ITALIA: UNA VISCO..SA BAD BANK

Scritto il alle 07:23 da icebergfinanza

Partiamo subito da qui, dopo aver messo le mani sul sistema delle banche popolari con tanto di “insider trading” di contorno, ora vediamo di metterlo anche sul credito cooperativo, ce lo chiede l’Europa…

Riforma popolari risponde a esigenze da tempo segnalate, più aggregazione fra Bcc
Apprezzamento anche per la riforma delle banche popolari che «risponde a esigenze da tempo segnalate da noi, dal Fmi e dalla Commissione Ue e rese ora più pressanti dal passaggio al sistema della vigilanza unica». Non è mancata neanche una stoccata all’indirizzo del sistema della Banche di credito cooperativo, le cui «debolezze derivano dalla dimensione – in alcuni casi assai ridotta, con effetti sui costi e sulla capacità di innovazione – e dalla concentrazione, a volte eccessiva, dei rischi di credito. Visco in sostanza chiede una razionalizzazione del sistema che preveda fusioni e un maggior grado di integrazione che faciliti l’aumento dell’efficienza operativa.

Sì alla «bad bank», ma non sia un aiuto di Stato
Notazione conclusiva sull’ipotesi di creare una «bad bank» nel sistema finanziario italiano: « Lo smobilizzo dei crediti deteriorati è cruciale per consentire alle banche di reperire risorse da destinare al finanziamento dell’economia reale», ha affermato Visco. C’è dunque il sostanziale via libera di Bankitalia all’operazione, a patto però che avvenga «nell’ambito di uno schema che, nel rispetto della disciplina europea sulla concorrenza, preveda il pieno coinvolgimento delle banche nei costi dell’operazione e un’adeguata remunerazione del sostegno pubblico». L’intervento non deve in sostanza rappresentare un aiuto di Stato e per questo motivo deve prevedere una remunerazione per chi corre in aiuto delle banche. Sole24Ore

Non è mancata neanche una stoccata all’indirizzo del sistema della Banche di credito cooperativo, le cui «debolezze derivano dalla dimensione – in alcuni casi assai ridotta, con effetti sui costi e sulla capacità di innovazione – e dalla concentrazione, a volte eccessiva, dei rischi di credito. Visco in sostanza chiede una razionalizzazione del sistema che preveda fusioni e un maggior grado di integrazione che faciliti l’aumento dell’efficienza operativa.

Concentrazione alle volte eccessiva dei rischi di credito?

Ma certo facciamo come sempre di tutta l’erba un fascio!

Dove stava Bankitalia, mentre MPS e Carige, solo per fare qualche nome di moda oggi, disintegravano allegramente i bilanci o magari quando qualche altra banca senza fare nomi trastullava credito tra i Zaleski e i Ligresti, questa si senza concentrazione di credito immagino o magari quando il mitico Verdini utilizzava il Credito Fiorentino come salotto da bancarottiere e mi fermo qui per carità di patria!

L’integrazione e quindi fusioni tra BCC può aumentare l’efficienza di coloro che vogliono snaturare il mondo cooperativo e mi rifermo per l’ennesima volta qui.

Ma certo il problema in mezzo mondo sono le banche troppo grandi per fallire e noi che abbiamo dimostrato di avere un sistema di banche del territorio che hanno dimostrato di reggere bene o male meglio di chiunque altro alla crisi finanziaria, risolviamo il problema seguendo l’imposizione che arriva dal FMI e dalla Troika, creando altrettante banche che poi saranno troppo grandi per fallire magari usando i soldini dei contribuenti costruendo una bella “bad bank” solo ora mentre tutto ciò doveva essere fatto anni e anni fa come insegna l’eperienza nordica degli anni ’90.

Riassumendo dopo aver smantellato il tessuto industriale del Paese consegnandolo alle aziende estere, smantelliamo pure il sistema finanziario sul territorio, svendiamo popolari e banche di credito cooperativo e se avanza tempo liquidiamo pure ENI ed ENEl, mentre milioni di italiani assistono inebetiti al delirio di mister Bean.

Buon divertimento!

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7 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 9 febbraio 2015 at 09:09

@Icebergfinanza :

si, Andrea,

anche considerati alcuni miliardi (5? 6? 7?) di buco sommato tra MPS e Carige (la cui causa è più che nota…) che è comunque praticamente nulla rispetto al risanamento cui si sono dovuti far carico stati come UK Germania Francia CH per non parlare degli USA,

concordo sul fatto che hai sottolineato, cioè che il ns sistema bancario tutto sommato ha retto molto meglio di altri l’onda d’urto provocata dalla crisi, in particolare proprio le POPOLARI che, cifre alla mano, sono quelle che negli ultimi 3/4 anni meno hanno chiuso il rubinetto del credito sul territorio a famiglie e medie/piccole imprese, rispetto a grandi istituti quali Intesa e Unicredit (che piuttosto che concedere credito, primo compito che dovrebbe assolvere ogni banca, hanno preferito infarcirsi la pancia di debito pubblico nazionale e d’altronde come fare a non capirli, quando si vedevano prestare dalla BCE al tasso del 1% potendo poi usare questi fondi per acquistare btp decennali ita che negli anni topici 2011-12-13 davano il 8, 7, 6, 5% di interesse?? un affare per loro!!).

L’ha ribadito perfino Renzi in un intervista, quando ha affermato recentemente che “il tessuto bancario italiano è sano e solido” poi però aggiungendo “ma va cambiato per adeguarsi al modello europeo”… non vi sembrano un paradosso, queste parole??? :lol:

… …

visto che si cita visco e padoan, quest’ultimo ha immediatamente reagito alle parole del suo pari grado Greco (che ha detto ieri “anche l’Italia è a rischio default come la Grecia”) affermando che il debito pubbl italiano è in realta “sostenibilissimo”… e come dare torto a padoan? oltre a lui tutti i contabili di Bruxelles lo sanno bene, che grazie agli italiani -che possono vantare ricchezza assai maggiore rispetto ai 10 milioni di greci- il livello di deb pubbl del ns paese passa in secondo piano, a confronto… quando accadrà, se dovesse accadere (no, no, non il “default”, ma “qualcos’altro”…) poi voglio vedere la faccia degli italiani, specie di quelli che votano in una direzione…

stanziale
Scritto il 9 febbraio 2015 at 10:04

aorlansky60,

Caro Aorlansky, non ti peritare piu’ di tanto per la futura faccia di italiani specie quelli che votano in una direzione, tanto non lo capiranno neanche a sbatterci il muso….dobbiamo fare senza di loro, solo che e’ dura perche’ grazie agli stranieri hanno tutto in mano, e’ un’allenza di ferro la loro(traditori+stranieri).

veleno50
Scritto il 9 febbraio 2015 at 11:30

stanziale@finanza,

Avrai pure un fegato grosso come un cocomero,siamo al Lunedi mattina e sei più rancoroso del solito prendi un po di camomilla alla mattina al posto del caffè.non prendere per oro colato tutti i commenti che criticano solo una parte politica. vedi Aorlansky60 è un bravo ed intelligente cerchiobottista una bota ad qua e una bota ad la.Vorrei chiederti un favore di rimandare il video di Putin sull’aereo è straordinario. Cerca di stare sereno e tranquillo che il percorso della vita e breve. UN SALUTO A TE E FAMIGLIA

aorlansky60
Scritto il 9 febbraio 2015 at 12:25

@Veleno : grazie per l’apprezzamento; la cosa è reciproca anche da parte mia :-) anche se la pensiamo molto diversamente su temi vari, uno in particolare.

…piuttosto, quello che mi rende perplesso e mi fà pensare sulle condizioni del ns paese sono altre, come per es quanto avvenuto nel passato week-end a causa di 40-50cm di neve; si dice (e ci dicevano spesso) che siamo carenti di infrastrutture;

OK, d’accordo… poi un conto è dirlo, un conto è provarlo nella realtà sulla propria pelle : dalle mie parti, molte migliaia di utenze sono rimaste per almeno 48ore senza energia elettrica (nell’intero nord non si contano, solo in zona Brescia quasi 100.000… e ancora Mantova, Cremona, Piacenza, ReggioE, Modena etc), ed ancora si conta qualche frazione a cui tutt’ora, 72 ore dopo(!), i tecnici non sono riusciti a ristabilire condizioni normali; ma possibile che una nevicata possa portare a tanto???

è possibile, se si considera che abbiamo linee elettriche antiquate come rasmussen la cui logistica è stata progettata all’epoca di Caporetto (o giù di lì) :
dove lavoro io -zona pedemontana parmense- abbiamo la linea che viene giù dall’appennino, e basta che un ramo carico di neve si spezzi da un albero vicino e cada sui cavi in un punto remoto a caso, per lasciare al buio molte decine di migliaia di utenze giù a valle… ridicolo.

Pensano ad opere faraoniche come mose, ponte sullo stretto e expo2015, quando a molte parti del territorio nazionale mancano ancora le condizioni per potersi definire civilmente “normali”… mah…

aorlansky60
Scritto il 9 febbraio 2015 at 14:26

Per essere obiettivi, se le cifre riportate nell’art che linko sono veritiere, non c’è molto da stare allegri… sembra proprio vero che l’uomo non impara mai dai propri errori commessi nel passato per farne tesoro…

https://it.finance.yahoo.com/notizie/crescita-debito-mondiale-fa-temere-120000274.html

…da notare in particolare :

“In Olanda, Norvegia e Danimarca, il debito delle famiglie è il 200% del reddito. IL DEBITO CINESE È QUASI QUADRUPLICATO”

…se a questi si sommano la stima di prodotti “derivati” architettati ed in pancia ai principali istituti di credito mondiali (anch’essi cresciuti di volume dopo la “scottatura” del 2007, una stima di 600.000 miliardi di US $ alla fine del 2014, mamma mia, un numero che fa paura a scrivere e a pronunciare) insomma tirate voi le conclusioni, io le mie me le sono già fatte.

stanziale
Scritto il 9 febbraio 2015 at 14:41

veleno50@finanza,

Posso accontentarti, per intanto, con un’altra? http://media.moddb.com/cache/images/groups/1/12/11312/thumb_620x2000/426170_419103718167749_1653462221_n.jpg
per il resto che ti devo dire Veleno, se la verita’ fa male non e’ colpa mia, mi piace dare pane al pane, chi dedica la sua attivita’ al tradimento della propria nazione per me e’ un traditore, inutile fare tanti giri di parole. Vedasi appunto la vicenda ultima banche popolari-banche cooperative(bisogna svenderle agli stranieri, ce lo chiede l’europa).

lucky64
Scritto il 9 febbraio 2015 at 20:17

Caro Andrea
come già ti dicevo giorni fa per mail appena venuta fuori la news sulle popolari, l’idea che mi ero fatto è proprio quella di sentirmi come una lepre in costante fuga.Dopo essere migrato da antonveneta (causa MPS),verso altre banche,adesso a distanza di quasi 3 anni, ri-sento l’odore del zombie venirmi incontro.Non so se avrò intelligenza e fiato per poter scappare. ciao

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