MERCATO IMMOBILIARE: AMERICA TUTTO COSI’ INASPETTATAMENTE DEPRESSO!

Scritto il alle 12:17 da icebergfinanza

Mentre il Senato americano vota l’ennesimo innalzamento del tetto del debito in America secondo i media inaspettatamente scendono le vendite di nuove abitazioni, inaspettatamente…

A dicembre le vendite di nuove case hanno riportato un calo, segno che il settore immobiliare continua a incontrare delle difficoltà seppure ci siano segnali di ripresa economica. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio, le vendite sono diminuite del 2,2%, a quota 307.000. Il calo viene dopo tre mesi di crescita; a novembre erano cresciute del 2,3% mentre a ottobre erano salite dell’1,7%. Gli economisti attendevano un aumento dell’1,9%, a quota 321.000 unità.

Su base annuale, le vendite di nuove case sono diminuite del 7,3% dalle 331.000 unità di dicembre 2010. In calo anche i prezzi medi delle nuove abitazioni, scesi del 12,8%, a 210.300 dollari, a dicembre rispetto allo stesso periodo del 2010. Le incertezze nei prezzi scoraggia la compravendita di immobili.

Con i costruttori pessimisti, il numero di nuove case invendute, ossia quelle ancora disponibili per la vendita, a dicembre hanno toccato un nuovo minimo storico a 157.000 unità. All’attuale prezzo di mercato, occorrerebbero 6,1 mesi per venderle completamente. ( America24 )

Come ho dichiarato nell’aprile dello scorso anno, in una mia intervista al SOLE24ORE …L’economia americana resta uno dei motori mondiali. Un mercato che, volenti o nolenti, non può prescindere dall’immobiliare. Nelle fasi di espansione, tra il 2001 e il 2002, senza la ricchezza “estratta” dal mattone sarebbe stata addirittura recessione. Quindi, la domanda è d’obbligo: il real estate Usa ripartirà? «Sul fronte dei prezzi – risponde Andrea Mazzalai, massimo esperto di immobiliare statunitense e fondatore di Icebergfinanza.com – non abbiamo ancora raggiunto il livello più basso. Guardando agli indici Case-Shiller e Corelogic, stimo per il residenziale un ulteriore downside del 10 per cento. Comunque, siamo nella fase finale della crisi: ci vorrà ancora un anno».

Bene mentre tutti si aspettano chissà quale sostegno per la crescita economica dalla ripresa del mercato immobiliare americano, i prezzi sono scesi del 12,8 % e le vendite di oltre il 7 %. Le vendite di nuove abitazioni sono fondamentali per l’occupazione americana. L’unica nota positiva è il livello degli inventari che ormai sembra avere raggiunto il livello medio storico di sostenibilità anche se oggi ho l’impressione che si dovrà scendere ben oltre la media prima di avere una ripresa. Nel mese di dicembre sono state vendute solo 21.000 abitazioni nuove il minimo storico assoluto registrato nel 1966 e ripreso nel 2010.

Ecco un ulteriore motivo per comprendere la recessione americana che verrà!

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2 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2012 at 14:12

Andrea, credo che coloro che stanno seguendo le sirene della ripresa e ora sono “full in” vivranno un triste autunno. Il fatto è che i fondi pensione sono al minimo storico in cash.
Pazzesca l’impreparazione e la sudditanza di questa gente. Probabilmente lo hai già letto, ma questo articolo di Lance Roberts apparso sul suo sito è il miglior riassunto delle ragioni per cui il mercato immobiliare non può iniziare a risalire ma anzi, perdurando l’attuale politica monetaria ed economica USA, può solo peggiorare. Chiunque legga l’inglese lo può considerare come un eccellente integrazione al tuo post di oggi.

http://streettalklive.com/daily-x-change/646.html

Ciao

icebergfinanza
Scritto il 27 gennaio 2012 at 14:19

john_ludd@finanza,

Un pò come il quantitative easing…più lo tiri su e più ti butta giù! Andrea

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