TRA SCILLA E CARIDDI: LA DEFLAZIONE DA DEBITI!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza


 

Mentre euforia e depressione, spesso intrinseche nei comportamenti  comportamenti umani si susseguono nei mercati finanziari che la demenziale teorie delle aspettative razionali definisce “efficienti” noi andiamo a dare un'occhiata a quello che è il rischio maggiore di questa crisi, superiore alla mancanza di liquidità. Ho sempre sostenuto che questa non è una crisi di liquidità ma soprattutto una crisi di insolvenza e fiducia.

Che poi come sostengo da anni meta’ sistema finanziario mondiale andrebbe lasciato fallire e nazionalizzato, questo e’ un’altro discorso.
Per coloro che mi scrivono chiedendomi il significato di "debt deflation" di deflazione da debiti qui sotto ci sono alcuni passi tratti dal mio libro, una dinamica che è la stella polare per comprendere quanto sta accadendo, il tutto amplificato da un manipolo di esaltati speculatori, banchieri e finanzieri che hanno messo in atto la più imponente frode e manipolazione della storia economico/finanziaria mondiale spesso con il sostegno delle lobbies e di una parte della politica.

E' assolutamente necessario nei confronti della storia, perchè alcuni errori, frodi e manipolazioni non vengano più ripetuti, l'istituzione di una Norimberga della finanza.

(…) Settantacinque anni fa, nel passaggio tra Scilla e Cariddi della Grande Depressione, Irving Fisher pubblicò il suo lavoro La deflazione da debiti, teoria della Grande Depressione, nel tentativo di trovare una spiegazione che potesse dare un senso agli eventi drammatici di quel periodo.

La principale corrente odierna di pensiero accademico, il cosiddetto pensiero razionale ( rational expectations hypothesis), che da oltre 30 anni domina con la sua ideologia l’economia, non ha mai, dal canto suo, preso in seria considerazione la teoria della deflazione da debiti, in quanto ritiene che tutto ciò che avviene nei mercati sia razionale (il valore stesso è sempre razionale, e solo uno  shock esogeno può cambiare questa realtà).

La perdita di fiducia è stato il colpo di vento che ha fatto precipitare l’accumulo di neve depositatosi sulla cresta della montagna, ovvero l’eccesso di debito generalizzato. Le fasi della valanga che ne è seguita possono essere così sintetizzate:

1. la liquidazione dei debiti attraverso la svendita dei beni patrimoniali: i proprietari sono costretti a svendere la loro abitazione in quanto non riescono più a racimolare il denaro per pagare la rata del mutuo. Nel frattempo, il valore della loro abitazione scende sotto il valore del mutuo residuo; le banche vedono pertanto crollare il valore dei loro attivi in seguito alle svalutazioni dei beni immobiliari. Gli speculatori debbono a loro volta rientrare immediatamente dai loro debiti svendendo la merce, i titoli acquistati;

2. tutti si affrettano a liberarsi delle proprie case, amplificando la caduta della velocità di circolazione della moneta, ovvero la frequenza media con la quale un’unità di moneta è spesa in uno specifico periodo di tempo;

3. questo provoca un crollo generalizzato del livello dei prezzi e un aumento dell’onere del debito espresso in termini reali (ciò che ieri valeva 100 oggi vale 90, ma il mio debito resta nominalmente 100). Il crollo dei prezzi innesca a sua volta reazioni dannose per l’economia, sia per quanto riguarda il valore delle garanzie, che automaticamente scendono (la mia casa vale 90 mentre l’ipoteca resta 100), sia per quanto riguarda la riduzione della ricchezza (o la sensazione della sua riduzione), che provoca una riduzione dei consumi;

4. la riduzione del valore dei patrimoni, unita a quella delle garanzie, provoca quindi il circolo vizioso dei fallimenti privati e aziendali;

5. e il crollo dei profitti delle aziende;

6. ne consegue l’ulteriore crollo degli investimenti, dei redditi, dei salari, delle pensioni e dell’occupazione che porta a una contrazione ulteriore dei consumi;

7. e a un peggioramento del livello di fiducia nel sistema;

8. che invita, a questo punto, al «tesoreggiamento» (accumulo di liquidità infruttifera, ristagno, parcheggio di liquidità che non rende nulla, in attesa di un ulteriore calo dei prezzi degli immobili) oppure alla «tesaurizzazione» (acquisto di oro), con la conseguente ulteriore diminuzione della velocità di circolazione della moneta;

9. che a sua volta provoca infine un’alterazione dei tassi di interesse (con una riduzione del tasso nominale e un aumento di quello reale).

Così dice in sintesi la teoria della deflazione da debiti di Irving Fisher, una teoria che, insieme all’ipotesi dell’instabilità intrinseca del sistema finanziario elaborata da un altro grande economista, Hyman Minsky, rappresenta, a mio avviso, uno strumento fondamentale per comprendere le dinamiche dell’attuale crisi.

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19 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 10:17

dal momento che oggi la borsa cresce di oltre il 4 %  propongo  un aumento di stipendio di 300 euro mensili  una ruduzione delle aliquote fiscali ,  in pensione a 50 anni ,  medicine gratis per tutti  etc etc

mi pare non faccia una piega !

o ci dobbiamo sempre far  fregare  come polli ?

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 10:36

Montecristo:

Andrea  ma il   debito   degli  Usa   non  è   di   quasi   15   trilioni?  perchè   scrivi  10?

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 10:52

Caro Capitano, vorrei chiarire che il debito brasiliano non amonta a 1.822 miliardi di euro, gira in torno a 650 mila miliardi, diversamente da come viene esposto nel grafico. Non so come hanno calcolato quel numero, vorrei sapere, forse sbaglio io.

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 11:26

Il debito estero inesiste, quello è l'ammontare del debito interno, dove si trovano i titoli pubblici, si deve valutare, anche, il livello di riserve che ha il paese, circa 320 miliardi di dolari.
Eduardo 

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 12:07

Sono sempre più convinto che i dati che ci vengono ufficialmente trasmessi, siano taroccati.Mi ha anticipato Montecristo #2. Anch'io trovo strano che il debito ufficiale Usa siano solo di 10 trilioni di $, anziche i quasi 15 di adesso. D'acccordo è passato un anno, ma il 40% di differenza mi sembra inverosimile in un anno. Senza menzionare il fatto che  il VERO debito degli Usa varia a seconda di economisti "colombe  o falchi" dal 130%  al 180% del PIl. Compreso Fanni e Mac , ecc ecc.

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 16:18

ancora stamane la Consob riteneva insussistenti e marginali le vendite allo scoperto sul ns mercato. Poi arriva una notizia di una possibile azione coordinata delle autorità europee di controllo per impedire lo short selling e piazza affari passa da -2% a + 4%.

Scritto il 11 agosto 2011 at 16:29

Si incominciamo a vedere qua e la qualche piccolo incendio nei cinema dove si trasmetteva cieli blu infiniti…vedi Franco svizzero e co.

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 16:37

vedendo questi mercati ho pensato a quante risate si sta facendo Valentina vedendoci cosi preoccupati ansiosi e stressati

Valentina non ci pigliare troppo in giro
:p

un saluto a tutti

PORTELLO

Scritto il 11 agosto 2011 at 16:41

Grande Portello…e aggiungerebbe non perdere mai la calma qualunque cosa accada! Un abbraccio Valentina

Scritto il 11 agosto 2011 at 19:54

Ben detto Capitano Andrea, non perdere mai la calma.

Ed eventualmente "prepararsi" ad affrontare la Natura Umana in tutti i sui risvolti !!!!!

A chi si interessa di Storia Economica oltre che alla deflazione Giapponese potrebbe interessare anche questo video sull'Argentina……..anche questa è Storia Economica………..e purtroppo Storia Vera.

http://www.youtube.com/watch?v=zAWivIQxuG0&feature=player_embedded

Mettetevi comodi perche il video e abbastanza lungo

Un saluto

SD

Scritto il 11 agosto 2011 at 19:54

Ben detto Capitano Andrea, non perdere mai la calma.

Ed eventualmente "prepararsi" ad affrontare la Natura Umana in tutti i sui risvolti !!!!!

A chi si interessa di Storia Economica oltre che alla deflazione Giapponese potrebbe interessare anche questo video sull'Argentina……..anche questa è Storia Economica………..e purtroppo Storia Vera.

http://www.youtube.com/watch?v=zAWivIQxuG0&feature=player_embedded

Mettetevi comodi perche il video e abbastanza lungo

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 21:00

Scusi Capitano, ma il debito brasiliano? E’ corretto quel numero?
Eduardo

Scritto il 11 agosto 2011 at 21:19

Il pallogramma è in euro

10 Trilion € = 14,x Trilion USD

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 22:05

Scusate, nel post 3 ho scritto 650 mila miliardi invece sono 650 miliardi.
Eduardo

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 22:23

E il punto 10?

Andrea, 75 anni fa il caro Irvin aveva previsto l'attuale presente, fino al punto 9. 70 anni fa risolsero il problema con la guerra, guerra=tutto distrutto debiti compresi  e tutto da rifare. Oggi come ne usciamo? Premesso che non si passa per la guerra ma solo perchè i signori che ci hanno portato qui avrebbero troppo da perderci.
Ciao

Angelo, il mozzo.

Ps: Valentina leggendo il post si sarebbe arrabiata e intristita pensando ai risvolti umani: sofferenza e povertà.

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 22:52

Deutsche Bank taglia l'esposizione ai paesi periferici del 70%, questo si che è fare Banca…ma che bravi, che maestri…loro la deflazione da debiti non sanno proprio che significa…
http://www.reuters.com/article/2011/07/26/deutschebank-sovereigns-idUSLDE76P1G420110726

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2011 at 22:52

Deutsche Bank taglia l'esposizione ai paesi periferici del 70%, questo si che è fare Banca…ma che bravi, che maestri…loro la deflazione da debiti non sanno proprio che significa…
http://www.reuters.com/article/2011/07/26/deutschebank-sovereigns-idUSLDE76P1G420110726

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2011 at 02:16

… post di oggi , semplicemente fantastico…

 

                                      FIORENTINO DISPETTOSO

Scritto il 12 agosto 2011 at 05:20

Si tagliano l esposizione sovrana per quanto periferica sono a leva x oltre 50 e viaciono su un mare di immondizia derivata…grandi i tedeschi

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