DRAGHI, BUNDESBANK E GERMANIA: INSTITUTIONAL FINANCIAL WAR!

Scritto il alle 08:55 da icebergfinanza

Se qualcuno aveva dei dubbi sul silenzio assenso o sulle dichiarazioni in ordine sparso dei politici tedeschi ci ha pensato il Der Spiegel a metter le cose al suo posto, scoprendo addirittura che il nostro banchiere è uno dei figli di mamma Goldman Sachs…

Draghi e il conflitto di interessedi un banchiere non gradito alla Bundesbank

Il presidente della Bce è stato a un vertice di banchieri ed economisti

Mario Draghi.(© Ansa) Mario DraghiL’ombudsman dell’Unione europea Nikiforos Diamandouros sta esaminando la partecipazione del presidente della Bce, Mario Draghi al think-tank statunitense di banchieri ed economisti ‘Group of Thirty’ (G30) per chiarire se costituisca un conflitto d’interessi con il suo incarico pubblico.

Lo ha scritto il sito del settimanale tedescoDer Spiegel, secondo cui Diamandouros avrebbe spedito all’Eurotower un questionario vincolante per definire i termini della partecipazione di Draghi al G30, attualmente presieduto dall’ex presidente della Bce Jean-Claude Trichet.
RISPOSTA ENTRO IL 31 OTTOBRE. La Bce ha confermato allo Spiegel l’arrivo del questionario, ma ha smentito le accuse su un possibile conflitto d’interessi. Entro il 31 ottobre, continua il settimanale, Francoforte deve rispedire al mittente il questionario completo delle risposte sul ruolo di Draghi nel G30.
LA DENUNCIA. L’iniziativa dell’ombudsman dà seguito alla denuncia dell’associazione Corporate Europe Observatory. Secondo il suo presidente, Kenneth Haar, «la Bce assume un ruolo sempre più importante nella regolamentazione delle banche» e per questo «dovrebbe preoccuparci che proprio un membro del G30 sia a capo» dell’Eurotower. Lettera43

Ma quale conflitto di interesse il G30 ovvero Group of 30 | Consultative Group on International Economic and  è un gruppo di simpatici ragazzi “pensatori” un think tank di onesti banchieri ed economisti che si fanno gli affari propri…quali nessuno lo sa!

Ma è ovvio che scoprire che l’acqua è bagnata proprio ora fa parte della solita strategia mediatica per smantellare le postazioni missilistiche avversarie…

Falchi tedeschi al contrattacco i liberali: denunciamo Draghi Fonte: ANDREA TARQUINI – la Repubblica Martedì 31 Luglio 2012 08:15 – La cancelliera deve ora fronteggiare una tempesta politica in casa. Csu contro Juncker BERLINO — Denunciamo la Bce alla nostra Corte Costituzionale, tuonano alti dirigenti dei liberali (Fdp, partito al governo). Basta con le calunnie di Juncker contro la Germania, quel lussemburghese va cacciato in anticipo dalla guida dell’Eurogruppo, incalza la Csu bavarese, lo scomodo partito-fratello cristiano-conservatore della Cdu di Angela Merkel. Attenti a Mario Draghi, è sospetto di conflitto d’interessi, accusa perfino Spiegel online. E poi aggiunge: Geithner mal cela gli interessi egoistici dell’America iperindebitata e della debole presidenza Obama al tramonto, quando viene da Schaeuble a esortare Germania ed Europa a fare di più contro la crisi. Insomma, scegliendo la solidarietà europea, la cancelliera si trova ad affrontare una tempesta in casa. Il fuoco incrociato dei falchi euroscettici.
Il primo attacco è venuto da Joerg-Uwe Hahn, liberale, ministro degli Affari europei dello Stato dell’Assia. «I trattati europei permettono a uno Stato membro dell’Unione di ricorrere in giustizia contro la Banca centrale europea, è tempo di muoversi», ha detto al quotidiano liberalconservatore Die Welt.
«È tempo di rimettere in riga la Bce, di richiamarla all’ordine e ricordarle il suo compito istituzionale, cioè la difesa della stabilità della moneta ». Attacco pesantissimo. Subito respinto dal governo: il potere federale non ha alcuna intenzione di rivolgersi alla Corte Costituzionale, né ad altre istanze giuridiche, contro la Bce. Il presidente della Bce non deve atteggiarsi a superman, scriveva a sorpresa la liberal Sueddeutsche Zeitung.
Molto più duro l’avvertimento della liberalconservatrice Frankfurter Allgemeine: l’addio all’euro sarebbe un dramma, ma a volte meglio una fine drammatica che non un dramma senza fine. Poi è sceso in campo Horst Seehofer, governatore di Baviera (il più ricco e conservatore dei 16 Stati della Bundesrepublik). Sparando a zero sul premier lussemburghese e capo dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, per le sue accuse di domenica alla Germania. Roba indegna, dovrebbe vergognarsi, non merita di guidare l’Eurogruppo un minuto di più, ha detto Seehofer. Aggiungendo: «Le sue critiche sono di una sfrontatezza insuperabile, metto un grande punto interrogativo sulla sua permanenza alla guida dell’Eurogruppo». In serata, al fuoco incrociato si è nuovamente unito Spiegel online.
Sparando notizie di indagini interne nella Bce sul conto di Mario Draghi. Il quale — citiamo il sito del settimanale di Amburgo — «come membro per anni del Comitato dei Trenta (autorevole istituzione internazionale di grandi banchieri, ndr) e a causa del suo passato a Goldman Sachs, sarebbe sospettabile di conflitto d’interessi col suo ruolo attuale». L’ombudsman (controller in sostanza) della Bce, spiega Spiegel online, delibererà sul caso in autunno. Una minaccia in più. Non solo contro Draghi, anche contro una Merkel europeista sempre più debole e contestata dai suoi elettori negli ultimi sondaggi. La partita per l’euro e l’Europa non è ancora vinta. 

 

Diceva nonno Otto von Bismarck parlando ai suoi nipotini , che … tanto più siamo forti, tanto meno probabile è la guerra.

 

Chissà…!

 

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2 commenti Commenta
zer
Scritto il 1 agosto 2012 at 09:45

fa piacere che anche alcuni tedeschi vogliano la rottura dell’ EZ…d’ altronde tutte le balle raccontatagli dai loro politici….
il vero problema,italia o germania, allafine si risolve nel capire che i politici fanno il loro mestiere,ossia farsi votare, a qualunque costo…
dx o sx non cambia nullla, se non per degli supporters sfigati che si sono portati il cervello all’ammasso..Gianni z. :P

mozzo
Scritto il 1 agosto 2012 at 10:29

Buongiorno,
è da pochissimo che sono salito sulla vostra/nostra nave…

questo post mi lascia perplesso e mi fa pensare che i crandi tedeschi dopo aver vinto, in questi anni, quasi tutte le battaglie stanno tremando alle prime piccole sconfitte e temono la perdita della guerra… purtroppo ne vedremmo ancora delle belle!!!

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