REPORT: EFFETTO VALANGA!

Scritto il alle 22:17 da icebergfinanza

 


Da molto tempo non ho più il "privilegio" di avere la televisione in casa, quindi lascio a Voi il compito, miei cari compagni di viaggio di commentare la puntata odierna di REPORT, ovvero quanto incisiva sia stata questa inchiesta e quanto capace di far conoscere la realtà delle cose. http://www.report.rai.it
Nel post odierno vedremo insieme altre sfumature di questa autentica guerra finanziaria ed economica in atto, scoprendo quelli che sono i meccanismi di questa guerra!

Argomenti: Società
Autori: Michele Buono

Trader, default, spread, orsi e tori: termini che ormai sono entrati nei nostri discorsi quotidiani: è il linguaggio ai tempi della crisi. Ma come stanno effettivamente le cose? Qual è lo stato reale dell’economia?

C’è la crisi ma per chi? I valori dei prodotti delle operazioni finanziarie, per esempio, sono stati otto volte superiori a quelli che producono tutti insieme settori vitali della nostra economia come l’agricoltura, le industrie e i servizi. Come al solito c’è chi prende tanto, chi sempre di meno e chi rimane a bocca asciutta. Ma quanto potrà continuare questo meccanismo. Dipende solo da quanto sarà capace, chi ha interesse a non spartire la torta in parti uguali, a raccontare che il tesoro non c’è più. E soprattutto da quanto sarà bravo nel convincerci che la nostra qualità di vita dipende esclusivamente da come funzionano, giorno dopo giorno, i mercati finanziari. Così il nostro futuro , e quello degli Stati è legato ai complessi giochi della speculazione in Borsa e alle decisioni di Banche Centrali e enti sovra-nazionali. Report, in un’inchiesta di Michele Buono , è andata a vedere come stanno realmente le cose e chi sono le agenzie di Rating che con un semplice voto decidono la nostra sopravvivenza o disperazione. 

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8 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2011 at 23:06

Buona sera a tutti.
Buona inchiesta. bene il focus sulle agenzie di rating. bene il focus su deutsche bank anche se ovviamente è un argomento che metiterebbe una puntata a se. bene anche lo spazio dedicato alla fragilità della Germania. Descritto discretamente il meccanismo per cui gli eccessi e l’ingordigia siano pagati da tutti.
Emerge una cosa: informare è la chiave per il cambiamento. non fermiamoci
di fronte alle normali difficoltà e delusioni a cui si può andare incontro. Abbiamo “solo” questa strada: impegno, studio, diffusione, incontro. Quanto è importante questa parola : incontro. Non posso esimermi dal ringraziare Andrea per l’opera che sta compiendo. Un vero seminatore.
Grazie.
Raffaele

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2011 at 00:49

per chi volesse vedere la puntata di report in replay

www.report.rai.it/ 

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2011 at 08:27

Un invito-proposta: penso che tutta la classe politica dominante italiana, di qualsiasi schieramento, ma non solo italiana da quanto si può capire, sia da buttare; penso che un modo pesante per far presente a questi signori che debbono gestire la cosa pubblica in modo diverso, sia quello di promuovere, via internet unendo i vari blog, social network ecc., il movimento del voto annullato ovvero gente che va a votare ma annulla la scheda in segno di sfiducia totale nell’attuale modo di far politica; sono convinto che il 50 – 60 % di schede annullate, precedute da una campagna informativa in tal senso, non migliorerebbe nell’immediato la qualità della classe politica ma sarebbe per questa un segnale fortissimo che la maggioranza della gente si è resa consapevole, è attiva mentalmente, è stufa dello stato delle cose, è in vigile e trepida attesa di un vero cambiamento, è pronta all’azione.
Penso che qualsiasi coalizione risultasse vincente difficilmente potrebbe ignorare il mare di scontentezza consapevole e si troverebbe di fronte ad un bivio: imporre la dittatura o avviare riforme giuste che in primis dovrebbero togliere tutti i vari e molteplici privilegi di cui godono parecchi in modo che si reperiscano risorse per la ridistribuzione ovvero per una seria azione dello stato nell’economia atta a rilanciare investimenti e occupazione ma stavolta fatta non con altro debito ma togliendo, un po’ a tutti, i privilegi acquisiti (qui ovviamente si apre la partita della vita per definire quali siano i privilegi da togliere, e qui la gente comune, che ha tutto da perdere da una società ingiusta e opaca dove regna il privilegio, dovrebbe capire che se tutti rinunciano a qualcosa tutti successivamente possono beneficiare di una migliore società, a patto che i politici agiscano nel bene comune e non nell’interesse delle varie lobby nel distribuire le risorse pubbliche e nell’indirizzarle in settori ed interventi veramente utili e produttivi per la collettività e non solo per chi gestisce certi business)

Gian Luca

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2011 at 09:23

Gian Luca scrive

"Penso che qualsiasi coalizione risultasse vincente difficilmente potrebbe ignorare il mare di scontentezza consapevole e si troverebbe di fronte ad un bivio: imporre la dittatura o avviare riforme giuste che in primis dovrebbero togliere tutti i vari e molteplici privilegi di cui godono parecchi in modo che si reperiscano risorse per la ridistribuzione ovvero per una seria azione dello stato" 

la dittatura c'è già, è soft e non hard ma votare è solo un rito e che votino in 3 o 3 milioni non cambia. Non parlo del nostro paese ma di tutti quanti quelli importanti a iniziare dell'america dove le percentuali di voto sono la metà che da noi.

Quello che serve è un movimento popolare nuovo fuori dai pariti in grado di raccogliere almeno il 20% dei voti e senza il quale non sarebbe possibile alcun governo. Allora sì che le cose cambierebbero. Un movimento che avrebbe pochi punti nel programma x moralizzare il paese e riformare la politica stessa e le istituzioni, fare una seria riforma della giustizia e della pubblica amministrazione. Poi si tornerebbe a votare perchèa quel punto i partiti tradizionali non sarebbero più gli stessi e mai potrebbero tornare a esserlo.

joe

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2011 at 09:32

Report è l'unica trasmissione che informa in maniera puntuale e seria , ricordo una mitica puntata di forse più di 10 anni fà sulle nefandezze della banca mondiale , alla fine della fiera però , passano gli anni e siamo governati sempre dai soliti 10 avidi mondiali , bisognerebbe incominciare a studiare ai rimedi , perchè quello detto ieri sera è molto simile a quello che Report fece 10 anni fa , e le cose sono rimaste le stesse , a pagare è il parco buoi . Forse bisognerebbe cominciare a fare nomi e cognomi , fare quello che hanno fatto gli Islandesi è impossibile in un paese di 60 milioni di abitanti come l'Italia .
Grazie Jo

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2011 at 10:54

Andrea, mario Draghi da 20 anni opera contro l'Italia. Cosa ti aspettavi? Ha mai fatto qualcosa di serio e concreto come presidente del Financial Stability Forum?

La Cassandra 

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2011 at 14:59

guardo raramente Report (non sono un masochista..) ma ieri sera ho visto buona parte della puntata e sono rimasto positivamente sorpreso nel vedere una tale denuncia sul mondo bancario-finanziario su una rete nazionale; tra l'altro con servizi concreti sugli effetti che produce la "creatività" finanziaria sulle persone.
Ottima anche l'idea di intervistare parlamentari tedeschi (d'accordo alcuni erano di estrema sinistra..) ed economisti di quel paese che non sono tutti ultra-rigoristi.
Desolanti i servizi dall'Aquila.. questi faccendieri continuano a fare il loro porco comodo con i soldi pubblici.. criticate tanto gli Usa, la GB o la Germania ma in questi paesi tipi del genere sarebbero dietro le sbarre! 

Ignoro l'ennesimo conflitto di interessi di  Mr. B. ormai faccio il tifo per i "cattivi" che lo vogliono far fuori..

TRandafil

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