INITIAL CLAIMS: MAGIE DI ALTRI TEMPI!

Scritto il alle 18:53 da icebergfinanza

UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo

Un nuovo decennio perduto. Oltre l’orizzonte di breve termine. "

un viaggio attraverso la storia e le sue evidenze empiriche per cercare di intravvedere grazie all’aiuto del passato alcune lezioni per il futuro anche se l’interpretazione soggettiva  della frase "Questa volta è diverso" non può far dimenticare che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo e che spesso la storia non si ripete ma ama fare altrettanto spesso  la rima.

Mentre i mercati finanziari festeggiano la porzione miracolosa che il nostro "Panoramique" ha preparato per consentire ai sussidi di disoccupazione di battere tutte le attese, diamo un’occhiata a cosa ci racconta il sempre puntuale ZEROHEDGE grazie alla segnalazione della nostra mitica vedetta Raffaele Mascetra, che ci fornisce anche le tabelle ufficiali rilascia dal BLS!

From Bloomberg : " For the latest reporting week, nine states didn’t file claims data to the Labor Department in Washington because of the Labor Day holiday earlier this week, a department official told reporters. California and Virginia estimated their figures and the US government estimated the other seven ."

Sinteticamente, il BLS organo ufficiale a seguito al weekend di festa relativo al Labor Day, ha annunciato che nove Stati americani tra cui la popolosa California, non hanno comunicato i dati relativi ai sussidi di disoccupazione, costringendo il BLS a inventarsi delle relazioni il più vicine possibile alla realtà che conosce la fantasia.

California e Virginia hanno stimato i loro dati il BLS ha fatto il resto!

Come riporta Tyler, il BLS ha fatto una stima approssimativa di circa un terzo di tutte le richieste iniziali di disoccupazione con una tendenza al "mescolamento" di porzioni.

Ma questo è nulla se si pensa che nel 90 % dei casi, come noi di Icebergfinanza abbiamo più volte ricordato, il BLS ha rivisto al rialzo le stime iniziali, sforzandosi di creare un quadro ottimistico che puntualmente viene ignorato nelle revisioni.

Nessuna novità quindi, noi sappiamo quello che è accaduto in questi anni con il modello statistico stagionale CES/NET BIRTH/DEATH che ha aggiunto virtualmente centinaia di migliaia di lavori sino alle puntuali revisioni negative verificatesi sei mesi più tardi.

Leggendaria è la revisione del terzo trimestre 2006 quando da un numero iniziale di oltre 500.000 posti di lavoro creati, sei mesi più tardi usci la revisione ad appena 11.000 posti.

Nessuna manipolazione sia chiaro solo che gli ingredienti finiscono nella pentola sempre e solo dallo stesso lato, rendendo la minestra meno amara della realtà, magari aggiungendovi qua e la degli aromi che provengono dalla favola dei mercati azionari. Forse qualche ritocco alle metodologie di rilevazione dei dati non sarebbe male.

Il cinghiale arrosto è quasi pronto, i nostri druidi hanno la situazione sotto controllo! Buon divertimento la festa può continuare! Mi scuso con i lettori se talvolta uso una certa ironia, dovrei forse essere più professionale, ma forse è un modo come un’altro per fuggire dalla realtà e ritrovare il mio amico Peter Pan!

Come ho scritto oggi, in riferimento alla favola della recessione, i lettori di Icebergfinanza non hanno bisogno di questa ulteriore conferma "istituzionale" ma questo è l’ennesimo tassello per coloro che amano avere a disposizione modelli, formule e dati che abbiano una valenza empirica come infondo la storia ha permesso ad Icebergfinanza di comprendere ancora nel 2006 l’alba di questa tempesta perfetta, una storia che alla fine della prossima settimana, in un post dedicato a tutti coloro che hanno sostenuto e vorranno liberamente sostenere il nostro viaggio, dal titolo …

Un nuovo decennio perduto. Oltre l’orizzonte di breve termine. "

 ci aiuterà a comprendere insieme   ad alcuni illustri interpreti di questa crisi, una realtà empirica che ripercorre impronte indelebili lasciate nei secoli, impronte che solo il vento del cambiamento, una vera rivoluzione ideologica potranno cancellare.

Oggi non resta che l’empiricità di dati incontrovertibili per cercare di intravvedere quello che la storia stessa è pronta a stravolgere per l’ennesima volta.

Entro la metà del mese, sarà inoltre possibile conoscere le date relative all’uscita del nostro libro, un diario di bordo di questa lunga avventura incominciata oltre tre anni fa il cui titolo definitivo sarà…

" ICEBERGFINANZA: VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA PERFETTA."

…avventura della quale potrete avere una piccola anteprima in …

LA MADRE DI TUTTE LE CRISI

Nel frattempo vorrei esplorare la possibilità di organizzare per la data del 23/24 ottobre ( da confermare entro la metà di settembre …) un incontro con tutti i compagni di viaggio in una struttura che possa accogliere circa 300/400 persone per la presentazione in anteprima del libro, occasione nella quale sarà possibile avere le copie prenotate in anteprima sull’onda che raggiungerà la rete di distribuzione nazionale.

Entro la metà del mese maggiori dettagli verrano pubblicati ed inviati a tutti coloro che hanno prenotato il libro in questi mesi e a tutti gli amici di Icebergfinanza. Per coloro che liberamente vogliono prenotare il libro per aiutarci ad avere una stima approssimativa per la stampa della prima edizione, questo è l’indirizzo mail anche per comunicare la disponibilità ad organizzare l’incontro di ottobre.

[email protected] 

SE DESIDERI SOSTENERE ICEBERGFINANZA CLICCA QUI SOTTO!

 

 

 
Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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13 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 9 settembre 2010 at 21:08

Chris Rupkey, capo economista di Bank of Tokyo-Mitsubishi. “L’economia non è fuori del bosco con i dati(sull’occupazione) di oggi, ma le cose hanno un aspetto migliore di quello che avevano in settimana non c’è pericolo di recessione uno nuovo in attività.”
27000 disoccupati in meno
il dato migliore da due mesi a questa parte…chris è uno dei tanti apprendisti
stregoni…OGNI ALTRO COMMENTO MI SEMBRA SUPERFLUO

Scritto il 10 settembre 2010 at 06:34

UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo

Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine. "

un viaggio attraverso la storia e le sue evidenze empiriche per cercare di intravvedere grazie all'aiuto del passato alcune lezioni per il futuro anche se l'interpretazione soggettiva  della frase "Questa volta è diverso" non può far dimenticare che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo e che spesso la storia non si ripete ma ama fare altrettanto spesso  la rima.
Da non perdere buon fine settimana! ANDREA

Scritto il 10 settembre 2010 at 06:34

UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo

Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine. "

un viaggio attraverso la storia e le sue evidenze empiriche per cercare di intravvedere grazie all'aiuto del passato alcune lezioni per il futuro anche se l'interpretazione soggettiva  della frase "Questa volta è diverso" non può far dimenticare che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo e che spesso la storia non si ripete ma ama fare altrettanto spesso  la rima.
Da non perdere buon fine settimana! ANDREA

Scritto il 10 settembre 2010 at 06:34

UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo

Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine. "

un viaggio attraverso la storia e le sue evidenze empiriche per cercare di intravvedere grazie all'aiuto del passato alcune lezioni per il futuro anche se l'interpretazione soggettiva  della frase "Questa volta è diverso" non può far dimenticare che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo e che spesso la storia non si ripete ma ama fare altrettanto spesso  la rima.
Da non perdere buon fine settimana! ANDREA

Scritto il 10 settembre 2010 at 11:47

ANDREA CI RACCONTA CHE, DALLE ISTITUZIONI AMERICANE, RICEVIAMO SEMPRE DATI FRUTTO DELLA FANTASIA, CHIAMIAMOLI TAROCCATI !!![..] GIOVEDÌ, 09 SETTEMBRE 2010 INITIAL CLAIMS: MAGIE DI ALTRI TEMPI! UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo [..]

Scritto il 10 settembre 2010 at 11:47

ANDREA CI RACCONTA CHE, DALLE ISTITUZIONI AMERICANE, RICEVIAMO SEMPRE DATI FRUTTO DELLA FANTASIA, CHIAMIAMOLI TAROCCATI !!![..] GIOVEDÌ, 09 SETTEMBRE 2010 INITIAL CLAIMS: MAGIE DI ALTRI TEMPI! UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo [..]

Scritto il 10 settembre 2010 at 11:47

ANDREA CI RACCONTA CHE, DALLE ISTITUZIONI AMERICANE, RICEVIAMO SEMPRE DATI FRUTTO DELLA FANTASIA, CHIAMIAMOLI TAROCCATI !!![..] GIOVEDÌ, 09 SETTEMBRE 2010 INITIAL CLAIMS: MAGIE DI ALTRI TEMPI! UPDATE: Sabato mattina verrà inviato a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro viaggio il post "dedicato" dal titolo [..]

Scritto il 11 settembre 2010 at 10:10

Ho ricevuto il Tuo nuovo, magistrale lavoro, Grazie!" Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine. "Già…e la mia mente mi ha condotta qui…oggi Vi assillerò con intense poesie, fonte inesauribile di "ricchezza"…" Le impronte della storia"Impronte di storia.Impronte di storiaviaggiano fino a noiper insegnare ad amarcioltre le guerre senza sensoe una tasca d'umiltàcucita a vestiti d'inquietudine.Vite avvolte da misteri e ricchezzeraccontano le loro veritànell'umile giacigliodi una panca di debolezzatrasportata da guerrieri senza dimora.Non ripetiamo gli sbaglicommessi nella storiama cerchiamo di vederele cose giuste per noie per il nostro domani.Trasmettiamo i nostri valorialle future generazioniaffinchè un domanici sia un sorriso in piùfra le strade amaredi un incerto destino.  http://maxilpoeta.splinder.comp.s i testi sono integrali, ho modificato solo le foto.

utente anonimo
Scritto il 11 settembre 2010 at 21:09

i maghi o druidi finanzieri eh?  grava gente.  ne abbiamo uno anche in italia. lo chiamano giulio tremorti.   ora non basta tutte le balle che ci raccontano dalla mattina alla sera, quello schifo di tg nazionali, più tutti ma tutti i giornali italiani. come se questo non bastasse, ora tremonti grazie ale idee di quel falso venduto ( ma era prevedibile) di mario monti, ci han venduto quel che resta della sovranità politica.  quella monetaria ce l'ha fottuta prodi anni fà col trattato di maastricht e le sue follie. manco ha avuto il prode mortadella la compiacenza di farci fare un referendum se eravamo d'accordo.  ci han fottuti tutti e morta li', tutti zitti.  non rompete le palle pecoroni.  ora x completare l'opera il tremonti ci svende la sovranità di decidere quale  politica industriale   il paese italia decide di intraprendere.  no no cari miei.ora roma non deciderà più nulla..  deciderà tutto bruxelles.  e voi beoti italiani state zitti e ubbidite.  eehh  è l'europa che ce lo chiede.  nno dicono sempre cosi' alla tv i nostri zerbini politichetti?  leggete qualche riga qui. Ecco gli otto punti dello statista di Sondrio: «1) la competizione con i giganti; 2) il costo delle regole; 3) il Sud; 4) il nucleare; 5) il rapporto capitale-lavoro; 6) il fisco; 7) il federalismo fiscale; 8) il capitale umano, cioè ricerca scientifica e istruzione tecnica». Vediamoli uno per uno.  1) la competizione con i giganti. Tremonti sostiene che l’Europa come blocco continentale sarà il luogo della vocazione e della decisione politica naturale in cui si giocherà il futuro dell’Italia. A prima vista una banalità che qualunque politico ripeterebbe, anche con fondate ragioni. In realtà c’è una questione più insidiosa. Tremonti rivela un’ulteriore recente trasformazione dell’Europa, avvenuta all’insaputa dei suoi cittadini. C’è una mutazione della sovranità e dei meccanismi decisionali, con più potere sottratto ai parlamenti nazionali a favore di un nuovo costrutto comunitario nel quale gli Stati giocheranno tutte le loro carte e i loro “do ut des”. Svanirà l’usuale mercato delle vacche che si estenua sulle piccinerie, ma sarà sostituito da una negoziazione che prenderà decisioni più elitarie, più strategiche e dalle conseguenze durature e rigide. La scelta nucleare, come vedremo si inquadra in questa nuova situazione.   2) il costo delle regole. Ricordate il Tremonti di due anni fa, il Tremonti anti-“mercatista” (parola sua), quando agli esordi della Grande Crisi lasciava il cerino del liberismo in mano alle sinistre? Tremonti è come una carta moschicida che cattura i concetti del momento, anche i più contraddittori. Ora riesce chissà come ad abbinare la sua fase antithatcheriana e quasi no global a un rinnovato entusiasmo per un laissez-faire vecchio come il cucco, che imbelletta con slogan: «stop regulation, less regulation, better regulation». E così siamo a posto. Dietro al solito programma della deregolamentazione, Tremonti vellica gli appetiti del suo blocco sociale di riferimento, parassitario, speculativo, orientato a consumare il territorio. Tremonti ha in fondo catturato lo spirito del tempo. Pochi giorni dopo l’intervista veniva ucciso Angelo Vassallo ( http://www.megachipdue.info/tematiche/kill-pil/4505-caso-vassallo-perche-si-ammazza-un-nuovo-tipo-di-politico.html ) , un sindaco simbolo del buon uso delle regole, mentre la Federmeccanica disdettava il contratto ( http://www.megachipdue.info/tematiche/fondata-sul-lavoro/4508-il-diktat-di-marchionne-federmeccanica-disdetta-il-contratto.html ) nazionale dei metalmeccanici, un’altra regolamentazione insopportabile per il blocco sociale leghista-tremontiano. Il liberismo si ripresenta con la faccia delle locuste e con i salari sotto tiro. Tremonti aspira a essere il garante di questo nuovo e precario equilibrio, senza reali opposizioni all’altezza.  3) Il Sud. Sulla necessità di superare il dualismo dell’Italia Tremonti inserisce il pilota automatico ed estrae un’impressionante sequela di frasi fatte, vuote come un appartamento sfitto. Idee non pervenute.  4) Il nucleare. Qui Tremonti supera se stesso. Riduce la complessa questione energetica italiana ed europea all’infima porzione di energia elettrica producibile – fra molti anni e dopo immani investimenti – con le tecnologie nucleari obsolete che ci sbologneranno i francesi. Siccome non credo che Giulio Tremonti non abbia mai sentito parlare di energie rinnovabili, torno un attimo alla casella iniziale, quella del blocco europeo: è lì che l’Italia tremontiana può fare questo costosissimo favore a Parigi in cambio di chissà quale indulgenza di Sarkozy sui nostri vizi, qualora altri stati avessero qualcosa da dire. Ha buoni maestri, Giulio: il Mussolini che voleva spendere «qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo delle trattative», o il Berlusconi che per compensare altre infedeltà sgradite a Washington è subito pronto ad aggiungere soldati per le guerre della Casa Bianca. Il nucleare tremontiano produrrà pochi megawatt, molti lucrosi appalti per cricche, soldi facili per Parigi, e dividendi di potere senza buoni effetti sull’interesse nazionale. Non parlo del rischio ambientale.   5) il rapporto capitale-lavoro. Tremonti vuole la fine dei contratti nazionali. Vuole far giocare l’Italia non nel campionato dell’innovazione, ma in quello della competizione basata sui ribassi salariali. Quale territorio – sia esso una regione, o l’Italia tutta, o il blocco continentale europeo – potrebbe mai vincere su questo terreno? Quale prospettiva c’è, se il salario medio mensile di un operaio tessile cinese è 60 dollari? Forse converrebbe un’altra strada. Ma Tremonti in realtà quella strada non la sa. Non gli basta scrivere i suoi libri apodittici e anticinesi per dare una prospettiva. Va detto che lui almeno li ha scritti. Veltroni, per dire, ha scritto una cianfrusaglia di 68 pagine: “Quando cade l'acrobata, entrano i clown”. Andiamo bene.  6) Il fisco. Lo stesso fabbricante degli “scudi” che hanno fatto felici i commercialisti delle mafie annuncia un «cantiere della riforma fiscale». Fa come quelli che risolvono i problemi istituendo una commissione. Lui apre “un cantiere”, fino ad essere così spudorato da proclamare il “favor” fiscale per famiglia, lavoro, ricerca, cioè esattamente le realtà più massacrate da Tremonti. 7) Il federalismo fiscale. Tremonti ne fa una questione di efficienza differenziata, in combinazione con la fine dei contratti nazionali. È un disegno in grado di spaccare definitivamente il paese, non senza aver prima moltiplicato i centri di costo delle burocrazie centralistiche regionali. Anche questa non è vera strategia. È moneta di scambio con un puntello del suo blocco sociale e di potere, la Lega Nord, una moneta maneggiata con agghiacciante disinvoltura.  8) Il capitale umano, cioè ricerca scientifica e istruzione tecnica. Anche qui, niente idee, niente di niente. Solo che nel frattempo i tagli fanno scempio di insegnanti, studenti, famiglie e ricercatori.  Giulio Tremonti è dunque questo. Esprime un coacervo di attrezzi concettuali contradditori usati allo scopo di sostenere il suo ruolo di curatore fallimentare della Seconda Repubblica, forse dell’Unità d’Italia. Dietro le sue parole altisonanti c’è in realtà un obiettivo più simile a quello che perseguiva un altro Giulio, il meno funambolico Andreotti: «tirare a campare». Negli anni di Giulio Andreotti, un ventennio fa, in nome della sopravvivenza di un blocco si potere si dilapidarono in pochi anni risorse immense, confluite nel debito che abbiamo ancora in groppa. Gli anni di Giulio Tremonti sono l’amministrazione del declino dell’Italia, con l’obiettivo di sacrificare qualsiasi cosa, e con qualsiasi alleanza, purché sopravviva il blocco d’interessi – di censo e di territori – su cui fa perno. L’opposizione presente nelle istituzioni non ha un pensiero alternativo. Rovesciare quegli otto punti, i loro vuoti, le loro illusioni e le loro ingiustizie, con un programma politico radicalmente alternativo: è il primo compito di chi voglia fare politica in modo sensato, oggi in Italia.Pino Cabrasintero articolo è qui.  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7432bye     DORF

Scritto il 12 settembre 2010 at 20:21

Un invito, ad un atto concreto di solidarietàhttp://www.unicef.it/pakistanMa anche ad una riflessione su questoPoplazione del Pakistan nel 2010 il grafico si aggiorna a 180 milioni di persone.

Scritto il 12 settembre 2010 at 20:21

Un invito, ad un atto concreto di solidarietàhttp://www.unicef.it/pakistanMa anche ad una riflessione su questoPoplazione del Pakistan nel 2010 il grafico si aggiorna a 180 milioni di persone.

Scritto il 12 settembre 2010 at 20:21

Un invito, ad un atto concreto di solidarietàhttp://www.unicef.it/pakistanMa anche ad una riflessione su questoPoplazione del Pakistan nel 2010 il grafico si aggiorna a 180 milioni di persone.

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