BANCHE: NELLA BOTTE PICCOLA IL VINO MIGLIORE!

Scritto il alle 14:00 da icebergfinanza

Ieri mi è capitato di conversare con uno dei soliti menestrelli che lavorano in giro per l’Europa tra un think thank e l’altro, in particolare dove non si può mai parlare male dei principali finanziatori ovvero l’ Europa, si il Centre for Economic Policy Research, si quello guidato da un certo Daniel Gros, un tedesco molto caro a Elsa Fornero…

Era il debutto in conferenza stampa, una mazzata per gli italiani.
Ho sofferto tanto, ma era necessario. Un giorno ero abbattuta, poi entusiasta, poi di nuovo abbattuta. L’economista tedesco Daniel Gros mi mandava messaggi: devi salvare la moneta unica. Ho interpretato anche dei segnali. Elsa Fornero: “Dovevo stare zitta mentre Monti faceva …

Per capire chi sia Daniel Gros, basta dare un’occhiata a questo articolo…

Daniel Gros: L’austerità ha vinto.

… un altro tedesco, un altro profeta delle demenziali politiche di austerità che stanno distruggendo il nostro Paese.

Tornando a noi, ieri mi sono sentito dire che l’Italia si è salvata grazie ai 4000 miliardi di risparmio privato non certo per la qualità delle banche piccole.

Voi lo sapete che il Vostro Icebergfinanza non ama lasciare il lavoro a metà, soprattutto quando qualcuno si diverte a seminare zizzania.

Ciò che scrivo quotidianamente, la quotidiana ricerca della realtà e verità, costa fatica, anche nel proprio ambiente significa viaggiare quotidianamente con il vento contrario, una voce libera da fastidio, ma ciò che sta a cuore al sottoscritto è il modello cooperativo che difenderò sino alla fine.

Facciamo un piccolo passo indietro, diamo un’occhiata al livello di ricchezza netta in Europa…

Anche Regno Unito, Belgio e Germania non scherzano in fatto di risparmio privato, ma questo non ha impedito loro di utilizzare ampiamente gli aiuti di Stato per salvare il loro sistema finanziario sull’orlo del fallimento.

Quindi è una fesseria dire che il risparmio privato italiano ha salvato il sistema finanziario dalla crisi del 2008, come è una fesseria dire che le banche più piccole non hanno qualità e via dicendo.

Se il sistema italiano ha attenuato più di tutti gli effetti devastanti della crisi del 2008 è grazie ad una rete importante e fondamentale di piccole banche del territorio.

Non tutte ovviamente se si guarda a banca Etruria e altre, le pecore nere esistono ovunque, alcune sono più associazioni a delinquere ma l’abitudine di fare sempre di tutta l’erba un fascio non muore mai, soprattutto se questo sistema, il sistema delle banche di credito cooperativo o popolari da fastidio, alle grandi banche, quelle si principali responsabili della crisi del 2008.

Ecco chi e perché fa la guerra a Bcc e Banche Popolari

Oibò! A leggere i dati della Banca d’Italia, le banche “minori” battono i primi cinque gruppi bancari, sia per le minori sofferenze in percentuale sugli impieghi, sia per il più contenuto tasso di copertura delle rettifiche.

Il Rapporto sulla Stabilità finanziaria fonisce un quadro ben diverso da quello che ora va di moda, secondo cui ci sarebbero troppe “banche di paese”, troppe poltrone e soprattutto troppi vertici che, senza averne le capacità, si darebbero arie da gran banchieri. Prendiamo i dati delle sofferenze, in percentuale sugli  impieghi: nelle banche minori sono del 9,5%, mentre nei primi cinque gruppi bancari arrivano al 10,8%.

Il resto lo lascio leggere a Voi, leggetelo e fatelo leggere è consapevolezza pura al 100%

Ecco chi e perché fa la guerra a Bcc e Banche Popolari

Che vi sia del marcio ovunque è chiaro, ma a parità di ONESTA e PROFESSIONALITA’ sul modello non ci sono confronti che tengono, quello delle piccole banche del territorio dati alla mano è il migliore, non c’è storia. Poi la differenza la fanno gli uomini e con l’uomo sappiamo tutti come può finire talvolta, soprattutto quando l’unico valore è il profitto.

Volete dati, volete le prove, eccole qui

COOPERAZIONE: OLTRE LA GRANDE CRISI …

Crisi, le cooperative invertono il trend. E fanno meglio di Spa e Srl

Euricse: le cooperative italiane in crescita nonostante la crisi

Godetevelo ancora per poco, loro stanno cercando di distruggerlo, raccontandovi che non c’è alternativa, piccolo è brutto!

Certo, tutto deve essere migliorato, basta uomini e donne che fanno della Cooperazione o delle Popolari il salotto di casa propria o lo specchio della propria vanità.

Buon Consapevolezza… Sempre e solo controcorrente ovviamente!

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13 commenti Commenta
emzag
Scritto il 29 dicembre 2015 at 14:42

Infatti Brancaccio dice che nell’evoluzione del capitalismo questa crisi corrisponde alla fase della centralizzazione dei capitali

http://www.emilianobrancaccio.it/wp-content/uploads/2013/02/Brancaccio-Costantini-Lucarelli-Moneta-e-Credito-2015.pdf

francia r
Scritto il 29 dicembre 2015 at 19:19

Mah, a me pare difficile confrontare questo periodo demenziale con qualsiasi corrente di pensiero strutturata, o modello socio economico, che possa essere stato in qualche modo previsto e giustificato da qualche filosofo o grande pensatore del passato, che avesse cara la propria carriera ed un minimo di amor proprio.
Quello a cui siamo assistendo e’ l’attuazione di uno schema senza speranza in un futuro condivisibile e comune, e’ un disperato assalto al fortino fatto da sempre piu’ squallidi ed improbabili personaggi finiti ad arte in posti al di sopra delle loro possibilita’ morali ed umane. Un immenso trasferimento di ricchezza, il piu’ volgare dei furti che si concludera’ con un tremendo impoverimento di intere societa’ umane a favore di una nuovo elite di ricconi, un truffa banale quanto impunita ed inarrestabile . … fondamentalmente e’ la fine dell’esperimento democratico del mondo occidentale per tornare in una sorta di civilta’ medioevale.
Forse e’ paragonabile alle ruberie del periodo fascista e poi comunisti, solo che e’ applicato su scala mondiale da un’ammasso di burocrati ottusi e compatta, sostenuti da un valido e infallibile mondo informatico .

kry
Scritto il 30 dicembre 2015 at 00:32

francia r@finanza,

Non esiste nulla di umanamente infallibile.
Anche per il mondo informatico … basta semplicemente staccare la spina … o rimanere senza corrente.

andy74rc
Scritto il 30 dicembre 2015 at 05:59

francia r@finanza,

Disamina eccellente. Vedo le stesse cose.

stanziale
Scritto il 30 dicembre 2015 at 06:53

Certamente, hanno picchiato duro con le 4 piccole banche anche per un preciso scopo; evidentemente avevano delle resistenze. Il messaggio e’: vedete che piccolo e’ brutto? Le banche cooperative e rurali si devono unire e fondere tra loro per poi, nel passaggio o dopo, essere svendute all’estero: vero scopo del tutto; questo era gia’ dimostrato con i provvedimenti precedenti, anzi sono decenni – lo scrivo sempre- che stanno lavorando in tal senso: per essere colonia al 100% e per sempre c’e’ bisogno che la stragrandissima maggioranza delle banche siano di proprieta’ tedesca, francese ecc. Per l’appunto in queto mancavano ancora le coop. e popolari. Le piu’ grosse sono gia’ a capitale estero (contrariamente che dalle altre parti). Se gli italiani non capiscono questo non capiscono la situazione(come infatti e’), inutile fare sacrifici e giocare al tavolo del risparmio se il croupier e’ venduto.

dante5
Scritto il 30 dicembre 2015 at 15:10

Bellissimo articolo come tutti quelli di Andrea.

Credo davvero che nel 2016 tocchi agli “Italiani medi” tirare fuori le unghie, la voce e le penne ed iniziare a difendere davvero il ns. risparmio dalle grinfie di chi ce lo vuole scippare, siano ns. connazionali o gruppi stranieri. Nel mio piccolo sto cercando di diffondere questo messaggio – consapevole come Guicciardini “Ché se tu fiderai nelli Italiani, sempre aurai delusione…”.

A questa piccola ciurma di marinai italici coraggiosi ed al suo prodigioso capitano auguro pertanto un buon anno nuovo 2016, consapevole come tutti che non sarà facile realizzarlo, ma nel ns. piccolo proviamo a fare qualcosa!

rubicon
Scritto il 30 dicembre 2015 at 16:18

ciurma, buon pomeriggio.

Si, la differenza in banca la fa sempre e solo chi è al di là della scrivania, indipendentemente che sia una bcc una popolare o una spa poiché tutte e quante hanno il profitto come fine e quindi il cliente è un mezzo non più il fine. Non vedo, quindi, una forma migliore di governance. Anzi, come potete notare dal mio nickname vengo da una terra che purtroppo non sta vivendo un bel momento bancario, fra liquidazione coatta della banca Romagna Centro, bcc, altre commissariate ed uscite con le ossa rotta, altre ancora che sono alle prese con rimpasti e nuovi vertici, non stiamo bene. Ma, se guardo oltre vedo banche, MPS, Veneto, Popolare Vicenza che sono in forte crisi e quindi mi riallaccio a quanto detto dal capitano, la differenza la fanno gli uomini e le donne che vi lavorano.
E poi, ragazzi, chi sbaglia ora deve pagare e salato, non vedere sempre gli ex direttori, responsabili uscire vittoriosi pur avendo causato gravi perdite. E’ ora di iniziare a farsi sentire, ora o mai più!!!

noldor
Scritto il 30 dicembre 2015 at 17:58

Bunasera a tutti, una domanda di fine 2015? Vedete possibile, nel 2016, l’applicazione del bail in ad una grossa banca, per esempio MPS? Se si, quali potrebbero essere le conseguenze per il sistema Italia?

Buon anno nuovo.

stanziale
Scritto il 31 dicembre 2015 at 07:19

Come scrivevo: dal 2016 (unicredit, intesa e mps sono gia’ in maggioranza a capitale straniero) comincia la svendita alle potenze coloniali delle banche italiane medio piccole http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/12/31/BANCHE-Se-l-Ad-della-Popolare-di-Vicenza-avverte-vado-a-vendere-la-banca-ai-grandi-fondi/667132/

stanziale
Scritto il 31 dicembre 2015 at 07:31

…e come si prospetta il futuro del lavoro nel meraviglioso mondo di Von Hajek (l’euro) http://thewalkingdebt.org/2015/12/28/il-nuovo-lavoratore-dellez-precario-e-qualificato-ma-non-in-germania/

sherpa
Scritto il 31 dicembre 2015 at 18:15

Auguri di Buon Anno al Capitano e a tutta la Ciurma.

giulio0808
Scritto il 31 dicembre 2015 at 18:25

Auguri a tutti e soprattutto a quelli che soffrono che ne hanno più bisogno.

madmax
Scritto il 31 dicembre 2015 at 19:13

Buon anno a tutti!
E ricordate questa frase famosa:
Se tremi per l’indignazione davanti alle ingiustizie allora sei mio fratello!

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