QUANTITATIVE EASING! L'ULTIMA SPIAGGIA MONETARIA

Scritto il alle 21:05 da icebergfinanza

Il banner "MONDI ALTERNATIVI" che trovate in cima al mio blog, non è solo un banner dalla grafica accattivante, ma cliccandolo navigherete realmente in "Mondi Alternativi", mondi reali che vi daranno la possibilità di scoprire un’alternativa a questo sistema. Nel fine settimana sarà aggiornato con tutti i post condivisi in questi lunghi 20 mesi, alla ricerca di un’alternativa etica e di un sistema che mette al primo posto l’ Umanità, riflessioni e visioni che vanno al di là dell’aspetto economico e finanziario di questo tempo!

 

Alcuni di Voi ricorderanno il riferimento che feci la scorsa settimana richiamando un pezzo apparso su REUTERS nel quale si evidenziava come il governatore della Fed di Dallas Fischer evidenziasse come con il ribasso dei tassi ad livello 1 e la rimozione del rischio inflazione dalla sua dichiarazione, la Federal Reserve girasse la prua del proprio veliero in direzione dell’orizzonte deflazione.

Sarà un post un pochino tecnico ma qualcosa riuscirete a capire!

"We’re getting close to zero bound and we’ve already started quantitative easing ; we have all these facilities. That is what this is all about. Our balance sheet has expanded … I wouldn’t be surprised to see it at $3 trillion by year-end."

In attesa di raggiungere a breve il livello 0 in sostanza l’ultima spiaggia ovvero il "quantitative easing" diventa il nuovo orizzonte di questa crisi, riferimento principale per evitare ogni congelamento del mercato del credito.

"You can’t have capitalism without capital." sublime considerazione, non si possono fare le frittate senza le uova!

Quantitative easing, bella parola, ma proviamo a darvi una spiegazione, risalendo attraverso le pieghe della storia, aiutandoci con una pubblicazione apparsa sul sito della Fed di San Francisco frbsf.org/publications/economics/letter/2006 dal titolo  Did Quantitative Easing by the Bank of Japan "Work"? a firma MarK Spiegel ovvero l’inedito esperimento effettuato dalla Banca Centrale giapponese il 19 marzo 2001 , esperimento di politica monetaria atto ad aumentare i saldi di conto corrente relativi alle banche di carattere commerciale a livelli di gran lunga superiori alle riserve stesse richieste.

Nella lettera in questione vi sono alcune prove della efficacia o meno di questo "esperimento" di politica monetaria del passato che oggi viene riproposto da manuale.

In particolare si evidenzia come molti mebri della BOJ hanno sottolineato l’effettivo declino del credito dopo il lancio dell’esperimento in questione che non è riuscito ad incoraggiare l’estensione del credito stesso da parte delle banche commerciali anche se è difficile conoscere quanto sarebbe accaduto nel caso contrario.

Nelle conclusioni si evidenzia come l’esperimento abbia portato ad un calo dei tassi di interesse a lungo termine, una prova che il programma in questione ha aiutato le banche commerciali più in difficoltà e incoraggiato un maggiore rapporto rischio e tolleranza nel sistema finanziario giapponese.

Al di là degli esiti incerti di questa politica monetaria, la conclusione più importante è che secondo l’autore l’aver rafforzato le prestazioni delle banche strutturalmente più deboli del Giappone ha avuto l’effetto indesiderato di ritardare le riforme strutturali, cosa che evidentemente si sta ripetendo anche in questa occasione.

Non credo che la Fed ed in particolare Bernanke ci abbia pensato su due volte per operare una politica monetaria che dirigesse i tassi sotto il livello dell’acqua, dichiarando apertamente la prospettiva di attuare il pagamento sulle riserve del sistema finanziario, più volte richiamata in passato come ultima spiaggia.

In sostanza si tratta di remunerare i fondi in eccesso sulle riserve obbligatorie depositati presso la Federal Reserve in maniera da richiamare i capitali "dormienti" dal mercato interbancario, disincentivandolo  per poi a sua volta riemetterli nel circuito.

Potrebbe essere inoltre un sistema per evitare una nuova fuga di capitali, oltre all’ormai disperata rinuncia ad avere un qualsiasi rendimento comprando titoli americani.

In sostanza la Fed è riuscita a raddoppiare il proprio bilancio in neanche cinque settimane e l’ex falco Fisher manifesta la stessa espansione attravreso le cifre che vedono un bilancio passare dai 960 miliardi di inizio anno per arrivare ai possibili 3000 miliardi dell’inizio del prossimo anno pari a quasi il 20 % del PIL americano.

The unthinkable sottolinea il FTAlphaville blog ……..

……..in effect monetizing the debt. In addition, the Fed might limit the sterilizing impact of the excess reserves held on its balance sheet. Significant quantitative easing can happen even if the fed funds rate is not brought down to zero.

 ….in effetti monetizzare il debito!

Vi ricordate cosa scrissi in " Orizzonti nella Nebbia! "…..

In sostanza si tratta inflazionare tutto il possibile, monetizzando i costi fiscali dei salvataggi del sistema finanziario americano, facendo esplodere la crescita monetaria causando alta inflazione. Diversamente  tutto ciò avrebbe senso per cancellare il valore nominale del debito delle famiglie e dei governi con un’onda inflazionistica…..sembra proprio che ci stiamo incamminando in questa direzione sino a prova contraria ed in effetti ……

The unthinkable has happened ….l’inpensabile è accaduto ovvero con tassi di interesse paria zero insieme alla politica monetaria di allentamento quantitativo porta al recente risultato del livello effettivo dei FED FUNDS e delle riserve. La politica monetaria è diventata più stimolante ( non ce ne siamo accorti mai…..) di quella indicata dal target dei Fed Funds il che porta ad un incremento della possibile perdita di controllo della politica monetaria.

Ecco perchè parliamo di ultima spiaggia monetaria.

Ho letto un pezzo sul Financial Times nel forum dedicato ad alcuni dei maggiori economisti mondiali dove scrivono anche premi Nobel, Phelps, Spence e Stiglitz, a firma Graham Turner che sottolinea l’importanza del "quantitative easing".

Lo tsunami di salvataggi sono illusori, non riusciranno mai a evitare la recessione ma forse adirittura una depressione, salvataggi che mirano ai sintomi, piuttosto che alla causa.

Una unica politica efficace, tassi a zero e "quantitative easing"!

Se si vuol far scendere il LIBOR e l’EURIBOR non resta che congelare il mercato interbancario spingendo la remunerazione dei prestiti vicina allo zero, ovvero girando il tutto alla fiducia della Federal Reserve.

Detto e fatto…. Libor for Dollars Falls as Central Banks Provide Cash Funding Bloomberg

Ma come abbiamo visto in Giappone, ciò potrebbe non essere sufficiente, si testimonia spesso come la ricapitalizzazione delle banche nel 1998 giapponese ha trasformato un angolo del Sol Levante, ma si dimentica spesso che il mercato è proseguito nella sua discesa sino all’aprile del 2003! In assenza di un allentamento monetario radicale, l’aumento del debito per finanziare le nazionalizzazioni garantisce rendimenti obbligazionari elevati e i tassi sui prestiti non scenderanno abbastanza rapidamente da evitare una deflazione del debito (debt deflation )

In sintesi però non vi è alcuna garanzia che una tale radicale politica monetaria abbia successo, l’intervento potrebbe essere avvenuto troppo tardi …..

Inflation will drop like a stone over the next two years. It was never the predominant threat. Debt deflation has always been the more sinister curse. It is an ugly combination that can prove almost impossible to eradicate once central banks fall behind the curve, as they have done in the West.

In sostanza nella pentola dei druidi della politica monetaria si sperimenta, si prova a mettere in pratica le teorie accademiche, se andrà male basta pensare che in Giappone le dimensioni del bilancio della BOJ raggiunsero il 30 % del PIL oggi siamo al 12 % per quanto riguarda la FED alla fine dell’anno arriveremo al 20 % come dice Fisher della Fed di Dallas.

Fed Balance sheet

I guess the Fed had to try the “Bernanke twist.” And it did – the old Fed balance sheet, in which T-bills were the vast bulk of assets, is no more. But the effects have been disappointing, especially weighed against the risk, which I know is making Fed officials very nervous. ftalphaville.ft.com fed capitulates the central bank is broken

Più che le banche centrali è l’intero sistema finanziario ad essersi congelato, in attesa del sole della fiducia, ma ci vorranno anni, molti anni e il sorriso di coloro che ricordano quante crisi che hanno vissuto, hanno passato, fa tenerezza, un’immensa tenerezza anche perchè questa volta probabilmente non hanno capito ancora nulla!

Chissà, ultime spiagge, territori inesplorati, oceani sconosciuti, magari mi sbaglio ma da sempre ho la sensazione che sia ormai tardi ….come ha scritto Paul Krugman alcuni governatori della Fed sono nervosi, molto nervosi.

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

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71 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 05:23

Grazie Andrea, come al solito. E’ chiaro che la FED fa da apripista al nuovo modello, che anche la BCE metterà in pratica. L’interbancario lo fanno loro, dal momento che le banche non lo fanno più. Questo testimonia la gravità della situazione. Ma quale sarebbe la mossa alternativa a questo punto? E’ chiaro che quando tutti gli altri strumenti non funzionano si ricorre a quelli estremi.
La vera questione a questo punto è capire cosa sarà degli USA nei prossimi mesi. Tutto questo non potrà impedire la spirale licenziamenti/crollo consumi/insolvenze/caduta titoli strutturati incorporanti crediti inesigibili….
C’è chi prospetta una situazione di sostanziale default USA per la prossima estate. Ovvio che se dall’altra parte dell’Atlantico arrivano onde alte 20 metri…..
D

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 05:46

Oggi e il primo giorno che faccio un giro su internet da quando sono in ferie. Mi sembra di capire che le cose -economiche- non vanno per il meglio!!!!!
Dove sono io, fa caldo, nessuno ti stressa e si mangia con pochi euro; basta non farsi prendere la mano dalla vita notturna. Quasi, quasi, visto come vanno le cose in Italia mi stabilisco qua. Hehehehehe
Un saluto e alla prossima

SD

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 08:04

qua ci vuole il salvagente…
non sanno piu cosa fare.
intanto i colossi chiudono.
difficile…veramente difficile

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 08:29

da centrofondi.it:
Dai grafici il tempo sembra maturo per un nuovo ciclo. Il fatto però è che questo sarà un
ciclo a 4-5 anni che viene dopo un doppio massimo (2000 e 2007) e per questo andiamo
ripetendo da tempo che in questo ciclo, l’ultimo del grande ciclo del dopoguerra, si
modificheranno molte cose che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Gli esempi sono sotto gli
occhi di tutti, politica, economia, rapporti fra popoli ecc. tutto sta cambiando velocemente,
molte volte senza dare il tempo di adeguarsi ai cambiamenti così repentini.
La causa è sempre la stessa da centinaia di anni ed è il livello oramai insostenibile
dell’indebitamento e che ha portato questa recessione con i tassi di interesse ai minimi dal
dopoguerra e inescherà cambiamenti importanti in tutti i settori della nostra vita. Oggi si
continua imperterriti a proseguire con la strada iniziata da Greenspan negli anno ’90
dell’aumento indiscriminato della liquidità, che ha portato a questi enormi squilibri e sarà
proprio questo che ci porterà ad una crisi molto potente e che farà vedere il suo peggior
aspetto negli anni successivi al 2010 (quando tutti i cicli superiori a quello a 4-5 anni
spingono al ribasso, il rialzo delle borse sarà solo momentaneo e i ribassi molto pronunciati
continueranno fino alla fine -2012- 2013).
Piccola nota per i tassi di interesse di nuovo in ribasso per favorire “l’espansione del
credito”: pensiamo sia probabile la prosecuzione del ribasso per buona parte del prossimo
anno. Quando le spinte inflazionistiche generate dal potentissimo afflusso di denaro (a
debito) immesso nei mercati finanziari si riverserà sui prezzi dell’economia reale
assisteremo ad un loro repentino innalzamento.
Cose di questo tipo non sono mai accadute nella storia economica e per questo chi ha buon
senso deve necessariamente usarlo. Il crollo è inevitabile, a meno che un’illuminazione
divina investa il buon Obama e gli faccia prendere decisioni in contrasto con chi lo ha eletto
(le lobby finanziarie) come la stamnpa di una moneta di stato, la moratoria del debito, la
messa al bando dei prodotti di ingegneria finanziaria e la confisca delle immense ricchezze
accumulate dai moderni mercanti del tempio a danno dell’intera umanità.

Scritto il 12 novembre 2008 at 09:15

Si…un pò tecnico..ma piano piano arrivo…
grazie anche per la segnalazione di http://www.filosofia-ambientale.it
che compare sulla foto del post di ieri, che non conoscevo..
non si conosce mai abbastanza!
Fantastico sito, ricco di riferimenti bibliografici….
ed è proprio vero..
è tutta una questione
DI SVILUPPO SOSTENIBILE COME SACROSANTO DIRITTO UMANO..!!!!
DIRITTO!!! DIRITTO!!!!

a dimenticavo… VIVa la preziosa “artigianalità” del sito!!!
Tua grande qualità e forza!!!
Grazie sempre di tutto!.
Buona giornata…buon lavoro!!
buone ferie SD, vedo che non ci abbandoni, bene! quasi quasi, mi trasferisco anch’ io..
Valentina:-)

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 10:30

il dollaro ha ripreso forza negli ultimi giorni…… forse i fondi hanno ricominciato a “delevereggiare” dopo la pausa presidenziale……
Altra onda di tsunami in arrivo sui mercati?

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 10:37

#4 – L’emissione di moneta di stato sarebbe la grande soluzione perchè non creerebbe debito per i cittadini, ma sicuramente Obama sa che porterebbe alla sua morte come già accaduto ai presidenti americani che avevano iniziato a stampare dollari di stato.Quindi………

Piero

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 12:12

da
http://www.movisol.org

LaRouche: come attuare una riorganizzazione fallimentare del sistema

12 novembre 2008 (MoviSol) – Alla vigilia della riunione a porte chiuse tenutasi ieri a Washington, l’economista Lyndon LaRouche ha indicato le linee guida per una riorganizzazione fallimentare del sistema finanziario, parlandone con alcuni membri del movimento giovanile larouchiano (LYM). Una riorganizzazione fallimentare è l’unica soluzione al crollo economico globale: “Fino a quando si tenterà di far valere, anche a tasso scontato, le pretese monetarie e simili – i titoli in denaro – non sarà possibile salvare il pianeta da nuovi secoli bui”, ha dichiarato LaRouche, riferendosi alla politica di rifinanziamento delle banche e della speculazione promossa attualmente dai governi del G7. Ferma restando la politica attuale, “nelle prossime settimane le condizioni del pianeta diventeranno impossibili, al di là dell’immaginazione di chiunque” fino a quando non verrà attuata la riorganizzazione fallimentare indicata da LaRouche.

“Non c’è altra soluzione: occorre sostituire l’attuale sistema monetario con un sistema creditizio” ha dichiarato LaRouche. Il potere per farlo ce l’hanno gli Stati Uniti, che dovrebbero svolgere un ruolo chiave nel convertire il sistema in un sistema creditizio. “Ecco che cosa faremo” ha aggiunto LaRouche: “Prenderemo tutta la monnezza che sono i titoli monetari e ne faremo un mucchio. Poi abbiamo un mucchio piccolo, che è il sistema creditizio. A questo punto prenderemo i debiti, che sono titoli in termini monetari, a partire da quelli americani, e li vagliamo. Ne prendiamo uno e ci chiediamo: ‘Vogliamo davvero rifinanziarlo? No. Mettiamolo nel mucchio di monnezza’. ‘E questo?’ ‘Va bene, questo lo accetteremo’. Come lo faremo? Convertiremo il valore monetario di questo titolo in un valore del sistema creditizio. La procedura fallimentare, di bancarotta ordinata, è questa: il governo federale sottopone l’intera cosa ad una procedura fallimentare, dichiara in bancarotta l’intero sistema”.

Il governo dichiara che certe cose saranno accettate e convertite in valori del sistema creditizio. “Convertire un debito, o un titolo, dal dollaro del sistema monetario al dollaro del sistema creditizio, è la nostra procedura fallimentare. Sottoporremo tutto ad una procedura fallimentare, perché non sappiamo esattamente che cosa farne. Non sappiamo quali valori accetteremo, quali cancelleremo e quali saranno le condizioni. Ecco perché faremo due mucchi. Non cercheremo di dare una risposta immediata alle persone che vogliono una risposta immediata: non l’avranno! Avranno la risposta che daremo loro: le cose che sono essenziali per far funzionare la società le metteremo nel sistema creditizio. Le toglieremo dal mucchio della monnezza monetaria e le metteremo nel mucchio del ‘prezioso sistema creditizio’. In questo modo quelle parti dell’economia che devono funzionare cominceranno a funzionare da subito sulla base del sistema creditizio. Ed useremo la Federal Reserve come una Banca Nazionale: anche il sistema della Federal Reserve è in bancarotta. Che cosa farne? La sottoporremo alla procedura fallimentare. Che cosa significa questo alle condizioni attuali? Convertire immediatamente il sistema della Federal Reserve in una Banca Nazionale come quella definita da Hamilton, il ministro del Tesoro del presidente Washington. E gli altri aspetti del sistema della Federal Reserve, blip, spariranno! In questo consiste il potere del governo federale, il potere conferito dalla nostra Costituzione”.

Dopodiché, gli USA proporranno un trattato generale agli altri governi del mondo. “Questa è la riforma!” Il governo USA suggerirà agli altri di allestire il proprio sistema creditizio, e condurre le proprie riforme in cooperazione con gli USA sulla base di un sistema di credito.

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 14:44

Mi pare che giungano tutti alla stessa conclusione.

La paura investe di nuovo le borse
Una crisi che si avvita su se stessa
Alfonso Tuor

La crisi del credito sta di nuovo assumendo caratteri virulenti. A scuotere la già scarsa fiducia dei mercati sono state le cattive notizie provenienti dall’American Insurance Group (AIG) e da Fannie Mae, a conferma del fatto che i soldi finora stanziati dallo Stato federale americano per salvare queste due società sono insufficienti. Nel caso di AIG si passa dagli 85 miliardi già concessi per evitarne il collasso a un piano dal costo complessivo di 150 miliardi di dollari. Per Fannie Mae non vi sono ancora cifre precise, ma l’agenzia parastale americana, annunciando una perdita trimestrale di 29 miliardi di dollari, ha contemporaneamente avvertito di essere destinata al fallimento se il governo non investirà nuovi fondi. La musica non è molto diversa per società storiche, come la General Motors, che chiede un rapido aiuto dello Stato, poiché entro la fine dell’anno sarà a corto di liquidità. 
Queste comunicazioni hanno evidenziato che gli interventi finora predisposti da banche centrali e governi sono stati utili, ma ancora insufficienti per allentare la morsa della pesantissima crisi che oramai non colpisce più solo il settore finanziario, ma anche l’economia reale.
Il ribasso dei tassi di interesse e la nazionalizzazione di fatto del mercato interbancario e di quello monetario hanno finora indubbiamente prodotto un calo dei tassi a breve termine, ma non hanno ancora ottenuto il risultato di riportare fiducia e un ritorno alla normalità. Hanno solo spostato l’epicentro della crisi. Il calo dei tassi a breve era scontato vista l’entità degli interventi: stando al Financial Stability Report della Bank of England, le banche centrali hanno emesso in queste settimane 7’000 miliardi di dollari in prestiti, acquisti di titoli e garanzie fornite al settore finanziario. Si tratta di una cifra enorme, che ha portato ad un calo dei tassi a breve termine pressoché in linea con le diminuzioni del costo del denaro decise dagli istituti di emissione. La fiducia tra le stesse banche non è comunque tornata, come dimostra il fatto che lo scorso 31 ottobre i depositi degli istituti europei presso la Banca centrale europea hanno raggiunto il massimo storico di 280 miliardi di euro.
Questa sfiducia è del resto giustificata. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che le perdite del settore finanziario si aggireranno sui 1’400 miliardi di dollari. Ciò vuol dire che vi sono ancora da ammortizzare 600 miliardi di dollari. Da parte sua, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha dichiarato che le perdite delle sole banche europee ammonteranno a 800 miliardi di euro. Queste cifre dovranno molto probabilmente essere corrette al rialzo, poiché la crisi del credito funziona come indicano i libri di testo. Produce una crisi economica, poiché le banche stringono i cordoni della loro politica creditizia. La frenata dell’economia reale trasforma i prestiti concessi alle imprese, che vedono crollare le loro vendite e i loro guadagni, in crediti a rischio. A questo punto le banche stringono ulteriormente i cordoni della borsa, mettendo a repentaglio il normale svolgimento dell’attività economica e contribuendo a frenare l’economia. E quindi il circolo vizioso continua ed anzi assume sempre maggiore rapidità. Ed è quanto sta succedendo, come dimostrano le difficoltà delle imprese a finanziarsi a breve termine e la contrazione del credito documentario (uno strumento fondamentale per il commercio internazionale), ecc.
Questo circolo vizioso, avviato con le perdite prodotte dagli strumenti finanziari collegati al mercato immobiliare americano, è molto difficile da rompere. Gli interventi delle banche centrali hanno prodotto una parziale riapertura della possibilità di banche ed imprese di finanziarsi a breve, ma non sono riusciti a riaprire il mercato dei capitali, ossia la possibilità degli istituti di credito e delle imprese di finanziarsi a lungo termine a prezzi ragionevoli. La conseguenza è che la nuova linea del fronte di questa crisi è diventato proprio il mercato dei capitali. Infatti sia le banche sia le imprese hanno ritardato l’emissione di nuove obbligazioni a lungo termine, contando su un ritorno alla normalità. Ora si ritrovano con l’impellente necessità di approvvigionarsi di nuovi capitali anche per rinnovare il volume ingente di obbligazioni che giungono a scadenza nei prossimi mesi.
Tutto ciò ha conseguenze devastanti. Una stabilizzazione del mercato immobiliare americano è inimmaginabile, se i tassi ipotecari continuano a rimanere al di sopra del 6%, nonostante la Federal Reserve abbia ridotto i tassi dal 5,25% all’1%. Gli attuali tassi ipotecari americani sono addirittura superiori a quelli di un anno fa, ossia al periodo in cui scoppiò la crisi dei subprime. E’ pure difficile immaginare come possano finanziarsi le imprese di settori che per loro natura devono fare ampio ricorso al credito. Ad esempio, in questo quarto trimestre giungono a scadenza più di 200 miliardi di dollari di obbligazioni delle società di telecomunicazione. Ed è soprattutto difficile capire come si rifinanzierà a lungo termine il settore finanziario che continua a veder crescere le sofferenze legate agli strumenti della nuova ingegneria finanziaria e che presto dovrà fare i conti con un numero crescente di sofferenze dovute alla recessione. Ma c’è di più. La crisi è destinata a far traballare anche il debito di alcuni Paesi emergenti, come quelli dell’Europa dell’Est che sono pesantemente indebitati con l’estero.
Di fronte a questa spirale bisogna chiedersi se è possibile il salvataggio dell’intero sistema finanziario oppure se non è preferibile salvare alcuni istituti o parti di essi e privilegiare gli aiuti all’economia reale. Questa domanda è fondamentale, poiché gli interventi statali dissanguano le casse degli Stati e sono destinati a mettere in discussione anche la credibilità degli stessi titoli pubblici. A meno che qualcuno pensi già ad un grande incendio inflazionistico grazie al quale bruciare i debiti e soprattutto l’enorme quantità di carta straccia prodotta dal sistema finanziario, diretto da manager irresponsabili.

11/11/2008 23:40

http://www.cdt.ch/interna.asp?idarticolo=137246

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 16:43

da
http://www.movisol.org

INFRASTRUTTURE E BANCHE CENTRALI

Il 20 luglio 2006 LaRouche ha incontrato a Washington un numeroso pubblico composto da rappresentanze diplomatiche, politici, sindacalisti e una folta delegazione del movimento giovanile di LaRouche. L’incontro, trasmesso in diretta su internet, è stato seguito da 150 ospiti presso l’Universidad San Simon in Cochabamba in Bolivia e l’Università di agricoltura peruviana. Il testo completo in inglese è disponibile sul sito http://www.larouchepub.com.

Di seguito una parte del dibattito che tocca dei temi economici fondamentali: 1) la concezione effettivamente produttiva delle infrastrutture contrapposta al gioco di fumo e specchi con il quale Rohatyn sta abbindolando i democratici USA e 2) la differenza tra Sistema Americano di Economia Politica e il regime delle banche centrali indipendenti in Europa.

(Sul conto di Felix Rohatyn si raccomanda di consultare la ricca documentazione sparsa in questo sito utilizzando la funzione “cerca”).

Un professore universitario che in passato ha ricoperto incarichi a Washington ha chiesto: “Vorrei qualche chiarimento sulle sue dichiarazioni sul conto della politica per le infrastrutture di Felix Rohatyn. Vorrei premettere che mi scontrai personalmente con Mr. Rohatyn su questioni di politica economica, all’epoca dell’amministrazione Clinton, e si trattò di una circostanza davvero spiacevole. Ecco dunque che le chiedo: il suo disaccordo con la proposta di Rohatyn sulle infrastrutture riguarda la proposta in quanto tale, o è dovuta a ciò che secondo lei una tale proposta cela in realtà. In secondo luogo vorrei un suo commento sul fatto che c’è chi interpreta i suoi recenti commenti come una presa di posizione per l’idea che il governo debba fare tutto lui, qualcosa che si suole definire “economia del comando”. Ricordo però molto bene che quando Ron Brown fu segretario al Commercio (1993-1996), quando lui fu impegnato a costituire un consorzio pubblico-privato per la ricostruzione nei Balcani, e per la costruzione di impianti nucleari in Cina, lei si espresse a favore di tale indirizzo. Vorrei che lei chiarisca un po’ di più i diversi aspetti di come questa questione dev’essere considerata.”

LaRouche: Mi oppongo a Rohatyn per due motivi. Primo, perché è un nazista; senza mezzi termini. Secondo, a motivo della sua politica per le infrastrutture in America, che riflette questo fatto. Un tale del Massachussetts ha scritto un libro intitolato “Le confessioni di un sicario economico” in cui riferisce per filo e per segno la politica di Rohatyn; si tratta di una confessione che descrive questa politica che è propria di personaggi come George Shultz e compagnia.
Allora c’è da porsi la domanda: che cosa intendiamo per infrastrutture? Rohatyn, dal canto suo, se ne approfitta di chi non capisce i principi di fondo dell’economia, e queste possono anche essere persone che hanno una certa preparazione nei temi attinenti all’economia, ma che però non capiscono come funziona davvero un sistema economico. Infatti, persino chi ha dimostrato una certa competenza, almeno nei risultati che ottiene, meritandosi così il mio rispetto, quando ha studiato economia ha imparato a pensare nei termini dei meccanismi statistici delle procedure monetarie, e tutto il resto che ciò comporta. Ovvero, non pensa alla dinamicità del sistema, ai processi sociali che costituiscono il processo dinamico, che si comporta come se fosse un sistema vivente. Infatti non sono sistemi meccanici statistici. Chi pensa invece in termini di meccanica statistica, i “sicari economici” in primo luogo, non è in grado di stabilire il valore di un prodotto, perché per far questo occorre porlo nel contesto del sistema dinamico.
Così, in molti progetti presentati c’erano delle idee valide per le infrastrutture in quanto tali, ma il modo in cui la cosa è stata impostata è tale per cui una diga o un altro progetto venivano usati per indebitare un paese tanto da rovinarlo, metterlo sotto e dominarlo, come è stato fatto in diversi paesi dell’America Centrale e Meridionale, in Asia ed altrove. Questo è paradigmatico. Occorre pertanto concentrarsi sul come l’intero processo viene gestito.
Allora ci chiediamo: nel nostro sistema ci dev’essere un controllo esercitato dal governo? – Sì, c’è una certa componente del sistema che dev’essere controllata dal governo. Diversamente dai sistemi europei, che non sono abbastanza evoluti, il Sistema Americano si fonda sul principio, sancito dalla Costituzione, secondo cui il governo, con il consenso del Congresso, ha il potere di emettere la moneta. Nessun altro ente ha la facoltà di emettere la moneta. Questo è quanto prescrive la Costituzione USA, giacché essa fu concepita come un sistema economico, e non come un contratto giuridico. Così il governo USA ha in esclusiva la facoltà di emettere e gestire la propria moneta. Al Congresso compete votare una legge che autorizzi il governo federale, in particolare il Dipartimento del Tesoro, ad emettere moneta. Quest’emissione può essere una semplice immissione in circolazione di biglietti verdi, oppure può avvenire come trasferimento di credito federale, attraverso banche e altri istituti specializzati, al finanziamento di progetti, soprattutto le grandi infrastrutture. Ma anche fornire il credito alle imprese private a cui il governo riconosce un ruolo vitale per la nazione.
Ci troviamo oggi in un periodo in cui l’intero sistema bancario, sia in Europa che in America, è irrimediabilmente fallito. Non è in alcun modo possibile che continui ad operare. Ciò che occorre ora è un intervento del governo che dichiari il sistema bancario in bancarotta e lo sottoponga ad amministrazione controllata, perché la Federal Reserve, in rappresentanza degli elementi che la costituiscono, e cioè banche private, è irrimediabilmente fallita. Dobbiamo dunque preoccuparci di proteggere la stabilità della società e dell’economia, ed avere un sistema finanziario che funzioni. Per questo il governo deve dichiarare fallito il Sistema di Riserva Federale, e metterlo sotto amministrazione controllata. Questo oggi in Europa non può essere fatto, perché lì i governi sono sottoposti al controllo degli interessi bancari privati, chiamati banche centrali indipendenti. L’economia europea, che comprende anche la scuola keynesiana, non è che un rimasuglio del feudalesimo in cui degli interessi privati – come lo furono gli interessi veneziani e quelli dei banchieri lombardi che fallirono nel XIV secolo – dispongono ancora del potere di influenzare i governi dettando loro che cosa fare, e di solito i governi obbediscono. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ma solitamente stanno in riga.
Secondo la Costituzione degli USA invece, il sistema bancario deve sottostare al governo nelle questioni che riguardano la moneta, il credito federale, e la regolamentazione del sistema bancario.
Adesso c’è una situazione in cui il sistema bancario privato è irrimediabilmente fallito. Non c’è modo di tenerlo in vita così com’è. E’ pronto per andare in fumo in un’esplosione iperinflativa, come si può già intuire dall’andamento dei prezzi delle materie prime come il petrolio, i metalli, ecc. E’ bello che fritto. Se dunque vogliamo salvare l’economia, la nazione, e impedire il caos, il governo deve prendere l’iniziativa di dichiarare fallita la Federal Reserve, e metterla sotto amministrazione controllata, secondo la legge, per impedire il caos:. Occorre nel frattempo un rilancio dei livelli di occupazione e di produzione, giacché non si può permettere che si verifichino disastri negli aspetti essenziali dell’economia, e questa è la responsabilità primaria del governo. …
Occorre dunque ricostruire ciò che è andato in rovina nell’ultimo periodo. Occorre ricostruire un’economia funzionante, un sistema sanitario e un sistema educativo efficienti, … cose come un sistema idrico adeguato … senza queste cose l’economia privata non funziona. Le infrastrut
ture debbono costituire circa il 50% dell’economia, se calcoliamo dal punto di vista della spesa. Per questo il governo deve seguire un’impostazione simile a quella di Kennedy, sotto il quale fu l’ultima volta che il governo intraprese una tale direzione, ad esempio quando lui non permise i rincari voluti dai baroni dell’acciaio. Ciò che occorre, da parte del settore pubblico, è mettere in moto l’economia con grandi progetti come quelli spaziali. Come noto, ogni dollaro che la NASA ha speso nel progetto Apollo è stato moltiplicato per dieci nell’economia reale, grazie alle tecnologie di ricaduta. Occorrono pertanto cose come l’istruzione, che è in rapporto a tutto questo, migliorando il potenziale economico di una nazione. Sottoliniamo in particolare il settore delle macchine utensili, da cui dipende tutto il progresso tecnologico nell’industria e nell’agricoltura. Occorre poi rivolgersi agli imprenditori privati, promuoverne le attività dove si dimostrano competenti, dando loro credito, quando è evidente che le loro attività sono utili e meritano il successo. Occorre un riorientamento dell’economia, che dall’attuale preponderanza dei servizi torni ad essere un’economia produttiva. C’è sempre più gente che diventa improduttiva, che non viene più neanche contata. Un lavoro produttivo non se lo sognano nemmeno, né possono sognarsi un’occupazione tanto decente che possa bastare a mantenere una famiglia.
Questi ritengo che siano gli obiettivi primari per un’economia, e definirli “economia del comando” è una ciancia inventata da gente della risma di Sidney Hook, gente del Congress for Cultural Freedom.
In questo consiste il problema, e pertanto ciò che occorre capire è che le infrastrutture rappresentano il miglioramento del territorio nel suo complesso, cosa che comprende progetti…

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 16:47

contibua da
http://www.movisol.org

INFRASTRUTTURE E BANCHE CENTRALI (2)

…In questo consiste il problema, e pertanto ciò che occorre capire è che le infrastrutture rappresentano il miglioramento del territorio nel suo complesso, cosa che comprende progetti idraulici, energia, e tutto il resto. Comporta un orientamento verso l’alta tecnologia e occorre calcolare che questo dovrebbe assorbire almeno il 50% della spesa corrente del governo, forse di più. E con questo occorre anche tamponare l’emorragia nell’occupazioni produttiva, verso l’economia dei servizi, e ribaltare tale tendenza. Occorre guardare alla percentuale della popolazione che viene relegata in una specie di immondezzaio, in particolare i giovani. Occorre invece reintegrarli in un sistema produttivo, e per questo occorre istruirli adeguatamente, ma questa dev’essere una politica integrata. La libertà sta nell’espressione della creatività, e l’obiettivo del governo è dare ai giovani che dimostrano impegno ogni possibilità di riuscita. Il paese non deve essere una società del libero scambio, ma un’economia capace di offrire opportunità a tutti, e questo vale in primo luogo per l’impresa privata, dove c’è gente capace di dimostrare la propria libertà compiendo del bene per la società, e per questo va incoraggiata. E dove chi vuole fare questo nel settore privato trova subito le infrastrutture a portata di mano, che stanno lì ad aspettare di dare il dovuto sostegno all’industria locale.
Allora il problema è che la gente ha difficoltà a capire tutto questo, e di conseguenza finisce per farsi abbindolare da gente come Rohatyn, che è un truffatore e un bugiardo. Nella sostanza è uno strozzino e basta. Uno che per tutta la sua carriera è stato un pescecane del crimine organizzato. E lavora per un’organizzazione che creò il sistema nazista e che è ancora in giro. Volete che sia lui a gestire la nostra società? Volete che si appropri delle funzioni del governo e stia lì a decidere chi deve vivere o morire, a seconda di quello che decidono gli interessi privati che gli stanno dietro? Questo è il fascismo!

Joe Joseph, presidente della sezione 1970 del sindacato UAW di Detroit: “Vorrei che LaRouche spieghi meglio la Federal Reserve. Chi davvero la dirige e come, e cosa succede se viene messa sotto amministrazione controllata?

LaRouche: C’è da considerare che la Fed ci è stata rifilata subdolamente come parte del tentativo di introdurre negli Stati Uniti il sistema europeo in qualche forma, e questo avvenne soprattutto sotto la presidenza di Teddy Roosevelt e Woodrow Wilson … ambedue simpatizzanti della Confederazione Sudista e non dei veri cittadini rispettabili degli Stati Uniti.
E’ una struttura che non è tollerabile così come è gestita attualmente. Essenzialmente rappresenta un gruppo di potentati bancari, direttamente, ed altri istituti ad essi collegati. La borsa, ad esempio, adesso è strettamente legata ad essi. Questi istituti costituiscono un organismo. Si tratta di un organismo prevalentemente privato, con qualche limitazione proveniente dal governo, con la presenza di alcuni individui del governo. Ma, da come opera, mira ad esercitare il controllo sul governo, cercando così di funzionare come una banca centrale europea indipendente, che opera al di sopra del governo. L’Europa infatti è un gruppo di nazioni che è gestito da una banca privata, la Banca Centrale Europea, BCE, una truffa.
E’ parte del processo di globalizzazione, e la Fed manovra in tale direzione. Per questo motivo ho sostenuto la nomina del nuovo segretario al Tesoro, anche se non ne sono davvero entusiasta. Ma l’idea di rafforzare la posizione del Tesoro, come un’autorità al di sopra del presidente della Fed, rappresenta un passo nella giusta direzione, dal punto di vista istituzionale, perché secondo la Costituzione, l’esistenza del debito – il debito degli USA è un fattore centrale in questo sistema della Fed – in sostanza è una responsabilità dell’autorità costituzionale del governo, con il consenso della Camera dei Rappresentanti.
Ciò che occorre fare adesso con la Fed è dichiararla fallita perché tutte le grandi banche che compongono il Sistema di Riserva Federale versano direttamente o indirettamente in uno stato fallimentare, e non c’è rimedio! Agendo come presidente degli Stati Uniti dunque avrei l’obbligo di salvare l’economia USA. Dovrei salvare il dollaro USA. C’è qualche imbecille a cui è venuto in mente di svalutare il dollaro dell’80%: potete immaginare che conseguenze questo avrebbe per il sistema! Farebbe saltare immediatamente il sistema bancario e finanziario mondiale. Si tratta della cosa più stupida che si possa concepire. Come presidente degli Stati Uniti dovrei essere in grado di decidere che difenderemo il valore del dollaro ai livelli attuali di cambio, come politica degli Stati Uniti. Una dichiarazione del genere da parte di un presidente che sa il fatto suo, e che è capace di convincere gli altri che sa che cosa sta facendo, basterebbe a stabilizzare il sistema mondiale o fornire le leve per stabilizzarlo.
Che cosa significa questo? Il Sistema di Riserva Federale contiene il maggiore ammasso di carta fallita che si possa immaginare, che è denominata in dollari. Per la maggior parte si tratta di derivati finanziari, tutta carta creata da Alan Greenspan. Come presidente direi subito che noi non garantiamo i derivati finanziari. Non si tratta di debito regolarmente contratto; noi non lo abbiamo contratto. C’è gente che ha emesso scomesse con i derivati finanziari sugli andamenti del nostro denaro, ma noi non siamo responsabili per chi gioca d’azzardo. Si tratta di gente che non ha voluto che noi esercitassimo il controllo sulle loro attività quindi ora non può esigere che noi copriamo le loro perdite. Le vostre scommesse adesso ve le potete scordare e noi finalmente possiamo respirare.
A quel punto il governo ha l’autorità di emettere, con il consenso del Congresso, una serie di crediti a lungo termine per i grandi progetti infrastrutturali, come il programma di riconversione che abbiamo proposto per l’industria dell’auto. Occorre credito per far ripartire la produzione, e aumentare l’occupazione produttiva, in modo che il reddito effettivo nel paese cominci ad aumentare. Non solo il reddito complessivo, ma anche quello pro-capite. Quando gente disoccupata o inutilmente occupata nel terziario viene spostata nell’industria e nell’agricoltura si effettua un aumento totale del reddito totale e pro-capite. Il reddito nazionale. Si ottiene cioè un maggior gettito fiscale, senza cambiare i parametri fiscali. Di conseguenza le comunità torneranno ad essere capaci di finanziare almeno in parte scuole, ospedali, ecc.
Occorre dunque avere una prospettiva per aumentare la produzione totale degli Stati Uniti, usando le infrastrutture come punto di partenza, perché in tal modo si danno appalti ai privati che debbono fornire le loro prestazioni. E questo mette in moto altra produzione, con effetto moltiplicatore. Si aumenta il prodotto totale, ma anche il gettito fiscale complessivo, per sostenere la comunità ai vari livelli: locale, statale e federale. In tal modo si riequilibria la produzione di reddito reale in rapporto ai costi correnti di esercizio. Basta aumentare il livello di produzione, pro capite, nella forma adeguata di intensità di capitale e di tecnologia, e rapidamente si risale in attivo, mentre adesso stiamo operando con grosse perdite.
Facendo questo è possibile dire di fronte al mondo che il valore del dollaro noi lo difendiamo, onorandone il debito, e ne faremo la valuta più forte del mondo, per cui vale la pena tenersela. E poi c’è qualche cosa in più: intendiamo stipulare accordi a lungo termine tra le nazioni, dando anche agli altri il beneficio di questa ripresa, cosa che agli altri non è possibile nel contesto della loro costituzione, ma che è possibile con la nostra.
Questo è il modo in cui occorre operare. Occorre una visione di
questo tipo. E non si tratta di una fantasia perché l’economia effettivamente funziona così. Se il sistema americano viene fatto funzionare secondo il suo intento iniziale, anche nelle circostanze attuali, tutto questo è realizzabile.

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 17:41

Questo Larouche mi sembra farneticare quando dice:

“L’Europa infatti è un gruppo di nazioni che è gestito da una banca privata, la Banca Centrale Europea, BCE, una truffa.”

ma avrà mai messo piede in Europa, sto tizio?
a me sembra invece che la BCE abbia mantenuto la sua giusta indipendenza dal potere politico. Certo sono mancati i controlli, ma questi forse erano un compito proprio dei Governi e degli organi di controllo nazionali.

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 18:10

Forse Obama rappresenta davvero una svolta:

Giusto l’altro ieri avevo sostenuto come fosse demenziale da parte della Fed buttare i soldi nel riacquisto di asset tossici in carico alle banche, quando tali fondi si sarebbero potuti più utilmente utilizzare per lo sviluppo.
Ecco oggi che Paulson mi ha ascoltato !!!!!

Dal sito del Sole 24 ore:
Il maxi-piano di soccorso messo a punto dall’amministrazione Bush, che porta il nome del segretario al Tesoro Henry Paulson, «non includerà l’acquisto di asset tossici». A rivelarlo è stato proprio Paulson durante una conferenza stampa a Washington. «Considerando la gravità della situazione, rilevare asset tossici legati ai prestiti immobiliari non sarà sufficiente e non è il modo più efficace per utilizzare i fondi messi a disposizione dal Tarp», ha detto il segretario Usa riferendosi al Troubled asset relief program, il piano da 700 miliardi di dollari. «L’acquisto diretto di azioni nelle istituzioni finanziarie è il modo più rapido ed efficace di usare i nostri nuovi poteri per stabilizzare il sistema finanziario» ha aggiunto. Non solo: il Tesoro sta valutando come allargare il rubinetto degli aiuti anche ai gruppi non bancari.

In realtà la cosa più probabile è che non abbia ascoltato me ma Obama

Ciao a tutti

Mas

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 18:10

Mi vieni una domanda leggendo il post precedente…
ma hai mai messo piede sul pianeta terra?
pronto..pronto..pianeta terra chiama pubblicatore del commento #12..

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 18:41

Buonasera a tutti e Buonasera al nostro Capitano

in questo momento periglioso questo sito ampio, arioso, sul mare, mi è somigliato ad un faro.

Leggendo e rileggendo, non riesco a capire una sola cosa: ma l’oro, in quanto riserva di valore, può essere usato? Lei, Capitano, come giudica siti come BullionVault?
proprio perchè investimenti di lungo periodo, Le sembrano validi?
cordialmente,
Paolo

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 18:47

BASTA!
A
S
T
A
!

VI PREGO!
SMETTETELA DI COPIARE LE ENCICLOPEDIE NEI COMMENTI.

SUGGERIMENTO:
– INDICARE UN INDIRIZZO INTERNET
– SCRIVERE UN COMMENTO DI STIMOLO AD ANDARE A LEGGERE QUELLO CHE CI SUGGERITE
– UNA FORMULA DI SALUTO
– UNA FIRMA

Non ci vuole molto, ragazzi, e probabilmente saremmo in moooolti ad apprezzare mooooooltissimissimo.

Grazie!

Buona serata
Marco Colacci :-)

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 18:57

Forse le immagini dello “Stato Patrimoniale” della Fed da un anno all’altro rendono ancora meglio l’idea.
Roba da non credere…se non fosse vero!!

Anch’io ho la sensazione che le cose stiano scappando di mano…
Buona serata a tutto il veliero!
Il Cigno Nero

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 19:22

Io invece sono completamente d’accordo con Larouche e credo che sia uno dei pochi che ha avuto il coraggio di smascherare in pubblico la truffa delle Banche Centrali che sono private, cioè di proprietà di privati, e prestano i soldi ai governi a costi inesistenti per loro e pretendono il rimborso dell’importo facciale del prestito. Se questa non è una truffa mi spiegate che cos’è?

Piero

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 19:28

guardate un pò chi è questo LaRouche………..

http://it.wikipedia.org/wiki/Lyndon_LaRouche

credo che ogni commento sia superfluo. A voi giudicare.

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 20:01

# 19- Ho letto il curriculum di Larouche e devo dire che noi nel parlamento italiano abbiamo avuto e abbiamo tutt’ora persone che ritengo peggiori; almeno lui è andato in carcere e ci è rimasto per un lungo periodo.
Poi credo che se fosse anche un truffatore ma su certi argomenti esprime concetti corretti, per quei concetti è secondo me da rispettare.
Sarà un visionario ma quella della truffa del signoraggio è la verità e ripeto è una truffa a danno dei cittadini.
Se qualche navigante non è d’accordo gradirei essere smentito con argomentazioni non politiche ma economiche.Di politica ne ho già avuto abbastanza.

Piero.

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 20:10

Ah, ah, ah,

affidarsi a wikipedia in questo caso è come consultare Greenspan sulle soluzioni del caos finanziario globale!

Scritto il 12 novembre 2008 at 23:11

Oggi ho avuto la possibilità di conoscere e parlare con un fisico matematico che ha lavorato per un pò di tempo a Londra ed in particolare in una delle grandi banche d’investimento scomparse, un ragazzo come tanti altri assunti in questi ultimi anni per riportare le leggi della fisica e della matematica al servizio della speculazione del controllo del rischio.

Ebbene se vi è una cosa che mi ha impressionato è stata la sua paura di questo mondo, un mondo di esaltazione ideologica dove la cocaina scorre a fiumi, un mondo dove non ha resistito e dal quale è scappato.

MI raccontava che a Londra si fanno mutui anche solo per organizzare serate al pub, si fanno mutui come bere un bicchier d’acqua, dove tutti sono indebitati con l’acqua alla gola.

Stiamo generalizzando, può darsi, ma oggi la preoccupazione in una nazione dove la lady di ferro ha disintegrato l’industria manifatturiera e dove non vi sono più industrie, il terziario occupa oltre l’80 % della nazione e la disoccupazione aumenta di giorno in giorno.

Stava studiando alcuni testi sulla teoria del caos, mi ha riferito che lo stesso sistema economico è fondato sul caos e che oggi sappiamo che questo sistema potrebbe rientrare all’origine della sua folle corsa, ma che potrebbe anche regredire ad un livello inferiore.

Inoltre ho avuto un incontro collegiale con alcuni colleghi con due ragazzi di Etica SGR, fondi etici che hanno saputo affrontare la crisi dall’alto di una valutazione che ha permesso di dimostrare la forza dell’ Etica nel bel mezzo della madre di tutte le crisi finanziarie ed economiche della storia, un monetario al primo posto su 44 in Italia, un obbligazionario misto 3 ° su 29, un bilanciato 7 ° su 29 fondi e l’azionario 1° su 31.

Dedicato a tutti coloro che guardano con sufficienza al valore dell’Etica nella Finanza, al suo valore aggiunto sociale e ambientale.

In questi giorni non sono riuscito a seguire tutto e difficlmente riuscirò a farlo in futuro, ma è bello vedere pulsare l’Umanità sul nostro veliero.

Fabio, mio compagno di viaggio di vecchia data come tanti altri di Voi ha proposto ……..

Caro Capitano vorrei invitarti a scrivere dell’ uomo che sta dietro al lavoro faraonico di questa nave. Non voglio sicuramente invadere la tua privacy dato che già ti esponi moltissimo usando il tuo nome e cognome ma vorrei chiedere qualcosa su di te (…) voglio chiederti del perché del tuo viaggio….

– Se potessi descrive l’ attimo o la molla che ti ha portato a ricercare e a esaminare l’ odierna crisi cosa racconteresti ?

Andrea…..nell’irrazionalità di questo tempo vedevo in lontananza i bagliori di un sistema al suo tramonto, nella sua insostenibilità, al di là dei suoi modelli ideologici economici e finanziari, un sistema di vita basato spesso e volentieri, sul profitto e sull’apparenza, dimenticando l’essenza stessa dell’uomo.

La molla è stata accompagnata dalla presenza di un respiro etico che pur nella mia fragilità quotidiana si è sempre identificato come un’opportunità di un sistema basato sulla soddisfazione reciproca dell’uomo, attenzione a valori e principi che non possono essere raccontati in due righe ma che devono semplicemente essere vissuti.

Esperienze alternative e di volontariato, la conoscenza di questi mondi hanno stimolato in me quella sfida che attraverso un’altra mia piccola passione, ovvero l’economia mi hanno portato a cercare di identificare analizzando i principali squilibri di questo sistema, individuandone per tempo i sintomi e le cause.

– (questa per me forse è la domanda più importante) quale tipo di metodo o perché hai deciso di affidarti ad alcuni dati rispetto ad altri e come sei riuscito a staccarti dalle opinioni “autorevoli” dei grandi economisti,analisti ecc… e soprattutto come sei riuscito a staccarti “dalle quotazioni” … cosa sicuramente non facile.

Sempre e solo controcorrente, con un’idea fissa nella mente che doveva essere costantemente supportata da analisi, non solo parole, di quelle ne piovono a catinelle tutti i giorni, ma fatti e ricerche, analisi e ricorsi storici che aiutassero me e il lettore a navigare nell’oceano del realismo, lontano dal soave canto delle sirene di questo sistema.

Nessuna laurea, nessun background, solo una grande passione e notti passate a studiare e a fare ricerche, per dimostrare che tutto quello che avevo imparato in questi ultimi 8 anni doveva avere una sua sintesi che andasse al di la di una semplice scommessa.

Il tutto accompagnato da alternative, un pessimismo figlio di un ottimista spesso ben informato, meglio un realismo che nella lettura di alcuni testi sulla Grande Depressione formulava l’impressionante similitudine nei sintomi e nelle cause di questa crisi, giorno dopo giorni in un ripetersi a distanza di anni, di fenomeni che alla luce delle diverse condizioni storiche riproponevano inquitanti ricorsi nella parole di Primo Levi…..

Ogni Popolo che dimentica il suo passato è destinato prima o poi a riviverlo!

Spesso i filosofi e gli economisti sono schiavi del pensiero di qualche illustre antenato senza riuscire ad elaborare un loro pensiero che vada ad esplorare le profondità degli avvenimenti, comunque sia ” la Mano invisibile ” ha giocato un ruolo essenziale.

– Vedo che proponi spesso il festival dell’ economia di Trento e sicuramente sono sicuro che non ti sei imbarcato in questa avventura senza nozioni di economia, posso dedurre che avevi una notevole esperienza prima di iniziare questo viaggio ? sbaglio ?

Esperienza è una parola grande, passione rende più l’idea, ma in particolare la certezza e la consapevolezza che l’economia e la finanza possono tenere in ostaggio la democrazia e le nostre stesse vite e per questo vanno conosciute, esplorate e comprese in quanto “purtroppo” essenziali, ogni nostro progetto non può esimersi dalla conoscenza della questione economica.

– Cosa consiglieresti ai naviganti quando si devono confrontare con la moltitudine di informazioni (e a volte disinformazioni) di internet,tv,radio,giornale…ecc…

In effetti non è facile essere consapevoli in un sistema dove spesso la manipolazione della realtà assume il colore del conflitto di interessi del profitto, richiede tempo e fatica, ma è una conquista che prende il nome di LIBERTA’!

– Ritieni la stampa estera più approfondita e competente di quella nostrana ?

Senza ombra di dubbio e non aggiungo altro, anche se in Italia esistono ancora delle perle di giornalismo.

– Come hai vissuto nell’ ambiente vicino a te i primi momenti del viaggio. Insomma dicevi il contrario di quello che dicevano tutti … com’era il rapporto con chi ti stava vicino nel lavoro ecc…?

L’umiltà di metterti ogni giorno in gioco, la consapevolezza dei miei limiti mi ha spinto ad andare oltre le sensazioni, con analisi e ricerche che ogni giorno potessero darmi quel grado di convinzione e fiducia necessario per credere nelle proprie idee.
Il fatto poi di essere un lupo solitario, un veliero controcorrente era essenziale per comprendere quello che stava accadendo, sulla riova del fiume fuori dalla corrente principale, dal pensiero unico del passato spesso di intravedono cose che nemmeno riesci ad immaginare.

Non ero solo, vi sono esperti ed economisti, bloggers superbi professionisti, capitani coraggiosi che in questi 20 mesi mi hanno aiutato a crescere oltre i limiti che ognuno crede di avere, per arrivare insieme e non da soli ad alcune conclusioni.

MOLTI DI VOI e VOI SAPETE A CHI MI RIFERISCO, SEGUONO DA SEMPRE QUESTA ROTTA e SPESSO SENZA IL VOSTRO MERAVIGLIOSO CALORE UMANO ed IN ALCUNI CASI UNA GRANDE PROFESSIONALITA’ QUALCHE CEDIMENTO SAREBBE STATO POSSIBILE!

GRAZI
E ancora a tutti Voi!

– Chi ti conosce sa che sei un grande ottimista (anche troppo per me) ma hai paura ? la crisi toccherà tutti noi e probabilmente il nostro lavoro . Cosa ti preoccupa di più la crisi o quelle che verrà dopo la crisi ?

Sono ottimista di natura perchè la Vita mi ha insegnato che non esiste la Morte e che dopo anche la notte più lunga vi e sempre l’alba ma più che paura in questi mesi la mia è stata inquitudine.

Personalmente credo che dobbiamo tutti fare un grande passo indietro, sarà lunga questa notte molto più di quanto tutti se la immaginano, magari con qualche luce qua e la, ma lunga e profonda, che purtroppo come sempre colpirà i deboli e gli indifesi, famiglie, uomini donne nel loro lavoro ma oggi credo che almeno per quanto riguarda i sotterranei dell’umanità vi sarà una ulteriore possibilità di dare una grande lezione di dignità e sorriso all’Occidente.

– Parli spesso di etica, e vorrei chiederti se provi rabbia di fronte alle ricette dei governanti che vanno dai Biocarburanti agli accordi tipo WTO che vanno a scapito dei (come gli hai chiamati te) sotterranei dell’ umanità. Non provi rabbia per il cambiamento delle regole del gioco a seguito di questa crisi (concorrenza,aiuti di stato ecc..)? Insomma sei arrabbiato ?

La rabbia è un sentimento nascosto ma reale, spesso condiviso attraverso l’ironia, ma credo che la giustizia non abiti in questo mondo.

Oggi noi abbiamo l’opportunità di cambiare la nostra vita solo attraverso al testimonianza, nelle piccole cose di ogni giorno, senza aspettare che si l’altro a farlo, solo e sempre per la nostra serenità e i nostri figli. Semi di cui magari non vedremo il frutto ma che se rimangono nei sacchi non avranno neanche la speranza a…

Scritto il 12 novembre 2008 at 23:23

……..ho scritto talmente tanto senza accorgermene che il testo è stato tagliato e la parte più bella è sparita!

Comunque sia questa avventura è qualcosa che non si può raccontare, la gioia di aver condiviso mondi alternativi al di la di una buona lettura attraverso i vostri riscontri e le vostre testimonianze è qualcosa che va al di la di un sogno.

Un nostro caro amico…..mi ha addiritturata dedicato un’intero settore giovanile di pallavolo, sponsorizzando le formazioni con il nome di ICEBERFINANZA BLOG e all’orizzonte non so quando e se troverò il tempo, intravedo la nascita di un libro che racconterà questa avventura, questa crisi e le sue alternative in una proposta concreta di questi ultimi giorni.

Concludo infine con un’apparentesi ludica…..e una punta di vanità, lunedi scrissi……

Peccato che ….non resta che attendere in “riva al fiume” questi sono tempi epocali, l’unico pensiero degli addetti ai lavori è il “rally presidenziale” o domani quello natalizio o forse quello primaverile, nessun riferimento alle lacrime dell’economia, lacrime di uomini e donne che perdono e perderanno il loro lavoro.

Magari si ha da fare, qualcuno vi dirà che sono momenti irripetibili, si gli stessi che sino ad oggi vi hanno fatto intravvedere una serie infinita di luci in fondo al tunnel, gli stessi che quotidinamenti vi dicono che domani vi sarà la ripresa anche se lo sostengono dall’autunno 2007!

Si la luce in fondo al tunnel, mentre sento in lontananza il fragore di una nuova onda ” tecnica” in arrivo, onda che ci porterà verso il nuovo obiettivo che i sostenitori di Icebergfinanza ben conoscono.

Caro …..non mi ricordo il tuo nome, questo blog regala consapevolezza, non fornisce pesci su piatti d’oro o d’argento e non ha neanche la presunzione di voler insegnare a pescare, ma condivide gratuitamente pensieri ad alta voce……..

spesso in grado di vedere al di là della nebbia, sempre e solo controcorrente quando vi raccontano che è il momento di ripartire………..

il fondo il capitano si siede in riva al fiume e ripercorre la corrente sino alle origini di questa follia collettiva

Buona notte Andrea

utente anonimo
Scritto il 12 novembre 2008 at 23:44

Grazie Andrea, sei un buon “figliolo”……un gran buon figliolo….

buonanotte !
ccp

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 01:58

avete rotto grandemente il cazzo con questi copia incolla.

Sto legendo ora, spese per ditruggere i cibi…
ma vi rendete conto di dove siamo arrivati??????
Vabhe salviamoci il culo…

MM
(berlusconi figlio di put (che nn è una offesa, anzi)) ahahah)

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 02:17

Anche alle due di notte ti leggo.
Un’emozione di parole.
Una Luce da seguire.
Con te da 14 mesi.
Maestoso.

Ciao Andrea,un abbraccio forte
Michele S.

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 02:17

aNDREA SEI UN BIG,,,,,
CON TUTTA LA MIA SPERANZA SPERO CHO QUESTO MONDO SALTI

MM

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 06:31

vi state buttando nella secca, branco di rammolliti! altro che 11 settembre; qui stanno giocando il tutto per tutto, per salvarsi. Occhio!

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 08:33

Un grazie ad Andrea per l’ottima intervista ed un bravo a Fabio che è riuscito nell’impresa

Mas

Scritto il 13 novembre 2008 at 09:17

Abbraccio la Tua Grande Umanità Capitano,
commossa ancora una volta per
le tue sentite parole…grazie per aver condiviso e per condividere sempre, GRATUITAMENTE con Noi i Tuoi pensieri
e i tuoi sospiri..
Grazie a Fabio…
Grazie per questo entusiasmante viaggio
per aver accolto naufraghi alla deriva, isole solitarie uniti da un grande pensiero comune…
una crisi economica che riflette una crisi spirituale e di valori, qui ritrovati e condivisi…..
Si, ci sono tante esperienze condivisibili, ma troppo sparse per il territorio, troppo in solitaria..necessitano una grande rete d’ intenti, di pensieri, di speranze,
un grande, intenso, moto d’ animo, contro la corrente ufficiale, come da tempo non se ne vedeva e soprattutto sentiva, in grado di travalicare ogni confine.
Assillati dalla produzione senza limiti,
avevamo perso il tempo della riflessione e dell’ ideazione, qui ritrovato.
Ci avevano fatto credere, che il terziario era il futuro, e tutto ciò che non era internazionale,
doveva scomparire…una grande mistificazione di massa…
a cui, con difficoltà non ho mai creduto…
fino ad approdare a questo viaggio, dove ho ritrovato,
attraverso le Tue parole e quelle di tanti compagni di viaggio,
la forza di continuare, con sempre maggiore convinzione, a perseguire ciò in cui credo
che non ha nulla a che fare con il pensiero o modello comportamentale dominante!
Si..una sana, ritrovata forza…
Sai Capitano cosa penso dei background, ..
ho sempre pensato che valga ciò che uno è, ciò che fa e come lo fa,
senza vuoti titoli altisonanti, perché spesso sono tali… ma titoli colmi della propria essenza,
come tu, quotidianamente ci dimostri ed è ciò che conta,
e soprattutto libera da giochi di potere e compromessi
perché tanti, arroccati nei loro titoli altisonanti e torri d’ avori,
hanno perso la percezione della realtà, che è ben diversa dai dati statistici
o Pil vari che ci propinano.

P.s. non so domani cosa può succedere, fortunatamente
quest’ anno lo sto chiudendo lavorativamente bene..Il domani è un’ incognita..
ma così tanto per infornazione…
in embrione ..nella realtà, quella vera, la nostra…
era da tempo che gli effetti si manifestano,
vengo da due anni, e non solo nella mia attività..ma anche di quelli attorno a me, dell’ indotto
dove i 12 mesi lavorativi si erano trasformati in 7, si iniziava ad Aprile fino ad Ottobre…
por non parlare dei centri storici con chiusure e riaperture infinite..com’ è ancora.
Il problema nasce quando viene meno, e legittimamente, la fiducia e la volontà di riprovare e mettersi in gioco,
tanto per cosa..chi te lo fa fare!?
Allora domani da dove ripartiremo??

Felice di essere qui,
Grande viaggio….
un caro saluto e un abbraccio
Valentina:-)

Scritto il 13 novembre 2008 at 09:43

Il paragone con la grande depressione non lo si può fare, come se affronti un viaggio con il motorino, mentre viaggi il motorino si ingrippa i tuoi problemi sono grandi ma li puoi risolvere, la velocità massima del motorino è 50-60 Km…negli anni 30 la velocità del mondo era bassissima in confronto ad oggi in quanto internet, macchine, treni alta velocità, aerei, ma soprattutto internet fa andare il mondo alla velocità della luce.

Ritorno all’esempio, se il motorino ingrippa, i miei programmi si arrestano, non posso continuare il viaggio, però posso trovare un rimedio, il tempo permette di trovare una soluzione, un mondo all’epoca che viveva quasi con i ritmi della natura, non dimentichiamo che il cavallo sostituiva benissimo i mezzi di locomozione.

Oggi nel 2008 sono in una bellissima autostrada, ho una macchina da 230Km..ma devo rispettare il limite e corro a 130…, ingrippa, cosa faccio? ho seri problemi, devo trovare un’officina specializzata, pezzi di ricambio alle stelle, meccanico, soccorso, ho perso l’aereo, devo mandare il fax con urgenza, devo prendere i figli a scuola, devo andare a comprare le “cipolle per il brodo di pollo”, devo controllare i miei titoli in borsa, ma ricordo di avere in “borsa” il portatile, ma la batteria si sta esaurendo……dico tra me e me datti una calmata….ma la crisi continua, la macchina è in avaria, il mio mondo veloce adesso ha per forza maggiore un ritmo lento….

Se andiamo in profondità non possiamo paragonare i due momenti, cioè 1929 con 2008, la crisi del 2008 è più violenta e sarà più violenta, perchè il sistema uomo è interconesso al sistema tecnologia, certamente sarà meno violenta per i paesi con il sistema meno interconnesso con la tecnologia.

Ritornando al 1929 esistevano 2 sistemi paralleli, c’erano 2 “macchine”, una si rompe hai un’altra, ma oggi nel 2008 i sistemi paralleli non ci sono, ma solo un sistema è il motore dell’economia chiamiamola new economy, economia finanziaria, capitalismo, consumismo, infatti i paesi hanno investito tutto su un sistema abbandonando il sistema naturale. Perciò oggi non essendoci interconnessione con il sistema naturale o economia reale allo stato puro, le conseguenze saranno il 1200% più violente del 1929 in tutte le sfere della natura umana e fisica.

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 10:02

spunto interessante il tuo Idea3. In effetti la velocità dei mutamenti in corso è impressionante e sostituire un’auto con il motore in fiamme mentre è lanciata a 230 km/h non credo sia possibile…….. serve una sosta e la sostituzione del motore per poi ripartire passo passo ad una velocità più ragionevole.
Per Piero. Forse Larouche avrà pure ragione sulle banche centrali, ma la soluzione che propone, ossia la nascita della USSA (Unione Sovietica degli Stati Uniti d’America) non mi sembra un’idea originalissima, e purtroppo già ampiamente testata altrove. Cmq ognuno la pensa come meglio credo, viva la libertà di pensiero!

ciao, Marco

Scritto il 13 novembre 2008 at 10:11

Ciao a tutti,
chi non si è chiesto in questo viaggio chi è Andrea?
Più volte mi sono chiesto a quale titolo parlava (siccome andava contro corrente rispetto a i “Grandi Esperti”), ma la risposta l’ho trovata tutti i giorni nei suoi articoli, non mi è più interessato sapere, se laureato o no, se “Grande Esperto” o no. Ti ho seguito e mi hai trasmesso la tua ‘passione’. Grazie
Sono contento dell’intervista di Fabio…
Mi spiacerebbe se non continuassi…

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 12:46

X MARCO – sul discorso dell’USSA sono perfettamente d’accordo con te, ma mi chiedo, deve essere uno considerato matto che dice la verità sul problema tra i più grandi più grande che affligge i popoli?
Vi rendete conto che senza le banche centrali, quali le attuali, non ci sarebbe il debito pubblico?
Viva la libertà di pensiero, l’importante è esprimere le proprie idee con educazione e rispettando il pensiero altrui.

Piero

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 12:50

Grande capitano!
grande in tutto!
con affetto
Mariano

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 13:28

x Marco

Se ti vai a leggere il trattato di Lisbona ti accorgerai che fra un po di sovietica ci sarà solo l’Europa.

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 13:32

American Express diventa Holding Bancaria…pochi lo hanno notato ma la AMEX e’ diventata una holding bancaria per accedere ai fondi FED che prima le erano esclusi…non e’ un buon segno.
Saluti al Capitano ed alla Ciurma
Massimo

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 16:36

Andrea..
ti sei lasciato sfuggire la notizia più rivoluzionaria dall’inizio della rivoluzione industriale..il rapporto della IEA sul calo petrolifero…questa volta è ufficiale..tra 7 anni (ma potrebbe anche essere meno) sarà disponibile all’estrazione solo metà del petrolio che è disponibile oggi..direi che un’altro pezzo si aggiunge al puzzle di questa crisi..c’è una logica o un disegno dietro a tutto questo..niente sembra essere stato frutto del caso.
Ciao

Devin

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 16:54

mi scuso peri i messaggi virulenti , stanotte ero ubriaco.
Saluti!
MM

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 17:06

Ma MM..tu quando sei ubriaco vai su internet a guardare icebergfinanza?
E meno male che pensavo di essere strano io..

Devin

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 17:08

Ti ringrazio Andrea per le risposte alla mia “pseudo” intervista.
Ti ringrazio per aver condiviso con il tuo equipaggio un po’ dell’uomo dietro iceberg finanza !
Ti ringrazio ancora di più perché penso che ormai sia un impresa difficile stare dietro a tutti i membri del tuo sempre più numeroso equipaggio.
Lo ribadisco ancora : sicuramente meriti di più ! Mi dispiace che tu non abbia ricevuto l’attenzione che meritavi dai media più importanti. Però ti garantisco che i tuoi post gli ho trovati spesso in forum di finanza e in altri siti a testimonianza che sicuramente le tue analisi non sono state sprecate, anzi !
Hai ragione per quanto riguarda il fatto di cambiare il mondo. Anch’ io sono d’accordo con queste parole

“…Oggi noi abbiamo l’opportunità di cambiare la nostra vita solo attraverso al testimonianza, nelle piccole cose di ogni giorno, senza aspettare che si l’altro a farlo, solo e sempre per la nostra serenità e i nostri figli. Semi di cui magari non vedremo il frutto ma che se rimangono nei sacchi non avranno neanche la speranza a…”

Forse non possiamo cambiare il mondo ma possiamo cambiare noi !
Concludo,se mi passi questa battuta,con: “le cose fatte con passione sono sempre le migliori” e molto probabilmente questo blog ne è una prova !
GRAZIE ANDREA !

Ringrazio e saluto tutti i compagni di viaggio per il loro contributo
By Fabio

PS: Grazie Cigno Nero per aver postato il grafico relativo alla Fed e al disperato lavoro di Bernanke :(

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 17:33

devin,

a me sembra una notizia rilasciata apposta per sostenere il prezzo del greggio ormai in caduta libera

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 17:35

15 gg fa era uscita anche la notizia che non c’era piu oro a disposizione,
cosa non si fa per una buona speculazione

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 17:57

Scusate, ragazzi, ho avuto una discussione con un amico sulle banche centrali e il signoraggio, lui non credeva che tutte fossero banche private, sostiene che la banca d’Italia è pubblica. Mi dareste qualche informazione a proposito. Il vostro umile mozzo Mozart

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 18:02

….. e la brezza della tua energia
continuava a sfiorare il volto della nostra anima razionale….

che il vento caldo del tuo essere possa
sempre riscaldare il tuo ed il nostro divenire

e sciogliere lentamente i confini spessi della stoltezza umana.

con affetto

nautilus

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 18:12

certo , se incominciano a rendere pubblici i loro timori anche loro……
allora si che è grave.
CRISI ECONOMIA: BUSH, NON E’ FALLIMENTO LIBERO MERCATO

(AGI) – New York, 13 nov. – La crisi economica globale non rappresenta “un fallimento del sistema di libero mercato”. Lo ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, nel discorso che pronuncera’ in vista del G20 di Washington. Bush ha messo in guardia dal non illudersi che l’intervento del governo possa essere “una panacea”. “La crisi non rappresenta un fallimento del sistema di libero mercato e la risposta non e’ nel tentare di reinventare il sistema”, ha spiegato Bush precisando che le azioni che i governi hanno messo in campo “stanno avendo un impatto”.

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 18:38

Per i commenti 42 e 43..
la speculazione ormai centra con i cavoli a merenda..prima di parlare di oro informati perchè mi sembra che parli senza cognizione di causa..per quanto riguarda il petrolio…beh direi che la considerazione precedente vale anche per quest’ultima..
una volta che ti sarai un minimo informato potremo procedere con una conversazione se ti và.
Ciao

Devin

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 18:48

Per #44

Penso che una stampa di questo al tuo amico possa bastare:

http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf

Se poi ti serve c’e anche quello della BCE, che ovviamente è una torta spartita tra le varie banche centrali:

http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html

Simone.

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 19:10

devin,
sarà bene che tu cerchi di essere un po meno credulone.

io mi sono informato , ho letto le notizie come te, ma non sono andato in arabia a contare quanti barili estraggono.

se ci pensi 7/8 mesi fa è stata fatta la stessa operazione con le materie prime agricole.
al grido non c’è piu cibo ,hanno portato le quotazioni al 500% per poi in un paio di mesi portarle al di sotto di 1 anno fa.

per il caso petrolio,
considerando che lo stanno osservando” al microscopio” da anni trovo strano che si abbiano queste rivelazioni proprio ora che sta a 50$
e non quando stava a160$

comunque tu puoi credere quello che vuoi.
pero lasciami pensare con la mia testa

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 19:12

ma avete visto quello che sta succedendo sui mercati?
La borsa scende, l’immobiliare scende, i rendimenti dei titoli di stato scendono, l’oro scende, il petrolio e le materie prime scendono…..
STIAMO ASSISTENDO AL PIU’ GRANDE PROCESSO DEFLATTIVO CHE LA STORIA ABBIA MAI SPERIMENTATO!

Marco

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 19:20

Le domande di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono salite ai massimi da sette anni, ossia dall’epoca dell’ultima recessione iniziatasi con gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, e il totale degli americani che percepisce il sussidio è schizzato a livello più alto da 25 anni.

Le richieste di sussidio sono aumentate la scorsa settimana di 32.000 unità a quota 516.000, un livello che non si vedeva dal settembre 2001 e di gran lunga superiore alle 480.000 unità stimate dagli economisti. È stato inoltre rivisto il dato della settimana precedente a 484.000 da 481.000 della prima rilevazione. L’impennata della scorsa settimana ha fatto così salire il totale dei sussidi a 3.897 milioni, vale a dire ai massimi dal gennaio 1983. La media su quattro settimane, un indicatore ritenuto meno volatile è a 491.000 unità , cifra che non si vedeva dal marzo 1991 (da 477.750 precedente).

come avevi previsto tu ANDREA!
..che dire ,…..sei il nostro vate.

jones…co

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 19:22

Mozart ecco il link degli azionisti della banca d’italia:

http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf

Ovviamente la fonte è : Banca d’ Italia

By Fabio

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 19:24

sono addolorato per quei poveretti

jones…co

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 19:29

Ops scusatemi non avevo visto la risposta di Simone.

Scusate ancora :D

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 19:52

Pensare con la tua testa è un tuo diritto..non credere che non rispetti la tua opinine..proprio per questo mi piace questo sito..ogniuno può dire la sua senza essere censurato..come succede in altri siti di cui non farò il nome..
quello che voglio dire è che facile dire la speculazione di qua la speculazione di là…se fosse questa la causa di tutti i mali sarebbe facile..ma i problemi sono altri e di diversa natura..per quanto riguarda il petrolio cosa dovrebbero fare?
Ti aspetti forse che sua santità obama faccia un comunicato in cui dica..ops ci siamo distratti un attimo ed è finito il petrolio..che sbadati..ma non preoccupatevi..da domani farò funzionare tutto io a suon di buone intenzioni e bei discorsi..questa crisi finanziaria non capita per caso..nasconde altre crisi di natura energetica, monetaria e politica..che tradotto in parole povere significa una nuova guerra.
Ciao

Devin

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 20:19

gia Devin guerra :-(((

La guerra la si fa quando non si ha piu niente da perdere.
Se le condizioni ci saranno, rivedremo la guerra. E’ cosi, e sempre sara cosi.

Speriamo in bene!
MM. (non piu’ ubriaco)
Cerchiamo di essere ottimisti, ma non rimbambiti.

Scritto il 13 novembre 2008 at 20:39

Cavoli! nautilus, sono rimasta senza parole,
come quando leggo i commenti o i post del capitano!!
In 5, intensissime, righe, hai magistralmente espresso ciò che io non sono riuscita in 60!!
a..proposito di ..”sciogliere …i confini spessi della stoltezza, :-) senza offesa ovviamente.
al tuo amico Mozart, dovresti far fare un giro sul veliero e segnalarli oltre ai siti, segnalati da Simone,
anche siti come disinformazione, comedonchisciotte, o signoraggio.com,ML ..,
solo per dirne alcuni…chissà che prima o poi, non smetta di credere alle fiabe.
Se poi vuole allargare i suoi orizzonti verso altre rotte, il viaggio
è sapientemente disseminato, di indicazioni preziose..sempre che le voglia cogliere.

Ciao
Valentina

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 22:10

Grazie ragazzi, sapevo che mi avreste dato subito l’indicazioni utili. In effetti Vale sono molto disinformato e ignorante in materia, ma come diceva Socrate, sapere di non sapere è il primo passo della conoscenza, e sul veliero posso interagire con persone stimolanti come voi, disposte a condividere le informazioni. Grazie ancora e se aveste mai dubbi su qualcosa che appatenga alla musica, allora sarò io ad aiutarvi. Sempre umilmente Mozart

Scritto il 13 novembre 2008 at 22:17

Grazie ragazzi, sapevo che mi avreste dato subito le informazioni che cercavo. Sai Vale sono molto ignorante in materia, ma sapere di non sapere è gia il primo passo della conoscenza, come diceva Socrate, e per fortuna sul veliero vi sono compagni come voi che condividono e ricercano. Se mai aveste dubbi musicali allora quello è il mio mondo, ma forse non in questo blog.
Mozart

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 23:28

Leggo questo blog sempre con piacere.
Complimenti !!

utente anonimo
Scritto il 13 novembre 2008 at 23:54

Discorso banche centrali:
dopo avere avuto una discussione sull’argomento con una persona a me molto cara, ho pensato fosse il caso di indagare un po’ googlando..
Io pensavo che tutte le banche centrali fossero a capitale privato…beh….mi sono dovuto ricredere.
A quanto pare tra i paesi principali (oddio…l’Italia ce la metto per pieta’ pura in codesto gruppo) solo gli USA e l’Italia hanno un sistema che puo’ essere riconducibile in ultima analisi a una proprieta’ o a una “pesante influenza” del privato.
Germania, Francia…addirittura Inghilterra al contrario sono a capitale esclusivamente pubblico (statale per essere chiari).

Qualcuno che lavora nel settore potrebbe confermare quanto dico please?

Grazie,
Lorenzo :)

Scritto il 14 novembre 2008 at 07:52

In effetti Mozart, anche la mia ignoranza e disinformazione economico –finanziaria
non scherza, ma forse quella musicale ultimamente la supera, ogni cosa è il nostro mondo,
e cosa sarebbe la vita senza musica!?
Quale sarebbe il tuo blog che non capisco..mi rimanda alla pagina del Capitano!!
se vuoi segnarmelo nel Blogger, ti ringrazio e sarò felice di visitarlo.

Ciao, buona giornata
Valentina

utente anonimo
Scritto il 14 novembre 2008 at 07:57

grande mozart,….

risposta di classe…..

da vero signore

Scritto il 14 novembre 2008 at 08:18

OK! se con i miei termini ho urtato qualcuno, pago ammenda
e vado a pelar patate, ma non era mia intenzione…
Sorry!

utente anonimo
Scritto il 14 novembre 2008 at 09:45

ciao devin sono pienamente daccordo con te, basta leggersi l’ultimo rapporto della IEA (agenzia internazionale per l’energia) per constatare che la produzione è scesa quasi del 7%! la crisi econimica abbattendo il prezzo del barile sta causando un rinvio da parte dei paesi produttori di investimenti fondamentali per sostenere una nuova crescente domanda in una eventuale ripresa economica!
il “sollievo” è solo temporaneo!
Sono in molti a ritenere che difficilmente la produzione riuscirà a raggiungere e superare li 85 milioni di barili all’anno per cui epurata la componente speculativa, senza badare al troppo al prezzo al barile, rimane la realtà di fatto: abbiamo oltrepassato il picco di produzione petrolifera ed essa si avvia verso un inesorabile declino.
in un contesto di esaurimento delle risorse energetiche le ultime riserve assumono una importanza vitale e come dice giustamente devin nuove guerre sono all’orizzonte………. :((

mala tempora currunt, mala tempora!

un saluto all’equipaggio e al nosto mitico capitano!

Capiran_Ð

Scritto il 14 novembre 2008 at 12:37

No Vale, so benissimo che il tuo non è un atteggiamento supponente. Per il blog musicale dovrai aspettare un pò perchè è in progettazione. Un abbraccio a tutti e grazie per le pronte risposte, siete dei veri compagni di viaggio, però rimane sempre il dubbio nel discorso banche centrali, alcune, secondo Lorenzo sono a capitale pubblico. Indagherò anch’io e poi vi farò sapere
Mozart

Scritto il 14 novembre 2008 at 19:03

sempre per il discorso sulle banche centrali vi lascio questo:

http://www.signoraggio.com/index-ilproblema.html

http://WWW.SIGNORAGGIO.COM
presenta
Banca d’Italia
Federal Reserve
Banca Centrale Europea
LA GRANDE TRUFFA

1. Perché, dal 10 AGO 1893, l’elenco dei soci di Bankitalia S.p.A. è stato reso disponibile solo il 20 SET 2005?

Il sistema bancario attuale è basato su una truffa ignobile e disumana.
Questa truffa è il «signoraggio» e la «riserva frazionaria» delle Banche Centrali.
I sistemi di informazione sono alterati e/o controllati dal Potere Economico dei Banchieri Internazionali Privati e nessun giornale o televisione o radio parlerà mai del «signoraggio» e/o della «riserva frazionaria». Ci sono stati Presidenti di Stato e uomini di grandezza mondiale che sono caduti sotto i colpi della mano spietata e potente delle Entità Sovranazionali.
Lincoln e Kennedy, ad esempio. Morti per aver creato denaro, a nome e in nome del Popolo,
e non in servitù di Banche Centrale «agghindate di denominazioni nazionali».

Diffondere informazioni su questo argomento-tabù e contribuire a smascherare questi strangolatori delle libertà individuali e collettive è un dovere di TUTTI noi, di OGNUNO di noi. Cerca in Internet parole chiavi come «signoraggio», «riserva frazionaria», «debito pubblico».

per Banca d’ Inghilterra e il signoraggio in:
http://www.signoraggio.com/signoraggio_boe.html

P.S. Mozart, grazie! sei davvero un Gran Signore, mi sarebbe dispiaciuto essere fraintesa.
Che silenzio, manca la voce del Capitano, vero!?

Un saluto ciurma,
questa sera metterò un pò di buona musica e il mio pensiero di gratitudine sarà rivolto a tutte
quelle persone, che come il nostro amato Capitano, per passione e per amore della verità, gratuitamente si prodigano, sempre, per la diffusione di libera consapevolezza!

Valentina

utente anonimo
Scritto il 15 novembre 2008 at 00:44

Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio. L’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo.
(Gian Piero Bona

utente anonimo
Scritto il 15 novembre 2008 at 08:09

grande mozart,
mi sei piaciuto molto,
questo è lo spirito giusto, lo spirito del nostro veliero.
hai reagito in maniera dolce, soft, comprensivo a una provocazione quasi certamente non voluta , ma reale.
un comportamento da signore , come dice valentina,
un comportamento d’altri tempi, piu tranquili e rilassati.

jones…co

utente anonimo
Scritto il 15 novembre 2008 at 08:15

eh no…..jones…co …..
volevo farlo io il post n. 69.
è il mio numero ….mi piace tanto il 69

handstone

Scritto il 15 novembre 2008 at 09:08

L’ universo è Cambiamento:
la nostra vita è il risultato dei nostri pensieri.
Marco Aurelio

Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile,
intricato mondo di oggi, può essere riconosciuto, interpretato,
trasformato e messo al servizio dell’ uomo, del suo benessere e della sua felicità.
La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.
E. Berlinguer

..”il mondo di oggi può essere riconosciuto, interpretato, trasformato,
e messo al servizio dell’ uomo”…aggiungo se in modo creativo ( per rifarmi al #68) è meglio..
in questa direzione il Capitano fa quotidianamente tanto se non tantissimo.

Buon week
Valentina

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