TEMPI DIFFICILI! ( appunti di FINANZA SOLIDALE )

Scritto il alle 07:40 da icebergfinanza

« «Ora quello che voglio sono i Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. Solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient’altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli e con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, Signori!» »

Charles Dickens in " Tempi difficili "

Per i navigatori di lunga data, questa definizione non è una novità, ne abbiamo già parlato in un precedente post ma la "Sindrome generale di adattamento" è la migliore espressione per descrivere la risposta automatica, inconsapevole e sistemica dei mercati a qualsiasi tipo di stress, anche a quelli che normalmente vengono ritenuti piacevoli e utili.

Come ci raccontò Bill " questa fase è caratterizzata, tra le altre cose, dalla liberazione di beta endorfine (migliaia di volte più affini ai recettori della morfina, della morfina stessa) che ci permettono di andare "fuori giri" senza che ce ne accorgiamo, provocando un danno enorme che si evidenzierà nella fase successiva, quella di "esaurimento" e la fase di esaurimento non è molto lontana, non è affatto lontana.

I farmaci, in generale, contribuiscono a mantenere il più a lungo possibile questa seconda fase, nascondendo al cervello la reale situazione ecco quanto stà accadendo in questo momento storico, Ma alla fine (esaurimento) si chiede il conto, gli interessi sono altissimi ed il risultato può essere devastante.

La Sindrome Generale di Adattamento rappresenta inizialmente un sistema per proteggere e stimolare l’organismo a "lottare o fuggire" davanti ad una situazione stressante.

Selye distinse la Sindrome Generale di Adattamento in tre fasi:

La prima fase detta "allarme" attivata dalla presenza dello stimolo ambientale (positivo o negativo) potrebbe tranquillamente essere paragonata a quanto successo in questo anno di navigazione, crisi immobiliare, crisi finanziaria e recessione economica in atto. La seconda fase detta "resistenza", è di estrema importanza, poiché mette in atto un complesso programma, sia biologico che comportamentale, che sostiene la risposta agli stimoli ambientali, con l’attivazione di una complessa risposta ormonale che ci aiuta inizialmente a resistere all’interazione con gli stimoli ambientali.

La fase di resistenza è ben evidenziata dalla reazione avuta dai mercati in corrispondenza con la sensazione e talvolta la certezza che il sistema finanziario non può assolutamente fallire, la sensazione che nessuna recessione sia presente nella realtà dei dati macroeconomici e che sempre e comunque la socializzazione delle perdite risolva ogni ragionevole dubbio.

Uno stato emotivo che passa dalla più nera depressione alla più illusoria esaltazione.

Infine per concludere resta la terza fase ovvero l’ "esaurimento" che rappresenta, purtroppo, il fallimento dei tentativi attuati dai meccanismi difensivi per realizzare una risposta adeguata agli stimoli ambientali.

Questa fase determina inconsapevoli alterazioni permanenti. L’organismo perde la capacità di adattarsi in modo funzionale agli stimoli ambientali, mantenendo una risposta ormai inadeguata che predispone allo sviluppo di malattie anche croniche, che possono interessare sia la sfera fisica che psicologica.

Non mi avventuro in  problematiche visioni di come, quando e dove avverrà la terza fase, ma non vi è alcun dubbio che il sistema e la fase di resistenza presuppongono l’esistenza di un stimolo atto a riprendere il cammino di un capitalismo mercatista, che ha come unico obiettivo la crescita infinita, la crescita dei profitti e dei consumi.

Non posso fare a meno di sottolineare che, forse, un elemento positivo stà emergendo da questa crisi, ovvero il tramonto di un’ideologia, quella mercatista, spesso alimentata dal laissez faire delle banche centrali, un’ideologia demenziale, figlia di quel pensiero spesso unico volto alla realizzazione del massimo risultato possibile senza rispetto per l’ambiente, la società, l’Umanità in generale. 

Ecco che all’improvviso sembra riaprirsi uno spiraglio di luce nella favola delle Monolines, circoscritta quanto si vuole, ma una tenue luce fuoriesce da un muro di nebbia, un business fallito, tenuto in piedi per un presunto rischio sistemico……

CIFG Guaranty, the bond insurer that lost its AAA ratings in March, was downgraded to below investment grade by Moody’s Investors Service, which said the company may become insolvent.

The ratings were cut seven levels to Ba2, two steps below investment grade, from A1 to reflect “the high likelihood that, absent material developments, the firm will fail minimum regulatory capital requirements,” Moody’s said in a statement. (…)

“CIFG demonstrates the cliff-like nature of these events,” said Thomas Priore, chief executive officer of hedge fund Institutional Credit Partners LLC in New York. “Depending on the language in the credit-default swap, it can set off a chain of events that creates a complete unwind of the company.” Bloomberg.com.

Home Depot una eccellente cartina tornasole reale e non virtuale ci comunica che……

"The housing and home-improvement markets remained difficult in the first quarter. In fact, conditions worsened in many areas of the country," Chairman and Chief Executive Frank Blake said.

Siamo nell’occhio del ciclone o meglio vi stiamo per entrare, in molti Stati americani la situazione è di reale difficoltà.

Se infine volete farvi un bagno di realismo, andate a vedere l’indice di riferimento della maggior area industriale del paese quella Chicago dove l’attività economica  rallenta ad aprile in un movimento generale, un indice che la Federal Reserve di Chicago, che ci dice essere sceso a -1,17 in peggioramento rispetto al -0,98 di marzo, e sorpresa, sorpresa rivisto dallo 0,78 della lettura originale.

Questo dovrebbe dare un senso alle revisioni, in un’economia in recessione, le revisioni sono la bocca della verità, peccato che un mercato in piena fase di " resistenza " non sia in grado di incorporarne le aspettative future, per raggiungere un grado di consapevolezza affidabile, ma si sa oggi la consapevolezza è assente, chiunque comprese le banche centrali non è stato in grado di comprendere l’incredibile sequenza negativa correlata di una combinazione di crisi assolutamente epocali.

E’ da agosto dell’anno scorso che l’indice generale risulta negativo, ma qualcuno continua a sostenere che i fondamentali sono solidi.

Sapete come si chiamano in sigla in America le linee di credito con garanzia il patrimonio netto di un’abitazione? HELOCs, ebbene quelle linee stanno letteralmente scomparendo nel lessico degli affidamenti finanziari!

Aggiungo solo un’importante riflessione relativa all’indebitamento insostenibile, paradigma di questo tempo che troverete su Mynianville dal titolo …… DEBT,_DILUTION,_DEFAULT_&_DENIAL!

Come noi tutti sappiamo, il debito se non consapevole è come un droga, se usato correttamente, può aiutare il " malato " a migliorare il suo livello di vita, se abusato può provocare tossicodipendenza e disperazione.

In America secondo l’articolo in questione, e questa non è una novità, l’uso del debito è diventato così diffuso e incredibilmente abusato che ora ci troviamo in una brutta situazione.

La diluizione non è riservata solo al settore subprime ma si identifica in ogni parte del mercato del credito, come abbiamo più volte visto, Alt-A loans, prime loans, auto & motorcycle loans, student loans, LBO, MuniBonds, in sostanza ogni potenziale default che i media dichiarano circoscritto, come in fondo era cirscoscritto il fenomeno subprime, la crisi del credito, il loro contagio, la recessione economia e così via. Senza dimenticare ovviamente le carte di credito.

IS_THE_FUTURE_IN_PLASTIC!

Ed infine per tutti coloro che tengono a dimenticarsi del Credit Default Swap date un’occhiata QUI!

Ricordate il CRE, Commercial Real Estate, con quanta enfasi ne abbiamo seguito le sorti, ebbene oggi la situazione è questa:

Moody’s said prices of retail properties have dropped 5.7 percent from their peak in 2007, compared with declines of 3.4 percent for apartment buildings and 2.3 percent for industrial real estate, respectively. Office property prices are down 2 percent from their peak, according to quarterly data.

On a monthly basis, commercial property prices fell 2.3 percent in March, the most since Moody’s began collecting the data in 2000. ( Bloomberg )

Un’altra primavera, un’altra crisi!

Anche se, una tenue luce si intravede nella desolata California….

Southern California home sales surged last month to the highest level since August as bargain shoppers took advantage of price slashing. Although some higher-end costal markets also posted gains, the swell in transactions mainly reflects more sales of homes under $500,000 in inland areas where depreciation and foreclosures have been greatest, a real estate information service reported.

A total of 15,615 new and resale houses and condos sold in Los Angeles, Riverside, San Diego, Ventura, San Bernardino and Orange counties in April. That was up 21.9 percent from 12,808 the previous month but down 19 percent from 19,269 in April last year, according to DataQuick Information Systems.

Un buon segnale, dove la crisi è più intensa, dove i prezzi sono crolalti e le foreclosures ai massimi, torna la speranza di una ripresa questo a testimoniare che Icebergfinanza ogni qualvolta intravede una luce la condivide con i suoi lettori.

In sintesi un effetto domino in un’economia altamente correlata, un impero fondato sulle sabbie mobili, quello del debito.

Le ricapitalizzazioni stanno diluendo i capitali e le partecipazioni, alcune di esse hanno perso oltre il 50 % sino all’ 80 % della loro capitalizzazione. Talvolta per sopravvivere si mette la polvere sotto il tappeto del terzo livello e si continua ad erogare dividendi impossibili, salvo poi correre a richiedere capitali al mercato magari concedendo tassi da paesi emergenti, in sostanza si vive sopra le reali possibilità.

Questo è un mondo malato, una tossicodipendenza cronica da illusione collettiva, ma non tutto è così, esiste un mondo dove la consapevolezza è di casa, la responsabilità verso gli altri figlia dell’attenzione per i più deboli.

Per il resto come molti lettori mi chiedono non so quando questa crisi vedrà il suo triste epilogo, non sò se domani, tra sei mesi o il prossimo anno, vi sono così tanti stimoli monetari, mediatici, olimpionici e presidenziali che la mia paura è che questa fase di resistenza si trasformi in una potenziale e reale bomba inflativa!

Ciò che ho scritto nel precedente post in riferimento all’inflazione ed in particolare alle pieghe nascoste del Philadelphia Index e dell’Empire Manifacturing di New York avrebbe dovuto mettervi al riparo dalla sorpresa dell’impatto " core " sui prezzi alla produzione, una pressione costante, inevitabile, che solo la magia di modelli di rilevamento demenziali possono negare.

Le pressioni inflazionistiche sono reali, prima o poi le aziende per mantenere i margini avrebbero trasferito i costi delle materie prime direttamente ai prodotti, molte aziende lo stanno dichiarando apertamente e la scelta è decisiva qui ed ora.

"From April 2007 to April 2008, finished goods prices rose 6.5%, finished energy goods index advanced 17.5%, (finished goods less foods and energy increased 3.0%), and the index for finished consumer foods climbed 5.2%.  For the 12 months ended April 2008, prices received by manufacturers of intermediate goods advanced 10.5%, and the crude goods index jumped 34.3%."  from BLS.

Tempi difficili, tempi da stregoneria contabile!

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O si rischia aumentando i prezzi e quindi seminando il fantasma di una possibile inflazione che potrebbe essere accompagnata da una crisi dei consumi e dell’occupazione e quindi convertita successivamente in deflazione, oppure le aziende riducono i margini e i mercati si adeguano ad un orizzonte di nuovi e possibili profitwarning!

A proposito di occupazione non perdetevi questo post….

We’ve all seen those league tables of asset writedowns and credit losses taken by firms since the beginning of last year. The numbers are quite incredible.

But we thought it would be interesting to work out just how much in writedowns and credit losses firms have written off per wholesale banking employee. Detailed below are our amazing findings:

AN_INCREDIBLE_LEAGUE_TABLE.

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Credit Crunch in Context

Se poi in giro trovate ancora qualcuno tra i media e gli analisti "non filosofi" che vi sussurra che in fondo gli utili della Corporate americana sono ancora in buona salute nonostante tutto, ditegli di sotrarre gli utili derivanti dalla maledizione nera, maledizione di sangue, quel petrolio che complessivamente ha fatto volare Exxon, Chevron e ConocoPhillips e che senza i 70 miliardi di dollari di queste compagnie i profitti complessivi dello S&P500 sarebbero da ricondurre al lontano 1998( corretto ). Il 50 % di questi profitti provengono dalle " tre sorelle " altrimenti nel complesso di tratterebbe di " profit recession "

Ve l’hanno detto questo i Vostri analisti, oppure ogni giorno vi raccontano che i profitti sono un pò meglio di quando andava peggio!

Cosa stanno scontando i mercati, semplicemente nulla, stanno attuando la fase della resistenza, la fase che precede l’esaurimento.

Un lettore mi ha scritto chiedendomi del LEI, non il Lei, io, ma il Leading Indicator del Conference Board l’ennesima luce in fondo al tunnel!

Ebbene diamo un’occhiata a quale meccanismo ha prodotto questo risultato positivo:

a) aumento delle quotazioni dei mercati azionari 0,16

b) Yield crurve positiva 0,14

c) Incremento dei building permits, ovvero permessi di costruzione 0.13

Ebbene questa è una lettura virtuale, può aumentare certamente la ricchezza azionaria ma è reale, è consolidata o solamente un recupero delle perdite precedenti, sulla curva non mi esprimo, troppe curve al buio davanti a questa crisi, ma l’aumento dei permessi di costruzione, quello proprio, potevano risparmiarcelo.

In sintesi un’indice slegato dall’economia reale quando gli elementi negativi sono …… The negative contributors — beginning with the largest negative contributor — were index of consumer expectations, average weekly manufacturing hours, and manufacturers’ new orders for nondefense capital goods*. Real money supply* held steady in April.

Vorrei infine soffermarmi sulle parole del presidente della Banca Centrale Trichet chiara e limpida sorgente per coloro che vivono della sindrome di Peter Pan, una "perdurante e molto significativa correzione di mercato" è in atto  "Questi sono tempi difficili" ha aggiunto peccato che dall’altra parte dell’Oceano una Fed politicizzata si esprime con " especially appropiate times " in relazione alla raccolta di capitali, ma pur sempre in una visione diametralmente opposta alla BCE!

Tempi difficili ma " TEMPI D’ORO! "  Ora il segnale è confermato non resta che seguire l’evoluzione e chissà che non ci riservi gradite sorprese!

"E’ una correzione perdurante e significativa", ha ripetuto, in sintesi un lampo accecante in fondo al tunnel dell’illusione collettiva!

Un’illusione collettiva devastante, un contagio progressivo che da mesi segnalo, un’epoca di irresponsabile concezione di vita che distrugge anche i sogni dei sotteranei dell’ Umanità, ne siamo responsabili più di quanto ci fà comodo non credere, ne siamo individualmente responsabili in ogni nostro atto di vita quotidiano, ognuno di noi può fare qualcosa anche se piccola, ogni goccia forma un oceano, un oceano di devastante consapevolezza che porta al cambiamento, lento, difficile, utopico se vogliamo, ma inesorabile.

Ecco che gli amici di FINANSOL sanno guardare dentro i risvolti di questa crisi…….

La Grameen Bank e la crisi agroalimentare

yunus_interview2_photo.jpgDa tempo seguiamo con una certa attenzione – e non potrebbe essere altrimenti – le vicende della Grameen Bank e del suo fondatore.
In particolare
segnalammo il 19 Febbraio u.s. l’inizio delle attività di una filiale pilota della Grameen Bank aperta a New York; il Financial Times del 6 Maggio ci aggiorna con alcune nuove informazioni: l’iniziativa va abbastanza bene, almeno per quanto riguarda questo periodo di avviamento.

Da Gennaio ad oggi sono stati concessi 170 prestiti, per un totale di più di 390.000 dollari, con una media quindi di circa 2300 dollari per prestito. La banca ha avuto nell’ultimo periodo diverse richieste per l’apertura di filiali in altre città degli Stati Uniti, inclusa New Orleans, città che fa fatica a riprendersi dalle conseguenze dell’uragano Katrina del 2005. Per una valutazione più precisa sull’andamento dell’iniziativa bisognerà comunque attendere ancora parecchio.

Contemporaneamente Junus ha rilasciato alla stampa delle dichiarazioni preoccupate sulle conseguenze della crisi agricola per quanto riguarda lo sviluppo delle attività di microcredito nel mondo. Ricordiamo a questo proposito che la Grameen Bank presta direttamente del denaro a circa 8 milioni di persone e indirettamente, attraverso il supporto ad altre istituzioni finanziarie dello stesso tipo, ad altri 3 milioni ed oltre. Leggendo le dichiarazioni di Junus, si avverte che le conseguenze dell’incremento dei prezzi agricoli potrebbero diventare rilevanti in molti dei 38 paesi nei quali la banca ormai opera ed, in particolare, in quelli dove essa ha sviluppato le maggiori attività, dal Bangladesh, all’India, alle Filippine.
I poveri di tali stati usano gran parte del loro reddito per comprare del cibo e lo sforzo per pagare le rate settimanali dei prestiti ottenuti a suo tempo dalla banca diventa sempre più impegnativo. Lo stesso istituto non ha ancora sofferto per il momento del problema, dato che le rate dei prestiti vengono ancora pagate regolarmente, ma ci sono le premesse, nonché i primi segni, per future difficoltà, potenzialmente anche importanti.

Ecco perchè la responsabilità di un capitalismo mercatista è assoluta nei confronti dell’Umanità, ma in fondo in un mondo virtuale si può appicare un incendio ed essere ricompensati con un trattamento di fine rapporto di milioni di dollari.

Infine un’altro articolo degli amici di Finansol una nuova concezione di finanza alternativa dove i progetti, le idee e le persone contano davvero.

Oggi nella realtà italiana esiste ancora un luogo dove questo concetto resiste alla radice della cultura finanziaria e sono le banche di credito cooperativo, la centralità del socio è il principio cardine del movimento cooperativo. È sempre stato così, fin dalla nascita della prima forma di cooperazione sperimentata al mondo, la «Rochdale Society Equitable Pioniers».
I principi fondamentali elaborati dai pionieri di Rochdale si ricollegano a quelli promossi da Friedrich Wilhelm Raiffeisen, che in un paese della Renania realizzò la prima «cassa sociale di credito».

Oggi la realtà è profondamente cambiata, si potrà obiettare quanto si vuole, sempre banche sono, ma perlomeno molto di più di altre al servizio del territorio e al servizio della comunità.

Se la banca nasce con l’obiettivo di non fare profitto

logga.gifE’ appena uscito “Quando le persone contano davvero. Percorsi di finanza critica e solidale”, l’ultimo libro edito dalla Comunità fiorentina delle Piagge con all’interno interventi, tra gli altri, di Serge Latouche, Alex Zanotelli, Giulio Marcon, Alessandro Messina, Andrea Di Stefano, Fabrizia Paloscia (per informazioni e richieste scrivete a edizionipiagge [at] altracitta.org).

Il testo è curato dal Fondo Etico e Sociale fondato proprio alle Piagge con alcune caratteristiche peculiari: dalla piccola dimensione dell’esperienza al forte radicamento sul territorio; dalla mutualità alla parità effettiva dei soci fino ad arrivare all’elemento fondamentale della mancata richiesta di interessi sui prestiti. Un aspetto, quest’ultimo, utile a fuggire dalla speculazione sui bisogni altrui, da quella rendita parassitaria che deriva dalla moltiplicazione del denaro grazie al meccanismo dell’interesse; il Fondo Etico sperimenta così un modo di scollegare la funzione sociale del credito dall’arricchimento fine a se stesso.

E proprio ieri sera Report ha presentato nella sezione Good news un’esperienza molto simile per principi e filosofia d’azione. Si tratta della banca svedese JAK, un acronimo che sta per Jord Arbete Kapital, ovvero Terra Lavoro Capitale. Pubblichiamo il link al testo integrale del servizio (Senza Interessi, la Goodnews di Giorgio Simonetti), con un po’ di rammarico per quello che avrebbe potuto nascere anche nel nostro paese e che invece ha preso un’altra direzione.

Un consiglio se posso. seguite gli amici di FINANSOL una bella realtà che vi guiderà attraverso la scoperta di un mondo alternativo, una finanza sociale al servizio dell’uomo.

 

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14 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 11:03

Mi permetto di proporre questo pezzo di Eliot.

UN MONDO PERFETTO

“Non dovrei aver bisogno di ripetere che tra il fine ultimo dell’uomo di Chiesa (il cristiano n.d.r.) e gli scopi del riformatore laico vi è molta distanza. Finchè il laico ha di mira una vera giustizia sociale, i suoi scopi devono rientrare in quelli dell’uomo di Chiesa. Ma uno dei motivi che mi pare rendano più facile il destino del riformatore laico, o del rivoluzionario, è questo: che in genere egli considera i mali del mondo come qualche cosa di esterno alla sua persona. O li immagina come completamente impersonali, suscettibili cioè di essere eliminati cambiando soltanto il “sistema”, oppure, se un male congenito esiste, è sempre congenito negli altri – in una classe, in una razza, negli uomini politici, nei banchieri, nei fabbricanti d’armi e così via – mai in lui stesso. Vi sono delle eccezioni, s’intende, ma appunto in quanto un uomo comprende la necessità di convertire se stesso oltre che il mondo, egli si avvicina al punto di vista religioso. Tuttavia la possibilità di semplificare le questioni in maniera da vedere soltanto, ben in risalto, la figura del nemico esterno, è per la maggior parte di persone causa di grande godimento: conferisce quell’occhio brillante, quel passo elastico, che si accordano così bene con le divise di partito. E’un godimento, questo, a cui il cristiano deve rinunziare, poiché nasce da uno stimolante artificiale che non può che avere conseguenze nocive. Genera l’orgoglio individuale e collettivo, e l’orgoglio crea la sua propria rovina. Solamente nell’umiltà, nella carità e nella purezza – soprattutto nell’umiltà – possiamo disporci a ricevere la grazia di Dio, senza la quale le azioni degli uomini restano vane”.

T.S. Eliot, L’idea di una società cristiana (1939).

Nel blog spesso si parla di una nuova società, di un’economia diversa di una finanza a servizio dell’uomo. Concordo, ma a mio avviso ciò può essere solamente se si ha chiaro il fatto che “i mali del mondo non sono qualche cosa di esterno alla persona”. Potrebbero fallire tutte le banche del mondo, ma se non cambiamo prima noi stessi, il sistema rinascere uguale se non peggiore (Orwell ne “La fattoria degli animali” insegna).

Per questo preferisco parlare di realtà piuttosto che di utopia.

Try

Da Wikipedia

Per utopia (pron. utopìa) si intende un progetto apparentemente irrealizzabile basato su dei principi giudicati universalmente giusti. L’utopista è colui che non vuole basare le sue preferenze e le sue scelte ideologiche partendo dallo studio della realtà e della più probabile realizzabilità, ma decide di voler seguire un ideale che ritiene giusto pur sapendo che questo ideale resterà irrealizzato.

Il termine realtà deriva dal latino res, ovvero un oggetto materiale.[1] Tale concetto si contrappone all’idea latina di abstracta (quidquid credat intellectus de rei veritate = ciò che l’intelletto crede circa la verità della cosa).
L’etimologia mostra subito quale siano i problemi e le relazioni con altri termini fondamentali della filosofia: “essere” e “verità”. La relazione con questi altri termini è essenziale per la comprensione del concetto stesso di “realtà”.
In prima istanza il concetto di realtà è intrinsecamente legato all’ontologia, cioè alla disciplina filosofica che si occupa di ciò che esiste.

Scritto il 21 maggio 2008 at 11:26

Caro Try ecco perchè un blog o internet non è il luogo adatto a farsi comprendere………..

questo l’ho lasciato ieri nei commenti…..

Non importa come dove e quando arriverà questa crisi, importa solo che ognuno di noi senta dentro di se la responsabilità nella quotidianità perchè il cambiamento nasce da noi, un giorno ognuno di noi dovrà rendere conto dell’Amore negato, di un sorriso negato, di una parola negata, di un abbraccio negato, di tutti i giorni della nostra vita passati invano.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 11:36

caro andrea,, ma cosa intendi con :
(((Non importa come dove e quando arriverà questa crisi, importa solo che ognuno di noi senta dentro di se la responsabilità nella quotidianità perchè il cambiamento nasce da noi, un giorno ognuno di noi dovrà rendere conto dell’Amore negato, di un sorriso negato, di una parola negata, di un abbraccio negato, di tutti i giorni della nostra vita passati invano.))) ???

potresti essere piu esplicito? mi metti paura.

Giovanni.

Scritto il 21 maggio 2008 at 11:43

Cao Giovanni, ” Ciò che ognuno di noi semina, prima o poi raccoglie! ” nessuna paura alla sera della Vita ciò che conta è avere Amato!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 13:06

Insomma vuol dire che moriremo in molti.

Questo spiega le tue parole. :-((
Giovanni

Scritto il 21 maggio 2008 at 13:22

USA: INDICE MUTUI-CASA -7,8%; RIFINANZIAMENTI -8,7%

(ANSA) – ROMA, 21 MAG – L’indice delle richieste di mutuo
ipotecario negli Usa ha segnato un deciso calo la scorsa
settimana, per via dell’aumento dei tassi sui prestiti.
L’indice generale e’ sceso del 7,8% a quota 621,6.
Nel dettaglio, le domande di rifinanziamento sono diminuite
dell’8,7% e le richieste per l’effettivo acquisto di un
immobile sono calate del 6,9% posizionandosi a ridosso dei
minimi degli ultimi cinque anni.
Il tasso medio su un mutuo trentennale e’ salito al 5,90% dal
5,82% della settimana precedente.(ANSA).

Tutto tranquillo, nessuna novità!

Scritto il 21 maggio 2008 at 13:27

(ANSA) – NEW YORK, 20 mag – L’amministratore delegato di Aig, Martin Sullivan, ha annunciato che la società taglierà i costi e cederà le attività non core per cercare di rilanciare la società, che ha registrato forti perdite in seguito alla crisi legata ai mutui subprime. “Nulla nel nostro portafoglio è sacrosanto”, spiega Sullivan, precisando che comunque Aig investirà per crescere in alcuni settori. L’aumento di capitale da 20 miliardi – ha aggiunto – consentirà ad Aig proprio di investire e crescere”. La strategia che Aig intende perseguire è crescere in alcune aree del mondo e ampliare le vendite alla esistente base di consumatori.(ANSA).

….l’aumento di capitale servirà per investire e crescere…..la fiducia nel sistema, buon aumento di capitale a tutti!

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 14:41

Visto che siamo in tema etico quanta distanza intercorre tra l Avarizia, intesa come la massima ricerca dell’accaparramento e non divisione delle cose e la Finanza, intesa come ricerca ricerca del massimo ritorno del capitale ?
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 15:31

quindi avevo ragione.
In fondo l’unica soluzione alle tue parole è la morte.

Porka zozza.

Giovanni

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 15:57

Giovanni,
non essere cosi triste la vita e’ bellissima, vi possono essere alti e bassi ma non smettere mai di andare avanti ! Abbi fiducia in te stesso e prova a lasciare dietro di te un mondo migliore di quello che hai trovato…basta anche salutare con un sorriso al posto dei semplici muggiti…su con la vita che gli indici non sono tutto !
Massimo

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 16:34

massimo ma qui si parla che si muopre piu o meno tutti.

E’ tristissimo .

In fondo i numeri non mentono.
La crescita della popolazione umana è stata esponenziale, e verra la correzzione ;-(
mammamia ragazzi.
Io faccio scorta di alimenti… male che vada batto l’inflazione.

Giovanni Preoccupato.

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 17:12

olà,
visto che tra di noi ci sono molti esperti, se proprio vuol scomodarsi il nostro capitano,….posso avere qualche opinione sul rapporto che intercorre tra inflazione e mercati.
mi spiego meglio: se ipoteticamente l’inflazione dovesse arrivare a doppia cifra,come potrebbe reagire la borsa e…..vista l’inflazione degli anni 70,come si è comportata allora?
maat

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2008 at 17:57

Andrea citava il Sofista di Platone, ma è preferibile èlenchos ( dialettica confutatoria) o diairesis ( dialettica “analitica” ) ?
forse meglio la maieutica socratica…(to maieo= fare nascere (la verità) attraverso domande multiple, con “ironia” (to eiron=ricercare (la verità))…Socrate era figlio di un’ostetrica e diceva: attraverso le mie ironiche domande faccio nascere le idee esattamente come mia madre i bambini…)…
perciò domando:
ma la crescita trimestrale tedesca più alta degli ultimi 12 anni, è solo effetto di “trascinamento” ?
e il Baltic e il transportation effervescenti, sono solo carghi strapieni di commodities, in attesa di essere rivendute a prezzi maggiori?
e l’impero del debito, in particolare il sistema dei monoliners, può reggersi anche sui trucchi da saltimbanchi delle ineffabili agenzie di rating ? ( si veda in questi momenti il crollo di Moody’s, dopo che il puritano Financial Times ha dimostrato la FRODE nel calcolo del rating sui CPDO, ennesima orrenda sigla dell’impero del debito, derivati a leva che scommettono su indici sul credito come per es l’ iTraxx ): come fanno ad avere la cristallina tripla A, se rendono più di 200 b.p. sul Libor? ( se poi si pensa che lo stesso Libor è manipolato dalle Moire….)

http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=marketNews&storyID=2008-05-21T160228Z_01_L21909797_RTRIDST_0_MOODY-S-HOT-STOCKS.XML

ad maiora

Gabriel

Scritto il 21 maggio 2008 at 18:31

Per precisazione……..

ust when the world at large has become inured to the stories of the role of rating agency incompetence and complicity in our credit mess comes a bit of news that catches the attention of even the jaded.

Moody’s had a bug in a program used to rate complex debt securities (constant proportional debt obligations, a troubled subsector) in 2006 that led billions to be rated Aaa when they deserved grades as much as four notches lower.

But it gets better:

1. Moody’s became aware of the error in early 2007 but did not mark the paper down to its correct level till 2008 when it was downgrading lots of other subprime paper. In other words, it waited until it could cover its tracks.

2. You have thunk that Moody’s would have noticed the error right away, since issuing artificially high marks should have led to a readily apparent disparity with Standard & Poor’s ratings. So consider this statement from the Financial Times article that is breaking the story (hat tip Steve):

The world’s other major credit agency, Standard and Poor’s, was the first to award triple A status to CPDOs but many investors require ratings from two agencies before they invest so the Moody’s involvement supplied that crucial second rating.

S&P stood by its ratings, saying: “Our model for rating CPDOs was developed independently and, like our other ratings models, was made widely available to the market. We continue to closely monitor the performance of these securities in light of the extreme volatility in CDS prices and may make further adjustments to our assumptions and rating opinions if we think that is appropriate.”

This begs the question that the so-called bug wasn’t a bug at all but a feature, that the model was designed (or tweaked) to produce ratings that conformed with S&P. After all, if an issuer got an AAA from S&P and wanted a second rating from Moody’s, it would kill Moody’s chance of ever rating similar paper for it to issue a markedly lower score.

In other words, while banks have rogue traders, it appears rating agencies have rogue computer models.

From the Financial Times:

Moody’s awarded incorrect triple-A ratings to billions of dollars worth of a type of complex debt product due to a bug in its computer models, a Financial Times investigation has discovered.

Internal Moody’s documents seen by the FT show that some senior staff within the credit agency knew early in 2007 that products rated the previous year had received top-notch triple A ratings and that, after a computer coding error was corrected, their ratings should have been up to four notches lower….

The products were designed for institutional investors. In the recent credit market turmoil, those who still hold the products will have suffered some paper losses while others who have bailed out have lost up to 60 per cent of their investment.

On discovering the error early in 2007, Moody’s corrected the coding glitch and instituted methodology changes. One document seen by the FT says “the impact of our code issue after those improvements in the model is then reduced”. The products remained triple A until January this year when, amid general market declines, they were downgraded several notches.

The comment from Moody’s is particularly sanctimonious:

……it would be inconsistent with Moody’s analytical standards and company policies to change methodologies in an effort to mask errors. The integrity of our ratings and rating methodologies is extremely important to us, and we take seriously the questions raised about European CPDOs. We are therefore conducting a thorough review of this matter.

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