LA DEMOCRAZIA SPAVENTA I MERCATI!

Scritto il alle 07:28 da icebergfinanza

Mentre in Italia  non passa giorno che la tecnocrazia e in Europa l’elite finanziaria, non ci ricordino come è assolutamente fondamentale non dimenticare cosa pensano i mercati di noi, vi lascio con questo spunto di riflessione apparso sull’ Linkiesta…

I mercati sono strani. Poverini, si deprimono. Ultimamente  si deprimono per un sacco di (ottimi) motivi, ma l’ultimo – assai stravagante,  lo ammettiamo – ha urgente necessità di un supporto psicanalitico: il pieno  esercizio della vita democratica di un Paese, vale a dire il voto! Questo  aspetto della vicenda, già di per sé significativo, porterebbe a concludere che  forse va ridisegnato il nostro rapporto con l’economia del mondo, restituendo  all’uomo e alla sua autodeterminazione uno scatto di dignità che ora sembra  mancare. Se poi pensiamo che questi stranissimi mercati finanziari ieri si sono  sommamente intristiti perché in Sicilia (Italy) ha vinto un comico, allora  capirete che la faccenda assume tratti anche un po’ grotteschi e  paradossali.

Il nostro Fabrizio Goria ha raccontato in maniera  impeccabile lo stato di smarrimento che si è impadronito degli analisti  finanziari quando hanno saputo che su una delle isole più significative della  Terra si era verificato un vero e proprio terremoto elettorale: mezza  Sicilia non era andata a votare, ma soprattutto più di un terzo di quella che  aveva deciso di esercitare quel diritto si era spesa per la lista di Beppone  Grillo, maledetto comico genovese a capo di un gruppo di facinorosi.

Capite? In quegli uffici lontani dove si decidono i destini del  mondo, il Fattore M5S veniva valutato come decisamente più pericoloso  della mafia (che c’è ancora ma nei lucidi di lorsignori è derubricato a quota  fissa) e nettamente più incidente del vero motivo rivoluzionario che ha segnato  la giornata e cioè la vittoria di un noto omosessuale per la poltrona di  Palazzo d’Orléans. Non era passato che qualche minuto dal risultato del voto  e già quei cattivoni di Fitch avevano tolto alla Sicilia un segno più dalle sue  BBB.

Se l’idea che i mercati abbiano anche un’anima (e una loro  ragionevolezza filosofica) vi sembra una pretesa eccessiva e forse fuori dalla  realtà circostante, è forse importante riflettere su ciò che invece spetta agli  uomini quando decidono dei loro destini sovrani, dei governi del loro Paese, dei  loro rappresentanti, delle aspettative, delle passioni, di quell’idea che  compiendo la fatica del voto stanno esercitando la massima espressione di un  cittadino, di un civil servant. Possibile che questo afflato di democrazia  purissima, debba essere considerato come un possibile pericolo per la comunità  internazionale?

Messi uno in fila all’altro, gli uomini e le donne che hanno  votato per Beppe Grillo sono la perfetta espressione di una nazione.  Certamente tormentata, sommamente indignata, preda di sentimenti anti-casta.  Guardandoli singolarmente, sapendone le storie personali, nessuno s’azzarderebbe  mai a considerarli come la faccia brutta, sporca e cattiva dell’Italia. I  mercati, però, li hanno già bollati come comunità sediziosa perché le idee  separatiste del Capo comico non sono in linea con lo sviluppo dolce-amaro che  Merkel e compagni hanno immaginato per noi. Anche questa è democrazia?

La realtà è che quando i gloriosi analisti del mondo non  intercettano un fenomeno nelle sue pieghe più nascoste, non ne comprendono il  possibile sviluppo, non lo riconducono a una nascita precisa e definita (il tal  giorno, alla tal ora…), ecco che scatta l’allarme contro l’Ignoto, contro quel  fattore destabilizzante non immediatamente avvicinabile a una precisa equazione  finanzaria. Altrimenti, se davvero è la democrazia a essere in gioco, come mai  non sussultarono il bel giorno in cui un pubblico ministero come Di Pietro,  sinceramente distante dai diritti civili degli imputati, si fece scandalosamente  partito? Solo perché nel suo povero programma non c’era neppure un accenno  all’economia e ciò tranquillizzava?

Forse è proprio internet ad aver creato il miracolo. Forse è  la Rete, almeno nel caso del movimento di Beppe Grillo, a essere riuscita  nell’impresa di mettere soggezione ai «mercati», creando quei gradi di  necessaria separazione utili a non essere tradotti dalla grande finanza come  semplici strumenti di analisi.

Oggi un elettore di M5S forse può essere fiero di una  piccola rivoluzione. Essere temuto dai mercati, pur essendo sinceramente  democratico, è un obiettivo che neppure Beppe Grillo avrebbe mai immaginato.  

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/grillo-mercati#ixzz2Ar1g8dSK

E’ la finanza bellezza e tu non ci puoi fare nulla…nulla a meno che non diventi consapevole!

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2 commenti Commenta
perplessa
Scritto il 31 ottobre 2012 at 19:12

non c’è solo grillo in italia, ci sono anche altre iniziative che passano in sordina
http://www.firenze1010.eu/it/

sd
Scritto il 2 novembre 2012 at 14:59

Per Il Cuculo

Matematicamente parlando hai perfettamente ragione, nella fretta ho preso per buoni i “calcoli” fatti dai giornalisti, e dagli economisti…….ma come sappiamo probabilmente questi non sono molto bravi in matematica.

Rifacendo i calcoli in Sicilia ci sono stati il 53% di astenuti, il 18% del 47% al M5S ed il 4% del 47% di schede bianche, per un totale del 64% sul totale degli abitanti della Sicilia.

Bene anzi benissimo, in pratica vuol dire che il Popolo non conta proprio niente e che la democrazia rappresentativa (esiste anche la democrazia diretta) è una fregatura.

Tanti auguri ha chi ha vinto le elezioni in Sicilia e buona fortura a noi comini mortali.

SD

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