CANADA e AUSTRALIA: FULMINI A CIEL SERENO!

Scritto il alle 16:00 da icebergfinanza

 

Di Australia e Canada ne abbiamo già parlato in più occasioni, evidenziando le bolle immobiliari in atto e la recessione che avanza,  ma come ho più volte sottolineato se qualcuno ancora oggi crede che rifugiarsi in questi due paesi sia una mossa intelligente si accomodi e buona fortuna!

Io oggi farei carte false per fare un viaggio in Australia o in Canada ma per il resto preferisco il nostro mare e le nostre foreste.

In Canada si sta assistendo ormai da anni a una continua crescita dei prezzi delle case. E – suggerisce l’agenzia Bloomberg – a dare un’idea della preoccupazione per una potenziale bolla immobiliare è il dibattito che sta circondando la Canada Mortgage & Housing Corp.
Si tratta l’agenzia governativa nata per incentivare gli acquisti di abitazioni. A partire dagli anni Cinquanta ha introdotto un’assicurazione sui mutui, per consentire anche ai cittadini più a basso reddito di diventare proprietari. È proprio il ramo assicurativo, in questa fase, al centro delle attenzioni del governo. Che medita di uscirne. Il board della CHMC ha preso in esame il caso australiano, per poi portarlo all’attenzione della banca centrale. In Australia, infatti, la società governativa che garantiva i mutui è stata privatizzata nel 2007.
A partire dal 2006, i prezzi delle case in Canada sono saliti addirittura del 44%. Negli Stati Uniti, nel frattempo, sono crollati del 33%. Alla fine di settembre la garanzia pubblica sui mutui era pari a 545 miliardi di dollari: vale a dire il 31% del pil, e oltre il doppio rispetto a dieci anni fa. D’altronde, l’ammontare dei prestiti assicurati dalla CHMC è salito del 156% negli ultimi dieci anni. La privatizzazione di tale attività per ora è solo una delle idee che stanno circolando. Il ministro delle Finanze Jim Flaherty sta promuovendo un generale riesame della CHMC, per capire se ci sia effettivo bisogno di una società pubblica che ricopra tale ruolo. Secondo Flaherty, per giunta, l’agenzia «è diventata un importante istituto finanziario, pur non essendo soggetta alla stessa supervisione». VALORI

Per il resto è solo questione di tempo come le altre due grandi bolle in atto che nessuno vuole vedere…

Dando un’occhiata all’Australia non ci voleva poi tanto per comprendere che come dice Albert Edwards economista di SG la più grande bolla della recente storia si sta dirigendo verso la madre di tutti  gli atterraggi proibitivi…

Mr. Edwards cites Australia’s extreme reliance on the Chinese economy as the foundation for the current bubble.  After all, Australia, a global heavyweight in mining, is dependent on the global commodity boom that China has largely helped fuel over the last decade. ( Business.financialpost.)

Dipendenza estrema dall’economia cinese come uno dei maggiori esportatori di materie prime al mondo insieme al suo sovravvalutato mercato immobiliare fanno dell’Australia una cristalleria in mezzo ad un tempesta.

Se poi vi siete dimenticati della Danimarca allora date un’occhiata qui…

Brutte notizie per le banche danesi. Le norme adottate a partire da aprile dai regolatori, infatti, rischiano di avere un impatto molto più pesante rispetto al previsto. E le perdite, secondo gli analisti, nel corso di quest’anno non sono destinate a fermarsi.
Secondo le stime di Standard & Poor’s, le perdite complessive per le banche danesi sono salite fino alla cifra di circa 27 miliardi di dollari negli ultimi quattro anni. Molti analisti si aspettavano che nel 2012 dovessero diminuire. Ma sono in vista altri writedown per la cifra di 5,2 miliardi di dollari, a seguito dei nuovi standard imposti dall’Autorità danese per la supervisione finanziaria riguardo alla svalutazione degli asset. Le difficoltà patite dagli istituti, in sintesi, continuano ad essere più gravi del previsto. Basti pensare che Danske Bank, il più grande colosso bancario della nazione, da solo detiene circa la metà dei bad loans. Una situazione generale che rischia di porre un freno alla ripresa economica.
Lo scorso anno, il fallimento di Amagerbanken e Fjordbank Mors per la prima volta ha scaricato le perdite sui creditori. Cosa che ha tagliato fuori dalle possibilità di finanziamento la maggior parte dei 120 istituti danesi. Da allora, il Parlamento ha introdotto nuove norme per favorire le fusioni bancarie, al fine di evitare il ripetersi di circostanze del genere. Si sta anche ipotizzando la creazione di un fondo di sostegno all’agricoltura. I prestiti a tale settore infatti risultano fortemente a rischio e mettono ulteriormente sotto pressione le banche danesi, che nei prossimi mesi andranno incontro a nuovi downgrade da parte di Moody’s, come le loro omologhe europee.
A innescare la crisi del settore bancario, anche in questo caso, è stato il collasso del settore immobiliare, dal quale il Paese ancora fatica a emergere. A febbraio i prezzi delle case hanno perso un altro 9%: e si prevede che, entro l’anno prossimo, arriveranno addirittura al -25% rispetto al loro momento di picco, raggiunto nel 2007. Valori

Non sempre l’erba del vicino è la più verde e la più soffice!

Comunque sia nei prossimi giorni stato di massima allerta, le variabili in gioco sono decisive dall’euro al bund passando per le reazioni politiche. Occhio alla testa e alle spalle di molti indici e soprattutto non dimenticate che la realtà fondamentale delle trimestrali sta lentamente ed inesorabilmente deteriorandosi!

Niente paura ne parleremo insieme  nell’analisi dettagliata sulle prospettive tecniche e macroeconomiche per i prossimi mesi dedicata ai recenti sostenitori di Icebergfinanza e a coloro che vorranno contribuire liberamente cliccando qui sopra…

…dal titolo “MAGGIO 2012 ” EURO FU. SICCOME IMMOBILE ”

Semplicemente GRAZIE per il tuo libero sostegno all’informazione indipendente!

 

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7 commenti Commenta
kry
Scritto il 9 maggio 2012 at 18:10

Scherzando,di foreste nel nostro paese non ne conosco,tuttalpiù conosco la giungla politica ben diversa da quella naturale dove almeno li c’è una legge e viene rispettata. Seriamente: le due grandi bolle che nessuno riesce a vedere, a cosa si riferisce a quella automobilistica USA e poi? La più grande bolla…. si sta dirigendo verso la madre di tutti gli atterraggi proibitivi: cosa vuol dire? Chiedo perdono per la mia ignoranza e cecità. Grazie.

sd
Scritto il 9 maggio 2012 at 20:46

kry@finanza,

Kry perchè non proviamo ad indovinare quali sono le due bolle immobiliari che pensa il Capitano Andrea?

Io direi
1 – La Cina
2 – La Germania

Poi non bisogna dimenticare che c’è anche l’Inghilterra il Brasile e la Svizzera.

Comunque vorrei sempre ricordarvi (parola di una che ci “vive” [nel senso letterale della parola] con l’immobiliare) che un abitazione non è niente altro che una vagonata di mattoni, messi uno sopra l’altro, con un tetto sopra.

Un saluto

SD

icebergfinanza
Scritto il 9 maggio 2012 at 20:53

kry@finanza,

Quando hai voglia Kry fai un salto in Trentino e ti porto a camminare tra foreste vergini e selvagge che neanche immagini. Per il resto un po’ di suspense non guasta mai…

kry
Scritto il 9 maggio 2012 at 21:21

icebergfinanza,

Ci conto,magari verso fine settembre. La mail ce l’ho mi farò sentire. Grazie.
sd@finanza,

Già peccato che il tutto ( la casa ) poggi sul terreno che incide non poco. Per le bolle intende solamente immobiliari o altro. La cina la escludo perchè dovrebbe essere lei la protagonista di tutti gli atterraggi proibitivi. Ciao.

sd
Scritto il 9 maggio 2012 at 23:16

kry@finanza,

Bella risposta, quindi quello che maggiormente valorizza una casa è il terreno o la posizione. Ed allora per quale motivo negli ultimi 50 anni il territorio è stato devastato dalle costruzioni ?
In un prossimo futuro l’illusione immobiliare finirà (c’è ne saranno sicuramente delle altre…illusioni) e la casa ritornerà ad essere quello che è; semplicemente un bene ed un mezzo necessario alla nostra sopravvivenza.

Per quanto rigurada le altre “bolle” oltre all’immobiliare, tutto quello che crea business o che viene pesantemente pubblicizzato nei media di massa nè fà parte……….le cose utili ed indispensabili non hanno bisogno di nessuna pubblicità si vendono da sole.

Un saluto

SD

kry
Scritto il 9 maggio 2012 at 23:37

sd@finanza,

Il territorio è stato devastato dalla speculazione che da 5€ di spesa iniziali ne pretende 200€ di cui una parte non regolarizzata. Una bella indagine patrimoniale e retrodatata non la vedrei male,quasi quasi mi accontenterei di un condono ma non di un misero 5%,come pagamento accetterei anche interi appartamenti giusto per cominciare con una redistribuzione della ricchezza.

edmontdantes
Scritto il 10 maggio 2012 at 00:02

La Cina e´vicina…. :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Pochi forse hanno letto una notiziola, ovvero che la Cina sta comprando petrolio in Yuan !!!!

Mica cosa da poco se poi a venderlo e´l´Iran…ne vedremo delle belle 8)

Le bolle sono tali solo quando le fanno scoppiare in faccia all´uomo comune….ma dove e´finita l´idea di tassare la finanza ? Sparita ?

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