FESTIVAL DELL'ECONOMIA 2009: QUELLA GRAN VOGLIA DI GIRARE PAGINA!

Scritto il alle 07:43 da icebergfinanza

La quarta edizione del Festival dell’Economia di Trento sta per avviarsi alla conclusione, un festival che ai suoi margini, nell’oceano di interventi previsti dalla manifestazione, ha visto un piccolo veliero e i suoi "pionieri" radunarsi all’ombra di una piccola insenatura, per attraversare insieme quel grande passaggio dimensionale che separa questa nostra avventura dalla virtualità di internet, per giungere all’abbraccio fraterno della realtà di uomini e donne che vivono la vita con una tensione che va al di la del sistema stesso.

In settimana avremo tempo e modo di parlare di questo festival, di esplorarlo in profondità ma oggi vi voglio solo lasciare un messaggio uscito nell’incontro di ieri con Federico Rampini, giornalista e scrittore italiano.

" C’è in giro una gran voglia di voltare pagina senza avere regolato i conti. Nella speranza assurda che si possa ripartire da dove ci eravamo fermati l’altro ieri, con gli stessi valori, le stesse regole di prima. "  Repubblica

Si questa è la sensazione e badate bene non si tratta della naturale speranza di chi soffre per questa crisi, degli ultimi, dei disperati, degli emerginati, dei sotterranei dell’Umanità, ma si tratta dell’assurda convinzione di chi questa crisi l’ ha creata!

La Grande Recessione del 2007-2009 può davvero concludersi prima che abbiamo fatto in tempo a imparare qualcosa, a isolare i responsabili, a curarne le cause, a prevenire una ricaduta? C’è in giro una gran voglia di voltare pagina senza avere regolato i conti. Nella speranza assurda che si possa ripartire da dove ci eravamo fermati l’altro ieri, con gli stessi valori, le stesse regole di prima.

Per fortuna ci sono segnali di altra natura. Uno di questi si chiama Kedamai Fisseha. Cittadino americano di origine etiope, a 22 anni si laurea in economia e commercio alla prestigiosa università di Harvard. Un anno prima della tesi aveva fatto uno stage a Wall Street, alla banca Morgan Stanley. Adesso invece ha deciso di arruolarsi nel programma Teach for America. E’ un’organizzazione non profit che recluta neolaureati per mandarli a insegnare nelle scuole dei quartieri più poveri e degradati delle metropoli americane. "Mi considero fortunato – dice Fisseha – la crisi in fondo è stata una liberazione per me". Lawrence Katz, docente di Harvard, censisce le carriere professionali di tutti i laureati della sua superfacoltà dal 1960 ad oggi. "Fino a poco tempo fa la carriera nella finanza attirava i primi in graduatoria. Oggi non è vero che Wall Street abbia smesso completamente di assumere. Sono i ragazzi, o almeno una parte di

loro, che stanno cambiando interessi e valori".

Verso questi ragazzi che si orientano per il loro futuro, e verso noi stessi, abbiamo un dovere: non sprecare questa crisi.

E’ urgente un’operazione-verità che metta a nudo le cause profonde di un disastro che non è finito. Guardando anche oltre i gravi danni sociali, abbiamo bisogno di diradare la nebbia all’orizzonte. Ci servono delle mappe per orientarci, una guida di comportamenti, un manuale di sopravvivenza.

Dobbiamo capire come ne usciremo, con quali regole del gioco, quali nuovi equilibri e rapporti di forze: sul nostro luogo di lavoro e nella gestione dei risparmi; nelle nostre scelte di consumo e nell’impatto sull’ambiente. In quale mondo vivremo, con quali attori, dentro quali equilibri globali. Vogliamo sapere perché l’economia di mercato non sarà più la stessa, e a cosa assomiglierà la sua prossima versione. Come attrezzarci a vivere con la deflazione, o quel che verrà dopo la deflazione. Quale cultura si affermerà nelle aziende. Cosa cambia nelle banche e nel nostro rapporto con il credito. Quale choc o controchoc può arrivare dal fronte dell’energia e delle materie prime. Cosa resta dei "modelli" esaltati negli anni precedenti, dall’America alla Cina. E se la Grande Recessione può partorire, come la Depressione degli anni Trenta, una corrente di cambiamento durevole nei sistemi politici, nelle ideologie dominanti, nei valori etici.

(…) I mezzi dispiegati per evitare il peggio sono stati colossali. Hanno ordini di grandezza che superano l’immaginazione. Sommando gli aiuti di Stato agli istituti di credito e le operazioni di rifinanziamento d’emergenza effettuate dalle banche centrali, a marzo del 2009 si arrivava a un totale di 5.500 miliardi di dollari (…). Aggiustato per tener conto dell’inflazione, l’onere dei salvataggi bancari è sette volte il costo della guerra nel Vietnam. 23 volte il programma spaziale Apollo con cui l’America arrivò sulla luna. 47 volte il Piano Marshall per la ricostruzione dell’Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale.
Tra Borse, obbligazioni, case, dall’estate del 2007 in poi è stata distrutta una ricchezza pari a 50.000 miliardi di dollari. E’ quasi l’equivalente di un anno di Pil mondiale. Proviamo a tradurre questi macrofenomeni in termini di bilanci familiari: quanti possono reggere se un anno intero di reddito va in fumo? Qualsiasi cosa ci raccontino le statistiche mese per mese, un evento di queste proporzioni lascia tracce durevoli nella psicologia collettiva. Resta un’eredità d’incertezza, di cautela nello spendere e nell’investire. Non c’è manovra di aiuti pubblici che possa sanare rapidamente queste ferite. L’intera società è pervasa dalla diffidenza.

(…) Nel futuro del Vecchio continente potrebbe esserci la "sindrome giapponese". L’uscita dalla crisi può prendere le forme di una ripresa finta, anemica, senza crescita. Una bonaccia in cui tutti i nostri mali diventerebbero cronici, insolubili: dal debito pubblico alla crisi previdenziale, dal precariato alle tensioni sociali. Il naufragio del modello giapponese deriva proprio dall’incapacità delle classi dirigenti di Tokyo di capire la deflazione-depressione degli anni Novanta. La loro lentezza nell’affondare il bisturi dentro un sistema bancario disastrato; la timidezza delle misure per il rilancio dei consumi interni; il rifiuto dell’immigrazione come rimedio alla denatalità. Sono tutti sintomi oggi presenti anche in Europa. La prospettiva di un orizzonte piatto, senza sviluppo, può piacere ai fautori della de-crescita, che vedono nella "idolatrìa del Pil" la radice di tutti i nostri mali: a cominciare dalla distruzione dell’ambiente. Ma se si realizza il loro desiderio, le delusioni potrebbero essere amare. Nella grande bonaccia dove troveremo le risorse per investire in tecnologie verdi, per aumentare i fondi pubblici alla scuola, all’università, alla ricerca scientifica?

(…) Se la Grande Recessione ha avuto tra le sue cause economiche l’aumento delle disparità sociali, aggredire questo problema diventa doppiamente prioritario. E’ il modo per rilanciare una crescita sana, basata su un potere d’acquisto meglio diffuso, anziché sull’economia del debito. Ed è anche una terapia per molte malattie sociali che ci affliggono.

(…) La Depressione degli anni Trenta fu uno di quei momenti della storia in cui interi sistemi di valori vengono ribaltati, si crea una nuova etica civile. Temprata dalle sofferenze, quella che gli americani battezzarono The Greatest Generation riscoprì la fede nell’azione collettiva, l’utilità del sacrificio, la solidarietà, il dovere dello Stato di agire per il bene comune. Le grandi crisi servono a rimettersi in discussione, costringono a osare là dove il pensiero non si era mai avventurato: su quella del XXI secolo il verdetto è aperto.

Io non sono un fautore della decrescita pura, credo nella crescita sostenibile, nella sobrietà, in un’economia slow…..il nostro viaggio è stato tutto attraverso una serie di alternative, ma probabilmente non fanno rumore in questa crisi di identità e di valori, ma di questo avremo tempo e modo di parlarne, ora il lavoro mi aspetta….stay tuned!

 

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
70 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 07:44

Grazie per questo post Andrea e buona settimana a tutti!

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 09:40

” C’è in giro una gran voglia di voltare pagina senza avere regolato i conti. Nella speranza assurda che si possa ripartire da dove ci eravamo fermati l’altro ieri, con gli stessi valori, le stesse regole di prima….
…E’ urgente un’operazione-verità che metta a nudo le cause profonde di un disastro che non è finito. Guardando anche oltre i gravi danni sociali, abbiamo bisogno di diradare la nebbia all’orizzonte. Ci servono delle mappe per orientarci, una guida di comportamenti, un manuale di sopravvivenza”

Queste sono in sintesi le due grandi forze che saranno destinate a confrontarsi da oggi in avanti, forze che corrispondono ad altrettanti partiti: quello dei conservatori e quello degli innovatori… non dimenticandoci però che i conservatori, per potersi garantire lo status quo, storicamente hanno indossato spesso, e in modo disinvolto, proprio la maschera degli innovatori!

Buongiorno a tutti i naviganti e un buongiorno particolare al capitano.

Sono Renzo da Bassano del Grappa, e questo il mio primo intervento in questo blog.

Ho voluto anch’io esserci sabato 30 maggio, all’isola che non c’è ma che ora c’è… sono tuttavia riuscito, come il mio solito, a perdermi tutta la presentazione fatta da Andrea (che sollecito, qualora abbia ripreso la presentazione fatta all’auditorium, ad inviarmi il video o a metterlo a disposizione sul blog), ma per fortuna sono riuscito a fare l’interessante conoscenza con alcuni di voi ed appunto col capitano.
Sono rimasto piacevolmente colpito dalla varietà e dalla qualità e dei partecipanti, o come ci disse durante la cena Pietro, il nostro/commercialista educatore, “da tutta questa varia umanità” che ha accolto a mani aperte l’iniziativa di Andrea.

Andrea ha fatto una cosa notevole, ha dedicato molto del suo tempo per realizzare qualcosa di utile a noi tutti e forse a se stesso, considerato, come ha avuto modo di testimoniare al sottoscritto (la mia domanda, che forse non si aspettava, era: “perché lo stai facendo?), che sentiva l’esigenza di farlo, per dire le cose come stanno.. per evitare ad alcuni di noi certe pessime esperienze, di quelle che poi ti segnano per tutta l’esistenza… insomma una sorta di liberazione indotta da quel che sentiva doveroso da farsi. E la ricompensa per il suo buon ed impegnativo lavoro è stata appunto la nostra partecipazione alla serata.
Questa per te Andrea è una eredità importante, non dimenticare che alcune persone si sono mosse, al semplice tuo invito, facendosi 10 ore e più di viaggio all’interno della stessa giornata… queste ed altre cose non devono e non possono essere sottovalutate!

E io che ci faccio in questo vascello? Ma, non so, probabilmente il mozzo, sempre che ci sia ancora un qualche posto disponibile…

La mia abituale attività negli ultimi 20 anni è stata quella del consulente finanziario anche se da ormai 10 anni non la ritengo più la mia sola attività, da quando mi sono reso conto che l’attività del consulente in ambito finanziario (come d’altronde molte atre attività nell’economia moderna) era spesso improduttiva per gli utenti, essendo che il sistema richiedeva che la vera profittabilità fosse in capo all’industria del risparmio gestito ed in capo a i suoi operatori (anche se esistono, per fortuna, poche ma interessanti eccezioni a tal riguardo); per questo sono solito dire ai miei clienti: stai attento, perchè la probabilità che si crei un utile in capo alla tua persona conseguentemente al consiglio di un consulente (sia esso bancario o di una Sim) è estremamente basso in quanto esistono due situazione a te sfavorevoli: 1) la possibilità di errore dell’operatore che è del 50% (su questo concordo con Andrea: la finanza non è una scienza esatta, anzi forse non si può nemmeno considerare una scienza ma una accozzaglia di teorie per lo più scarsamente verificate, oppure un insieme di convenzioni, che, come tali, oggi esistono e domani potrebbero anche non esistere o essere comunque modificate; 2) l’interesse dell’intermediario che è per definizione in contrasto con quello del proprio cliente… quindi a volte è veramente meglio arrangiarsi investendo esclusivamente in ciò che si conosce e si comprende veramente, per quanto semplice lo strumento sia.

E sì che la mia esperienza lavorativa in questo settore era iniziata per passione e nella considerazione di poter essere effettivamente di aiuto agli altri. Per carità ancora oggi credo a questa visione ma esclusivamente grazie ad un mio modo “personale” di interpretare questo lavoro e proprio per questo comprendo molto bene anche gli intenti e l’opera di Andrea…. col tempo, però, ho maturato la consapevolezza che questa “missione” non era certo una prerogativa del sistema, avendo io conosciuto a fondo, e soprattutto dal di dentro, le caratteristiche peculiari del sistema finanziario moderno!

Non mi sono mai considerato un genio, ho solo una interessante creatività votata al pratico, un grande buon senso che spesso mi ha salvato nelle vicissitudini della vita, accanto ad una sana (chissà se lo è effettivamente!) indolenza – che però a volte preferirei non avere (ad esempio litigo sempre con il mio pessimo inglese, ma nonostante ciò a 40 anni non ho ancora frequentato nessun corso di perfezionamento!); mi posso quindi definire un idealista pratico, che da sempre è poco incline ad accettare regole, solo perché sono state definite tali, quando magari sono irrazionali o insensate; sono uno che non ama troppo comparire, ma ama di più lavorare dietro le quinte nell’interesse suo e degli altri.
Ma di geni (nel vero senso della parola), nella mia esperienza, ne ho conosciuti più di qualcuno, geni che poi finivano per commettere degli errori banalissimi, o che si perdevano in un bicchiere d’acqua: geni senza buon senso e soprattutto senza una visione di più ampio respiro, troppo votati alla loro iperspecializzazione, e a volte alla loro onnipotenza, e come spesso accade, quando guardi troppo nel particolare o guardi troppo al tuo ego, non riesci più ad intravedere i connotati della “big picture”: e questa potrebbe essere la causa e la morale del disastro dell’economia attuale.
Per questo ritengo che sia ora di passare dalla filosofia alla pratica, alla creazione di qualcosa di veramente utile a noi stessi, agli altri e soprattutto ai nostri figli: la filosofia e i mercatini equi e solidali, emblemi di una certa altra economia, non saranno sufficienti a produrre un qualche sensibile cambiamento, come l’esperienza già ci insegna ma soprattutto ci insegnerà. E’ ora di pensare a qualcosa di diverso, di più efficiente e che interessi le masse e non solamente piccole nicchie di popolazione, anche perché, come dico da sempre, paradossalmente potrebbe essere decisamente preferibile un mondo dominato da un “razionale e sensato utilitarismo” piuttosto che il mondo così come lo conosciamo.
Semplificazione, priorità, consapevolezza, e trasparenza saranno le parole più in voga nel nuovo mondo quello stesso mondo a cui il nostro vascello potrebbe approdare per primo.

Dunque, per finire, questo mozzo cosa vorrebbe dire al suo capitano?

Semplicemente questo:
“Capitano, non ho ancora compreso quella che potrebbe essere la nostra meta finale.. ho invece la sensazione che stiamo girando in tondo, mentre parliamo dei successi della nostra navigazione… giriamo forse in tondo nell’attesa di intravedere una meta finale, degna di essere considerata tale, che però ancora non conosciamo, una meta vera e definitiva, non potendo noi più accontentarci delle mete intermedie, per quanto esse siano essenziali. Anche altri vascelli stanno navigando bene in questo mare in tempesta, quelli dei nostri alleati, con i quali condividiamo le speranze di un cambiamento, ma pure quelli dei nostri nemici, quegli stessi che noi vorremmo contrastare … non siamo dunque i soli in questo mare, qu
ello che differenzierà i vari vascelli sarà solo la meta finale e la rotta per raggiungerla.”
Ed io, da umile mozzo, una meta definitiva ce l’avrei da proporre al mio capitano, e per quella meta potrei mettere a disposizione le mie munizioni e miei viveri, a patto però che il capitano sia disposto a condurmi ad essa per mezzo di questo vascello carico di speranze e di possibilità!

E’ giunto forse il tempo di decidere dove indirizzare definitivamente la prua….

Un saluto a tutti.

Renzo

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 09:59

A mio modesto parere, abbiamo di fronte due scelte: la decrescita sostenibile o la decrescita insostenibile.

Quest’ultima sarà esattamente quello che subiremo cercando di continuare ad alimentare con mezzi soliti o insoliti una “crescita” ormai condannata.
Siamo fuori dall’equilibrio fisico del sistema terrestre, ormai dal 1980. Come per la crisi attuale, abbiamo un debito che esige di essere onorato, e sarà onorato, o col sudore o direttamente col sangue.

Non c’è modo di contrattare con le forze naturali. Solo adeguarci a quanto ci concede, sfruttando al meglio la nostra intelligenza e saggezza. E’ questa la strada della decrescita sostenibile.

Il resto è solo esercizio di futilità, il tentativo di vivere l’illusione di ottenere qualcosa dal nulla.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 11:20

…gran voglia di voltare pagina…

In effetti è quello che si vede immediatamente guardando l’andamento delle borse.
Ma cosa e chi hanno voluto questa soluzione?
i 5 trilioni di Obama a cui si sono uniti in coro tutti gli altri del G20, le banche centrali e l’FMI.
Sembra l’uovo di Colombo: gli stati intervengono per sostenere il mercato che altrimenti sarebbe destinato al tracollo (fallimenti, disoccupazione,depressione).
Tuttavia 5 trilioni ,contro 50 di perdita totale, probabilmente non bastano e serviranno solamente a trasformare la crisi da U a W.
Pertanto nuovi minimi ci aspettano assieme alla svalutazione del dollaro ed al forte umento dei tassi (decennali-tretennali).
Ed anche sul piano geo-politico le cose sono piuttosto agitate (iran , nord corea, pakistan-afganistan ecc.)
Cassandra o Nostradamus?

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 12:12

….modestamente penso che si aprirà la fase della “grande illusione” da vendere alle masse cioè, in sintesi, ora gli squali – i soliti che tirano le fila – cavalcheranno l’onda del nuovo, del nuovo sostenibile (quindi energia…etc) e di tutto quanto darà l’idea di essere a favore di qualcosa di più umano………………ma siccome i fili saranno tirati dai soliti sarà l’ennesimo gioco di prestigio alle spalle della gente
questa è la mia personale visione della situazione, aggiungo che urgerebbe un’enorme opera di informazione.

saluti a tutti voi
Taguieff

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 14:40

Montecristo:

Questo bloog con mio dispiacere vedo che sta perdendo d’interesse.

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 15:08

Montecristo:

a

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 15:29

Montecristo:

Confesso che il mercato di oggi mi fa paura,è incomprensibile e come se stesse per accadere qualcosa.
Sono solo sensazioni.

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 15:29

a

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 16:04

Ciao a tutti, Montecristo cosa ne pensi di questo andazzo, gli usa hanno rotto i massimi a 935, stanno pompando tutto su. Grazie ciao. Paolo

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 16:19

Bho! sono euforici per GM fallita? O perche alcuni dati sono 0, qualcosa in piu’ delle:” aspettative” ?

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 16:20

Va be’, non c’e’ nessuno che ha volgia di chiacchierare. ciao Paolo.

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 16:46

(x Paolo)
Era ormai scontato, la vera resistenza era ed è 1000 SP e 2750 estoxx.
Sopra 1000 si esce dall’inferno e si sale in purgatorio.

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 16:51

le borse saliranno fino a luglio… perchè vogliono fottere i molti ribassisti , molti dei quali hanno posizioni molto brevi e a leva… vi ricordate il petrolio a 147 usd l’estate scorsa??

mi dispiace non aver conosciuto il mitico Capitan Andrea.
spero però un giorno ….
con profonda stima Riccardo Isalberti

p.s. la situazione economica e finanziaria che è in atto è quella indicata e descritta da Andrea Mazzalai.
non ci sarà IPERINFLAZIONE.
è un motivo per invogliare il parco buoi ad entrare nel macello delle borse.

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 17:52

Roubini

In una recentissima intervista Roubini afferma che il rischio sistemico è stato superato mettendo gli stati a garanzia del debito, ma il debito resta anche se è in parte diventato debito pubblico e questo enorme improvviso debito farà crescere i tassi sui bond.
Inoltre Usa e Gb monetizzeranno il debito trasformando la deflazione in inflazione.
Nei prossimi 2 anni la situazione sarà molto COMPLESSA.
Si può essere un pò meno pessimisti, ma occorre realismo, la ripresa vera è ancora piuttosto lontana, prevedo 2 anni di crescita debole…

Scritto il 1 giugno 2009 at 18:35

Caro Andrea, ti abbiamo ascoltato “senza fiatare” come giustamente ti ha detto il tuo amico semplicemente perchè
-crediamo in te,
-crediamo nella tua onestà,
-crediamo nella tua capacità di analisi,
-crediamo nella tua obiettività,
-crediamo di aver imparato a volerti bene per i motivi sopraesposti,
Quando si incontrano “Condottieri” con queste capacità li si segue e si vorrebbe con loro “costruire” qualcosa, proprio così come sente Renzo, il quale oggi ha postato un lunghissimo commento che ho molto apprezzato e che condivido, di cui incollo sotto l’ultima parte perchè anch’io sono delle stessa opinione.
Ora dobbiamo tradurre “in opere” tutto quello che abbiamo appreso e lo dobbiamo fare insieme.
Penso che per la fiducia che tutti noi abbiamo riposto in te, sei tu Andrea quello che deve raccogliere le idee di ciascuno per valutarle,analizzarle, verificarne la fattibilità e poi insieme cercare di tradurle in realtà.

Qualcuno oggi lamenta che il blog ha perso di interesse……..
Niente di più sbagliato….
Io credo che l’interesse di alcuni di noi sia di costruire qualcosa per figli e nipoti e non solo di cavalcare l’onda azionaria , obligazionaria e/o valutaria cercando di fare profitti senza lasciarci le penne.
Ragazzi,io credo sia giunta l’ora di utilizzare il denaro per scopi diversi dal lucro immediato,per progetti a lungo termine che oggi forse non daranno grosse soddisfazioni economiche ma che domani potrebbero toglierci da problematiche che oggi non vediamo ancora o non vogliamo vedere.

Ecco come conclude il suo commento Renzo :
“Capitano, non ho ancora compreso quella che potrebbe essere la nostra meta finale.. ho invece la sensazione che stiamo girando in tondo, mentre parliamo dei successi della nostra navigazione… giriamo forse in tondo nell’attesa di intravedere una meta finale, degna di essere considerata tale, che però ancora non conosciamo, una meta vera e definitiva, non potendo noi più accontentarci delle mete intermedie, per quanto esse siano essenziali. Anche altri vascelli stanno navigando bene in questo mare in tempesta, quelli dei nostri alleati, con i quali condividiamo le speranze di un cambiamento, ma pure quelli dei nostri nemici, quegli stessi che noi vorremmo contrastare … non siamo dunque i soli in questo mare, quello che differenzierà i vari vascelli sarà solo la meta finale e la rotta per raggiungerla.”
Ed io, da umile mozzo, una meta definitiva ce l’avrei da proporre al mio capitano, e per quella meta potrei mettere a disposizione le mie munizioni e miei viveri, a patto però che il capitano sia disposto a condurmi ad essa per mezzo di questo vascello carico di speranze e di possibilità!

E’ giunto forse il tempo di decidere dove indirizzare definitivamente la prua….

Un saluto a tutti.

Renzo

Sono d’accordo con te Renzo, quelli che la pensano come noi sono pregati di farsi presenti ad Andrea e vedremo dove ci condurrà questo vascello e QUESTO CAPITANO.

ANDREA, conoscerti è stato un privilegio,incontrarti personalmente un piacere, non ti crucciare se non hai potuto creare dibattito, ci saranno altre occasioni e vedrai che dibatteremo e come dibatteremo!!!

Un abbraccio Andrea,estendilo alla tua famiglia, la quale ha permesso questo viaggio, accanto ad un grande uomo c’è sempre una grande donna.

Un cordiale saluto a tutti i naviganti.

Ciao Valentina, grazie del lavoro che hai fatto per lasciare un ricordo a tutti noi,
Ciao Vincenzo un mondo di auguri a tua moglie ed alla tua famiglia.
Siamo stati bene insieme anche se per poco tempo……….alla prossima con più ore davanti.
Buona serata a tutti

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 18:41

dice W Buffet : “Non avete mai ragione o torto perché gli altri sono d’accordo con voi. Avete ragione perché i vostri dati sono esatti e il vostro ragionamento è CORRETTO”. ndr: e se poi i numeri dicono altre cose … beh per molti di voi non saranno corretti i numeri, che diamine !!! La speculazione (sempre e solo rialzista, s’intende) , i bilanci falsi , gli ottimismi drogati da allucinogeno mediatico, i consumi frivoli , i fallimenti delle carte di credito ancora questione di pochi minuti, i risparmi in aumento … perché ci sono le offerte al Wal Mart, il petrolio manipolato , i tassi in salita perché gli Stati non sono più affidabili … SI’ SI’ se qualcosa non peggiora è … perché non è corretto , certo, non può che essere così A Rampini avrei chiesto : ma l’onere dei salvataggi bancari è così tanto distruttivo da poter essere rapportato ad una guerra? Come dice Taleb , sappiamo ciò che causa una certa azione compiuta ma non sapremo mai cosa avrebbe potuto causare l’inazione o un’azione diversa . Se non si fosse disinnescata l’arma di distruzione di massa dei fallimenti bancari forse pagheremmo economicamente 70 o 700 guerre del Vietnam ! Nessuno è in grado d’escluderlo Fogar

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 18:49

mi spiace molto non esser potuto essere dei vostri a Trento ma vivo ancora troppo troppo lontano… mi avrebbe fatto davvero piacere conoscerti Andrea ma spero non mancheranno occasioni in futuro.

Per il resto credo che da fine Luglio sul mercato azionario ne vedremo di belle (anzi di brutte) finora tutto come previsto oro in salita, t- bond in picchiata borse euforiche, tutti convinti dell’inflazione dietro l’angolo. Ricordate? ora manca Atropo!!!

il fringuello

Scritto il 1 giugno 2009 at 18:54

Fogar, la mia competenza è zero ma il tuo commento mi invita a rispondere quello che penso:
Siamo proprio così certi che sia stata disinnescata l’arma di distruzione di massa ??
Io non credo,è una sensazione non è competenza,voglio sottolinearlo,
ma penso che di bombe da disinnescare ce ne sono ancora troppe in giro.
Quando poi i salvataggi bancari sono così palesemente “disonesti” la gente lo percepisce e se questa continua a perdere ed i potenti continuano a “godere” la bomba ad orologeria sarà il popolo.

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 21:38

Montecristo.

Bravo Fogar,questa è la paura che viene anche a me.

Scritto il 1 giugno 2009 at 22:22

Ciao…Renzo, felice di sentirti ..ma permettimi …si siamo in movimento…ma mi sento di dire che non giriamo affatto in tondo…non è mai mancato …e non mancherà mai il vento, nelle vele di iceberg e nelle nostre vite, ne sono certa,…ora più che mai!!…
In questi intensi giorni ho fatto incetta di libri…sto postando da Trento, domattina ritornerò nella mia città, e vi lascio alcune frasi a me care su cui riflettere…

“Si, perché il cambiamento parte da noi e dalla nostra vita quotidiana e in ogni momento della nostra vita diventa sempre più possibile praticarlo e proporlo…
E’ arrivato, così il momento per ciascuno di noi di ritornare ad essere protagonista del cambiamento, ognuno con le proprie responsabilità, generali, professionali, personali e quotidiane.
… Bisogna smetterla di affidare la necessità di una inversione di rotta, aggiungo, a chiunque egli sia… quel cambiamento che cerchiamo, dunque, è già qui, è in corso, (non è un’utopia). E se non ora, quando?
( L.Becchetti, Monica di Sisto, A. Zoratti, Il voto nel portafoglio, il margine)

..
Nel nostro mondo liquido-moderno, siamo felici finchè non perdiamo la speranza di essere felici in futuro. Ma la speranza può rimanere viva solo a condizione di avere davanti a sé una serie di nuove
occasioni e nuovi inizi in rapida successione, la prospettiva di una catena infinita di partenza.
Dobbiamo porci sfide difficili; dobbiamo scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra portata. Dobbiamo tentare l’impossibile.
E’ una vita emozionante e logorante: emozionante per chi ama le avventure, logorante per chi è debole di cuore, “Lascio ai lettori di decidere se la coercizione a cercare la felicità nella forma pratica nella nostra società dei consumatori, renda felice chi vi è costretto.”

Ho preso in prestito, queste frasi…che sento…semplicemente per manifestare il mio entusiasmo… e la mia piena fiducia in questo viaggio…in noi stessi….e in chi condivide questa esperienza od altre con noi. .o non con noi, nessun autocompiacimento in tutto ciò…ma sicuramente la certezza che non siamo nomadi isolati…se non vogliamo esserlo…sicuramente elementi responsabilmente essenziali, di un divino groviglio esistenziale.
“La vita, se è vita umana-la vita di un essere dotato di volontà e libertà di scelta- non può non essere un’opera d’arte. Volontà e scelta lasciano la propria impronta sulla forma di vita…”
(Zygmunt Barman, l’arte della vita)

Non sei una nomade isolata, ma una parte unica e insostituibile del cosmo.
Non dimenticarlo, sei un elemento essenziale nel groviglio dell’umanità.
Epitteto

P.s no Montecristo…non è per nulla diminuito l’interesse nel viaggio..è solo che il veliero è attraccato al porto ancora per poco,e una piccola parte della ciurma è scesa ad ispezionare la terra ferma..nulla di nuovo all’orizzonte e allora è risalita…la navigazione continua…

p.s1 non devi ringraziarmi ccp è stato un piacere, un immenso onore, potervi conoscere stringervi la mano…anche se per poco…Non è mai mancato, e non mancherà mai il vento nelle vele del veliero!
A presto buona navigazione Amici e compagni di Viaggio…
Capitano sono ritortana al mio posto di manovra e sono sull’attenti sul ponte!

Cari saluti a tutti
Valentina

p.s Il cucolo,mi spiace che tu non ci sia potuto essere, ci sarà sicuramente un’altra occasione!Ciao.

Scritto il 1 giugno 2009 at 22:32

Ciao Renzo, Ciao Piera, Ciao a Voi tutti….può essere che questo veliero continui a girare intorno a se stesso, è un’economia dove i vortici sono molteplici, ma vi sono segnali di risveglio di coscienze che vanno al di la del risucchio del vortice stesso.

Quando sostengo che ognuno è capitano di se stesso è ciò in cui credo ovvero che oguno di noi è in grado di tenere ben saldo il timone della sua vita contagiando con l’esempio le imbarcazioni che quotidianamente incrociano la nostra rotta.

La filosofia è questo blog, la vita e il mio vissuto sono la pratica di tutti i giorni, fatta di conquiste e di sconfitte, di onde immense e abissi profondi, ma in grado di portarmi giornalmente all’isola che da sempre c’è.

Quello che potevo creare è questo piccolo veliero che è nato da un impulso incondizionato una mia personale sfida ai limiti sconosciuti, una sfida sia umana che professionale e culturale.

Ho solo condiviso le mie visioni non solo analitiche ma umane di un fenomeno che in lontananza si stava evolvendo.

Io non sono nessuno per guidare il veliero della Vostra esistenza, Voi conoscete meglio di chiunque altro gli strumenti di bordo, io posso solo condividere con Voi le mie esperienze, il mio vissuto, la mia fede nell’uomo e in particolare nelle nuove generazioni.

Se vogliamo parlare di economia e finanza bene, ma se vogliamo parlare dell’uomo allora parliamo di essenza, l’unica cosa che veramente conta nella vita e che non dovrebbe mai essere in mano a nessun altro ne dei vortici della vita ne degli abissi di coloro che amano controllare la libertà di un uomo.

Mercatini equi, è forse un po riduttivo, perchè dietro vi è nascosta la dignità stessa dell’uomo, ma nell’equità e nella solidarietà vi è l’altra faccia della medaglia di quello che viene definito dal capitalismo odierno un sano egoismo.

I nostri figlia hanno un dannato bisogno di respirare i sogni dei loro genitori specialmente se questi sogni profumano di umanità e disponibilità a giocare la propria vita sul palconoscenico del mondo.

Probabilmente non vedremo il frutto di quanto abbiamo seminato, come molti che prima di noi hanno seminato ma che si sono incamminati verso il tramonto della vita consapevoli di aver fatto il possibile per lasciare questo mondo un po migliore di come l’abbiamo trovato.

Le cose troppo efficenti possono fallire miseramente, probabilmente quelle che hanno bisogno ogni giorno di essere corrette e riviste sono le migliori, probabilmente le masse non si interesserebbero di qualcosa che dimostra di essere fragile ma sempre vivo anche perhcè sono attratte dall’efficienza che porta alla solitudine.

Prossimità, condivisione, meraviglia, umiltà, attenzione, solidarietà e quella punta di ironia e cattiveria che serve per far comprendere che non siamo ingenui che pensano al paradiso terrestre.

Oggi gli scienziati economici negano l’esistenza dell’interesse reciproco, lo negano come rinnegherebbero la propria esistenza.

Nell’essenziale quotidiano noi siamo già approdati alla nostra isola, non abbiamo forse bisogno di mete finali anche perchè quotidianamente la vita ci offre mete intermedie, successi di cui abbiamo necessariamente bisogno per continuare a sperare a navigare.

L’altro è la ferita al mio avere e necessario al mio essere, ci porta alla convinzione che non potremmo mai abbattere definitivamente quello che consideriamo il nemico perchè è essenziale al nostro essere, fonte di riflessione continua.

Nessuno conosce le nostre rotte, ma possiamo decidere di scegliere quella rotta che un giorno sarà spazzata dagli uragani dimenticando quella che invece ci può portare all’orizzonte dell’arcobaleno.

Io sono disponibile a qualsiasi meta, ma non disponibile ad usurpare il timone unico ed irripetibile di qualunque uomo, perchè io sono solo una foglia che il vento di questa vita ricorda come fragile ed irripetibile capace di trasmettere insieme alle altre figlie i mille colori che le stagioni sanno nascondere.

Non c’è nulla di cosi prezioso ed unico del pensiero e dell’emozione di un uomo o di una donna, che navigano attraverso l’oceano della loro vita capaci di tracciare rotte che siano testimoni di innovazione e scoperta per le future generazioni.

Qui di mozzi umili non ne vedo, non abbiamo bisogno di pelapatate e puliscilatrine, ma di capitani che sappiano leggere gli strumenti della propria vita e riconoscere le stelle polari dell’umanità.

Non è solo filosofia credetemi, si tratta anche di rotte quotidiane fatte di onde esaltati e abissi profondi……ma se a qualcuno sembra solo una favola chiedo scusa, non è questo il mio intento, perchè la vita è qualcosa di più importante della stessa filosofia.

Un abbraccio Andrea

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 23:17

Buona sera a tutti, sono M.Cristina da Perugia, è la prima volta che intervengo nel blog. Vorrei salutare tutti i “pionieri” che si sono trovati a Trento, ciao Renzo, Pietro, Vincenzo, Valentina, Paolo, Fabio e tutti gli altri di cui non conosco il nome. E’ stato bello fare la conoscenza del nostro Capitano, e di tutta la “varia umanità” a bordo di questo veliero.
Renzo, condivido molto di quanto hai scritto nel post.

Grazie Andrea, grazie a tutti!
M.CRISTINA

utente anonimo
Scritto il 1 giugno 2009 at 23:19

Un grande saluto al nostro capitano e alla ciurma tutta che con immenso piacere ho avuto l’onore di conoscere in piccola parte. Trento, meravigliosa città e meraviglioso momento di condivisione, di scambio ma soprattutto di conferma che se degli ideali sono partecipati, nessun limite potrà esserci all’orizzonte.
Difficile in questo momento schizofrenico pensare che la ragione prevalga, ma come dice sempre il nostro capitano la verità è figlia del tempo. Io sono fiducioso nel pensare che questa occasione non sarà perduta per resettare un sistema arrivato ormai al game over.

A presto e al prossimo porto sicuro.

PG

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 02:18

manca poco agli short….
+zero

Scritto il 2 giugno 2009 at 06:56

Buon giorno, sto partendo e tornando alla mia quotidianità dopo questi entusiasmanti !Giorni..entusiasmanti non certo
per il festival…bhe..del resto come iquesto viaggio…
PG se vuoi contattami sul blogger…che ti fornisco la mia
e-mail.così rimaniamo in contatto fino al prossimo porto sicuro…
Ciao Cristina, un grande immenso abbraccio a tutti…
un caro saluto aTrento…dove si sta benissimo…
Radiosa giornata…

Capitano…Vento in poppa!!!:-) :-) a presto..
Valentina

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 10:30

PER CHI VUOL RAGIONARE CON I DATI ESATTI

Sono state nazionalizzate Fannie, Freddie ed AIG ai fini di pagare centinaia di miliardi di cds alle banche usa ed europee , sono state salvate e seminazionalizzate le maggiori banche, Merril Lynck ha venduto, prima di essere acquisita con fondi pubblici, i suoi titoli tossici a 20/100 finanziando il compratore.
Nonostante ciò i titoli tossici (e le obbligazioni delle aziende in default), vere arme di distruzione di massa anche se qualcuno ANCORA non è convinto, pesano ancora come un macigno sui fondi (anche pensione) istituzionali e isui risparmiatori individuali.
Salvando le banche si è evitata l’apocalisse come dice ora anche Roubini, ma NON si è risolta la crisi.
Sarebbe troppo facile e contrario alle leggi economiche voltar pagina come se non fosse successo nulla.
La situazione, come dice ancora lo stesso Roubini è molto più complessa di quanto questo rimbalzone possa indurre a credere.
Dal punto di vista economico avrà conseguenze molto più gravi di una GUERRA.
Sono i dati a dirlo.

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 12:03

Grazie Andrea, di esserti palesato essere umano in carne e ossa, capitano vero e reale, non virtuale.
Grazie a tutti gli amici presenti, uniti dal comune desiderio di conoscerti, dal comune interesse per l’economia e le sue conseguenze previste e impreviste, e anche dal desiderio di continuare il viaggio con Iceberfinanza curiosi di ogni successiva tappa del viaggio.
Pietro

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 15:19

MONTECRISTO

Penso che se questo mercato invertirà la rotta ,lo farà con una potenza inaudita.

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 17:32

#27

Le guerre distruggono, le crisi economiche spostano.

Non è la stessa cosa.

dopo una guerra si deve ricostruire, dopo una crisi si può, volendo andare a riprendere quello he è stato indebitamente spostato.

Basta volerlo ed essere disposti a pagare il prezzo della scelta.

ad malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 17:37

CAPITALISMO E DEMOCRAZIA
Il capitalismo non è democratico anzi come dice Rampini Il cambiamento avviene quasi sempre dallo scontro fra logica democratica e capitalismo: il capitalismo cambia quando la democrazia lo costringe.
Tuttavia ha in sè stesso un’arma letale per eliminare irresponsabili ed incapaci: il fallimento.
Paradossalmente proprio Obama, che è stato eletto per riportare la logica democratica (controlli e regole) ed il principio di responsabilità che sta alla base della democrazia ha dovuto (ma forse poteva evitarlo) trasferire i fallimenti del managment americano alla collettività, senza in molti casi poterli neppure licenziare o almeno togliere i premi.
Tutto ciò credo che sia inaccettabile per la maggioranza degli americani che ha creduto nel cambiamento.
Penso che presto ne vedremo le conseguenze sul piano economico, politico e sociale.
Quando partirà il piano di Geitner di acquistare con fondi pubblici i titoli tossici delle banche, al prezzo deciso in ultima analisi dalle banche stesse (!) penso che la credibilità di Obama si dissolverà.
7+

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 20:06

Andrea,

l’nteresse reciproco esiste e qualunque economista serio dovrà riconoscere che solo dalla somma delle crescite individuali si potrà avere una crescita collettiva e globale, il problema è che a chi sta a certi livelli non importa assolutamente nulla della crescita in generale, interessa solo mantenere lo stato di assoluto privilegio in cui si trovano.
Loro son talmente oltre qualunque livello di necessità che sono anche didisposti ad accettare perdite pur di non modificare la struttura sociale.

Mi aspetto che prima o poi qualche mano bussi pesantemente a qualche porta.

Temo però, quardando la storia che dovrò aspettare invano.

ad malora
Il Cuculo

Scritto il 2 giugno 2009 at 20:21

Ciao Cuculo ……hai ragione, ma non possiamo perdere questa occasione, l’occasione di questa crisi per cambiare dal basso tutto ciò che è possibile…….abbiamo il dovere di provarci anche se assomiglia ad un’illusione.

C’è una cosa importante che ha detto Spence nell’ultimo incontro del Festival che si eleva oltre il fiume di inutile parole di una parte dei relatori ovvero dell’impossibilità della crescita futura senza il pattern dell’inclusività ovvero quello dell’equità e dell’uguaglianza elemento fondamentale per qualsiasi futura strategia di sviluppo.

Appena possibile accoglierò volentieri la tua proposta di alcuni suggerimenti per guardare oltre l’orizzonte, non me lo sono dimenticato….contaci!

Un abbraccio Andrea

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 20:37

Buonasera a tutti

Purtroppo a Trento non ho potuto esserci, ma leggo con piacere che l’incontro è stato un successo.

Il prossimo incontro ci sarò sicuramente; spero di non essere in ferie in un “mondo alternativo” in quel periodo hehehe (oppure preso dal lavoro sigsigsig)

Un saluto al Capitano Andrea e a tutti i marinai di Trento.

SD

utente anonimo
Scritto il 2 giugno 2009 at 21:22

Buona sera a tutti,

volevo ringraziare il Capitano per l’occasione che ci ha dato
di incontrarci, di conoscerLo e farci conoscere di persona e per le
sensazioni ed emozioni che ci ha donato nello stare assieme.

Spero che sia il primo di tanti incontri, poichè mi è
sembrato di cogliere in molti di noi il desiderio di ritrovarci
ancora, e cercare la prossima volta di stare maggiormente
insieme per conoscerci meglio ed aprirci ancor di più, poichè di presenza
la barriera dello schermo viene a cadere, e ci si apre e ci si racconta
come fossimo persone che si conoscono da una vita, e questo è molto bello perchè qualcosa di importante ci unisce.

Saluto tutti i partecipanti e quelli con cui ho avuto modo di colloquiare:

Capitan Andrea, Piera , Cristina, Renzo, Alessandro e la Moglie, venuti dalla Sardegna,
Paolo, Igor ed altri di cui mi sfugge il nome e me ne scuso, e Valentina a cui va un grazie
particolare per aver preparato una brochoure , come ricordo dell’incontro.

Un abbraccio a tutti gli amici di IcebergFinanza,
con la promessa che appena potrò, ricomincerò
a postare su questo meraviglioso Blog.

Vincenzo(carpe diem)

Scritto il 2 giugno 2009 at 21:29

Ciao SD mi chiedevo appunto dove fossi…cerca di esserci la prossima volta che attracchiamo in porto!:)) :-)
Sperando di fare cosa gradita a chi non è venuto Vi lascio alcuni riferimenti Bibliografici per approfondimenti, su cui una volta letti potremmo confrontarci.

Per il discorso del cambiamento dal “basso” :

L.Becchetti, M.di Sisto, A.Zoratti, Il voto nel portafoglio, cambiare consumo e risparmio per cambiare l’economia, ed. il Margine.

Di L. Bechetti :

La Felicità sostenibile, economia della responsabilità sociale, ed.Donzelli

Oltre l’homo oecomicus, felicità, responsabilità, economia delle relazioni, ideEconomia ed. città nuova.

Il denaro fa la felicità?, ed. Laterza.

Euclides andrè mance, fame zero, il contributo dell’economia solidale, ed. EMI.

Fred Kofman, Business consapevole, come creare ricchezza attraverso i valori, ed. il punto d’incontro.

Per discorsi di economia generale:

Fabrizio Galimberti. Economia e pazzia, ed. laterza

Interessante su un vizio tutto italiano:
Roberto Petrini, l’economia della pigrizia, ed.Laterza.

Poi estremamente interessante:
Luigino Bruni, La ferita dell’altro, Economia e relazioni umane, ed. il Margine.

Solo alcuni semplici spunti..oltre quelli già disseminati dal nostro Capitano durante il viaggio.

Buona lettura! Buona notte!!
Valentina

Scritto il 3 giugno 2009 at 06:37

Grazie Vincenzo (carpe diem), sono davvero felice che abbiate apprezzato,
siete davvero gentili…ma è una piccola cosa…il minimo dopo due anni di turbolenta, intensa navigazione! Perfezioneremo la cosa per il prossimo incontro.

Non posso che condividere pienamente quando scrivi:

“la barriera dello schermo viene a cadere, e ci si apre e ci si racconta
come fossimo persone che si conoscono da una vita, e questo è molto bello perchè qualcosa di importante ci unisce.”
Si.!..come se ci si conoscesse da sempre…e… non c’è altro da dire!!

Buona giornata…Un grande abbraccio ovunque Voi siate!!
Buon lavoro…
Oggi non è già più come prima!!
Valentina

p.s se avete occasione di leggere alcuni dei libri che ho segnalato, fatemi sapere…a presto!

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 10:37

ANSA) – BRUXELLES, 3 GIU – Il pil di Eurolandia e’ crollato nei primi tre mesi dell’anno del 2,5% rispetto all’ultimo trimestre 2008. Si tratta del calo piu’ marcato dalla nascita della zona euro. Lo rende noto Eurostat, che conferma cosi’ la stima flash del maggio scorso. Il dato peggiore riguarda la Germania (-3,8%), seguita da Austria e Olanda (-2,8%), Italia (-2,4%), Spagna (-1,9%), Belgio (-1,6%) e Francia (-1,2%). Nell’Ue-27 il calo e’ stato del 2,4%, con il Regno Unito a -1,9%. Su base annua, nel primo trimestre 2009 il Pil e’ diminuito del 4,8% nella zona euro e del 4,5% nell’Ue-27. Anche qui la performance peggiore tra i Paesi di Eurolandia e’ quella della Germania (-6,9%), seguita da Italia (-5,9%), Francia (-3,2%) e Spagna (-3,0%). A pesare di piu’ sulla recessione della zona euro nei primi tre mesi dell’anno – sottolinea Eurostat – un calo dello 0,5% nella spesa delle famiglie per i consumi, ma sopratutto un calo del 4,2% degli investimenti, dell’8,1% dell’export e del 7,2% delle importazioni. Eurostat ricorda come nel primo trimestre 2009 il Pil Usa e’ calato dell’1,5%, quello del Giappone del 4,0%. I prezzi alla produzione industriale sono calati dell’1% in aprile rispetto al mese precedente. Su base annua la diminuzione e’ stata invece del 4,6%. La diminuzione dei prezzi alla produzione industriale a marzo era stata dello 0,7% in Eurolandia e dello 0,5% nell’Unione. (ANSA)

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 10:55

non è un dato nuovo.

a ripeterlo non diventa ne meglio ne peggio

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 11:16

Ma ci rendiamo conto che ci stanno riempiendo di carta come le zampogne a questi livelli o no? ci sono in giro 10 aumenti di capitale al giorno x billions e billions, emissioni di convertibili, conversione di preferred shares, e’ una gara a chi stampa di piu’….

ma davvero crediamo che stiamo facendo un affarone? bah..

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 11:37

e chi lo ha detto … che è un affarone?

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 12:55

Montecristo:

Caro fringuello,non ti scervellare più con i dati economici ,io ormai già da qualche giorno mi sono spostato su altre ricerche,altre giustificazioni per questa crisi ,di natura diversa per la precisione.

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 13:34

DISTRUZIONE DI VALORE

E’ incredibile che ci sia ancora qualcuno (Il CUCULO) che confonde i vasi comuniocanti (che spostano) con i vasi rotti.
Durante una recessione, con il calo rapido e profondo delle quotazioni, si ha una vera e propria DISTRUZIONE di ricchezza esattamente come durante una guerra.
Chiedetelo agli azionisti ed obbligazionisti di GM o della stessa unicredit che vale 1/4 rispetto ad un anno fa.
SCONCERTANTE

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 14:07

By Alaric Nightingale
June 3 (Bloomberg) — JPMorgan Chase & Co., the second-
largest U.S. bank by deposits, hired a newly built supertanker
to store heating oil off Malta, shipbrokers reported, in the
company’s first such booking in at least five years.
The bank hired the Front Queen for nine months, according
to daily reports from Oslo-based SeaLeague A/S and Athens-based
Optima Shipbrokers Ltd. David Wells, a spokesman for JPMorgan in
London, declined to comment.
JPMorgan, which has never hired an oil tanker based on data
compiled by Bloomberg going back five years, follows companies
including Citigroup Inc.’s Phibro LLC unit and BP Plc in hiring
ships to store crude or oil products at sea. The firms are
seeking to take advantage of higher prices later in the year.
“It’s opportunity-driven,” Sverre Bjorn Svenning, an
analyst at Fearnley Consultants AS in Oslo, said by phone. “I
doubt it’s going to be a permanent or new sort of trade.”
Heating oil for immediate delivery costs $555 a metric ton
in northwest Europe and supplies for August are at $581.68,
according to data compiled by Bloomberg.
Supertankers aren’t normally used to store heating oil
because their tanks have to be scrubbed of crude oil first,
Nikos Varvaropoulos, an official at Optima, said by phone
yesterday. Newly built carriers don’t have that problem.

Conventional Tankers

The ships can hold about 2 million barrels of heating oil,
more than three times the amount held by a more conventional
Long Range 2 tanker, according to Riverlake Shipping SA,
Switzerland’s largest shipbroker.
Benchmark supertanker rates plunged 87 percent from their
peak in July as oil producers curbed supply and ship owners
expanded the global fleet. The Paris-based International Energy
Agency expects the first back-to-back drop in global annual oil
demand since 1983.
Sliding rates spurred several traders to enquire about the
same transaction as JPMorgan, Varvaropoulos said.
JPMorgan hired the Front Queen at $35,000 to $41,000 a day,
according to the broker reports. The bank is also paying $1.6
million for the ship to sail from Singapore to Europe without a
cargo, the brokers said. Long Range 2 tankers cost about $25,000
a day for storage, according to Riverlake Shipping.
Traders were already using smaller tankers to store record
volumes of jet fuel and heating oil in Europe as on-shore tanks
filled up, D/S Torm A/S, Europe’s biggest oil products shipping
line, said April 3.
Inventories of heating oil at Amsterdam, Rotterdam and
Antwerp stand at 2.7 million tons, the highest for at least two
years, according to data from PJK International BV.
Jens Martin Jensen, chief executive officer of Frontline
Management AS, which controls the Front Queen, declined to
comment.

Che questi signori stiano usando il denaro dei contribuenti contro i contribuenti stessi? oltre il danno la beffa…

ovviamente e’ solo un’ipotesi ma sarebbe in pieno stile loro.

il fringuello

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 14:27

#43

Non ti sconcertare, la borsa non crea e non distrugge ricchezza, la sposta.

si distrugge ricchezza quando il lavoro delle persone viene impiegato per produrre beni o asset inutili.

Se costruiamo una capacità produttiva per autovetture in un mercato che ha già una sovracapacità del 20% distruggiamo ricchezza, se costruiamo abitazioni ben oltre la richiesta di mercato distruggiamo ricchezza.
Se spendiamo miliardi per costruire un ponte su uno stretto (uno a caso) che non ha i fondamentali economici per ripagare il costo distruggiamo ricchezza.

La ricchezza si crea e si distrugge nell’economia reale non nell’empireo finanziario.

Questa almeno la mia opinione, ciascuno si sconcerti come vuole.

ad malora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 14:35

quando leggo queste cose proprio ne rimango schifato… pur di inlfazionare qualunque cosa e a qualunque costo eh? x reazione da domani giro solo in bicicletta…

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 14:40

Purtroppo chi incappa da azionista od obbligazionista in un default credo che la pensi un tantino diversa.
microsoft, google, apple ed altri partiti da zero, non hanno creato ricchezza finanziaria?
La finanza, attraverso le quotazioni dei titoli cerca di MISURARE e QUANTIFICARE proprio la ricchezza economica associata ai titoli.
Continuo a rimanere sconcertato da questa visione dicotomica.

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 15:28

Montecristo

Sentito Bernake?

Nei prossimi mesi ci sarà un forte aumento della disoccupazione.

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 16:01

“La finanza, attraverso le quotazioni dei titoli cerca di MISURARE e QUANTIFICARE proprio la ricchezza economica associata ai titoli”

Adsso sono io che resto allibito.
La borsa e gli investitori, in particolare quelli speculativi, non hanno alcun interesse a quantificare il valore degli asset.

Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che il mercato continua a vivere di bolle e crisi.

Yahoo valeva 100$ nel 2000, 5$ nel 2002, 40$ ne 2006, 9$ a Marzo e 16$ oggi.

Qualcuno sa dire quanto vale Yahoo?

E’ stata creata ricchezza?

ad malora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 16:16

Cuculo sei tu o e’ qulcuno che usa il tuo nick? Scusa ma non eri tu a decantare le lodi degli aumenti produttivi avuti negli anni passati? E non eri tu a dire che una correzione a 750 sarebbe salutare x il solo fatto che pagheremmo dei valori molto cheap sull’azionario ( non mi ricordo piu’ tutto il calcolo ma se vuoi lo cerco) “solo” un 50% di premio sulla crescita economica avuta negli ultimi 10 anni?

boh forse mi sbaglio….

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 16:45

Caro Andrea,
che emozione conoscerti di persona , stringerti la mano e poter finalmente condividere con altri le paure di questo presente e i timori per il fututo che ci aspetta. Nel corso del festival ho sentito spesso affermare da vari relatori che questa è una crisi di fiducia da parte delle persone nei confronti delle banche , delle istituzioni … Nessuno vuole cogliere il vero motivo di questa crisi che è quello che hai indicato tu quando hai parlato di di “crisi antropologica ” . Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è di credere ancora gli uni negli altri di poter ancora contare su valori che oggi sembrano completamente dimenticati quali l’onestà e la sincerità e che ho potuto constatare, quando ci siamo incontrati , albergano ancora nell’uomo . Grazie Andrea per averci dato l’opportunità di conoscerci ,di confrontarci la tua è stata la vera iniezione di fiducia di cui avevamo necessità!
Un saluto particolare a Valentina ( ho apprezzato molto i testi e le frasi che hai riportato sulle brochoure che ho tenuto per ricordo ) e Vincenzo ( il tempo correva troppo durante i n.s colloqui..), Renza …mi sembrava di conoscervi da sempre… spero di rimanere in contatto con voi tutti e di potervi incontrare presto !
una abbraccio a tutti

Cristina ( Cagliari )

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 17:30

FINANZA SPECULATIVA
Vorrei concludere la discussione con il CUCULO sulla finanza che crea (e distrugge) ricchezza.
Concordo che nella finanza speculativa, specialmente quella dei derivati che sono scommesse, vige il principio dei vasi comunicanti: uno perde e l’altro vince, si ha un semplice spostamento.
Tuttavia trattare tutta la finanza, anche quella “tradizionale” fatta di azioni ed obbligazioni, che, anche se non nel breve temine, cerca di quantificare il valore dei titoli, mi pare eccessivo.
Ugualmente dovremo distinguere fra chi opera da investitore e chi da speculatore.
Nel 72 l’indice comit era 100 oggi è 1000, qualcosa è stato creato; nel 2007 era 2000, qualcosa è stato anche distrutto, sia in finanza che nella economia.
O no?

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 17:30

I believe that the greater risk for the global economy in general and the U.S. economy in particular is inflation, not deflation. fonte uno (ex?) stimato KASRIEL (ricordate chi è costui ? ). Fogar

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 17:30

I believe that the greater risk for the global economy in general and the U.S. economy in particular is inflation, not deflation. fonte uno (ex?) stimato KASRIEL (ricordate chi è costui ? ). Fogar

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 17:40

per #52 e Cuculo
La moneta è usata come una unità di misura ma è un bene come un altro , soggetto alla domanda e all’offerta da cui se ne ricava il proprio valore. Quando sale tutto a causa dell’inflazione , si crea ricchezza ? o è il bene usato come unità di misura ( i soldi ) che perde valore ? Per Cuculo : se costruire un ponte che non serve distrugge , o costruire abitazioni in eccesso distruggono ricchezza, se ne creerebbe distruggendo quelli in eccesso ??? Fogar

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 17:54

x Fogar e il cuculo

Ma alla fine della fiera si è o non si è creata ricchezza dal 72 ad oggi, o è solo un fatto monetario di finta crescita legata all’inflazione?
Se così fosse, bisognerebbe cambiare la parabola dei talenti e premiare il servo che ha sotterrato la moneta (d’oro s’intende!)
7+

Scritto il 3 giugno 2009 at 18:07

Tutti questi dati…tutte queste interpretazioni dicono una cosa sola…SVEGLIA!

[:..] Dobbiamo svegliarci da questo letargo filosofico che ci ha spinto fino al baratro se non un po’ oltre(avete presente Will il Coyote?). E’ illogico, incredibile, allucinante fondamentalmente stupido
continuare ad inseguire un mito avvelenato e suicida, qual è il mito della ricchezza materiale.
Abbiamo giocato con il fuoco, ci siamo bruciati, ora basta! Non possiamo aspettare che le cose si
riaggiustino da soli, mentre noi continuiamo a far finta di niente.. non possiamo più delegare a chissà quale potere saggio e lungimirante la ricerca della soluzione che noi poi da buoni bambini metteremo in atto.
In ogni ferita della Madre Terra , si vedono le malvagità che per egoismo, per cecità, per arroganza, l’uomo è stato capace di compiere. Nessuno può più dire che centro io? Nessuno può più sentirsi chiamato fuori. Non per moralismo puritano, ma per semplice senso di sopravvivenza.
..Non sarà indolore…L’arroganza e la vanità crescente della nostra specie ha forse toccato il punto di non ritorno…Il rullo compressore della modernità postindustriale non si è fermato.
Ma è veramente questo che vogliamo?

Allora è chiaro che dobbiamo svegliarci dal nostro colpevole torpore. Dobbiamo fare una grande pulizia dentro le nostre teste, le nostre case, le nostre città, dentro questo nostro unico mondo.
Ci aspetta una sfida epocale, e per una volta tanto non c’è scelta.

Certo, sarà dura. L’uomo non accetta volentieri di dire “ho sbagliato”. Ma tranquilli. La natura non chiede scuse ufficiali. Il pianeta non cerca vendette. La terra continuerà ad accogliere l’ uomo nelle proprie braccia, come ha sempre fatto. La grande sfida sarà quella di tornare a rispettare la vita, in tutte le sue forme…Di scendere da piedistallo sul quale le filosofie e le religioni hanno posto l’uomo.
La consapevolezza del proprio posto sulla terra sarà la porta d’entrata di una nuova era per l’umanità.

Prego, vogliate vacare la soglia…(da Ama la Terra come Te stesso)

Si Cristina è come se ci fossimo sempre conosciuti…Ti scriverò presto.!

Se invece accettiamo che “ogni uomo è un isola a sé stante”, la prima e onesta conseguenza è di presentarsi ognuno con le proprie visioni, i propri sentimenti, le proprie storie…ma quest’approccio non ha fatto che seminare miseria… è necessario ripartire dalla semplice condivisione del vissuto del sognato di tutti noi, senza discriminazione né classificazione…lasciarsi prendere per mano dalla vita. Fidarsi.Sono questi i piccoli accorgimenti da mettere in atto. Sempre attenti a non cadere nella
tentazione di catalogare o sistemizzare le emozioni e le sensazioni”…

Ve lo consiglio (Cristoph Baker, Ama la terra come te stesso, ed. EMI)

p.s al festival, una giornalista ha esordito dicendo che non esiste il signoraggio e che sono tutte “baggianate” proprio così..…. Attenti! Attenti massima allerta!! Dobbiamo rimanere svegli!!
Ben svegli!!

Valentina

Scritto il 3 giugno 2009 at 18:09

Fogar non perderti il mio prossimo post è un consiglio non perdertelo davvero anche perchè credo che tu abbia la memoria corta!

Ti dice niente DUBBYA…..il titolo di un post che ho condiviso con i lettori nel quale Kasriel oltre due mesi fa parlava già di inflazione

Hai una strana concezione del tempo e dell’analisi quasi che la mia stima verso un valido analista come Kasriel mi debba imporre di continuare a seguire le sue visioni macro nonostante oggi le opinioni divergono.

Io oggi e lo sottolineo, se non l’hai ancora compreso, non sono d’accordo con la visione di Kasriel ma ciò non vuol dire che io abbia ragione, ma seguo la mia strada.

Spero che il messaggio sia arrivato!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 18:12

se è per questo ho molti più dubbi sulla ricchezza creata dal disotterrare presunti beni come l’oro! E se un giorno un alchimista trova la formula per trasformare il ferro in oro sarà più la ricchezza creata o quella distrutta ? Per me è tutto e solo un valore “convenzionale” ( e non lo dico in modo dispregiativo ) Certo ha più valore lo zucchero che la canna da cui si ricava … ma se scoprissimo che è cangerogeno !? Gli indici di borsa possono anche “perdere” ricchezza solo per la sfiducia per il futuro. In alcune città dell’ India non vogliono avere il water in casa perchè … è segno di impurità! Quindi le case con un bel bagno pulito … pensate un po’, valgono meno delle altre! Fogar

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 19:21

Per Valentina #36, non ho potuto essere a Trento perchè in questo momento lavoro in un posto dove la gente và a divertirsi e fare le ferie.
Invece noi lavoriamo tutti i giorni….pensa che ho “perso il conto” dei giorni hehehe…..oggi cos’è sabato-domenica-lunedì bohhh…sarà un “giorno” qualunque!!! Riesco a seguire poco anche Internet-Computer.

Bello anche il # 56…..e l’avidità e il narcisismo…dove lo mettiamo!!!!!

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 19:48

Fogar a dissoterrare presunti beni come l’oro sono i beati idioti che hanno investito in tutto tranne che in oro negli ultimi 20 anni nella convinzione che anni di continua inflazione non influissero sul prezzo del bene che in teoria dovrebbe essere alla base delle riserve che garantiscono la stampa di moneta, arrivando a pensare che la moneta stessa fosse una riserva valida se non che e’ un pezzo di carta con il quale alla fine ti pulisci il sederino, almeno con l’oro se non altro ti ci rifai qualche dente nuovo… oltre all’uso in applicazioni industriali di altissima precisione, all’industria orafa x i gioielli di tua moglie o la fede che porti al dito (se ne hai una), al valore sociale (vedi l’India che stavi citando in precedenza).
Non so perche’ Andrea ad un certo punto si e’ sentito un peccatore solo x aver detto una cosa verissima (tra l’altro prendendoci alla grande,)che forse l’investimento piu’ safe era l’oro, io ho visto in lui una persona intelligente che pensa e dice le cose in buona fede altri hanno tacciato di speculazione, beati loro che sono esseri cosi’ puri, in effetti ogni tanto mettete pure un’aureola sulla firma che lasciate.
Oggi comunque nessuno ha commentato la notizia di JpMorgan che acquista siti dove stoccare il petrolio x rivendere a prezzi piu’ elevati in corso d’anno…x me dovrebbero proprio togliere la possibilita’ alle propriet’ bancarie di trattare materie prime di uso comune. Andrea gradirei anche la tua opinione a riguardo se ti e’ possibile, grazie.

il Fringuello

Scritto il 3 giugno 2009 at 20:05

Fringuello se oggi sussurri che il mercato delle materie prime è manipolato dai brooker e dalle grandi firme finanziarie finanziarie, sei un eretico……lasciamo perdere sai, lo fanno a fin di bene a cominciare da quando trattano i cereali è tutta una questione di fondamentali dimenticando intanto che la Cina “lava” i suoi dollari comprando materie prime per il futuro…….ma probabilmente è la crescita dietro l’angolo…..

Andrea

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 20:27

Si guarda hai ragione lasciamo stare…il contirbuente paga il cappio cui sara’ appeso con il sudore della sua fronte, comunque da domani tutte le volte che posso bicicletta e pedalare…. come hai sempre detto pian piano si prende coscienza. Grazie.

il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2009 at 21:27

Ancora oggi si continua a sostenere il concetto che in finanza nulla si crea e nulla si distrugge per cui se qualcuno guadagna una determinata entità di danaro necessariamente ci deve essere qualcuno che perde un’entità corrispondente. Ebbene chi afferma ciò sicuramente non ha la minima idea dei meccanismi di formazione del prezzo nei mercati regolamentati.

Andrea, ho appena letto il tuo bel post, peraltro pienamente condivisibile.
Ci sono però alcune cose che ritengo importanti e che non dovremmo dimenticare, cose che ti indicherò a breve.. e visto che il posto di mozzo a quanto pare in questo veliero non esiste, spero di divenire un po’ la coscienza critica e disillusa (forse anche troppo e magari spesso anche fuori dal coro), ma soprattutto costruttiva, di questo nostro viaggio.

Spero che ciò sia utile.. qualora non lo fosse fatemelo tranquillamente presente!
Non sono solito postare nei blog, se lo faccio è perchè ritengo di avere una ragione valida per farlo, o almeno credo.
A presto
Renzo

Scritto il 4 giugno 2009 at 00:47

E intanto.

Il ministro del Tesoro americano, Timothy Geithner va in Cina per rassicurare tutti che il suo governo onorerà i debiti con il celeste impero. E gli studenti dell’università di Pechino gli ridono in faccia.

http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=1888

http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/financialcrisis/5423650/Geithner-insists-Chinese-dollar-assets-are-safe.html

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 08:19

.

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 18:58

Andrea, Valentina e tutti gli altri, come promesso ritorno sull’argomento che è a mio avviso assai più interessante delle varie disquisizioni in materia finanziaria (quella stessa finanza che oggi c’è e che domani invece non avrà ragione di esistere …).

Una considerazione quale premessa per ragionare su cambiamenti reali e sostanziali oppure su cambiamenti solo di facciata (forse sarebbe meglio definirli “utopici”?!)

… a mio avviso il mondo non potrà cambiare fintanto che:

a) la politica (come la concepiamo oggi) avrà cessato di influenzare il mondo economico sia direttamente (scelte di programmazione economica) che indirettamente (gestione clientelare della cosa pubblica): un altro genere di “politica” dovrebbe quindi sostituirsi ai movimenti politici come li concepiamo oggi

b) il potere giudiziario avrà cambiato le proprie regole e conseguentemente le metodologie di funzionamento

c) il sistema scolastico riuscirà a formare le persone e non solo le menti (cosa che tra l’altro fa in modo inadeguato)

d) ogni uomo non comprenderà che dal punto di vista economico non può valere 1000, 100 o anche solo 10 volte il valore di un suo simile.

e) il potere e le funzioni delle banche non saranno fortemente ridimensionate: le medesime dovrebbero essere ricondotte alla loro funzione basica ossia alla mera intermediazione creditizia, senza che sia riservata loro la discrezionalità della definizione dei saggi di interesse, e senza che a loro servizio vi sia la riserva frazionaria e in sostanza la funzione monetaria

f) la finanza avrà cessato di esistere in quanto non più necessaria (intanto però potremmo continuare a sfruttarla a servizio dei nostri fini, considerato che probabilmente ne siamo capaci…)

(N.B: come già accennato faccio presente che anch’io lavoro all’interno del settore finanziario..)

Cosa ci vuole per sradicare tutto questo? E’ possibile che la filosofia da sola, oppure un elenco di buone intenzioni o singole iniziative portate avanti da poche persone, siano in grado di produrre i cambiamenti sopra indicati? (Ho fatto in precedenza riferimento ai mercatini equi e solidali, non certo per demonizzarli, ma solamente per accennare alla pochezza delle armi in campo; potremmo parlare pure di qualcosa di ben più consistente tipo la Grameen Bank, ma la cosa non cambierebbe più di tanto in quanto quel modello non nasce per essere universale, nasce per soddisfare specifiche esigenze di una certa parte della popolazione)
Sicuramente è necessario qualcosa di più forte, di “massivo” e radicale, una rivoluzione pacifica, che sia soprattutto una rivoluzione culturale, che abbia però delle valenze concrete, che tocchi quindi sin da subito l’interesse, quello economico, delle persone: nessuna vera rivoluzione sociale può prescindere dal fattore economico, non bastano le sole motivazioni culturali, bensì ci dovranno essere dei vantaggi economici concreti, le uniche cose che saranno sicuramente comprese dalla massa della popolazione.
E’ ben vero che qualcosa si sta muovendo nelle coscienze dei cittadini, ma “movimenti alternativi”, ben più consistenti di quelli che stanno fiorendo ultimamente in giro per il mondo, si sono già visti nella storia moderna (si consideri ad esempio il ’68), ma gli stessi poi non hanno portato a nulla o a poco: l’uomo è in fondo un essere “comodo” ed è soprattutto abituato a guardare al breve termine, e alla fine dei conti non comprende perché si debba lottare per seguire un ideale quando qualcuno (e chi se non i poteri forti?) è apparentemente in grado di soddisfare pienamente ed in modo immediato le sue esigenze di comodità. Non dovremmo mai dimenticare poi che le lobbies e in generale i poteri forti di oggi, in assenza di qualcosa di veramente dirompente, riusciranno a perpetuarsi, palesando, e pubblicizzando ad alta voce, dei cambiamenti che però saranno inevitabilmente solo di facciata.

E’ vero quanto vai affermando: noi siamo, ognuno per nostro conto, responsabili di noi stessi, abbiamo in mano noi, esclusivamente noi, il timone della nostra vita, quindi nessuna responsabilità diretta indiretta dovrà essere fatta ricadere sull’eventuale condottiero, perchè è giusto che ognuno decida per se stesso, in piena libertà e responsabilità… però…
però…. ognuno di noi potrebbe essere agevolato nelle sue decisioni qualora potesse contare su uno o più riferimenti… su uno o più interpreti del nuovo che dovrà venire!

Ciao, a presto

Renzo

Scritto il 4 giugno 2009 at 19:23

Un abbraccio Renzo…..le tue emozioni meritano qualcosa di più di due righe! Non so quando sarà possibile, sono stanco e ho alcuni impegni da rispettare, ma al più presto condivideremo insieme un possibile orizzonte invitando tutti a portare il loro contributo!

Forse piano piano usciremo dai canali della finanza e dell’economia per dirigere la prua verso il mare aperto, verso l’uomo.

Non sempre in questi due anni i mondi alternativi ma non solo, sono stati seguiti anche solo da lontano, sarebbe bello che più compagni di viaggio partecipassero al di la della finanza e dell’economia e questo è qualcosa che mi è mancato veramente tanto.

Se avessi voluto avrei fatto un blog esclusivo tra persone che la pensabo alla stessa maniere con gli stessi ideali……ma mi sembrava troppo semplice, non era l’oceano che immaginavo ben poche tempeste avrei affrontato!

Un abbraccio a tutti Andrea

Scritto il 4 giugno 2009 at 19:28

Lo riposto di qua avevo fatto un pò di errori di scrittura…

Chi è che ha detto che non c’era vento nella vele del veliero!??

C’è Vento…c’è Vento e che vento!!!

Gabriel peccato davvero che non ci fossi a Trento!

Renzo sei un fiume piena…hai ragione l’argomento è molto più interessante…vado a leggere tutto con calma…ciao (se vuoi contattami)

Capitano Grazie!…sono sull’attenti!

Scritto il 4 giugno 2009 at 19:48

Riposati…riposati Capitano…non Vorrei mai che per la stanchezza ci porti su qualche secca!! :-):-):-) Alla mattina uova alla quoque, una spruzzata di origano, tamari e semi di sesamo!

SOSTIENI ICEBERGFINANZA
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO
IL NOSTRO LIBRO clicca qui
CONSULENZA ECONOMICO FINANZIARIA
Articolo dal Network
Continuiamo la nostra serie di articoli sugli errori che fanno alcune persone usando le criptovalu
Ftse Mib: giovedì scorso, grazie al convincente meeting Bce che ha sorpreso in positivo i mercati,
In questi anni insieme a Machiavelli vi abbiamo spiegato per quale motivo sul mercato valutario
Mario Draghi nel famigerato meeting BCE della settimana scorsa non solo ha caldamente invitato i
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Su ha la consapevolezza che lo sforzo delle banche centrali è senza dubbio considerevole, ma or
Guest post: Trading Room #331. Grazie anche al nuovo governo, particolarmente gradito da Bruxelles
Ftse Mib: prese di beneficio sull'indice italiano che ritorna in area 22.000 punti, in scia alle ten
L'attenzione per far pagare meno tasse è tutta concentrata sui lavoratori dipendenti, almeno così
Analisi Tecnica Direi che ormai ci siano al test dei 22300 anche se non sono sicuro che andremo a