DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE.

Scritto il alle 15:30 da icebergfinanza

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Con la repressione finanziariabanche, imprese e privati hanno contemporaneamente risposto alla crisi con un processo graduale di deleveraging, rifiutandosi di assumere ulteriore debito per investimenti o consumi

All’improvviso, dopo che negli ultimi mesi politici economisti e banchieri centrali ne avevano più volte negato il rischio, in una mattina qualunque di fine agosto l’Italia intera ha scoperto di essere in deflazione, per la prima volta da oltre 50 anni e precisamente dal lontano settembre del 1959 quando in realtà l’economia era in forte crescita.  

Ad agosto secondo le prime stime, l’indice dei prezzi al consumo misurato dall’Istat ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso.

Ma lasciamo per un istante cifre e ricorrenze e cerchiamo di comprendere cosa significa deflazione, quali sono le dinamiche che l’accompagnano e soprattutto le sue conseguenze e possibili vie di uscita.

Partiamo dalla semplice definizione che potete trovare su qualunque vocabolario, ovvero, per deflazione si intende una riduzione del livello dei prezzi, che generalmente si accompagna a contrazione o stagnazione della produzione e del reddito, generalmente perché non sempre è così.

In questi anni abbiamo imparato ad ascoltare la storia e soprattutto l’analisi empirica, lo studio della Grande Depressione e della recente crisi giapponese ci ha condotto attraverso la causa principale di tutte i maggiori periodi di deflazione, ovvero la “debt deflation”, la deflazione da debiti.

Oltre 80 anni fa, nel passaggio tra Scilla e Cariddi della Grande Depressione, Irving Fisher pubblicò il suo lavoro “La deflazione da debiti, teoria della Grande Depressione”, nel tentativo di trovare una spiegazione che potesse dare un senso agli eventi drammatici di quel periodo.

Che cos’è la deflazione da debiti e cosa comporta

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, senza dimenticare che il minimo denominatore comune che ha portato alla deflazione nella storia è quasi sempre stato lo scoppio di una bolla finanziaria prodotta da un eccesso di debito privato e non pubblico.

Come esempio utilizziamo lo scoppio di una delle tante bolle immobiliari che ha caratterizzato questa crisi, ecco quello che in realtà è accaduto:

1. la liquidazione dei debiti attraverso la svendita dei beni patrimoniali: i proprietari sono costretti a svendere la loro abitazione in quanto non riescono più a racimolare il denaro per pagare la rata del mutuo. Nel frattempo, il valore della loro abitazione scende sotto il valore del mutuo residuo. Le banche vedono pertanto crollare il valore dei loro attivi in seguito alle svalutazioni dei beni immobiliari. Gli speculatori debbono a loro volta rientrare immediatamente dai loro debiti svendendo le case o i titoli acquistati;

2. tutti si affrettano a liberarsi delle proprie case, amplificando la caduta della velocità di circolazione della moneta, ovvero la frequenza media con la quale un’unità di moneta è spesa in uno specifico periodo di tempo;

3. questo provoca un crollo generalizzato del livello dei prezzi e un aumento dell’onere del debito espresso in termini reali (ciò che ieri valeva 100 oggi vale 90, ma il mio debito resta nominalmente 100). Il crollo dei prezzi innesca a sua volta reazioni dannose per l’economia, sia per quanto riguarda il valore delle garanzie, che automaticamente scendono (la mia casa vale 90 mentre l’ipoteca resta 100), sia per quanto riguarda la riduzione della ricchezza (o la sensazione della sua riduzione), che provoca una riduzione dei consumi;

4. la riduzione del valore dei patrimoni, unita a quella delle garanzie, provoca quindi il circolo vizioso dei fallimenti privati e aziendali;

5. e il crollo dei profitti delle aziende;

6. ne consegue l’ulteriore crollo degli investimenti, dei redditi, dei salari, delle pensioni e dell’occupazione che porta a una contrazione ulteriore dei consumi;

7. e a un peggioramento del livello di fiducia nel sistema;

8. che invita, a questo punto, al «tesoreggiamento» (accumulo di liquidità infruttifera, ristagno, parcheggio di liquidità che non rende nulla, in attesa di un ulteriore calo dei prezzi degli immobili) oppure alla «tesaurizzazione» (acquisto di oro), con la conseguente ulteriore diminuzione della velocità di circolazione della moneta;

9. che a sua volta provoca infine un’alterazione dei tassi di interesse (con una riduzione del tasso nominale e un aumento di quello reale).

Il doppio decennio perduto giapponese

Eccoci quindi arrivati ai giorni nostri, dove le banche centrali in tempi diversi hanno risposto alla crisi cercando di ridurre a zero i tassi in quella che è comunemente chiamata “financial repression”repressione finanziaria, come abbiamo appena visto al punto nove.

Nonostante l’evidenza storica, in Europa soprattutto, si stanno ripetendo gli stessi errori commessi in Giappone, dove la stagnazione dura da ben 24 anni. Banche, imprese e privati hanno contemporaneamente risposto alla crisi inaugurando un processo graduale di rientro dal debito (deleveraging), rifiutandosi di assumere ulteriore debito per investimenti o consumi, pur in presenza di condizioni ottimali, ovvero tassi prossimi allo zero.

Un ulteriore paradosso è che mentre le banche centrali cercano di ricostruire un ambiente favorevole alla concessione del credito fornendo liquidità alle banche, la contestuale introduzione di nuove regole per il rafforzamento dei requisiti patrimoniali per un sistema finanziario in gran parte tecnicamente fallito ne frena l’erogazione in parallelo alla carenza di richieste di prestiti come abbiamo già visto.

E’ importante non dimenticare che questa è essenzialmente una crisi di debito privato e non pubblico, i debiti pubblici sono esplosi per riparare le perdite delle banche e come nel caso dell’Italia ad opera di misure economiche demenziali come la ricerca deliberata della contrazione della domanda interna e una riduzione dei salari per recuperare competitività.

Il fallimento della politica monetaria è un’evidenza empirica come potete osservare nel primo grafico che molto probabilmente si ripeterà in questa crisi…

Dal Giappone all’Europa

Se osserviamo quanto accadde in Giappone tra il 2001 e il 2006, quando la banca centrale intervenne con il cosiddetto “quantitative easing”, semplificando ulteriore immissione di liquidità nel mercato attraverso acquisto di titoli, la riposta in termini di maggiori prestiti è stata negativa (Bank Lending).

Quantitative Easing japan monetary base v inflation (1)

Anche l’attuale strategia della BCE che mira a fornire liquidità alle banche subordinata alla reale concessione di credito alle imprese sembra destinata a fallire, per i motivi prima esposti, ovvero in una debt deflation, il settore privato è concentrato sulla riparazione patrimoniale, dinamica provata dalle riserve in eccesso depositate dal settore bancario e non presso la BCE, la quale prova a scoraggiarne il deposito con la decisione di applicare tassi negativi.

Qualcuno potrebbe giustamente obbiettare che sino a qualche mese fa in Italia e nella periferia dell’Europa i livello dei tassi non era certamente vicino allo zero, visto l’enorme spread esistente tra i nostri titoli e quelli tedeschi, ma questa è un altro degli effetti collaterali di un’area non ottimale come è oggi l’euro, ovvero la possibilità di fughe di capitali da Paesi con economie deboli a favorire ulteriormente Paesi con dinamiche attuali favorevoli, senza rischio di cambio in quanto si tratta della stessa area valutaria, cosa che non è avvenuta in nessun’altra parte del mondo.

Come può andare a finire?

Ma veniamo quindi alle possibili soluzioni nascoste tra le pieghe della storia e dell’analisi empirica.

Incominciamo per prima dall’analisi empirica e precisamente da uno studio uscito qualche anno fa ad opera della McKinsey dal titolo  “Debt and deleveraging: The global credit bubble and its economic consequences”, il quale analizza 45 episodi storici di deleveraging accaduti in alcuni settori delle 10 principali economie occidentali e 4 relative ai Paesi emergenti.

Il risultato è che in 23 episodi la crisi si risolse con una crescita futura del debito inferiore a quella del Pil, attraverso un calo del debito in termini nominali, in 12 episodi vi fu un aumento nominale della crescita attraverso la creazione di inflazione, la quale riduce il rapporto debito/crescita economica, in 7 episodi la contrazione del debito avvenne ad opera di fallimenti generalizzati pubblici e privati e solo in tre casi l’economia mostrò un livello di crescita in grado di far diminuire il rapporto debito/PIL.

Purtroppo, al momento attuale l’evidenza sembra far propendere tutto verso la terza ipotesi, ovvero la contrazione del debito attraverso fallimenti generalizzati o ristrutturazione del debito.

Risultati immagini per quattro opzioni deflazione da debiti

Opzione confermata anche da Reinhart e Rogoff, due dei massimi esperti di crisi di debito al mondo, capaci di analizzare ben 800 anni di storia.

Mentre in Europa infuria il dibattito tra i sostenitori dell’austerità e della flessibilità, tornando alla crisi giapponese è importante osservare come nel 1997 la scelta di politiche di consolidamento fiscale fecero aumentare il deficit del 68% con 6 trimestri di crescita consecutiva negativa (vedi Figura 2).

Historical Data Chart

Diversamente, una politica di continui stimoli fiscali, spesa pubblica, deficit spending a parte, l’episodio del 1997 ha permesso di mantenere la crescita del Pil sempre sopra lo zero e la disoccupazione saldamente sotto il 5,5%, pur in presenza di un debito pubblico esploso del 92% dal 1990 al 2012.

Stessa cosa accadde durante la Grande Depressione. Grazie al New Deal di Roosevelt, dal 1933 al 1936 il Pil sali di quasi l’11% all’anno, ma poi la Fed esaminando il volume accumulato delle riserve bancarie, pensò che la liquidità avrebbe foraggiato l’inflazione futura (come sta accadendoora), e Roosevelt spaventato dal deficit aumentò le tasse e ridusse la spesa facendo crollare nuovamente il Pil.

La negazione della realtà

Oggi la struttura di un’area valutaria non ottimale come quella europea, limiti anacronistici come il 3% del rapporto deficit/pil deciso con il trattato di Maastricht, e il famigerato fiscal compact, sono una devastante ipoteca sul nostro futuro, un’ipoteca che – come purtroppo la storia insegna potrebbe portare ad ulteriori tensioni e disgregazioni sociali.

Ciò non toglie che tuttora, nonostante un’imponente dose di stimoli monetari (raddoppio della base monetaria) e fiscali, il Giappone non sia ancora stato in grado di uscire dal suo doppio decennio perduto; decennio al quale ormai si è accomodata anche l’America che da qualche anno non riesce più a superare il 2% annuo di crescita reale.

Come ha sottolineato recentemente Richard Koo, massimo esperto vivente della crisi giapponese degli anni ’90,l’insistenza di Draghi sulle riforme strutturali è eccessiva, in quanto tende ad attribuire i problemi dell’Europa ai ritardi nell’attuazione delle riforme che frenano gli investimenti. In fondo non è una novità se i contesti normativi e regolamentari non siano favorevoli agli investimenti: il sistema economico europeo ha funzionato comunque sino alla crisi della Grecia.

“Il solo modo per affrontare le pressioni deflattive è che il governo prenda in prestito e spenda i risparmi del settore privato”ha aggiunto Koo.

Alcuni mesi fa il ministro dell’economia Padoan, negando la possibilità di deflazione per il nostro Paese, ha dichiarato che: “I 50 miliardi annui di riduzione del debito previsti dal Fiscal compact europeo di cui si sente parlare e che qualcuno dice che  dovremmo pagare nel 2015, non esistono. (…) Confermo che con una crescita nominale del 3%, innanzitutto, cioè con una crescita reale dell’1,5% e un’inflazione dell’1,5%, non saremo chiamati a manovre straordinarie per ridurre il debito  pubblico.

Ora tutto è chiaro: crescita reale negativa e deflazione!

Se qualcosa non cambierà a livello politico in Europa, sarà difficile uscire da questa perversa spirale deflattiva.

 

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52 commenti Commenta
glare
Scritto il 4 settembre 2014 at 10:49

Ottimo articolo..spero lo facciano girare su yahoo e su altri siti..
capitano oggi pomeriggio sorrideremo amaramente..nonostante ciò buona giornata

maurizio1960
Scritto il 4 settembre 2014 at 11:19

La colpa di questa deflazione è delle banche per raggiungere livelli di solvibilità misurati con il Tier 1
hanno ristretto e a volte chiuso i fidi dei clienti e delle aziende, a clienti che avevo 10.000 di fido li hanno obbligati a rientrare per chiuderlo a chi ne aveva 20000 in su li hanno obbligati a rientrare minimo della metà, parlano ai clienti di raiting, dicono che non sono affidabili, provate ad immaginare ad un coltivatore( cliente da tanti anni della banca) che ha preso la grandine che non ha il rating.
se vai a prendere i tuoi soldi ti dicono cosa ne devi fare cosa devi comprare, ma loro quando fanno gli investimenti chiedono a qualcuno? Avete un’idea di che tasso viene applicato sui conti dal 10% in su fino anche il 14%, ma loro (le banche) hanno ricevuto dalla BCE soldi pagando 1% prestito garantito dallo stato italiano ( fatto anche di quelle persone che non hanno il rating)

maurizio1960
Scritto il 4 settembre 2014 at 11:25

maurizio1960@finanzaonline,

Completo il commento precedente le banche hanno sottratto liquidita’ al mercato e di conseguenza hanno innescato quella caccia al denaro per sopperire ai fabbisogno, e l’altra causa è dovuta all’inasprimento fiscale sugli immobili, da obbligare i proprietari a disfarsene

glare
Scritto il 4 settembre 2014 at 11:26

maurizio1960@finanzaonline,

Certo è anche delle Banche secondarie, non voglio fare nomi ma tutte tranne poche cooperative e realtà locali hanno impoverito enormemente e contribuito a distruggeere il tessuto industriale e di imresa..

Io da tempo ho forti conati quando entro in alcune banche.. giusto un mese fa ho litigato con una dell’unicredit che in tutti i modi mi voleva fare aprire un conto da loro…

icebergfinanza
Scritto il 4 settembre 2014 at 11:46

glare@finanza,

Ieri l’articolo è stato letto da oltre 10.000 persone tra cui molti imprenditori e manager http://www.businesscommunity.it/
inoltre nell’ultimo mese stiamo avvicinandoci nella classifica dei primi 100 blog ( non solo economici) in Italia che vuoi di più dalla vita :D

aorlansky60
Scritto il 4 settembre 2014 at 12:46

@ Andrea MAZZALAI :

grazie,

davvero una splendida esposizione argomentata, chiara e comprensibile.

“Se qualcosa non cambierà a livello politico in Europa, sarà difficile uscire da questa perversa spirale deflattiva.”

“il 3% del rapporto deficit/pil deciso con il trattato di Maastricht, e il famigerato fiscal compact, sono una devastante ipoteca sul nostro futuro, un’ipoteca che – come purtroppo la storia insegna – potrebbe portare ad ulteriori tensioni e disgregazioni sociali.”

Sono particolarmente in accordo con queste frasi estratte dall’articolo : la seconda sembra essere diretta conseguenza della prima; gli sviluppi estremi -ed il dubbio non di “se” ma di “quando” potrebbero accadere- riguardano la fine del secondo periodo (“ulteriori tensioni e disgregazioni sociali”) e cioè : quanto tempo ancora potrà trascorrere in linea con le misure imposte da Bruxelles e da Francoforte, prima che la gente, molta gente, decida che è ora di dire basta e di farla finita…

Come la storia insegna, solitamente questi mutamenti o “turning points” avvengono non tramite organizzazioni ponderate, razionali ed ordinate, ma attraverso violenti disordini, trambusti e repentini capovolgimenti…

Nonostante 3 anni pesantissimi (2012-2014) il nostro paese non ha ancora raggiunto il limite massimo di sofferenza e di sopportazione : la goccia che porterà a far traboccare il vaso potrebbe rivelarsi infatti quel micidiale “fiscal-compact” imposto e sottoscritto, soprattutto se non accompagnato da adeguata crescita di pil che allo stato attuale non è facile da prevedere, fattore decisivo che potrebbe portare il gov Renzi a richiedere ulteriori sforzi agli italiani (attraverso quali altre risorse, visto che il fondo del barile è già stato ampiamente raschiato??? …forse una soluzione in linea a quella adottata da un certo giuliano amato nel 1992 ???…)

francia r
Scritto il 4 settembre 2014 at 15:49

Complimenti Capitano,
splendido articolo come al solito, semplice, argomentato e chiaro.
Il solito faro in una notte buia come non mai.
Il resto dell’informazione, specie quella “ufficiale” è incapace di produrre qualsiasi cosa che non sia una piaggeria dell’ultima ideona partorita dal genio finanziario di turno, sempre amico di qualche interesse forte.
Mai un’analisi seria o una ricostruzione “costruttiva” che porti a determinare, o a supporre cause ed effetti, richiamare responsabilità e magari indicare una politica che porti fuori dal tunnel evitando gli errori precedenti, specie di valutazione oggettiva della realtà e conseguentemente di previsione a breve termine.
Sembra che tante lauree siano state regalate ad incapaci …. chissà amici degli amici, o forse figli di amici, ma comunque sempre amici di qualcuno che non rappresenta gli interessi della nostra nazione, della nostra democrazia.
Mai una voce che si sprechi a sottolineare che un sistema burocratico troppo costoso per la società che lo ospita inevitabilmente la porta in crisi, specie se il potere politico da esso sostenuto ne blocca ogni riforma e imbriglia la parte legislativa. E che in queste condizioni, in un periodo di economia globale “normale” difficilmente le finanze di tale paese possono essere “floride”, ovviamente in un periodo di crisi mondiale la situazione precipita ed il peso di tale ladrocinio sociale inevitabilmente si riversa sulla parte più debole della società, con conseguenze spesso devastanti da un punto di vista della tenuta dei diritti civili acquisiti.
Non esiste nessun “modello” di al mondo che può sopravvivere ad una gestione così spregiudicata delle sue finanze, specie se per finanziare i propri giochini assorbe la maggior parte della ricchezza generata dal paese stesso direttamente alla fonte.
Per finire, spero che prima o poi si finisca di trovare geniale la proposta di barattare i diritti civili altrui, spesso acquisiti con fatica e dopo lotte durate generazioni, per garantire ricchezza ad una parte sempre più avida e ristretta della società, sempre ben rappresentata da politici incapaci, che in questo momento non sono nemmeno stati regolarmente eletti dal popolo italiano.

PORTELLO
Scritto il 4 settembre 2014 at 17:08

Ciao Andrea e lettori,
secondo voi che percentuali ci sono di haircut del debito…(e di quanto) & prelievi forzosi….

mi domando dove convenga tenere i piedi…uno di qua e uno di la…
o alla fine cammineremo tutti a gattomiao…

silvio66
Scritto il 4 settembre 2014 at 17:18

Nel frattempo tutti a leccare doverosamente il culo ad Andrea, metaforicamente si intende, per averci guidati sul dollaro che scende sotto 1,30….GRANDIOSO!

closing time
Scritto il 4 settembre 2014 at 17:57

complimenti andrea : questo è un grande pezzo di giornalismo finanziario. molto spesso il tuo accalorato approccio etico favorisce trolls di vario genere e post semplicistici, l’impietosa analisi della storia e degli scenari aiuta ancora di più ad una maggiore consapevolezza.
Cio’ che sostiene Koo sfortunatamente è inapplicabile all’area euro e comunque in assenza di sovranità monetaria.la nostra pearl harbour finanziaria saranno alcuni clamorosi bail in bancari dopo i quali il break up dell’area euro diverrà indilazionabile per ragioni di puro ordine sociale.

icebergfinanza
Scritto il 4 settembre 2014 at 18:19

Grazie di cuore a tutti per le Vostre parole e la Vostra stima è davvero un’iniezione di fiducia! Oggi purtroppo abbiamo assistito all’ennesima rima della storia con un inutile credit easing a scoppio ritardato e una riduzione simbolica dei tassi. Per il resto qualcuno torna a scommettere su aumento tassi USA con prezzi che scendono e in attesa di un rimbalzo tecnico dell’euro stiamo sulla riva del fiume ad osservare! Un abbraccio a tutti Andrea

stanziale
Scritto il 5 settembre 2014 at 07:48

Di quanto la Germania e’ malevola, ne abbiamo/avremo prova con il south stream. La germania NON vuole che venga costruito, perche’ senno’ il sud europa avrebbe autonomia energetica, no, dobbiamo essere dipendenti (schiavi) da loro. http://italian.ruvr.ru/news/2014_09_04/LEuropa-vuole-liberare-South-Stream-dalle-norme-del-Terzo-Pacchetto-Energia-0431/ naturalmente guarda caso il commissario all’energia e’ tedesco. Voglio vedere come si comporta il governo Renzi, se fa il Monti o persegue un minimo di interesse nazionale….il south stream E’ DECISIVO per l’Italia, gia’ in libia ci siamo fatti incartare (io avrei minacciato l’uscita dall’ue, euro e nato)….viva l’italia (sena paura) libera dall’euro/ue, con la moneta sovrana , per una politica di equidistanza e indioendenza.

aorlansky60
Scritto il 5 settembre 2014 at 08:15

Portello ha scritto : “secondo voi che percentuali ci sono di haircut del debito…(e di quanto) & prelievi forzosi….”

Per quanto riguarda un possibile prelievo “forzoso” (in caso di situazione “particolare” come soluzione da “ultima spiaggia”)
a mio parere vi è da dire che :

1) – nel caso del ns paese esiste già un precedente, quando nel luglio del 1992, senza che il simpatico giuliano amato dicesse nulla al popolo italiano, questi si svegliò una bella mattina con un prelievo del 6 per mille operato sui propri c/c (tra l’altro con effetto retroattivo di 2 settimane!!!! tanto per essere sicuri che nessuno potesse opporsi…); ora, per approfondire, se questo non disturbò più di tanto chi aveva pochi milioni di lire sul proprio conto, pensate alla situazione -e all’inkazzatura- di chi aveva parcheggiato sul conto un ingente somma causa per es. rogito imminente per l’acquisto di un immobile…

Ora, uno potrebbe obiettare : “ma no, tranquilli, non siamo più nella lira, ora abbiamo una divisa unica forte, condivisa da molti paesi a proteggerci…”

ed è qui che casca l’asino; infatti :

2) – con il recente caso avvenuto a Cipro (ricordate?) quando l’UE ha consentito un prelievo forzoso su ogni c/c dell’isola eccedente un certo livello per far fronte ad una situazione insostenibile venutasi a creare nei conti pubblici di quello Stato, la stessa UE ha aperto di fatto alla possibilità di fare altrettanto verso qualsiasi altro Stato della moneta unica, in cui dovesse presentarsi una situazione critica simile a quella che ha toccato Cipro; e d’altronde, lo ricordiamo bene che i vari gentili Schauble, Wiedmann, Lagarde & C hanno dichiarato a più riprese ultimamente che “nel caso di un paese della zona € in forte difficoltà di deb pubbl, la soluzione più ideale per risolvere il suo problema (nel caso dovesse diventare incontrollabile) sarebbe quella del prelievo forzoso”… con una percentuale però che farebbe sembrare una elemosina quella che stabilì il buon ed indimenticabile giuliano amato a suo tempo…

Per cui, cari amici, visto il paese dove ci troviamo (del quale conosciamo fin troppo bene il livello di debito…) non mi resta che aggiungere : “stiamo in campana…”

Per spostare il discorso sull’argomento “clou” della giornata di ieri, non posso fare a meno di chiedermi :

“a quando possibilità di avere denaro a prestito con interessi IN AVERE per il cliente sulla somma richiesta ????….”

gracav
Scritto il 5 settembre 2014 at 11:07

BCE come FED, ci riempiranno di ABS e covered bonds, con la consulenza di Black Rock…..

meraviglioso… non ne usciamo più

Andrea Ti abbraccio e Ti ringrazio come sempre

glare
Scritto il 5 settembre 2014 at 11:14

aorlansky60,

Per il prelievo forzoso..oggi NON è molto probabile..almeno nel 2014..ma mai dire mai..

Parlando con (dB un amico…) mi ha riferito a Luglio che era stato considerato (per tastare il polso) per il prox Ottobre un “prelievo di solidarietà” del 9 per mille sulla parte eccedente i 105000 euro , ma questa ipotesi.. è venuta a sfumare quando la maggioranza ha storto il naso per la riduzione delle pensioni sopra i 5000 euro..(più di così non posso scrivere..potete crederci come no..)

>però C’è anche da dire che alcuni membri della destra tedesca uniti a coloro che contano nella Buba spingono da tempo sul governo per un prelievo del 3% su tutti i conti compresa la CDP e questo lo potrete trovare facilmente sulla rete.<

Da quello che posso capire questo governo punta da tempo alle dismissioni del Patrimonio Immobiliare pari a 400 Mld..che dovrebbero essere messe sul mercato in 4-5 tranches..invece per i terreni, caserme demaniali, ex prigioni, spiagge..dovrebbero essere dati in affitto o gestinone a enti provinciali o privati al fine di un adeguamento , riconversione e rivalutazione dei beni.
Un test per la verifica di questo sistema è in fase iniziale su circa una 20 ex caserme..mentre per i terreni è stata istituita una campagna terra ai giovani (psr 2014-2020) , nel Lazio e in Puglia..con costi di 200 euro/Ha a partire dal 4 anno..

Ipotizzando che nel giro di 4 anni si compia questa privatizzazione forzata e considerando nella migliore delle condizioni che il nostro debito non salga oltre i 2300 Mld..questa svendita dovrebbe ridurlo vicino a una quota di 1900-2000 Mld pari a un valore di debito/PIL di 119%-125%..

Quindi fra 4 anni per ridurre il debito, dovranno per forza "prelevarli" dalla spesa pubblica: Pensioni, Stipendi, spese militari, mediche…etc. e ora si può anche intuire il perchè del 2017.. e dei famosi 1000 giorni.

PORTELLO,

Per ora nessuno Haircut..per i soldi invece direi che probabilmente se non si vuole diversificare..si possono depositare su un conto di una banca cooperativa (spero che Andrea non si arrabbi e non mi censuri non è per fare pubblicità) per me la migliore in Piemonte è :
la Banca d’Alba e del Canavese…poichè il cliente si trasforma in consocio e aiuta le aziende agricole e vinicole a produrre..(è una banca più etica.. ma pure sempre una banca)

glare
Scritto il 5 settembre 2014 at 11:25

gracav@finanza,

Già ottima osservazione adesso con gli Abs e i mutui cartolarizzati si ripercorre la stessa identica strada della crisi pre 2007..ma con molti più liquidità virtuale e derivati in gioco…
se non si cambia il paradigma..non si può cambiare la finanza e purtroppo la nostra probabile futura condizione.

aorlansky60
Scritto il 5 settembre 2014 at 12:04

@ Glare :

ti credo, ti credo (a proposito di quella ipotesi di “contributo” che hai segnalato)…

Ma d’altronde, se il trend italiano continua nella stessa direzione senza riuscire ad invertirla, potremmo arrivare ben presto al famigerato rapporto deb/Pil del 140% ed è quella la soglia critica -correggetemi se sbaglio- in cui incappò 2anni fà la Grecia, alchè alcuni(…) in cabina di comando della zona euro decisero che la misura era colma : si intromisero all’interno degli affari di uno stato sovrano dettando direttive da seguire :

in primis drastica riduzione dell’apparato pubblico (stessa cosa che potrebbe avvenire in Italia, e guardate che se e quando decidono, questi non lo faranno con il fioretto, andranno giù a mano di vanga con l’ascia, fregandosene delle proteste come se ne sono strafregati delle manifestazioni in piazza dei greci… ),

secondo : una sensibile “quota contributiva” procapite da addossare ad ogni potenziale contribuente…

Si potrebbe obiettare allora : “si, ma quel debito era in larga parte sostenuto da banche estere, in prevalenza tedesche e francesi, per questo hanno deciso misure così drastiche per salvaguardare i propri -sporchi- interessi…”

ed infatti è lo stesso problema che si tira dietro il ns paese, il cui debito è sottoscritto attualmente da almeno un 40% di investitori esteri…

gracav
Scritto il 5 settembre 2014 at 12:48

glare@finanza,

INFATTI

gracav
Scritto il 5 settembre 2014 at 12:50

glare@finanza,

devono salvare”i buchi con le banche tedesche intorno”, come dice il nostro Andrea

stanziale
Scritto il 5 settembre 2014 at 13:04

aorlansky60,

Aorlasky. Scusa, voglio discutere con te, tranquillamente, senza litigare ovviamente. Non ci siamo con i tuoi ragionamenti, per nulla. Scrivi: di cui conosciamo il livello di debito (l?italia)…drastica riduzione apparato pubblico….ti invito a leggere bene, oltre ad iceberg di cui sei forse un lettore da poco, anche goofynomics, orizzonte 48 e voci dall’estero. I problemi che attraversa lp’europa sono, o almeno erano, di debito privato….di debito ANCHE delle banche che poi e’ stato trasferito agli stati….devi sapere che la germania trucca tutto, non mette nel debito pubblico ne’ i debiti degli enti locali, noi lo facciamo, ne’ il debito della loro cassa depositi e prestiti, noi lo facciamo, nasconde e trucca alla grande i debiti e la situazione fallimentare di buona parte del loro sistema bancario, le sparkassen, per non parlare di quelle piu’ grandi, salvate per ora con 400 miliardi di contributo pubblico…la germania e’ un cesso pieno di buchi molto peggio di noi…la nostra quota di partecipaione del 18% al fondo salva stati , da cui al colpo di stato contro B. che voleva partecipare solo per il 5% in quanto avevamo pochissimi crediti vs la grecia spagna portogallo, e’ stato DECISIVO per tenere in piedi questo cesso di ue e per salv.

stanziale
Scritto il 5 settembre 2014 at 13:10

stanziale@finanza,

e’ partito l’invio….dicevo, per salvare la germania dal probabile fallimento, o almeno dissanguamento….per quanto riguarda i dipendenti pubblici(preciso che io non lo sono) sono in linea con gli altri, oggi sono stato alla posta centrale della mia citta’ per ritirare una raccomandata ed avevo 30 numeri davanti…..c’erano solo due operatori che si facevano il culo e dopo poco di me c’era una fila di 40 persone….smettiamola con i luoghi comuni con cui l’ordoliberismo ci ha rimbecillito….

aorlansky60
Scritto il 5 settembre 2014 at 14:01

@Stanziale :

mi sembra ci sia un equivoco :

non ho detto di essere d’accordo con le misure che ho tracciato;

ho detto che i tedeschi (e i burocrati di Bruxelles) non vedono l’ora di attuarle, nel caso la situazione del debito ita diventi incontrollabile. Come hanno decretato nel caso della Grecia.

……. ……. ………

Per quanto riguarda la situazione “debito”, mi sono limitato a delineare la realtà nei numeri ufficiali : il deb pubbl italiano è il terzo al mondo per entità assoluta, e questo è un dato che non può essere messo in discussione; non ho parlato affatto di debito “privato”, qui sappiamo tutti che il debito privato italiano è assai minore rispetto a quello elevatissimo di inglesi e tedeschi per es.

Però la ricchezza privata degli italiani può essere presa solo a titolo teorico di garanzia per quel debito. Per adesso.
Perchè come ho già scritto, potrebbe rivelarsi un mezzo pratico per abbatterne una parte, se decidono di…

Perche il ns deb pubbl rimane un problema in rapporto ad un pil stagnante; avessimo una crescita di pil come quello della Germania (che ha un debito assoluto paragonabile al ns, 2147 mld € dati Eurostat a fine 2013) non sarebbe fonte di preoccupazione come invece lo è per uno Stato come il ns che quest’anno cresce allo “zero” (se va bene), in rapporto ad un debito che nei primi 6 mesi dell’anno è in crescita di 100mld € ed in crescita del 4,8% rispetto al dato di fine 2013…

Questo se lo dico io non frega niente a nessuno, ma quando tedeschi & C dovessero anche solo sospettare un trend incontrollabile di questo debito, stai certo che prenderanno provvedimenti.

Anche se hai ragione, purtroppo non si può ragionare in termini di se e di ma “la germania trucca tutto, non mette nel debito pubblico ne’ i debiti degli enti locali, noi lo facciamo, ne’ il debito della loro cassa depositi e prestiti, noi lo facciamo, nasconde e trucca alla grande i debiti e la situazione fallimentare di buona parte del loro sistema bancario, le sparkassen, per non parlare di quelle piu’ grandi”

perchè alla fine, anche quando sappiamo di avere ragione in teoria per quello che scriviamo qui, loro in pratica ci fanno notare i numeri “ufficiali” e ci radono al suolo se non siamo ligi a seguire le loro regole.

Questo volevo dire.

stanziale
Scritto il 5 settembre 2014 at 15:16

aorlansky60,

Mi fa piacere che con te si possa discutere tranquillamente. Avendo un bell’avanzo primario, ci possiamo sempre alzare dal tavolo ed andare via….non si capisce perche’ nazioni piu’ piccole della nostra come Svizzera, polonia, danimarca, ungheria ecc. non ci siano e noi a patire e pagare il conto di altri…..la nostra situazione e’ molto diversa da grecia, spagna e portogallo….sbagli (per me) a dare eccessiva enfasi ad indicatori (terzo debito pubblico mondiale) farlocchi….il debito in carta straccia della moneta debito, senza nessun retrostante. E’ totalmente carta straccia emessa da un ente privato (la bce) controllata da altri enti privati (le banche centrali) a loro volta controllate da altri enti privati (le banche )…in poche parola una mega gigantesca truffa, basata sull’interesse composto….chi non lo capisce lo paga, diceva Einstein….con questo sistema truffaldino (l’interesse che vogliono e’ sempre piu’ alto dell’inflazione, mentre invece con la moneta sovrana e’ l’incontrario) ci espropriano di tutto…perdiamo le industrie grandi e piccole, le migliori aziende statali……il nocciolo e’ questo……invito a vedere, dai grafici a disposizione su internet, da quando sono lievitati gli interessi e quindi il debito pubblico : dal 1981 in poi, anno del divorzio banca d’italia-tesoro….abbiamo pagato di interessi oltre 3000 miliardi (molto piu’ dell’attuale debito pubblico)…dobbiamo capire questo(e difendere le pmi e le aziende strategiche di stato)anche in ragione del “dopo”…si, perche’ questo sistema del debito composto non sta’ in piedi, i debiti sono troppi e, o viene resettato con le buone o con le cattive (il cigno nero…).

glare
Scritto il 5 settembre 2014 at 16:12

stanziale@finanza,

” Avendo un bell’avanzo primario, ci possiamo sempre alzare dal tavolo ed andare via….non si capisce perche’ nazioni piu’ piccole della nostra come Svizzera, polonia, danimarca, ungheria ecc. non ci siano e noi a patire e pagare il conto di altri….”

OTTIMO PENSIERO, PERCHE’ CHI CI GOVERNA NON LO CAPISCE..O NON LO VUOLE CAPIRE?

Per il debito, io purtroppo la penso in maniera divera perchè non è propriamente cartastraccia (anzi è un valore aggiunto) a meno che tutto il sistema monetario crolli dall’oggi al domani
…però per me l’UNICO debito che davvero si dovrebbe VALUTARE è solo quello verso terzi..ovvero quello che detenuto da soggetti non Nazionali..!!

aorlansky60,

“potremmo arrivare ben presto al famigerato rapporto deb/Pil del 140% ed è quella la soglia critica -correggetemi se sbaglio- in cui incappò 2anni fà la Grecia, alchè alcuni(…) in cabina di comando della zona euro decisero che la misura era colma : si intromisero all’interno degli affari di uno stato sovrano dettando direttive da seguire ”

Già per la Grecia fu proprio a partire da 140% nel 2008, che divenne nel giro di un trimestre 160% il punto di non ritorno della sua economia (mi ricordo ancora a quelli che speculavano sui CDS..pezzi di m….)= > e quello che mi fa arrabbiare è che tutto fù certamente studiato a tavolino per dividersi il Terriotrio e il gas naturale dell’egeo..elargendo un pugno di Mld di euro virtuali..

Anche quando non ci sono i buonissimi articoli di Andrea, leggere i vostri commenti è sempre fonte di riflessione…aspettando John con le sue nuove considerazioni.

Buonaserata a tutti

aorlansky60
Scritto il 5 settembre 2014 at 16:26

@ Stanziale :

“Mi fa piacere che con te si possa discutere tranquillamente.”

il piacere è anche mio nei Tuoi/Vostri confronti.

“Avendo un bell’avanzo primario, ci possiamo sempre alzare dal tavolo ed andare via….”

non ho ben capito se intendi “ammutinarci dalla corazzata Euro” oppure “disconoscere il deb pubbl italiano” – o entrambi contemporaneamente!

comunque in entrambi i casi, a parole e in teoria sembra facile… in pratica il nocciolo è : ce lo lasciano fare ?

Perchè qui non si tratta più di una scelta singola deliberata, qui siamo stretti in un sistema che ci tiene vincolati.

Temo che ci radano al suolo.

Questo ancora prima di considerare la ricaduta economica sul tutto il ns tessuto sociale : se il 40% dei sottoscrittori del ns deb pubbl è estero, il rimanente 60% è nazionale, istituti di credito e investori privati, cittadini risparmiatori…
io non riesco nemmeno ad immaginarmi gli effetti reali, partendo dai 1800 miliardi di € totali di buoni del tesoro nazionali che “erano in giro” ad aprile2014, se 1000 miliardi di € vanno in fumo tutti in una volta perchè un genio annuncia una mattina al popolo italiano : “abbiamo cancellato il debito – fine del debito”…

esito = rivolta popolare & guerra civile .

Poi naturalmente rimane quel 40% di sottoscrittori esteri; la cui percentuale sulla cifra di partenza sarebbe di 800 miliardi (oltre 2 volte il deb pubbl della Grecia nel 2010 che tanto spaventava l’UE…)

esito = ci radono al suolo .

Lo fanno anche prima che lo annunciamo ufficialmente, appena hanno il sentore che possa accadere e che ce ne sia venuta la voglia di farlo…

valutiamo quello che abbiamo :

materie prima : nulla – siamo totalmente dipendenti dall’estero (gas e petrolio; acquistiamo dalla Francia perfino una parte della sua energia elettrica, che essa produce in surplus grazie ai suoi reattori nucleari, per sopperire ai ns fabbisogni)

già questo fattore ci rende succubi del “club” al quale apparteniamo.

Se si tratta invece di volere semplicemente uscire dalla zona Euro (hai detto niente) per ritornare alla ns vecchia divisa, anche in questo caso ci sarebbero da affrontare problemi non piccoli (penso solo a chi, in questo momento, ha accesi prestiti in euro da rimborsare da qui a qualche anno o peggio 10,15,20anni… e non aggiungo altro…)

Prova a spiegarmi convincendomi, tu o qualcun altro, se possiamo attuare una scelta del genere senza che questa non abbia pesanti ricadute e conseguenze a livello politico/diplomatico con il resto degli altri Stati esteri ai quali siamo legati… non considerando solo l’euro dal punto di vista economico, ma anche la Nato dal punto di vista strategico.

Non gli mancherebbero i mezzi dissuasivi nei ns confronti per convincerci a pensare ad altro, piuttosto che “uscire dal tavolo”, credo.

Ma resto in attesa di sentire il Tuo/Vs pareri in merito alla questione.

ps : se non troverete mia risposta alle Vs repliche, è perchè stò per assentarmi per 2 settimane. Leggerò le Vs eventuali risposte al mio ritorno; grazie per lo scambio di opinioni.

dfumagalli
Scritto il 5 settembre 2014 at 17:43

La situazione non è bella. Qui all’estero stanno tutti aspettando l’arrivo della Troika.
Anticipando tale arrivo, una parte dei miei conoscenti stanno acquisendo cittadinanza estera e “togliendo” non solo la residenza ma anche la cittadinanza italiana.
Questo perché prevedono che prima della Troika i nostri esimii politici inventeranno qualche iniziativa disastrosa tipo prelievo forzoso globale anche sui non residenti che però siano ancora cittadini italiani.

yabadaba
Scritto il 5 settembre 2014 at 18:40

La situazione “disastrosa” a mio avviso non è dell’Italia ma del mondo occidentale nel suo complesso.

Continuo a vedere il periodo storico che stiamo vivendo come quello della fine del capitalismo come motore di sviluppo. Le aziende private non possono più garantire piena occupazione. Hai voglia di far arrivare la Troika, che fanno, fanno licenziare 1 milione di statali? Abbassano gli stipendi? Chiudono tutte le aziende, restano solo i debiti, salta tutto il sistema finanziario.

L’importante in questa fase è “tenere”, fare squadra come sta cercando di fare Renzi. Sperando di essere ancora vivi quando avranno capito tutti che i vecchi strumenti non funzionano più. Perfino Shaeuble!

stanziale
Scritto il 5 settembre 2014 at 19:04

aorlansky60,

Andiamo per ordine: alzarsi dal tavolo, intendevo l’euro….quindi nessuna apocalisse, una moneta nasce e muora senza che per forza muoiano i cittadini. Ancora oggi, non abbiamo bisogno di disconoscere il debito pubblico, non piu’ di quasi tutti gli altri…. possiamo abbandonare l’euro, anche perche’ la germania ha infranto in vari punti gli accordi, prima di tutto sull’export. ma anche in base alla ns costituzione (leggere orizzonte 48). Dunque, usciamo, e ritorna la lira. i cambi si adeguano da se….sono i mercati…mettiamo che si svaluti un po’, diciamo verso la germania di un 30%, vs il dollaro di un altro 10% o poco piu’….(un po’ e’ gia’ svalutato , e’ passato da 1,40 a 1,30). cosa succederebbe , a parte la ripartenza a palla delle nostre aziende esportatrici? Nulla. i detentori nazionali dei btp li conservano in lire? Mbe’? quelli stranieri, alcuni, vedranno svalutare il valore…ma perche’ loro non la fanno, gli stati esteri, la svalutazione? Guarda quanto hanno svalutato giappone e gran bretagna….non ci sono state sommosse….e la svalutazione nostra, l’abbiamo gia’ pagata con gli interessi in anticipo, sul debito pubblico….tra tutte le valute, e’ stata una gara a svalutare, negli ultimi anni, e noi siamo rimasti con il cerino in mano della non competitivita’ in europa, salvo la germania…energia…il petrolio lo paghiamo in dollari che si svaluta continuamente….alla pompa, la maggior parte sono tasse, e’ stato calcolato che una svalutazione della lira nei termini di cui sopra, comporterebbe un aumento della benzina, non agendo sulle tasse, del 2-3%….per quanto riguarda chi ha prestiti da rimborsare in euro, essi sono stati contratti con la legislazione italiana(non come la grecia e l’argentina) , vale la lex monetae, quindi e’ di tutto vantaggio del debitore la svalutazione, anche e soprattutto dei prestiti-mutui a tasso fisso(SAREBBE UNA MANNA…). la ricaduta negativa e’ solo per le nostre banche che dovrebbero essere sostenute o nazionalizzate dallo stato, ma lo dovranno essere in ogni caso dopo gli effetti nefasti di 15 anni di cambi fissi(anzi con l’euro fallisce tutto)….per i mutui a tasso variabile, se l’inflazione e i tassi cresceranno, e’ chiaro che lo stato dovra’ pensare a qualcosa di sostegno…..ma il vantaggio e’ che l’economia e quindi lo stato e le sue finanze si riprenderebbero….ma non solo l’industria, l’agricoltura (le quote latte?), il turismo….per quanto riguarda l’elettricita’ dalla francia, beh, dovranno svalutare forse anche piu’ di noi….la nostra eventuale uscita volontaria dall’euro, e’ chiaro che e’ frenata dalla geopolitica, su questo sono d’accordo….da come l’ ha intesa l’amministrazione Obama, che teme ricadute negative sugli Usa, in fragile ripresa (eufemismo…)in caso di implosione euro…ps che c’entra la Nato con l’euro, ci bombardano?!? Via via….

veleno50
Scritto il 5 settembre 2014 at 20:07

Raccolti 60 miliardi dai fondi nei primi sei mesi 2014 (totale 2013 60 miliardi)il sole 24 ore.il patrimonio ha raggiunto 1460 miliardi euro. siamo straricchi l’italia dorme su una montagna di soldi. bye

dfumagalli
Scritto il 5 settembre 2014 at 22:36

yabadaba@finanza:
La situazione “disastrosa” a mio avviso non è dell’Italia ma del mondo occidentale nel suo complesso.

Continuo a vedere il periodo storico che stiamo vivendo come quello della fine del capitalismo come motore di sviluppo. Le aziende private non possono più garantire piena occupazione. Hai voglia di far arrivare la Troika, che fanno, fanno licenziare 1 milione di statali? Abbassano gli stipendi? Chiudono tutte le aziende, restano solo i debiti, salta tutto il sistema finanziario.

L’importante in questa fase è “tenere”, fare squadra come sta cercando di fare Renzi. Sperando di essere ancora vivi quando avranno capito tutti che i vecchi strumenti non funzionano più. Perfino Shaeuble!

Non funzionerà. L’era industriale non è stata altro che una ri-edizione in chiave inquinante del feudalesimo, solo che al posto dei signorotti c’erano industriali ed altri potentati ed al posto della plebe c’é… la plebe di oggi.

Ora inizia un’era nuova. Questa volta i signorotti non hanno quasi più bisogno dei sudditi per andare avanti. E’ tutto automatizzato e per quello che non lo può ancora essere ci sono miliardi di schiavi quasi a zero costo.

Per cui scordatevelo di vedere l’occupazione tornare ai livelli di una volta, ora la “plebe” sarà lasciata a se stessa, senza teste a comandarli (se non un branco di vacui millantatori politici irrilevanti), senza ricchezza che cade dall’alto su di loro. I risultati potrebbero essere disastrosi, con piccole roccaforti di pura ricchezza circondati da muri e gente col fucile in un mare di gente che si mangia a vicenda.

kry
Scritto il 6 settembre 2014 at 00:06

dfumagalli@finanza,
…….con piccole roccaforti di pura ricchezza circondati da muri …. Devrebbe essere molto bello viverci dentro, voglio vedere come faranno ad uscire, con l’elicottero o ….. http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolae_Ceau%C8%99escu alla fine i muri cadono l’unico dubbio che mi rimane è se ci sarà la possibilità per costruirli. Non siamo più abituati ad aver fame, penso che alla fine come nel girotondo …. tutti giù per terra.

dfumagalli
Scritto il 6 settembre 2014 at 01:03

Per un Ceausesku ci sono 1000 baronetti che se la passano benissimo, in ogni tempo. Alla fine puoi buttarli “tutti giù per terra” ma anche dopo la più perfetta equalizzazione possibile, poco dopo emergono persone più in gamba o anche solo più furbe. E il gioco ricomincia.

paolocogorno
Scritto il 6 settembre 2014 at 01:53

Negazione della Realtà …

Uno dei tratti più comuni nella psicopatia ma anche nella psicosi… si impara a diventare bugiardi, fino a credere alle stesse balle che ci-si racconta, sui giornali, nelle interviste, in TV e purtroppo nelle balle che sostanziano le direzioni legislative. Giustamente Bagnai scrive che i medici uccidono al dettaglio … (se sbagliano) gli economisti (mainstream..) uccidono all’ingrosso senza essere puniti (per ora penso il sottoscritto)… La distruttività dell’essere umano si alleggerisce con la “negazione della realtà” veramente… truly it is…

sd
Scritto il 6 settembre 2014 at 23:50

paolocogorno@finanza,

Buona Sera Sig. PaoloCogorno

Un video che mostra cosa può essere l’essere umano (non consigliato ai minorenni e agli “stomaci deboli”): http://www.liveleak.com/view?i=7fd_1406604477

Non sono un esperto ma la “punizione” esiste eccome…….è la REALTA’ la punizione….la punizione è l’odiera società ed il fututo che si costruirà l’Homo Sapiens Sapiens.
Molto lontano non arriverà……purtroppo per lui.

Per Noi, attuali rappresentanti, dell’essere umano non c’è problema e neanche per quelli del prossimo futuro. Per il resto il TEMPO farà piazza pulita anche se noi non potremo vederlo. Forse potrebbe interessarvi sapere cos’è il tempo: http://www.liveleak.com/view?i=7fd_1406604477 (solo per fare un esempio).

SD

sd
Scritto il 6 settembre 2014 at 23:53

Ho copiato male il link:

Cosa è il tempo? : http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo

è solo un esempio

SD

madmax
Scritto il 7 settembre 2014 at 10:27

Mi spiace deludere tanti commenti professionali, si vuole uscire dalla deflazione con la guerra. E vedrete che ci sarà, che si può fare per fermarla?

mirrortrader
Scritto il 7 settembre 2014 at 11:23

Niente. In caso di guerra accettare uno stile di vita inferiore verrá facile e spontaneo.

yabadaba
Scritto il 7 settembre 2014 at 12:06

Ma pensare che siamo più semplicemente alle prese con la fine di un modello di sviluppo e la ricerca di uno nuovo no? Non vedo rotture traumatiche nel capitalismo dal secondo dopoguerra ad oggi, ne leggo lo sviluppo come un percorso per molti versi scontato.

L’importante è capire che la finanziarizzazione non è la causa della crisi, ma l’effetto della fine di un capitalismo come motore di sviluppo. Come ripartire sarebbe facile, basterebbe capire che oggi stampare soldi (che non costa niente) non porta automaticamente l’iperinflazione di Weimar. E per la guerra non è ancora tempo, verrà ma tra una ventina di anni.

dorf001
Scritto il 7 settembre 2014 at 18:48

aorlansky60,

caro amico, come mai hai tanta paura ad uscire dall’euro? hai paura x niente, è immotivata. il fatto è che sei disattento e non segui i dettagli. spesso fate l’errore di parlarvi addosso, male. perchè non state attenti ai comenti e ai video che voi stessi mandate. pensa che il 1 settembre mi pare, qualcuno ha mandato un video moolto interessante in merito. è la prova provata che già nel 1992 la germania e altri paesi forti, forti ora, non allora, ce la volevano mettere in quel posto. e ci sono riusciti, con la solita complicità dei soliti servi buoni a nulla di politici italiani. guarda questo video del prof. BORGHI e capirai molte cose. https://www.youtube.com/watch?v=PzKiNRhtIXI

e in più, compiti x casa, devi leggere il libro di BAGNAI “il tramonto dell’euro”.

dorf001
Scritto il 7 settembre 2014 at 18:49

aorlansky60,

caro amico, come mai hai tanta paura ad uscire dall’euro? hai paura x niente, è immotivata. il fatto è che sei disattento e non segui i dettagli. spesso fate l’errore di parlarvi addosso, male. perchè non state attenti ai comenti e ai video che voi stessi mandate. pensa che il 1 settembre mi pare, qualcuno ha mandato un video moolto interessante in merito. è la prova provata che già nel 1992 la germania e altri paesi forti, forti ora, non allora, ce la volevano mettere in quel posto. e ci sono riusciti, con la solita complicità dei soliti servi buoni a nulla di politici italiani. guarda questo video del prof. BORGHI e capirai molte cose. https://www.youtube.com/watch?v=PzKiNRhtIXI

e in più, compiti x casa, devi leggere il libro di BAGNAI “il tramonto dell’euro”.

by DORF

dorf001
Scritto il 7 settembre 2014 at 18:51

yabadaba@finanza,

si hai ragione. quindi come io dico ormai da 10 anni, si DEVE usare il metodo che ha inventato GIACINTO AURITI. non c’è altro da fare.

ripassati i suoi video e i suoi libri, sono sul web gratis, e capirai tutto.

dorf001
Scritto il 7 settembre 2014 at 18:56

sd@finanza,

kry@finanza,

amici miei, ma già lo sapete, il fatto è che in itaglia abbiamo una informazione di merda. peggio del burundi. e tanto x ridere, sennò ci tocca piangere, vi copio un articolo di cosa combina ezio mauro il direttore di quella fogna immonda che si chiama repubblica.

ahh SD , dentro nell’articolo c’è anche il tuo video, quello rivoltante dove ammazzano centinaia di persone. di cui non frega niente a nessuno. di certo ezio mauro se ne frega. leggete bene. ma occhio a non vomitare!!!

L’OCCIDENTE PSICHIATRICO DI EZIO MAURO

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

Leggo ieri, sul sito di Repubblica, un editoriale di Ezio Mauro che riesce a riassumere due secoli di paranoia in quattro luoghi comuni.

Mauro ci spiega che esiste l’Occidente e che l’Occidente ha un “nemico ereditario”, l’Oriente.

Egli adopera in modo intercambiabile il termine “Occidente” e il pronome “noi”, e già questo è clinicamente interessante.

Il signor Ezio Occidente precisa comunque di non essere paranoico: è il mondo, spiega, che ce l’ha con lui/noi.

Ci rivela che “l’anima imperiale e imperialista della Russia è eterna e insopprimibile” e vuole bloccare “la libertà di destino dei popoli”.

Poi ci sono i musulmani. Ezio Occidente, parlando del cosiddetto califfato islamico a cavallo tra Siria e Iraq, si chiede se l’Occidente (anzi “la comunità del destino”) abbia

“almeno la consapevolezza che quel pugnale islamista è puntato alla sua gola”.

E si pone l’eterna domanda di tutti coloro che temono la Decadenza dell’Occidente:

“Ma nel momento in cui due parti del mondo lo designano contemporaneamente come il nemico finale e l’avversario eterno, l’Occidente ha una nozione e una coscienza di sé all’altezza della sfida?”

la risposta, per lui è chiara:

” Per questo l’Occidente oggi va difeso, con ogni mezzo, da chi lo condanna a morte.”

Ragionare con i matti, in particolare con quelli paranoici, non è sempre facile, perché richiede che si applichi una regola di buon senso, che si può riassumere così:

1) Se qualcuno dice che Jack lo Squartatore fu colpevole di alcuni omicidi avvenuti nella Belle Epoque londinese, se ne può discutere.

2) Se qualcuno dice che Jack lo Squartatore lanciò la bomba atomica su Hiroshima, ho il diritto di esprimere i miei dubbi, senza per questo diventare necessariamente un difensore del personaggio.

Quindi, premetto che la parte antirussa degli ucraini ha tanti validi motivi per non voler restare nella sfera di Mosca, e non ho particolari simpatie per l’attuale governo russo (e nemmeno per altri governi, se è per questo).

Però constato che nessuno sta cercando di conquistare né l’Ucraina, né l’Occidente: c’è la parte di ucraini – diciamo un terzo della popolazione – che si sente russa che non ha intenzione di farsi sottomettere o cacciare dalla parte antirussa, e in questo godono del sostegno del governo russo.

Il signor Ezio Occidente sappia quindi che i russi non vogliono far abbeverare i loro cavalli nella fontana di San Pietro, al massimo faranno abbeverare le loro Ferrari dai benzinai della Versilia.

Per quanto riguarda l’ISIS [1], non si tratta di una “parte del mondo” – come scrive Ezio Occidente – che ha come “nemico definitivo” l’Occidente. Si tratta piuttosto dell’ennesima tegola in testa agli iracheni, da quando hanno scoperto il petrolio da quelle parti.

Mettere i fatti in ordine cronologico è istruttivo.

A giugno l’ISIS si è vantato di aver fucilato in un solo giorno tra 600 e 3.000 prigionieri iracheni (accusati di appartenere al “criminale esercito safavide”, un termine che mette insieme i concetti di sciita e di iraniano) catturati nell’ex-base statunitense di Camp Speicher.

Tutto in video, ovviamente; e devo dire che è il video più terrificante che mi sia mai capitato di guardare. Lo so che ogni battaglia della Rivoluzione Messicana finiva con la fucilazione finale dei soldatini/contadini prigionieri; e più o meno lo stesso capitava durante tutti i grandi eventi del Novecento, però questa volta i media non hanno la scusa che non ci sono le immagini.

Che cosa ne avrà pensato Ezio Occidente?

Vado su Google: Nessun risultato trovato per “camp speicher” “ezio mauro”.[2]

Evidentemente i soldatini sciiti non fanno Occidente Minacciato.

Per sostenere il governo che avevano installato in Iraq, e perché una nuova guerra ogni tanto ci vuole, gli Stati Uniti hanno in seguito bombardato alcune basi dell’ISIS. Basi, ricordiamo, messe in piedi grazie alla lunga accondiscendenza del governo turco.

Infatti, l’ISIS è il nemico più agguerrito e capace del governo siriano, un governo da anni ormai sotto sanzioni e minacce di ogni sorta proprio da parte dell’Occidente: lo scorso giugno, Obama ha proposto di dare 500 milioni di dollari per addestrare e armare chi sta combattendo contro il governo siriano.

Anche il governo siriano avrà le sue pecche, ma non ha certo mai minacciato l’Occidente.

Solo dopo i bombardamenti statunitensi, è avvenuto il video-omicidio del giornalista Sotloff: il decapitatore ha spiegato chiaramente il messaggio: “un’occasione per avvertire i governi che entrano in questa malvagia alleanza con l’America contro lo Stato Islamico: si tirino indietro e lascino il nostro popolo in pace”; e rivolto a Obama, “Fintanto che i tuoi missili continueranno a colpire il nostro popolo, i nostri coltelli continueranno a colpire il collo del tuo popolo”.

Non esiste, insomma, nessun pugnale puntato alla gola dell’Occidente.

Non escludo che se l’aeronautica americana bombardasse di nuovo una città controllata dall’ISIS, a qualche giovane esaltato potrebbe venire in mente di farsi saltare in aria in un supermercato di Parigi, e sarebbe una cosa sicuramente orribile.

Ma il punto è che l’Occidente non salta per un supermercato che chiude (ne hanno chiuso uno dietro casa mia l’altra giorno, e ti assicuro che l’Occidente respira uguale).

L’Occidente salterebbe, casomai, se non arrivasse più petrolio. Ma anche lì, non c’è da preoccuparsi.

L’ISIS, infatti, pare che viva del petrolio che riesce a vendere. Come tutto ciò che riguarda il Medio Oriente, sarà una cifra un po’ a caso, ma qualcuno calcola che l’ISIS guadagni tre milioni di dollari al giorno grazie proprio al petrolio (e vendono pure l’energia elettrica prodotta dalla diga di Raqqa, che si sono ben guardati dal danneggiare).

Passiamo a guardare la filosofia sottostante alla costruzione di Ezio Occidente.

Lui che scrive e il lettore formano un “noi”, unito dal nemico che ci odia perché il nemico è intrinsecamente perverso: odia la libertà, la pace e probabilmente anche i bambini.

Questa condivisione paranoica permette di spazzare sotto il tappeto tutto ciò che in realtà “ci” divide, a partire dal fatto che lui ha alle spalle Benetton, e io no, ad esempio.

Il nemico viene ingigantito oltre ogni misura: stendiamo un velo pietoso sui disastrati villaggi polverosi da cui il Califfato emana i suoi video, sgozza i suoi sciiti e vende il suo petrolio. Ma anche il PIL di tutta la vasta Russia rimane inferiore a quello della nostra piccola Italia.

La comunità paranoica non è mai dichiaratamente aggressiva: il suo motto è dobbiamo difenderci – dagli slavi, dagli sciiti, dagli ebrei, dagli arabi, dai cristiani, dai serbi, dai musulmani, dai neri che violentano le nostre donne, dagli Invasori di Lampedusa, dagli alieni di Zeta Reticuli… Il “bersaglio“, scrive il direttore di Repubblica, “è questo nostro insieme di valori e questo nostro sistema di vita”.

Una difesa da condurre, come scrive in tono sinistro il nostro (ricordiamo che sta parlando di un vertice della NATO, cioè della massima organizzazione armata del pianeta), “con ogni mezzo”. Ma dietro le parole difensive, Ezio Occidente si lascia sfuggire un concetto interessante. Egli accusa infatti Putin di voler che si “fermi l’America, delimiti l’Europa”. Nessuno osi delimitarci.[3]

Anzi, “la democrazia” (ricordiamo che per il nostro autore, i termini “Occidente”, “Ezio Mauro”, “democrazia” e “noi” sono tutti sinonimi perfettamente intercambiabili) ha un “carattere universale che può parlare a ogni latitudine”. Che è all’incirca ciò che sostengono alcuni a proposito dell’Islam.

I difensori paranoici non sono mai contenti. Lo scarto tra le loro fantasie di trionfo totale e la realtà la attribuiscono in genere a una caduta di morale. Il difensore paranoico vive sempre all’undicesima ora, in cui solo uno scossone potrà risvegliare la Fibra Morale; e quindi cerca avidamente i segni del declino e del pericolo, da agitare confusamente davanti a coloro che vorrebbe appunto risvegliare. E l’articolo di cui parliamo è pieno di preoccupazioni per i dubbi che pervadono un Occidente che invece dovrebbe pensare solo a combattere.

Qui non ci piace giocare con la parola fascismo. Però nella sequenza filosofica che abbiamo esposto, credo che troverete la chiave per capire tante caratteristiche di movimenti che i media chiamano neofascisti.

La differenza però è sempre quella del vecchio detto su chi rapina una banca e chi la fonda.

Ezio Occidente non è Roberto Fiore perché Roberto Fiore non fa il direttore del principale quotidiano italiano.

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebeklerblog.com

Link: http://kelebeklerblog.com/2014/09/06/loccidente-psichiatrico-di-ezio-mauro/

6.09.2014

yabadaba
Scritto il 7 settembre 2014 at 19:14

dorf001@finanza,

Le cose che dico non implicano che sia favorevole alla teoria di Giacinto Auriti. I soldi vanno emessi dalla Banca Centrale, mi sembra che con Auriti io non abbia niente a che fare.

kry
Scritto il 7 settembre 2014 at 20:24

madmax,

mirrortrader@finanza,

Vai prendi tutti i tuoi averi che tieni in banca e spendili.

edmontdantes
Scritto il 7 settembre 2014 at 20:50

kry@finanza,

Grazie Kry,
portroppo prima dovrei averne tanti, di averi, per fare cio´ che dici, mi sono limitato ad evitare come la peste qualsiasi titolo in borsa. Al riguardo della mia banca, mi fido, e´ una Banca Popolare non quotata.
Ho fiducia nonostate tutto neglu uomini nel suo complesso e sopratutto: io speriamo che me la cavo! Come diceva quel bambino nel suo tema.
Un saluto

kry
Scritto il 7 settembre 2014 at 21:30

edmontdantes@finanza,

Un pò difficile insegnare qualcosa al Conte di Montecristo ( già la scelta della banca dice molto come del nick ) …. visto che quando era in prigione si leggeva pure Macchiavelli. Ciao e grazie.

sd
Scritto il 7 settembre 2014 at 21:30

dorf001@finanza,

DORF

Credo che in “certi ambienti” sia inutile parlare di Giacinto Auriti e delle sue teorie monetarie.

Lo conosci il vecchio proverbio “Franza o Spagna purchè se magna” ? con questo ho spiegato quasi tutto……in “certi ambienti” l’importante è magnà e che gli altri si arrangino….comunque la cosa è reciproca anche se in molti la pensano diversamente.

in “certi ambienti” è inutile discutere di Legalità, di Diritto di Libertà Personali e di proprietà della moneta o di chi la deve emettere.

Un saluto

SD

dorf001
Scritto il 8 settembre 2014 at 00:30

yabadaba@finanza,

certo. i soldi vanno emessi dalla banca centrale. e che diceva AURITI? si, ma che sia nazionale o centrale, la banca deve essere pubblica. deve essere una banca del popolo. e i soldi che emette vanno dati no prestati al popolo. si chiama reddito di esistenza. ma tu pensi che i soldi che la banca stampa siano suoi? si? e a che titolo? chi è lei? forse si crede DIO? no caro mio. non è nessuno la banca. deve stampare e dare. il VALORE del deanaro lo crei tu lo crea il popolo, semplicemente accettando il deanaro.

si chima TEORIA DEL VALORE INDOTTO. lo ha scoperto AURITI

qui te lo spiega http://www.youtube.com/watch?v=NQ9q2s2nEGk

se non ti basta leggi pure qui http://digilander.libero.it/onizuka.host/auriti/documenti/Auriti%20-%20Il%20Valore%20Indotto%20della%20Moneta.pdf

il fatto è che tu credi alle teorie delle banche perchè per 40 anni ti hanno fatto fesso. e hai sempre creduto a tutte le balle che ti dicevano.

fai un esperimento. metti draghi su una isola deserta. lui stampa 1000 miliardi di euro. quanto valgono? niente, zero assoluto. con chi li scambia quei pezzetti di carta? con le scimmie? con le tigri? no non valgono nulla. come non vale nulla il sassolino giallo chiamato oro. se gli animali potessero parlare ti direbbero: ma voi umani come mai siete cosi’ stupidi? guardate che i sassi gialli (oro) e i pezzi di carta non potete mica mangiarli, o berli, o respirarli. NON SONO beni vitali x la vita sul pianeta terra. i veri beni sono : cibo, acqua, aria, terra, vestiti, riparo. tutto il resto è un surplus. non è strettamente necessario, e non è un bene reale. quindi se leggerai il pdf qui sopra, capirai che è un bene strumentale, che è una convenzione. in parole parole l’uomo ha provato ad inventare un sitema x facilitarsi lavita.
magari all’inizio il sistema fù onesto. poi però qualcuno volle fare il furbo o il ladro. e inventò la grande truffa. il nome dell’inventore è il capo della famiglia rotschild, quei merdosi schifosi. quelli non muoino mai. difatti dopo più di 300 anni sono ancora qui che ci schiavizzano.

tutto cominciò con questa frase : “Datemi il potere di emettere e gestire la moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le leggi”

Mayer Anselm Rotschild

quindi vedi sono 3 secoli che ce la mettono in quel posto. e il popolo dorme!!!

ma non tutti eh.

toh leggi qua “E’ un bene che il popolo non comprenda il nostro sistema economico e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina”

Henry Ford

e qui “I banchieri possiedono l’intero globo. Toglieteglielo, ma lasciate loro il potere di creare credito e con un colpo di penna creeranno abbastanza moneta da comprarselo di nuovo. Se volete essere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, allora lasciate alle banche il potere di creare la moneta”.

Josiah Stamp

i bnachieri vanno impiccati o bruciati vivi. questo è quello che si meritano, come minimo.

http://www.micheleceo.it/moneta/
tutto cominciò con questa fresae :

yabadaba
Scritto il 8 settembre 2014 at 07:59

dorf001@finanza,

Ma perché perdere tempo in cose che non si realizzeranno mai? Non è meglio pensare a cose realizzabili? L’anarchia mi piacerebbe però so che sarebbe tempo sprecato, quindi non mi ci dedico. Che il sistema bancario sia una truffa lo so anch’io, ma resterà almeno fino a quando sarò morto, quindi cerdo di fare cose realizzabili.

sd@finanza,

Secondo me è un errore sentirsi gli unici illuminati, si guadagna in autoconsiderazione ma in genere non si realizza nulla di quello che si pensa giusto.

dorf001
Scritto il 3 ottobre 2014 at 19:39

renzi e i poteri forti. cosa pensa della valle di matteo renzi. veramente uno spasso.

qui : http://www.tzetze.it/redazione/2014/10/della_valle_attacca_ancora_renzi_e_solo_unoperazione_mediatica/

mirrortrader
Scritto il 14 dicembre 2014 at 22:24

yabadaba@finanza:
[email protected],

Ma perché perdere tempo in cose che non si realizzeranno mai? Non è meglio pensare a cose realizzabili? L’anarchia mi piacerebbe però so che sarebbe tempo sprecato, quindi non mi ci dedico. Che il sistema bancario sia una truffa lo so anch’io, ma resterà almeno fino a quando sarò morto, quindi cerdo di fare cose realizzabili.

[email protected],

Secondo me è un errore sentirsi gli unici illuminati, si guadagna in autoconsiderazione ma in genere non si realizza nulla di quello che si pensa giusto.

ottimo e pragmatico pensiero. Complimentissimi da parte mia. Purtroppo anche io ho passato la fase DORF, ora ne sono quasi uscito (quasi). Una disintossicazione.

dorf001
Scritto il 19 dicembre 2014 at 00:56

una cosa interessante. sulle balle che ci dicono sempre. giornali pezzenti. ma perchè li comprate????

LA DISUGUAGLIANZA GLOBALE E’ IN DIMINUZIONE ! MA I GRAFICI SULLA DISUGUAGLIANZA DICONO ANCHE ALTRE COSE

DI HENNNON MAYER

social-europe.eu

I grafici indicano chiaramente tutto quello che c’è da sapere sul reddito, sulla disuguaglianza e su COME SONO STATI DIVISI, almeno negli ultimi cinquant’anni, tutti i guadagni della crescita economica.

C’è poco da spiegare.

Forse qualcuno ha già sentito parlare di recenti rapporti che dichiarano che la disuguaglianza globale è in diminuzione. Bene, questo è veramente un bell’esempio di come si riesce a esporre dei dati statistici in modo da far capire solo quello si vuole venga recepito dalla popolazione.

E’ vero, la disuguaglianza tra un paese e l’altro è diminuita, ma i veri dati che dovrebbero essere commentati pubblicamente sono altri. Sono quelli che spiegano che cosa sta accadendo alla disuguaglianza all’interno di ogni paese, in altre parole come si è evoluto il sistema della distribuzione della ricchezza nell’ambito di ogni singolo paese. Come funziona il sistema che è sotto il controllo diretto della politica, chi ci ha guadagnato e chi ha perso di più.

E se andiamo a guardare questo schema, non potremo far altro che sbattere la testa al muro, per l’incredulità o, forse, per la rabbia.
Pavlina Tcherneva ha inviato su twitter due grafici estratti da una sua ricerca pubblicata anche su Vox.com. I grafici rispondono a una domanda facile facile :

A chi è andata quella parte di reddito che aumenta(va) ogni anno grazie alla crescita del reddito nazionale?

Questa è la risposta per quanto riguarda gli USA.

Se a qualcuno venisse in mente qualche domanda o credesse che il grafico non possa essere reale, o ritenesse che ci sia qualcosa di fondamentalmente sbagliato in questa distribuzione, beh …. purtroppo questo non è un problema solo degli USA.

Ecco qui di seguito lo stesso grafico che riporta i dati della Svezia.

E’ evidente che c’è qualcosa che non funziona sul serio!

I grafici indicano chiaramente tutto quello che c’è da sapere sul reddito, sulla disuguaglianza e su chi è che si è preso almeno negli ultimi cinquant’anni tutti il guadagni della crescita economica.

C’è poco da spiegare.

Fonte:http://www.social-europe.eu

guardate i grafici. dicono tutto, qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14359

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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