FESTIVAL ECONOMIA TRENTO 2010: RIFLESSIONI, UNO SGUARDO ALL’ORIZZONTE!

Scritto il alle 10:10 da icebergfinanza

 

Il sipario è calato sulla quinta edizione del Festival dell’Economia di Trento, un filone quello di quest’anno quanto mai attuale, sopratutto…Informazioni, Scelte e poi di conseguenza Sviluppo.

In questo periodo storico, dove l’orizzonte nasconde cupe e minacciose nubi gravide di pioggia, una autentica tempesta perfetta, che da ormai due anni sta abbattendosi sull’economia e sulla società mondiale, richiama il bisogno di maggiore informazione, di cultura, di confronto, la ricerca di una maggiore consapevolezza, che non può far dimenticare che questa e’ essenzialmente una crisi antropologica, prima che economico-finanziaria.

Come ha giustamente sottolineato Roberto Saviano nel suo intervento conclusivo… «È smuovere le coscienze quello che fa paura, perchè conoscere ci trasforma. È oggi è importante pensare, e sognare un Paese diverso.

Una rivoluzione silenziosa che si oppone ai " Grandi Fratelli " e alle "Isole dei Famosi " che stanno sequestrando le coscienze di questo Paese, del Mondo Occidentale. Come ho più volte sottolineato una rivoluzione nasce dal cambiamento, il nostro cambiamento, dalla testimonianza, la nostra testimonianza. Non abbiamo alcun diritto di pretendere nulla dagli altri se prima non siamo noi portatori di cambiamento, di novità, di speranza.

Abbiamo bisogno di uomini e donne, che non facciano sempre finta di nulla, che si girano dall’altra parte, come canta Jovanotti il …  tacito consenso di chi gode di questa situazione che fa comodo a tanti  tenere alto il livello di paura e le coscienze ignoranti paura della povertà paura dell’ignoto paura di trovarsi di fronte al grande vuoto di se stessi con la coscienza critica in stato di assoluta catalessi sconfiggere il nemico è guardarsi dentro cercare il proprio centro e dargli vita come a un fuoco quasi spento renderlo vivo dargli movimento …

E questa rivoluzione non può che nascere dalle nuove generazioni, attraverso l’educazione.

Vorrei incominciare questa carellata di riflessioni, partendo dalla possibilità che per la prima volta in Italia, nasca un nuovo indirizzo scolastico, un liceo economico sociale, dove i ragazzi crescano attraverso un’educazione e non solo attraverso una pioggia di nozioni e informazioni, non solo istruzione ed insegnamento ma educazione come ha sottolineato il professor Stefano Zamagni.

Non mancheremo di esplorare anche economie alternative andando ad osservare il confronto tra Francesco Gesualdi e Andrea Ichino, economia alternativa e economia ortodossa, scienze cognitive e comportamentali, l’influenza dei blog sul sistema e tanto altro ancora, per chi avrà la pazienza di esplorare questa piccola enciclopedia del Festival 2010.

Se siete troppo presi ad osservare come vanno i vostri investimenti, le vostre speculazioni, rilassatevi per un minuto, il mondo continua, calatevi nel silenzio della consapevolezza.

Viviamo nella patria dell’economia di mercato e non conosciamo nulla dell’economia e del pensiero economico.

Come più volte sottolineato non basta la scienza e la matematica, serve conoscere la storia, filosofia, diritto, antropologia e perchè no scoprire quali orizzonti della spiritualità possono incendiare le idee e le innovazioni economiche.

Come più volte sottolineato in questi anni, abbiamo bisogno di mettere l’Uomo al centro dell’universo economico e non come un satellite che vi gira intorno senza sapere in realtà quale è il suo compito.

" Abbiamo osservato che, nei cosiddetti giochi a due persone, la cooperazione è molto più frequente di quanto predetto dalla teoria dei giochi tradizionale. Mi spiego meglio: i modelli economici ci dicono che ciascuno persegue il proprio interesse personale, ma nella realtà, come osservato in laboratorio, le persone agiscono in base alla propria esperienza di vita, cooperano a livello quotidiano".

Ecco quindi il mio concetto di Etica nell’economia, interesse reciproco, cooperazione solidale.

" È quella che Adam Smith chiamava la "Teoria dei sentimenti morali", secondo cui l’essere umano agisce in base a un sistema morale complesso, fondato sul principio di simpatia che comporta l’immedesimazione nei sentimenti altrui: "Abbiamo una natura molto più profonda di come appare, c’è una complessità di motivi che spingono i comportamenti umani – ha proseguito Vernon L. Smith – ci sono sentimenti che sopravvivono anche in una relazione anonima. Sperimentare la teoria di Smith ha cambiato la mia ottica sull’economia, spero che questa filosofia non venga abbandonata e che le persone inizino a pensare che sono, prima di tutto, esseri umani". COOPERARE PER SALVARE I MERCATI

L’augurio è che a partire dal liceo economico sociale, si ritorni a esplorare la "Teoria dei sentimenti morali" a respirare l’economia come centro di relazioni umane e non un’arena dove le corride e le scommesse sono quoatidiane.

Uno dei padri dell’Economia Comportamentale il Nobel Smith, ci ha ricordato che il nemico principale, siamo noi, L’ECONOMISTA SPERIMENTALE E LE BOLLE solo noi dobbiamo aver paura della nostra "ignoranza".

Paure che spesso ritornano di fronte alla sfida dell’integrazione che è la sfida dell’identità.

Ed è una sfida difficile , anche se produce grandi benefici. “Il concetto che voglio affrontare per primo però è quello di capitale sociale – ha detto Putnam – ; in sintesi, le reti sociali hanno un valore, innanzitutto per chi vive all’interno di quella rete: la maggior parte delle persone in Italia come negli Usa riescono a trovare lavoro più in virtù di chi conoscono che di quanto conoscono.

E non sto parlando di nepotismo, ma semplicemente di relazioni. Le reti sociali però hanno un effetto anche sulle persone che stanno al di fuori di esse. Reti di buon vicinato, ad esempio, generano ricadute positive in tutto un quartiere, ad esempio contribuendo a tenere basso il livello della criminalità. E anche se io non partecipo personalmente ai barbeque, nondimeno, vivendo in quel quartiere, beneficio delle esternalità generate da tali reti amicali.” ROBERT PUTNAM: EMIGRAZIONE E CAPITALE SOCIALE .

A conferma inoltre della mia visione di un fallimento definitivo della razionalità dei mercati, attraverso lo studio dell’economia comportamentale e cognitiva, che mi ha permesso di isolarmi dalle sicurezze della massa, dalle dinamiche delle bolle speculative, ecco che   Werner Güth direttore del Max Planck Institute of Economics di Jena, in Germania ci dice che …

"Studiando la singola formica sono in grado di capire tutto il formicaio", ma è un concetto che cozza contro il senso comune. Per questo la teoria neoclassica ha introdotto alcune ipotesi che permettono di generalizzare all’intero sistema, ipotesi contraddette dalla stessa teoria. Come chiarito da Werner Güth, infatti, non è detto che tutte le formiche siano uguali, ci sono molte variabili, senza considerare che le formiche dell’esempio interagiscono tra loro in maniera strategica e questa è una componente di incertezza che nessun modello è in grado di prevedere.
Non si possono, quindi, spiegare i comportamenti che si osservano nei laboratori economici in base alla teoria neoclassica; di più: nemmeno coloro che sono più vicini a questa teoria razionale si comportano secondo queste regole rigide.L’INEFFICACIA DELLA TEORIA NEOCLASSICA

Abbiamo trascorso il tempo a leggere le favole, a scoprire le leggende, ad esplorare i segreti della Storia noi su Icebergfinanza  e come non proporVi …PANICO DA BORSA, LA LEZIONE DELLE FORMICHE E DELLE API  una grande interpretazione del professor Kirman.

Lo studioso non ha dubbi sulla responsabilità degli economisti nelle crisi – economiche ma soprattutto finanziarie – degli ultimi anni: “Hanno la stessa responsabilità dei fisici che studiarono la bomba atomica. Loro studiavano l’atomo ma sapevano degli effetti che l’ordigno avrebbe causato”.
“Per troppo tempo – spiega Kirman – noi economisti abbiamo usato modelli non corretti che venivano poi adottati dai politici e troppe persone, soprattutto dentro la comunità finanziaria, si sono comportate in maniera non corretta: in quei modelli, la crisi non poteva verificarsi (…) 
 “Nessuna formica ha una visione generale, ma tutte agiscono dentro un contesto coordinato”. Lo stesso fanno le api.

Si il dogma dei mercati efficienti, e ancora oggi qualche solitario economista ortodosso, nella sua isola sperduta crede ancora che la guerra non sia finita, la guerra del fallimento dell’efficenza dei mercati.

La maggior parte dei mercati si basa sull’ipotesi di mercati efficienti, dove gli economisti hanno già tutte le informazioni, i prezzi che seguono un ordine preciso. “Tutto questo non è vero” ripete Kirman, “noi non conosciamo i prezzi futuri e non cogliamo i cambiamenti. Per questo motivo ci comportiamo come un gregge, andiamo avanti per inerzia, come nel caso dei derivati che sono stati generati sul principio della diversificazione del portafoglio per ridurre il rischio…”. Quello che è poi successo è storia.

Favole, favole e ancora favole come non segnalare il libro di Liviana Poropat…

Dal baratto alle bolle finanziarie, delle monete alla carta di credito, dall’uso dei soldi fino al sistema dei prestiti e dei mutui nel gioco della domanda e dell’offerta. Questi alcuni degli argomenti toccati da Liviana Poropat nel suo “E-come economia. L’economia spiegata ai ragazzi” pensato e realizzato con l’obiettivo di comunicare nella maniera più semplice e diretta possibile l’economia ai bambini, dai nove anni in su, e ai ragazzi. In coda al volume anche un essenziale decalogo del consumatore alternativo e attenzione al tema del commercio equo solidale e del microcredito senza dimenticare un piccolo glossario delle “parole difficili e preziose” per far capire in maniera semplice quell’affascinante  scienza chiamata economia. I PICCOLI GRANDI SEGRETI DELL’ECONOMIA SVELATI AI RAGAZZI

Ma lasciamo per un attimo le favole e diamo un’occhiata a quale RELAZIONE INTERCORRE TRA L’ECONOMIA E LA DIGNITA’ UMANA 

 Secondo l’autore, l’Economia dovrebbe essere la scienza dell’organizzazione materiale, alla base della convivenza e del coordinamento dei bisogni umani. Il sistema economico oggi invece appare totalmente vincolato a scadenze di successo, benessere a breve periodo e sfruttamento di vite umane a favore dei profitti da parte delle lobby di potere.
L’errore del mondo occidentale è quello di aver ceduto troppo facilmente alle tentazioni dei consumi facili. In questo modo, l’essere umano, ha finito per accantonare il valore della propria dignità a favore del capitalismo di basso rilievo. «Come nei campi di concentramento, saremo costretti a vivere per sopravvivere», dice tra i denti il professore che continua «stiamo togliendo la speranza alla nostra vita», e una vita senza speranza è del resto un’esistenza priva di senso.
L’economia è sana, se è un’economia di servizio, in cui la relazione tra economia e dignità umana deve essere tale in cui la prima viene organizzata per togliere gli esseri umani dalla disperazione materiale, dalla penuria e dalla precarietà.
Mancini ha concluso con l’auspicio di un risveglio collettivo, popolare, il cui compito sarà quello di far rinascere una identità culturale e politica, rispettosa del valore umano.

Mentre il vento gelido dell’Est continua a sferzare i mercati, LA NUOVA EUROPA SORRIDE (MENO) AD UNGHERIA E POLONIA non dobbiamo dimenticare che …

“Il sistema finanziario è instabile e il crollo può avvenire, in futuro, per motivi differenti da quelli che hanno causato la crisi del 2007. Abbiamo costruito una casa di carta, dove basta una piccola spinta perché il sistema ceda”. Di più: “La crisi ha esaurito la capacità dei governi di gestire un altro crollo di questa entità, ha cambiato gli equilibri del mondo… “ABBIAMO COSTRUITO UNA CASA DI CARTA”

Per tutti coloro che credono fermamente che nulla cambia, tutto è per sempre uguale, nel  CAPITALISTA EGOISTA  lo psico-economista Oliver James torna ad indagare i malesseri della società dell’opulenza e ci dice che…

 E’ dimostrato, infatti che i sistemi economici caratterizzati da una forte impronta di matrice religiosa oppure derivante da un sistema sociale impostato sulla famiglia, su un maggior radicamento geografico e una maggiore coesione sociale, hanno radici più solide.
Nonostante la capacità del capitalismo egoista di rigenerarsi Oliver James si dice fiducioso verso il futuro. “Credo,  sostiene lo psicologo, che ci saranno da qui a poco grossissimi cambiamenti nell’asse dei valori e nella politica. Spero che l’individualismo sfrenato venga soppiantato da un capitalismo non-egoista”.

Senza dimenticare che nel mondo ed in Italia, vi sono anche piccoli sistemi finanziari che sono passati INDENNI ATTRAVERSO LA CRISI: L’ESEMPIO DELLE BCC, decisamente interessante ed affascinante è stato il confronto tra l’altra economia e l’economia ortodossa nel confronto dibattito tra Gesualdi ed Ichino.

Non ho avuto la possibilità di intervenire direttamente nel dibattito, ma molti dei punti e delle obiezioni sollevate da Andrea Ichino, sono il retaggio di un mondo, quello accademico, che difende strenuamente lo strumento senza rendersi effettivamente conto che chi lo sta usando o lo ha usato, è figlio di un’ideologia. Si dell’ideologia del profitto innanzitutto che esula da qualunque buon proposito di un economista che è alla continua ricerca di nuove idee, progetti e soluzioni per migliorare i fallimenti del libero mercato.

Estremamente patetica è la difesa dell’innovazione e della creatività finanziaria di questi anni, una innovazione che è andata ben oltre le sue funzioni di protezione del rischio, sconfinando spesso e volentieri nella F R O D E!

Si certo frode, questa è la parola giusta, nessuna innovazione finanziaria è degna di tale nome in questa crisi, una crisi dove la frode è di casa, non per nulla l’ex governatore della Federal Reserve, Paul Volcker ha confidato che l’unica vera creazione finanziaria degna di nota di questi ultimi anni è stato il bancomat.

Inutile ricordare quindi perchè da anni sostengo che bisogna guardare oltre, gli economisti ortodossi come Ichino sostengono che mercato, finanza e globalizzazione, non sono responsabili della crisi, ma i loro argomenti fanno acqua da tutte le parti. Questa concezione del mercato, della finanza, questa globalizzazione selvaggia sono i principali responsabili di questa crisi, unitamente alla naturale avidità di un manipolo di avventurieri ai quali è stato concesso tutto, anche l’azzardo morale! 

È arrivato il tempo di mettere radicalmente in discussione il modello di sviluppo basato sul dogma della crescita e del mercato? Per Francuccio Gesualdi, allievo di Don Dilani e membro del Centro nuovo modello di sviluppo, la risposta è sì. “Nel fuoco della crisi dobbiamo ripensare un modello economico alternativo, che metta in discusione lo sviluppo basato sul dogma della crescita e del mercato – ha detto. Oltre alla crisi finanziaria dobbiamo pensare alla vera tragedia del nostro tempo: la crisi ambientale. L’efficienza tecnologica non basta, dobbiamo ridurre i nostri consumi e le nostre produzioni”. Scettico Andrea Ichino, professore di Economia Politica all’Università di Bologna. “Mercato, finanza e globalizzazione non sono responsabili della crisi. Per l’ambiente non possiamo imporre delle scelte agli individui: la soluzione è piuttosto un sistema di incentivi economici per sollecitare le persone ad agire per la collettività”.

Non ho visto alcun incontro, se non quelli dei grandi nomi, cosi gremito come quello in cui L’ALTRA ECONOMIA SFIDA L’ECONOMIA ORTOSSA segno che una breccia si stà aprendo nel muro di questo sistema, dell’ortodossia di questo mercato, nella consapevolezza della gente.

“Sono tre gli obiettivi dell’altra economia – ha precisato -: ridurre consumi e produzione; garantire piena occupazione e soddisfare i bisogni di ogni individuo. Perché sono stanco di vivere in un mondo in cui a pagare la crisi siano sempre i più deboli”. Con il solito carisma che lo contraddistingue, Gesualdi s’è rivolto a Ichino, docente di Economia a Bologna e simbolo dell’ortodossia economica. “Vorrei sapere se gli economisti concordano sulla necessità di pensare immediatamente un nuovo modello di sviluppo che vada oltre ai concetti di crescita e mercato” ha chiesto Gesualdi.

E andando oltre come non ricordare spesso come il piccolo Davide sia in grado di insegnare al gigante Golia, la strada per la felicità OLTRE IL PIL: IL BHUTAN SCEGLIE LA FELICITA’ quattro punti fondamentali e 9 ambiti in cui questa felicità si manifesta: tenore di vita (reddito disponibile, sicurezza del lavoro ecc.); stato di salute; livello di istruzione; ambiente e natura; cultura; vitalità della comunità; utilizzo del tempo (anche il tempo che si usa per stare da soli, per pensare, per riflettere, un tempo che non adoperiamo per ottenere dei vantaggi materiali); benessere psicologico; buon governo. Queste sono le 9 dimensioni, che hanno a loro volta 72 variabili. Quindi, quando facciamo delle indagini sulla felicità nel nostro paese, noi facciamo domande su 72 variabili. Tutti i progetti, tutte le politiche devono passare un esame per stabilire se sono positive o negative rispetto a questi 9 ambiti. Altrimenti tornano al parlamento e vengono ridiscusse. Nell’ultimo studio condotto in Bhutan le persone che hanno dichiarato di essere felici erano il 52%, il 45% si sono dette molto felici, il 3% non molto felici. Qualcuno ci chiede come si comportano questi valori rispetto alle diversità culturali e religiose. Ma stiamo parlando di valori universali, valori che tutti condividono.”

E ancora come OPERARE SCELTE FINANZIARIE CONSAPEVOLI  Operare scelte finanziarie consapevoli è possibile: attraverso la finanza etica si può capire dove finiscono gli investimenti, se non vogliamo essere complici di veri e propri massacri sociali ed ambientali.

Secondo Walter August Lorenz, rettore della Libera Università di Bolzano “non è necessario solo aumentare le conoscenze di base ma anche il senso di responsabilità,  è un ambito in cui deve essere superata la cesura tra cultura economica e sociale”.

Sintetizzando altri interessanti dibattiti li potete trovare al  SEGUENTE INDIRIZZO in ordine cronologico di svolgimento., come IL CICLO DELLA ROVINA di Simon Johson, Banche troppo grosse per fallire, perché un loro tracollo rovinerebbe il sistema economico. Ovvero quanto il potere economico diventa anche politico, in una spirale che tende a crescere oppure PANDEMIA INFLUENZALE: FU EMERGENZA MEDIATICA Così si è espressa la Giuria composta di studenti universitari provenienti da tutta Italia “Pandemia influenzale uguale pandemia mediatica ALL’EURO FAREBBE BENE LA SVALUTAZIONE con Nouriel Roubini Il 7 settembre del 2006 un suo intervento al Fondo monetario internazionale, dove avvertì del rischio di una bolla immobiliare nel mercato americano, lo portò ad essere guardato come… QUALE E “QUANTA” ETICA PER REGOLARE IL MERCATO GLOBALE? Ne hanno discusso questa mattina in biblioteca gli autori de “Il buono dell’economia” con Innocenzo Cipolletta. Ovvero quali insegnamenti morali, ma anche funzionali possiamo… UNA CRISI CHE RAFFORZA: PARTIRE DALLA FAMIGLIA PER RISANARE L’ECONOMIA Al Festival dell’Economia di Trento Luciano Malfer, Claudia Loro e Andrea Rudari parlano delle nuove prospettive di welfare sociale È l’alba di un’era difficile. FRANCUCCIO GESUALDI A COLLOQUIO CON LE INSEGNANTI (DI ECONOMIA)  Alle ore 18 e 30, sotto la tenda di L’Altraeconomia, in Piazza Fiera, racconti di vita attorno ad un tavolo Giro di esperienze informali tra i partecipanti dell’evento.

Concludo ricordando a tutti gli amici di Icebergfinanza che per tutta l’Estate in Trentino sulle sue Dolomiti, oggi Patrimonio dell’Umanità, Il Festival di musica in quota sulle montagne più belle del mondo.
Unire le grandi passioni per l’arte e l’ambiente in un teatro naturale che non ha paragoni: le montagne del Trentino.
Ecco I Suoni delle Dolomiti, un ciclo di concerti all’insegna della libertà e della naturalità in luoghi di straordinaria suggestione dove la musica viene proposta in piena sintonia con l’ambiente circostante.
Al Festival partecipano musicisti di fama internazionale, artisti e amanti della montagna che nel rispetto dell’ambiente si uniscono al pubblico e raggiungono a piedi i luoghi dei concerti, strumento in spalla. In cammino verso l’arte e la natura.

SUONI DELLE DOLOMITI

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30 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 12 Giugno 2010 at 11:14

GrazieStefano

utente anonimo
Scritto il 12 Giugno 2010 at 11:33

Pensateci bene, il capitalismo ha svolto (discretamente bene) il suo ruolo che era quello di riempirci di alimenti, merci e servizi di ogni tipo. Dalla fine degli anni '90 non ha più un ruolo propulsivo, si arrabatta, inventa le bolle e la globalizzazione.Il problema è tutto qui, tutto qui. Quindi la finanza truffaldina non è la causa ma l'effetto. Prima si capisce questa verità prima si possono porre le basi per ripartire. L'importante è dare sbocchi interessanti a chi ha soldi da investire, la gente non è peggio oggi di 60 anni fa.Gianni

Scritto il 12 Giugno 2010 at 12:39

Namastè VALENTINA è piaciuto anche a mè l'avatar che ho inserito, non ho idea chi sia l'autore ma ho cercato per tanto tempo un avatar che mi piacesse…..ed alla fine l'ho trovato. A proposito con loro……..non parlare troppo, è perffettamente inutile e controproducente !!!!!A proposito della citazione di OSHO non scordarti la parte che dice :La maggioranza è formata da sciocchi, da veri sciocchi. Guardati dalla maggioranza.Se tante persone seguono qualcosa, è una prova sufficiente che è una cosa sbagliata.La verità accade agli individui, non alle masse.Io credo che quasi tutta la nostra economia sia stata programmata per le masse e non per il singolo individuo.Se a qualcuno è sfuggito una parte del mio post precedente, lo incollo. Chissà che un giorno da qualche parte non inizino a far venire la "verità a galla"…..chissa……in Italia credo che saremo, come sempre, gli eterni secondi !!!! se non adirittura gli ultimi.( Se a qualcuno interessa posto dei link che parlano di moneta/soldi/denaro del Prof. Giacinto Auriti della Svizzera e di Nicolò Bellia, come potrete leggere forse un giorno….chissà… la verità verrà a galla:http://www.stampalibera.com/?p=13271http://www.parlament.ch/i/suche/pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20100422http://www.youtube.com/watch?v=EFGGNkU5vFE&feature=player_embedded#! )SDPS: Per leggere tutto l'articolo di oggi del Capitano Andrea servirà una settimana con tutti i link………..vedrò di farcela hehehe

Scritto il 12 Giugno 2010 at 12:45

Saluti al capitano e a tutti i navigantiAnche a quelli che scrivono castronate, perché ritengo utili i loro interventi che servono a capire l’umore e le aspettative  anche se in controtendenza.Nel post precedente 40 commenti un record basta un rimbazo  e tutti si scatenanoMa aggiungiamo il 41esumo fuori posto e vediamo de toro seduto sarà in linea anche se  si parla di cose molto meno aleatorie.Si discute di economia mondiale delle prospettive macroeconomichee si cade nel trading  bene.Più che trading io faccio scalping perché ci sono costretto non essendoci la trasparenza per fare nessun tipo d’investimento e poi è quasi un hobby che ti tiene impegnato ad analizzare una mole di dati veri e falsi.Notizie enfatizzate o sottaciute, depistaggi truffaldini organizzano ad arte.Come ha fatto a sfuggirvi la notizia che la Germania e la Francia fanno concordatola sospensione con l’Europa di fermare le vendite allo scoperto.senza annunciare la data riservandosi di farlo a sorpresa?Aprireste una posizione corta  anche se suffragata da dati con questa premessa?Ma torniamo all’economia reale questa crisi è icofutabilmente una crisi da sovrapproduzione di beni in tutti i settori, alimentari compresi,  dalla mancata distribuzione dei redditi, all’interno degli stati occidentali e del mancato accesso al consumo dei paesi in via di sviluppo .La Cinanon ha nessuna intenzione di aprire il proprio mercato al consumo,investe soltanto in infrastrutture da cui sono escluse le imprese occidentali, chiamate solo per le tecnologie che non hanno ancora sviluppato e le multinazionalicontinuano a produrre in Cina, frecandosene dell’impatto che ciò sta avendo su tuttol’occidente.Il debito pubblico poiché accomuna tutti non e un problema se non per le differenzeche vanno attenuate e non è detto che debba avvenire al ribasso,cioè chi ne ha di meno può farne ancora fino ad arrivare ad un adeguamentocon chi sta peggio e poi si azzera tutto con l’emissione di una massa monetaria adeguata, ma questa è un’utopia poiché ogni stato, pensa a come trarre vantaggio dalla propria posizione anche all’interno dell’Europa.Comunque anche questo rimbalzo l’ho portato, anche se non a pieno, a casa e adesso aspettiamo gli eventi e i dati della prossima settimana o meglio come saranno enfatizzati o minimizzati.Un modo per cominciare a uscire dalla crisi è anche lo sviluppo dei consumidei prodotti nazionali senza cadere nel protezionismo può sembrare unacontraddizione ma non è cosi.Saluti a tutti un po’ meno ai detrattori del capitano accusato addirittura di copia incolla, sicuramente di dati che riesce a scovare come lo sa solo lui, sicuramentecon un gran lavoro e sempre onestamente citandone le fonti, ma le interpretazioni e le analisi che né fa sono più che originali e oneste e fin ora irreprensibili.  

utente anonimo
Scritto il 12 Giugno 2010 at 13:05

mi voglio divertire con tutti quelli che fanno finta di non fare trading….. il grafico (ted spread è ancora in rialzo ,46,81- il 16 marzo era 11,25) .il vix è 29.79.( il cambio euro/ yen è 111.026 ) x essere sincero mi aspetto x lunedi un apertura in rialzo,che poi si trasformerà in una bella discesa,anche  martedi sarà discesa ,in ogni caso non fate quello che dico, consideratelo solo un gioco ,ciao a tutti MINGHIN

Scritto il 12 Giugno 2010 at 13:38

Namasté Capitano!p.s certo SD, cerco sempre di non dimenticare ciò che è invisibile agli occhi, e come Ti dicevo ho stampato tutto…Grazie davvero!Valentina

Scritto il 12 Giugno 2010 at 14:31

 grazie della sintesi del festival!

Scritto il 12 Giugno 2010 at 15:17

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Scritto il 12 Giugno 2010 at 15:54

Uno sguardo dentro l'economia?Uno sguardo al cielo, forse! hihihiSLec mi stuzzichi…guarda che scherzo, ma visto che nel post si parlaanche di arte, musica-natura, il parallelismo mi è sorto spotaneo hihihiin questa calda giornata estiva un pò di buona musica non guasta mai…..come non ricordare:Noa – Eye In The Skyhttp://video.libero.it/app/play?id=2b14559c4eab4ea36e158b094f6eab27Buon vento…Valentinap.s Ah! complimenti davvero per il tuo blog SLec, e non dico così per dire…

utente anonimo
Scritto il 13 Giugno 2010 at 08:55

il caPITALISMO CI HA RIEMPITO DI OGNI BEN DI DIO…CI SI DIMENTICA L'IPER SFRUTTAMENTO-LA MESSA IN MISERIA  DI MILIONI DI ESSERI UMANI UNA DISTRUZIONE COSTANTE E RABBIOSA DELLE RISORSE AMBIENTALI-ENERGETICHE…UNA NUOVA ONDATA GI AUTORITARISMO…ECC ECCI SOCIALISMI REALI CROLLATI AVEVANO NEL TOTALITARISMO E NELLA FINE DI OGNIN LIBERTà IL LORO LIMITE. GENETICO SONSCOPPIATI.IL MODELLO CAPITALISTA MOLTO + EVOLUTO E CAMALEONTICO SI è SALVATO ALMENO PER ORA,CON MOLTI AIUTINI  CARO @2…IL PROBLEMA COME VEDI NON è TUTTO QUì.HA RAGIONE DA VENDERE IL NOSTRO  MAZZALAI A  PROPORRE UN CAMBIAMENTO CHE PARTA DA NOI…UN'ALTRA ECONOMIA… SOCIALE-UN ALTRO MONDO è POSSIBILE…é tutto quI CARO AMICO IL PROBLEMAUN SALUTO AL CAPITANOdalmozzodibordo

utente anonimo
Scritto il 13 Giugno 2010 at 09:51

# 4  "Il debito pubblico poiché accomuna tutti non è un problema se non per le differenzeche vanno attenuate e non è detto che debba avvenire al ribasso,cioè chi ne ha di meno può farne ancora fino ad arrivare ad un adeguamentocon chi sta peggio e poi si azzera tutto con l’emissione di una massa monetaria adeguata…"Certo si azzera tutto, anche i risparmi, la monetizzazione è l'alternativa (non meno cruenta) al default .E' quello che ho sottinteso nel commento di ieri:prendiamo la "manovra italiana, in 2 anni si taglieranno 20-25 miliardi ma nel frattempo al ritmo di  100 miliardi di deficit annuale alla fine del biennio avremo accumulato altri 180 miliardi di debito invece di …200. Sta passando l'idea di far qualcosina  sul debito  lasciando la vera manovra in mano alle banche centrali che forniranno  "liquidità illimitata" ovviamente a banche e stati.Probabilmente a breve si eviterà la deflazione, ma poi arriveranno anni di inflazione.Nulla si crea, nulla si distrugge: se stampo moneta, poi deve diminuire il suo potere d'acquisto.PEG 

utente anonimo
Scritto il 13 Giugno 2010 at 10:31

post 11…direi che hai centrato perfettamente il problema….

Scritto il 13 Giugno 2010 at 10:47

E' ovvio che non mi dimentico né l'ipersfruttamento né… né…Chi pensa che si ripartirà (perché son convinto che ripartiremo) dal cambiamento dei singoli è bene che persegua la sua strada.Io penso ci vorranno cinque anni (il tempo di una guerra mondiale, più o meno) per porre nuove basi. Tra fallimenti, battaglie perse, cadute e risalite. Non dimenticando che dentro questi cambiamenti ci sono milioni di persone con la loro dignità calpestata, drammi umani, solitudini e angosce.C'è gente che dice che bisogna tornare alla campagna, per altri la soluzione è poter aprire un'azienda in modo molto più facile di ora, altri ancora (come il capitano) pensano che debbano cambiare i singoli.C'è anche chi dice che è inutile darsi da fare tanto nel 2012 finisce tutto (verso la fine dell'anno, mi pare, quindi mancano ancora più di due anni…).Secondo me servono nuovi obiettivi (per semplificare passare dal PIL al FIL). Per questo, nonostante tutto, ho fiducia nella politica (sì, proprio la politica che ci viene proposta tutti i giorni, quella schifezza lì). Penso che la gente cambierà, perchè nelle crisi tutti sono più brutti e cattivi, quando si sta bene anche le persone diventano più buone e disponibili.

utente anonimo
Scritto il 13 Giugno 2010 at 11:22

Per #2 & #10 sul Capitalismo !A mio avviso la lettura e' diversa fino al 1989 il capitalismo doveva competere sul piano ideologico con il comunismo, per cui doveva anche cercare di portare benessere in senso lato per giustificare la sua superiorita'.Dopo essendo restato l'unico sistema non occorreva necessariamente far in modo che il capitalismo portasse benessere… e' vero ci ha riempito di COSE…ma sono poi tutte utili ?Oggi la gente si indebita e fa la coda per il futile..non per l' utile ed il gap tra ricchi e povere e'  espoloso, se questo fosse successo prima del crollo del muro sul piano ideologico sarebbe stato un fallimento !Usando un minimo di ragione fare notti di coda per un aggeggio elettronico ti fa capire che la scala dei valori e' saltata.I prezzi oggi non sono piu' basati sul concetto costo + margine ma partono da quanto tu pui spendere o sei disposto a spendere.per estrarre quanto piu' valore possibile…non lo so ma le parole di Benedetto XVI sul fatto che oggi l' unico capitale da salvare e' quello umano mi trova d' accordo !SalutiMassimo

utente anonimo
Scritto il 13 Giugno 2010 at 12:42

Intanto Tremonti, che e' l unico che parla apertamente, dice

Levico, (Tn), 13 giu. – (Adnkronos/Labitalia) – ''Questo e' l'ultimo anno nel quale si faranno le finanziarie nazionali''. Lo ha detto il ministro dell'economia Giulio Tremonti intervistato dal vice direttore del Sole 24 Ore Alberto Orioli sul palco della festa nazionale della Cisl al Parco delle Terme di Levico (Tn), precisando che ''le politiche economiche si faranno nello stesso tempo dell'anno, nello stesso modo tutti insieme. Non ci sara' piu' un Paese che fa le sue scelte diverse dagli altri".

"Abbiamo ben chiaro che la riforma fiscale va fatta -ha poi detto Tremonti – quando pensavamo di iniziare a lavorarci siamo stati travolti e impegnati per due mesi dai problemi derivanti e connessi all'Europa. E ancora adesso siamo li', perche' quello che forse non si vede ancora, ma e' chiarissimo, e' in atto una colossale devoluzione di poteri dalle nazioni all'Europa''.Sara' anche giusto che l Europa inizi a essere l' Europa, un' entita' unica….pero' mi dispiace dire addio all Italia…PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 13 Giugno 2010 at 12:58

una domanda per il capitano, leggevo in un commento che qualcuno, chiedeva lumi sui mutui ARMS, anch'io sarei interessato all'argomento in quanto in passato hai dato molto credito a quest'onda in formazione, ma a quest'ora avrebbe dovuto già esplodere.e' andato tutto in niente o era una bufale alla quale tu come me a molti altri abbiamo abboccato?grazie in anticipo per la rispostaRoberto

Scritto il 13 Giugno 2010 at 16:09

quando descrivo un possibile scenario inflazionistico non me lo auguro, anzi lo temo più di ogni altra eventualità . Anche per questo seguo questo blog con molto interesse, altrimentisenza le analisi del capitano, con i pochi risparmi che ho avrei fatto da un pezzo buoni postali indicizzati all' inflazione.In inghilterra comunque si sono già brutti segni che spero  scemeranno nei prossimi mesi.

Scritto il 14 Giugno 2010 at 00:02

SI, E’ BELLO AVERE DEGLI AMICI, LO E’ ANCOR DI PIU’ QUANDO DOPO UNO TE NE RITROVI DUE, POI TRE, POI QUATTRO E SI DIVENTA GRUPPO![..] SABATO, 12 GIUGNO 2010 FESTIVAL ECONOMIA TRENTO 2010: RIFLESSIONI, UNO SGUARDO ALL'ORIZZONTE! Il sipario è calato sulla quinta edizione del Festival dell'Economia di Trento, un filone quello di quest'anno quanto [..]

Scritto il 14 Giugno 2010 at 00:02

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Scritto il 14 Giugno 2010 at 00:02

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Scritto il 14 Giugno 2010 at 00:02

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Scritto il 14 Giugno 2010 at 00:02

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Scritto il 14 Giugno 2010 at 00:02

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Scritto il 14 Giugno 2010 at 00:50

una domanda per il capitano, leggevo in un commento che qualcuno, chiedeva lumi sui mutui ARMS, anch'io sarei interessato all'argomento in quanto in passato hai dato molto credito a quest'onda in formazione, ma a quest'ora avrebbe dovuto già esplodere.e' andato tutto in niente o era una bufale alla quale tu come me a molti altri abbiamo abboccato?grazie in anticipo per la rispostaRobertoCerto è stata una bufala una semplice bufala come tutta questa crisi….questi sono i tempi…Questa è la dimensione rapportata al fenomeno subprime e Alt-a. Il fenomeno subprime ci ha messo un po di tempo per diffondersi nell'economia e contagiare la finanza…….Alcuni segnali sono già evidenti nel nuovo tuffo dei prezzi delle case, nelle foreclosures, nel record assoluto di "shadow inventory" che le banche tengono nascoste nei loro bilanci, case pignorate che nessuno conosce.Buonanotte Andrea

Scritto il 14 Giugno 2010 at 01:13

segretario al tesoro, alexander hamilton. nel 1791 fondò la banca nazionale. la prima banca centrale dei tempi moderni. la potenzialità produttiva della nazione non può essere condizionata dai banchieri privati a fare credito. la banca nazionale farà crediti secondo le possibilità offerte dalla presenza di manodopera, materie prime e bisogni, non secondo il profitto dei prestatori. E' un prestito che la nazione fà a se stessa, una aniticipazione sulla sua ricchezza futura, che produrrà col proprio lavoro. infatti x hamilton : la ricchezza intrinseca della nazione non va misurata sull'abbondanza dei metalli preziosi che detiene, bensi' sulla produzione della sua manodopera e della sua industria. Ne segue che "sarà lo stato dell'agricoltura e della manifattura, la quantità e qualità della sua manodopera a a determinare la crescita e la diminuzione del del circolante". capito ragazzi? le cose si sapevano già 200 anni fà e noi pirla a farci ingallinare da sto sistema turbo capitalista criminale. Nel sistema di credito privatizzato che vige anche oggi, si noti, avviene il contrario: è la massa monetaria previamente dichiarata esistente a determinare l'ampiezza del credito. per HAMILTON, è invece la domanda di credito degli attori produttivi a creare la moneta necessaria. Letteralmente, è il lavoro che crea il suo capitale. Anche la Banca Nazionale americana dunque crea denaro ex nihilo: ma non nell'interesse dei prestatori. Anzi, la speculazione finanziaria viene esclusa, non le viene consentito di scremare un interesse, nè di condizionare l'economia restringendo o espandendo il credito. E' la banca(statale) che regola l'economia; non farà mancare il denaro circolante (il credito), finchè ci sarà un disoccupato, e un chilo di materia prima inutilizzata; ma mai li credito sarà più abbondante di quello che occorre per soddisfare bisogni produttivi reali. visto? l'aveavno capito già 2 secoli fà. bisogna chiedrle tutte ste banche ladre, o laaciarle affondare. io propendo x dargli un aiutino ad affogare. altro economista coi fiocchi è/era, FRIEDERICH LIST. scrisse un grande trattato: IL SISTEMA NAZIONALE DI ECONOMIA POLITICA.nnel 1885. ed è stato usato bnenissimo x oltre 100 anni. alcuni stralci li potete legge nel libro di BLONDET, schiavi delle banche. ottimo libro. per cui tutto è goià stato scritto. basta prendere dalla storia. è tutto li'. vi saluto tutti. DORF

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