DEFAULT ITALIA … PUZZA DI BRUCIATO!

Scritto il alle 09:36 da icebergfinanza

Sembra di essere tornati ai bei tempi di inizio estate 2011, quando all’improvviso agenzie di rating, case di investimento, analisti e carta straccia angloamericana, si misero di impegno per seminare il panico in Europa attaccando l’anello debole Italia, mentre i politici praticavano il bunga bunga e sotto l’ombrellone sorseggiavano lo spread con un fettina di limone.

Un coacervo di psicopatici cocainomani che ha deciso di riprovarci nuovamente aiutati dalla stampa italiana che tutto amplifica, tutto asseconda, grazie ad un manipolo di giornalisti dilettanti allo sbaraglio, che mai una sola volta sono stati in grado di fare le pulci in un articolo qualunque in casa altrui a cominciare dalla Germania.

Abbiamo appena finito di leggere il rapporto riservatissimo di qualche analista frustrato che vive a Londra, affascinante coincidenza, ed ecco che all’improvviso con il solito tempismo mirabolante esce sul Financial Times la notizia di potenziali 8 miliardi di perdite sui derivati da parte dello stato italiano.

Italy faces restructured derivatives hit – FT.com

Si sono persino presi la briga di farvi lo schemino…

Piccola premessa. Perchè la notizia non è uscita prima ad esempio quando spread e titoli italiani viaggiavano ai minimi dall’introduzione dell’Euro, c’è forse il bisogno di ribadire più Europa o chissà dire agli italiani che serve aumentare l’IVA per racimolare i soldini per saldare i conti con le banche che hanno aiutato l’Italia ad entrare nell’Euro?

ROMA – Nei conti pubblici italiani c’è una perdita potenziale da almeno otto miliardi di euro. E’ relativa a derivati accesi negli anni Novanta, anche per consentire al nostro Paese di entrare da subito nell’euro, e rinegoziati nel 2012. I dati sono frutto di analisi e rielaborazioni di esperti del settore sulla base del documento che il ministero fornisce con cadenza semestrale alla Corte dei Conti. Repubblica ha potuto consultare quel documento di 29 pagine, di cui oggi dà notizia anche il Financial Times.

Secondo una fonte governativa, la magistratura contabile ha letto con preoccupazione i numeri – ufficiali ma non pubblici – ricevuti a inizio 2013 e in aprile ha inviato la Guardia di Finanza al dicastero in cerca dei contratti di stipula di quei derivati. Ma finora non li ha ottenuti.

Non che sia una novità per noi di Icebergfinanza il giochino che tutti gli stati fanno con i derivati, ne abbiamo già parlato in …

Italia 160 miliardi di derivati: Monti e la leggenda del pirata Morgan Stanley… ma qualcosa non quadra, qui c’è sotto puzza di bruciato!

La coincidenza invece è che … Alla richiesta di maggiori dettagli avanzata daRepubblica, il Tesoro non ha rilasciato alcun commento. No comment anche dalla Corte dei Conti e dalla Banca centrale europea presieduta da Mario Draghi, che fu direttore generale del ministero tra il 1991 e il 2001, quando molti di quei contratti furono stipulati. Repubblica

… Mario Draghi, che fu direttore generale del ministero tra il 1991 e il 2001, quando molti di quei contratti furono stipulati…Mario Draghi, che fu direttore generale del ministero tra il 1991 e il 2001, quando molti di quei contratti furono stipulati…Mario Draghi, che fu direttore generale del ministero tra il 1991 e il 2001, quando molti di quei contratti furono stipulati…

Che si tratti di Italia o MPS, la morale è sempre quella fai merenda con …Mariella!

Sarà nuovo panico…chissà! Quello che è certo è che loro hanno bisogno dei Vostri soldi, prima i soldi dei contribuenti e poi chissà anche quelli dei depositanti, ma hanno bisogno del panico, del terrore, per costringervi ad accettare l’amara realtà.

Se non riuscite a comprenderlo loro ve lo dicono esplicitamente, vi indicano la strada maestra…

 ” Oggi, è “l’idea d’uno Stato dove i poteri legislativo, esecutivo, giudiziario appartengano a organi diversi e siamo tutti eguali davanti alla legge” a esser malvista dalla parte dominante nel XXI secolo. Soprattutto, sono malviste le Costituzioni nate dalla Resistenza. Specie quelle del Sud Europa: in Italia, Grecia, Spagna, Portogallo.

Nessuno Stato lo proclamerebbe a voce alta. Ma lo dice con grande sicurezza, perché fiuta larghi consensi, una delle più potenti banche d’affari del mondo, JPMorgan, in un rapporto sulla crisi dell’euro pubblicato il 28 maggio. È un testo da leggere, perché in quelle righe soffia lo Spirito del Tempo. Il proposito di chi l’ha redatto è narrare la crisi (narrazione è termine ricorrente) e la morale è chiara: se l’Europa patisce recessioni senza tregua, significa che le sue radici sono marce, e vanno divelte. (…)  Anche JPMorgan è accusata dal Senato Usa di speculazioni fraudolente, ma che importa. 

La radice europea è il delicato equilibrio tra poteri fissato nelle Carte postbelliche. È il bene pubblico e l’uguaglianza. C’è un problema di retaggio, pontifica il rapporto: un’eredità di cui urge sbarazzarsi, in un’Unione dei rischi condivisi. Troppi diritti, troppe proteste. Troppe elezioni, foriere di populismi (è il nome dato alle proteste). All’inizio si pensò che il male fosse economico. Era politico invece: altro che colpa dei mercati. Unico grande colpevole: “Il sistema politico nelle periferie Sud, definito dalle esperienze dittatoriali” e da Costituzioni colme di diritti fabbricate da forze socialiste.

Ecco lo scatto che compie la storia: una crisi generata dall’asservimento della politica a poteri finanziari senza legge viene ri-raccontata come crisi di democrazie appesantite dai diritti sociali e civili. Senza pudore, JPMorgan sale sul pulpito e riscrive le biografie, compresa la propria, consigliando alle democrazie di darsi come bussola non più Magne Carte, ma statuti bancari e duci forti.

Le patologie europee sono così elencate: “Esecutivi deboli; Stati centrali deboli verso le regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso sfocianti in clientelismo; diritto di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo”. Di qui i successi solo parziali, in Sud Europa, nell’attuare l’austerità: “Abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”. 

In tempi più lontani si suggeriva di correggere la democrazia “osando più democrazia”: lo disse Willy Brandt. Non così quando la Cina vince senza democrazia. E non s’illuda chi vuol rafforzare i diritti riversandoli in una Costituzione europea. Se il guaio è l’eredità, il testamento svanisce e i padri costituenti vanno uccisi: non ovunque magari – Berlino sta rafforzando il suo Parlamento e la Corte costituzionale  –  ma di certo nei paesi indebitati, dove guarda caso la Resistenza fu popolare e vasta.

Il rapporto di JPMorgan è uscito prima che, la notte dell’11 giugno, venisse chiusa l’Ert, equivalente greca della Rai, aprendo una falla nelle torbide larghe intese di Samaras. Di sicuro il colpo di mano sarebbe stato applaudito: anche l’informazione non-commerciale è costoso bene pubblico di cui disfarsi. La trojka (Commissione europea, Bce, Fondo Monetario) ha ottenuto molto, concludono i sei economisti autori del rapporto. Ma il mutamento cruciale, delle istituzioni politiche, “neanche è cominciato”. “Il test chiave sarà l’Italia: il governo ha l’opportunità concreta di iniziare significative riforme”.

Alla luce di rapporti simili si capisce meglio la smania italiana, o greca, di nuove Costituzioni; e l’allergia diffusa alle sue regole fondanti, che vietano l’uomo solo al comando, l’ampliarsi delle disuguaglianze, la svendita delle utilità pubbliche. L’economista Varoufakis s’allarma: “Murdoch e simili saranno in estasi: l’Ert smantellato diverrà un modello per privatizzare la Bbc, o l’Abc in Australia, o la Cbc in Canada”. O la Rai. Si capisce infine la trepidazione di costituzionalisti come Gustavo Zagrebelsky: ferree leggi dell’oligarchia imporranno una riscrittura delle Costituzioni che svuoterà Parlamenti e democraziaRepubblica.it

Chi ha orecchie per intendere questo non è più il tempo della democrazia, loro stanno dominando, contrallano tutto, soprattutto i burattini politici che si preparano all’ennesimo inutile summit…

BRUXELLES – Il vertice europeo che deve dare risposte all’emergenza occupazione potrebbe essere un esercizio di retorica. Rischia di saltare tutto, a cominciare dai 6 miliardi della garanzia per i giovani. L’accordo sul bilancio pluriennale dell’Ue tra Consiglio e Parlamento che una settimana fa era stato dato per ”finalizzato” dai capi negoziatori delle due istituzioni, in realta’ non c’e’. I gruppi parlamentari riuniti dal presidente Martin Schulz hanno detto ‘no’ ad una proposta che non tiene conto delle richieste fatte gia’ quattro mesi e mezzo fa, all’indomani del vertice-maratona dell’8 febbraio in cui i leader europei vararono il bilancio 2014-2020 con gli oltre 100 miliardi di tagli chiesti da Cameron. Ansa

Nel frattempo gli inutili idioti che siedono nel Parlamento italiano hanno dato il via libera all’applicazione unilaterale della Tobin Tax come pure del Fiscal Compact mentre gli altri tergiversano e ora addirittura rinviano … Ue divisa su tutto, la Tobin Tax europea slitta di almeno sei mesi

Non mi resta che ribadire la mia risposta a molti di Voi in questi anni, quando mi è stato chiesto se mai arriverà una guerra al termine di questa crisi. La guerra è già, qui tra noi, subdola, silenzio, sporca e lacerante, questa è la terza guerra mondiale!

Nel frattempo per il fine settimana Machiavelli dovrebbe aver elaborato tutto quello che è accaduto in questi ultimi mesi e produrre il nuovo manoscritto …. “Machiavelli, …punto mio libera tutti!” dedicato a tutti coloro che sostengono e vorranno liberamente sostenere Icebergfinanza.

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48 commenti Commenta
Scritto il 26 giugno 2013 at 09:45

:wink:

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 09:49

Agata Marino,

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 10:38

Buona parte di quanto è accaduto/accade/accadrà è strettamente legato allo stato di salute del sistema bancario che è il monopolista della creazione del denaro (solo il 5% circa non è credito). Questo post racconta come le banche siano sottoposte a uno stress estremo sul fronte dei ricavi e dei guadagni sul canale tradizionale al quale evidentemente tentano di sopperire sul canale “creativo” che non creando alcunché di reale, si limita a generare poste contabili che non possono essere liquidate pena il collasso sistemico. Devono quindi continuamente mungere l’economia reale per attingere almeno gli interessi (e i lauti compensi). Il post è relativo alla banche USA ed è quindi doveroso raccontare che la situazione delle banche europee è generalmente assai peggiore. Siamo ormai in piena guerra, il sistema finanziario combatte l’ultima battaglia per la propria sopravvivenza; ora è apertamente contro le nazioni e contro i popoli e persino contro alcune banche centrali. L’esito determinerà molto di più che lo stato dell’economia nei prossimi decenni.

http://www.financialiceberg.com/us_banks_margin_under_pressure.html

cross posted su intermarketandmore

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 11:06

… aggiungo che sebbene il testo della Spinelli racconti la verità, ne racconta solo una parte. Non vi sono accenni alla presenza di un cartello bancario in nord Europa che sta attualmente applicando la sua forma di fascismo su una scala mai tentata prima. Peccato, questo riduce la credibilità della Spinelli e di tutti i blogger che vaneggiano di combattimenti tra la prode cancelliera e i cattivi banchieri di casa sua.

luigiza
Scritto il 26 giugno 2013 at 11:59

john_ludd@finanza,

….questo riduce la credibilità della Spinelli e di tutti i blogger che vaneggiano di combattimenti tra la prode cancelliera e i cattivi banchieri di casa sua.

Grazie John_ludd per l’osservazione.
Probabilmente si riferisce a quanto racconta il Balilla Furioso che ogni tanto fa passare sue credenze/interpretazioni per verità assolute.

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 12:16

DJN

MILANO (MF-DJ)–I derivati a protezione dal rischio di interesse oggi gestiti non comportano perdite. Pertanto non esiste alcun pericolo per i conti dello Stato.
E’ quanto si legge in una nota diffusa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze “in merito alle illazioni avanzate da alcune testate” in merito ad alcune operazioni “condotte in strumenti di finanza derivata”.

La filosofia di fondo dell’operativita’ in derivati della Repubblica, spiega ancora la nota, si basa su criteri ispirati al perseguimento dell’interesse dello Stato, mirando alla protezione dai rischi di mercato, primi fra tutti il rischio di cambio e il rischio di tasso di interesse. Con riferimento in particolare a quest’ultimo, l’attivita’ in derivati e’ stata mirata a conseguire l’allungamento della duration complessiva del debito, al fine di proteggere da un eventuale rialzo dei tassi, pagando tasso fisso e ricevendo variabile.

Questa funzione prettamente assicurativa e’ stata perseguita attraverso Irs (interest rate swap) e opzioni su tassi di interesse (swaption), fissando tassi a lungo termine che, al momento della sottoscrizione, risultavano storicamente ai minimi per la scadenza cui si riferivano. Bloccare attraverso derivati un tasso fisso “a pagare” in contropartita di un tasso variabile “a ricevere” rappresenta una protezione verso futuri shock sui tassi di interesse, situazione peraltro sperimentata dallo Stato italiano a piu’ riprese e con un’evidenza particolarmente significativa a seguito della grave crisi monetaria e finanziaria del 1992. Infatti, se in simili frangenti si devono emettere titoli a breve termine, il rischio di aumento del tasso pagato sul debito all’atto del rinnovo dei titoli in scadenza viene neutralizzato, per la parte coperta, dalla gamba “a ricevere” dello swap (a tasso variabile) ed il costo effettivo viene limitato al corrispettivo tasso fisso “a pagare” nello swap. Come ogni assicurazione, peraltro, ove l’evento verso il quale ci si protegge non si verifichi, si sopporta un costo, che rimane tuttavia giustificato dalla priorita’ attribuita alla prevenzione di gravi conseguenze in caso di scenari avversi. Il valore di mercato degli strumenti derivati in uno specifico momento, il cosiddetto mark to market, non e’ in nessun caso assimilabile a una perdita realizzata. Esclusivamente in presenza di specifiche clausole le controparti possono reciprocamente esigerne la corresponsione secondo le modalita’ previste nei contratti.

Sempre secondo il Ministero e’ assolutamente priva di ogni fondamento l’ipotesi che la Repubblica Italiana abbia utilizzato i derivati alla fine degli anni Novanta per creare le condizioni richieste per l’entrata nell’euro. Le operazioni poste in essere all’epoca sono state sempre registrate correttamente secondo una prassi consolidata, nel rispetto dei principi contabili sia nazionali che europei. I controlli effettuati sistematicamente dall’Eurostat a far tempo dalla seconda meta’ degli anni Novanta, anche quelli conseguenti all’introduzione in piu’ fasi di nuove linee guida sugli strumenti finanziari derivati, hanno sempre confermato la regolarita’ della contabilizzazione di queste operazioni.

Il Tesoro, conclude il documento, fornisce regolarmente ogni sei mesi alla Corte dei Conti tutta la documentazione relativa alle operazioni condotte in strumenti di finanza derivata. La Corte dei Conti a marzo 2013, tramite la Guardia di Finanza, ha chiesto la documentazione inerente alla sola attivita’ di chiusura di un gruppo consistente di operazioni con Morgan Stanley. A fronte di questa richiesta, il Tesoro ha fornito tutta la documentazione richiesta, secondo tempi concordati con la Guardia di Finanza stessa, per ciascuna operazione, inclusi i contratti pregressi dai quali ciascuna operazione ha avuto origine corredata da una circostanziata relazione esplicativa.

com/lab

(END) Dow Jones Newswires
June 26, 2013 06:08 ET (10:08 GMT)

Copyright (c) 2013 MF-Dow Jones News Srl.- – 06 08 AM EDT 06-26-13

veleno50
Scritto il 26 giugno 2013 at 12:27

repubblica sempre in prima linea

gnutim
Scritto il 26 giugno 2013 at 12:51

repubblica ovvero una banda di cialtroni , giornale illegibile,

comunque se non scrivono queste porcate chi lo compra più quel giornale? costa troppo per pulire i vetri di casa!!!

gnutim
Scritto il 26 giugno 2013 at 12:52

tra l’altro sopravvive con i contributi pubblici, che bastardi e ingrati!!!!!!

ilcuculo
Scritto il 26 giugno 2013 at 12:53

john_ludd@finanza: si limita a generare poste contabili che non possono essere liquidate pena il collasso sistemico

La sintesi è un dono …chapeau

ilcuculo
Scritto il 26 giugno 2013 at 13:02

C’è una cosa che mi lascia perplesso, ma non avendo cultura economica e limitandomi all’aritmetica è chiaro che vado incontro a macroscopici errori.

L’inflazione programmata in Italia per il 2013 è dell 1,5%, e potrebbe anche essere un valore corretto.

Ora se un risparmiatore compra un BOT a 12 mesi al tasso lordo dell ‘ 1.105% che da un rendimento netto inorno all 0,8% non ha fatto un gran investimento.

Eppure ci si dice che questo tasso è alto. Domando a chi possa interessare , forse a chi può prendere il denaro in prestito allo 0,5% dalla BCE e guadagnare sulla differenza, ma a questo punto ….

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 13:36

veleno50@finanza,

Il braccio operativo dei troll solo e sempre Europa!

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 13:38

ilcuculo@finanza,

Solo a loro interessa loro lucrano millesimi…

ilcuculo
Scritto il 26 giugno 2013 at 14:11

icebergfinanza,

secondo te che % di cittadini italiani ed europei è in grado di leggere questa realtà?

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 14:15

ilcuculo@finanza,

5 % non di più basta guardare tra amici e colleghi …altri hanno solo una vaga percezione

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 14:22

ilcuculo@finanza,

circa il 100%, magari non nelle technicalities ma non importa. Sanno che vengono derubati, ingannati e presi pure in giro, siano di destra o di sinistra, per quel che vuole dire. Questo è quello che conta e dato che nessuno si prende carico di alleviare questa immane depressione la storia umana dimostra che il punto di approdo finale è sempre lo stesso, l’unica cosa che non si può prevedere è il quando, quanto velocemente e quanto violentemente.

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 14:23

icebergfinanza,

come vedi sono in pieno disaccordo con il numero fornito da Andrea, spera che abbia ragione lui !

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 14:32

ilcuculo@finanza,

era x te… il succo è che è irrilevante che le vittime conoscano le ragioni esatte della loro sofferenza. Le rivolte non sono mai nate perché la gente aveva capito ma perché aveva subito troppo e troppo a lungo, e non hanno mai avuto un esito costruttivo… e vengono facilmente cavalcate da chi invece ha capito benissimo.

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 15:04

Investing.com – Il valore per il prodotto Interno Lordo negli U.S.A. é salito meno di quanto ci si aspettasse nell’ultimo quarto, dai dati ufficiali mostrati giovedì.

In un report, l’Ufficio di Analisi Economica ha dichiarato che il valore per il PIL é salito a un tasso annuale destagionalizzato di con un tasso annuale di 1,8%, da 2,4% nel precedente quarto.

Gli analisti si aspettavano che il valore per il PIL un incremento di 2,4% nell’ultimo quarto.

Grazie Bernanke per aver compreso per l’ennesima volta il miracolo dell’economia americana!

veleno50
Scritto il 26 giugno 2013 at 15:30

nemmeno quando dice un po di verità.se hanno detto che c’è un buco di 8 miliardi di derivati ed è vero io li ringrazio o no?oppure solo voi commentatori avete la verità assoluta

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 15:37

I futures del rame sono in calo questo mercoledì, e si riavvicinano al minimo di 3 anni la ripresa stellare è dietro l’angolo…

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 15:59

icebergfinanza,

Bernanke lo sapeva anche prima. Non si può credere a una sola parola di quello che questa gente racconta in pubblico. Quello è per lo show. Allo stesso modo che il PIL USA sia salito meno di quanto ci si aspettasse… chi si aspettava cosa ? TUTTI gli analisti decenti dicono che non c’è ripresa da sempre, quindi anche questo è per lo show. I cinesi stanno tentando di sgonfiare la loro bolla, gli emergenti vengono (momentaneamente) affondati, l’oro lo regalano e re dollaro domina. Non è come qualche anno fa. E’ la lotta per il possesso delle residue risorse energetiche fossili, è appena iniziata, non finirà. Quando non sarà più possibile mantenete la finzione, si passerà ad altri metodi.

“… la FED non può stampare petrolio…”

Ben Bernanke 2010

… dai Andrea che lo sai, puoi scrivere di meglio !

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 16:06

john_ludd@finanza,

Ad ognuno le sue competenze… oggi va di moda il shale gasssssss

veleno50
Scritto il 26 giugno 2013 at 16:21

non male il prelievo dell’8% sui depositi proposto da schauble per salvare le banche.si giustifica dicendo che è il male minore altrimenti sarebbero guai più grossi.se lo avesse detto draghi cosa accadrebbe?

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 16:23

icebergfinanza,

eh già, proprio quello con 3 o 4 sssss !

Empty spaces – what are we living for
Abandoned places – I guess we know the score
On and on, does anybody know what we are looking for…
Another hero, another mindless crime
Behind the curtain, in the pantomime
Hold the line, does anybody want to take it anymore
THE SHOW MUST GO ON

Ooh, I’ll top the bill, I’ll overkill
I have to find the will to carry on
On with the show
On with the show
The show – THE SHOW MUST GO ON

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2013 at 16:28

veleno50@finanza,

è dalla notte dei tempi che se una banca privata fallisce, il depositante perde i propri depositi oltre l’eventuale assicurazione (di solito pubblica guarda caso). Se hai più di 100k compra un BOT, lo stato fallisce sempre dopo che sono falliti i privati e non allo stesso modo; sarebbe la prima volta, ma ci stanno provando, non impareranno mai, e neppure noi a quanto pare.

pecunia
Scritto il 26 giugno 2013 at 16:35

in tema con quanto scritto in questo articolo e relativi commenti, aggiungerei che una letturina al libro di Bisignani aiuterebbe ad ampliare gli italici orizzonti…

francia r
Scritto il 26 giugno 2013 at 19:14

Salve marinai, come dice il Capitano c’è aria di soffritto in giro, direi involtini primavera, uova al bacon, corn flakes e un leggero stinco di maiale stanno bruciando nella cucina di qualche cuoco paranoico …. il tutto ovviamente dovrà finire per ricadere sulle sorti dell’euro, sullo spread e delle nostre tasche, il tutto a tempo debito.
Non so perché, ma andrà inevitabilmente così.
Per completare il quadretto forse manca qualche notizia dal forex … vera fucina della grande finanza, a quanto pare …. qualche novità??

icebergfinanza
Scritto il 26 giugno 2013 at 20:00

francia r@finanza,

Non ancora sul forex si cucina in …bagnacauda c’è da togliere il sapore dolce del dollaro troppo pigiato :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

stanziale
Scritto il 26 giugno 2013 at 21:18

C’e’ chi fa peggio di noi ad amministrare soc. pubbliche, a volte
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-06-26/cassa-depositi-prestiti-italiana-192809.shtml?uuid=AbMg3n8H

francia r
Scritto il 26 giugno 2013 at 23:28

Ba ….. “Mai disperare nei destini d’Italia” sta scritto su una lapide a 111 km da Alessandria d’egitto, sopra un mare di tombe di soldati italiani …..
In fondo mai parole sono state più giuste … visto il proseguo della guerra e soprattutto il dopo …. l’importante è non restarci sotto.
Qua temo che sia la stessa situazione …. capire veramente quali sono buone notizie e quanto sono reali è sempre molto difficile …. poi fare confronti con i nostri cugini transalpini di questi tempi è un po’ una tristezza direi, esattamente come nel … conflitto scorso.

Il dollarone è sicuramente pigiato … ma gli americani hanno flotte di portaerei per esportarlo allegramente ad amici e nemici …. pardon di nemici non c’è ne sono più, perché li hanno comprati tutti …. o arrivano i marziani o ci becchiamo un altro ventennio fascista a livello globale … peggio di Orwell

dorf001
Scritto il 27 giugno 2013 at 01:15

un po di aiuto può venire dal reddito di cittadinanza. che serve per milioni di persone disperate. qualcuno ne parla al senato. e lo fanno solo i grillini. guardate questo video prego: http://www.youtube.com/watch?v=9y5robr4KUk

DORF

dorf001
Scritto il 27 giugno 2013 at 01:19

M5S Senato: Reddito di cittadinanza subito!

>>> AGGIORNAMENTO! I partiti hanno bocciato la mozione del M5S per l’introduzione del reddito di cittadinanza: 181 contro (pd,pdl, scelta civica), 50 a favore (M5S, sel). Astenuta Lega. <<<

"Introdurre il reddito minimo garantito, predisponendo un piano che individui la platea degli aventi diritto, considerando come indicatore il numero di cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà. E' la prima proposta contenuta nella mozione d'indirizzo al Governo per contrastare la povertà che presentiamo in Senato. Primo firmatario il capogruppo Nicola Morra. La mozione verrà discussa oggi e invita il governo a procedere al riparto delle risorse del fondo nazionale per le politiche sociali concordato in sede di conferenza delle Regioni, al fine di rendere queste risorse immediatamente disponibili alle Regioni e agli enti gestori. Si impegna inoltre il governo a reperire le risorse necessarie anche attraverso la lotta all'evasione fiscale, l'incremento delle imposte sul gioco d'azzardo e attraverso specifiche disposizioni volte alla redistribuzione delle pensioni d'oro e ad attuare specifiche politiche sociali e dell'occupazione per inoccupati e disoccupati tra i 30 e i 54 anni in generale, e per la donne inattive in particolare, quali categorie a più alto rischio di povertà ed esclusione sociale." M5S Senato

Leggi il testo della mozione del M5S bocciata dai partiti

ecco il testo : http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=703964

DORF

veleno50
Scritto il 27 giugno 2013 at 07:34

più facile dirlo che realizzarlo. se me lo permetti suggerirei di privatizzare la rai, toglierei tutte le provincie, ristrutturare il debito pubblico del 20% per chi ha oltre 100 mila euro, massimo di pensione 1800 euro in periodo di guerra economica come questo, a mali estremi estremi rimedi. poi si può parlare di reddito di cittadinanza per un periodo breve.il popolo italiano è vecchio, vagabondo, non protesta, subisce angherie di ogni genere. grillo è stato fortunato ha vinto una ferrari purtroppo i suoi piloti non hanno la patente.nel film( nell’anno del signore) con il bravissimo manfredi nella scena finale due carbonari stanno per essere giustiziati, guardano il popolo che assiste passivamente e si chiedono a cosa è servito combattere per loro.

luigiza
Scritto il 27 giugno 2013 at 09:38

Ma allora nell’articolo dell’Uriel da me linkato sopra del vero c’era.

Finalmente una legge che fa pagare i disastri a quelli che li hanno combinati.

Da Intermarket&More:

Ecofin e Fallimento Banche

Chi tocca per primo? Il Monte dei Paschi?

francia r
Scritto il 27 giugno 2013 at 10:20

luigiza

Mai pensare che qualsiasi modifica fatta ora alla normativa che regolamenta le tutele e le norme bancarie possa modificare in maniera positiva la situazione per le parti deboli, cioè i correntisti, cioè noi. Il tutto sempre senza che venga neanche preso in considerazione di limitare realmente la libertà di azione criminale dei banchieri truffaldini. Quando si arriva a portare i libri in tribunale è tardi.

Comunque …. cerchiamo di capire ….

Fino a irei, l’avido correntista /investitore fina a 100K eurini era tutelato dal fondo interbancario di tutela dei depositi …. il resto entrava nel fallimento e buonanotte … ora a quale titolo diventi “pagatore” / “sostenitore” di cosa? Se la banca è fallita ci sono delle responsabilità penali e civili, oltre che assicurazioni di copertura da esigere ….
Se invece gli amici a fronte di una situazione di crisi “terribile” possono / potranno invocare questo strumento per la salvaguardia dell’universo allora tutto cambia …

Ma Tu avido correntista …. oltre a versare i tuoi soldi nella banca fallita quali responsabilità puoi avere …. quindi non è che sei /sarai chiamato a pagare non con l’eccedenza che andrebbe / o è già andata in fumo, ma con la quota che è “garantito” dal fondo … dai che abbiamo quadrato la ruota …

A .. non temete … per ora la cifra “limite” è elevata … ma in caso di necessità direi che dopo una “disperata” riunione non esiterebbero, piangenti, ad abbassare anche ad 1 euro tale soglia, pur di salvaguardare gli interessi “forti”, di dio e della nazione.

Perdonate ma se il giochino si riduce a questo ….. direi che è la pietra tombale del sistema bancario europeo ….

luigiza
Scritto il 27 giugno 2013 at 10:21

@Mazzalai

DEFAULT ITALIA … PUZZA DI BRUCIATO!

Dopo la lettura di quanto contenuto in questo articolo (fatti non più illazioni o bordate interssate da parte della stampa anglo-sassone)
Rivelazione: siamo come la Grecia e certe informazioni datami dal mio commercialista e da quanto riferitomi da quello di un mio conoscente non ne sono più così sicuro.

francia r
Scritto il 27 giugno 2013 at 10:30

luigiza@finanza,

Minkia … non ci tenere sulle spine !

Condividi il l’amaro calice …..

luigiza
Scritto il 27 giugno 2013 at 10:45

francia r@finanza,

Relativamente a quanto dettomi dai commercialisti?

Eccolo: sono impegnati a chiudere aziende che non ce la fanno più e che son piene di protesti.

Francia R. E’ F I N I T A!

Ora non resta che chiedere l’aiuto della Troika.
Meglio un feroce governo che un non governo

francia r
Scritto il 27 giugno 2013 at 11:28

Egregio,

perdona la precedente ironia.

Il calice è veramente amaro, per molti, moltissimi, ma come ben sai non per tutti.
E questa è la cosa più odiosa, perchè la minoranza di fortunati oltrettutto è mantenuta da noi, con i nostri soldi, e ci sta prosciugando con la sua arrogante opulenza e la sua burocratica capacità di immobilizzare qualsiasi tentativo di azione.

Questa è l’Italia nel 2013. Siamo pieni di debiti e non potremo mai restituirli tutti in una volta, ma questo è implicito ed era scontato anche vent’anni fa.
Nessun paese, nessuna impresa o attività, di norma, può restituire tutti i suoi debiti a lunga, media e breve scadenza, semplicemente perchè non ha abbastanza denaro, perchè ne ha preso in prestito per avviare, ristrutturare, costruire e fare commercio o produzione. Sono le basi della nostra economia e del nostro far finanza.
L’unica cosa che non avevamo considerato in questo sistema era il livello di corruzione globalizzata, morale e pratica che ci ha soffocato fin’ora, fino a metterci quasi sul lastrico.

L’attuale presidente della confindustria, piaccia o meno, sono mesi che urla al “governo” la drammatica situazione finanziaria delle imprese, ma il governo fa finta di nulla, e sono anni che i sindacati chiedono rinnovi di contratti o minimi aumenti salariali, ma il governo fa finta di nulla, anzi diciamo che nel frattempo si è aumentato ampiamente stipendio ed ogni forma di benefit, per loro, spesso per i loro parenti e per tutti i livelli di gerarchia del potere e della burocrazia pubblica … a non temere … insegnanti, infermieri, medici di reparto, poliziotti e soldati, ovvero colo che effettivamente danno valore all’azione dello stato, sono abbandonati e rinnegati, come inutili appendici da buttare alla prima occasione.

Si è vero, le aziende chiudono … delocalizzano …. il PIL cala e il gettito fiscale crolla … è un gioco provocato ed invocato da anni di globalizzazione e criminale neoliberismo finanziario, con la benedizione anglosassone e di psicopatici della finanza creativa, con il totale asservimento delle classi politiche del mondo intero … il neofascismo impera in mezza europa … e nel mondo non stanno meglio (il vero sogno del maccartismo no?)

Ora che forse tra “noi” abbiamo le idee più chiare …. l’unica cosa che possiamo fare è lavorare (finchè si può) e cercare di costruire una nuova forma di coscienza collettiva, che vada un pochino più in la di quanto fatto finora, cercando di condividere con quante più persone possibile, ciò che abbiamo colto della realtà in cui viviamo e la necessità di cambiare la situazione.

Mi raccomando, ogni cosa ha un suo tempo, come diceva Qoelet qualche migliaio di anni fa. Può darsi che la fine del mondo sia domani … ma anche no, ergo pensare sempre prima di agire, proprio per coprire al meglio l’incerto domani.

PORTELLO
Scritto il 27 giugno 2013 at 11:41

http://www.zerohedge.com/news/2013-06-26/lhorreur-goldman-finds-europes-two-worst-capitalized-banks-france

Ciao Andrea,credi che credit agricole sara’ la mps francese? Era quella la banca francese di cui parlavi?

icebergfinanza
Scritto il 27 giugno 2013 at 11:47

PORTELLO,

Non so dovrei chiedere a Machiavelli… :D comunque quella era nella lista ai primissimi posti

icebergfinanza
Scritto il 27 giugno 2013 at 11:50

luigiza@finanza,

Blondet …. sic!

luigiza
Scritto il 27 giugno 2013 at 12:37

icebergfinanza,

Andrea capisco le tue riserve sul Blondet e su quello che scrive in generale, sono anche le mie ma sullo Scandalo dei derivati ha aperto una indagine anche la Procura di Roma.

Andiamoci piano col definirle solo interessate fandonie. :wink:

ilcuculo
Scritto il 27 giugno 2013 at 12:49

C’è qualcuno che sappia di cosa sta parlando relativamente a questo problema dei derivati o si stanno facendo chiacchiere su pettegolezzi sentiti dire.

A me sembra che se sono state aperte posizioni derivate a copertura di operazioni , c’è evidentemente, la possibilità che si chiudano con perdite. E comunque le coperture hanno un costo.

icebergfinanza
Scritto il 27 giugno 2013 at 15:00

ilcuculo@finanza,

Possono chiudersi anche in pari o in guadagno dipende dalla scadenza…il resto sono chiacchere!

icebergfinanza
Scritto il 27 giugno 2013 at 15:05

luigiza@finanza,

Vediamo di capirci. La questione era nota da tempo lo scorso anno a maggio anche il Der Spiegel ne ha parlato dicendo che Kohl sapeva tutto e ha chiuso un occhio perchè se l’Italia restava fuori dall’euro commercialmente asfaltava la Germania… a gennaio sempre dello scorso anno abbiamo dovuto saldare quasi 3 miliardi a Morgan Stanley con la compiacenza di Monti… che facciamo ci svegliamo tutti ora magistratura compresa? Per fare che per scoprire l’ovvietà? Perchè solo ora …serve fare casino per imporre nuove tasse o più Europa?

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