CASTELLO DI CARTE, MERCATI E DEMOCRAZIA!

Scritto il alle 02:15 da icebergfinanza

Come un castello di carte, giorno dopo giorno, carta dopo carta, si costruisce la trama di questa crisi finanziaria, una crisi sostanzialmente sistemica, correlata, nata dal regno delle nebbie eterne, quella finanza derivata che sembra essere in grado di sovvertire la democrazia!

" (…) finanza che sembra in grado di sovvertire la democrazia " parole di PAUL_KRUGMAN, uno dei più grandi economisti americani, autore del blog CONSCIENCE_OF_A_LIBERAL pubblicato sul New York Times, così si è espresso Paul al termine di una mia domanda durante il Festival dell’Economia a Trento, nel primo incontro dal titolo “Economie di mercato e ideologie”.

Ho accennato al confronto tra mercati finanziari e democrazia, chiedendo a Paul, qual’è il vero confine tra la mancanza di trasparenza dei mercati finanziari e la mancanza di democrazia al loro interno, in un ambiente nel quale si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite. Prima di rispondere Paul e Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival, hanno sorriso a lungo, quasi a sottolineare l’importanza della relazione tra democrazia e finanza, tra questa finanza derivata e il concetto di democrazia ovvero trasparenza di mercato, tra questa crisi sistemica e il rischio per la democrazia.

In un’intervista al Riformista, Boeri è molto chiaro, " Questa crisi ci insegna che i mercati vanno regolati, sono dominati da assimetrie informative molto forti e necessitano di una maggiore trasparenza e regolamentazione. "

Krugman ha concluso così: “Non è scritto da nessuna parte che il progresso economico, come pure potrebbe far pensare il fatto che tutti i paesi più ricchi del mondo sono sistemi democratici, porti necessariamente alla democrazia. E dunque il futuro non sta tanto nel PIL pro capite del mondo, quanto nel tipo di persone che vivono in questo mondo”. Il riassunto del suo illuminante intervento, lo potete trovare al seguente indirizzo:

PAULKRUGMAN "Attenti_il_mercato_può_esistere_anche_senza_democrazia!"

Ne riparleremo più avanti, il Festival continua ed Icebergfinanza lo segue per Voi in diretta!

Ora vorrei tornare anche solo per un attimo al nostro castello di carte, castello che nasconde le tre carte, un gioco di prestigio che è anche il gioco per eccellenza usato da tutti coloro che cercano di raggirare i concorrenti con la scusa di una probabile o quasi certa  vincita, una vincita che ha solo il 33,3 % delle possibilità di essere portata a termine, sempre che si sia in grado di seguire lo spostamento delle carte.

Mike Shedlock via Minyanville ci offre una visione della terza onda della crisi del credito in arrivo sulle rive della finanza mondiale.

Parlando del deterioramento delle basi patrimoniali di alcune banche si arriva alla domanda del perchè le istituzioni finanziarie si ostinino a pagare il dividendo e poi uscire sul mercato con obbligazioni a tassi da paesi emergenti intorno all’8 % vedi Citigroup, Merrill Lynch, Wachovia ed altre ancora con la continua opera di diluzione della base azionista, annunciando continui deterioramenti dei fondamentali.

Nessun prospettiva di dividendo, ne ora ne in futuro, quando vedi la base patrimoniale cedere sotto le fondamenta e l’indice BKX in procinto di adagiarsi su uno dei prossimi supporti determinanti. Secondo il professor Sedacca la fase due e tre della crisi del credito è già iniziata con la confessione della banca regionale Keycorp, sotto 75 o 74 o 73 come ci dice Michele di LONGSHORTINVEST nella sua bella analisi sull’indice settoriale BKX, indice che comprende le maggiori banche americane, non importa dove sarà la prossima fermata, come potete vedere dal grafico è al piano di sotto a 60/65 e dopo 60 chissà 40 nel medio termine!

cliccare per ingrandire Thanks to MIKESHEDLOCK

Le rilvelazioni di KEYCORP, le sue previsioni per alcuni prestiti che non verranno rimborsati, suscitano la preoccupazione che le banche regionali hanno sottovalutato il costo di mutui ipotecari potenzialmente insolventi, la revisione della Ohio Bank che lo scorso mese ha quadruplicato la propria previsione di perdita sui mutui si diffonde alle altre banche di credito regionali, dietro il continuo calo dei valori immobiliari.

La bolla del Commercial Real Estate e le sue conseguenze su alcune banche regionali sovraesposte nei confronti del CRE, inventari e eccedenze di abitazioni produranno un rallentamento nei progetti futuri, minori centri commerciali in quanto i consumi si contraranno inevitabilmente, in seguito ad un incremento della disoccupazione.

“We’ve got a real problem. And I do think we need to have more activist approaches. And I think it will be something we need to be honest with the American public about. We do need more intervention. It  probably will cost some money.”

Inoltre Sheila Bair aggiunse….. Regulators are “increasingly concerned” about the risks posed by high concentrations of commercial real estate loans at banks, especially at financial institutions with between $1 billion and $10 billion in assets. 

Non importa dove scenderà l’indice BKX, basterà ricordare che il settore finanziario incide per circa il 25 % dello S&P500 e i suoi utili o le prospettive d’utile verranno spazzate via nei prossimi anni. Importante è inoltre dare un’occhiata anche al grafico delle banche regionali, strettamente legate al Commercial Real Estate a differenza dei big di Wall Street e in misura locale agli Helocs delle famiglie americane, un’impostazione grafica migliore, sino a quando……

Certo la crisi finanziaria è finita, lo sussurrano le onde del mercato, dolci onde che portano il canto delle sirene, ma il fenomeno subprime è solo la punta di un iceberg di dimensioni inimaginabili, questa è sostanzialmente una crisi di fiducia, non mi stancherò mai di ripetervelo, mancano ancora troppe ode di varia dimensione in arrivo, FORECLOSURES, LBO, CRE, CREDIT CARDS e un sussurro infinito MONOLINES!

Resta ancora l’incognita europea, la reale portata della crisi in Europa, visto che anche in Inghilterra i prezzi delle abitazioni non sembrano scherzare….

May 29 (Bloomberg) — U.K. house prices fell in May by the most in at least 17 years as the shortage of credit starved the property market of buyers, Nationwide Building Society said.

The price of an average home dropped 2.5 percent from April to 173,583 pounds ($344,000), Britain’s fourth-biggest mortgage lender said today in a statement. That’s the biggest drop since the index started in January 1991. From a year earlier, prices fell 4.4 percent.

….una sfiducia che continua inesorabile a riflettersi nei tassi interbancari, quell’euribor che non vuol mai scendere, testimone di una totale e persistente crisi sotterranea.

Il TELEGRAPH giornale solitamente ben informato ci segnala che i mercati del debito in America ed in Europa lanciano segnali di avvertimento, ancora una volta, sollevando il timore di una nuova ondata di crisi. Il costo delle copertura contro il default di Lehman, Merrill e altri big sono aumentati nelle ultime due settimane, libor e euribor in tensione.

Per Lehman si parla di un revival dai 130 di fine aprile ai recenti 247 nei credit default swap spread, come ci fà notare John Hussman nella sua ultima fatica dal titolo A_CLUE_FROM_CONTANGO!

Anche MERRILL LYNCH non scherza, non scherza affatto! Resta sempre una speranza, il terzo livello o il fondo dell’oceano dove nascondere ogni struttura derivata, ogni bond strutturato.

 

Nel frattempo si nota un certo movimento sulle rive della Federal Reserve una nuova politica all’orizzonte, un’improvvisa strambata in tutt’altra direzione ed intanto il governatore Mishkin si ritira in agosto, sostenitore ad oltranza del monetarismo alla Friedman e il buon William Poole in pensione da marzo, rilascia dichiarazioni sconcertanti a Bloomberg:

"It is appalling where we are right now," former St. Louis Fed President William Poole, who retired in March, said in an interview. The Fed has introduced "a backstop for the entire financial system."

" E‘ semplicemente spaventoso dove ora noi siamo, un autentico backstop per l’intero sistema finanziario…."

….e Fisher sollecita un ritorno alla politica monetaria in senso restrittivo per combattere la stagflazione o stagdeflation a seconda dei gusti.

Nel frattempo circa 34 miliardi di dollari di perle ALT-a cartolarizzate nella prima metà del 2007, ovvero il 14 % dell’intero universo ALT-a S&P’s tornano in territorio negative credit e molte classi valutate AAA sentono il vento contrario oltre ad un certo numero di banche americane che provvedono a decretare la fine di qualsiasi prestito di derivazione immobiliare ed in maniera particolare di quelli di natura patrimoniale riferiti al valore delle abitazioni.

Valore delle abitazioni che secondo l’ ECONOMIST nei loro prezzi nominali starebbero sviluppando una caduta superiore di intensità persino alla Grande Depressione!

 

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41 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 maggio 2008 at 11:52

Non esiste democrazia dove non c’è informazione, dove non c’è trasparenza.
Finchè l’interesse particolare dei grandi gruppi di potere, che gestiscono spesso l’informazione, prevarrà sull’interesse di tutti, e con questa sperequazione, e con l’inganno, come volete che vadano le cose? vincitori e vinti, anche se poi ci si nasconde dietro ideologie, vedi quella mercatista, che dovrebbe mettere tutto a posto da sola, nonostante l’uomo, ahimè.
Allora che ben vengano le crisi sistemiche, a purificare l’aria e ad allertare le menti addormentate dei più.
E ben vengano persone come Andrea, che ci aiutano a costruire un futuro migliore, per tutti.
Il cambiamento parte da noi, da una domanda in più che ci facciamo, per esempio.

I cinesi dicono “Un lungo viaggio comincia con un piccolo passo”.

S.man

utente anonimo
Scritto il 30 maggio 2008 at 16:00

Filosofia del trader:
Un grande quadagno inizia da un piccolo guadagno, una grande perdita inizia con una piccola perdita. :-) M.

o come diceva mio zio bancario..

Anche i 100 lire fanno il milione :-)

utente anonimo
Scritto il 30 maggio 2008 at 16:26

Vero M.
In borsa chi si accontenta guadagna di più.
Mai farsi trascinare dall’avidità o dalla paura, che è il suo contrario.

S.man

utente anonimo
Scritto il 30 maggio 2008 at 17:11

chi gioca in borsa è già schiavo del denaro

utente anonimo
Scritto il 30 maggio 2008 at 20:18

per 4.
ho dovuto perdere tutto ,per non essere piu schiavo del denaro , e per finalmente essere padrone di me stesso.

Ora, toccando ferro, terrorizzato dall’avidita, male incurabile dell’uomo, vado avanti nel mio lento cammino di speculatore accorto e vincente, fidandomi solo di cio che mi dicono i grafici giorno per giorno.
M.

utente anonimo
Scritto il 30 maggio 2008 at 20:46

io faccio così : spendo tutto quello che guadagno e sono felice, niente oro niente azioni niente obbligazioni perchè mai dovrei investire il denaro quando da molta più soddisfazione spenderlo ! così non ho pensieri visto che a lungo o medio o breve termine si muore io vivo vivo vivo. La vita va assaporata.

utente anonimo
Scritto il 30 maggio 2008 at 23:49

per 5
Nota 10 al tuo commento!!!
forse il + geniale,il + sincero e il + realista che ho mai letto in qualsiasi posto del web.
Non lo dico ironicamente.
Pure io mi firmo con M.
Michele

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 01:20

6..non è necessario spendere per vivere e assaporare la vita
i soldi semmai la rovinano solamente la vita

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 02:16

grazie michele.
Cio che scrivo mi è costato tanti anni di sacrifici.

Ora ti saluto, non verrei nascesse in me un sentimento di vanità, il vero nemico del trader.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 02:31

ho visto ricchi poveri , e poveri ricchi.
Il denaro non è un problema, in quanto strumento utile. Il problema è diventare schiavi del denaro, saper controllare lo strumento denaro.
Purtroppo il denaro è spesso amplificatore amplificatore di vanità( ovvera una manifestazione esteriore di debolezza interna).
Il denaro in questa società e diventato una malattia, ma in giuste dosi, come tutte le cose, è benefico.
O almeno questo è il mio pensiero.

I bancari graficamente sembrano messi veramente male, chissa cosa succederà.
Sara il domani, giorno per giorno, a dettare il futuro, in sintonia o no col movimento attuale.
M.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 02:38

bancari in usa.
M.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 08:45

I SOLDI SE LI GUADAGNI ONESTAMENTE E LI SPENDI PER IL PIACERE DI VIVERE, DAI RETTA A ME, FANNO SOLAMENTE BENE !

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:01

…..non capisco per quale motivo si debba investire il denaro, per farne cosa poi ? per la vecchiaia ? per i figli ? perchè un giorno servirà ? la nostra vita finirà e noi …. donate il vostro denaro a chi non ne ha o spendetelo avari…..

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:03

investite in oro mercanti farabutti !

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:03

13 te sei saggio

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:40

L’avidità non ama che il denaro, cosa non certo tipica dei saggi; questa forma di avidità è simile ad un veleno mortale; illanguidisce il corpo e l’animo dell’uomo è sempre inesauribile e insaziabile, a chi non basta, ciò che basta, non basterà mai cosa alcuna ??? L’ oro luccica in bocca agli stolti e peccatori !!!

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:42

Hai visto gli zingari quando sorridono ?????

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:46

L’ oro ruba l’anima.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:48

Chi non s’appaga del guadagno onesto, perde, pur se furbo, manico e cesto.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 09:58

Hai ragione 16 …. e te lo dice uno che è avaro …. spero un giorno di liberarmi presto di questo veleno che per anni mi ha tenuto in catene.

Un giorno sarò libero …. e navigherò senza catene trascinato dal vento nell’ oceano della vita.
Non vedo l’ ora di assoporare il vento di libertà…

Noto ben volentieri che la nave di Andrea è piena di marinai e di stive di vera umanità ….

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 10:02

L’oro altro non è che liquidità solidificata.
M.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 10:03

I derivati di oggi = Vapore, fumo, liquidità in fumo.

Scritto il 31 maggio 2008 at 10:11

.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 10:12

Quello che dite è vero per qualunque possesso da cui si è dipendenti, non in termini materiali, come il denaro, che è necessario, ma in termini per così dire spirituali. Il problema non è il denaro, ma l’uomo, sempre.
Quelli che disprezzano i soldi e il loro possesso evidentemente ne hanno avuto sempre abbastanza.

Non date troppo addosso agli avidi, già pagano per quello che sono, e sanno benissimo che hanno un problema, almeno lo spero per loro.
Un problema secondo me spesso di tipo “affettivo” che compensano con la bramosia di qualcosa che evidentemente non basta mai.

Un caro saluto a tutti.

S.man

Scritto il 31 maggio 2008 at 10:18

La vera ricchezza si conquista continuando a togliere, e non aggiungendo.
E piu facile che un cammello passi per una cruna di un ago, che un ricco vada nel regno dei cieli, disse qualc’uno molti anni fa..

Il regno dei cieli puo essere qui e ora..
Ma Per alzarsi in volo bisogna lasciare le zavorre materiali.
Non serve essere eremiti, ma distaccati dal materiale, controllarlo ma non esserne controllati.

Si puo essere leggeri anche con milioni di dollari nel cassetto.

Personalmente credo che Steve Jobs (ma potrei benissimo sbagliare) sia un buon esempio.

M.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 10:29

Ma mai possibile che nessuno si ricordi cosa ha detto Gesù e proprio in questo blog si parla di solidarietà e poi si consigliano investimenti in oro ?????? ma sarai mica matto te, con questo veliero. Capitano ?!

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 10:37

Forza ciurma !!!!! Ammutinamento !!

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 10:37

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Grazie per avermi messo davanti un grande personaggio ….

Vi ringrazio cmq specialmente M. per quello che dici …. e dico sul serio
Un giorno ti ripeto sarò libero anch’ io e finalmente come dici te prenderò il volo

Scritto il 31 maggio 2008 at 10:55

vi lascio questo scritto…
è molto bello e interessante.

Un amico mi ha inviato il testo di un discorso tenuto il 12 giugno 2005 da Steve Jobs, boss e fondatore di Apple, ai neolaureati dell’Università di Stanford.
Ci sono diversi bei passaggi, quindi ho pensato che poteva farvi piacere leggerlo.

Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle
migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire
la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata.
Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di
eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull’unire i puntini.
Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a
frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare
veramente. Allora, perché ho mollato?
E’ cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione.
Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e
fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla
nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero
all’ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa,
ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: “C’è un
bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero:
“Certamente”. Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo.
Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accetto di farlo,
mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno
altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori
finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a
vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto
fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo.
Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano
messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e
avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile
all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori
decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college, potei
anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai
invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel
dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei
amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola
vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare.
Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia
attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare
Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la
mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi
faccio subito un esempio.

Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del
Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni
poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie
meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei
seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che
imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che
dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una
stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non
è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui
assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una
applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci
trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo
utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una
meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e
non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe
probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o
font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il
Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con
quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a
frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non
avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente
all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il
futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo
unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche
modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa –
il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo
tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la
differenza nella mia vita.

La mia seconda storia è a proposito dell’amore e della perdita.
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia
vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori
quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e
capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose
sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi
tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato
cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob
Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato
un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di
scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a
crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi
con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple
era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del
successo era stata rim
piazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un
debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti
consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT e poi
un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa
che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il
primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di
animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli
eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia
sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene
e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato
licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un
mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa
che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho
fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro
che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della
vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello
che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo
troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano
a mano che gli anni passano. Perciò,…

Scritto il 31 maggio 2008 at 10:57

Perciò, continuate a cercare sino a che non lo
avrete trovato. Non vi accontentate.

La mia terza storia è a proposto della morte.
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se
vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai
ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono
guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo
giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni
qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è
qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai
incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose
– tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di
essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte
all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante.
Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare
di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete
già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la
scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire).
Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello
che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo
significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per
la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a
dire i tuoi “addio”.

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi
è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando
un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini
per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio
tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che
quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato
a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas
molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento
chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che
sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso
posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la
morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi
dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di
qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere
seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il
rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più
importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la
vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente
diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The
Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e
Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine
degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing,
quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’
stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che
ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti
chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età.
Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di
campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare
l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano
le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il
loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre
augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova
vita, lo auguro a voi.
Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 11:10

Grazie M. !

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 12:28

Grazie infinite, e grazie infinite a tutti per condividere quello che siete, qualunque cosa siete.

S.man

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 13:57

E’ andata bene cmq a Steve … ma non sempre … nella vita … va bene !

Scritto il 31 maggio 2008 at 14:10

Noto con piacere una pulsione continua di umanità che va oltre la scienza triste e l’arida finanza, sento parlare dell’uomo e della sua stessa essenza, momenti di riflessione che possono scendere ancora più in profondità, ecco dove amo dirigere la mia rotta, umanizzare la scienza triste, ovvero l’economia e riportare la finanza agli albori della sua nascita, finanza al servizio dell’economia, finanza tradizionale!

Per quanto riguarda l’ oro nessuno lo consiglia, nessuno è obbligato ad investirvi i propri risparmi, si tratta solo di una via contro l’inflazione ma non è la sola, per la felicità esiste anche la via Maestra, date e vi sarà dato, una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

In fondo non serve ammutinarsi, ognuno è libero di scegliere e percorrere la strada della sua Vita, questo non è l’unico veliero che solca l’oceano, nell’oceano dell’Umanità, ve ne sono di bellezza infinita, che risplendono di una luce che viene dall’essenza stessa dell’anima, uomini e donne che vivono la loro vita quotidianamente con la tensione verso l’altro, il rispetto e il confronto, pur nelle difficoltà della nostra natura umana, uomini e donne che nella loro semplicità, senza rumore sono le fondamenta stessa di un futuro migliore.

Ciao, Andrea

Scritto il 31 maggio 2008 at 14:46

Analisi impeccabile e purtroppo vera.

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 17:16

Oggi ho cercato questa parola ” consumismo” e vorrei farvi riflettere su questra fase : (trovata su wiki)
Il problema è che, con il trascorrere delle generazioni, noi occidentali ci siamo convinti che il benessere e la tecnologia siano “naturali”: ovvi come il sorgere del sole, gratuiti come lo scorrere dei fiumi. E su questa credenza, che è scientificamente assurda, irrazionale come la più arcaica delle superstizioni, si poggia tutto o quasi il nostro quotidiano, tutta o quasi la nostra politica. Siamo riusciti (scelleratamente) a rendere occulti i costi, i guasti, i rischi di un sviluppo che poggia, invece, su un prelievo sempre più massiccio e scriteriato di risorse limitate. (Michele Serra)

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 18:52

Volevo rispondere a chi dice di non inseguire i soldi, etc. Purtroppo io sono uno dei tanti milioni di italiani che fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese, e per permettersi una sola settimana di vacanza al termine di un anno di lavoro. Credetemi, ogni volta che arriva la posta è una bolletta, e un altro giorno triste. Anche l’amore va a farsi friggere, perchè non puoi andare più al cinema perchè quei soldi meglio risparmiarli, ma non per accumularli, ma per pagare la benzina, il gas, il telefono, la luce. Putroppo credo che al di sotto di una soglia di reddito i soldi sono davvero importanti, e diventano il centro dei discorsi. Non vi dico quando c’è una spesa imprevista, una visita medica, o un tubo che si rompe, lì è la fine, e sfido chiunque ad avere la voglia di coccolarsi o di coccolare la propria moglie. E tutto questo per questi maledetti soldi!

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 20:16

Coccolarsi è rimasta l’unica cosa che non costa nulla è gratis, basta essere innamorati (entrambi).

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 20:23

Senti, vendi l’auto e prendi l’autobus al cinema non andare non ne vale la pena credimi, il tubo si romperà mica tutti gli anni e le visite mediche falle all’asl tanto è uguale e con quello che hai risparmiato compra a tua moglie una catenina d’oro che ti ricompenserà con un pò di coccole, poi quando l’oro andrà a 1100 dollari la vendi e vai in vacanza due settimane. promotore abi

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 20:26

Ma Michele Serra hai finalmente venduto il suv ?

utente anonimo
Scritto il 31 maggio 2008 at 21:04

per 37.

Sono d’accordo.
I soldi per me sono come il cibo.
Sotto una certa soglia non va bene, si muore, si sta male.
Un po di abbondanza non dispiace.
Troppo cibo e soldi, creano malanni, malattie, nuovi problemi .
Ci Vulore equilibrio nella vita, in tutto, nulla fugge da questa legge.
M.

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