GIOCATORI D’AZZARDO: REPORT TESORO… FIDATI DI MEF!

Scritto il alle 06:57 da icebergfinanza

Noi ne abbiamo parlato più volte in tempi non sospetti…

MONTI E LA LEGGENDA DEL PIRATA MORGAN…STANLEY!

ITALIA E MORGAN STANLEY: TESORO…NON LO FARE …

… e proprio mentre stava per uscire un mio nuovo articolo che prende le basi da quanto apparso venerdi sul Sole 24 Ore solo per abbonati, ieri sera su Report…

Report Fidati di Mef

La buona notizia è che quest’anno, ogni mese, la Bce ci comprerà 7 miliardi e mezzo di titoli di stato,e questo dovrebbe dare un po’ d’ossigeno all’economia; grazie a questa iniezione di liquidità dovremmo anche risparmiare circa 6 miliardi e mezzo di spesa per interessi sul debito. Peccato per quella palla al piede che ci stiamo trascinando, con i “derivati” del Tesoro, ovvero una serie di operazioni finanziarie delle quali non è dato conoscere dettagli né scadenze, a causa delle quali l’anno scorso ci siamo fumati 3 miliardi e 300 milioni di risparmi per il calo dello spread. Negli ultimi anni è un crescendo di miliardi che fluiscono dalle tasche dei contribuenti a quelle delle 17 banche estere e 2 banche italiane con le quali il Tesoro ha fatto i derivati, o “swap”. Ci sono costati soldi veri: 2 miliardi e 900 milioni nel 2011, 3 miliardi e 8 nel 2012, 2 miliardi e 9 nel 2013, 3 miliardi e 3 nel 2014. A cui si aggiungono le perdite che sono state nascoste dentro le rinegoziazioni e di cui non si sapeva nulla fino a 2 giorni fa, e che sono altri 2 miliardi e 400 milioni. “E’ tutta colpa della situazione anomala dei tassi”, si giustificano al Tesoro, ma cosa c’è dentro il portafoglio dei derivati è un segreto che vale 42 miliardi di perdita potenziale stimata al 31 dicembre. Un segreto di cui sono a conoscenza pochi dirigenti ed ex ministri, che poi sono andati a lavorare nelle banche d’affari. Chi non può sapere nulla delle probabilità di perdita con questi strumenti siamo noi contribuenti, che prestiamo le garanzie. Fino ad oggi il Tesoro rispondeva alle richieste di trasparenza mandando in Parlamento a rispondere gente che non ne sapeva niente, tipo i sottosegretari all’istruzione. Ma dopo anni di silenzio si è presentata a rendere conto la persona che da 15 anni gestisce i 2mila miliardi del nostro debito pubblico, la dottoressa Maria Cannata, per dire “tranquilli, non c’è rischio perché abbiamo fatto solo l’equivalente di un’assicurazione”. Come si dimostrerà non è andata proprio così. E allora il paese che rischi sta correndo? Ma soprattutto in che mani siamo, in quelle di Maria Cannata o in quelle delle banche?

Chiaro, quotidianamente vi raccontano di fantastici tesoretti che risparmiamo con il calo dello spread mentre in sintesi, se le cose stanno veramente così e l’epoca glaciale dei tassi zero ci accompagnerà per il prossimo decennio una perdita di 42 miliardi di euro non ce la cava più nessuno e a breve vi spiegherà perchè!

Loro ci hanno raccontato che non c’è nessun problema, che non è una questione che ci riguarda…

Focus – I “derivati” nella gestione del debito pubblico …

“Anche a voler prescindere dalla contestazione delle affermazioni sopra riportate e ferma restando l’esaustività del quadro fornito, sulla base delle argomentazioni addotte …

…non si riscontra un interesse personale, diretto, concreto e attuale alla conoscenza degli atti e della documentazione richiesta.

Capito, pagate, ma non sono cose che vi riguardano!

Giudicate Voi se ci riguardano o meno, se è una questione da lasciare nelle loro mani…

Ora vi riporto l’ articolo del Sole24Ore pubblicato per gli abbonati venerdi, ci sono alcuni pezzi che hanno dell’incredibile…

Il debito-monstre e la vera storia dei derivati italiani
di Claudio Gatti

Qui troverete il lungo articolo …Il debito-monstre e la vera storia dei derivati italiani

È stato il destino cinico e baro? Per far cassa si sono corsi rischi irragionevoli sbagliando le previsioni? Oppure è la voracità di Wall Street a spiegare l’esborso di 3,1 miliardi con il quale, nel gennaio del 2012, il Mef ha saldato i suoi derivati con Morgan Stanley?
La Corte dei Conti sta esaminando la vicenda da tempo, ma non si è ancora espressa. La Procura capitolina non ha riscontrato alcuna violazione della legge, e non ha approfondito. La Commissione Finanze della Camera ha avviato un’indagine conoscitiva, ma non avendo avuto copia dei contratti non è stata in grado di spiegare le transazioni con Morgan Stanley. Il Sole 24 Ore è riuscito invece a ottenere quei dati, rimasti finora segreti. In questa inchiesta esclusiva il nostro giornale può dunque finalmente spiegare come e perché si è arrivati a quel colossale esborso e ad accumulare oltre 42 miliardi ancora da saldare.

Mi fermo qui perchè l’articolo è lunghissimo ma vi lascio alcune perle…   

secondo i calcoli di un esperto consultato da Il Sole 24 Ore …

…soltanto un incremento istantaneo
dei tassi di circa 5 punti percentuali potrebbe consentire di assorbire quei 42 miliardi…

E questa possibilità è ritenuta altamente improbabile.

Fermiamoci un attimo!

Che succede se io vi aggiungo che nei prossimi dieci anni ci sono zero possibilità ripeto ZERO che i tassi possano salire di 5 punti?

A meritare una valutazione insomma non è l’uso di derivati per ottenere la copertura e stabilizzazione della spesa del debito. Piuttosto sono i costi e le giustificazioni di contratti apparentemente aperti a quello scopo.

«I tassi a lungo termine si collocavano a livelli storicamente ai minimi», ha spiegato alla Camera Maria Cannata, responsabile del debito pubblico. «E l’esperienza pregressa faceva presumere che il rialzo repentino dei tassi di mercato fosse il rischio principale da cui era opportuno proteggersi».

Cosa l’esperienza pregressa faceva presumere che il rialzo repentino dei tassi fosse il rischio principale?

Ma se anche un blogger qualunque di provincia come il sottoscritto sono cinque anni che mette in guardia da una devastante deflazione da debiti con conseguente azzeramento dei tassi e passaggio in negativo. Ma per favore, lasciamo perdere.

Questo calo così marcato è sicuramente attribuibile alla crisi economico­finanziaria che, come ha spiegato Cannata alla Camera, ha generato «una situazione di mercato completamente imprevista e difforme (…) con tassi anomalmente bassi».

Questo nessuno lo aveva anticipato. E non ci si può aspettare che lo prevedesse il Tesoro.

Ma certo nessuno lo aveva anticipato! Balle l’analisi empirica era intrisa di questo rischio, intrisa!

Crisi a parte, c’è chi però sostiene che il trend in discesa dei tassi fosse invece prevedibile. Secondo un banchiere consultato da Il Sole 24 Ore, dopo il 1999 (quando è stato aperto il primo derivato con Morgan Stanley) «sarebbe stato un errore fare proiezioni sulla base del passato. Perché con l’euro, l’Italia e l’Europa erano entrate in una fase senza alcun precedente storico, nella quale i tassi si sarebbero abbassati per via di accordi politici.

Ed evidentemente era quello che pensavano anche i banchieri d’affari americani quando hanno sottoposto al Tesoro swap risultati almeno finora a loro molto vantaggiosi». Comunque sia, in un discorso di copertura contro un evento ritenuto improbabile, la questione da valutare è quella del costo. Anche perché 42 miliardi non sono certamente pochi. 

Nel caso delle tre swaption vendute a Morgan Stanley, i dati portano a concludere che il Tesoro abbia in effetti pensato a ottenere benefici immediati rinviando l’eventuale saldo a un lontanissimo futuro. Il Sole 24 Ore è infatti riuscito a ottenere in esclusiva informazioni mai prima rese pubbliche appurando che le date di scadenza finale dei derivati accessi con le tre swaption erano il 1 settembre 2035, il 1 agosto 2048 e addirittura il 4 agosto 2058, quindi fino a ben oltre mezzo secolo dopo la firma del contratto originale. Come se Matteo Renzi si dovesse trovare oggi a dover saldare il conto di mutui stipulati nel 1956 dal governo di Antonio Segni!
Al di là dello specifico di Morgan Stanley, la vendita di swaption, cioè del diritto a entrare in uno swap futuro (se conveniente per l’acquirente dell’opzione) rappresenta l’anello debole – e meno giustificabile ­ della catena dei derivati statali.

Perché il mark­to­market di quelle swaption è oggi pari al 45% del loro valore totale, percentuale che definire sproporzionata sarebbe un eufemismo.

E ora sedetevi e ascoltate bene,,,

E, ancor di più, perché la vendita di swaption non ha alcuna caratteristica di copertura. Per lo Stato vendere una swaption significa infatti far cassa acquisendo rischi potenzialmente illimitati, l’esatto contrario della copertura.

 «Come si fa a impegnarsi oggi a emettere qualcosa due decenni dopo?» si chiede uno degli esperti da noi consultati. «Sembra una scelta dettata da una fede nella profezia più che da una previsione analitica».

Basta così, c’è molto ma molto di più nell’articolo ma nella sintesi credo che molti possano realmente comprendere quello che è accaduto.

Giocatori d’azzardo hanno fatto scommesse sulla pelle del Paese. Ma certo, come sempre sto esagerando giusto, i derivati sono strumenti normali per proteggersi dal rischio…

…ancor di più, perché la vendita di swaption non ha alcuna caratteristica di copertura. Per lo Stato vendere una swaption significa infatti far cassa acquisendo rischi potenzialmente illimitati, l’esatto contrario della copertura.

LO STATO ITALIANO SCOMMETTE IN DERIVATI E PERDE …

Buona Consapevolezza e mi raccomando, non parlatene con nessuno!

Per chi vuole contribuire liberamente al nostro viaggio cliccando qui sopra è in arrivo l’analisi “Machiavelli 2015: esplosione deflattiva!” orizzonti e visioni per il 2015 ”Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando qui sopra o sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie.

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35 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 28 aprile 2015 at 07:27

Io e’ da quel di’ che ho capito e scritto che solo noi paghiamo sempre e comunque per noi e gli altri. Rimarremo in mutande, gia’ quasi lo siamo, se non implode/si esce (dal)l’euro. Punto.

aorlansky60
Scritto il 28 aprile 2015 at 09:02

Quando emergono “buchi” del genere

– poi è assai interessante leggere quanto fà notare Bloomberg con le sue elaborazioni dei dati Eurostat, cioè che la Francia con gli stessi strumenti “derivati” ci ha guadagnato quasi 3 miliardi per lo stesso periodo considerato (4anni) dell’italia che invece ci stà rimettendo 17 miliardi, ma allora a questo punto non era meglio chiedere ai tecnici francesi di amministare le ns finanze visto che si sono dimostrati più preparati di quelli italiani???… scherzo ovviamente, in verità c’è ben altro “sotto il tappeto” ad evidenziare e spiegare questa incredibile differenza…-

poi è facile rendersi conto che tutta la pressione fiscale richiesta agli italiani -in costante aumento negli ultimi anni- non è più solo in conseguenza del mantenimento dell’apparato pubbl nazionale, servizi locali etc etc ma di fatto serve anche per pagare e finanziare “gli altri” cioè quelli che astutamente ci hanno costretti in questo finto sistema da loro definito “unione” europea; in questo sono d’accordo al 100% con Stanziale e (credo) nessuno sarà in grado di farmi cambiare opinione sull’argomento.

kry
Scritto il 28 aprile 2015 at 09:08

Cannata (Tesoro): gestione derivati costa a casse Stato circa 3 mld l’anno

Reuters – 20 minuti fa

MILANO (Reuters) – Il costo della gestione dei derivati è per le casse dello Stato italiano pari a circa tre miliardi l’anno, ovvero il 3,5-3,7% di quello complessivo per il servizio del debito.
Lo dice in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ Maria Cannata, responsabile per il debito a via XX Settembre, attribuendo il costo allo sfasamento sui tassi.
“E’ una spesa già prevista nel Def – spiega, parlando dei circa 80 miliardi l’anno indicati per il servizio del debito – Non ci sono allarmi da assecondare: non ci saranno né buchi né sorprese”.
Il direttore risponde poi alle critiche mosse di recente dopo l’ultima puntata di ‘Report’ bollandole come “polemiche strumentali” e nega qualsiasi intenzione di lasciare il proprio incarico, sostenendo di aver “sempre lavorato nell’interesse pubblico”.

kry
Scritto il 28 aprile 2015 at 09:24

Semplicemente mi domando se tutti questi contratti che ci costano 3MLD anno siano stati tutti sottoscritti nel luglio 2011 ( o peggio dopo ). Adesso , provoco , quasi quasi perchè non aumentere un bel pò il debito così facciam felici i detentori dei titoli di stato facendo aumentare un bel pò i tassi e RISPARMIAMO 3MLD anno, anzi andiam pure a guadagnarci e facciam fallire un pò di banche.

kry
Scritto il 28 aprile 2015 at 09:27

stanziale@finanza,

E’ proprio il colmo dei colmi … c’impongono l’austerità per pagare i derivati magari a DB.

aorlansky60
Scritto il 28 aprile 2015 at 10:02

Di che si preoccupa la Cannata? E’ parte integrante del sistema, che la protegge.

Con le belle parole si riesce sempre a spiegare tutto (“ho sempre lavorato nell’interesse pubblico“, quante volte l’ho sentita pronunciare, questa, negli ultimi 20anni almeno???) in particolare anche a nascondere quanto i contribuenti italiani devono sostenere oltre quello che credono.

@ KRY

“E’ proprio il colmo dei colmi … c’impongono l’austerità per pagare i derivati, magari a DB.”

… …

sapendo che DB rappresenta il più fottutamente gigantesco troiaio (perdonate il termine, ma permettetemelo comunque) in fatto di “derivati” e di “cartolarizzazioni” dell’intera eurozona, c’è da credere che Tu non ci sia affatto andato lontano, nella previsione.

Quando ricordavo che “il debito” è il carburante delle guerre a loro volte motore della Storia
beh, come sappiamo, oggi le guerre non si dichiarano ne si combattono più con i vecchi mezzi convenzionali… roba ormai superata… esistono mezzi più sofisticati ed altrettanto efficaci : il ricatto del “debito” è in grado di piegare un paese e di metterlo in ginocchio (vedi Grecia) polverizzandolo come i vecchi bombardamenti a tappeto;

sarebbe bene che oltre a noi pochi, qui, se ne facessero una ragione precisa i restanti 60 milioni di italiani oltre alle diverse centinaia di milioni di cittadini europei, per riuscire a comprendere la razza di imbroglio di cui siamo vittime.

Finchè questa consapevolezza non sarà parte integrante dei popoli EU nella loro maggiorparte, è impossibile pensare di poter cambiare il sistema così abilmente e subdolamente pianificato.

kry
Scritto il 28 aprile 2015 at 10:11

aorlansky60,

Ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione ed il suo popolo. Uno è con la spada, l’altro è controllando il suo debito”. (John Adams, 1735-1826, secondo Presidente degli Stati Uniti d’America).

aorlansky60
Scritto il 28 aprile 2015 at 10:44

grazie della citazione che conferma quanto detto;

…è che allora (quando la pronunciò J.Adams) non avevano ancora affinato le tecniche e si affidavano in prevalenza ai cannoni (non alla daga ormai superata); nel terzo millenio riescono a fare a meno anche delle bombe. Tutt’al più queste vengono tenute di riserva… non si sa mai. ;-)

aorlansky60
Scritto il 28 aprile 2015 at 14:18

@

grazie; bell’articolo.

l’estratto che segue sembra essere uscito dalla mia materia grigia (tanto per dire quanto concordo) :

“Noi discutiamo spesso su questo sito su come e se l’Italia si possa salvare dalla trappola dell’Euro austero a solo vantaggio tedesco: ma, siamo onesti, in un paese come questo quale può essere l’epilogo razionale? Un paese in cui tutti fanno i propri interessi, in cui lo spirito di corpo troppo spesso non esiste? Un paese in cui lo Stato, l’amministrazione e le leggi sono le prime a determinare un rapporto asimmetrico con i cittadini [normalmente quelli meno in grado di difendersi ne escono con le ossa rotte], può salvarsi??…”

sd
Scritto il 28 aprile 2015 at 23:43

aorlansky60,

Buona sera

AORLANSKY, non sono un esperto, ma credo che l’unica possibilità per l’italia del popolo di salvarsi e di salvare qualcosa di quello che ha costruito negli ultimi 50 anni di pace, sia quello che “SALTI FINANZIARIAMENTE” e che lo faccia il prima possibile.
Certamente ci saranno “suicidi eccellenti”, “morti strane” e in molti probabilmente perderanno molto o tutto, ma per la massa delle persone sicuramente si prospettera una possibile ricrescita invece di una morte lenta e silenziosa.

Naturalmente non sono un esperto

SD

aorlansky60
Scritto il 29 aprile 2015 at 09:28

ciao

lascia stare il “buona sera”, non mi merito tanto (il “lei” o il “voi” intendo) dammi pure del “tu” come io spero poter dare a Te in tono sinceramente amichevole. :-)

Tanto più che non sono un esperto di nulla; qui dentro leggo menti e pensieri altamente più acuti e dalla conoscenza/preparazione specifica in determinati campi assai più elevate della mia; io al massimo elaboro dati numerici oltre a ciò che leggo dalle varie fonti per farmi un opinione propria e credo di aver trovato in questo sito un posto ideale per poterlo fare.

“l’unica possibilità per l’Italia per salvarsi è che “SALTI FINANZIARIAMENTE” e che lo faccia il prima possibile.”

..

ehh, qua mi piacerebbe sentire che ne pensano John e Andrea, anche solo per vedere se la pensano come me :

attenti, ragazzi, che quando “salta” un sistema (ma per davvero, non in modo “soft”, per di più se quel sistema coinvolge molti milioni di persone, anche decine) non è tanto il botto che fà al momento, ma le conseguenze che si lascia e si porta dietro, per un tempo più o meno prolungato; è pur vero che l’Italia stà soffrendo economicamente

(per COME E’ STATA COSTRETTA nel sistema attuale, ma forse anche senza di questo i nodi dovevano venire al pettine, il ns sistema NON era più sostenibile ed era destinato ad evidenziarlo in maniera drammatica prima o poi; anche senza il sopraggiungere della crisi economica 2008, penso sopratutto al rapporto LAVORATORI OCCUPATI vs PENSIONATI del ns paese il cui rapporto 25 anni fà era ancora a vantaggio della prima parte per poi spostarsi lentamente ma inesorabilmente verso il secondo fattore, risultato = 17 milioni di pensionati attuali su un totale di 60 milioni di abitanti, il paese più vecchio del mondo con un pil(messo male) che non si può più permettere tutte le “facilities” garantite da un welfare pur buono ed intelligentemente studiato molti decenni orsono quando “le cose” evidentemente andavano anche assai meglio, il famoso boom economico italiano anni 50/60… beati coloro che l’hanno potuto vivere assaporandone tutto il potenziale…)

ma le conseguenze di un CROLLO repentino farebbe soffrire assai di più nell’immediato e medio termine successivo allargando ulteriormente la fascia di popolazione colpita da un simile evento. Siamo davvero pronti e preparati a questo? e ad affrontare tutte le conseguenze che un simile avvenimento scatenerebbe?? (basta guardare i segnali provenienti da alcuni anni dalla Grecia per farsene un idea…)

Questo, prima ancora di dire che se l’italia “salta” (economicamente parlando come ti auspichi) si trascina letteralmente dietro tutta Europa (e non è una frase fatta : quei 670 miliardi di € sottoscritti da istituzioni estere nei ns bonds governativi -dato a fine 2014- sono praticamente oltre il doppio del debito Greco attuale che non fà dormire la notte i ns baldi governanti di Bruxelles quando pensano al “problema Greco”…) e probabilmente anche buona parte del nord-america…

Per tutto questo, se l’UE stà promulgando così tante “attenzioni” ed energie per curare il caso greco, è da prevedere che NON VORRANNO MOLLARCI per niente al mondo (intendo permettere un crack o una fuori uscita dall’eurozona dell’italia), almeno finchè tutta quella parte di ns debito pubbl è e sarà detenuta al 40% da sottoscrittori esteri (fossimo nelle condizioni del Giappone, CON UNA DIVISA TUTTA LORO E UN DEBITO TUTTO LORO, c’è da esser certi che dell’Italia e relativo popolo all’UE non fregherebbe assolutamente NULLA.)

kry

sd@finanza,

aorlansky60,

[“SALTI FINANZIARIAMENTE” e che lo faccia il prima possibile. ] Mi permetto di dire anch’io la mia. Non vorrei che più che una speranza sia un illusione. Premesso che l’ITALIA non è MAI finanziariamente fallita al momento ci sono stati MESSI MOLTO PEGGIO DELL’ ITALIA. Saranno anche più piccoli ma tutti stan puntando il dito solo contro l’italia. Che ne dite della Finlandia come ci ha ricordato Madmax ( … a proposito me la sono sempre presa per il 6% dell’export della Germania e mi è sempre sfuggito l’Olanda … http://www.tradingeconomics.com/netherlands/current-account-to-gdp equivale a 8MLD per 1% ).

aorlansky60
Scritto il 29 aprile 2015 at 12:05

“Saranno anche più piccoli ma tutti stan puntando il dito solo contro l’italia. ”

già, caro

mi stò facendo l’idea che a molti(…) convenga che ci sia in giro una “gallina dalle uova d’oro” da spennare concedendole crediti; ovviamente lo hanno già fatto perchè la festa -almeno per un pò- sembra essere finita o almeno essersi interrotta, visti i rendimenti congelati sui governativi statali ultimamente emessi-

per chi non lo avesse capito la “gallina dalle uova d’oro” siamo noi : Italia;

soprattutto alla luce di quanto emerso recentemente con quei famigerati prodotti “derivati” sottoscritti da BankItalia negli anni passati nei confronti di alcune importanti banche d’affari estere(…) da cui emerge ultimamente l’italia essere la più “mazziata” (17 mld di € di perdite distribuite negli ultimi 4anni… soldi che ovviamente sono ricaduti sulle spalle di tutti i contribuenti italiani… adesso è un pò più chiaro il motivo per cui dal 2011 in poi la pressione fiscale non fà che crescere costantemente, in Italia…) quando invece nello stesso periodo considerato la Francia per es vanta un guadagno (guadagno!!) di 2,97 mld (fonti Bloomberg su elaborazione da dati uff.li Eurostat) su pari prodotti derivati sottoscritti dal gov francese…

più bravi i tecnici francesi e più coglioni i nostri? a prima vista si potrebbe dire di si, ma…

E’ perlomeno lecito chiedersi :

quanto conviene continuare a spennare “una gallina dalle uova d’oro” -come l’italia sembra essere- per queste banche estere?

secondo me MOLTO. (visti i rendimenti che sono riusciti a spuntare nei ns confronti, per LORO non c’è alcun dubbio su questo…)

silvio66
Scritto il 29 aprile 2015 at 13:45

Ciao Aorlansky60,
ciò che conta è vedere che quando si studia più seriamente la storia economica del nostro paese, nel contesto globale, meravigliosamente giungiamo tutti alle medesime considerazioni. Abbiamo eletto per trent’anni dei traditori dello stato. Oggi sanno che ci stiamo ribellando e se la fanno sotto. Il tempo delle guerre è finito in Italia, ma abbiamo l’arma più potente, il voto.
Buona Giornata

aorlansky60
Scritto il 29 aprile 2015 at 14:48

ciao

dici bene;

aggiungo che il problema vero è il rapporto di conoscenza adeguata sui temi qui affrontati:

il livello di consapevolezza che leggo tra tutti coloro che frequentano il blog di Andrea Mazzalai,
come si pone a livello nazionale sui suoi 60 milioni di abitanti???

togliamoci pure i minorenni che -bontà loro- si interessano di altro (beati loro) ma alla fine a che livello siamo??

presumo non tanto elevato, non so se a torto o a ragione (10% ??) ma ho motivo di pensare che sia piuttosto basso…

La prova di questo ce l’ho quando vedo la maggiorparte della gente comune “girare a vuoto” con ragionamenti populisti tipici da “cane che si morde la coda” senza riuscire ad afferrare i veri motivi della loro(nostra) difficile situazione attuale.

Se quelli che abbiamo eletto da 30anni -poi rivelatisi come indichi- fossero stati abbastanza saggi e lungimiranti da comprendere che certe riforme quando necessitano(e l’italia lo necessitava!) devono essere varate quando i tempi lo permettono(per es 30anni fà quando la ns economia viaggiava “a tutto vapore” e il benessere incontrava una larga fetta di popolazione) senza rimandare(sic) come hanno deciso di fare, governo dopo governo, gli effetti sarebbero stati notevolmente più atutiti (gli inevitabili malumori che si sarebbero alzati da più parti, conoscendo come è fatto il ns paese) rispetto a doverle fare ora, in gran fretta e con disordine e per di più con il contorno della crisi economica sfavorevole che di certo non aiuta.

kry

aorlansky60,

Quello che fa girare più di tutti i ——– è che per trovare un miliardo si aumentano IMU/ICI si strombazza che con il calo dei tassi abbiamo un tesoretto mentre il CONTRORELATIVO RISPARMIO SE LO SONO GIOCATO CON I DERIVATI. Mi stan girando le —– d’altronde che vogliamo da un paese che su denuncia di CRAXI al processo manipulite nei riguardi di un politico costui è stato premiato col diventare capo di stato e per ben due volte.

aorlansky60
Scritto il 29 aprile 2015 at 15:18

…dalle ultimissime notizie provenienti dalla terra dello zio Sam in fatto di pil, direi che ci sono argomenti sufficienti affinchè Andrea ci intrattenga con un nuovo thread… ;-)

beh, niente da dire, nessuna sorpresa almeno per l’equipaggio qui : la rotta tracciata dal Capitano era stata già ampiamente divulgata, analizzata, spiegata in tutti i suoi risvolti.

silvio66
Scritto il 29 aprile 2015 at 15:20

aorlansky60,

Non è troppo tardi Aolarnsky. Troviamo l’eccellenza in ogni provincia italiana. Circoscritta a macchia di leopardo ma presente ovunque. Con il giusto stato che unisce i puntini possiamo fare ancora molto, anche a livello mondiale. Ci manca l’economia. Dobbiamo tutti studiare economia partendo dalle primarie. Perfino sulla scienza della alimentazione si sono fatti passi avanti. solo quando parli di introdurre i rudimenti di economia e finanza ti guardano come fossi un alieno che vuole snaturare i pargoli. Quando avremo la possibilità, io personalmente nel mio piccolo mi batterò come un leone su questa tematica. Di fatto resto un ottimista.
Alla prossima

kry
Scritto il 29 aprile 2015 at 15:50

aorlansky60:
…dalle ultimissime notizie provenienti dalla terra dello zio Sam in fatto di pil, direi che ci sono argomenti sufficienti affinchè Andrea ci intrattenga con un nuovo thread…

beh, niente da dire, nessuna sorpresa almeno per l’equipaggio qui : la rotta tracciata dal Capitano era stata già ampiamente divulgata, analizzata, spiegata in tutti i suoi risvolti.

Intanto che aspettiamo … ridiamo … http://www.rischiocalcolato.it/2015/04/mercati-choccati-dal-misero-pil-usa-ma-nooo-ma-chi-lavrebbe-detto.html

aorlansky60
Scritto il 29 aprile 2015 at 16:01

trovo ancora giusto quello che dici;

posso aggiungere che per fare il decisivo salto di qualità, a mio avviso a noi italiani -presi in toto- manca fodamentalmente una visione, importante :

quella di pensare ed agire in ottica di interesse comune nazionale

e non completamente slegati, ognuno per conto suo, regione per regione e/o provincia per provincia, come siamo andati avanti per decenni e decenni;

in questo i veri maestri sono i Francesi : posseggono 1/10 -forse anche meno- di quello che abbiamo noi (mi riferisco per es al patrimonio artistico italiano o al potenziale dell’eccellenza in campo agroalimentare che fà di questo paese un caso unico al mondo, praticamente al numero 1) eppure riescono a primeggiare fino a superarci, sempre.

Ieri sera sentivo uno -che di alimentare deve intendersene – affermare questo :

noi italiani e francesi abbiamo “100”, ognuno;
eppure noi riusciamo ad esportare 20, i francesi 80… (riferito al campo alimentare)

aorlansky60
Scritto il 29 aprile 2015 at 16:15

@

come ho già scritto da un altra parte in questo dominio, alla luce dei dati macro USA primi mesi 2015 e soprattutto in relazione all’ultimo dato di pil Q1 – avevano previsto +1,0% si ritrovano invece solo con +0,2% – le probabilità di vedere varato un nuovo QE (il quarto della serie) negli States per me sono più elevate di un temutissimo da molti rialzo dei tassi; sarei decisamente sorpreso se la FED, incautamente, decidesse in direzione opposta nel 1mo sem 2015, ed anche nel secondo…

certo che così facendo si va rafforzando la tesi di “QE to eternity” per non far deflagrare il sistema… non so per quanto tempo sarà possibile reggere e sostenere il tutto…

kry
Scritto il 29 aprile 2015 at 16:25

aorlansky60,

Mi consenta … Kry Scrive:
6 febbraio 2015 alle 16:31
[email protected],
Se invece non li alza e al contrario varerà un QE lei cosa farà ? http://icebergfinanza.finanza.com/2015/02/06/machiavelli-2015-esplosione-deflattiva-ovunque/ Ciao carissimo, ovviamente concordo.

signor pomata
Scritto il 29 aprile 2015 at 22:26

Non meno di una settimana fa andrea scriveva:
L’unica cosa che sta per spiccare il volo in America oltre agli asini, sono i treasuries il cui prezzo si prepara a raggiungere orizzonti mai sperimentati prima.

Abbiamo un problema?

kry
Scritto il 29 aprile 2015 at 22:42

signor pomata@finanzaonline,

Abbiamo un problema? Può essere, visto che probabilmente invece d’alzare i tassi dovranno fare il QE4 ma come ci fa notare Andrea i tassi salgono dal momento che parte il QE mentre prima se si ripete l’esperienza europea di gennaio fino a metà marzo puoi stare TRANQUILLO.

signor pomata
Scritto il 29 aprile 2015 at 22:56

kry@finanza,
Scusa kry ma non ti seguo, quello che dice andrea lo condivido al 10% e infatti sul dato del pil ci ha visto giusto, il problema è che il prezzo dei tbond non mi sembra abbia risposto come ci si aspettava o almeno io mi aspettavo.
Quando la borsa crolla è stato di solito un rifugio e visto che oggi è crollata risulta dissonante il calo dei tbond.
Il problema è che ho la sensazione gia palesata, mi prenderei a calci, che loro hanno deciso il da farsi e dei dati se ne sbattono.
Andrea parlava di un riequilibrio tra tassi europei e americani, bene in pratica potrebbe essere solo che è al rialzi per entrambi.
8-9 punti in una settimana non sono noccioline.

signor pomata
Scritto il 29 aprile 2015 at 22:56

signor pomata@finanzaonline,

Ho lasciato uno zero…..è 100%…..scusate.

kry
Scritto il 29 aprile 2015 at 23:31

Scusa il DJ con -0,41 crolla ??? Allora il DAX a -3,21 cosè un ecatombe ? Senz’altro un ecatombe se consideriamo che anche il bund da un rendimento dello 0,17 è arrivato a 0,29 con differenza +74% ( questa si che è speculazione.) Comunque comprendo la preoccupazione come americano è raro veder calare la borsa, il bond , la propria moneta e l’oro.

signor pomata
Scritto il 29 aprile 2015 at 23:39

kry@finanza,

Io parlavo della nostra stella polare: il TBOND.
Chiaramente non deve essere una tua preoccupazione perche degli investimenti ognuno è responsabile per se.
Io parlavo della marcata debolezza del tbond proprio quando si palesa che probabilmente non rialzeranno i tassi……………il cambio si svaluta ma non viene attutito dall” apprezzamento del prezzo anzi….

sherpa
Scritto il 30 aprile 2015 at 00:35

signor pomata@finanzaonline,

Io sono nella tua stessa situazione per cui ti ringrazio perché mi risparmi la fatica di domandare.
Ognuno è responsabile di quello che fa, hai detto giusto.
Ti posso dire che io mi sento tranquillo anche se un po’ di disagio lo provo, ma mi rendo conto che è dovuto all’abitudine di vedere crescere il tutto per un anno sia per il cambio sia per il calo del rendimento dei t-bond.
Una pausa più o meno marcata ci sta. Anche se l’anomalia del movimento c’è, non può crescere di continuo e per sempre.
Se trovi qualcosa con questa caratteristica, faccelo sapere (il materasso non vale :-)).
Io credo che abbiano ragione Kry e Andrea, guardiamo medio o lungo, se possiamo.
In tempi di flash-crash e hft credo sia la scelta migliore.
Credo.
E ci credo.

icebergfinanza
Scritto il 30 aprile 2015 at 06:55

Chiedo scusa per la franchezza!

Ma da quando si investe su un orizzonte di 20 anni e poi, dopo un giorno, ci si preoccupa del nulla?

Ieri i fondi hanno semplicemente smontato operazioni di carry trade e quindi tutti a comprare euro e vendere treasury. Se entro l’anno o magari entro l’autunno facciamo niuovi massimi, di cosa abbiamo discusso oggi… del nulla!

Se poi RIBADISCO uno investe a 20 anni su un titolo blindato, sicuro, con CEDOLA e poi si preoccupa per un giorno o mi dice che non può rimare investito sei mesi, scusate rimanete liquidi sino al giorno del giudizio!

stanziale
Scritto il 30 aprile 2015 at 07:44

Si fa’ per parlare. Tanto personalmente io non investo un bel nulla, bastandomi appena appena la poca liquidita’ per pagare un bel mutuo. Quindi scusate se mi intrometto, non voglio/do’ consigli (figuriamoci..) di investimento ma solo per capire. Partiamo dal fatto che e’ molto dubbio (minimo) che l’euro resista ancora un po’ di anni….o no? Ok, nessuno lo sa. Pero’ se verra’ smantellato, perche’ semplicemente e’ tecnicamente quasi impossibile che possa continuare e lo vediamo con la Grecia, che costa 2-3 miliardi al mese solo con la Ela, ebbene se avviene cio’, cosa succedera’ ? Penso sempre meglio (per voi, non per me che non mi interessa) avere tbond o azioni Usa che fino al crollo sara’ sempre il padrone del vapore. Personalmente non investirei nulla in area euro. Ammesso anche che gli Usa ed il petrodollaro sopravvivano ancora a lungo, e di questo dubito anch’io, un po’ come John Ludd, comunque per la teoria della piramide rovesciata il dollaro dovrebbe essere quasi per ultimo a crollare, anzi si dovrebbe rafforzare come gia’ in parte e’ successo (poi c’e’ anche la teoria (oro) dello swap Cina -Russia che contribuirebbe al rialzo del biglietto verde).

neodimio67
Scritto il 30 aprile 2015 at 08:22

Io al momento sono short x3 su BTP 10Y+ e long su TBOND 10Y+. Ieri molto bene il primo e molto molto male il secondo. Tengo duro, vedremo

sherpa
Scritto il 30 aprile 2015 at 08:48

icebergfinanza,
“Ma da quando si investe su un orizzonte di 20 anni e poi, dopo un giorno, ci si preoccupa del nulla?”

Signor Pomata,
Questa è la sintesi di quello che volevo dirti.
Poi tempi e modi decidili tu.

perplessa
Scritto il 17 maggio 2015 at 22:35

c’è una sol soluzione: la ghigliottina

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