EFFETTO PLACEBO!

Scritto il alle 22:46 da icebergfinanza

Sempre e solo un immenso effetto placebo, quello della politica monetaria di questi ultimi anni, una sorgente di crisi e bolle speculative che ha determinato la madre di tutte le crisi finanziarie, valutarie ed ora anche economiche della storia.

Il "pensiero unico" del libero mercato e la demenziale follia del monetarismo, unitamente con un eccesso di ingegneria finanziaria spesso al limite dell’ignoto, hanno contribuito alla correlazione sistemica più imponente che mente ricordi.

Lo STATEMENT del FOMC è chiaro…..

The pace of economic activity appears to have slowed markedly, owing importantly to a decline in consumer expenditures. Business equipment spending and industrial production have weakened in recent months, and slowing economic activity in many foreign economies is damping the prospects for U.S. exports. Moreover, the intensification of financial market turmoil is likely to exert additional restraint on spending, partly by further reducing the ability of households and businesses to obtain credit.

Nello spazio di un istante due pilastri della crescita americana affondano nelle sabbie mobili, consumi e esportazioni, fine della leggenda dell’eroico consumatore americano e della svalutazione del dollaro che a breve rivivrà un nuovo capitolo.

Guerra ad oltranza al fantasma della Deflazione!

Il problema non è il costo del credito, ma la disponibilità di credito.

Abbissale inoltre è la distanza tra tassi applicati al sistema e quelli applicati all’economia reale!

Di deflazione, di inflazione e di altro ancora, parleremo nel post dedicato ai sostenitori di Icebergfinanza.

Nessun segnale di un costante e progressivo scongelamento del mercato del credito se non una effimera riduzione dei tassi interbancari che sembrano replicare la discesa dei tassi ufficiali di sconto.

Nonostante il FED FUNDS rate sia oggi all’ 1 % le ultime notizie relative alla realtà del mercato immobiliare ci dicono che i tassi viaggiano a distanze siderali…..vicini al 7 % per quanto riguarda i famigerati mutui ARMs!

The average contract interest rate for 30-year fixed-rate mortgages decreased to 6.26 percent from 6.28 percent, with points increasing to 1.10 from 1.09 (including the origination fee) for 80 percent loan-to-value (LTV) ratio loans.

The average contract interest rate for 15-year fixed-rate mortgages decreased to 6.01 percent from 6.05 percent, with points increasing to 1.15 from 1.11 (including the origination fee) for 80 percent LTV loans.

The average contract interest rate for one-year ARMs decreased to 6.90 percent from 6.97 percent, with points decreasing to 0.21 from 0.40 (including the origination fee) for 80 percent LTV loans.

Sembrerebbe inoltre che i regolamenti dei CREDIT DEFAULT SWAPS in relazione ai recenti fallimenti, siano in grado di drenare liquidità al mercato interbancario … IRAinstitutionalriskanalytics.com.

Attendo a breve notizie dalle MONOLINES i famigerati "Dead Man Walking" ora che la temperatura dei default stà per salire in maniera esponenziale.

Qui invece sul NYTimes avete una panoramica dettagliata sulla dinamica in atto sul fronte delle carte di credito……

First came the mortgage crisis. Now comes the credit card crisis.

 

Cutting Back

 

Via CalculatedRisk tramite il Washingtonpost un tenue ma importantissimo raggio di sole che va nella direzione auspicata da tempo da Icebergfinanza…..

Officials with the Treasury and the Federal Deposit Insurance Corp. are crafting a plan under which the government would guarantee the mortgages of as many as 3 million homeowners now struggling to avoid foreclosure, according to three sources familiar with the discussions.

Under the program being discussed, the lender would agree to reduce borrowers’ monthly payments, for example by lowering the interest rate or principal of a mortgage loan, based on the homeowner’s ability to pay. These reconfigured loans could help homeowners avert foreclosure. To attract financial institutions to the program, the government would then guarantee to repay the lender for a portion of its loss if the borrower defaulted on the reconfigured loan.

In sostanza sembrerebbe che usando il condizionale, la FDIC e il TESORO stiano lavorando ad un piano per garantire 3 milioni di immobili che stanno lottando per evitare le foreclosures. Nell’ambito del programma i creditori sarebbero d’accordo di ridurre la rata mensile riducendo il tasso sulla base delle possibilità del mutuatario, con il governo che garantisce per la porzione di un’eventuale perdita nel caso di inadempimento del mutuatario.

Speriamo che queste scelte siano immuni da ideologie e non creino discriminazioni, fatti signori, fatti e non solo proclami!

Infine la Bank of England nel suo recente FINANCIAL_STABILITY_REPORT senza minimi termini evidenzia come il costo della crisi sia attualmente vicino a 2800 miliardi di dollari, di cui oltre la metà riferiti al sistema americano.

" La peggiore crisi finanziaria a memoria d’uomo" ci dice l’autore del rapporto, io la chiamerei semplicemente Grande Depressione Finanziaria, con hedge funds ed assicurazioni ad alto rischio, leva da ridurre e coefficienti patrimoniali ballerini.

Sino a quando le assicurazioni garantiranno interi sistemi finanziari con capitali irrisori come è accaduto per AIG, sino a quando non si concentreranno sul loro business, allora sempre e comunque un nuovo rischio sistemico è dietro l’angolo.

Conclude il Financial Stability Report con un cenno al rallentamento economico che mina alla base le fondamenta delle economia emergenti, nuovi focolai di una nuova onda sismica.

 

 

 

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6 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 11:33

L’economia attuale è come un eroinomane che per sopravvivere ha bisogno di droga. LA DROGA SONO I TASSI BASSI. Non appena vengono alzati, vedi anni 2000-01 e 2006-2008 ai “drogati” viene la cosiddetta “scimmia” e cominciano a sbattere, facendo movimenti assurdi. Lo spacciatore impietosito (Fed) gli da un’altra dose (riabbasssa i tassi) e per un po’ il drogato si calma. Come tutti sanno la dose deve sempre aumentare fino a che il drogato schiatta. Uno dei principali responsabili è Alan Greespan che da estimatore del Gold Exchange si è trasformato in iniziatore alla droga forse per compiacere i politici e tutti noi che rabbrividiamo al pensiero di dover consumare un po’ meno.
Pietro

Scritto il 30 ottobre 2008 at 13:57

…..Per Tremonti, comunque, il problema fondamentale “non è il rapporto tra Stato e mercato, ma tra etica ed economia”. Altra questione è nella regolamentazione, in particolare “in un’assenza di regolamentazione legata alla globalizzazione. Prima non si poteva fare shopping di ordinamenti giuridici”, cosa che invece con la globalizzazione è possibile. “Uno dei punti fondamentali ora – ha concluso il ministro – é ricostruire le categorie del capitalismo, con un ritorno al mondo dei valori e non solo al mondo dei prezzi”….

Se la teoria di Tremonti è vera i mercati ancora devono crollare per poter ricostruire il capitalismo, con un ritorno al mondo dei valori e non solo al mondo dei prezzi. Il valore non puoi gonfiarlo, il prezzo si, per ritornare al valore devi sgonfiare il prezzo, perchè nel prezzo derivato dal derivato non c’è etica..perciò DJ ancora in caduta per i prossimi 2 anni.

Se 2+2 fa 4 i mercati devono scendere del 50-70%. Se non scendono perchè vogliono spostare la crisi solo ai paesi emergenti, ma secondo me questa volta non riusciranno a farlo in quanto probabilmente il petrolio supererà 100$ tra qualche mese, inoltre Russia-Cina-Iran-India non permetteranno che la crisi venga traslocata nelle loro zone. Amici siamo in guerra, non chiamiamoli “paesi emergenti” ci fa comodo dirlo, ma le 4 potenze ci sculaccieranno e sentiremo dolori…basta che facciano un clic con il mouse e gli Stati Uniti sono in DEFAULT. Occhio!!!!

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 22:02

Purtroppo Tremonti ha detto in questi anni il tutto e il contrario di tutto,dalla finanza creativa alle cartolarizzazioni ai paradisi fiscali e adesso anche l’etica ci manca solo che diventi buddista.

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 22:06

Bell’analisi Pietro concordo pienamente,purtroppo siamo quasi al’astinenza la Fed ha portato il tasso all’1% e fa intravvedere la possibilità di poter ancora scendere e dopo cosa si farà, si va in analisi oppure nei centri di disintossicazione o nelle comunità?

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 00:40

L’opposizione lancia l’allarme: la norma salva manager sparita dal decreto Alitalia, dopo le prese di distanza del ministro Tremonti, torna in modo ancora più deflagrante in un altro provvedimento, questa volta presentato alla Camera – sottolineano – dallo stesso governo.

Per questo motivo alcuni senatori – Idv, Udc e Pd – chiedono, con una mozione, presentata oggi a Palazzo Madama, al ministro dell’economia Tremonti di riferire urgentemente in Parlamento. Il disegno di legge in questione è il ddl di “Delega al governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali”. Secondo i senatori dell’opposizione si prevede due ipotesi di equiparazione della dichiarazione di insolvenza a quella di fallimento: la prima riguarda la punibilità delle condotte indebite o ingiustificate tenute nel corso della procedura e le limita all’ipotesi di conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento, (nel corso o al termine della procedura stessa). La seconda scatta nel caso in cui si riscontri “la falsità dei presupposti per l’ammissione alla procedura”, che sono la presenza di non meno di 200 dipendenti e l’ammontare dei debiti non inferiore ai due terzi dei ricavi.

Il disegno di legge governativo è stato presentato alla Camera dei deputati il 2 ottobre scorso, “proprio lo stesso identico giorno dell’approvazione, nell’altro ramo del Parlamento, del cosiddetto ‘emendamento salva-manager’ presentato dai Senatori Cicolani e Paravia” si legge nella mozione, che aggiunge: esso propone “sostanzialmente lo stesso contenuto normativo e precettivo” di quell’emendamento, “con un effetto addirittura più ampio e ancor più devastante”, rispetto a ciò “che aveva fatto gridare allo sdegno l’intero governo”.

“Adesso – ha detto il senatore dell’Idv Luigi Li Gotti – ci aspettiamo solo che il ministro Tremonti, come promesso, si dimetta”.

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 09:22

La democrazia stà per essere calpestata dagli egoismi dei potenti, che poi quanto saranno potenti, piccoli uomini

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