QUANTITATIVE EASING: UNA CASCATA DI ILLUSIONI!

Scritto il alle 01:24 da icebergfinanza

 

Ho ancora ben presente la sorpresa avvenuta il mese scorso quando all’improvviso mentre tutti gli indicatori regionali della Federal Reserve segnalavano una più o meno evidente contrazione dell’attività economica, l’indice ISM  tirò fuori dal suo cilindro il classico coniglio bianco istituzionale.

Ora è passato un mese e la situazione è peggiorata nuovamente in tutti gli ultimi indicatori regionali comunicati dall’Empire di New York all’indice Philly di Philadelphia soprattutto negli ordinativi e nelle ore di lavoro settimanali.

Ieri un’ulteriore conferma è arrivata da uno dei più attendibili indicatori anticipatori di una eventuale recessione, l’indice CFNAI della Fed di Chicago il quale è stato guidato al ribasso dalla produzione e dall’occupazione. Nessuna delle quattro categorie di indicatori che compongono l’indice ha dato un contributo positivo nel mese di agosto, nessuno!

 

CFNAI graph

Dates

P&I

EU&H

C&H

SO&I

CFNAI

CFNAI-MA3

2010:08

0.00

-0.12

-0.40

-0.01

-0.53

-0.42

2010:07

0.23

0.09

-0.44

0.01

-0.11

-0.27

2010:06

-0.07

-0.14

-0.45

0.04

-0.63

-0.11

2010:05

0.54

-0.02

-0.43

-0.13

-0.06

0.27

2010:04

0.26

0.40

-0.38

0.08

0.36

0.09

2010:03

0.33

0.20

-0.33

0.29

0.50

0.01

2010:02

-0.17

-0.15

-0.36

0.09

-0.60

-0.31

2010:01

0.45

0.17

-0.43

-0.04

0.12

-0.11

 
Ieri un altro indice quello della Fed di Richmond dopo sette mesi di espansione è tornato a scendere seguito dall’occupazione.
Un’analisi della  FED di San Francisco non fa altro che confermare la nostra visione di una lunga e anemica ripresa sotto il potenziale con persistente disoccupazione.
Per quel che serve la fiducia dei consumatori del Conference Board è nuovamente collassata, aiutando cosi i mercati a festeggiare l’illusione del quantitative easing.
Un’illusione che addirittura la Fed di Cleveland nel 2008 evidenziò in un’analisi pubblicata sul loro sito abilmente scovata da Mike Shedlock, questione che abbiamo ampiamente sviscerato nell’ultimo post.

Ho già cercato di spiegare per quale motivo qualsiasi tentativo da parte della Fed di inflazionare il mercato sarà un fallimento totale, ho cercato anche di far comprendere come solo ed esclusivamente la totale distruzione della fiducia nel mercato porterà ad un’esplosione dell’iperinflazione, come sostiene Tyler nel suo Zero Hedge e come sostengono i teorici della teoria austriaca.
Ad esempio come mi ha gentilmente segnalato Paolo anche la stessa Fed è consapevole che la favola del moltiplicatore monetario è un mito che si è letteralmente dissolto come neve al sole. Il mistero probabilmente riguarda la presunta frenesia di questa innondazione di liquidità che dovrà ancora venire.
E’ oltre un anno che propongo questo grafico come pistola fumante dell’assenza di rischi inflattivi, documenti ufficiali tutti direttamente dalle varie Federal Reserve regionali.
Graph: M1 Money Multiplier
Anche John Mauldin ci racconta la stessa cosa ovvero perchè il QE2 non funzionerà!
Mi dispiace dirlo l’ho ribadito all’infinito attraverso analisi e realtà empiriche ma la Deflazione, la "debt deflation" è inevitabile oggi, ancor più che non abbiamo voluto comprendere le lezioni del passato, seguendo la dinamica giapponese di risoluzione della crisi senza presentare il conto agli azionisti ed obbligazionisti.
Dispiace urtare la sensibilità di chi un giorno si e un giorno no mi parla di inflazione, di materie prime, di generi di prima necessità, di energia, ma quella è inflazione da monopolio e cartello, inflazione che c’è da sempre, come quella originata dal passaggio all’euro ma che in molti hanno fatto finta di non vedere a partire dai vari governi che si sono succeduti.
Inoltre come più volte sottolineato è arrivato il momento anche per i prezzi delle abitazioni in America di riflettere l’ultima parte di una nuova double dip immobiliare alla ricerca ( …governo permettendo ) di un nuovo equilibrio immobiliare. Il prossimo mese la dinamica sarà più evidente!
Se ciò non fosse sufficiente per convincervi della ormai inevitabile nuova caduta dei prezzi, sul WSJ, John Burns, grande analista, vecchia conoscenza di Icebergfinanza, segnala che la vendita di case a rischio aumenterà del 40 % sino al 2012 con un inventario ombra ( …..case pignorate dalle banche non ancora immesse sul mercato ) che ci accompagnerà almeno sino al 2016. Inutile ricordare che tutto ciò continuerà ad esercitare una continua pressione al ribasso sui prezzi.

Nel frattempo appuntamento a…

SABATO 6 NOVEMBRE alle ore 14.30 a MODENA

in occasione della presentazione del mio libro

" Icebergfinanza: viaggio attraverso la tempesta perfetta "

al quale

siete tutti invitati

segnalando la Vostra partecipazione all’indirizzo  qui sotto esprimendo  una delle tre opzioni ….

 Solo Incontro / Incontro Cena / Incontro Cena Pernottamento

[email protected]

….segnalando nome e cognome, quante persone intendono partecipare ed eventualmente le copie del libro che si intende prenotare.

Non appena possibile entro l’inizio della prossima  settimana,  riceverete tutte le informazioni relative al luogo e all’ora dell’incontro, oltre alle possibilità di pernottamento e cena.

Arrivederci a presto! Andrea

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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14 commenti Commenta
Scritto il 29 settembre 2010 at 04:34

bel lavoro , Capitano, che supporta con i dati quanto sto cercando di far capire con il ragionamento.permettimi di ribadire il concetto per coloro che non ci credono.innanzitutto ribadisco che la "sensazione" di perdita di valore del denaro, la si ottiene quando i beni di largo e comune consumo aumentano di prezzo, ovvero è richiesto maggiore denaro per comprare gli stessi beni.essendo una "sensazione" per avere effetto deve essere continua e diffusa tra la gente, e questa è la ragione per cui si diffonde bene quando ad aumentare sono i prezzi dei beni trattati frequentemente da molte persone.detto questo, tale aumento lo si ottiene tramite due possibili azioni.o perchè aumenta la quantità di denaro disponibile per comprare tali beni (legge domanda/offerta), oppure perchè aumentano i valori delle materie prime o del lavoro con cui tali beni vengono prodotti.sovente questi due fattori si concatenano e creano la famosa spirale prezzi/salari.ma non è detto, e nemmeno scontato che tale spirale si inneschi.se aumentano i prezzi,ma il denaro disponibile a comprarli non aumenta (disoccupazione, sotto occupazione, ecc..) semplicemente verranno acquistati meno beni, causando sempre per la legge domanda/offerta, una tendenza a riportare in basso i prezzi, a scapito, questa volta o degli intermediari o del lavoro.in questo caso, il tetto deflattivo, blocca ogni tentativo inflazionistico.ecco allora che l'inflazione, in quest'ultimo caso, può ripartire solo a condizione che la popolazione si ritrovi più denaro per acquistare quei famosi beni di largo e continuo e comune consumo.questo denaro può arrivare da due parti.dal sistema bancario, a condizione che la gente si indebiti, in quanto esso può fornire liquidità, ma solo se la gente chiede prestiti, ma la gente li chiederà solo se la sensazione che avrà sarà di abbondanza, sicurezza nel futuro, capacità futura di rendere i prestiti, cosa che in ambiente di diffusa disoccupazione è difficile creare.l'altro agente che può aumentare la disponibilità di denaro è lo stato, spendendo più di quanto incassa, ovvero indebitandosi.dato che i titoli di stato, essendo titoli esecutivi, aumentano alla loro emissione la massa monetaria (M2) (infatti se prima dell'assegnazione di essi esiste solo il denaro, dopo esiste il denaro in mano allo stato, ed i titoli in mano a chi prima aveva il denaro), dipenderà da dove proviene il denaro usato per acquistare tali titoli, e a chi arriverà dopo che lo stato lo avrà speso.dall'altra parte, la massa dei titoli, (dato che non si va con dei Tbond a comprare il pane), può  essere usata come sottostante per derivati o comunque per pagare attività finanziarie, aumentando la disponibilità in tale area.l'altra strada è che ad acquistare i titoli sia la banca centrale (QE), cosa che darebbe denaro allo stato, senza toglierne al mercato.ma qu torniamo al dilemma di come lo stato spenderà tale denaro, e soprattutto il potenziale esplosivo ch etale azione può causare, in quanto una volta uscito, tale denaro, non potrà essere recuperato velocemente dalla banca centrale, nel caso partisse l'inflazione.inoltre, l'annuncio di tale azione, sarebbe proprio come dire "da domani ci sarà più denaro in circolazione" (e quindi varrà di meno) ma se non arriva, tramite lo stato, a chi già ha pochissimo potere d'acquisto, non farà altro che contrarre ulteriormente gli acquisti diei famosi beni di largo e comune consumo, compensando la valenza inflattiva dell'azione stessa.di qui quanto sostengo, che l'unico modo per uscire dal clima deflattivo è quello di recuperare denaro da chi ne ha in eccesso (da parte dello stato) e farlo arrivare a chi lo spenderebbe subito sul mercato dei beni di largo e comune consumo.salvo poi, da parte dello stato, non recuperare quanto occorre per pagare il debito contratto dalla generalità della popolazione, altrimenti con una mano dai e con l'altra togli, ma concentrare il prelievo su chi non diminuirà sicuramente le sue spese in conseguenza di tale prelievo.in altre parole tassare i ricchi e distribuire ai poveri.c'è qualcuno che pensa che un'azione simile verrà intrapresa ?io sicuramente no.chiedo scusa a te , Capitano, se mi sono dilungato in questo post, ma ho voluto anticipare tante osservazioni con uno scritto completo, che copre praticamente, tutti gli aspetti del fenomeno, in modo semplice e , spero, comprensibile anche ai non iniziati.

Scritto il 29 settembre 2010 at 04:53

ho trovato questo "spaccato" che sarebbe esilarante, non fosse tragico:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7497&mode=thread&order=0&thold=0da leggere a conferma di quanto dice il Capitano!

utente anonimo
Scritto il 29 settembre 2010 at 08:39

CHIEDO LUMI: durante la guerra si poteva dire di essere in depressione?penso di si: disoccupazione povertà etcallora perchè è stata registrata a Bologna un'inflazione del 360 %.eccezion fatta per gli immobili che erano a prezzi bassi in quanto c'era il rischio bombardamenti, NONOSTANTE I SALARI FOSSERO STATI RADDOPPIATI?IL RISULTATO NON CAMBIA E CIOè DEPRESSIONE ASSOCIATA A IPERINFLAZIONE .anche ora siamo in guerra stesso scenario, l'unica differenza che le bombe arrivano in testa a qualcun'altro.Marco

utente anonimo
Scritto il 29 settembre 2010 at 08:51

a riprova di dove sono già arrivati è l'articolo di http://www.arianna editrice"Enel vende a goldman sachs"questo si può fare se crei soldi in tasca tua e tasche vuote a casa d'altri

utente anonimo
Scritto il 29 settembre 2010 at 12:11

Gran bel post Andrea, quello di oggi. Sintetico, attuale e confermativo del passato e del prossimo futuro.Bella anche la tua ironia tra ( parentesi) , cioè Fed+Governo US permettendo….il price Home dovrebbe scendere un altro poco.ciao e Grazie per quel che fai.Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 29 settembre 2010 at 12:13

la penso come te Andrea, propendo per una fase a bassa inflazione.almeno in USA ed Europa. Sarebbe deflazione pura se il crudo e gli alimentari scendessero un po'.giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 29 settembre 2010 at 13:56

Io vorrei capire una cosa.se la FED da ai mercati 3 trilioni di dollari,(questo non e il QE?) questi soldi dove andranno a finire???Nelle casse vuote delle banche, nei conti di qualche super ricco banchiere alle maldive, in borsa ?Perche 3 trilioni non sono caramelle, non possono essere inghiottiti, da qualche parte pureandranno.Se qualcuno puo darmi una risposta, grazie.Giorgio

Scritto il 29 settembre 2010 at 17:49

#7QE è rivolto essenzialmente all'acquisto di titoli del debito pubblico.il fatto è che per piazzare tutti questi titoli, ovvero farsi imprestare tutti questi soldi, lo stato dovrebbe alzare un bel po' i rendimenti, ma se alza i rendimenti, e quindi gli interessi che deve pagarci sopra, aumenta il debito.solo ch eil QE è una manovra prevista per abbassare i picchi, quando in un certo momento vengono a scadenza troppi titoli oppure si crea una necessità momentanea..la teoria sostiene che la banca centrale che pratica QE dovrebbe nel minor tempo possibile, rivendere tali titoli sul mercato e quindi recuperare il denaro creato ad hoc.qui invece si sta monetizzando il debito stampando dollari, e per questa ragione è in corso un deprezzamento del dollaro stesso.

Scritto il 29 settembre 2010 at 17:54

anonimo #3la guerra è un evento eccezionale, in cui, per la destinazione di uomini all'esercito, la mano d'opera scarseggia, ma contemporaneamente la guerra stessa ha costi altissimi che lo stato finanzia stampando denaro.inoltre, per il blocco degli scambi, o loro difficoltà, alcune merci possono diventare estremamente rare, dovendo anch edare la priorità ad alimentare l'esercito.queste ragioni primarie hanno valenze diverse alcune inflazionistiche, altre deflazionistiche, per cui, a seconda del grado di impatto delle stesse si può avere contemporaneamente i due fenomeni

Scritto il 30 settembre 2010 at 00:24

gente noi ITALIA siamo messi male.  sapete che sorpresina ci vogliono riservare?  voglio vedere se il popolo pecorone italiano sta zitto sempre.  leggete sta roba disastrosa.  sono regole euroee.  merda europea. PRONTO IL GOLPE MONETARIO EUROPEO: AVVERTIMENTI, MINACCE, SANZIONI E MACELLERIE SOCIALI A GO GO. FERRERO: "UN SUICIDIO, L'ITALIA BLOCCHI QUESTA ASSURDA PROPOSTA" Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail 29/09/2010 16:06 | ECONOMIA – INTERNAZIONALE Riportiamo una scheda dell'Ansa che spiega cosa è stato partorito oggi dalla Commissione europea. Un "mostro" fatto di regole e sanzioni che metterà in ginocchio i paesi cosiddetti periferici, tra cui l'Italia. In sintesi il ricatto è questo: se i governi non riducono il deficit e il debito pubblico, tagliando fino all'osso lo stato sociale e tutto ciò che non interessa a banche e speculatori, andranno incontro a sanzioni pesanti, anche preventive. Per Paolo Ferrero, Segretario nazionale del Prc, «la modifica del patto di stabilità europeo varata oggi dalla Commissione è semplicemente disastrosa. Determinerebbe se accettata un taglio della spesa pubblica di enormi dimensioni e un conseguente aggravarsi della crisi economica. In particolare l’Italia – come gli altri paesi con un grande debito – verrebbe massacrata da questa proposta, obbligata per vent’anni a produrre avanzi di bilancio primario dell’ordine di 60 miliardi di euro. Un vero suicidio. Chiediamo al governo italiano di esercitare il diritto di veto e di bloccare questa assurda proposta». Scheda dell'Ansa: CRISI – PATTO UE E GOVERNANCE, ECCO COME CAMBIANO REGOLE Ecco come cambiano le regole della governance economica e del Patto Ue di stabilità e di crescita secondo il pacchetto di proposte legislative adottato oggi dalla Commisione europea. POLITICA BILANCIO PRUDENTE. Sarà il concetto su cui si baserà il controllo delle finanze pubbliche degli Stati membri, che dovranno assicurare sempre «la convergenza verso l'obiettivo di bilancio di medio termine», vale a dire l'azzeramento del deficit. La Commissione potrà rivolgere ai Paesi euro un avvertimento in caso di «deviazioni significative». STRETTA SU DEBITO. I debiti pubblici saranno trattati «alla stessa stregua dei deficit. Per cui, se un Paese ha un debito che supera il 60%, entrerà in procedura di infrazione anche se il deficit è sotto la soglia del 3%. Procedura che però non sarà «automatica»: si terrà infatti conto di alcuni «fattori rilevanti» che influiscono sul livello del debito, come la sua struttura, la situazione del debito privato, le previsioni sull'andamento della spesa pensionistica, l'impatto del Pil nominale sui conti pubblici. Gli Stati in debito eccessivo dovranno quindi ridurlo «ad un ritmo soddisfacente», pari indicativamente a un ventesimo dell'importo eccedente il 60% ogni anno per almeno tre anni. SANZIONI ANCHE PREVENTIVE. I Paesi che rischiano di sforare il 3% nel rapporto Deficit-Pil avranno l'obbligo di costituire un deposito fruttifero, versando una somma dello 0,2% del Pil. Se il Paese entra in deficit eccessivo il deposito si trasforma in «non fruttifero». La somma in esso contenuta sarà quindi convertita in «ammenda» in caso di non osservanza della raccomandazione in cui si indica al Paese coinvolto il percorso per la correzione del disavanzo eccessivo. Se la violazione persiste sarà incrementato l'ammontare della multa. Gli interessi maturati sui depositi e sulle ammende saranno distribuiti tra gli Stati membri della zona euro che non sono in situazione di deficit o di squilibri eccessivi. VOTO AL CONTRARIO. Per assicurare una rapida applicazione delle sanzioni, saranno «semi-automatiche». Viene infatti previsto un «meccanismo di voto al contrario»: la Commissione Ue presenta la proposta di sanzione che, diversamente da quanto accade ora, viene considerata automaticamente adottata, senza la necessità di un'approvazione da parte del Consiglio Ue. Gli Stati però entro dieci giorni potranno bocciare la decisione con un voto a maggioranza qualificata. MECCANISMO ALLERTA SU SQUILIBRI ECCESSIVI. Il pacchetto prevede un «meccanismo di allerta sugli squilibri eccessivi». In ogni Paese saranno valutati a scadenze regolari i rischi, in base a una serie di indicatori macroeconomici. Per gli Stati che presentano gravi squilibri che mettono a rischio l'unione monetaria, come uno scarso livello di competitività, il Consiglio Ue potrà adottare raccomandazioni e avviare procedure per squilibri eccessivi. Se gli squilibri non saranno sufficientemente ridotti, seguirà una multa pari allo 0,1% del Pil del Paese coinvolto. Anche qui varrà la regola del «voto al contrario».ora che facciamo??  non c'è niente da ridere.                           DORF

Scritto il 30 settembre 2010 at 03:25

@ dorfuna soluzione sarebbe uscire dall'euro, fare una bella svalutazione, e ricominciare con la finanza allegra.forse ti è sfuggito il fatto che da circa 20 anni, il debito pubblico è sopra al 100% del pil,  e genera, grazie all'euro, un costo di soli interessi 70-80 miliardi di euro l'anno. 2 punti in più e avremmo , solo causa interessi, quei 60 miliardi da spendere in più solo per interessi.e questo guardando l'italia nel suo insieme.ti ricordi il Berlusca come vinse le prime elezioni, e poi le altre, e le altre ancora ? meno tasse per tutti ! e tutte le volte ch eè salito al governo il debito aumentava, poi arrivava prodi e ricalava un po, ma chiaramente agli italiani questo non piace.ora , io constato solo una cosa.in tutti i porti e porticcioli non c'è un buco libero. barche di tutti i tipi e bandiere, ma guarda caso usate da italianissimi individui.poi ci sono i nullatenenti che circolano in ferrari, o i semibarboni che possiedono non un appartamento, ma interi palazzi.d'altronde se il debito pubblico è finanziato per metà dagli italiani, e avanzano ancora risorse per acquistare l'equivalente di un altro 30% (del nostro debito pubblico) in titoli esteri, allora significa che di ricchezza ce n'è tanta, concentrata nelle mani di pochi, ma tanta.quindi, per tirare su quei 60 miliardi, non occorre tassare ulteriormente i redditi da 2 o 3000 euro /mese, basta andare a prenderli dove ci sono, che così si toglierà un po' di risorse alla corruzione, al malaffare, alla delinquenza organizzata e non.poi, una proposta che non sarebbe male portare avanti, imboccata la via della serietà, sarebbe quella di emettere titoli "euro" anzicchè titoli italiani, greci, irlandesi, ecc… tutti sulla via della virtù ? bene condividiamo almeno il vantaggio di finanziare i debiti TUTTI allo stesso tasso.già con  questa cosa i 60 diventerebbero un po' meno, ma chissà che poi gli italiani comincino ad ammirare un po' meno gli evasori e gli elusori. sono persone che non meritano di vivere in una società, e che non pagando il dovuto, sovraccaricano gli altri.perchè non si prevede come ad esempio negli USA (paese anticapitalistico per eccellenza) la galera per gli evasori ? sarebbe già un buon inizio.dobbiamo smetterla con il nostro sport nazionale , di giocare a fare i furbi, e fregare "gli altri", gli altri, siamo noi!

utente anonimo
Scritto il 30 settembre 2010 at 16:59

" ti ricordi il Berlusca come vinse le prime elezioni, e poi le altre, e le altre ancora ? meno tasse per tutti ! e tutte le volte ch eè salito al governo il debito aumentava, poi arrivava prodi e ricalava un po, ma chiaramente agli italiani questo non piace."DIO, ANDREA MI ASPETTAVO DA TE VISTO I POST PRECEDENTI UN PO' MENO FAZIOSITA' SE MI METTO A ELENCARE LE PORCATE DI PRODI OFFUSCO IL SITO CHIARO CHE BERLUSCONI NON E' DA MENO SE NON DI PIU',POI PER QUANTO RIGURDA L'EVASIONE FISCALE BISOGNEREBBE IN UN PAESE COME L'ITALIA FARE DEI DISTINGUO TEMPO FA C'E' STATA UNA DISCUSSIONE ED E' FINITA AD INSULTIIL VERO PROBLEMA E CHE SIA PER LA POLTICA CHE PER IL FISCO OGNIUNO E E D'ACCORDO NELLA MISURA IN CUI I PROVVEDIMENTI DEI BUFFONI POLITICI DI TURNO NON LO COLPISCONO QUINDI VOLENDO IPERSEMPLIFICARE:DIPENDENTI= SINISTRA = GALERA PER GLI EVASORI (NON FREGA UN CAZZO CHE UN PICCOLA  IMPRESA ARTIGIANA O DELCOMMERCIO (LINFA DEL PAESE) SIA SCHIACCIATO DALLE IMPOSTE ASSURDE ED EGUALI ALLE GRANDI AZIENDE)AUTONOMI, PROFESSIONISTI ,IMPRENDITORI = DESTRA = SPERANZA (DISATTESA) DI PAGARE MENO TASSE (NON FREGA UN CAZZO CHE UN DIPENDENTE DEBBA CAMPARE LUI E FAMIGLIA CON 1200 EURO/MESE)MORALE: QUALCOSA POTRA ' CAMBIARE SOLO QUANDO IL DISASTRO SARA' CONCLAMATO E COLOSSALE FINO AD ALLORA SE MAI CAMBIAMENTO CI SARA' MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO E SE POTESSI CAMBIEREI PAESE E NAZIONALITA'.PENSIERI BANALI MA SECONDO ME SUPERREALI.SCUSATE IL DISTURBO ADESSO LE DUE MACROCATEGORIE POSSONO CONTINUARE A SCANNARSICLAUDIO

utente anonimo
Scritto il 1 ottobre 2010 at 00:15

Sig.Dorf,i debiti se non oggi o domani bisogna pagarli.E' giusto che l'europa metta finalmente un po' di rigore,magari fosse nata 20 anni prima.,non ci sarebbe in Italia un debito spropositato a vantaggio dei soliti furbi.Ci vuole tempo per migliorarsi ,essenziiale  e' iniziare a farlo.Tutto il resto dai e togli  sono discorsi da braghe di tela.Silvestro.

Scritto il 1 ottobre 2010 at 10:56

@ claudioil mio non era un elogio a Prodi, ma una constatazione, un dato di fatto.guarda la curva del debito degli ultimi 20 anni, ed avrai la conferma.con questo non sto dicendo che con Prodi tutto era OK e con Berlusconi tutta m…da.si parla di debito e quella è la realtà, che piaccia o no.sul discorso ch esu alcuni il peso della tassazione sia eccessivo, sono il primo a riconoscerlo, m aquand'è che cominceremo a considerare gli evasori e gli elusori , non dei furbi, ma dei delinquenti sfruttatori del resto della popolazione ?

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