BERNANKE: L’IILUSIONE DI UNA PALLOTTOLA D’ARGENTO!

Scritto il alle 07:17 da icebergfinanza

Venerdi sera, non appena conclusa la lettura dell’intervento di Bernanke a Jackson Hole, il mio sguardo ha ripercorso l’intero discorso, contando quante volte le parole "sembra, potrebbe e sarebbe…" sono apparse.

Certo, il condizionale è d’obbligo in questa crisi epocale, specialmente da parte di colui che ha sbagliato completamente la diagnosi all’inizio di questa crisi, ma quando nel discorso di Bernanke è apparsa la frase "… cadere in deflazione non è un rischio significativo per gli Stati Uniti in questo momento…" un brivido è sceso lungo la schiena, pensando al famoso discorso in cui confidava che il contagio subprime non avrebbe mai debilitato un’economia e un sistema finanziario fondamentalmente solido.

Bernanke ha aggiunto poi che non è un rischio significativo solo in parte, perchè i mercati comprendono che la Federal Reserve sarà vigile e propositiva…rispetto a questo periodo di disinflazione come la chiamano per non fare troppo rumore. 

Per un medico che ha studiato per anni la Grande Depressione e la Lost Decade giapponese, considerato uno dei massimi esperti in materia, aver fallito la diagnosi presuppone l’incertezza sulla validità della cura, dimenticando probabilmente, che una deflazione da debiti, se controllata e monitorata, è probabilmente la medicina naturale migliore per un infarto provocato dal colesterolo del debito e non la malattia assoluta.

Sia ben chiaro alcuni interventi erano necessari nell’immediato, l’intervento chirurgico e e la successiva camera di rianimazione, ma l’evidenza testimonia che si è trattato più che altro di un coma artificiale assistito, in attesa dell’uscita dal lungo sonno.

La politica monetaria sta perdendo tutta la sua efficacia ha sottolineato Roubini, stanno finendo le pallottole, anche se Bernanke parla ancora di armi non convenzionali, interventi monetari non convenzionali.

Un pò come un medico che assiste impotente al fallimento della cura, Bernanke ha cercato di sollevare il morale del paziente, sottolineando si che l’uscita dal coma è rallentata e che la medicina proposta ha avuto un effetto debolmente imprevisto, ma che il prossimo anno e negli anni successivi il paziente guarirà certamente.

Si perchè, probabilmente le aziende torneranno ad investire e i consumatori a consumare, consumatori che il prossimo anno come in una favola ritroveranno il loro lavoro, riavranno la loro casa e verrà loro condonnato tutto il debito pur in presenza di valori immobiliari in caduta libera controllata.

Nel fine settimana Intel è stata chiara, nel terzo trimestre risultati sotto le attese e domanda diminuita oltre le previsioni.

In fondo basta cosi poco per fare felici i pazienti: speravamo che andasse meglio di quello che in realtà non è andato, ma non disperate il prossimo anno sarà tutto diverso, comunque vada sarà un successo.

Dopo aver disegnato il migliore dei mondi possibili per gli utili delle aziende americane, con previsioni paradisiache, dopo averle adagiate se un oceano di liquidità virtuale aggiungo io, che non tiene minimamente conto come abbiamo visto recentemente della nuova esplosione di ricorso ai finanziamenti, la revisione del secondo trimestre della crescita ci dice che la variazione degli utili delle imprese è stata di un miserabile 0,1 % rispetto alle visioni di oltre il 12 % e alla crescita a doppia cifra del primo trimestre.

Affascinante, sarebbe interessante ascoltare cosa ne pensano gli analisti che dipingono per i prossimi mesi e anni, altipiani permanenti di utili sempreverdi, sottolineando come i valori azionari siano fondamentalmente adeguati. Beata innocenza interessata!

Non ho nessuna intenzione di tediarvi con analisi sul rapporto prezzi e utili attesi, ma non ci vuole poi molto a calcolare la traiettoria azionaria nel prossimo decennio perduto. 

Alan Blinder ex vicegovernatore della Federal Reserve sotto Greenspan, dopo aver messo in guardia lo scorso anno dal ripetersi di un revival degli anni 36/37 sottolinea come la banca centrale americana sia priva di munizioni.

In " Ultimo Treno " e " Remake 1936/37 " scrissi che Blinder respingeva la possibilità che il sistema politico americano avendo imparato la lezione potesse far sprofondare il paese in un nuova sindrome giapponese, ma oggi guarda alla paralisi del sistema politico aggiungendo che il decennio perduto si profila come un rischio molto più grande.

Per Blinder la buona notizia è che Bernanke ha ancora delle munizioni, delle opzioni da mettere in campo, ma la cattiva è che quelle più potenti hanno esaurito la loro efficacia.

L’idea che l’acquisto di titoli di Stato e ipotecari abbia compresso i tassi ipotecari è una semplice illusione, lo dimostra la continua depressione immobiliare in atto, testimoniando che la dinamica è stata solo accompagnata ma era inevitabile in una deflazione da debiti. A nessuno interessa comprare casa in una depressione.

Blinder con la nuova liquidità che la banca centrale vuole stampare,  suggerisce di acquistare titoli ipotecari, titoli corporate, prestiti alle piccole imprese, prestiti al consumo, crediti che hanno origine dalle carte di credito  e non del tesoro, no titoli di stato. Ma come abbiamo visto tutto ciò non è servito a nulla o quasi.

Bernanke ha aggiunto anche che la banca centrale potrà ridurre gli interessi riconosciuti alle banche sulle riserve o comunicare in maniera più trasparente e risoluta che non intende aumentare i tassi per molto tempo, ma anche in questo caso non servirà a nulla, le riserve bancarie sono necessarie per ricostituire la base patrimoniale nulla è in eccesso nelle riserve bancarie, nulla e l’economia è in una trappola della liquidità.

Cosa dovrebbe dire Bernanke che il mercato già non sa che i tassi non saliranno ben oltre il 2012… Il mercato obbligazionario che molti ritengono prossimo ad una imponente bolla, sconta nel bund attuale almeno dieci anni senza inflazione, ripeto dieci! A Jackson Hole due economisti econometrici delle univesità di Harvard e Princeton hanno dichiarato che quasi empiricamente studiando il comportamento dell’inflazione e della disoccupazione nelle maggiori crisi storiche, i prossimo anno porterà una riduzione dell’inflazione al punto da dimezzare qualsiasi aspettativa.

Blinder inoltre suggerisce di rendere i tassi negativi sulle riserve come abbiamo già visto altre volte e come ha fatto recentemente la banca centrale svedese cosi le banche piuttosto che perdere soldi preferiscono prestarli, ma la fantasia si scontra con la realtà!

E’ demenziale credere di rimettere in circolo liquidità a debito nella più imponente orgia del debito mai conosciuta dalla storia, le banche hanno paura di fare credito e i consumatori hanno paura di contrarlo.

Chi invece lo prenderebbe volentieri sono gli speculatori che indebitandosi a tasso zero lo investirebbero a lungo termine in onore della deflazione altro che inflazione o in qualche altro investimento alimentando inflazione virtuale nelle materie prime.

Questo grafico dimostra più di mille parole il completo fallimento delle politiche di allentamento quantitativo giapponesi, la discesa della richiesta di credito, nonostante la massiccia dose di liquidità immessa. 

qe11 QUANTITATIVE EASING: THE GREATEST MONETARY NON EVENT

Come ho più volte sottolineato il peccato originale che ha portato al decennio perduto giapponese, non è stato tanto quello di fornire credito illimitato subito al sistema, quanto quello di riconoscere il fallimento di una buona parte del sistema finanziario prorogando un’agonia che in realtà ha prodotto il sequestro dell’intera economia.

Oggi in America sta accadendo lo stesso, l’idea che il fallimento di una banca possa provocare il fallimento dell’intera economia è assolutamente demenziale, la nazionalizzazione è l’unica soluzione, per cancellare questo azzardo morale.

Blinder inoltre si spinge con la fantasia e la creatività proverbiale dei momenti di panico a consigliare di ridurre gli accantonamenti sulle perdite future, per stimolare il credito, in fondo le famose armi non convenzionali di Bernanke saranno anch’esse frutto della fantasia di un sistema che ormai non vede altro che una soluzione, debito, debito e ancora debito, per combattere il debito.

Invece la deflazione da debiti è la cura, la malattia è l’eccesso di debito! Trichet ha ribadito a Jackson Hole che la cura è la sobrietà distinguendosi nettamente dalle politiche monetarie americane.

Non ho idea se ci troviamo di fronte ad un periodo di indebitamento strutturale o ciclico, ma la disputa accademica tra stimoli fiscali e controllo della spesa, sembra non trovare via di mezzo.

La revisione del PIL per il secondo trimestre è stata meglio delle attese, ormai tutto è meglio delle attese, quando non si tratta di immobiliare, ma al di la di quello che è stato anche le attese per il prossimo trimestre sono demenziali per una crescita intorno al 2,5 %.

La discesa al 1,6 % è stata rallentata dagli investimenti residenziali, dai consumi, dalla spesa pubblica e federale, dagli investimenti delle imprese e dalla riduzione del fattore scorte.

Quali di questi fattori aiuterà ancora la crescita nel terzo trimestre? Nessuno, risottolineo nessuno!

Gli investimenti immobiliari sono depressi, gli stimoli fiscali in via di estinzione, Intel ha detto che la domanda è scesa innaspettatamente e non penso abbia fatto ulteriori investimenti e i consumi sono stati spinti al rialzo dal fattore energetico altamente volatile e speculativo.

Nonostante la più imponente dose di stimoli fiscali e monetari della storia, l’economia ha rallentanto sino a raggiungere il livello zero di questo trimestre in quattro trimestri e qualcuno come Bernanke parla di guardare al prossimo anno tenendo invariate le previsioni medie di una crescita al 3 %. Senza una crescita  nella media storica niente riduzione del tasso di disoccupazione, anche se come abbiamo visto l’esodo dalla forza lavoro, la mancanza di fiducia nella ricerca di un nuovo lavoro ha fatto stabilizzare e scendere il tasso in questione.

Il dato di venerdi sorprenderà nuovamente le illusioni del mercato, ma l’abbandono della forza lavoro non è un buon segnale. Al di la del tasso che potrebbe sorprendere in negativo, ciò che conta è il numero di posti creati che alcuni indicatori anticipatori segnalano alquanto depresso!

Sarà una settimana intensa dal punto di vista macro con dati riguardanti le vendite, i consumi, l’occupazione, gli ordini e alcuni indicatori anticipatori come il PMI di Chicago che ci introdurrà alla nuovà realtà manifatturiera ovvero quella di un’economia che ormai ha prodotto il risultato di una effimera ripresa statistica.

Robert Shiller sostiene che ormai la "double dip" è probabilmente imminente, ma la questione non si pone, Bernanke e l’economia americana stanno dimostrando che in realtà se non fosse per qualche artificio contabile da questa crisi non siamo mai usciti.

Una pallottola d’argento  o una semplice goccia sparata da una pistola ad acqua, solo la verità sempre più figlia del tempo dimostrerà purtroppo che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo.

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22 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2010 at 07:59

La storia e' severa maestra: storicamente quindi, nei discori si e' fatto ricorso alla figura delle "armi non convenzionali" solitamente come mossa propagandistica, quando la situazione si faceva davvero nera.In un famoso discorso di Hitler, poco tempo prima della disfatta, si faceva riferimento a " armi segrete" o "armi speciali" che avrebbe messo in opera negli "ultimi 5 minuti della guerra".Probabilmente faceva riferimento alle atomiche, che il suo stato non riusci' mai a produrre anche grazie alla feroce persecuzione che mise in atto verso le migiori menti scientifiche del paese, di estrazione ebrea (ad esempio il signor Einstein).Tornando a noi, il riferimento alle armi finanziarie non convenzionali prelude solo a sciagure.Per amara analogia, il termine "non convenzionale" appare sempre nelle situazioni di crisi: il petrolio da sorgenti non convenzionali, l'uranio da sorgenti non convenzionali… Leggi: "siamo messi cosi' male che ci affidiamo a tecniche precedentemente scartate perche' rognose e di dubbia efficacia".SalutiPhitio

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2010 at 08:39

scusate , amici del blog, questo ennesimo OT, ma come posto, il Capitano mi apre un altro bel commento e così mi "oscura".(ce ne fossero davvero tanti come questo, Capitan Andrea).tant'è lo ripropongo qui all'[email protected] valentina e tutti gli altri.mi scuso per l'OT ma l'invito a partecipare alla grigliata/pranzo qui da me il 5/9 è veramente esteso a tutti i simpatici naviganti di icebergfinanza.casa mia è nella provincia di Milano, verso Trezzo e ila mia e.mail è [email protected] un messaggio per dirmi in quanti venite, e poi procurarsi un buon appetito.io sono relativamente nuovo, qui sul blog, ma Valentina si è fatta fattiva promotrice dell'iniziativa, e penso lei la conoscete meglio di me.in attesa delle adesioni, c'è ancora posto !!!!vi salutoa.mensa

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2010 at 09:04

l'economia e la disoccupazione la si può curare, oggi, solo con un grosso sforzo di fantasia.basta con gli inutili gadget, basta con le mode artificiali, l'unico futuro possibile è un forte sviluppo delle sorgenti rinnovabili di energia.purtroppo da combattere sono le potenti lobbies del petrolio.dove prendere le risorse ?basta debito, le risorse vanno ricercate presso coloro che ne hanno tante da non saper cosa farne, e pertanto le usano solo per fare danni (vedi speculazione finanziaria).quindi forte tassazione dei redditi elevati (sopra i 200.000 $ annui) e dei patrimoni ( sopra il 1.000.000$) tanto per dare delle cifre indicative.se da tali tassazioni, ovviamente avversate dalle caste più ricche e potenti, avanzano risorse, detassazioni delle classi più deboli, ricostituzione delle protezioni sociali, ecc….queste secondo me sono le uniche azioni, non monetarie (in effetti le soluzioni monetarie non fanno che peggiorare e rimandare nel tempo le conseguenze dei problemi che esse stesse generano), che l'insieme dei governi, una volta ravvedutisi, dovrebbero adottare.ma ovviamente , per ora non ci conto.in attesa invece che la marea di denaro, essenzialmente dollari, sia riconosciuta come effettivamente è, eccessiva.non riesco a indicare un momento, un giorno in cui ciò possa succedere, pur essendo certo che succederà, e sicuramente prima che bond decennali al 2,5% di interesse arrivino a scadenza.ed in quel momento ci si accorgerà quanto poco valore abbia la carta stampata (male).per ora, cerchiamo di goderci quanto abbiamo disponibile, tanto per avere un giorno, almeno dei bei ricordi.auguri da gufo andrea (omonimo del capitano)a.mensa

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2010 at 10:50

Caro a.mensa, le "lobbies del petrolio" siamo noi.Senza drogati, i pusher farebbero altri mestieri.Certo, gli spacciatori di droga possono essere violenti o corrompere politici, ma non dimentichiamo mai che a comperare la roba e dar loro soldi e potere sono le persone.Noi abbiamo bisogno di petrolio come dell'aria che respiriamo. I petrolieri (ma forse sarai sopreso di sapere che il 94% del mercato e' in mano a societa' di estrazioni possedute dagli stati sovrani) potranno fare profitti stellari, ma semplicemente ci danno quello che disperatamente volgiamo, in base al modello economico che abbiamo costruitoin questo secolo e mezzo.Certo, loro non hanno interesse a che noi cambiamo sistema, apparentemente, ma e' una illusione. Le piu' grandi compagnie petrolifere non hanno alcun interesse a frenare chicchessia. Semplicemente entrano nel nuovo business del rinnovabile, e se fate caso lo incoraggiono pure (ad esempio, la vituperata BP e' anche una dei piu grandi produttori di pannelli fotovoltaici mondiale)E quindi?Semplicemente, siccome ci siamo messi nell'angolo da soli con un economia troppo dipendente da una materia prima che ora inizia a mostrare la corda, dobbiamo pur trovare a chi dare la colpa!A tutti, tranne che ai veri reponsabili, cioe' noi!Quando la smetteremo di piangerci addosso, quando la sofferenza sara' grande, potremo decidere se prendercela con i vari capri espiatori e poi contemplare le rovine da noi stessi create, oppure metterci a fare qualcosa di DIVERSO, per creare un nuovo modo di fare le cose.In entrambi i casi , sara' un brutto lavoro, m almeno nella seconda strada sappiamo di star facendo la cosa giustaSalutiPhitio

Scritto il 30 agosto 2010 at 11:11

http://fruim[..] LUNEDÌ, 30 AGOSTO 2010 BERNANKE: L'IILUSIONE DI UNA PALLOTTOLA D'ARGENTO! Venerdi sera, non appena conclusa la lettura dell'intervento di Bernanke a Jackson Hole, il mio sguardo ha ripercorso l'intero disc [..]

Scritto il 30 agosto 2010 at 11:11

http://fruim[..] LUNEDÌ, 30 AGOSTO 2010 BERNANKE: L'IILUSIONE DI UNA PALLOTTOLA D'ARGENTO! Venerdi sera, non appena conclusa la lettura dell'intervento di Bernanke a Jackson Hole, il mio sguardo ha ripercorso l'intero disc [..]

Scritto il 30 agosto 2010 at 11:11

http://fruim[..] LUNEDÌ, 30 AGOSTO 2010 BERNANKE: L'IILUSIONE DI UNA PALLOTTOLA D'ARGENTO! Venerdi sera, non appena conclusa la lettura dell'intervento di Bernanke a Jackson Hole, il mio sguardo ha ripercorso l'intero disc [..]

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2010 at 12:21

Come al solito un commento, anzi un Articolo del nostro Capitano fuori dalle righe, privo delle classiche paggerie o riverenze tanto care al nostro modo attuale di “fare” giornalismo e letteratura, una disamina semplice della situazione e delle misure probabilmente inutili, che vengono proposte per correggere in maniera esitante ed un po’ disperata una situazione provocata a vari livelli con concretezza, semplicità e determinazione.Forse, la vera moneta di cui servirebbe un’inflazione esasperata al momento è l’Onestà, a qualsiasi livello. Oramai siamo schiavi di usi e malcostumi che ci impediscono di dire la verità nuda e cruda e di agire correttamente, vuoi per evitare “il panico da conoscenza”, vuoi per motivazioni personali, ma mai per il Bene supremo di chi dipende da noi  e dalle nostre azioni. Manca una educazione ai valori umani delle persone, tesa a costruire una personalità capace ma non distruttiva, che cerchi di operare sempre per il bene proprio inteso come parte di una società, di un  gruppo di persone da cui, nel bene e nel male, dipenderà sempre la propria prospettiva di vita.  Azzerare le speranze di una società umana per arricchire una minima parte di essa è una follia ricorrente nella storia dell’uomo, follia che ha sempre portato frutti amari per tutti. Ma è inutile, nell’era dell’atomo, nell’era dell’informatica, della comunicazione in tempo reale in tutto il mondo,  l’Uomo è sempre schiavo dei suoi antichi demoni, l’avidità, la dissociazione dalla società come fattore comune e da proteggere, la necessità di appropriarsi di beni e risorse altrui, per non parlare dell’ignoranza profonda della cultura nozionista di cui oramai siamo schiavi. L’incapacità di affrontare i propri errori, di riconoscere i propri sbagli. L’incredibile “creduloneria” di tante persone importanti che hanno affidato e continuano ad affidare i propri soldi ed il proprio futuro ai vari Madoff che rimangono tanto visibili quanto impuniti. La miseria del terzo mondo che deve morire sull’altare del lusso che serve al primo mondo …. quando cambieremo?Saluti marinai, speriamo che questo picco negativo sia l’ultimo e che una nuova economia ad oriente permetta a questi avvoltoi incapaci, a cui abbiamo consegnato la nostra economia ed il nostro futuro, di trasferire tutta la ricchezza che devono a chi l’hanno promessa, senza distruggere completamente il nostro futuro …. sempre in attesa ovviamente del prossimo “giro di valzer”, promosso dal solito “mercato” tanto in crescita quanto troppo grande per fallire …Francia R

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2010 at 12:59

@ Phitiolungi da me il voler dimenticare le responsabilità di noi utenti.ma in proposito voglio raccontarti un fatto da me vissuto.io sono nato a Torino e li ho vissuto i miei primi 35 anni.il piemonte è famoso per la carne di sanato, un vitello allevato fino alla completa dentatura a latte. bestia quindi relativamente grossa con carni chiare, estremamente tenere, ma anche insapori.per lavoro mi recacai in USA cove mangiai carne di bestia grossa (probabilmente argentina) ma gustosissima e che in tenerezza non aveva nulla da invidiare alla carne di sanato.tornato a Torino andai dal macellaio e chiesi  carne di bestia adulta, al che il macellaio rispose che non la teneva.al che chiesi il perchè ed egli mi rispose "perchè nessuno me la chiede""ovvio"risposi" se non c'è l'offerta è difficile che a qualcuno salti in testa di provarla"!!!ecco , il discorso sul petrolio è analogo.chi ha avviato la mobilità l'ha fatto appoggiandosi al petrolio, come, per l'Italia, appoggiandosi all'auto.prova a domandarti perchè da noi, a differenza di molte altre nazioni che hanno sviluppato trasporti alternativi (treni, battelli, ecc…) si sia sviluppato solo il trasporto su gomma.i poteri forti, ricchi, non hanno bisogno di organizzarsi….. sono già organizzati !con questo non escludo le responsabilità individuali in quello che è il comportamento attuale, delle quali, la prima e fondamentale è di essere divisi, individualisti, e quindi disorganizzati sia nel comprendere i problemi, sia nell'affrontare le soluzioni.rubare le caramelle ai bambini, se pur spregevole è un'attività estremamente redditizia, almeno fino a che si riempiranno le tasche dei bambini di caramelle, e i bambini non cresceranno.e fino a che l'unico vero valore sociale sarà l'arricchimento, i ladri di caramelle saranno venerati come eroi.

utente anonimo
Scritto il 30 agosto 2010 at 13:15

@ Francia Rho dimenticato di firmare il post precedente, ma sono sempre io.quando si dice che "quando si stava peggio, si stava meglio" un fondo di verità c'è.il bisogno stimola la solidarietà, la socialità, spinge ogni individuo a ricercare il rifugio alle proprie paure, alle proprie angoscie, nella collettività,negli "altri" , nei "vicini" e simili.l'aumento del benessere, aumentando il timore di perdere il poco acquisito, spinge ad isolarsi, al vedere sempre più negli "altri" dei concorrenti, deipossibili ostacoli alla propria crescita ed all'aumento del proprio benessere.è buffissimo, ed io lo ritengo però sintomatico, il vedere come, nel paese in cui abito, le persone accettino di prendere un caffè a casa tua, ma esitino di fronte alla seconda offerta, timorosi di dover "rendere" la cortesia.donne che si affaticano a pulire e rigovernare continuamente la casa, e case sempre vuote, mai scambi di visite, di frequentazioni, come se la casa fosse una reliquia.per me la casa è viva se frequentata, acquista valore tanto più quanto utile alla socializzazione, allo stare "insieme" , parlare, discutere, conoscere.sono considerato con sospetto per questa mia caratteristica, molti si domandano cosa io stia tramando, quando invece per me è semplicemente naturale usare le mie risorse nel modo più condiviso possibile.hai ragione , francia R. a vedere nellì'egoismo, nell'individualismo, il cancro della nostra società, condivido in pieno questa tua visione, benchè da parte mia cerchi di combatterla in tutti i modi.a.mensa

Scritto il 30 agosto 2010 at 17:03

Tutti gli immobili dovranno ritrovare un nuovo VERO valore , prima di poter pensare ad una nuova possibile ripresa .                                                                                   (rossano)                                                                                    

Scritto il 30 agosto 2010 at 21:58

Rossanohai l'aria di chi aspetta che scendano per fare un acquisto….

utente anonimo
Scritto il 31 agosto 2010 at 00:10

non mi sembra attualmente una ottima idea acquistare un immobile , ma cisono ancora 3 italiani su 10 che lo considerano un investimento ; io non sono tra loro , ritengo solo che un settore immobiliare sobrio , migliori la qualità della vita di molti , elimini in buona misura vampiri giganteschi e forse liberi risorse per nuove attività a scapito della rendita ; magari TU cuculo69 sei un ricco proprietario di case….                                                                                  rossano

Scritto il 31 agosto 2010 at 08:10

Non sono certamente i costi di costruzione a determinare il valore VERO (?) di un immobile ma l'interesse commerciale legato a posizione, servizi…Per cui è il mercato a fare il prezzo, il mercato è fatto da chi compra ma anche da chi vende. Chi vende può liberamente decidere di NON mettere sul mercato immobili al di sotto di un certo prezzo.Questo in USA non può avvenire perchè l'investimento immobiliare in USA è sostanzialmente un'operazione finanziaria e la tipologia di costruzione prevede normalmente una durata relativamente limitata della costruzione stessa. Questo non avviene in Italia dove nei centri storici recuperiamo edifici di pregio che magari hanno 200 o più anni.Un "settore immobiliare sobrio" non riesco proprio a capire cosa significhi.Se poi pensi che la casa sia un bene che debba essere sussidiato o amministrato (da chi?) per poter migliorare la qualità della vita di molti allora andiamo sul piano politico ed usciamo da quello economico.Quanto alla propensione all'investimento immobiliare degli italiani credo che siano più del 30% quelli che preferiscono possedere dei "solidi" muri o terreni oculatamente acquistati piuttosto che degli attestati di possesso di titoli di debito di dubbia solvibilità o partecipazioni azionare ad aziende con utili manipolati e valore di libro gravato da debiti colossali.

Scritto il 31 agosto 2010 at 10:11

figuriamoci se nel valore di libro delle aziende da Te così tanto criticate , non hanno manovrato ad arte i valori dei beni immobili posti a garanzia per aumentare il proprio debito a dismisura ; forse ora è  più facile intuire il significato della parola Sobrio da me usato ; i furbetti del quartierino ti ricorda nulla ? lo stesso immobile passato di mano infinità di volte , sempre ad un prezzo crescente nell'ordine del 30% 40% fino a tornare al medesimo proprietario e poi via di nuovo . Questo divertente giochino ha trainato tutta la carrozza delle case con relative conseguenze . Non credo inoltre che parlando di appartamenti ( esclusi alcuni ubicati nei centri storici ) possiamo parlare di valore commerciale . Chissà se poi questi terreni o immobili oculatamente acquistati , non abbiano avuto una troppo consistente crescita di valore senza motivi speculari che ci riportano alla nascita di avidi mostri con tutte le spettacolari conseguenze che ci circondano . Infine un giusto calo dei valori immobiliari , comporterebbe una diminuzione anche degli affitti , con quindi una migliore qualità della vita e una crescente possibilità di spesa di molte persone , giovani in primis .                                                                                 rossano

utente anonimo
Scritto il 31 agosto 2010 at 12:18

#16 24 Agosto 2010 – 18:00

Ciao Andrea potresti gentilmente postarmi il link del post sul mercato obbligazionario, quello di ambrose evans, (dei rendimenti negativi dei bond nell’arco di 12 mesi, con un meno 9%).
Grazie Roberto

Ciao Andrea, potresti gentilmente rispondermi grazie.

Ciao Roberto

utente anonimo
Scritto il 31 agosto 2010 at 14:34

Immobiliare: prezzi in rialzo +4.23%

Meglio del previsto il rapporto Standard & Poor's di giugno. Segnali positivi per il settore. Quinto rialzo consecutivo su base tendenziale.

utente anonimo
Scritto il 31 agosto 2010 at 15:19

Scusate marinai … sò che è inutile ma … non resisto.La nostra economia pare stia preparandosi per un giro di valzer … causa uno "strano" ristagno nelle vendite di auto e in generale per un malessere negli acquisti ….L'economia USA sta scendendo nuovamente tanto … la vendita delle case "rimaste sul gozzo" è crollata a livelli storici, la costruzione delle nuove è bassina nè? Il mercato del lavoro continua a buttare fuori persone, mentre il totale delle persone che ha diritto ai sussidi è in leggero calo …. (tutti assunti?) Qualcuno continua a comprare i t-bond ( … e forse azioni) per sostenere la domanda di una valuta che stampa dollaroni come fossero coriandoli, a causa del deficit da 3° mondo, il PIL USA va male e i consumi lo seguono, mentre chi può risparmia …. ma attenzione, un faro nella notte … il S&P Case-Shiller jura che il valore medio del prezzo di vendita delle case è aumentato addrittura del +4,32% … il terzo aumento consecutivo dell'anno!Yohuuu fuori le bocce di spumante …. l'economia usa è OK …. e pensare che io mi preoccupavo … la borsa italica è quasi euforica, i listini risalgono … queste sono le notizie che fanno tirare l'economia …. Scusate, ma sono un tantino perplesso … sono l'unico ad avere questi scompensi cognitivi o ….. ??  Francia R 

Scritto il 31 agosto 2010 at 15:58

Roberto ….la risposta te la scrissi ancora quel giorno comunque nell ultimo link di quell’articolo c’e il riferimento che tu cerchi Per quanto riguarda i prezzi quel 4 virgola e’ annualizzato certamente fa più effetto di un 1 % inferiore al mese precedente e sinonimo di temporanea stabilizzazione ma riferito a giugno mese ancora drogato dagli incentivi fiscali Come più volte detto a settembre e ottobre si vedrà la realtà

Scritto il 31 agosto 2010 at 16:34

In Italia più dell'80% del mercato immobiliare residenziale è di proprietà delle famiglie, poco più del 10% è in mano a enti pubblici  una piccola parte è patrimonio di banche e assicurazioni e  un'altra piccola percentuale è di proprietà di soggetti finanziari esplicitamente operanti nel settore immobiliare (Gabetti, Pirelli Re, Beni Stabili, Riasanamento…)Nella maggioranza dei casi il "mercato immobiliare Italiano" non è un mercato in quanto composto prevalentemente dagli utilizzatori del bene. 

utente anonimo
Scritto il 31 agosto 2010 at 19:21

Storicamente con la bolla immobiliare si blocca l'economia, che riparte quando si sgonfia la bolla e rimangono piu soldi da spendere.Leggendo articoli degli anni passati si scoprono queste verità.Li ho trovato sul forum 'bolla immobiliare.'Ma questa volta è diverso… non c'è via di uscita.

Scritto il 31 agosto 2010 at 20:16

#19… e allora stai dentro ! semplice vero?

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