forse mediatico -unicredit mps generali mediobanca bnl b.parma per non parlare di parmalat probabilmente mediaset ecc. francese. Tutto con i nostri soldi ,dati per salvare il culo alle banche francesi in grecia.
Certo con questi attacchi finali si capisce molto meglio il senso che aveva il referendum. A cosa serve un parlamento, ormai, se e’ solo per ratificare le decisioni franco-tedesche . Basta un piccolo esecutivo piddiota , purche’ rigorosamente a guida di qualcuno non eletto.

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