GLI UOMINI D'ORO DEI DERIVATI!

Scritto il alle 15:38 da icebergfinanza

 

 

Mentre in Europa si continua a parlare del sesso degli angeli un giorno si, uno no paventando chissà quale regolamentazione sui titoli derivati ed in particolare sui credit default swaps, Vittorio Carlini sul SOLE24ORE ci racconta di come i professionisti delle cartolarizzazioni sono tornati ad annusare l'odore del sangue delle loro prede…
 

«Cartolarizzazione in corso». Il cartello, prima della crisi, faceva bella mostra di sé all'ingresso di molte banche, soprattutto negli Usa. Ma anche all'entrata di tanti istituti finanziari, o veicoli ad hoc, al servizio delle stesse.
Quattro anni dopo, 600 miliardi di controvalore in Abs in meno, lo spazio per l'avviso si è ridotto. I portoni dove appenderlo hanno cambiato indirizzo o non ci sono più. Esempi? New Century Financial: tra i big dei cartolarizzatori subprime, nel 2007 finisce in amministrazione controllata e alla fine cade tra le braccia di Bank of America. La stessa Lehman Brothers, icona dello tsumani finanzario, è fatta propria dall'inglese Barclays.
Geometrie variabili, insomma: chi sparisce, chi dismette e chi fa shopping. Il tutto mentre gli Abs, in sé non strumenti "malefici", risalgono la china tra alti e bassi. Nel 2009 le emissioni mondiali raggiungono il controvalore nominale di 146 miliardi di dollari; il trend rallenta nel 2010 (107,5 miliardi), per riprendersi nel primo trimestre di quest'anno. Al 31 marzo scorso, le fornaci degli emittenti hanno prodotto 82,1 miliardi di Abs contro i 75,7 dello stesso periodo del 2010. Di questi 1,4 miliardi sono Cdo, cioè titoli che spesso hanno fatto rima con asset tossici.
Al di là del passato che può tornare, i signori della cartolarizzazione sono al lavoro. E tra loro le banche. Già, le banche: ma quali le più attive nel business? (…)

Inoltre non solo le banche sono tornate a lucrare sul alcuni cadaveri subprime ma …

(…) La realtà, alla fine, è articolata. Un mondo, al di là delle banche, un po' a macchia di leopardo. Soprattutto rispetto agli altri attori oggi protagonisti tra gli Abs: gli hedge fund. Una centralità, la loro, che trova motivazione proprio nelle origini della ripresa del mercato. «Nella primavera del 2009 – ricorda Peviani – molti manager di Abs sono stati licenziati dalle banche d'affari americane. Giocoforza, hanno dovuto re-inventarsi. Sono diventati broker, intermediari, in proprio o per conto di istituzioni finanziare». Spesso gente «con alte competenze e, soprattutto, un'agenda piena zeppa di numeri di telefono di investitori». Così, sfruttando i bassissimi prezzi degli asset e l'appetito al rischio degli operatori, hanno iniziato a offrire questi prodotti non più a grandi banche o fondi comuni, bensì a fondi hedge, soprattutto attivi sul reddito fisso. (…) Per nulla scontate, al contrario, le decisioni come quelle di Stark Investment. L'hedge fund californiano lancerà un veicolo con strategia duplice: comprare Cds contro subprime, scommettendo sul rialzo dei premi, e, al contempo, sfruttare il calo dei prezzi sulla protezione in seguito alle "svendite" delle banche per Basilea III.

La reazione è pavloviana: basta simili alchimie.

L'articolo intero lo trovate sul Sole24Ore al seguente indirizzo

 

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8 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 29 aprile 2011 at 16:30

Ciao Andrea scusa per l' OT,in un tuo post di inizio anno riservato ai sostenitori dicevi che viste le performance future dell'azionario il decennale americano poteva essere un approdo di serenita',visto la situazione americana e la sorte del dollaro sul lungo confermi la tua affermazione?
ciao
Claudio

utente anonimo
Scritto il 1 maggio 2011 at 05:51

Non so se Andrea abbia mai consigliato di acquistare titoli USA decennali….
Certo che non penso si possano nutrire molte aspettative sulla bontà di un investimento in dollari proprio alla vigilia di grandi cambiamenti in corso….
Siamo di fronte al crollo del sistema monetario dollarocentrico fondato sull'equilibrio petrolifero dell'ultimo mezzo secolo.
Molto interessante questo pezzo sull'argomento che illustra le motivazioni vere della guerra alla Libia (o come piace a Napolitano, dell'"operazione"):

http://vocidallestero.blogspot.com/2011/04/la-guerra-di-libia-il-potere-americano.html

Per il resto (la questione, anche se non sembra è strettamente correlata) ci andrei piano nel valutare l'attuale corsa dell'argento come dissennata. Era dissennato lo short condotto per venti anni da HSBC, da Bear Stern ed altri amici che aveva portato il rapporto gold/silver fino a 100, mentre in rerum natura è 1/17, Ricordo che attualmente tale rapporto è 1/31,5, dunque ampiamente al di sotto rispetto a quello storico.
Suggerirei, prima di dare valutazioni sul tema, anche di considerare:
a) quanto short ha ancora JPM
b) l'andamento degli inventari al COMEX e al CME
c) quante volte negli ultimi mesi è stato innalzato il mergine di garanzia nei suddetti mercati per acquistare futures
d) quanto sia aumentata in tutto il mondo la richiesta di argento fisico a scopo di investimento;
e) quale sia l'attuale ruolo della Cina e dell'oriente in generale nella formazione della richiesta di "fisico";
f) se sia vero o meno che la richiesta di american silver eagle sia tale da aver determinato una totale mancanza di "prodotto"

Si potrebbe continuare ancora. Cercare informazioni è comunque sempre determinante per poter tentare di comprendere i fenomeni. Probabilmente quello che cova sotto la cenere è che un sistema bimetallico che possa fare da base e controgarantire pezzi di carta straccia (la moneta fiduciaria) sta attualmente anche se sotterraneamente facendosi strada di fronte ad un dollaro che sta crollando (anche se mi aspetto nel breve un vero e proprio rallye del dollaro sull'onda di un mini crollo delle borse e delle altre materie prime di pura matrice speculativa).
Buona domenica

Daniele

utente anonimo
Scritto il 1 maggio 2011 at 17:04

Non merito risposta??
Claudio

Scritto il 1 maggio 2011 at 19:11

Non si tratta di meritare o meno una risposta ma sabato e domenica sono dedicati alla famiglia. Per il resto mai consigliato il decennale americano ma è un benchmark importante e fondamentale sui mercati. Ho scritto più volte che questo non è un blog per chi vive di breve termine, di chi si esalta per il breve termine: la storia degli ultimi quindi anni ci dice che l'investimento obbligazionario ha surclassato quello azionario e che il prossimo decennio perduto non cambierà la realtà! Per quanto riguarda l'argento è in evidente dinamica iperbolica è finirà come tutte le iperbole della storia ma ciò non significa che il suo cammino finisca domani. Lo stesso vale per le economie emergenti e per la favole del decoupling. Siamo in bolla ma non significa che il futuro non sorrida loro.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 1 maggio 2011 at 21:00

Andrea, a me la bolla sembra nella "carta", ma ovviamente ogni opinione è rispettabile, sempre che sia basata su dati e considerazioni motivate.
Buona serata
Daniele

Scritto il 1 maggio 2011 at 21:31

Caro Daniele, non sono forse oggi sostanzialmente carta la quasi totalità delle transazioni che si effettuano sull'oro e sull'argento….Andrea
 

utente anonimo
Scritto il 2 maggio 2011 at 10:08

Andrea
hai perfettamente ragione!
e infatti molti stanno correndo a procurarsi il fisico. In USA non ce la fanno a stare dietro con le consegne della silver eagle… hanno dovuto chiudere fino a metà maggio.
In oriente stessa storia: cercano il fisico.
Al COMEX, al CME alla scadenza vogliono il fisico.
Ma il fisico non c'è ed allora?
Andrà a finire che il mercato di carta fallirà e il fisico andrà alle stelle…..
Non parliamo poi dell'altra carta….
Non pensi?
Buona giornata
Daniele

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