BCE: BANCHE ASSO NELLA MANICA DI VISCO!

Scritto il alle 11:30 da icebergfinanza

In attesa di osservare come si evolveranno dei mercati in una settimana che tecnicamente si preannuncia decisava per le sorti di breve termine, diamo un’occhiata ad uno degli assi nella manica della BCE, preannunciato da Visco…

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ritiene possibile che la Bce accetti i crediti deteriorati cartolarizzati dalle banche italiane attraverso lo strumento Gacs, che prevede una forma di garanzia statale, concordato con la Ue. In una intervista pubblicata on line da Boersen Zeitung, Visco rileva come «c’è una discussione in corso ma non vedo alcuna ragione per cui questo non sia il caso» (…) La Bce ha poi aggiunto «se necessario ha molti strumenti a disposizione» e «ne può creare di nuovi» ha chiarito il Governatore. Visco aggiunge che l’inflazione core dell’eurozona e’ «lontana dalla definizione di stabilità dei prezzi». Nell’anticipazione dell’intervista Visco riguardo alla strategia che attuera’ la Bce aggiunge: «agiremo nell’ambito del nostro mandato, faremo tutto cio’ che e’ necessario per assicurare la stabilita’ dei prezzi».Visco, credo Bce possa accettare Npl banche garantiti

Quindi segnatevi anche questa mano, nel poker che si sta giocando in attesa della giocata definitiva prevista per il 10 di marzo prossimo.

Non solo segnatevi anche questa…

Euro-area banks won a reprieve from regulators’ post-crisis steps to pile on capital requirements after the European Central Bank said it would curtail its own demands on individual lenders.The ECB, which oversees lenders including Deutsche Bank AG and Societe Generale SA, will trim its demands for capital at the same pace as another buffer is phased in over the coming four years, Korbinian Ibel, the ECB’s director-general for micro-prudential supervision, told journalists on Friday. The ECB will expect banks to ensure they have common equity capital equivalent to about 10 percent on average of risk-weighted assets, he said.European Banks Gain Reprieve as ECB Retreats on Capital

Quali saranno mai le magnifiche cinque che hanno bisogno di nuovo di capitali?

Di sicuro non si tratta di banche italiane visto che…

FRANCOFORTE – Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha usato un intervento forte, nella conferenza stampa di ieri, per placare la tempesta che negli ultimi giorni si è scatenata sui mercati azionari a danno dei titoli bancari, soprattutto italiani. «Non ci saranno né richieste inattese di nuovi accantonamenti contro i crediti deteriorati, né di più capitale» da parte del supervisore, cioè il meccanismo unico di vigilanza che opera sotto l’egida della Bce, ha affermato molto nettamente Draghi.

Non serve poi chissà quale magia per sapere di chi si tratta, basta dare un’occhiata al nostro modellino preferito, che ha individuato ben otto delle prime dieci banche o assicurazionei,  fallite, nazionalizzate o incorporate in America nel 2008.

Nel frattempo date un’occhiata a come le banche inglesi si sono protette dal bail-in, mentre in Italia tutti dormivano …

In Gran Bretagna le banche si sono mosse per tempo, creando delle holding (quotate in Borsa) che controllano le banche vere e proprie. Sono dunque le holding ad avere sul mercato azioni (quotate in Borsa), obbligazioni subordinate e senior: titoli che, in caso di crack, verrebbero azzerati con il bail-in. La banca sottostante (quella che detiene i conti correnti e le vecchie obbligazioni) resta dunque sostanzialmente “immunizzata” dall’eventuale bail-in. Se nella banca operativa venisse creato un buco, a ripianarlo sarebbe infatti la holding. Se questo dovesse creare un buco eccessivo nella holding, verrebbero azzerate prima le azioni e poi le obbligazioni della holding stessa. Ecco come alcune banche europee si sono protette dalle norme sul bail-in –

In Germania invece si è pensato bene di sacrificare le obbligazioni senior sull’altare dei derivati…

(…) significa che se una banca dovesse fallire, verrebbero “bruciate” prima le azioni, poi le obbligazioni subordinate e poi quelle «senior». Queste ultime, grazie alla riforma della legge fallimentare, verrebbero dunque aggredite prima dei depositi e delle esposizioni in derivati (…) (molto presenti nelle banche tedesche) Crediti deteriorati e titoli tossici, Paese per Paese

Nel frattempo in America la Federal Reserve di Dallas mette in guarda le banche americane dal settore energy chiedendo di ridurre l’esposizione e diminuire derivati e scommesse sul settore.

Concludiamo infine con un’autentica perla, ovvero come funziona il bailin in America, ovvero quello che tornerà ad essere il più colossale BAILOUT del secolo, il ritorno della signorina FANNIE MAE…

Fannie Mae, potrebbe aver bisogno di un nuovo piano di salvataggio da parte del governo salvataggio che potrebbe scuotere la fiducia nel mercato della finanza immobiliare, hanno avvertito alcuni alti funzionari. L’amministrtore delegato di Fannie Mae e il suo regolatore lanciano l’allarme sul declino nel cuscino patrimoniale dell’ente, che è sulla buona strada per scomparire nel 2018… Fannie Mae at risk of needing a bailout

Eilalà, il resto lo lasciamo alla Vostra lettura a noi interessa solo sapere che gli anni 2017 e 2018 si preannunciano alquanto interessanti. State sintonizzati, ne vedremo delle belle nei prossimi anni.

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6 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 22 febbraio 2016 at 13:56

Wall Street siede su una quantità di crediti energy virtualmente in default per un valore inconoscibile ma è da tempo corsa ai ripari sapendo di avere necessità di un secondo bail-out. I prossimi contendenti alla casa bianca sono entrambi creature di Wall Street. Di Hillary si sa tutto, sarebbe un presidente ancora peggiore di Obomo e più guerrafondaio di Bush II, ma ha un supporto in calo, viene vista come parte dell’establishment e se anche vince la nomination non vincerà le elezioni. THE DONALD è l’ennesimo colpo di genio degli strateghi di One Bank. Un multi miliardario più volte soccorso da One Bank durante la sua carriera di multi bancarottiere che si propone come anti establishment risulta credibile come tale solo in un paese popolato da imbecilli e suscita sgomento negli organi di stampa dell’establishment nei paesi vassalli come il nostro, solo perchè a loro volta popolati da imbecilli e preoccupazione nei cittadini dei vari paesi vassalli solo perchè parenti stretti dei cittadini americani. THE DONAL = THE STREET. Siamo in un sistema feudale meravigliosamente progettato, basta osservare che i moderni servi della gleba pensano di essere liberi cittadini pronti a farsi fottere ogni volta nello stesso modo. Ma c’è sempre qualcosa che può andare storto, per esempio gli oligarchi del resto del pianeta si sono abbondantemente stufati di pagare la loro quota nei periodici default mascherati di One Bank.

gnutim
Scritto il 22 febbraio 2016 at 14:48

john_­ludd@fi­nan­za,

parli di Russia, Cina e Saudi Arabia eh?

Detto sinceramente gli uanagana possono annar a f….o

Oltre non posso fare

john_ludd
Scritto il 22 febbraio 2016 at 15:27

gnu­tim@fi­nan­za,

la lotta tra gli oligarchi o aristocratici o ceto predatorio come li si voglia chiamare, ha definito la storia sin da quando, terminata la lunghissima fase dell’uomo nomade e cacciatore, con lo sviluppo dell’agricoltura è aumentata la popolazione e con essa la complessità delle società umane che hanno sempre in ogni epoca e a ogni latitudine sviluppato gerarchie via via più complesse e stratificate dove lo strato più elevato si è sempre occupato di una sola cosa: preservare il proprio stato di estrattore di rendite (agricole una volta, finanziarie oggi). Il cambio da una oligarchia all’altra non ha mai prodotto risultati di per sè positivi. I vantaggi dell’era moderna non sono legati a una migliore e più illuminata o intelligente o meno violenta oligarchia ma solo alla tecnologia che ha permesso lo sfruttamento delle risorse naturali con un intensità mai vista sostituendo con le macchine il lavoro biomeccanico. Ma le classi inferiori continuano a essere serve come in passato, solo non se ne rendono conto o non abbastanza sempre a causa della tecnologia che è da sempre controllata dall’oligarchia in quanto loro congeniale in un più profondo e completo controllo dei ceti dai quali estraggono la loro ricchezza. Concettualmente siamo esseri con gli istinti di un cavernicolo, strutture sociali medioevali e una tecnologia semi divina. Che i prossimi oligarchi siano russi o cinesi non cambierà uno iota e non posso quindi prendere le parti di nessuna di esse, solo mi guardo attorno per cercare di preservare la mia posizione di non oligarca ma anche di non servo. Solo per questo mi interessa capire quanto posso su quel che potrebbe accadere nel breve/medio periodo. Nel lungo non ho dubbio alcuno.

gnutim
Scritto il 22 febbraio 2016 at 15:46

non fa nà grinza, limpido

francia r
Scritto il 23 febbraio 2016 at 16:21

stan­zia­le@fi­nan­za,

La vera differenza fra i crediti deteriorati, o le truffe a vario livello stivate nei forzieri delle grandi banche d’affaroni e non del mondo, la fa la presenza di una classe politica mediaticamente credibile, e la possibilita’ di stampare moneta liberamente senza subire il minimo effetto inflattivo ma spalmando la crisi sulle altre economie suddite / satellite.
Poi ovviamente la ciliegina sulla torta marroncina che qualcuno sta sevendo con perizia e dovizia la fa la certezza che il potere militare e politico e’ nelle mani dei simpatici USA che di fatto hanno guidato il mondo in questa crisi e trovato cure suicide che hanno di fatto trasferito le ricchezze collettive nelle tasche delle banche per pagare chi non potevano. Non e’ poi cosi complesso no?

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