DAL CANADA ALL’INGHILTERRA UNA BOLLA IMMOBILIARE TIRA L’ALTRA!

Scritto il alle 11:45 da icebergfinanza

Mentre alcuni clienti mi chiedevano l’opportunità o meno di acquistare dollari canadesi o australiani per fuggire dalla fine dell’euro io suggerivo loro di lasciar perdere, tanta fatica per nulla.

Era il 5 di marzo dello scorso anno quando Icebergfinanza scrisse un post dal titolo  CANADA E’ SCOPPIATA L’ENNESIMA BOLLA IMMOBILIARE  e successivamente AUSTRALIA E CANADA: BOLLE IMMOBILIARI Icebergfinanza.

Recentemente abbiamo visto quello che sta accadendo a distanza di un anno CANADA: CRACK IMMOBILIARE! nella terra amministratata da quello che in molti a torto considerano uno dei migliori banchieri centrali al mondo.

Mark Carney, il nuovo capo della Bank of England, è il miglior banchiere  centrale del mondo? Secondo Londra sì, ma anche il canadese ha un passato da cui  guardarsi, proprio come Trichet e Draghi. La bolla immobiliare e il credito  (troppo) facile rischiano di far perdere al Canada la sua aura di Paese  virtuoso. (…)

E poi c’è Carney, che oltre a essere il numero uno della  Bank of Canada, ha anche preso il posto che fu di Draghi al Financial stability  board. La banca centrale che il banchiere centrale più giovane  e preparato del G7 lascia, la Bank of Canada, sta per affrontare diversi  problemi. «Attendiamoci quindi un altro scandalo bancario, dopo Crédit Lyonnais  e MPS», scherza con Linkiesta un diplomatico canadese. In realtà, spiega il  funzionario, l’operato di Carney non è immune da critiche. «C’è molto timore  sulla bolla immobiliare, l’umore dei banchieri è controverso, specie perché  l’impressione è che sia insostenibile questo modello di crescita degli  immobili», dice. Ha ragione. Ogni mese Scotiabank traccia l’andamento del  mercato abitativo canadese. Stando ai suoi database, il prezzo medio di  un’abitazione in Canada nel 2007 era di 307.089 dollari canadesi, a fronte di  521.059 unità vendute. Nel 2012 il prezzo medio è salito a quota 364.389 dollari  canadesi per un totale di 459.882 unità vendute. Nelle aree di Vancouver, Ottawa  e Toronto ci sono gli esempi più limpidi di cosa sta succedendo in Canada: la  skyline sta mutando rapidamente, grazie ai nuovi condomini residenziali da  60,70, anche 100, piani.

La crisi immobiliare canadese è ancora all’inizio. E forse  il Paese riuscirà a proteggersi da questo pericolo. «I prezzi delle case stanno  iniziando a calare in alcune zone, ma in altre, come Toronto o Vancouver,  continuano a salire», dice Christopher Ragan, professore di Macroeconomia alla  McGill University. «Al massimo ci sarà un soft-landing, perché le banche  canadesi sono forti, sicure e protette contro gli shock», continua Ragan. Il  merito, si dice, è di Carney. Ragan difende la politica monetaria di Carney,  anche perché è uno dei papabili per la sua successione. «Non ha fatto nulla di  sbagliato, ha agito quando doveva e i fatti gli stanno dando ragione», afferma  con certezza.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/carney-canada-bank-england-bolla#ixzz2KX5AiOas

Un altro esaltato dalla stampante facile, uno più, uno meno non importa, chissà che dopo aver alimentato la bolla immobiliare canadese non riesca a rigonfiare quella inglese, sarebbe un botto epocale, degno delle più leggendarie esplosioni immobiliari.

La prossima settimana il nostro Machiavelli ci svelerà  strategie ed occasioni che si nascondono dietro le elezioni italiane.

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5 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 11 febbraio 2013 at 17:28

CLAN MAZZALAI ! a quando Andrea ? a quandoooo ?

giobbe8871
Scritto il 11 febbraio 2013 at 17:31

Non devi dimostrare a dei bifolchi che sei un Timoniere eccezionale.
Chi ti ama ti seguirà sempre.

clan Mazzalai allora ? :wink:

associazione culturale ricreativa, meglio sarebbe di tipo politico sindacale…

ilcuculo
Scritto il 12 febbraio 2013 at 17:18

C’è chi le crisi immobiliari ce le ha e chi se le crea.

In Italia si è fatto una gran cagnara sull’ IMU , ovviamente parlando della prima casa, stiamo parlando di un gettito di circa 4 Miliardi pagato da circa 17 Milioni di famiglie ovvero in media 235 Euro.

Non si discute invece dell’IMU sulle seconde case che ha dato un gettito di oltre 19 Miliardi !!! ed è stato pagato da circa 8 milioni di famiglie per una media di oltre 2500 Euro a famiglia.

Stiamo parlando, al di la di qualche grande patrimonio immobiliare, di 8 milioni di famiglie che, oltre all’abitazione principale possiedono in media 2 unità immobiliari, acquistate come investimento o ereditate.

Queste case erano già soggette a ICI che complessivamente dav luogo ad un gettito inferiore del 50%.

Quindi a 8 milioni di famiglie del ceto medio è stato chiesto di sborsare annualmente circa 1200 euro in più.

L’istat ha certificato un calo dei consumi di circa 35 miliardi nel 2012, bene circa 14 di questi sono andati dritti dritti nell’IMU e di questi 10 sono stati pagati da sole 8 milioni di famiglie .
E questo , essendo completamente scorrelato dal reddito e dal patrimonio mobiliare ha messo in difficoltà molti.

Il mercato delle seconde case si è impantanato, i valori stanno calando e molti cercano o cercheranno di vendere immobili per non dover pagare questo salasso .

Per magari investire in BTP che oggi rendono il 4% netto.

Intanto ai rinnovi dei contratti di affitto si cerca di correre ai ripari, è vero che l’offerta non manca ma se metti da una parte un aumento di 50 euro al mese e dall’altra i costi ed i disagi di un trasloco, magari accetti i 50 euro al mese di aumento.

Domandina Domandona, ma perchè dell’IMU sulle seconde case non parla nessuno ? NESSUNO
NESSUNO in tutta la campagna elettorale, eppure ci sono 8 milioni di famiglie almeno 16 milioni di voti.
E’ politically scorrect ?

kry
Scritto il 12 febbraio 2013 at 19:45

ilcuculo@finanza,

Quindi a 8 milioni di famiglie del ceto medio è stato chiesto di sborsare annualmente circa 1200 euro in più.—– Sbagli la maggior parte del gettito arriva da negozi e capannoni e terreni edificabili non esistono solo le seconde case.

ilcuculo
Scritto il 12 febbraio 2013 at 21:24

kry@finanza,

Vero per i capannoni, i negozi invece sono affatto assimilabili a seconde case.

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