DEFLAZIONE ITALIA!

Scritto il alle 08:03 da icebergfinanza

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Se vi è qualcosa di estremamente fastidioso in questo viaggio a parte l’esaltante esperienza della verità figlia del tempo e della consapevolezza è essere quotidinamente accompagnati da Cassandra e Nemesi, due tristi ma affascinanti dee della mitologia greca.

Nemesi, una Dea venerata da tutti e temuta dai potenti e dai più fortunati che colpiva indistintamente la superbia umana come la prosperità più innocente e modesta, facendole precipitare nell’avversità e Cassandra sacerdotessa del tempio di Apollo con la  facoltà di vedere lontano, prevedeva terribili sventure ma la meledizione era che nessuno avrebbe mai potuto comprenderla.

Cinque anni fa uno sconosciuto blogger condivideva con i suoi compagni di viaggio un’altrettanto sconosciuto fenomeno, la DEBT DEFLATION, ora una palese realtà anche in Italia…

Dieci grandi città italiane sono in deflazione

 

Settant’anni fa, negli anni peggiori della Grande Depressione,  Irving Fisher pubblica The Debt  Deflation, Theory of Great Depressions (1933) completando il suo precedente lavoro dal titolo: Booms and Depressions (1932).  Nel tentativo di riscattare la sua infelice previsione di un “altipiano di prosperità permanente” dichiarato qualche giorno
prima del crollo del 1929, Fisher cercò di dare una spiegazione alla terribile dinamica della Grande Depressione. La sua teoria non è mai stata accolta dalla comunità scientifica, fossilizzata sulla teoria delle aspettative razionali, delle capacità autoregolatrici, autostabilizzanti dei mercati finanziari, comunità che condannò la sua teoria ad una sorta di relativo isolamento.

Se volete conoscere la dinamica troverete la conferma nel nostro libro Viaggio attraverso la tempesta oppure una sintesi recente con un titolo ironico WARNING! IL FANTASMA DELL’INFLAZIONE FUTURA

…” Sono cadute nella trappola della deflazione dieci grandi città, da Torino a Bari passando per Firenze e Roma. I prezzi invece che salire hanno invertito la tendenza, scendendo rispetto ai livelli registrati l’anno scorso. Una notizia positiva per le tasche dei consumatori, ma non in tutti i casi. Quando si accosta a una disoccupazione in ascesa e a un’economia in recessione il risultato è la paura: gli economisti con la mente vanno subito al Giappone, alla crisi che per due decenni ha colpito il Paese.” 

Ma guarda sempre e solo lui il Giappone, la cui storia ci ha permesso di essere gli unici in Italia in tempi non sospetti a comprendere quello che stava accadendo e a condividerlo con in nostri lettori.

Ovviamente ancora di fronte all’inevitabile …

“…mentre la media nazionale a luglio, come conferma l’Istat, si mantiene positiva, anche se ai minimi da cinque anni e a un solo passo dallo zero (+0,1%). Insomma l’Italia non è in deflazione, ma l’allarme è ormai stato lanciato.”

In realtà per un Paese come il nostro ad altro debito la deflazione è devastante!

E ora che ormai la deflazione è palese quasi ovunque nell’ Europa massacrata dall’austerità e del debito disseminato ovunque dalle banche tedesche e francesi, chi si assumerà la responsabilità di questa nuova ondata di panico?

Forse la BCE e Draghi il cui compito obiettivo principale è la stabilità dei prezzi?

BCE: Stabilità dei prezzi: cartone animato per le scuole

Stabilità dei prezzi: obiettivo dell’Eurosistema – 

O meglio Weidmann e la Merkel e le loro assurde paranoie iperinflattive, lontani fantasmi di Weimar?

Ma siccome al peggio non vi è mai fine, mentre il suo maestro Federico Caffè si rivoltava nella tomba abbiamo ascoltato Draghi dichiarare la BCE… non e’ stata l’unica a sovrastimare il tasso relativo ai prezzi al consumo” la causa principale di una cosi’ bassa inflazione e’ dovuta ai prezzi dell’energia e al tasso di cambio.

Non è stata l’unica? Ma è l’unica che ha questo compito, preservare la stabilità dei prezzi, aveva già fatto una clamorosa sovrastima dell’inflazione nel 2008 addirittura alzando i tassi e ora si è ripetuta, ma stiamo scherzando vero.

Mi dispiace ma l’ho scritto in tutte le salse in questi anni, ho raccontato rischi e conseguenze che non tarderanno ad arrivare, ma ovviamente come ricorda il nostro Galbraith

Come sempre nella storia capacità finanziaria e perspicacia politica sono inversamente proporzionali. La salvezza a lunga scadenza non è mai stata apprezzata dagli uomini d’affari se essa comporta adesso una perturbazione nel normale andamento della vita e nel proprio utile.

Come direbbe Alberto Bagnai, peccato che …“Ma onorevole, come mai avendo cominciato così presto, nessuno è stato a sentirla?”

Cassandra preparare le valigie ce ne andiamo, tanto qui il nostro compito è ormai finito!

A proposito di Madame Volatilité e della Francia anche in questo caso la verità figlia del tempo sta per arrivare Francia in stagnazione vede obiettivi di finanza pubblica più lontani  anche se loro e i mercati hanno ancora bisogno di un pò di tempo per comprendere la realtà…

PARIGI (Reuters) – Il governo francese sta preparando l’opinione pubblica ad un altro fallimento nella gestione dei conti pubblici e si prepara a sfruttare la debolezza della crescita economica e dell’inflazione per chiedere più tolleranza ai partner europei.

Parigi ha promesso di dire tutta la verità sullo stato dell’economia dopo la pubblicazione del dato sul Pil del secondo trimestre, giovedì prossimo, che si attende piatto.

La maggior parte degli indicatori fornisce già un quadro plumbeo dell’economia nel secondo trimestre: la disoccupazione è a livelli record, il mercato immobiliare scende ai minimi da 16 anni e la produzione industriale è in declino…

Ah dimenticavo si manca anche la splendida e virtuosissima Germania, ma l’appuntamento è per domani con la storia…

La produzione industriale in Germania e’ cresciuta dello 0,3% m/m a giugno, in netto calo rispetto al consenso degli economisti… Scendono ancora gli ordini all’industria tedesca, a conferma di un secondo trimestre in brusca frenata per l’economia della Germania. Nel mese di giugno, gli ordini sono calati del 3,2%, dopo il declino dell’1,6% di maggio. I mercati si aspettavano un aumento dello 0,9%. Nel secondo trimestre in complesso il calo è stato dello 0,6%…Con un tonfo di quasi venti punti in un mese, crolla la fiducia degli imprenditori tedeschi. E l’indice Zew, che la misura, ha spiazzato anche attese già decisamente pessimiste. È stato poi il ministero dell’economia a certificare in giornata che “il clima economico si è sensibilmente offuscato” e adesso si attende anche un indebolimento della crescita…

Si lo so, lo so anche Voi ci avete provato a condividere quello che abbiamo imparato insieme, ma questo è il nostro destino, Cassandra forever!

 

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie

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16 commenti Commenta
mirrortrader
Scritto il 13 Agosto 2014 at 10:43

Complimenti Andrea per la tua visione avverata.
In deflazione i debiti si ingrossano, e quindi la situazione peggiorerà ancora.

vondune
Scritto il 13 Agosto 2014 at 10:49

Salve, è un po’ di mesi ormai che leggo Icebergfinanza e sento veramente la necessità di complimentarmi con il Capitano. E’ il blog che cercavo da tempo e non riuscivo a trovare… sempre oggettivo, preciso e aggiornatissimo. Questa è informazione! altro che l’immondizia dei siti tradizionali, dei giornali di Stato e delle tv (che non possiedo e mi rifiuto di guardare). Saluti a tutti!

yabadaba
Scritto il 13 Agosto 2014 at 11:04

Andrea, analisi perfette. Ma non mi convinci su come possiamo riprenderci.

C’era un equilibrio quasi perfetto : la forza lavoro veniva assorbita 14% dallo stato, 80% dall’iniziativa privata, 6% da una disoccupazione quasi impossibile da eliminare.

Bene, nel mondo occidentale questo equilibrio non si ripresenterà mai più, sia per la maggiore efficienza del sistema che per la sostituzione della nostra manodopera da parte di quella globalizzata.

Una mia idea su come si può uscirne ce l’ho, ma mi fermerei qui.

Se si pensa che con maggiore efficienza il privato può tornare ad occupare 20.000.000 di persone in Italia si deve cercare di percorrere una certa strada. Se si pensa che sia impossibile, bisogna pensare a qualcosa di diverso.

glare
Scritto il 13 Agosto 2014 at 11:21

Presidente Bundesbank spavaldo: NESSUNA DEFLAZIONE IN EUROZONA

Da Weidmann lezione di economia a Hollande e Renzi: “Diano buon esempio”. Smettano di chiedere a Berlino politiche pro crescita. Facciano le riforme.

PARIGI – L’area euro non corre alcun rischio di scivolare in una fase di deflazione.
È quanto assicura il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, in una intervista al quotidiano Le Monde nella quale sottolinea che per i paesi del club dell’euro non c’è “uno scenario di deflazione”.

L’economia va meglio, ma resta ancora tanta strada da fare. È la diagnosi sommaria che fa il falco della banca centrale tedesca.

Il membro del direttivo della Bce fa un bilancio senza concessioni della politica economica francese.
Secondo lui, Parigi deve smettere di continuare a chiedere a Berlino misure favorevoli alla crescita e dovrebbe piuttosto pensare a varare riforme strutturali interne.

RIDICOLI: CRUCCHI DI GERMANIA…CHE DIO VI FULMINI

dante5
Scritto il 13 Agosto 2014 at 11:43

yabadaba@finanza,

Su questo blog si può citare Alberto Bagnai: http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/il-moltiplicatore-e-i-parvenus-il.html. Lì spiega una cosettina abbastanza difficile da trangugiare: con l’Euro e al punto in cui siamo, neanche le politiche “anti-austerità” non bastano più.

reragno
Scritto il 13 Agosto 2014 at 11:46

Weidmann fa lo sporco gioco di difesa del benessere della Germania. I Tedeschi stanno conquistando l’Europa senza spendere una sola vita umana, ciò che non è riuscito con due guerre mondiali.

Quello che è deprimente è assistere a questo scempio senza che i conquistati facciano qualcosa per difendersi, anzi simpatizzando con il nemico odiato per mezzo secolo.
Il futuro ha i toni di quest’estate al nord: un cupo autunno.

yabadaba
Scritto il 13 Agosto 2014 at 12:02

reragno@finanzaonline,

Solo che al solito hanno fatto male i conti, e perdono anche questa volta..

reragno
Scritto il 13 Agosto 2014 at 12:09

yabadaba@finanza,

Io spero tanto che tu abbia ragione

yabadaba
Scritto il 13 Agosto 2014 at 12:16

reragno@finanzaonline,

Ne sono straconvinto dall’inizio della crisi, questi non hanno capito la natura di quello che sta succedendo, tronfi della forza che al momento da loro l’Euro non capiscono la crisi strutturale che stiamo vivendo, pensano di poterla combattere con le solite vecchie logore armi.

La stessa follia di Hitler che pensava di poter sottomettere tutta l’Europa, dall’Atlantico agli Urali, dal mar di Barents alle coste africane. Obiettivo semplicemente impossibile, anche se avessero conquistato Mosca.

gnutim
Scritto il 13 Agosto 2014 at 15:08

yabadaba@finanza,

peccato che come in guerra gli errori dei generali li pagano soldati e i soldati siamo noi, soprattutto i più indigenti.

Solo che in guerra il pericolo è ben chiaro, oggi la guerra è subdola ed ben nascosta.

Questa pazzia dell’austerità viene via via giustificata grazie alla compiacenza di governi e media.

E il soldato combatte e muore senza saperlo……

dante5
Scritto il 13 Agosto 2014 at 15:15

yabadaba@finanza,

Yabadaba, sono d’accordo, ma deve andare molto male il più presto possibile anche per loro…Tanto da far cadere il governo per calcolo politico della SPD, per intenderci…Infatti la Merkel si ritirerà prima della fine del mandato, ma solo se potrà lasciare “da vincitrice”. In caso di difficoltà a suo giudizio “superabili”, resterà sul ponte di comando fino all’ultimo, nella speranza di tirare fuori “l’arma segreta” che le consenta infine di vincere la guerra (vi ricorda qualcosa?). A questo punto, c’è solo da sperare in un’Operazione Walkiria politica (voi ce lo vedete il gaffeur SPD che ce l’aveva con gli Italiani dopo le elezioni dell’anno scorso “perché avevano votato per due pagliacci” come Von Stauffenberg? Mah…). A quel punto, caduto il governo, i tedeschi potrebbero risvegliarsi dal torpore e dare la colpa all’Euro anche loro…Sarebbe la morte per l’infausta moneta…

yabadaba
Scritto il 13 Agosto 2014 at 15:17

gnutim@finanza,

Lo so, quando vedo il disfattismo attorno dico che i nostri genitori o nonni hanno combattuto le guerre vere, noi questa che sta facendo tanti morti, sia veri che morti alla vita, gente che soffre e non vede prospettive.

Forse va meglio a noi, forse…

yabadaba
Scritto il 13 Agosto 2014 at 15:28

dante5@finanza,

Ci vuole tempo, bisogna avere pazienza. Il primo risultato da ottenere è che la Germania perda i vantaggi che le sono derivati finora dall’Euro. Deve diventare una di noi, perdere la sua baldanza. Penso accadrà, però bisogna essere tenaci, vincere alcune battaglie, altre perderle, però andare verso quella direzione. Deve succedere qualcosa di grosso, una Lehman al cubo.

A quel punto penso che l’Euro potrebbe diventare importante, anche per trattare con gli Usa da una posizione forte. Trattare su come far ripartire l’occidente industrializzato.

Anche stavolta abbiamo capito strada facendo che l’alleanza con questa Germania è sbagliata. La risposta non può che essere di attesa, paziente attesa.

capitan_harlok
Scritto il 13 Agosto 2014 at 16:40

yabadaba@finanza:
dante5@finanza,

Ci vuole tempo, bisogna avere pazienza. Il primo risultato da ottenere è che la Germania perda i vantaggi che le sono derivati finora dall’Euro. Deve diventare una di noi, perdere la sua baldanza. Penso accadrà, però bisogna essere tenaci, vincere alcune battaglie, altre perderle, però andare verso quella direzione. Deve succedere qualcosa di grosso, una Lehman al cubo.

A quel punto penso che l’Euro potrebbe diventare importante, anche per trattare con gli Usa da una posizione forte. Trattare su come far ripartire l’occidente industrializzato.

Anche stavolta abbiamo capito strada facendo che l’alleanza con questa Germania è sbagliata. La risposta non può che essere di attesa, paziente attesa.

SI ti do ragione m secondo me come il sistema comunista marxista è naufragato ,la stessa cosa deve finire e naufragare il sistema liberale filo occidentale chiamalo come vuoi dove un sistema si deve reggere solo sul consumo e sulla crescita , ma che crescita e consumo ottimizziamo le risorse del nostro pianeta perché da qui al 2050 saremo o se noi non ci saremo piu saranno 15, 20 miliardi di persone e che gli daremo da consumare a tutti questi disgraziati , SE NON SI CAMBIERA’ COMPLETAMENTE FAREMO LA FINE DEGLI ABITANTI DELL’ISOLA DI PASQUA, QUELLA E’ LA NOSTRA FINE……

yabadaba
Scritto il 14 Agosto 2014 at 08:16

capitan_harlok@finanzaonline,

Non riesco a mettere sullo stesso piano il comunismo realizzato con il capitalismo come è stato declinato nel mondo occidentale.
Il primo come sistema economico è effettivamente naufragato, non c’è nulla di quelle idee nella Russia o Cina di oggi.

Per il capitalismo direi che ha svolto il suo ruolo, è una cosa diversa. Ha fatto quello che poteva fare, cioè ci ha riempito di beni, merci e servizi di tutti i tipi. Ora deve evolvere, restando come substrato, senza poter essere più motore di sviluppo.
Il capitalismo occidentale oggi riesce a produrre tutto a parte i consumatori.

aorlansky60
Scritto il 18 Agosto 2014 at 08:27

Reragno ha scritto :

“Weidmann fa lo sporco gioco di difesa del benessere della Germania.
I Tedeschi stanno conquistando l’Europa senza spendere una sola vita umana, ciò che non è riuscito con due guerre mondiali.”

Non potrei essere più d’accordo, dato che è una tesi che ho sposato da tempo visto fatti e dati che abbiamo sott’occhio da alcuni anni.

Ai tedeschi chi glielo fà fare di cambiare le regole del gioco, se il gioco volge tutto a loro vantaggio ?

Logico e elementare.

Unica incognita : esagerare nel tirare la corda verso i partners, perchè gli ultimi dati dell’economia tedesca dovrebbero farli riflettere e costituire da campanello d’allarme nei loro confronti. La Germania e i tedeschi non si devono dimenticare che con l’entrata in scena dell’euro essi sono entrati a far parte di un sistema composito che può reggere e prosperare se tutte le compomenti che ne fanno parte godono di buona salute, cosa di cui ultimamente stanno godendo solo i tedeschi.

Un saggio disse un tempo che un regno disunito non può avere futuro; stesso discorso per l’euro, che al momento può contare solo sulla moneta unica ma è privo di fondamenta, dato che non esiste vera unione politica e fiscale nell’eurozona, e questo fattore costituisce un enorme debolezza di fondo.

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