DIZIONARIO ITALIANO: L’ORA ESATTA DELLA NUOVA BCE!

Scritto il alle 06:12 da icebergfinanza

Come ho scritto recentemente l’ ORA ESATTA la conoscono solo loro e per il momento loro sono intervenuti all’ ORA ESATTA!

Forse ci vorrebbe un dizionario italiano per comprendere quello che sta accadendo, un dizionario che spieghi alla gente comune come la magia dello “SHOCK ECONOMY” uno shock puntuale e preciso all’ORA ESATTA.

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalleidee che circolano. Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» (Naomi Klein).

Cercate di afferrare bene il concetto perchè queste poche parole sono la sintesi di quello che sta accadendo!

Lo shock all’improvviso ha prodotto un unico risultato tutti a richiedere a gran voce più liquidità, tutti a richiedere un’unica strategia una nuova stamperia, la Banca centrale europea! 

Ora la parola passa al tempo, non ci resta che continuare ad osservare i nostri pifferai magico, senza dimenticare la fine che fecero i topi, un suono simile a quello delle sirene di Ulisse, che incanta e seduce, sino a condurre sulle rive del fiume, dove secondo la fiaba dei fratelli Grimm, le illusioni muoiono annegate.

Negli anni sessanta William McChesney Martin, allora presidente della Federal Reserve, amava ricordare che il ruolo delle autorità monetarie è quello di “ portare via il carrello dei liquori quando il party incomincia a scaldarsi troppo”.

Oggi invece, la Federal Reserve, nell’ultimo decennio, ha introdotto un intero camion di liquori, liquori che tuttoggi vengono somministrati senza alcun limite.

Vi siete chiesti perchè solo ora, perchè non sono intervenuti prima!Interruzione di Pagina

Interruzione di PaginaNel primo pomeriggio la Bce, insieme alla Fed e alle banche centrali di Giappone, Inghilterra, Canada e Svizzera, hanno tagliato, pure di mezzo punto percentuale, il tasso per le operazioni swap in dollari; la decisione, intesa a iniettare liquidita’ nel sistema bancario, da giorni alle prese con difficolta’ di finanziamento, ha ridato immediatamente fiducia ai mercati azionari che hanno reagito compatti con forti guadagni. Qui troverete una sintesi in italiano su http://youtu.be/Ypc3QXYgEFQ

Si perchè solo ora e non prima, forse perchè i tempi della politica non corrispondono alle aspettative dei mercati…no il motivo non è questo!

Ieri il presidente della CONSOB Vegas ha illustrato quello che i demenziali regolamenti dell’EBA possono produrre al sistema finanziario italiano, ovvero quello che bocconiani, Chiacago Boys e qualche blogger “illuminato” vi ha nascosto per mesi raccontandovi altre favole, ovvero la demolizione sistematica del sistema Italia, attraverso il terrore mediatico finanziario internazionale sino alla magnanima decisione di rinviare di un’altro mese …

 All’Europa non piace la golden share. L’Italia ha un mese di tempo per modificare le norme che consentono allo Stato di mantenere poteri speciali nelle società strategiche, come Enel, Eni, Telecom Italia e Finmeccanica. Alltrimenti scatterà il deferimento del nostro Paese alla Corte di giustizia europea. Questo perchè, secondo la Commissione di Bruxelles, la golden share rappresenta una «restrizione ingiustificata alla libera circolazione di capitali». E solo l’impegno del neo premier Mario Monti di risolvere la questione entro breve tempo ha consentito il congelamento del ricorso.

O certo risolveremo tutto entro breve tempo! Ma sarebbe veramente interessante chiedere all’Europa cosa ne pensa delle partecipazioni dello Stato francese in Air France o in Suez Gaz de France ad esempio dove arrivano sino all’80 % circa, virgola più o virgola meno! Ma si sa, siamo tutti complottisti!

Ma lasciamo da parte la questione e occupiamoci dell’intervista di Vegas alla Repubblica

“IN ITALIA c’è un allarme banche. Non circola più denaro. Il rischio principale è che si diffonda il credit crunch. Rispetto a questo scenario, il fallimento di qualche banca diventa addirittura un rischio secondario. Se l’illiquidità del sistema porta al blocco dell’economia, allora non fallisce un singolo operatore, ma fallisce l’Italia”. Giuseppe Vegas, presidente della Consob

Presidente Vegas, dunque ha ragione Alessandro Penati, che su “Repubblica” parla di una vera e propria “questione bancaria”?
“Sulle banche italiane c’è un problema, che non può non preoccuparci tutti. Il nostro sistema creditizio, tra i suoi asset, ha titoli di Stato italiani per 160 miliardi, e titoli di Stato degli altri ‘Pigs’ per 3 miliardi. A fronte di questo, le nostre banche hanno titoli “tossici” (essenzialmente mutui subprime) per una quota pari al 6,8% del patrimonio di vigilanza, contro una media europea del 65,3%. (…serve aggiungere altro, vi bastano queste cifre aggiungo io!) Ora, secondo le nuove norme di valutazione degli asset stabilite dall’Eba, siamo al paradosso: i titoli di Stato in portafoglio vengono considerati ‘tossici’ per le banche italiane, peggio di quanto non lo siano i “subprime”per le banche straniere”.

Cosa vi sto dicendo da tre settimane, ma probabilmente in Italia ci si arriva sempre con calma! Su Icebergfinanza troverete sempre ciò che la storia insegna!

 La dimensione della crisi non è solo italiana. Lei, da regolatore nazionale, che giudizio dà del ruolo della Bce? Fa abbastanza per fronteggiare l’emergenza?
“Finora, con le regole esistenti, ha fatto quello che ha potuto. Ma è evidente che l’acquisto dei titoli di Stato dei Paesi periferici, sul solo mercato secondario, non basta più. Così come non basta più l’approccio puramente anti-inflazionistico della politica monetaria: capisco che i tedeschi abbiano lo scheletro di Weimer nell’armadio, ma adesso serve un salto di qualità”.

Sta dicendo che Draghi deve trasformare la Bce in un prestatore di ultima istanza, stampando moneta senza limiti?
“Sto dicendo che anche su questi temi serve un approccio nuovo, e adeguato alla fase. C’è a monte un problema di sovranità politica e di coordinamento delle politiche fiscali nazionali. Ma c’è anche un problema di Trattati e di Statuti da rivedere. La Fed e la Banca d’Inghilterra stampano moneta. La Bce non può farlo. Questa disparità va risolta. Allora, o cambiamo il ruolo della Bce, oppure dobbiamo accettare il rischio che l’euro salti, e ogni Paese torni alla sua valuta nazionale”.

E vai con il camion dei liquori…una sorta di morfina TEMPORANEA, non dimenticate questa parola TEMPORANEA perchè il prossimo anno tutti i nodi verranno al pettine!  Nell’articolo poi si parla delle solite cose, della speculazione, delle vendite allo scorperto, dell’high frequency trading e via dicendo, per non dire nulla!

Un altro nervo scoperto è la difesa dell’italianità delle aziende. Stiamo per perdere anche il “bastione” della golden share. Anche su questo avete provato qualche intervento, ma è stato tutto inutile: basta vedere il caso Parmalat.
“Proprio il caso Parmalat è un paradigma del dramma italiano: nessun “campione nazionale” si è fatto avanti. Questo è il nostro vero punto debole. L’intera Borsa italiana capitalizza poco più di Microsoft e Apple messi insieme. Siamo esposti allo shopping straniero. E ora rischiamo anche di più, senza la “golden share”. Diciamolo chiaro: sul piano giuridico e normativo, non abbiamo più strumenti per difenderci”.

Si non abbiamo più strumenti normativi e giuridici per difenderci l’Italia potrebbe essere comprata per una pippa di tabacco, ma in questo Paese dove i politici hanno già distrutto il più spettacolare gioiello della storia industriale italiana ovvero la TELECOM ora una bomba ad idrogeno spazzerà via molto di più di quello che qualcuno è disposto ad immaginare!

NEI CIRCOLI DI WASHINGTON SI GIOCA UNA PARTITA INTERNAZIONALE
L’incontro dei due presidenti europei Barroso e Van Rompuy con Obama, Hillary Clinton e Timothy Geithner, non sembra aver prodotto grandi risultati.
L’Amministrazione americana continua a insistere per cambiare il ruolo della BCE dove Mario Draghi deve vedersela con i tedeschi prima di avere via libera per replicare, almeno in parte, il modello della Federal Reserve americana.In realtà dietro le parole ufficiali si capisce che Obama è in buona fede, ma è strabico. Vede la debolezza dell’euro come la possibile causa di un peggioramento del dollaro ma continua a ignorare o a far finta di non capire che la debolezza dell’euro non è la causa ma l’effetto del progressivo peggioramento della moneta americana. In realtà alle sue spalle continua l’offensiva dei signori del dollaro che combattono la moneta unica europea nella speranza di salvarsi per salvare i loro tesori e i loro interessi.Pur di raggiungere questo risultato e di portare avanti questa strategia, vorrebbero che oltre all’intervento micidiale della merchant bank e delle agenzie di rating contro i debiti sovrani dell’eurozona, si alzasse il tiro fino a convincere Obama a passare dalla guerra delle monete a una guerra vera e propria magari contro l’Iran.Non a caso i signori del dollaro hanno scelto come braccio armato della loro politica il Partito Repubblicano e fanno leva sugli ambienti che difendono con aggressività le ragioni di Israele nei confronti dell’Iran dove esistono enormi giacimenti di risorse che aiuterebbero gli interessi petroliferi delle compagnie e potrebbero alleviare di molto l’economia americana.Da qui le pressioni nei confronti di paesi come la Turchia per disinnescare la minaccia atomica di Teheran, e in questa luce vanno interpretate anche le difficoltà di scegliere come leader in Egitto un uomo come El Baradei, l’ex-direttore dell’Agenzia internazionale dell’Energia che non è mai riuscito a mettere sotto accusa Teheran.Nei circoli di Washington si gioca una partita internazionale che andrebbe spiegata anche alla luce di questo scenario dove i signori del dollaro, arroccati nelle loro roccaforti finanziarie, fanno circolare notizie su presunti interventi di salvataggio del Fondo Monetario Internazionale. A cascare nel loro gioco è stata anche “La Stampa” di Torino con il servizio esplosivo di lunedì mattina in cui annunciava un intervento di 600-800 miliardi di dollari per salvare l’Italia.

L’autore del presunto scoop è Maurizio Molinari, il giornalista romano che ha studiato all’università ebraica di Gerusalemme e di Oxford e ha scritto il libro “Gli ebrei di New York”, una guida eccellente per capire chi c’è dietro i signori del dollaro. Tratto da dagospia.com

Una sorta di romanzo criminale, come direbbe il nostro Raffele ma mi raccomando non ditelo a nessuno, le guerre in realtà servono solo per esportare la democrazia, per il bene dell’Umanità che non comprendere i meccanismi delle politica e della finanza, dove …il denaro non dorme mai!

E soprattutto ascoltate coloro che in questi mesi vi hanno raccontato che non c’era alcun disegno dietro la speculazione che ha aggredito il nostro paese, soprattutto economisti ed analisti iscritti al sacro ordine della suprema accademia di Chicago, la mano buona della speculazione, tutto cosi casuale, dovuto solo alle difficoltà strutturali del paese con la più alta percentuale di ricchezza privata al mondo, una speculazione coaudiuvata dalla politica e dal perverso intreccio tra mafie e massonerie.

Rilassatevi l’ ORA ESATTA la conoscono solo loro , loro sanno quale è il Vostro bene, il nostro bene.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.3/10 (23 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +22 (from 24 votes)
DIZIONARIO ITALIANO: L'ORA ESATTA DELLA NUOVA BCE!, 9.3 out of 10 based on 23 ratings
29 commenti Commenta
rubinopietro
Scritto il 1 dicembre 2011 at 08:46

Ciao Andrea, questa mattina leggevo l’articolo di M.Bottarelli
“NUOVO RISCHIO FA TREMARE L’EUROPA”
da sussidiario.net
non essendo molto esperto in materia, ma lo trovo molto
interessante.

buona giornata!

maatmatithiak
Scritto il 1 dicembre 2011 at 08:52

tutto programmato quindi…..
ma il 2012 (gli Incas lo dicevano da 1000 anni ) ci sarà il botto comunque .
certo messa cosi nn ci si può salvare nella maniera ortodossa del pensare comune.
nn dobbiamo più preoccuparci di mobili ed immobili , ma preparare il terreno per una visione diversa del vivere quotidiano…….forse è questo ” il biglietto per l’arca di Noè” ??????

ilcuculo
Scritto il 1 dicembre 2011 at 09:04

Mi dispiace sempre vedere che in fondo non si capisce che il nostro stile di vita sarebbe assolutamente sostemibile se non ci fosse una ristrettissima classe di nobili baroni che pretendono di essere proprietari del mondo , sono meno dell’ 1% e ne posseggono più del 50% a dall’alto della loro potenza cercano di mettere le mani sull’ulteriore 50%.

Da cui si deduce che se il 99% riesce a vivere con il 50% delle risorse abbiamo molto margine e che ogni tanto bisogna far saltare le teste.

In fondo dopo la Rivoluzione Francese si sono create le premesse per la creazione di stati più democratici dove ad una nobiltà in declino si sostituiva una borghesia produttiva in ascesa.

In fondo l’effetto della rivoluzione russa e dell’ascesa del comunismo ha permesso di fare abbastanza paura ai Baroni del mondo occidentale da fare permettere di creare una vera classe media che fosse argine ai rischi rivoluzionari giacchè chi sta abbastanza bene non fa rivoluzioni.

Finito il rischio comunista la classe media è stata ributtata a mare.

E’ ora di far di nuovo saltare delle taste.

Non metaforicamente.

aglio
Scritto il 1 dicembre 2011 at 09:29

interessante articolo oggi sul sole24ore, a firma Fabio Pavesi (pag. 42).

Dice in sostanza che:
“Banca Ifis rinuncia al rating di Fitch in quanto non ha intenzione di andare a chiedere soldi sul mercato istituzionale. Questo perchè con la raccolta consentita dal suo conto di deposito (uno dei vari esistenti con tassi maggiorati – nota mia) l’istituto finanzia le piccole medie imprese in rapporto di uno a uno: tanto si raccoglie, tanto finisce in crediti alle PMI”.

La cosa in sè può essere buona, ma con le dovute cautele: perchè finanziarsi a breve (i depositi dei clienti) per investire a medio lungo (i crediti concessi), è il percorso già fatto da banche che non ci sono più, o che han dovuto bussare alle porte statali per restare in piedi….

lacassandra
Scritto il 1 dicembre 2011 at 09:36

“Sulle banche italiane c’è un problema, che non può non preoccuparci tutti. Il nostro sistema creditizio, tra i suoi asset, ha titoli di Stato italiani per 160 miliardi, e titoli di Stato degli altri ‘Pigs’ per 3 miliardi. A fronte di questo, le nostre banche hanno titoli “tossici” (essenzialmente mutui subprime) per una quota pari al 6,8% del patrimonio di vigilanza, contro una media europea del 65,3%.”

Frase INCREDIBILE. In quattro righe sintetizzata una delle più grandi truffe finanziarie della storia. Un gruppo di banche fallite si approprierà a brevissimo termine del sistema bancario dello Stato con il più alto stock di risparmio del mondo.

Tecnicamente si tratta della legalizzazione del più incredibile dei falsi in bilancio!

Dove sono Santoro, Lerner, Oscar Giannino (vabbè, esagero!), Vespa, Ferrara, Gabanelli e compagnia cantante?

E il presidente Napolitano? Fu tanto lesto ad invitare il recalcitrante Governo ad attaccare la Libia…e adesso dov’è?

luigiza
Scritto il 1 dicembre 2011 at 11:45

rubinopietro@finanzaonline,

Grazie per la segnalazione. Leggo sempre molto volentieri il Bottarelli.

Cito solo una frase dell’articolo:

Temono l’inflazione, ma non si accorgono che siamo già in deflazione: ossia, curano il mal di testa, pur soffrendo di reni.

Mi ricorda che qualcuno da mesi e mesi e controcorrente sosteneva ‘sta tesi.
Aspetta, aspetta che cerco di ricordarne il nome. Cominciava con Ma, Mazz.. e finiva in ‘ai’.

Qualcuno se lo ricorda? :D

ilcuculo
Scritto il 1 dicembre 2011 at 11:46

lacassandra@finanza,

Ma le banche italiane già capitalizzano meno dei mezzi propri, perchè non sono ancora state acquisite? Dove sono questi avvoltoi pronti a calare sulle banche italiane?

ilcuculo
Scritto il 1 dicembre 2011 at 11:49

Passera “suggerisce” di pagare i debiti della PA alle imprese fornitrici in Titoli di stato…

E meno male che è arrivato Passera.

luigiza
Scritto il 1 dicembre 2011 at 13:22

bergasim,

Bergasin hai letto nell’articolo che citi il commento del lettore Scandalo?

Devo credergli o no? :oops:

bergasim
Scritto il 1 dicembre 2011 at 13:31

luigiza@finanza,

Scusa ma cosa vorresti dire?

luigiza
Scritto il 1 dicembre 2011 at 13:43

bergasim,

Bergasin non c’era alcun sottinteso nella mia domanda.
ùVolevo farti notare che il citato commentatore Scandalo afermava che il contenuto dell’articolo era un cumulo di falsità gettate in pasto al pubblico per indurre paura e favorire gli ‘amici’ d’oltre manica e d’oltre atlantico’.

Io chiedevo solo che conclusione ne avevi tratto tu?

ilcuculo
Scritto il 1 dicembre 2011 at 16:55

luigiza@finanza,

Luigiza,

ai tempi di Cassandra veniva dato poco credito a chi pronosticava con ragione la futura sventura, oggi al contrario chi cerca di fare profezie di disgrazie di fatto contribuendo , per poco o per tanto, a farle avverare, ottiene grande seguito.

ilcuculo
Scritto il 1 dicembre 2011 at 17:13

Andrea,

però a questo punto non mi è chiaro il tuo pensiero.

Se la BCE non adempie al suo ruolo di banca centrale come prestatore di ultima istanza l’Euro, che oltre a questo ha anche rilevanto problemi di governance non può sopravvivere.

Sperare di operare un risanamento dei conti in tempi irragionevolmente brevi non ha senso.

Giusto per capire: se l’operato della BCE dipendesse da te , cosa faresti?

stanziale
Scritto il 1 dicembre 2011 at 17:44

Corsera.it in un articolo di oggi sostiene che Eba sta per fare marcia indietro. Speriamo!
Stanziale

icebergfinanza
Scritto il 1 dicembre 2011 at 17:47

luigiza@finanza,

Grande immenso Luigiza domani se arrivi una bomba termonucleare spazzera via tutte le idiozie sull’.Argentina e l

icebergfinanza
Scritto il 1 dicembre 2011 at 17:51

ilcuculo@finanza,

Oggi nel breve non c’e’ alternativa ma sino a quando non si comprendera come urlo da anni che questa e una crisi di solvibilita e non di liquidita non abbiamo scampo stiamo solo posticipando l inevitabile chi deve fallire deve fallire Andrea

trandafil
Scritto il 1 dicembre 2011 at 18:44

Anche io sono venuto qui dopo aver letto l’ottimo articolo di Bottarelli, si stanno accorgendo della deflazione vedo.. ma una banca centrale non dovrebbe essere seriamente preoccupata da una veloce contrazione della massa monetaria?

alla Bundesbank si meritano una deflazione trentennale e un collasso totale del “solido” sistema bancario tedesco, così la smetteranno con la storia dell’iperinflazione di Weimar ! :twisted:

[sono arrabbiato con i tedeschi oggi dopo aver sentito un giornalista del FTD dire che a Berlino non importa niente delle rimostranze delle banche italiane perché non sono rilevanti per l’economia tedesca ! cosaaa???]

Comunque non cambia molto il fatto che le nostre banche siano esposte poco a titoli “tossici”, se è veramente partita la spirale deflazione-recessione-depressione gli stati più indebitati (come il nostro) pagheranno tassi colossali sul debito, ci sarà da ricapitalizzare le banche, arriverà l’FMI a governarci, cioè il Tesoro Usa (e sappiamo da chi è controllato).. a quando la presa della Bastiglia?

Mi è piaciuta la metafora di William McChesney Martin, mi ha fatto venire in mente “booze is the only way out” ! :D
ma prima o poi l’ubriacatura passa.

TRandafil

trandafil
Scritto il 1 dicembre 2011 at 18:51

Bottarelli dice: “Facciamo un gioco: quale banca europea è tecnicamente fallita l’altra notte, costringendo ieri Fed e soci a intervenire in questo modo e con questa entità?”

spero sia DB e spero di vedere un giorno Josef Ackermann in manette ! che se ne torni Svizzera e si seppellisca in un bunker ! (ce ne sono tanti nella Confederazione.. :evil: )

TRandafil

mannoz
Scritto il 1 dicembre 2011 at 20:46

Andrea, ti legge anche il governatore della BOE, ha parlato di crisi di solvibilità e non di liquidità :wink: :lol:

john_ludd
Scritto il 1 dicembre 2011 at 21:45

trandafil@finanza,

che puttanate ! questo articolo su ZH come sempre da prendere con le pinze dovrebbe far riflettere:

http://www.zerohedge.com/news/guest-post-fed%E2%80%99s-european-%E2%80%9Crescue%E2%80%9D-another-back-door-us-bank-goldman-bailout

NON MI PREOCCUPO MAI DI QUELLO CHE VIENE URLATO DA 100 GIORNALI MA DI QUELLO CHE NON VIENE MAI SCRITTO

john_ludd
Scritto il 1 dicembre 2011 at 21:46

mannoz@finanza,

La BOE ha monetizzato il 15% del debito pubblico inglese, la BCE meno circa 1% di quello europeo. Vedi tu chi è solvibile. Ma x favore…

mannoz
Scritto il 1 dicembre 2011 at 22:02

john_ludd@finanza,

d’accordissimo con te, parlava dell’€, ma pensava alle banche inglesi spero…

john_ludd
Scritto il 1 dicembre 2011 at 22:17

ilcuculo@finanza,

è un problema genetico probabilmente. Chiamiamola selezione avversa. Per l’ambiente originale dell’essere umano fino a 3 o 4 mila anni fa essere aggressivi e veloci era sinonimo di capacità superiore di sopravvivenza. Oggi chi vuole vivere una normale vita tra il giusto lavoro, gli affetti e il tempo libero che lo sviluppo tecnologico gli concederebbe in abbondanza è invece vittima di un ristretto numero di maschi dominanti che da un punto di vista evolutivo è rimasto alla preistoria. La nostra società è fallimentare perché invece che favorire il saggio e il pensiero lento e proiettato al futuro seleziona l’opposto che ci sta portando al baratro.

PORTELLO
Scritto il 2 dicembre 2011 at 10:27

dicono fosse Credi Agricole ad avere problemi…

trandafil
Scritto il 2 dicembre 2011 at 19:22

@ John Ludd

a cosa ti riferisci con “p*ttanate” ?
darai mica retta a Zero Hedge ?!?

e risparmiaci letture sociologiche, sono tutte panzane

lumenlux
Scritto il 2 dicembre 2011 at 21:16

Non sono economista ma scrivo quello che gli altri dicono.
Nel mio post del 24/11/2011 “La lettera della BCE e la Golden Share” scrivo:
“Nella lettera della BCE all’Italia del 5 Agosto 2011 viene sollecitato, tra l’altro, l’avvio di una privatizzazione molto spinta. Come si legge qui la Commissione UE darà un mese di tempo all’Italia per la risoluzione della Golden Share (il diritto dello stato di mantenere il controllo di aziende privatizzate) che incombe sulle aziende pubbliche.
Nel 1997 ci fu il referendum nel quali gli Italiani decisero di mantenere la Golden Share. Ciò è in contrasto col Trattato della CE. Interverrà la Corte di Giustizia Europea.”
Io non ho votato nessun referendum sulla Costituzione UE, forse i commentatori di questo blog si. Con quale diritto il Referendum del 1997 diverrà spazzatura (forse anche quello della privatizzazione dell’acqua)? Diritto Divino?

SOSTIENI ICEBERGFINANZA
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO
IL NOSTRO LIBRO clicca qui
CONSULENZA ECONOMICO FINANZIARIA
Articolo dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Da oggi a Milano il Panettone si lascia "in sospeso", in attesa di essere donato a chi è meno fortu
Arriva in Italia il primo Master post-universitario in Private Banking & Wealth Management. L'
Si è tenuta il 4 dicembre 2019 a Palazzo Venezia a Roma la presentazione dell’edizione 2019 del R
Questo grafico illustra la “magia” e l’unicità del momento. Tutto il sistema è coeso con
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Manca ormai meno di un mese al Natale e la corsa ai regali è già partita, come testimoniamo i risu
Ftse Mib: la fase di correzione dell’indice italiano ha mostrato un po’ più di volatilità il 2
Oggi non vi racconto nulla dei pessimi dati in arrivo dal fronte occupazione americano, davvero
Sembra proprio che questo mercato abbia non sette vite come i gatti, ma molte di più. In realt