ISOLE DI SPERANZA!

Scritto il alle 00:55 da icebergfinanza

Se vi è qualcosa in cui ho sempre creduto nonostante questa immensa depressione è negli uomini e nelle donne che vivono semplicemente la vita, senza fare rumore, con l’onestà nel cuore, con la tensione alla verità, all’ascolto, alla ricerca di un’alternativa, uomini e donne di tutti i giorni, lontani dai riflettori che lottano e credono in un sistema migliore a servizio dell’uomo.

Non si tratta solo di parole, ma di qualcosa che va al di la della percezione di coloro che non hanno alcuna responsabilità, nei confronti di nessuno, una rivoluzione silenziosa pronta a prendere il posto di un sistema che ha dimostrato tutti i suoi limiti, tutti i suoi eccessi.

Senza lavoro, la dignità dell’ Uomo scompare, la Speranza sfiorisce, ecco perchè mi indigno di fronte a tanta indifferenza politica ed istituzionale!

Un nuovo ordine per l’economia, come scrive Roberto Mancini, insegnante di filosofia teoretica, all’Università di Macerata, nell’editoriale di Altreconomia, " Idee eretiche" , un nuovo ordine la cosa più importante che ci manca.

" Penso a chi lavora onestamente e a chi altrettanto onestamente s’impegna a dare lavoro ad altri, ai molti che sono sfruttati e sovente spinti ad accettare qualsiasi condizione di lavoro pur di non essere licenziati, a chi si affanna alla ricerca di un’occupazione, a quanti cercano di aiutare qualcuno a tirare avanti, a chi paga le tasse con lealtà verso la comunità nazionale. Penso anche agli uomini e alle donne, che fanno del loro meglio per dare vita ad un’altra economia. "

" Tutte queste persone hanno il diritto di chiedersi dove vanno a finire i nostri sforzi?

Il nodo principale della crisi attuale sta nel fatto che la buona volontà di molti e le energie  sane vengono profuse tuttora all’interno di un sistema intrinsecamente patologico. E’ come se su una grande nave lanciata contro la costa rocciosa alcuni passeggeri cercassero di evitare l’impatto remando in direzione opposta, ma nessuno riesce arrivare al timone per cambiare la rotta. L’economia, questo transatlantico impazzito, non cambia profondamente solo perchè alcuni, nel loro ambito quotidiano coltivano l’equità e mettono le persone al primo posto anzichè il denaro. Questo impegno è indispensabile e prezioso: se non ci fosse tanti sarebbero già stati travolti, e nessuno potrebbe neanche immaginare un sistema economico migliore. "

" Ma gli sforzi individuali e comunitari vanno dispersi se non si pone mano alla costruzione di un autentico ordine economico del mondo. L’alternativa tra la pianificazione autoritaria e mercato selvaggio è mortificante risultato che sin qui, si è stati capaci di produrre. Posto che la pianificazione statale di stampo sovietico è giustamente tramontata, resta il mercato come megadispositivo completamente inaffidabile, la cui indole non è ne quella di una realtà naturale, nè quella di una realtà culturale pubblica e democratica, bensi l’indole di una macchina " regolata solo dalla mancanza di regole, di un orientamento consapevole, di un ordinamento condiviso.

Mancini prosegue quindi evidenziando la sovranità, disumana, cieca ed impersonale del puro gioco dei capitali, guardando oltre ad un nuovo ordine economico basato sulla definizione di un insieme di regole fondamentali, non solo nel segno della limitazione e del controllo come avviene ora, ma nella ricerca di un’economia di servizio alla persona.

Ecco una nuova frontiera aggiungo io, quella dei servizi alla persona, servizi che spesso oggi si nutrono del volontariato, ma che sono l’orizzonte del futuro. Che futuro volete che abbia una nazione che non investe nei servizi alla persona, nella ricerca, nell’innovazione, nella scuola, nella cultura, nella Famiglia!  NESSUNO! Nessuna speranza ma la rivoluzione è dietro l’angolo, se non arriverà naturalmente ci penserà la storia a capovolgere le sicurezze di un manipolo di avventurieri che da sempre tengono il timone di un’imbarcazione che sta affondando.

A chi crede in un’alternativa non resta che il contagio, contagiare un mondo omologato, che trema al pensiero di perdere quello che ha costantemente rubato!

Come suggerisce Mancini, per affrontare con successo questa sfida bisogna capire che la cooperazione onnilaterale è la sola risposta adeguata alle necessità della vita comune dell’umanità e della natura. Invece ci insegnano la competizione, ancora oggi esaltata come salvifica, che in sintesi non è altro che la nostra tomba!

Una speranza per tutti esiste. Questo dato riguarda direttamente il senso e i modi della vita economica semplicemente perché riguarda ogni aspetto della vita.
Tale speranza è radicata nella comune umanità di cui siamo intessuti, nonostante tutte le differenze. È insita nel fatto che la nostra esistenza è in sé una domanda, un’apertura, una ricerca, una speranza vivente. E lo è nell’intreccio dei percorsi di vita, come in una trama ricchissima di differenze ma unica, per cui ignorare o negare gli altri vuol dire, in definitiva, fare del male a se stessi.
Per vedere e per sentire nel cuore la speranza umana riunita bisogna riconoscere la tensione dolorosa in cui siamo tutti. Da un lato siamo attratti da una meta che è oltre quanto già conosciamo. Meta che si può chiamare felicità, realizzazione di sé, amore riuscito, bene, liberazione, armonia. Ma dall’altro lato siamo feriti dalla sofferenza, dai fallimenti, dai lutti, dalle nostre stesse miserie, dal male. Nella tensione tra la festa desiderata e lo scacco, vive la speranza.
La speranza onesta e illuminata sorge quando impariamo che volere il nostro bene escludendone gli altri non ha senso. Quando ci rendiamo conto del fatto che la sventura altrui o l’indifferenza precludono la felicità a tutti. La speranza vera è universale o non è. Universale non perché astratta o generica; al contrario, universale perché accoglie l’unicità di ognuno, le storie, i volti, le aspirazioni, le sofferenze, la bellezza di ogni vita. E assume tutto questo nella gestazione di una realtà completamente diversa.
Qual è allora il rapporto tra l’economia e la speranza umana? Innanzitutto dev’essere un rapporto tale per cui l’economia riconosce il suo limite: il sistema economico
-dalla produzione alla distribuzione, dal consumo agli investimenti, dalle scelte quotidiane dei singoli alle dinamiche di scala mondiale- non deve negare o usurpare la speranza umana. Non può né seminare fame, oppressione e precarietà, né imporre false rappresentazioni del progresso e del futuro, come ad esempio il dogma della crescita del Pil o la vittoria sull’economia di altri Paesi.

Quando capiremo questo forse saremo in grado di contagiare questo sistema, aiutandolo a scoprire i suoi limiti, i limiti di una scommessa che da sempre è a senso unico!

Come precedentemente preannunciato, in questi giorni ho inviato una mail "esplorativa" per conoscere la disponibilità degli amici e sostenitori di Icebergfinanza ad un incontro per la presentazione del mio e Vostro libro dal titolo ….

" Icebergfinanza: viaggio attraverso la tempesta perfetta!"

E’ probabile che la data definitiva possa essere quella di…

 SABATO 6 NOVEMBRE a MODENA

…con modalità e orari  ancora da definire  in base alla partecipazione.  Chiunque fosse interessato all’incontro di novembre, anche coloro che non hanno ricevuto alcuna mail, e hanno piacere di ricevere in anteprima il libro direttamente sabato 6 novembre, possono inviare una mail al seguente indirizzo …

[email protected]

….segnalando nome e cognome, quante persone intendono partecipare ed eventualmente le copie del libro che si intende prenotare. Non appena possibile entro la fine della prossima settimana,  riceverà tutte le informazioni relative al luogo e all’ora dell’incontro, oltre alle possibilità di pernottamento e cena.

Arrivederci a presto! Andrea

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21 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2010 at 05:03

La società che vorrei.Mentre nell’esporre le mie conoscenze in materia economica, faccio riferimento a cosa conosco del “sistema” reale, quello che bene o male sta operando, quando scrivo sull’organizzazione sociale, posso solo far riferimento alle mie convinzioni, maturate nell’osservazione dell’esistente, anzi, essenzialmente a cosa più detesto dell’esistente, a quelle che reputo le cause, ed eventualmente a come evitare di ripeterle in quello che è il modello che vorrei.Non posso garantire che funzionerebbe, non posso nemmeno garantire che non avrebbe pecche anche maggiori del sistema attuale, ma questo non mi impedisce di pensare che ne sarebbe di gran lunga migliore, se non perfetto.Visto che non mi è possibile, almeno finché resta un mio sogno, provarne la bontà, posso però confrontarlo con altre idee, altre persone, per scoprire se le obiezioni che possono sorgere hanno già, o almeno possono avere, una risposta plausibile, o dei rimedi praticabili.Passo quindi all’esposizione.L’attuale società, pur fregiandosi nella maggior parte dei paesi che fanno parte del nostro “mondo occidentale” della qualifica di “democrazie”, con una vera democrazia , rispondente alle caratteristiche che ne hanno ispirato la definizione, hanno veramente poco a che fare.Vediamo infatti che il potere che teoricamente dovrebbe appartenere al popolo, è infatti esercitato da persone, che seppur in qualche modo elette dal popolo stesso, impone continuamente le sue scelte a prescindere e anche contro quel popolo cui invece dovrebbero rispondere.Risulta quindi evidente che il solo voto una volta ogni tot anni, se è condizione necessaria all’attuazione del principio democratico rappresentativo, non ne è decisamente sufficiente.Chi disegnò lo schema dei moderni stati, si preoccupò di stabilire per ogni potere un contropotere che ne controllasse l’operato. È questo un sano principio, ma ne dimenticarono uno, forse fondamentale.Oltre al legislativo, all’esecutivo, e al giudiziario, non inclusero l’economico.Forse pensando che sarebbe dipeso dagli altri tre, forse appositamente (ricordo che a proposito qualcuno definì la democrazia il miglior contenitore a favore della borghesia), ma in conclusione non venne considerato un “potere”.Eppure quando si pensa che una persona come Bill Gates dispone personalmente di un bilancio e ricchezze paragonabili a quelle di interi stati, allora diventa evidente che qualcosa non va. Si perché gli uomini, quasi tutti gli uomini, proprio per le loro debolezze, sono corruttibili.Il fatto che esistano altre persone che, per proprietà dirette o perché controllano entità straordinariamente ricche e potenti, possono disporre di enormi capitali, sono di fatto diversi, hanno disponibile un potere enorme verso gli altri.Un potere che possono esercitare secondo un’etica e una morale condivisibile, ma anche no, a loro esclusivo arbitrio.È vero che possono esserci degli eroi incorruttibili, retti fino alle estreme conseguenze, ma come disse qualcun altro, “beati i popoli che non necessitano di eroi”.Allora di qui nasce il problema di controllare se queste enormi disponibilità vengono usate pro o contro le comunità, se vengono usate per esercitare un potere sugli altri o per favorirne la crescita e il benessere comune ….Lavoro difficile se non impossibile, e di qui la prima soluzione per rompere l’anello infame che porta  chi dispone dei mezzi di dominare i poteri dello stato, non come “poteri” ma come esercizio del potere da parte di persone, umane, e con le loro debolezze, quando invece dovrebbero esserne controllati dagli stessi.Ricchezze come quelle di Gates, ma anche molto ma molto minori, che consentirebbero benessere ai titolari per se e le proprie famiglie, non per una, ma decine di vite, non dovrebbero proprio esistere.Dovrebbe essere impedito alla fonte di formarsi, con tassazioni progressive fino al limite dell’esproprio, con eventuale tassazione anche dei capitali oltre ad un certo limite.Non reputo un’eresia il limitare ad una certa quota da stabilire, ma indicativamente non superiore a cento volte la disponibilità media della popolazione di quella nazione. E già sarebbe una disponibilità molto grande che già potrebbe insidiare il corretto funzionamento delle istituzioni.Non dimentichiamo inoltre che, alla ricchezza di uno deve corrispondere la povertà di uno o tanti altri, pertanto avendo tutti corpo e anima simili, essendo tutti fatti al 90% di acqua, mi pare che stabilire dei massimi alla differenza di disponibilità rientri in un dovere della società, visto che i singoli individui non sanno imporsi limiti da soli.L’obiezione a questa mia affermazione, e cioè che limitando i capitali disponibili ai singoli , si tarpa le ali agli investimenti, alla creazione di ricchezza, posti di lavoro ecc… rispondo che tale limitazione non esiste, permettendo tale limite la disponibilità ad avviare qualsiasi attività, ma poi per proseguirla, ci sono altrettanti modi per reperire i capitali  necessari, al di fuori della proprietà diretta.L’altra obiezione , e cioè che si demotiverebbero gli individui, è di nuovo un falso problema, perché nessuno vuole limitare i riconoscimenti. Ma essi possono essere concessi anche sotto forma diversa dalla disponibilità economico/finanziaria.Medaglie, attestati, anche disponibilità di particolari beni unici o rari, potrebbero esser dati anche senza necessariamente comportarne la proprietà, tanto per attestare le capacità , l’imprenditorialità, la dedizione fattiva al miglioramento della società stessa e del suo benessere.Non è forse d’altronde lo scopo recondito di certi beni attestare le proprie abilità ? non è forse il palesare la propria ricchezza il modo per dire “guardate tutti come sono bravo “ ? bene concediamo questa soddisfazione, ma impediamo che il guadagno possa essere usato per scopi meno nobili.Tolto di mezzo quindi il potere economico come potere di modificare e al limite sovrastare gli altri poteri dello stato, resta il come rendere effettivo il dettato democratico.E qui il primo e importante obiettivo da raggiungere è dare al popolo stesso i mezzi per capire, se non tutti gli atti dei governanti, almeno a grandi linee i principi.L’educazione delle persone, il loro acculturamento, il creare l’interesse diffuso per gli atti di governo dovrebbe essere il primo obiettivo da raggiungere. Nessuno può avere o acquisire potere nell’ignoranza di quanto dovrebbe poter controllare. Riuscire far capire alla popolazione quanto sia importante che vengano dedicati tempi per dar modo ai governanti di illustrare le motivazioni dei loro atti, promuovere dibattiti pubblici per cercare le soluzioni migliori, in modo pubblico, trasparente.Far capire alla gente quante risorse vengono tolte loro e come vengono impegnate, lasciando spazi per i suggerimenti, le proposte.E mostrare così quanto i governanti, e coloro che si propongono eventualmente di diventarlo, conoscano i problemi che interessano la gente nella loro quotidianità.È un problema di cultura, far capire quanto sia più importante decidere se aumentare o diminuire il deficit dello stato, indirizzare su quali direttrici le ricerche e la crescita ecc… ben più importanti per se e la propria famiglia che sapere chi e come ha fatto un goal.E con questo non dico che le persone andrebbero ossessionate dai problemi di governabilità, che dovrebbe esser tolto loro ogni svago, ma tra la completa ignoranza e una partecipazione compulsiva ed ossessiva, ci sarà pure un compromesso.E qui finiamo sulla nota dolente della partecipazione e del controllo.Un voto espresso una volta ogni tot anni e poi il disinteresse completo, la negazione di qualsiasi potere di controllo sugli eletti, non è democrazia. È un salto nel vuoto, è affidarsi completamente a chi non si conosce e non si sa cosa farà di tutto il potere che gli viene conferito.È troppo, e, dato che come dicevo prima siamo tutti uomini, fatti al 90% di acqua, ma con ognuno i propri egoismi, i propri difetti e le proprie incapacità questo potere deve essere limitato, almeno nelle scelte più importanti. E se non si può intervenire a priori, almeno a posteriori deve esser possibile manifestare un disaccordo diffuso e vincolante.Potere di revoca della delega, si chiama, potere di annullare decisioni, potere di mandare a casa degli eletti infedeli che non si attengano a quanto promesso, che agiscano contro il popolo e ad esclusivo vantaggio di inconfessabili centri di potere.Come realizzare tutto ciò ? i mezzi tecnici oggi non mancano, quello che manca è la volontà di partecipare, di rendersi responsabili non solo del proprio limitato orticello, di sentirsi parte di un corpo più grande, della comunità, e come membro attivo desiderarne il benessere.Non più il pubblico visto come qualcosa di nessuno, ma come un qualcosa di tutti, e di cui tutti ne devono godere, e di cui tutti sentono il dovere di preservare e difendere.

utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2010 at 05:04

scusate, ho dimenticato di firmare.a.mensa

utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2010 at 07:49

la massa silenziosa di uomini di buona volontà esiste : lotta tutti i giorni con un sistema disumano che per stare in piedi deve privilegiare, favorendone i privilegi e le promozioni, uomini o donne inetti e incapaci che lavorano tutti i giorni contro la massa silenziosa sprecando risorse e aumentando così il il cosiddetto debito del paese.la vera crisi è questa stiamo spendendo una montagna di soldi che non abbiamo per favorire queste persone incapaci ,convinti di essere  in democrazia e che basti una crocetta su un foglio per risolvere i problemi .

Scritto il 18 settembre 2010 at 07:53

"Oltre la porta…La Speranza.."Speranza vento di libertà che risveglia dal torpore dell'amarezza ridonando pace e serenità, speranza alito di vitalità, medicina per un animo oppresso da dolori e infermità.Dolce voce lusinghiera alla porta del mio animo intona la sua preghiera, per nulla invadente aspetta e parla al mio cuore, mi invita a sorgere dal mio giaciglio, a recuperare l'ardore.Ardi in me fiaccola perenne che al vento e alle tempeste sempre sopravvive indenne.  (Salvatore Cipriano in  poesie e racconti.it)e…La “speranza” è un essere piumato -che si posa sull’anima -e canta melodie senza parole -e non finisce mai – del tutto -E dolcissimo – nella Bufera – si ode,E intensa deve essere la tempesta -che potrebbe confondere l’Uccellinoche così tanti ha riscaldato -L’ho ascoltato nella terra più fredda -E sul Mare più strano-Eppure, mai, nel Bisogno,ha chiesto una briciola – di Me.(Dickinson)Valentina

utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2010 at 10:37

@ valentinabelle….. machi vive sperando , muore ……deluso ?che la speranza sia una bella e buona cosa, soprattutto quando tutto appare nero e buio, mi sta bene, ma poi occorre anche qualcosa di più….. ehm…concreto ? ….. volitivo ?……. beh in torinese  suona "tirese su le braghe da sui"…  (traduzione: tirarsi su i calzoni da soli)

Scritto il 18 settembre 2010 at 12:19

"L'agire… dell' onda"Indubbiamente#5 ..indubbiamente….Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.Jim MorrisonA VIVERE, AD AGIRE CI SPINGEA vivere, ad agire ci spingel’oscuro di ogni sostanza -pensa quando sfinita dalla seteti slanci verso l’acqua,pensa all’acqua: Narcisoche si consuma in un desiderioe deve rimanere un corpo, nientealtro che un corpo discioltoin un bulbo, in uno stelo,mentre un altro corposi consuma nell’aria evaporandoin un filo di voce…E non importa se era eco o finzione,se desiderio o visionequesto doppio indizio del vero.(poesia inedita di francesco macci)cartescoperterecensionietesti.blogspot.comValentina

utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2010 at 14:49

@ a. mensaNon esiste la società ideale. Un tetto massimo alla ricchezza individuale? E i prestanome a che cosa servirebbero? Voglio dire che purtroppo fatta la legge trovato l'inganno. Non esiste la società ideale perché la natura dell'uomo non cambierà mai: homo homini lupus.

utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2010 at 20:13

#7che non esista la società ideale, fino a che sarà una società di uomini, penso di rendermene conto anc'io.sarà comunque e sempre una lotta tra guardie e ladri.il problema attuale è ch ele guardie hanno delegato la loro attività ad altri ladri, per cui non esiste più nemmeno una vera lotta, ma un gioco delle parti.solo quando ci renderemo conto che la libertà non la si può delegare, e la dignità la si può vendere ma non comprare, allora forse una specie di "risveglio" potremo anche pensare di vederlo.mafinchè si ammireranno i ladri, i furbi, gli sfruttatori, i profittatori, allora questi continueranno a trionfare.io aspetto …… un momento in cui il pensiero comune cambia, c'è sempre ….  basta avere pazienza.e se non lo vedrò io , quel momento, spero almeno che lo vedano i miei figli.a.mensa

Scritto il 18 settembre 2010 at 21:17

sostanzialmente sono d'accordo con a.mensa.e voglio proporvi una storiella, anche se già nota:dante e virgilio viaggiano nell'inferno, quando odono lamenti e urla agghiaccianti e sentono un meraviglioso odore di spezzatino! si avvicinano alla  fonte del profumo e vedono un gruppo di dannati intorno ad un pentolono pieno di spezzatino, che sono disperati perchè hanno mestoli troppo lunghi e non riescono a portarsi alla bocca il cibo…arrivati in paradiso, i due pellegrini sentono lo stesso odore appetitoso, si avvicinano e vedono un gruppo di beati intorno al pentolone, anche loro con mestoli lunghi..ma sono felici e appagati perchè…si imboccano l'uno con l'altro!giorni felicistefania1950

Scritto il 18 settembre 2010 at 21:49

con le persone, e i loro problemi e leloro debolezze, ci lavoro da anni, come counsellor. sono ben consapevole dei limiti della nostra condizione "umana" non solo per quanto accade a livello sociale, ma anche per quanto osservo a livello psicoklogico. eppure non sono convinta che "Homo homini lupus", perchè ho assistito personalmente a tanti cambiamenti di carattere, di atteggiamento, di convinzioni, anche in condizioni di grave sofferenza ( o forse grazie ad esse).Credo che le risorse che possano portare alla solidarietà esistano dentro ogni persona, e che molto si possa fare agendo sul contesto e sull'educazione.comunque, questa convinzione mi dà motivazione per vivere e per guardare avanti.(PS la storiella su dannati e beati l'ho mandata io)felici giornistefania 1950

Scritto il 18 settembre 2010 at 23:17

In tutti i post scritti sia da a.mensa #1 che da stefania1950 #10 che dagli anonimi #3 #5 #7 c'è una parte di verità, in tutti i post c'è una parte di ragione. In questo momento non esiste la società perfetta e nemmno l'economia perfetta (altrimenti non leggerei il blog del Capitano…..con tutte le "cose" che ho da fare!!! hehehe). Forse in giro per il mondo esistono delle comunità in qui c'è la società perfetta e sicuramente esistono dei luoghi dove l'economia è migliore che nel nostro paese (ci sarebbero un infinità di esempi).Chissà forse in futuro, in un lontano o lontanissimo futuro le cose potranno migliorare…………..oppure non CREDERETE per davvero che siamo gli ESSERI ELETTI ???, ho la sensazione che il geocentrismo sia duro a morire, comunque non ha importanza il TEMPO farà pulizia di tutto ed intendo proprio TUTTO. Vi allego un link con un immagine che potrà darvi un idea di chi siamo e di dove siamo…………naturalmente se volete VEDERE: http://hubblesite.org/gallery/album/entire/pr2010026a/large_web/ ( per chi non lo sapesse, le macchie luminose sono galassie o amassi di galassie!!!!!!!!!!!!!!!)Un saluto e buona domenicaSD

Scritto il 18 settembre 2010 at 23:17

In tutti i post scritti sia da a.mensa #1 che da stefania1950 #10 che dagli anonimi #3 #5 #7 c'è una parte di verità, in tutti i post c'è una parte di ragione. In questo momento non esiste la società perfetta e nemmno l'economia perfetta (altrimenti non leggerei il blog del Capitano…..con tutte le "cose" che ho da fare!!! hehehe). Forse in giro per il mondo esistono delle comunità in qui c'è la società perfetta e sicuramente esistono dei luoghi dove l'economia è migliore che nel nostro paese (ci sarebbero un infinità di esempi).Chissà forse in futuro, in un lontano o lontanissimo futuro le cose potranno migliorare…………..oppure non CREDERETE per davvero che siamo gli ESSERI ELETTI ???, ho la sensazione che il geocentrismo sia duro a morire, comunque non ha importanza il TEMPO farà pulizia di tutto ed intendo proprio TUTTO. Vi allego un link con un immagine che potrà darvi un idea di chi siamo e di dove siamo…………naturalmente se volete VEDERE: http://hubblesite.org/gallery/album/entire/pr2010026a/large_web/ ( per chi non lo sapesse, le macchie luminose sono galassie o amassi di galassie!!!!!!!!!!!!!!!)Un saluto e buona domenicaSD

Scritto il 18 settembre 2010 at 23:17

In tutti i post scritti sia da a.mensa #1 che da stefania1950 #10 che dagli anonimi #3 #5 #7 c'è una parte di verità, in tutti i post c'è una parte di ragione. In questo momento non esiste la società perfetta e nemmno l'economia perfetta (altrimenti non leggerei il blog del Capitano…..con tutte le "cose" che ho da fare!!! hehehe). Forse in giro per il mondo esistono delle comunità in qui c'è la società perfetta e sicuramente esistono dei luoghi dove l'economia è migliore che nel nostro paese (ci sarebbero un infinità di esempi).Chissà forse in futuro, in un lontano o lontanissimo futuro le cose potranno migliorare…………..oppure non CREDERETE per davvero che siamo gli ESSERI ELETTI ???, ho la sensazione che il geocentrismo sia duro a morire, comunque non ha importanza il TEMPO farà pulizia di tutto ed intendo proprio TUTTO. Vi allego un link con un immagine che potrà darvi un idea di chi siamo e di dove siamo…………naturalmente se volete VEDERE: http://hubblesite.org/gallery/album/entire/pr2010026a/large_web/ ( per chi non lo sapesse, le macchie luminose sono galassie o amassi di galassie!!!!!!!!!!!!!!!)Un saluto e buona domenicaSD

Scritto il 19 settembre 2010 at 09:04

"La società ideale…giochi di specchi"Interrogativi eterni, che disegnano la storia..E meno male che ci si pone delle domande…..già “Platone credeva in un mondo invisibile dove esistevano modelli perfetti di tutte le cose esistenti. Sosteneva che ogni cosa materiale fosse plasmata avendo come modello un’idea perfetta e immutabile. Tali idee venivano chiamate forme.Le forme di concetti astratti come coraggio e giustizia rappresentavano secondo lui gli ideali a cui dovevano ambire. In pratica esisteva secondo Platone un ideale di giustizia perfetto da raggiungere.Alla domanda esiste un mondo perfetto, Platone tentò di rispondere creando la prima università, (l’educazione di  cui ci parla Stefania ha radici antiche) dove gli insegnamenti del filosofi erano volti ad educare, a far conoscere alle persone un mondo di idee perfette da raggiungere.”…Una società perfetta in modo duraturo è così poco possibile come una verità assoluta. L'una come l'altra non significherebbero altro che il ristagno e la morte della società.Karl Kautsky, Etica e concezione materialistica della storia, 1906Una società ideale è un dramma recitato esclusivamente nell'immaginazione.George Santayana, La vita della ragione, 1905/06e…L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo, anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passail nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa…A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifesele ha attaccate come fossero un esercito di Mori,ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastoriera chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un sognatore,credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimaneil solo metro che possiedo, com'è vero… che ora ho fame ![ Don Chisciotte ]Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,preferisco le sorprese di quest'anima tirannache trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire… [ Sancho Panza ]Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorantee del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,riuscirà con questo brocco e questo inutile scudieroal "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ? [ Don Chisciotte ]Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietroperchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ?Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,farmi umile e accettare che sia questa la realtà ? [ Insieme ]Il "potere" è l'immondizia della storia degli umanie, anche se siamo soltanto due romantici rottami,sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:siamo i "Grandi della Mancha",Sancho Panza… e Don Chisciotte !(estratti da: Don Chisciotte, F.Guccini)E meno male che si asprira sempre a qualcosa di diverso, che ci si interroga, che si spera, e come direbbe il torinese “tirese su le braghe da sui" , ma è meglio non essere mai troppo soli, perché da soli, si va ben poco lontano, gli altri sono noi…C’è una frase, dell’ultimo post di Benetazzo che mi tormenta, non poco:….il problema non sarà tanto come cambiare il paese, ma come cambiare gli italiani, ormai assopiti ed addormentati proprio come recitava il poeta Ugo Foscolo: e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi rugge.Valentina

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2010 at 10:45

Gran belle parole, le tue Andrea e quelle di Mancini.Bravi. Alimentano la SPERANZA, che molti italiani hanno seppellito da anni.Buona domenica Andrea.Giobbe

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2010 at 13:17

Marx è morto. È questa l'ossessiva litania che siamo ormai abituati a sentire. Dietro tale canto funebre si cela però, forse, l'auspicio che tale trapasso abbia luogo davvero, perché il "morto" in questione è ancora in forze e non cessa di seminare il panico tra i vivi. Chi si ostina a ripetere, in nome di Dio o del Mercato, che "Marx è morto" lo fa, allora, perché assillato dal suo spettro.- esso continua infatti a denunciare le contraddizioni di un mondo capovolto. Anche oggi che il "socialismo reale" è naufragato e che la storia ha mandato in frantumi il sogno di Marx, il fallimento delle sue profezie non intacca l'esattezza della denunce da lui formulate, e la sua critica radicale del capitalismo rappresenta ancora lo strumentario concettuale più "forte"per criticare la società esistente e le contraddizioni che la permeano. Il progetto marxista continua a essere la più seducente promessa di felicità di cui la filosofia moderna sia stata capace. di diego fusaro un libro da leggere…almeno x me.

Scritto il 19 settembre 2010 at 21:59

ho ritrovato finalmente il mio username…. scusate ma questa è solo una prova

Scritto il 19 settembre 2010 at 22:11

E' sempre una questione di tempi e prospettive, è incredibile come , nonappena si fa un passo indietro per guardare più in la e più in grande io riesca a trovre incredibilmente una convergenza con SD giacchè quando si tratta del "qui ed ora" sembra che viviamo su pianeti diversi.Io cerco di studiare la storia dal punto di vista della vita di tutti i giorni delle persone comuni e secondo me non è assolutamente vero che oggi viviamo tempi terribili, bui, opprimenti .Lungi dall'essere il migliore dei mondi possibili questo è probabilmente il migliore dei mondi che l'uomo ha, fino ad oggi, potuto vedere.Oggi abbiamo più possibilità, libertà, strumenti e conoscenze di qualsiasi generazione prima della nostra.Questo non significa che non ci siano enormi ingiustizie ed altrettanto enormi spazi di miglioramento collettivo ed individuale.Questa crisi si è inserita nel percorso di vita di milioni di persone, ma resterà uno dei tanti eventi che influiscono sulle nostre vite, non è una crisi epocale, non cambierà il corso della storia anche se cambierà il corso della vita di molte persone.In fondo l'animale uomo ha circa 300.000 anni e geneticamente è sempre lo stesso mentre la società umana esiste solo da poche migliaia di anni, di strada da fare ce ne è  ancora.

Scritto il 20 settembre 2010 at 08:50

CI VORRA’ UN PO’ DI TEMPO MA,CREDETEMI, VALE LA PENA DI LEGGERE IL POST DI ANDREA ED I COMMENTI DEGLI AMICI DI UN VELIERO UNICO[..] SABATO, 18 SETTEMBRE 2010 ISOLE DI SPERANZA! Se vi è qualcosa in cui ho sempre creduto nonostante questa immensa depressione è negli uomini e nelle donne che vivono semplicemente la vita, senza fare rumore, con l'onest&ag [..]

Scritto il 20 settembre 2010 at 08:50

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