ELEZIONI 2013: ITALIA STORIE DI DRAGHI E LEGGENDE METROPOLITANE!

Scritto il alle 12:58 da icebergfinanza

Devo ammettere che amo poter gestire questo nostro piccolo e grande veliero, il nostro blog,  perchè ti permette in pochissime righe di smontare molte delle leggende metropolitane che circolano nell’informazione ufficiale, in attesa della verità figlia del tempo…

Ieri Mario Draghi governatore della Banca centrale europea è stato spettacolare, un concentrato di leggende metropolitane mai visto…

«Dobbiamo rinvigorire i nostri modelli sociali attraverso la riforma delle nostre economie». Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi all’Accademia Cattolica Monaco di Baviera, in Germania,  spiegando che «è necessario rafforzare i meccanismi di mercato al servizio dell’umanità».  Corriere

«è necessario rafforzare i meccanismi di mercato al servizio dell’umanità»… «è necessario rafforzare i meccanismi di mercato al servizio dell’umanità».

Market, market, growth, growth….ohhh yeahhhh!

Si i meccanismi di mercato, il mercato non c’è altro di meglio da mettere al servizio dell’umanità, tenetemi fermo!

Dobbiamo rinvigorire i nostri modelli sociali,ma certo, peccato che non più tardi di qualche mese fa…

Il Corriere lancia una farse di Draghi, riprendendo l’Ansa: “Lo stato sociale è morto”. Poi il contro ordine: “un errore di traduzione”. In ogni caso nell’intervista mal tradotta il presidente ritiene che vada “ridimensionato” «Lo stato sociale europeo è morto». E chi lo dice? Mario Draghi, presidente della Bce. O meglio, lo ha scritto il sito del Corriere della sera che – a quanto ci hanno detto – ha ripreso un lancio dell’Ansa. Dopo una quarantina di minuti c’è stato un contrordine: l’Ansa aveva tradotto male una intervista di Draghi al Wall Street Journal

Si in questa crisi si traduce tutto male, si viene spesso fraintesi…nessuno ci comprende!

E poi ieri …  Per favorire la crescita economica la  sola ”opzione sostenibile e’ la necessita’ di mantenere il  modello sociale europeo. E questo e’ possibile soltanto  continuando sul percorso delle riforme”. E’ quanto ha  affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo  a un convegno a Monaco. (ASCA )

Scusate se questa volta eccedo,  ma signor Draghi, Lei ci sta prendendo per il CULO o mi sono perso qualcosa!

In questo modo «possiamo salvaguardare la persona nella sua integrità».  «Inoltre- ha continuato Draghi- l’euro è un mezzo per promuovere la pace tra le nazioni e anche un mezzo per migliorare la nostra prosperità collettiva».

Possiamo salvaguardare la persona nella sua integrità, ma che è Draghi un banchiere di quelli che frequentano certi salotti che parla di persona invece che di individuo, ma non c’è più religione in questo mondo…

“ Una moneta concepita come un modo per ridurre il rischio di un altro conflitto europeo avrà probabilmente l’effetto opposto, ovvero quello di portare ad un aumento dei conflitti in Europa e tra l’Europa e gli Stati Uniti “. Martin Feldstein

…l’aspirazione francese all’uguaglianza è incompatibile con le aspettative tedesche di egemonia l’aspirazione francese all’uguaglianza è incompatibile con le aspettative tedesche di egemonia l’aspirazione francese all’uguaglianza è incompatibile con le aspettative tedesche di egemonia.

LA PIAGA DELLA DISOCCUPAZIONE – «La disoccupazione è una tragedia,» ha continuato Draghi nel suo intervento a Monaco di Baveria. Per il presidente della Bce la «riduzione della disoccupazione è una sfida urgente». La disoccupazione, ha aggiunto, «sperpera la vitalità dei nostri lavoratori. Si impedisce alle persone di svolgere un ruolo attivo e significativo nella società e questo induce un senso disperazione che prosciuga l’ispirazione dai nostri giovani»

Ma se state portando avanti ostinatamente il programma di sterminio di massa attraverso svalutazioni interne, riduzione di posti di lavoro soprattutto pubblici, deflazione salariale ai paesi brutti e cattivi su suggerimento degli intransigenti calvinisti seduti sulle loro banchette di carta! Tenetemi fermo due volte!

Faccio io una proposta chiara e precisa alla Banca centrale europea e non mi si venga a dire che non è possibile, perchè lo statuto e balle varie non lo permettono, perchè gli azionisti non lo consentono perchè divento paonazzo…

LA BCE SCONTI DIRETTAMENTE ALLE IMPRESE EUROPEE, SOPRATTUTTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE TUTTI I CREDITI CHE HANNO NEI CONFRONTI DEGLI STATI, GARANTITI OVVIAMENTE DAGLI STESSI STATI COME HA PERMESSO ALLE BANCHE DI EMETTERE OBBLIGAZIONI GARANTITE DAGLI STESSI STATI!

Ripeto non mi si venga a dire che non è possibile perchè in questa crisi sono state stravolte tutte le regole, stravolti tutti i principi contabili.

Spero che dopo aver letto queste quattro righe la Vostra Consapevolezza stia aumentando e che questo grido si diffonda, tutto è possibile basta volerlo!

Per chi volesse sostenere liberamente il nostro viaggio è disponibile MACHIAVELLI 2013 UN ANNO DOUBLE FACE un post da non perdere sulle prospettive geopolitiche, macroeconomiche e tecniche di un anno che si preannuncia decisamente DOUBLE FACE!

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10 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 28 febbraio 2013 at 18:19

D’accordissimo Andrea :wink: 8) :D

LA BCE SCONTI DIRETTAMENTE ALLE IMPRESE EUROPEE, SOPRATTUTTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE TUTTI I CREDITI CHE HANNO NEI CONFRONTI DEGLI STATI, GARANTITI OVVIAMENTE DAGLI STESSI STATI COME HA PERMESSO ALLE BANCHE DI EMETTERE OBBLIGAZIONI GARANTITE DAGLI STESSI STATI!

giobbe8871
Scritto il 28 febbraio 2013 at 18:20

le piccole imprese però non pagano ai banchieri e ai politici le ballerine e le massaggiatrici . :mrgreen: :twisted:

giobbe8871
Scritto il 28 febbraio 2013 at 18:22

LEGA IMPRENDITORIALE D’AZIONE :wink:

dorf001
Scritto il 1 marzo 2013 at 00:36

tornando un attimo alla germania. cosa fa nonna merkel? beh si è trasformata in madonna. e tiene in braccio il suo figliol prodigo. il prediletto. non ci credete? ma ecco qui la foto. please https://www.facebook.com/photo.php?fbid=564588516892627&set=a.179435058741310.40950.140577752627041&type=1&ref=nf

dorf001
Scritto il 1 marzo 2013 at 00:38

giobbe8871@finanza,

lasciamo stare la bce e draghi. tutta gente massonica e vendutissima. la soluzione è questa.

1) Credo che ogni uomo e donna meriti il Reddito di Cittadinanza.
2) Credo che il Reddito di Cittadinanza permetta ad ognuno di fare quello che gli riesce meglio.
3) Credo che ogni persona produca un valore monetario e quindi meriti ancor di più il Reddito di Cittadinanza.
4) Credo che con il Reddito di Cittadinanza le persone diventino più creative.
5) Credo che dando fiducia alle persone si ottiene una società più serena e accogliente.
6) Credo che con il Reddito di Cittadinanza il tasso di natalità crescerebbe.
7) Credo che il Reddito di Cittadinanza offrirebbe maggiore libertà alle persone.
8 ) Credo che il Reddito di Cittadinanza faccia diminuire il numero delle lamentele e le persone sarebbero più riconoscenti.
9) Credo che con il Reddito di Cittadinanza la disoccupazione non sarebbe più un grosso problema.
10) Credo che con il Reddito di Cittadinanza il numero dei suicidi diminuirebbe.
11) Credo che con il Reddito di Cittadinanza ci sarebbe più tempo da dedicare agli altri.
12) Credo che il Reddito di Cittadinanza permetta una società più giusta ed equa.
Credo che sia possibile introdurre il Reddito di Cittadinanza per tutti senza aumentare le tasse o tagliare altre spese statali e che sia arrivato il momento di realizzare questa conquista sociale.
13)Credo che il Reddito di Cittadinanza aumenti la dignità delle persone.
14)Credo che il Reddito di Cittadinanza contribuisca a considerare il denaro un mezzo e non un fine

Andrea Pauri
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dorf001
Scritto il 1 marzo 2013 at 00:42

il procuratore generale tarquini spiega la truffa di bankitalia.

“Le anomalie di un bilancio […] la Banca d’Italia, nei propri bilanci, iscrive tra le poste passive la moneta che immette in circolazione. Questo ritiene di poter fare in virtù di un mero gioco di parole, che si risolve in definitiva in una presa in giro del popolo, sfruttando in modo truffaldino la formula che ancora si trova scritta sulle banconote (“Lire centomila – pagabili a vista al portatore” – firmato “Il Governatore”) e che, oggi, non avrebbe più alcuna ragione di essere, perché non significa nulla [1].
Infatti si tratta di un’obbligazione che l’istituto bancario si assumeva nel passato (nel tempo, cioè, in cui vigeva la convertibilità del biglietto di banca in oro) di convertire appunto la carta moneta nel metallo prezioso che ne costituiva la garanzia (base aurea).

“Nei tempi attuali,
in cui quella convertibilità è stata abolita
ed è stato imposto
il corso forzoso della moneta cartacea,

quella “promessa di pagamento a vista” ha perduto ogni contenuto e non può, quindi, avere alcun valore. Tuttavia la Banca d’Italia ritiene ancora di potersene avvalere, confidando che la mera apparenza, che ancor oggi conservano i biglietti di banca, di cambiali a vista, e quindi formalmente di debito, le possa consentire legittimamente di considerare la moneta immessa in circolazione come una propria passività da iscrivere in bilancio tra le poste passive.

“Ed è noto come l’aumento artificioso del passivo, in un bilancio societario, determini un illecito annullamento dell’attivo [2].

Quindi l’Istituto di Emissione immette in circolazione banconote che sono non solo prive di alcuna copertura (neanche parziale) o garanzia, ma anche strutturate come false cambiali, che da un lato offrono una parvenza di legalità alla loro iscrizione nel passivo dell’azienda, dall’altro costituiscono un “debito inesigibile”, come affermano le stesse autorità monetarie, inventando una fattispecie giuridica di cui facilmente si può misurare l’assurdità. A parte, infatti, che la inesigibilità non può che riguardare il credito (perché è questo che, caso mai, non può essere esatto), con la formula del “debitore inesigibile” si fa decidere allo stesso debitore di non pagare il debito.
Una cosa è dire che “il credito” è inesigibile perché il debitore non può pagare, altra cosa è invece dire che esso è inesigibile perché il debitore (la Banca Centrale) per legge ha la garanzia di non dover pagare.
Riassumendo, delle due l’una: o la Banca d’Italia non è proprietaria della moneta al momento dell’emissione (come hanno affermato i rappresentanti del governo rispondendo alle interrogazioni parlamentari) ed allora appare del tutto ingiustificato che ne tragga un utile, tanto più che la banca stessa assume di essere debitrice dei simboli monetari emessi, così da iscriverli come posta passiva nel proprio bilancio; oppure la Banca Centrale (contrariamente a quanto dichiarato dai due Sottosegretari di Stato) è proprietaria di quella moneta e con giustificazione (solo apparente) ne ritrae un utile dal suo prestito al sistema economico nazionale, ma allora assume i contorni di un fatto illecito far figurare come poste passive operazioni che sono invece indubbiamente attive.”

Note:
[*] Bruno Tarquini è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948 presso l’Università di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. E’ stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado, infine, nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello. Gli studi giuridici e l’attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali, con particolare riguardo alla storia.
[1] Provi il cittadino a presentarsi ad uno sportello qualsiasi della Banca d’Italia, esibisca una banconota contenente quella (ormai inutile) promessa di pagamento e chieda di essere “pagato a vista”. E’ probabile che venga preso per matto!
[2] Sarebbe di certo giuridicamente infondato sostenere la legittimità della indicazione nel passivo della moneta al momento della emissione (ed a maggior ragione durante la sua circolazione), facendo ricorso a quanto stabilisce l’art.2424 del codice civile, secondo il quale il bilancio delle società per azioni deve indicare nel passivo (tra l’altro) anche “il capitale sociale al suo valore nominale…”, poiché non vi è alcun dubbio che nella massa di moneta creata e messa in circolazione dalla Banca Centrale non può sicuramente identificarsi il capitale sottoscritto e depositato dagli azionisti (“partecipanti”), dei quali costituisce un credito e, quindi, per la società un debito. Quella moneta la stessa Banca d’Italia – come si dirà più oltre – la definisce “merce”.

Tratto da “La banca, la moneta e l’usura – La Costituzione tradita”, di Bruno Tarquini [*], già Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell’Aquila (ed. Controcorrente, Napoli 2001)
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dorf001
Scritto il 1 marzo 2013 at 00:44

flessiblità salariale e reddito di cittadinanza.

l lavoro libero si distingue dal lavoro schiavo perché è basato sulla libera contrattazione dei compensi. Stipulare un contratto significa rispetto della parola data sia da parte del lavoratore che del datore del lavoro. Con la flessibilità salariale si altera arbitrariamente il valore del compenso corrisposto al lavoratore perché se ne svuota arbitrariamente ed unilateralmente il potere d’acquisto. Questa truffa non è imputabile al datore di lavoro, ma al vertice della banca centrale che la attua col pretesto di difendere il potere d’acquisto della moneta e lo fa nel proprio interesse in quanto ne ha la proprietà sin dall’emissione (perché emette prestando e prestare denaro è prerogativa del proprietario). In tal modo ciò che viene rispettato come obbligo contrattuale è la sola espressione numerica della somma di denaro corrisposta come salario, non il suo valore. Nelle tasche del lavoratore va infatti il valore monetario che varia col variare dell’inflazione. E siccome l’inflazione è causata, non dal datore di lavoro, ma dalla banca centrale, che ne lamenta poi la necessità di controllarla e ridurla, ed è in grado di prevederla e prevenirla perché è in grado di causarla, appare in tutta evidenza l’assurda recita quotidiana degli attori della drammatica commedia della conflittualità contrattuale: Bankitalia, Confindustria, CGIL, CISL, UIL. Chi comanda il gioco è Fazio, il padrone dei soldi che li emette prestandoli anche agli industriali. E gli industriali devono accettare le proposte di Fazio perché questi è in grado di concedere o negare il prestito di denaro di cui il mondo del lavoro ha bisogno come l’aria per respirare.
È ovvio che il problema della conflittualità contrattuale si può risolvere solo con la proprietà popolare della moneta. Attribuendo ad ogni cittadino, all’atto dell’emissione, la sua quota di valore monetario come reddito di cittadinanza, si rafforza una volta per sempre la posizione del contraente più debole perché lo si libera dai bisogni di prima necessità. In tal modo il lavoratore accetta il contratto di lavoro perché lo ha voluto, non perché è stato costretto ad accettarlo.
Il regime della proprietà popolare della moneta ed il reddito di cittadinanza conviene sia ai datori di lavori che ai lavoratori, perché finalmente anche per i contratti di lavoro torna a valere la regola del “tener fede alla parola data” che da affidamento e stabilità di cui oggi il mondo del lavoro ha necessità esasperata.
Va inoltre posto in evidenza che si risolverebbe anche il problema della c.d. robotizzazione. Oggi i robot sono considerati con ostilità dai sindacati perché il loro uso aumenta la disoccupazione. Attribuendo al cittadino il reddito monetario di cittadinanza esso potrà essere utilizzato per comprare i prodotti dei robot a prezzi più bassi per la riduzione dei costi, realizzando così anche una politica di deflazione monetaria.
Ultimo, ma non minore argomento, è la circostanza che col reddito di cittadinanza si darebbe attuazione al 2° comma dell’art. 42 della Costituzione Italiana che sancisce l’accesso alla proprietà per tutti in un diritto sociale universale. Questa norma è stata sistematicamente ignorata da tutti i governi di uno stato che pur si dichiara costituzionale, a conferma della regola pancia piena non crede a pancia vuota, che pur essendo ignorata dalla Costituzione ha tuttavia piena rilevanza giuridica.

Giacinto Auriti
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by DORF

dorf001
Scritto il 1 marzo 2013 at 00:46

il reddito di cittadinanza secondo giacinto auriti. il vero inventore di questa cosa. già 20 anni fa.

n un regime monetario conforme alla persona umana, l’ente di emissione NON può essere privato, la moneta deve essere accreditata ad ognuno come ” REDDITO di CITTADINANZA “.
La proprietà dovrà essere del portatore, infatti su ogni banconota ci sarà apposta scritta – Proprietà del portatore –

– Il ministero del tesoro o delle finanze si occuperà di assegnare, già al momento della nascita, ad ogni cittadino residente sul territorio nazionale il CODICE dei REDDITI SOCIALI, analogo all’attuale codice fiscale che oggi serve per pagare.
– Ad esempio, il cittadino andrà in banca a chiedere liquidità per un spesa, l’acquisto di un terreno o la costruzione di una casa, di una fabbrica
– La banca gli accrediterà la somma pattuita
– Il cittadino realizzerà l’ opera, anche con il contributo lavorativo di altri cittadini che contribuiranno alla creazione del valore
– Il cittadino con la propria attività lavorativa e con il guadagno del proprio lavoro restituirà la somma accreditatagli dalla banca
– La banca passerà l’intero ammontare restituito dal cittadino al ministero del tesoro o delle finanze
– Il ministero del tesoro o delle finanze daranno attuazione al REDDITO di CITTADINANZA dato che avranno il dovere di dividere in parti uguali, le somme che rientrano nelle casse ed accreditarle sul CODICE dei REDDITI SOCIALI , che ogni cittadino residente avrà, a prescindere del loro stato, giovani, anziani, lavoratori, disoccupati, malati, ecc,
– l’importo del REDDITO di CITTADINANZA sarà variabile perché dipenderà dalla quantità di moneta richiesta all’ente di emissione da parte dei cittadini in rapporto con l’ammontare necessario per consentire ad ogni cittadino di poter vivere decorosamente.
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giobbe8871
Scritto il 1 marzo 2013 at 12:34

dorf001@finanza,

Dorf, belle parole quelle sul Reddito di Cittadinanza. 8)

Proprio ora che stanno seppellendo diritti civili faticosamente conquistati, alludo alla SALUTE, SCUOLA, LAVORO, PENSIONE, CASA.
su tutti leggere art. 3, comma 2° Costituzione Italiana. :twisted:

giobbe8871
Scritto il 1 marzo 2013 at 12:37

1) La Banca d’Iyalia deve diventare Banca Nazionale d’Italia !
come 2° passo deve “scontare ” i crediti delle Aziende Italiane.

3) regalare le NOSTRE nuove £ire alle aziende Italiane Hi-Tech. per la loro componente tecnologica e scientifica.

Solo dopo si può pensare a RICONOSCERE IL DIRITTO AL REDDITO DI CITTADINANZA.

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