BCE e CRISI EUROPEA: LA TRAVE E LA PAGLIUZZA!

Scritto il alle 06:31 da icebergfinanza

  


 

Se c'è qualcosa di assolutamente affascinante in questa crisi, è ascoltare l'opinione di questo o quel banchiere, di qualche analista o economista di qualche grande banca internazionale, che ci racconta quanto grave è la situazione dei debiti sovrani, come alcuni Stati potrebbero fallire.

Ipocriti! Date un'occhiata alle travi nei Vostri bilanci prima di osservare le pagliuzze dei debiti sovrani! Oggi osserveremo per quale motivo il nostro paese nonostante un imponente debito pubblico è uno dei paesi che ha retto meglio rispetto alla crisi, alla faccia di qualche simpatico e nervoso politico dell'ultima ora ITALIAOGGI

Affascinante inoltre è osservare come qualche tenero economista si sforzi quotidianamente  di farci comprendere come in fondo la speculazione è una dinamica positiva all'interno del mercato, una dinamica che evidenzia gli eccessi del debito, rivelando pericoli nascosti dalla politica stessa.

Se qualcuno li spiega che al 30 di novembre le grandi banche americane e qualche tenero hedge fund stavano facendo le pulizie di bilancio per renderlo presentabile ai propri investitori e azionisti, provocando con false notizie un violento ribasso sui mercati ed infiammando la speculazione su un presunto fallimento dell'asta dei titoli di Stato italiani, forse sarebbe meglio. Piuttosto che perdere tempo osservando le varie pagliuzze dei debiti sovrani, più o meno evidenti, suggerisco di osservare la trave, il buco nero che caratterizza oggi il sistema finanziario europeo. 

Con gli aiuti governativi, socializzando le perdite le grandi banche stanno affossando, tramite la speculazione gli Stati sovrani, un boomerang quello dell'azzardo morale che non tarderà a far collassare l'economia reale.

Marco Onado sul Sole24Ore ci racconta che serve una sfoltita al sistema finanziario dopo che Icebergfinanza da oltre due anni sussurra che il sistema finanziario internazionale in buona parte deve essere nazionalizzato, come accade nella crisi nordica degli anni '90 e recentemnete alla General Motors!

Sembra che alla vigilia della crisi il totale delle attività del sistema bancario irlandese era arrivato al 703% del Pil superando l'800 % alla fine del 2009, normale amministrazione direi per una tigre di carta!  Nessuna banca e tantomeno nessun sistema bancario è mai stato in grado di resistere a simili pressioni su una simile montagna di debiti e dunque non esiste per definizione un fondo d'intervento sufficiente a rassicurare definitivamente i mercati. (…)  Occorre quindi trarre le giuste lezioni dagli ultimi sviluppi della crisi e soprattutto impostare un'azione di risanamento credibile e condivisa.

Onado nella sua analisi va sino in fondo come ho più volte sottolineato, se non si ristruttura seriamente il sistema finanziario anche attraverso la nazionalizzazione il decennio perduto è assicurato ….

Naturalmente la ristrutturazione deve scendere fino alla radice del problema, cioè fino alle singole banche. E qui la strada è più semplice, perché il governo irlandese finirà per avere la maggioranza quasi totalitaria di tutte le principali banche del paese. A questo punto, fare il silent partner – come si usa dire in questi casi – è ipocrita e forse anche suicida. Il governo deve anzi fare la voce grossa e pretendere dal management piani di ristrutturazione adeguati alla gravità della situazione, esattamente come farebbe l'amministratore straordinario di un'azienda costretta a portare i libri in tribunale.

Insomma, le soluzioni sul piano tecnico sono ancora possibili, ancorché dolorose. Ma a questo punto solo la politica, quella vera, è in grado di passare a decisioni concrete che fermino una volta per tutte la spirale impazzita dei mercati. Chi ha creduto durante la crisi di trovare rifugio nei titoli di stato tedeschi o francesi o inglesi seminando il panico, è come colui che si costruisce la presunzione di un rifugio atomico, senza comprendere che quando l'esplosione avverrà non resterà più in piedi nulla, neppure le sue illusioni e l'aria resterà contaminata per sempre!

Gli attivi delle grandi banche internazionali sono principalmente composti da titoli spazzatura, figli della finanza creativa, legati alle dinamiche immobiliari e titoli sovrani più o meno periferici come evidenziato dal Financial Times in  questo   
      bel programma  
bel programma interattivo.

www.ft.com

Germania e Inghilterra sono strapiene di debito sovrano dei paesi periferici Spagna compresa!

www.ft.com1

 

Direi che non siamo messi affatto male e che come più volte ribadito il nostro sistema finanziario arcaico quanto si vuole ha retto meglio di molti altri presunti luminari della finanza, spazzati via dalla tempesta perfetta.

UPDATE!

Se poi ci aggiugiamo questa interessante analisi di Angelo Baglioni e Umberto Cherubini pubblicata dalla  VOCE.info sulle percentuali di intervento a sostegno del proprio sistema finanziario da parte degli Stati sovrani europei, la dinamica diventa ancora più evidente.

SSRN-id1715405[1] 
Se poi vogliamo dare un'occhiata al livello di leva finanziaria esistente nei vari paesi la Germania non ha assolutamente alcun rivale!
 

SSRN-id1715405[1]

SSRN-id1715405[3]

 Detto questo non resta che ricordare ancora tre cose fondamentali:

a) Il nostro paese ha il più alto livello  di risparmio privato al mondo 

 

Immagine

 
 

 

b) la maggioranza del nostro debito pubblico è in mani italiane ....

Il Financial stability review – giugno 2010 della Banca centrale europea mette in rilievo la vulnerabilità degli stati con deterioramento dei conti pubblici e «una significativa quota di debito pubblico detenuta da investitori esteri». Secondo la Bce, la percentuale di debito pubblico italiano in mano agli stranieri al 2008 era del 40% circa, tra le più contenute. Secondo Banca d'Italia, la quota dei titoli pubblici detenuta all'estero è salita del 2% nel 2009 al 51% mentre calava quella dei risparmiatori in fuga dai BoT. (Sole24Ore)

 

www.ft.com

  c) (…) L'Italia è stata l'unica economia che nel secondo trimestre 2010 ha ridotto rispetto al trimestre precedente il proprio rapporto debito pubblico/Pil (-0,7 punti) mentre tutti gli altri paesi l'hanno ulteriormente peggiorato. Il dato americano è contraddittorio perché da un lato le famiglie statunitensi sono impegnate in una titanica operazione di riduzione del proprio indebitamento (-5,1 punti di Pil), cresciuto a dismisura negli anni scorsi, mentre il debito pubblico invece ora sta volando (+10 punti di Pil in un anno). Questo tipo di statistiche scandirà i rintocchi del prossimo futuro, in cui il mondo avanzato sarà impegnato, più che a crescere, soprattutto a ridurre i debiti, accumulati in anni di sviluppo squilibrato delle domande interne in rapporto alle capacità di risparmio e di creazione di effettiva ricchezza.

Concludendo non vi è alcun dubbio che il nostro paese sta attraversando seri problemi dal punto di vista economico e politico, con gravi ripercussioni sul tessuto delle piccole e medie imprese e sull'occupazione, ma se cerchiamo di comprendere ed analizzare sino in fondo le dinamiche, non vi è alcun dubbio che oggi più di ieri siamo messi meglio di tante altre nazioni. 
ludendo Concluden

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32 commenti Commenta
Scritto il 3 dicembre 2010 at 08:41

 Vedo che hai ripreso saldamente il timone della navigazione….”in questa tempesta perfetta…”
….
“Non c'è niente da dire. Si pensava di navigare per sempre. Eppure prima o poi, tutto deve avere una fine, o almeno qualcosa che gli si avvicini in una qualche assurda maniera…

Il mare è comunque sempre li che mi aspetta, ci aspetta, ci chiama a volte, e noi a volte, spinti da un'inesorabile entusiasmo rispondiamo al suo richiamo, e ci immergiamo nuovamente nella sua vastità per tornare a ricordare come eravamo una volta. Come eravamo strettamente legati a lui e alle sue profondità, sebbene lo solcassimo solo in superficie, alla ricerca di qualcosa che andava al di là di ogni tesoro materiale del mondo: la libertà.”
(Il Richiamo del mare)

Navighiamo…Navighiamo
Valentina

Scritto il 3 dicembre 2010 at 09:04

Andrea,

dobbiamo essere consci delle nostre debolezze e vulnerabilità.

Se ci sparano probabilmente ci posson ferire e forse uccidere.

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 09:15

Articolo pieno di Inesattezze.
Meglio guardare la realta dei numeri che dice tuttaltro

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 09:48

Buongiorno a tutti,
anonimo 3, contributi alla discussione sono sempre benvenuti, ma occorrono maggiori elementi.
raffaele

Scritto il 3 dicembre 2010 at 10:27

Raffaele per coloro che hanno interesse a vedere saltare il banco sono tutte inesattezze perché non hanno argomenti! Andrea

Scritto il 3 dicembre 2010 at 11:37

Trichet passa dalle parole ai fatti: acquistati 100 milioni di eurobond

Non solo parole rassicuranti e la conferma da parte di Jean-Claude Trichet che gli aiuti alle banche continueranno per tutto il primo trimestre 2011: ieri secondo alcuni traders la Bce è intervenuta direttamente sul mercato acquistando bond portoghesi ed irlandesi per un ammontare pari a 100 milioni di euro.

Un intervento effettuato per sostenere il recupero delle quotazioni dei bond dei “PIIGS” e ridurre lo spread in termini di rendimenti coi Bund tedeschi oltre che i Cds  (Credit default swap) degli emittenti periferici che sembra effettivamente aver avuto per il momento ragione del diffuso pessimismo visto ancora a inizio settimana, come commentano stamane anche gli analisti di Banca Aletti (gruppo Banco Popolare.

——————————————————————————————

L'idea è buona caro Jan-Claude, amplifica l'azione di 3 ordini di grandezza e siamo a posto.

grazie per le parole rassicuranti.

Scritto il 3 dicembre 2010 at 13:54

Andrea ho tanta FIFA BLU… :)) Per fortuna che ci sei U2 :))

Sei il solito Great, quasi quasi non ti sopporto piu'… :))

by

http://www.ilfinanziario.blogspot.com/ 

 

Scritto il 3 dicembre 2010 at 13:54

Andrea ho tanta FIFA BLU… :)) Per fortuna che ci sei U2 :))

Sei il solito Great, quasi quasi non ti sopporto piu'… :))

by

http://www.ilfinanziario.blogspot.com/ 

 

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 14:03

non credo proprio che si possa dire che noi siamo meglio degli altri,in un paese in cui non funziona niente come possiamo dire che andiamo meglio
si può solo dire che per il momento lo sporco è nascosto sotto il tappeto ma prima o poi verrà fuori, i conti non tornano già ora se gli altri stati hanno un indebitamento maggiore forse è perchè sanno fare meglio i conti noi non sappiamo fare neanche quello
Laura

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 14:03

e che dire della riforma Gelmini   e del trasferimento dei beni demaniali alle università ……     Le privatizazioni previste   vanno a gonfie vele………

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 14:04

andrea se in italia scoppia l'immobiliare il default è immediato. finora ci siamo salvati solo perchè le tante "mafie" di questo paese (politici, banche, palazzinari) fanno fronte comune per mantenere i prezzi
pippo

Scritto il 3 dicembre 2010 at 15:26

La realtà spazza via tutte le illusioni ….lunedì vedremo il perché in un’analisi il più completa possibile! Ciao Andrea

Scritto il 3 dicembre 2010 at 16:19

#7, #8,  #9, #10

e tutti coloro che con loro concordano:

se volete vedere in faccia una (solo una) delle cause di debolezza dell' Italia potete guardare in uno specchio !

Scritto il 3 dicembre 2010 at 16:23

carissimo Andrea
sempre molto bravo e i dati sono giusti e confortanti.
quello che mi preoccupa, non è la situazione finanziaria nazionale, come giustamente sottolinei tu, altri sono messi molto peggio, ma è la situazione socio/politica.
e non perchè c'è un berlusconi che probabilmente andrà a riposarsi in una delle sue tante ville ( e spero che le vada ad occupare tutte a turno , 2 ore ciascuna) ma perchè c'è una buone fetta di italiani che lo ha eletto.
inoltre che uno dei partiti più importanti , oggi sia la lega ch eun giorno governa e l'altro vuole fare la rivoluzione, dove milita un calderoli ch efa una legge elettorale sfasciatutto e una volta votata la definisce una porcata, e lasciamo perdere un castelli o la trota.
forse , di quel partito l'unico che si salva un po' è Maroni, ma il resto è puro folclore.
la sinistra fantasma poi, quidata dalla "pecora smarrita" che ogni tanto va a lezioni di ruggito, tanto per notificare a tutti che esiste ancora.
poi ci sono i giovani, che per fargli sentire lapuzza di M…da che emana questa società corrotta e imbelle, hanno dovuto immergerli in una latrina
dove finalmente si sono svegliati, e disorientati non sanno bene contro chi e contro cosa devono protestare, se contro i genitori ch eglihanno rubato il futuro, o contro il governo che gli sta rubando il presente.
ecco, cosa mi preoccupa, degli italici mali.
dovrei prendere su, baracca e burattini e andarmene in canada o in australia, ma sono ormai vecchio e stanco, e di muovermi non ne ho proprio più voglia.
perciò resto qui, a consolarmi con i tuoi post.
grazie andrea

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 16:51

Rimane difficile solo pensare che siamo messi meglio di altri paesi , perchè se così fosse sarà inevitabile non " una tempesta perfetta  " (complimenti al libro ) ..ma un uragano di dimensioni atomiche .

                                          Fiorentino Dispettoso

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 16:54

per Andrea,
sei proprio sicuro dei dati elettorali o sono taroccati anche quelli?
Laura

Scritto il 3 dicembre 2010 at 17:09

Laura ….vuoi che ti dica che hai ragione o ragioniamo sulla base della fantasia o della speranza! Vuoi sentieri dire che non hai più alcun futuro e che l’unica certezza e’ migrare. Non siamo meglio di altri ma siamo messi meglio di altri vuoi per ragioni storiche vuoi per fortuna….vogliamo parlare di pancia di istinto o ragionare, volete sentirmi dire che non abbiamo più uno straccio di speranza…da quanto tempo leggi questo blog Laura. Tra qualche hanno quando le dinamiche saranno chiare ci sara’ ancora chi urlera’ inflazione o aspetterà il collasso di un paese! Buon fine settimana Andrea

Scritto il 3 dicembre 2010 at 18:03

Ho fatto un aggiornamento al post odierno che non era stato postato per un errore tecnico con un'altro illuminante grafico sulla situazione finanziaria. Andrea

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 19:30

Ciao a tutti, io ho da porre una domanda e un commento.

La domanda. Leggo ovunque che un punto forte dell'Italia e' il basso debito privato. Qualcuno puo' spiegare in che modo questo dato puo' proteggere l'Italia da una possibile crisi del debito pubblico? Non riesco a vedere un nesso diretto, ma solo il fatto che il risparmio elevato ci mette al riparo da shock nella domanda privata come puo' accadere in America. Il risparmio dismostra che l'Italia nel complesso non vive al di sopra delle sue possibilita', ma questo non vuol dire che un pezzo del paese non possa entrare in crisi…

Il commento. Anche se un default dell'Italia e' improbabile, credo che venga percepita a rischio perche', nella eventualita' di una spaccatura dell'area euro ormai ritenuta quantomeno possibile (se non certa se guardiamo nel lungo termine a dati piu' di sostanza quali produttivita' e competitivita'), l'Italia non finirebbe certo nell'area tedesca! A quel punto, cosa ne sarebbe dei bond nella vecchia valuta? Essendoci una svalutazione, qualcuno dovra'  pagare o rimetterci il gap…

Un saluto,
Rosario

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 19:35

svalutazione=alta inflazione

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 21:21

Salve a tutti.
In poche parole siamo messi meglio degli altri grazie nostri risparmi.
L'unica differenza che lo Stato ha ancora possibiltà di attingere dalle nostre casse prima di arrivare  al livello degli altri paesi tremolanti.
è solo questione di tempo.
Saluti.

Scritto il 3 dicembre 2010 at 22:12

il basso indbitamento privato indica una elevata solvibilità delle famiglie il che determina una buona qualità degli attivi delle banche italiane che non si trovano e non si troveranno nella condizione delle banche Irlandesi.

Inoltre una percentuale elevata di stock di debito pubblico è in mano a famiglie e banche italiane (che reinvestono il risparmio delle famiglie in titoli di stato) e quindi non soggetta alla speculazione internazionale.

inoltre il risparmio delle famiglie diventa un serbatoio di liquidità per il sistema èpaese che può permettersi di rifinanziare il debito pubblico attraverso il sistema bancario (sufficientemente sano) senza richiedere gravosi interventi esterni.

Scritto il 3 dicembre 2010 at 22:40

Stiamo andando verso la fine del giochino?

L'Europa con la BCE si sta rendendo conto che salvare l'Irlanda è impossibile il sistema bancario di questo paese è impegnato per 1300 miliardi di Euro (8 volte il PIL), di cui almeno il 15% saranno inesigibili.
Questo significa che L'Irlanda avrebbe bisogno di 200 miliardi di Euro di aiuti ,  anche se l'Europa li volesse prestare al "Gatto spellacchiato celtico" questo dovrebbe pagare di soli interessi qualcosa come 12 miliardi di Euro all'anno, più altri 10 miliardi di quota capitale, per un totale di 22 miliardi di Euro l'Anno (su un prestito ventennale).
Il PIL Irlandese viaggia sui 170 miliardi di Euro!
Pagarne 22 miliardi all'anno di debito è impossibile, ma forse questi conti potrebbero essere fin anche ottimistici!

ERGO la situazione Irlandese è anche più disperata di quella Greca e quasi tutti sono convinti  che gli ellenici non possano farcela.

La Svizzera che appare come un paese solido fatto di banche solide, è stato già salvato con una misteriosa operazione della FED. Le banche di questo paese hanno delle esposizioni in crediti esteri, fatte in franchi svizzeri, pari al 200 % del PIL, questi sono fatti soprattutto nei paesi dell'Ex blocco sovietico.
In caso di intensificarsi della crisi il Franco svizzero farà uno schianto pazzesco!
La svizzera è tenuta a galla esclusivamente da un'intreccio inconfessabile di consorterie affaristiche internazionali, ma questo è un altro discorso.

Anche i Paesi Scandinavi, che se ne dica, sono messi alla frutta.

Quanto tempo ci vorrà perché molti paesi arrivino alla conclusione che l'unica soluzione è non pagare i debiti e fare fallimento!  La situazione debitoria di molte realtà economiche si sta rivelando incredibilmente super-esposta.

Ricordatevi che anche stanotte, a Riga  inviando un SMS alla propria Banca, si può ottenere un prestito in meno di cinque minuti,  viene accreditato direttamente sul vostro conto corrente o messo a disposizione tramite la vostra carta di credito.
In Irlanda i funzionari delle banche vi rincorrevano dalla strada all'ufficio per farvi fare mutui, che in certi casi sono arrivati al 200% del valore dell'immobile.

Quanto poteva durare ancora?
 

utente anonimo
Scritto il 3 dicembre 2010 at 22:40

Caro andrea sull'Italia hai proprio torto. Saremo si messi meglio di altri, ma a gennaio tu non sai quante imprese avranno chiuso e quanta gente sarà senza lavoro, voi parlate troppo spesso di economia virtuale,io vi parlo di economia reale. Io sono un'imprenditore edile di torino e posso dirti che la situazione è tragica. Per me tra dicembre e gennaio ci sarà il collasso di questo paese dopo la fine di questo governo che conoscendolo avrà sicuro truccato i conti. Riflettete.
POi ci risentiamo a gennaio, cercate di non pensare di sapere sempre tutto.
Ciao a tutti. Giuseppe

Scritto il 3 dicembre 2010 at 22:58

Giuseppe nessuno sa tutto! Questo blog spiega da almeno tre anni quanto tragica sarà la situazione, mentre media e televisioni, politici ed economisti ti raccontavano il senso di una tempesta in un bicchiere d'acqua.
Se si parla di Italia sistema paese meno esposto di altri alla speculazione non vuol dire che la situazione non sia grave. Per quanto riguarda l'edilizia meglio che non aggiunga altro perchè di cicale in questi anni ne sono volate tante, affascinante dalla crescita infinita! Andrea

Scritto il 3 dicembre 2010 at 23:05

leggendo di svizzera, mi sono tornati in mente i 135 miliardi di dollari in titoli americani contrabbandati a chiasso dai due giapponesi.
ve li ricordate ?
non assume oggi, un significato un po' diverso, quel fatto sparito dalle cronache senza averne capito la conclusione ?

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2010 at 05:02

 L'economia reale medio piccola,  anche nella mia citta' e' stanca e sempre meno redditizia.Sig.Andrea ammiro e ho imparato molto dal suoi articoli.Tanti anni serviranno con onesta' economica  a risollevare  la nostra situazione,oggi abbastanza infelice  e priva di entusiasmo per le nuove generazioni.Io non conosco bene i dettagli  di questo caos finanziario e debito sovrano.Da come siamo messi se non guadagni non paghi piu' le tasse e diventi un debito anche in una economia reale.Se  a questo aggiungi il fardello  di debiti  che in continuazione il sud   da decenni ci fa' pesare  senza via di uscita e non  e' da trascurare  il porcile politico  finanziario e mafioso ,devo dedurre  che alla fine per sopravvivere  la bce stampera' carta euro  da fare invidia agli stati uniti.A questo punto
L'europa  come e' messa sapra' sostenere il ruolo  che gli stati uniti riescono a fare?Guarda ho fatto due conti con la penna,stando le cose come stanno e permettere che il tempo ci sia a favore ,per evitare  una catastrofe inflattiva  non sono abbastanza dieci anni ma almeno venti anni 
per ritornare a parametri  con piu' equilibrio di stabilita'.Il Giappone ci e' riuscito?Auguri.Silvestro.

utente anonimo
Scritto il 4 dicembre 2010 at 14:11

Ciao Cuculo, grazie per la gentile ed esauriente risposta!

Rosario

Scritto il 4 dicembre 2010 at 20:42

Ciao Andrea,
riguardo la quota di debito pubblico in mano agli "stranieri", nel 2010 è nuovamente scesa rispetto al 2009, passando dal 51% al 44%.

Saluti,
Giorgio

utente anonimo
Scritto il 5 dicembre 2010 at 14:57

I grafici del cds italia non mente. Stiamo per saltare.

Hanno ovviamente truccato i bilanci. Per questo i polli ci cascano alla storia che l’italia sta bene.

Scritto il 5 dicembre 2010 at 20:04

I cds non mentono ….beata ingenuità o interessata illusione! Attento a non farti male! Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2010 at 02:25

A quando sp500 a 500 come tue analisi? Non vedi che sale anticipando iperinflazione?

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