MERCATI E FILOSOFIA!

Scritto il alle 22:42 da icebergfinanza

Ho voluto condividere con Voi questo pezzo apparso sul sito Project-syndicate, tradotto da Fabio Galimberti per il SOLE 24 ORE,  ad opera di un gestore di hedge fund, "filosofo" che nel suo argomentare riassume in maniera quasi esemplare quelli che sono i problemi reali ( molti altri sarebbero da evidenziare ma noi gli abbiamo già intravisti insieme )  di questa crisi, che io ho già evidenziato in grassetto.

 Io, filosofo, gestore di hedge fund   di Daniel Cloud

PRINCETON UNIVERSITY  


Per capire come siamo andati a infilarci in questo ginepraio economico, le complicate spiegazioni su derivati, regolamentazione insufficiente e così via non centrano il punto fondamentale. La migliore risposta è semplice e antica al tempo stesso: tracotanza.
Nella moderna economia matematica, molte persone nel mondo ricco hanno deciso che finalmente eravamo riusciti a escogitare una serie di strumenti scientifici capaci di prevedere efficacemente il comportamento umano. Dopo aver consegnato il socialismo scientifico al riposo eterno, alla fine della Guerra fredda, ci siamo subito ritrovati avvolti nelle spire di un’altra Scienza dell’uomo.
Le nostre convinzioni non nascevano da qualche esperimento nuovo o da qualche osservazione casuale, come succede per le vere rivoluzioni scientifiche. Gli economisti di solito non conducono esperimenti con soldi veri, e quando lo fanno, com’è successo nel caso del premio Nobel Myron Scholes messo alla guida del Long Term Capital Management (Ltcm), i rischi spesso superano i benefici (una lezione che a quanto sembra ancora non abbiamo recepito).
Il vero fattore all’origine di quella trasformazione della scienza economica che ha portato al disastro è stato il semplice fatto che ormai ci si poteva permettere di dire certe cose in pubblico senza conseguenze. Alcuni tra noi credevano sinceramente nella fine della storia. E d’altronde non puoi avere una società ultima, utopica, senza avere anche una teoria scientifica ultima del comportamento umano, più una manciata di scienziati pazzi o philosophes a sovrintendere al tutto.
Il problema è che tu puoi formulare queste nuove teorie nel modo più "scientifico" possibile, ma questo non le rende più vere. Il capitalismo, tra le altre cose, è una contesa individuale per il controllo di risorse scarse. Gli strateghi militari sanno da secoli che non esiste, e non può esistere, una scienza ultima della guerra. In una contesa reale su questioni che contano veramente, dobbiamo partire dal presupposto che abbiamo di fronte avversari pensanti, che possono vedere di noi cose che nemmeno noi vediamo. Per fare un esempio, se, conoscendo il modello che sta dietro a una certa politica, si possono realizzare dei profitti (un esempio sono i modelli usati dalla Federal Reserve), prima o poi i capitali convergeranno in massa alla ricerca di quel profitto, al punto che il particolare comincerà a prendere il sopravvento sul generale, com’è successo recentemente.
La verità è che questi modelli sono utili quando sono in pochi a conoscerli, o quando la fede nella loro efficacia non ha raggiunto dimensioni universali. A mano a mano che tutti li accettano e cominciano a puntare su di essi, perdono progressivamente il loro valore di strumenti di previsione.
Forse i mercati un tempo erano abbastanza efficienti, prima che arrivasse la teoria del mercato efficiente. Ma se investire vuol dire semplicemente assegnare i soldi a un indice, la liquidità diventa l’unico determinante dei prezzi e le valutazioni vanno nel pallone. Quando una percentuale consistente degli attori del mercato si limita a comprare un indice, viene meno anche il ruolo del mercato nell’assicurare il buongoverno delle aziende.
La diffusione e il radicamento della convinzione che le bolle speculative sono impossibili è uno dei motivi alla base delle grandi bolle speculative degli ultimi decenni. La nostra fede collettiva nell’efficienza dei mercati ha contribuito a renderli mostruosamente inefficienti.
Nonostante tutto questo, negli ultimi 20 anni gli economisti hanno cominciato a comportarsi come se pensassero veramente di poter prevedere il futuro dell’economia
. Se l’universo non ottemperava ai nostri desiderata non era perché i nostri modelli erano sbagliati: la colpa era di un "fallimento del mercato". Non è chiaro perché, quando i mercati calavano drammaticamente, eravamo sicuri di essere in presenza di un fallimento del mercato, ma quando invece salivano ritenevamo di non aver motivo di cercare di capire che cosa c’era dietro. Né è chiaro perché tutti fossimo convinti che il fallimento della Lctm dopo l’11 settembre rappresentava un grave rischio per il sistema, mentre nessuno pensava che l’isteria per la new economy fosse da annoverarsi tra le bolle.
Ogni volta che è scoppiata una bolla siamo intervenuti a mettere riparo, ma non abbiamo mai pensato a farle scoppiare noi deliberatamente. Il risultato è che i nostri mercati finanziari sono diventati uno schema piramidale. L’azzardo morale, pensavamo, poteva tranquillamente essere ignorato proprio perché è "morale", parola che, come ogni vero scienziato sa, è sinonimo di "immaginario".
Ma il mercato non è la fisica, gli economisti non sono fisici nucleari e l’azzardo morale nella faccende umane è il rischio che conta più di tutti. La convinzione infondata di essere in grado di scrutare il futuro usando la scienza ci ha portati tutti a pronunciare una serie di promesse vincolanti su cose, in quel futuro, che nessun essere umano potrebbe garantire. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche "mentire". Questo grande velo di menzogne adesso si sta lacerando.
I Governi pensano di poter arrestare questo processo attraverso i soldi, ma ci sono diverse ragioni per credere che non funzionerà. Il sistema bancario probabilmente è già al di là del salvabile: molti istituti di credito semplicemente non sono più banche, ma esperimenti di vasta portata che non funzionano come previsto.
Possiamo continuare per un bel po’ a "stimolare" e "salvare" l’economia, ma otterremo solo di rimandare il necessario aggiustamento, fino a quando saremo costretti a lasciare che l’indispensabile distruzione creativa faccia il suo corso.
Ma non è questo il vero problema. Il vero problema è l’ideologia pseudoscientifica che è alla base della crisi odierna. Una scienza dell’uomo ultima non ha spazio per una ripresa imprevedibile e non programmata, che è il solo modo con cui un’economia capitalistica è in grado di ripartire dopo una crisi di tale portata.
Se rimaniamo avvinghiati alla falsa sicurezza di una presunta scienza che non funziona e ci dimentichiamo della filosofia che vi sta dietro, di concetti come la responsabilità personale e il diritto di fallire, i nostri leader, molto scientificamente, non ci porteranno in dote nessuna ripresa.
Copyright: Project Syndicate 2009
(Traduzione di Fabio Galimberti)

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39 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 17 aprile 2009 at 23:29

Icerbergfinanza è sempre parecchie spanne avanti, le stesse riflessioni del “filosofo” gestore, della prestigiosa Princeton, etc, erano illustrate sul blog parecchio tempo fa ( febbraio 2008)…
http://icebergfinanza.splinder.com/post/15974603

piccolo contributo al florilegio ( “calendimaggio”…) di catastrofismo…

1) Il Nobel Stiglitz ( inchino!): “The Obama administration’s bank- rescue efforts will probably fail because the programs have been designed to help Wall Street rather than create a viable financial system..

“All the ingredients they have so far are weak, and there are several missing ingredients… The people who designed the plans are EITHER IN THE POCKET OF THE BANKS OR THEY ‘RE INCOMPETENT…”

(da leggere tutto:
http://bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=ahnPchOxZMh8&refer=home )

2) un sussulto di sincerità di Ben Bernanke, uno dei più grandi delinquenti economici della storia, la cui azione criminogena sarà associata sui libri di economia al suo grande mentore e precursore, Mugabe (Zimbabwe ):

“the collapse of U.S. lending will probably cause “long-lasting” damage to home prices, household wealth and borrowers’ credit scores….”
http://bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=arpJXeelvfY4

3) alcune recenti previsioni di quei Pierini ( mercenari…) del GEAB:

Summer 2009: The international monetary system’s breakdown is underway
The perspective of a US default this summer is becoming clearer as public debt is now completely out of control with skyrocketing expenses (+41%) and collapsing tax revenues (-28%), as LEAP/E2020 anticipated more than a year ago. In March 2009 alone, the federal deficit has nearly reached USD 200-billion (way above the most pessimistic forecasts), i.e. a little less than half of the deficit recorded for the entire year 2008 (a record high year)…

When China prepares its « Great Escape » from the dollar-trap for the end of summer 2009
LEAP/E2020 believes that the next stage of the crisis will result from a Chinese dream. Indeed, what on earth can China be dreaming of, caught – if we listen to Washington – in the “dollar trap” of its USD 1,400-billion worth of USD-denominated assets? If we believe US leaders and their scores of media experts, China is only dreaming of remaining a prisoner, and even intensifying the severity of its prison conditions by always buying more US Treasuries and Dollars…

While the G20 dances, the United States sinks deeper into the crisis
LEAP/E2020’s team considers this summit was a TRAGIC FAILURE because it completely failed to address the three key questions that we recommended to put on top of the agenda. According to our anticipations, this summit has therefore not triggered the process leading to a short (3 to 5 years) and controlled crisis. On the contrary, it contributes to intensify all the trends leading to a decade long tragic crisis. The window of opportunity to change the course of events is narrowing, to a point when only a miracle could reverse the trend…

Price of gold: the paradox is revealed:
All over the planet we are witnessing for months a paradoxical phenomenon which the press has widely echoed: because of the crisis, investors fled most categories of assets (real estate, stock market, currencies, commodities …) and many of them have invested a portion of their portfolio in gold, even causing shortages of coins or bullions in many markets. Yet, and this is the paradox, the price of gold is not taking off from a medium rate of 900 USD / ounce…

http://www.leap2020.eu/Excerpts-and-public-announcements_r41.html

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 17 aprile 2009 at 23:38

vorrei vedere tutti questi filosofi alle prese con il governo delle cose di questa terra.

Stefano – Latina

Scritto il 18 aprile 2009 at 08:35

Hai ragione Stefano non si vive di sola filosofia ma a quanto pare il materialismo e la finanza sono in grado di distruggere qualsiasi forma di economia pura sottolineo pura.

E spesso in questi momenti quando siamo di fronte alle macerie di un sistema……ops scusate a delle case pericolanti puntellate in tutte le maniere possibili alle volte il tempo ci riconduce alla nostra anima, alla nostra capacità di filosofare, di trovare nel fondo del pozzo l’essenza della vita.

Però non basta, se troverò tempo e modo cercherò di impostare un post che proponga delle soluzioni concrete, anche se sono due anni che vi propongo alternative per la Vostra vita, non per la scala esponenziale di questo sistema che deve tornare indietro, non certo alla candela o alla morte per tetano, ma indietro su una strada sostentibile accompagnato dallo sviluppo e dalla ricerca, dalla innovazione e dalla creatività umana che non diventi tracotanza pura o esaltazione collettiva.

Nelle difficoltà di questo tempo le reti di economia solidale sostengono il tessuto sociale ed economico, più di quanto siate in grado di percepire, ma questa è un’altra storia ognuno giustamente ha la sua sensibillità, viene da una sua storia, da mille esperienze e solo il confronto e la voglia di confluire in un progetto di mille pensieri e proposte per il futuro, dove la verità e la democrazia impera, più portarci di nuovo a riprendere la via del mare!

A presto Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 08:40

Stefano #2 ma cosa vuoi governare……..fatti gli affari tuoi.

Grande articolo Capitano Andrea, proprio così TRACOTANZA hai letto Stefano!! (ho molti dubbi che abbia letto)

SD

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 09:35

DEBT DEFLATION
Tracotanza ed irresponsabilità ci hanno portato alla debt deflation ed alla “indispensabile distruzione creativa, malgrado i soldi (altri debiti!) dei governi”, perchè non dimentichiamolo, la finanza non è una scienza (bolle), ma l’economia si.
Oggi, come dice Krugmann, sui mercati vediamo il classico rimbalzo del 18* mese (a metà crisi) come nel 29 e come, aggiungo io, nel 2001 dopo l’11 sett.
La filosofia è importante (etica, responsabilità, rispetto dell’uomo e della natura), ma non dobbiamo confondere l’economia (che è una scienza) con la finanza “creativa”.
Pertanto io non chiamerei quello che è successo “economia matematica”, ma finanza matematico-quantistica.
ANDREA COSA NE DICI?

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 10:22

Fonte wikipedia copia e incolla
« Finanza (s.f.): l’arte o scienza di gestire redditi e risorse per il massimo beneficio del gestore »
(Ambrose Bierce, Il dizionario del Diavolo)

La finanza è la disciplina che studia processi con cui individui, imprese, enti, organizzazioni, e stati gestiscono i flussi monetari (raccolta, allocazione e usi) nel tempo. Essendo definita l’economia come “la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione”, la finanza, analogamente, è “quella scienza che studia le modalità di allocazione del denaro tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione””.

Si distingue tra:

finanza personale, che concerne i debiti e crediti che fanno capo agli individui,
finanza aziendale che si occupa della ricerca e dell’impiego delle risorse finanziarie da parte delle imprese,
finanza pubblica, riguardante le tematiche della ricerca e dell’impiego di risorse finanziarie da parte della pubblica amministrazione,
finanza internazionale che tocca il tema dei flussi di denaro scambiati tra paesi (da origine di operazioni finanziarie che operative tra individui, imprese e pubblica amministrazioni internazionali)
La Finanza si occupa poi degli strumenti finanziari, attraverso i quali avvengono gli scambi di flussi di denaro tra individui, imprese e Stati, oltre che dei mercati sui quali tali strumenti finanziari vengono negoziati.

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 10:28

Sempre da wikipedia
Finalità della finanza
Finanza personale:
Decisioni di risparmio, investimento , indebitamento e previdenza complementare.
Gestione e valutazione degli investimenti
Mercati finanziari, strumenti finanziari, e istituzioni finanziarie
Il quadro di rendimento del rischio e l’identificazione dell’appropriato tasso di sconto dei beni
Valutazione dei beni – sconto di rilevanti flussi di cassa; valutazione relativa; valutazione contingente
L’allocazione ottimale dei fondi (In cosa investire – Quanto investire – Quando investire)
Finanza aziendale:
Preventivo del flusso di cassa e gestione del Capitale circolante netto
Comparazione di proposte alternative
Previsione e analisi del rischio
Ottenimento dei fondi – fonti di debito (lungo, medio o breve termine) o di capitale (nel senso di proprietà) – struttura ottimale del capitale
Allocazione dei fondi su investimenti di capitale a lungo termine, rispetto all’ottimizzazione del flusso di cassa a breve termine
Politica dei dividendi
Finanza pubblica:
Identificazione delle spese richieste da un’entità del settore pubblico
Fonte(i) di reddito di tale entità
Processo di preventivazione
Una differenza rilevante fra un investimento finanziario ed uno produttivo è la capacità del secondo di creare ricchezza economica reale per la società.

Esiste un dibattito di etica della finanza, legato all’ipotesi che la finanza sia un gioco a somma zero, capace quindi solo di spostare denaro fra soggetti economici, o un gioco a somma positiva, in grado di creare ricchezza per alcuni di questi; in altri termini, se possa creare una “torta” più grande, o solo cambiare la dimensione relative delle diverse “fette” dei vari attori dello scenario finanziario.

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 10:29

Tutto e’ nato dalla scuola di Atene

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 10:37

Ovviamente il grande Raffaello ha dipinto Platone con le sembianze di Leonardo Da Vinci regge in mano la sua opera Timeo ed indica il cielo con un dito (indica la necessità dell’ uomo di stringere un rapporto con Dio), mentre Aristotele regge l’Etica e rivolge il palmo della mano verso terra rivolgendosi al mondo terreno e alla volontà dell’ uomo di studiare il mondo della natura e di essere in contatto con essa.

Il quadro si trova ai musei vaticani.

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 10:40

Da Wikipedia
Il Timeo, scritto intorno al 360 a.C. da Platone, è il dialogo platonico che maggiormente ha influito sulla filosofia e sulla scienza posteriori. In esso vengono approfonditi essenzialmente tre problemi: quello cosmologico dell’origine dell’universo, quello fisico della sua struttura materiale, ed infine quello, anche escatologico, della natura umana. Ai tre argomenti corrispondono altrettante parti in cui è possibile suddividere l’opera, alle quali va aggiunto il prologo.

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 10:50

kant ha racchiuso il tutto nella famosa frase che è la conclusione della Critica della ragion pratica,ed è anche scritta sulla sua lapide.
“Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza”

Con kant si ritorna all’idealismo gnosenologico.

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 11:03

Risposta#2
Se posso permettermi leggi la Repubblica di Platone probabilmente non avresti neanche postulato la domanda

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 11:26

Postulato, dal latino postulare, forse da poscere (“chiedere”). Il postulato è qualsiasi affermazione non dimostrata e non evidente che viene comunque presa per vera in modo da fondare una dimostrazione o un procedimento che altrimenti risulterebbe incongruente.

Scritto il 18 aprile 2009 at 13:09

Latouche, Serge, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollanti Boringhieri, Torino 2008.

La decrescita Felice, è la soluzione proposta ieri sera, anche dall’ esuberante Benetazzo, insieme all’ altrettanto abile e camaleontico David Parenzo, autori di Banca Rotta, sul palco, nella magica atmosfera, del Teatro Parenti a Milano.
Una spumeggiante, ironica e realistica serata che
mi ha riconfermato, quanto sterile ed inutile sia
l’ informazione/disinformazione
che ci propinano gli strumenti istituzionali….

Ci sono nicchie… “isole felici” di pensiero…come questo veliero…che per ora si salvano…

Non so Capitano se hai avuto modo di parlare con Benetazzo…ma quando ha accennato alla decrescita …ecco… li saresti potuto intervenire…andare oltre e dipingere altri ampi orizzonti…come fai quotidianamente qui.
Ora sappiamo cosa è stato…è il futuro che non sappiamo come sarà…ma ci è dato immaginarlo…
Sento una comunanza di pensieri …discorsi ed entusiasmo…
Molto Vi accomuna…
Siete una “forza intellettiva…conoscitiva”…ed una grande umiltà vi caratterizza …
Ho riflettuto su quanto ho imparato e imparano in questa lunga e intensa navigazione…
Nulla è già più come prima, partendo dalle nostre semplici vite.

“Ravviso dunque il più alto valore di una democrazia nella possibilità di una libera e razionale discussione, e nella capacità di tale discussione critica di incidere sulla politica “
Karl Popper (1902-1994)

Mi chiedo spesso cosa incida veramente sulla politica e sulla libera informazione!!??
Ma…concordo pienamente con te, quando dici:
“Nelle difficoltà di questo tempo le reti di economia solidale sostengono il tessuto sociale ed economico, più di quanto siate in grado di percepire…”
si… più di quando si riesca veramente a percepire…
penso anch’ io che sia cosi.

A presto Capitano e cari Compagni di viaggio…a presto.!
Grazie…
Valentina

p.s c’è qualcuno che ha già prenotato da qualche parte, per
l’ incontro a Trento?
Gabriel “vecchio” compagno di viaggio è sempre un piacere leggere ciò che scrivi…
e Bill… Bill… dov’ è…?
Noi…”vecchi cambusieri” ci saremo tutti??
A proposito di filosofia e mercati…
non abbiamo forse già parlato, durante il viaggio, di una sorta di filosofia pratica, per nulla da sottovalutare?
Buon Week

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 14:26

ma di ke KAKKIO si parla qua …..
meglio passare ad altro blog…

qua sono tutti TRACOTANTI e intenti a dimostrare la loro “SACCENZA”

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 15:15

Scusate ma quelle che viene accennato nell’articolo non fa parte della teoria dei giochi ? in un sistema cooperativo se qualcuno fa il furbo ci guadagna molto, ma poi quando tutti iniziano ad approfittarsene tutti perdono.

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 15:46

Io non so cosa pensa Andrea di Benetazzo, però non mi sembrano confrontabili. Benetazzo trae profitto dalla propria attività di “predicatore” e pertanto il suo unico interesse è di attirare persone.
Andrea lo fa per passione e per un proprio piacere di condividere ed informare e non è soggetto a conflitto di interessi.
Ultimamente leggo poco quello che scrive Benetazzo ma non mi sembra di ricordare ci fossero visioni di solidarietà, di finanza etica e di “mondi alternativi”. Pertanto non lo trovo particolarmente interessante. Spero di non aver offeso nessuno. E’ giusto trarre informazioni da più fonti e poi scegliere quali si ritengono più attendibili. Io ho soltanto voluto scrivere la mia opinione.
Un saluto a tutti
Diego

Scritto il 18 aprile 2009 at 18:11

Andrea,
come ci insegni la candela e la morte per tetano (o colera, lebbra et alter similia) l’aratro tirato da buoi o da forza umana non sono cose del passato, sono cose del presente, un po’ in parte a noi.

Spesso mi chiedo dove potrebbe stare l’asticella del benessere se la distribuzione della ricchezza mondiale non fosse rappresentata da un indice di Gini vicino a 0.9.
Non ho ancora trovato una risposta soddisfacente.

Anche perchè molti studi dimostrano che se da un lato il 2% della popolazione mondiale governa e beneficia del 50% della ricchezza e che estendendoci al 10% ne controlliamo 85% (e qui più o meno ci siamo dentro anche tutti noi) è pur vero che la maggior parte di questa ricchezza è assolutamente improduttiva ovvero resta sequestrata nelle mani di pochissime persone che le gestiscono come strumento di potere così come USA e URSS incrementavano ed alimentavano arsenali nucleari quando queli asistenti permettevano di dstruggere il pianeta centinaia di volte.

Sto cercando di trovare qualche studio analitico macroeconomico (se qualcuno ha dei riferimenti sono benvenuti) su questi temi.

Ridotto su scala nazionale anche all’interno di paesi come l’Italia ed in particolare ngli USA la distribuzione della ricchezza è particolarmente dispari.
Eppure è abbastanza chiaro, perfino agli economisti “di sistema” che la crisi dell’economia reale fondata sul consumo a debito trova la sua prima causa nella perdita di potere di acquisto dei salari.
Ovvero ha senso indebitarsi se il reddito da lavoro aumenterà nel fuuro in media più dell’inflazione ovvero se i lavoratori potranno beeficiare ameno in parte dei guadagni di poduttività. se questo non avviene il sistema dell’acquisto a debito alla fine Scoppia.

E’ quindi evidente che fallito il sistema socialista per evidente incapacità di generare produttività e quindi ricchezza è fallito il sistema Capitalismo 1.0 per evidente incapacità di distribuire e far “scorrere” la riccheza pur copiosamente generata.

Capitalismo 2.0 purtropo ancora in versione alfa test.

ad maiora
Il Cuculo

tra i siti di interesse
http://www.wider.unu.edu/

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 18:13

Una nota frase di Seneca recita:

“Non e’ perche’ le cose sono difficili che noi non osiamo ma e’ perche’ noi non osiamo che le cose sono difficili”.

Al mondo d’oggi si osa molto poco… ma non l’osare nel senso di azzardare, i concetti sono molto simili ma al contempo diversissimi…

Si osa poco nell’andare controcorrente, si osa poco nel muovere contro le lobbies, si osa poco nel riformare e nel creare regole che valgano x tutti, si osa poco nel ricercare cio’ che e’ vero, cio’ che e’ giusto… anzi si crede che e’ molto “cool” essere squali, essere furbi ed ingannevoli e’ quasi una virtu’ (scusate x il quasi) , aggirare le regole x trarne profitto una mission spesse volte ben remunerata, e dove la regola non puo’ essere aggirata, beh allora va cambiata (in peggio naturalmente).

Non si osa nel premiare i meritevoli.
La meritocrazia e’ una splendida utopia, non c’e’ alcun merito li dove c’e’ inganno.

Ma credo che nonostante tutto Andrea, a fronte di tante persone che hanno fatto scempio del mondo della finanza x farne un uso strumentale ai propri fini (la maggioranza purtroppo), ce ne sono tante altre che ancora credono che tramite un giusto uso ed indirizzo dei capitali si possano premiare ottime idee, si possa dare forza ad aziende sane e meritevoli gestite da imprenditori saggi e lungimiranti, si possano aiutare interi Stati ad uscire dalla propria condizione di poverta’, e cosi’ facendo dare lavoro alle persone che hanno voglia di farlo. Spero soltanto che sotto le macerie (come tu le hai definite) di questo sistema non rimangano sepolti proprio loro e si salvino i soliti furbi, altrimenti allora si, avremmo perso tutti.

Ma x far si che non rimangano sepolti bisogera’ pur dargli visibilita’, far sapere che esiste anche il volto buono della finanza e non solo quello serafico e senza scrupoli della speculazione.

Sinceramente non vedo l’ora di vedere cosa verra’ fuori in un blog come icebergfinanza impostato su forti base analitiche da un confronto propositivo (nella parte del Blog che gli dedicherai).

a presto

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 18:18

FINANZA QUANTITATIVA
Sappiamo tutti che economia e finanza “classiche” sono scienze ovviamente non esatte.
La finanza “creativa” detta anche ingegneria finanziaria, invece è nata negli anni 80 per opera dei cosiddetti quant (ingegneri finanziari).
Si occupa del calcolo del rischio risultante dalla correlazione di eventi disparati.
La formula di David X Li nel 2000 ha permesso di creare un modello matamatico per calcolare i rischi delle obbligazioni derivanti da cartolarizzazioni (abs) o da assemblaggio di molti componenti (cdo)
Come risultato quasi tutto poteva essere messo in un pacchetto e trasformato in una obbligazione tripla A, anche se NESSUNA delle componenti era una tripla A, perchè la CORRELAZIONE MATEMATICA dei diversi rischi presenti era un numero corrispondente al rating tripla A.
“L’unica cosa che importa, disse Li, è il numero di correlazione finale: un dato chiaro, semplice, onnipotente, in grado di riassumere tutto”.
Sfortunatamente la correlazione è una scienza MOLTO INESATTA, molto di più dell’economia e finanza classica.
Misurare le varie probabilità di rischio dei singoli componenti è già difficile e significa raccogliere grandi quantità di dati disparati e sottoporli a una serie di analisi statistiche e di errore. Cercare poi di determinare la probabilità di insolvenza congiunta (numero di correlazione) è ancora più difficile ed è quindi probabile che gli errori siano molto più grandi. ( Tratto da un articolo di Felix Salmon).
Io penso che i banchieri di W.S. abbiano ignorato gli avvertimenti di chi giustamente intravvedeva crepe in questo modello matematico, perchè stavano facendo troppi soldi per fermarsi.

Agostino

Scritto il 18 aprile 2009 at 18:40

Agostino,
condivido il tuo post, tra le altre “problematicità” del modello matematico di Li (non lo ho studiato nel dettaglio, ho letto diversi commenti) è l’utilizzo di equazioni differenziali alle derivate parziali con variabili non correlate e parametri indipendenti che permtte delle soluzioni matematicamente eleganti ma false.

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 18 aprile 2009 at 21:44

Per #20 e #21
Ho sempre detto che il mondo occidentale è stato “creato” dai fisici, matematici e scienziati vari.

La politica ed “il governo” contano poco, bastano pochi euro per “comprarli” e l’illusione di essere “potenti” hihihihihi.

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 10:58

FINANZA QUANTITATIVA 2
Ringrazio il cuculo (#21) per la precisazione tecnica che mi permette di spiegare anche a chi non ha conoscenze di analisi matematica che l’errore non sta nell’utilizzo delle equazioni differenziali, che sono lo strumento di calcolo più potente della matematica, ma nel fatto che tutte le scienze applicate devono utilizzare un MODELLO MATEMATICO che tenta di rappresentare in maniera il più esatta possibile la realtà, come per esempio avviene anche in meteorologia od anche, con risultati decisamente più precisi, nella stessa ingegneria.
Come lo stesso Li ha dichiarato a proposito del suo modello matematico: “La cosa più pericolosa è quando la gente (leggi banchieri) crede ciecamente a tutto ciò che ne esce”.
Ripeto i veri responsabili sono i banchieri, ingiustamente salvati da Obama.

Agostino

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 13:11

Montecristo:
Andrea sei stato grande nel creare questo blog, a mio modesto parere lo reputo altamente istruttivo sotto ogni forma, vedo che tutti i navigatori che vi partecipano lasciano commenti molto ultili e concreti per vivere meglioin questo mondo.
Andrea, penso che tutto il lavoro che hai fatto su questo blog e che continui a fare , i tuoi messaggi di saggezza, di etica e di coerenza , avranno sicuramente in futuro un riconoscimento altissimo.Un saluto

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 15:35

Andrea è un vero relax morale leggerla ma riguardo ai commenti dei lettori sono d’accordo con il post 15…nn se ne può più di questi soliti sapientoni ma che parlino come mangiano e diamogli una vanga in mano e vediamo se sanno coltivare radicchi e piselli..
cordiali saluti…Giorgio

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 17:03

Buona domenica a tutti.

Credo abbiate letto che oggi in USA sono fallite altre due banche, e mi sembra anche abbastanza “grandi”.

Vedremo la prossima settimana cosa succede alle borse, forse già lunedi.

SD

P.S. Io sono capace di adoperare una vanga ed anche seminare e trapiantare. Ma…..naturalmente lo faccio solamente per mè, perchè al mio paese la “terra è bassa”….da voi non lo sò!!!!!

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 17:09

Buongiorno.
Un giorno di questi vi scrivo una ricetta per fare un ottimo pasto a base di insetti….., e verdure hihihi…anche tantooooo peperoncino hehehe

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 17:29

Montecristo:

Anche io come il grande Andrea ho previsto questa crisi , quando ne parlavo con i miei amici quasi mi prendevano per pazzo per le mie visioni catastrofiche.Mi dicevano che ero esagerato , a volte mi veniva lo sconforto anche perchè il coro che si sentiva dal mondo economico al 99% era tutto orientato all’ottimismo più sfrenato.Nel luglio del 2007 finalmente ho conosciuto questo blog e mi sono sentito confortato dai numerosissimi dati macroeconomici e le innumerevoli osservazioni acute fatte dal grande Andrea. Ho subito capito che Andrea era una persona eccezionale fuori dal comune “unica”. Le sue previsioni sono state sempre esatte.
In questo periodo vediamo che le borse di tutto il mondo salgono inesorabilmente come se nulla fosse accaduto beffandosi sia delle previsioni di Rubini che del nostro Andrea.
A questo proposito voglio espimere il mio punto di vista sul futuro dei mercati azionari.
Mi aspetto nel breve periodo una correzione marcata dei mercati azionari ma nel medio e lungo periodo penso che la situazione economica dovrebbe evolvere per il meglio. Questo mio ritrovato ottimismo deriva da un’acuta osservazione.
Il mondo ormai sembra avviato verso nuove scoperte energetiche e tecnologiche “vedi nanotecnologia” penso che i grandi della terra hanno già pronte queste nuove scoperte ma aspettano il momento opportuno per immetterle sui mercati per non creare squilibri economici , si tratta di una rivoluzione epocale , energia pulita scoperte scientifiche su tutti i campi della medicina con conseguente beneficio di tutte le aree del mondo,in questo modo si protrebbe incominciare a parlare di vera globalizzazione.
La sola cosa che mi inquieta è: se per accedere a questa nuova era il mondo lo farà in modo indolore o passando prima attraverso una ctastrofe?
Un saluto a tutti

Per il post n 25
Penso che anche il commento degli altri lettori vada rispettato giusto o sbagliato che sia, inquanto , in questo modo si favorisce un sano confronto e una vivace discussione. Saluti

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 19:58

Le nanotecnologie serviranno per distruggere l’ecosistema alimentare e l’equilibrio fisico e mentale delle persone, anzi già servono a tali scopi.

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 20:03

Le nanotecnologie modificano il clima, provocano terremoti, contaminano il cibo! Veramente entusiasmante il futuro che si profila!

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 20:56

Montecristo

Circa due anni fa, forse nessuno ha notato che per circa tre giorni su le reti rai veniva fatta una publicità e nel video appariva per circa solo tre secondi la scritta ” NANOTECNOLIGIA” poi improvvisamente questa publicità è stata soppressa, forse quasi a rendersi conto che il mondo era diretto verso una crisi epocale, dunque , sarebbe stato inopportuno partire con quelle tecnologie.
Io non sò quale sarà l’effetto futuro sul nostro sistema delle nanotecnologie non sono un esperto ne uno scieziato, io vivo d’intuizioni che possono essere giuste o sbagliate , vivo di percezioni e mi limito ad esternarle inquanto mi sono accorto che le mie previsioni seppur futuristiche e azzardate nel tempo si stanno verificando tutte.Penso che guerre, carestie e crisi economiche sono tutte create ad arte, penso che ci sia qualcuno che muove i fili e tutti noi siamo i burattini. Come è possibile che una crisi cosi strutturata come quella attuale finisca di colpo? Forse è stata la più grande partita a poker giocata dalle potenze mondiali su vasta scala è a livelli altissimi, per capirci per dare fine alla seconda guerra mondiale l’America lanciò la bomba atomica, ora ne è stata lanciata una economica e i vincitori domineranno il mondo per i prossimi cento anni.

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 21:16

Ma infatti la crisi non è finita per niente, l’estate 2009 si profila molto critica, e prefigurerà una fine d’anno temibile, per l’economia reale, soprattutto dal punto di vista occupazionale.

Scritto il 19 aprile 2009 at 21:56

Andrea,
hai di nuovo lasciato in giro la chiave della cambusa…

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 19 aprile 2009 at 22:21

Il Cuculo #33 per fortuna che sono solamente io un pò burlone……la chiave della cambusa….forte hehehe.

Anche se non sono un esperto, credo che le borse dovranno scendere un pò, prima di un eventuale rialzo.
L’economia reale invece penso che sia in una fase di profonda trasformazione; cosa succederà nei prossimi anni…non lo sò, vedremo.

SD

utente anonimo
Scritto il 23 dicembre 2009 at 18:23

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utente anonimo
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