BERNANKE: IL GRANELLINO DI SABBIA. (aggiornato)

Scritto il alle 06:54 da icebergfinanza

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha cancellato i limiti ai finanziamenti elettorali imposte alle grandi aziende. La decisione potrebbe influire enormemente sulle elezioni di midterm del prossimo novembre, perche’ le imprese con oltre 10mila dipendenti non avranno piu’ un tetto ai loro contributi. Con una maggioranza di 5 a 4 i giudici hanno infatti stabilito che le grandi aziende possono appoggiare economicamente senza limiti i candidati alla presidenza e al Congresso, annullando quanto stabilito dalla stessa Corte nel 1990. ( Repubblica )

Se qualcuno aveva qualche dubbio, la Corte Suprema ha confermato in via definitiva, il controllo supremo che le lobbies americane hanno sul Congresso americano e molto probabilmente sulla stessa presidenza. La Corte Suprema ha quindi introdotto un nuovo granellino di sabbia negli ingranaggi della democrazia, della Madre di tutte le crisi, le imprese, in maniera particolare quelle finanziarie, possono spendere tutto quello che ritengono necessario per influenzare gli elettori in occasione delle elezioni federali. Nessuna sorpresa sia chiaro, solo un’ulteriore conferma della Realtà.

Come scrive Mario Platero… È stato Obama stesso tuttavia, a premere sul bottone della polemica quando ha sferrato un attacco senza precedenti contro la Corte Suprema, schierata davanti a lui, per una sentenza della settimana scorsa sui finanziametni elettorali che, ha detto, «apre i cancelli del danaro, anche di quello straniero, nella nostra politica… La settimana scorsa – ha sottolineato esplicitamente Obama – la Corte Suprema ha capovolto una legge centenaria. Ebbene: io non credo che le elezioni americane debbano essere finanziate dagli interessi più potenti d’America o, peggio, da entità straniere e chiedo al Congresso di intervenire per invertire questa sentenza». E mentre parlava, si è visto chiaramente il giudice Sam Alito, a pochi metri da lui, scuotere la testa e pronunciare le parole, «questo non è giusto, non è giusto».

Le parole del giudice Alito, …non è giusto, non è giusto, sono il frutto della paura della rabbia popolare, ma nella sostanza, non c’è giustificazione che tenga, questa è una legge a favore del proseguimento del sequestro della democrazia da parte del potere finanziario ed economico.

Come ci ricorda la simpatica vignetta proveniente dal Dayton Daily News, i senatori americani, quelli che ieri hanno confermato l’uomo dalle cure miracolose, ma dalle diagnosi terribilmente errate, Bernanke, da oggi in poi possono essere sponsorizzati alla luce del sole, senza alcun limite.

 

Se come scrivono Craig Torre e Christopher Anstey, su Bloomberg, Bernanke, ha avuto una serie di incontri con 18 dei 23 legislatori della Commissioni bancaria del Senato, prima del voto per la sua riconferma, la sua personale attività di convincimento, pone la Federal Reserve alla stregua di un’impresa che attua pressioni lobbistiche sui senatori americani. 

I contatti avuti tra il 4 Agosto e il 30 Novembre sono regolarmente registrati agli atti presso la Federal Reserve come richiesto dal Freedom of Information Act.

Secondo Ken Thomas, un docente di finanza presso la Pennsylvania’s Wharton School, che abbitualmente visiona l’agenda degli incontri giornalieri dei presidenti della Fed,   mai in tutti questi anni si era visto un presidente della Fed avere cosi tanti contatti politici prima della votazione per la sua riconferma, per sottolineare come la Fed sia rigorosamente indipendente da ogni influenza politica.

E’ normale dirà qualcuno, assistere ad una intensa attività politica da parte del presidente della Federal Reserve, quando è a rischio la propria indipendenza, ma al di la di quella politica, bisogna riconoscere che le banche centrali di mezzo mondo, sono ormai partecipate in maniera universale dalle stesse grandi istituzioni finanziarie che governano la finanza e l’economia mondiale.

In Obama parla alla rabbia Usa , Carlo Bastasin sul Sole24Ore esprime alcuni interessanti concetti:

(…) Un cronista di Washington racconta di essere in grado di capire quali modifiche subiranno le leggi solo osservando all’ora di pranzo i tavoli del ristorante Toscana, il preferito dei lobbisti professionisti, poco lontano dall’Hotel Willard in cui la parola lobby è nata. Dentro al Congresso su Capitol Hill si calcola che nei giorni cruciali entrino almeno cinque lobbisti finanziari per ogni senatore. Ed era sufficiente assistere alle campagne televisive contrarie alla riforma sanitaria per comprendere che il potere di influenza comunicativa dei fondi della sanità privata si misura in molte decine di milioni di dollari. Proprio negli ultimi giorni una sentenza della Corte suprema ha abolito i limiti di legge alla spesa lobbistica appellandosi poco credibilmente all’emendamento sulla libertà di espressione. Secondo i democratici che pure, essendo il partito di maggioranza, sono i destinatari di fondi più ambiti dalle lobby che vogliono modificare direttamente la legislazione prima del voto, i picchi nello slittamento dei consensi popolari per la riforma sanitaria coincidono con i picchi della spesa per gli spot pubblicitari degli avversari della riforma e con il recupero di consensi dell’opposizione repubblicana.

(…) Gli elettori indipendenti si sono spostati su una posizione di critica al potere. Obama sembra intenzionato ad accarezzarne il malcontento e a corteggiarne di nuovo la fiducia. Populismo? Una sbrigativa liquidazione del nuovo corso trascurerebbe il fatto che solo un linguaggio radicale è in grado di coniugare ogni riforma con la questione scomoda della giustizia, della chiamata di responsabilità, della punizione dei torti e del risarcimento dei danni.
Si può essere sorpresi dal fatto che il dolore di milioni di individui disoccupati e di famiglie impoverite a seguito di una crisi maturata all’interno di un sistema finanziario distorto dall’avidità dei suoi vertici non abbia trovato finora espressione politica. Tranne appunto un acuto senso di rivendicazione tra "noi" gente ordinaria e "loro" i generali che mandano a morire. Obama ha resistito alla tentazione fino alla sconfitta in Massachusetts e fino alla prova che i generali stavano finanziando con i ritrovati profitti modifiche convenienti alla legislazione.

C’è un passo della sua riflessione, che condivido in toto, la responsabilità della gente comune…

(…) La gente comune non è priva di responsabilità nella crisi. L’eccesso di indebitamento delle famiglie fa parte di una visione vitale che i cittadini americani condividono e che ha conseguenze collettive, internazionali o ambientali. Il populismo del "noi contro di loro" ostacolerà questa maturazione. Ma porrà comunque per una volta il tema negletto e tutt’altro che populista della responsabilità di chi ha abusato del proprio potere economico e – in un intreccio perverso – di quello politico.

Nell’era del Capitalismo irresponsabile, dove manager e politici, non sono mai tenuti, in alcuna maniera, a rispondere delle proprie responsabilità, se non lasciando la scena politica o finanziaria, ricoperti di montagne di dollari, il perverso intreccio finanza, politica, media e grande imprenditoria, continuerà ad assicurare una pesante ipoteca sul futuro della crisi.

Comunque sia, sarà interessante osservare come il buon Bernanke, saprà dimostrare l’indipendenza della Fed di fronte alle pressioni politiche sulla politica monetaria o alla prossima ondata della tempesta perfetta, che lo metterà di fronte all’eterno di questa crisi, socializzare le perdite o nazionalizzare le banche troppo grandi per fallire.

 .(ANSA) – NEW YORK, 28 gen – Il Senato americano ha confermato Ben Bernanke alla presidenza della Fed per il secondo mandato. I voti a favore sono stati 70, mentre trenta quelli contrari. Il Senato ha fatto ‘la cosa giusta’, ha detto il segretario al Tesoro Timothy Geithner, sottolineando che ‘Bernanke ha giocato un ruolo vitale nel guidare l’economia americana’.

Nel paese dei balocchi, ci mancava solo la volpe Geithner che elogia il gatto Bernanke…..il Campo dei Miracoli aspetta le ultime monetine dall’economia reale.

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

 

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89 commenti Commenta
Scritto il 29 gennaio 2010 at 08:54

La politica è sottomessa all’economia, l’economia agli interessi individuali. L.Tonello

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 09:54

Già, infatti SP andrà a 1400, così è.

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 12:14

La manipolazione dei rappresentanti del popolo genera il discredito popolare nelle istituzioni statali.

Ma lo stato di diritto, garantito dallo stato è la sicurezza di che il popolo sara protetto dalla violenza.

Si cammina verso la richiesta popolare della fine dello stato, visto che sono tutti corrotti i politici.

Ma la fine dell’attuale ordine, cattiva che sia, sara la fine di 2/3 della stessa popolazione…

La soluzione, veramente, è la consapevolezza. Non possiamo chiedere la testa di quel senatore, dobbiamo sostituirlo, dentro di un processo di transizione controllato.

Possiamo  questionare il sistema di "rappresentanza popolare", forse questa forma di governo sia difettosa per natura, ma cambiarla subito ci farebbe ritornare alla legge del più forte…

Dobbiamo essere molto attenti, i tempi che verranno saranno molto delicati.

Edo

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 12:18

 P.S. scusate gli errori di scritta, l’italiano non è la mia lingua madre, faccio il mio meglio… 

Edo

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 12:57

Ciao Andrea è un bel po’ che voglio lasciare un commento .Ultimamente non ho molto tempo a disposizione ma ogni tanto mi piace  passare sul veliero per vedere che aria tira…E ritrovare chi si lascia cullare dalle Onde del Mare in attesa che scoppi la Tempesta.Vedo che le tue analisi , la tua pacatezza e la tua umana cordialità non fan altro che migliorare con il tempo che ad ogni modo ha sempre ragione e da ad ognuno cio’ che si merita …Il placido e canuto Saturno seduto su un masso a lato della strada osserva dai suoi occhi di tenebra il sentiero tortuoso ed indefinito dell’umanità…La speranza che regna è grande su questa nave…Io per ora dormo in sottocoperta in attesa di risvegliarmi…o per le grida di giubilo dei marinai di questa nave per aver avvistato la cosi tanto beneamata terra…o per le loro grida di terrore dinanzi all’unico e ineluttabile imprevisto Tsunami che ci spazzerà via…Nel frattempo i miei sogni sono confusi e oscuri  e le piu’ disparate visioni si accalcano nella mia mente.Io non sono tuttavia un ottimista e se guardo avanti vedo solo una grande guerra … non so fra quanto di prciso ma sono quasi certo che ci sarà …Una cosa su cui riflettevo in questi giorni è su come gli uomini non riescano a credere ad un mondo diverso dal mondo di oggi .Tutti hanno in mente uno schema ben preciso e la loro mente non devia neanche un secondo da questo…Tutti pensiamo che il mondo rimarrà per sempre cosi’ come lo conosciamo senza valutare fattori come possibili guerre o Catastrofi Tragiche…Questa è tutta una follia!!!Io penso sempre piu’ frequentemente che un giorno mia alzero’ e tutte le cose che ho sempre dato per  ovvie e "normali" non esisteranno piu’…e il mondo sarà pronto a rinascere…Questo e cio’ che vedo negli occhi di Morgana…Ma lasciando un po’ queste cose e tornando all’economia da quel che dicono i dati sarà una primavera senza rondini … Vedremo per quanto tempo le bugie riusciranno a mettere a tacere la fredda e precisa sentenza della matematica…Un saluto a tutti e un Forza ad Andrea!La tua tenacia e costanza saranno sempre premiate!

Gli uomini imparano le lezioni della vita solo quando queste ormai sono totalmente inutili…

Ain

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 13:22

andrea quella che nel tuo post vedi come una devianza rispetto al canone democratico è in realtà una sua normale evoluzione
ciò che sta accadendo, in manieri macroscopica negli Stati Uniti ma in realtà in tutto l’occidente democratico, è un perfetto prodotto della democrazia…….

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 13:26

…una perfetta tempesta…..

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 14:46

#48

Rispondo io per il Folletto, che non me ne voglia  a male

Il crollo della Russia  è una questione molto complessa. Diciamo che la causa primaria era la crisi economica interna che peggiorava con l’andare degli anni. L’isolamento dall’economia mondiale, la chiusura del paese nei confronti dei sistemi d’integrazione commerciale del mondo hanno protetto l’Urss da alcune crisi (come quelle degli anni ’70) ma il sistema di rifornimento dell’economia interna era basata completamente sulle risorse della sua area d’influenza (Europa dell’Est) causando gravi mancanze. Le riforme avviate da Gorbaciov (Perestrojka) invece di porre rimedio alle debolezze economiche le hanno rafforzate decretando il fallimento del regime comunista.
All’indebolimento economico si sono aggiunte le tendenze separatiste di alcune etnie nonché tensioni all’interno della stessa società russa. La caduta dei regimi comunisti nei paesi dell’Europa dell’Est ha rafforzato questa tendenza.

Alla fine lo stato pagava 8 rubli al litro la benzina che faceva pagare 1 rublo al cittadino.

L’implosione quindi è stata dovuta al perdurare e all’aggravarsi di una gravissima crisi economica: nè più e nè meno di quello che sta accadendo adesso nelle socialdemocrazie occidentali.

Non ha nessun nesso la teoria strampalata monetaria di cotal Auriti con il Gold Standard.

@34

"complimenti a coloro che ammirano i CDS volare e urlano la fine del mondo, complimenti perchè non hanno ancora capito nulla, di come funziona il grande gioco, della finanza e della politica mondiale."

Perchè tu hai capito?  Sei sicuro? A mio parere Ti fidi troppo degli indici che trovi su Internet, indici senz’altro taroccati come il bilancio della Grecia.

L’animale

Scritto il 29 gennaio 2010 at 15:47

 
L’implosione quindi è stata dovuta al perdurare e all’aggravarsi di una gravissima crisi economica: nè più e nè meno di quello che sta accadendo adesso nelle socialdemocrazie occidentali.

sicuramente stiamo attraversando un periodo di crisi del nostro sistema economico /produttivo, secondo me dovuta principalmente alla non volontà e incapacità di gestire i fenomeni della globalizzazione, tema già molto discusso ma sempre interessante.
Il collasso russo, dovuto ad una inarrestabile crisi economica ebbe cause completamente differenti per gran parte dovute alla miscela della dottrina comunista innestata sul substrato culturale russo.

Il termine russo svoboda, oltre a significare libertà sia in positivo che in negativo, implica anche il concetto di rilassamento, di benessere, di facilità, di essere a proprio agio. È potersi muovere in uno spazio infinito, di “estendersi ovunque”, senza restrizioni né vincoli di qualsiasi tipo. Questa particolarità di significato nella lingua russa, tra l’altro, richiama il famoso concetto dell’anima russa, della russianità, spesso citato nei lavori dell’ importante filosofo Nicolaj Berdiaev:
“ …gli spazi infiniti russi si trovano all’interno dell’anima russa e hanno su questa un potere enorme”. E poi: ”L’uomo russo è vasto, vasto come la terra russa, come i campi russi”. E ancora: “Il russo non conosce la strettezza dell’europeo, il quale concentra la sua energia nello spazio limitato della sua anima, il russo non sa che cos’è la parsimonia, l’economia del tempo e dello spazio, l’intensità della cultura. Il potere della vastità sull’anima russa fa nascere una serie di qualità e difetti tipicamente russi. La pigrizia russa, la spensieratezza, la mancanza di iniziativa, lo scarso senso di responsabilità sono collegati proprio a questo.”

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 16:38

Montecristo

Avete visto la prima lettura del pil americano?  che  roba   ma  com’è possibile,Andrea  spiega tu  questa  cosa  perchè  sinceramente  a me  sembra  assurdo.

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 16:43

"Caro 7+, se il Folletto, non riesce a contenere la sua irruenza, la sua bramosia di insegnare talvolta in maniera alquanto accademica e addirittura scolastica, dispensando giudizi e voti, io non posso farci niente, ognuno si mostra per quello che in realtà sa essere.

Ci sono modi e modi di porsi caro Folletto, non sempre funziona la tecnica di "violentare" la sensibilità degli altri e credo di averlo dimostrato in questi tre anni, non dando mai per scontato nulla, in particolarmodo, il livello di conoscenza e cultura e di sensibilità di ogni essere umano."Caro Folletto, se condividi con gli altri compagni di viaggio il termine "ignoranti" non basta l’ironia "latina" per allontanare il sospetto che in fondo quel "ignoranti"  può essere letto in tutt’altra maniera.

Ho chiesto nel limite del possibile di non postare poemi e sempre nel limite dell’impossibile di tradurre e sintetizzare i pensieri altrui, ma evidentemente ciò richiede quella tensione e quella fatica che non sempre si è disponibili  a condividere."
(Andrea)

Dove io interpreto maniera scolastica come infantile e maniera accademica come inutile   e fastidiosa nel contesto generale.
Per quanto attiene la sensibilità direi che essendo un …anta stagionato, non posso accettare che quel poco che scrivo sia considerato un compitino da conseganre al maestro…anche perchè il voto (ironicamente) me lo do da solo. Tuttavia per non creare  collegamenti nei miei eventuali futuri commenti cambierò il numero 7+ con un nome.
ex  7+

Scritto il 29 gennaio 2010 at 16:46

5.7% !!! WOW !!!?

si ma sottraendo questo , depurando l’altro, ricalcolando, revisionando e dividendo per 2π  (che non fa mai male) non resterà gran che.
Meglio concentrarsi su occupazione, trimestrali e bilancia commerciale.

A proposito quando guardate i bilanci delle aziende date sempre un’occhiata all’andamento del Working Capital…

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 16:57

 Grande ex 7+ per non averci abbandonato.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 17:09

UN PAESE CONSUMATO DALLA CORRUZIONE

 IL salario netto medio italiano è 14.700 Euro, vale a dire 1225 Euro al mese!
Se però andassimo a leggere più a fondo i dati vedremo che forse il 70% dei salariati sta intorno ai 1000 Euro al mese!!
Aldilà dei discorsi sulla crisi, c’è da costatare che anche se si ha un lavoro, in ogni caso un lavoratore italiano medio,  è solo un povero.
Per uno che non ha la fortuna di essere un "bamboccione" lavoratore, ma che deve pagarsi un affitto, oltre alle spese e all’alloggio, il vivere fuori casa vuol dire letteralmente "non vivere".  Si è una sorta di automa che si ci sveglia si va a lavoro e poi si ritorna a casa, senza la possibilità neanche di di avere un passatempo, per alcuni anche iscriversi ad una palestra o comprarsi una bici per fare un giretto è un lusso di troppo.
In Olanda, se vuoi puoi,  tranquillamente fare tre lavori (non scherzo!!) e molti, giovani sopratutto, lo fanno, mettendo insieme più attività part-Time, ora io mi chiedo che cosa ha di più un paese come l’Olanda che l’Italia non ha!
La risposta è molto banale, quello è un paese che ha sviluppato un sistema politico-economico sano, non corrotto, e che sopratutto da spazio al merito.
Forse la crisi passerà ma se questo paese non si da una scossa (di quelle ad alta tensione però), continueremo ad arretrare.
La cosa di cui mi dispiaccio e che non ho neanche la forza di essere ottimista.

VE NE DOVETE ANDATEVE VIA!!

Quando ero molto più giovane parlando di un nostro progetto ad un Professore lui si alzo di scatto, colpi con forza con entrambi i pugni il tavolo e gridò   "Lo volete capire che in questo paese non c’è nulla per voi,…….ve ne dovete andare via!! Rimanete e ve ne pentirete amaramente!!"
Tangentopoli sarebbe arrivata qualche anno dopo, ma in realtà più che una scoperta, fu la conferma, che il sistema era marcio.
Ma io mi chiedo, ma quanta pazienza ha questa gente, sembra assuefatta a essere scippata, giorno per giorno, delle sue aspettative e speranza.
Nessuno riesce a vedere che c’è una Cupola politico-affaristica (bipartisan) che lo domina, quasi come fossimo in una dittatura!
Siamo dominati da monopoli invisibili, dai trasporti, ai carburanti, alla grande distribuzione, alle telecomunicazioni, all’industria, all’energia, in quanto al settore pubblico è interamente affare della casta!
I prezzi delle case sono alle stelle dato che  per avere una licenza per costruire e urbanizzare è quasi  impossibile,(legalmente parlando) quindi il mercato è  dominato dalla speculazione,  il costo di fabbricazione è di 900 Euro a metro quadrato, compreso un 25% di guadagno per il costruttore!! Non c’è differenza fra Milano e Palermo il costo è quello, vorrei capire come mai si arriva di media a pagare dai 2500/3000 euro a metro quadrato!
Siamo un paese oligarchico, forse non in modo evidente come la Russia ma il livello è quello!!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 17:35

PIL US…Hedonic effect e PIL normale !
Gli US sono l’ unico paese che utilizza indici hedonic per il calcolo del PIL…questo vuol dire che la metodologia di calcolo del PIL non e’ uguale in tutti i paesi…come non lo e’ il calcolo (in percentuale) della disoccupazione credo che gli US sottraggano come forza lavoro i carcerati mentri in altri paesi non lo fanno…infine il PIL e’ stato riparametrizzato al valore storico del dollaro del 2005…insomma come confrontare mele ranetta con mele golden ! Sempre mele sono ma due cose differenti…ed una sempre piu’ grande dell’ altra.
Saluti
Massimo

p.s. x Compasso condivido, io son andato via dall’ Italia nel 1992…nel 2001 ho provato a ritornare ma l’ esperienza e’ stata disastrosa…e me ne son ripartito ! La cosa che fa male e’ spiegare agli stranieri perche’ vivendo in quello che tanti considerano il paese piu’ bello del mondo (e lo e’ pure per me) te ne devi andare…per campare !

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 17:35

si  si , io ho intenzione da anni di andarmene
Brasile Russia Cina Colombia Montenegro Svizzera Cina Thailandia eDubai-Abudabi Argentina…

che bello

ragazze non complessate come le italiane

nel frattempo  …perchè non devo "FOTTERE" TUTTI QUELLI CHE STANNO AL POTERE ?    come?
col cinismo, con l’indifferenza al male altrui , non andando a votare,e criticando chi vota per questa classe politica,  odiando gli assessori comunali responsabili di tenere in bolla gli immobili, ass. regionali,  deputati senatori Ministri… ladri corrotti fino all’osso !
il c.d. Contratto Sociale di Roussau è stato "rotto" sciolto , invalidato dall’attuale Classe Dirigente.

ve lo ricordate il proff. Miglio??

cambiare un regime senza sangue??  uhmm

giobbe1971

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 17:42

ehi Massimo, io quando incontro Americane , che non si spiegano il mio stato d’animo contro il Nostro Paese…. lo GIUSTIFICO ricorrendo alla Verità :
Non Siamo un Popolo Unito ( es. germania, Svizzera, Giappone e Scandinavi)
ma una Somma di individui !!! 
narcisi , edonisti , individualisti , furbi ….
l’arte dell’arrangiarsi – individualismo è vizio e virtù allo stesso tempo

giobbe1971

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 17:42

ehi Massimo, io quando incontro Americane , che non si spiegano il mio stato d’animo contro il Nostro Paese…. lo GIUSTIFICO ricorrendo alla Verità :
Non Siamo un Popolo Unito ( es. germania, Svizzera, Giappone e Scandinavi)
ma una Somma di individui !!! 
narcisi , edonisti , individualisti , furbi ….
l’arte dell’arrangiarsi – individualismo è vizio e virtù allo stesso tempo

giobbe1971

Scritto il 29 gennaio 2010 at 17:45

….Perchè tu hai capito?  Sei sicuro? A mio parere Ti fidi troppo degli indici che trovi su Internet, indici senz’altro taroccati come il bilancio della Grecia…..

L’animale

Perchè caro Animale, credi veramente che le mie fonti siano esclusivamente su internet, credi realmente che io mi possa fidare di ciò che è assimetricamente alla portata di tutti.

La situazione della Grecia, in realtà nessuno la conosce, neppure la stessa Grecia, come non conosciamo quella della Spagna o della California tanto per fare due nomi, probabilmente non conosciamo neppure quella del nostro paese, ma possiamo provare ad immaginarla.

Vedi, la Germania, i cui bond e CDS sono la stella polare, avrà pure un bilancio sostenibile, ma come la crisi ha dimostrato, il suo sistema finanziario è sostanzialmente fragile per non dire altro.

Lasciamo perdere l’Inghilterra il cui Financial Times o Telegraph di turno, ad ondate ricorrenti, eleargiscono presunte verità assolute, ma se non comprendiamo,  che dietro ad alcune speculazioni, vi sono movimenti politici di più ampia portata, non riusciremo mai a comprendere il grande teatrino della finanza e della politica.

Sapere che un CDS può essere liberamente acquistato sul mercato da chiunque anche coloro che non hanno nulla da proteggere, dovrebbe aiutare a comprendere che in fondo, chiunque oggi puà commerciare armi di distruzione di massa facendo saltare la democrazia di un paese, per quanto abbia nascosto una realtà assolutamente incontrovertibile.

Andrea

Scritto il 29 gennaio 2010 at 17:45

….Perchè tu hai capito?  Sei sicuro? A mio parere Ti fidi troppo degli indici che trovi su Internet, indici senz’altro taroccati come il bilancio della Grecia…..

L’animale

Perchè caro Animale, credi veramente che le mie fonti siano esclusivamente su internet, credi realmente che io mi possa fidare di ciò che è assimetricamente alla portata di tutti.

La situazione della Grecia, in realtà nessuno la conosce, neppure la stessa Grecia, come non conosciamo quella della Spagna o della California tanto per fare due nomi, probabilmente non conosciamo neppure quella del nostro paese, ma possiamo provare ad immaginarla.

Vedi, la Germania, i cui bond e CDS sono la stella polare, avrà pure un bilancio sostenibile, ma come la crisi ha dimostrato, il suo sistema finanziario è sostanzialmente fragile per non dire altro.

Lasciamo perdere l’Inghilterra il cui Financial Times o Telegraph di turno, ad ondate ricorrenti, eleargiscono presunte verità assolute, ma se non comprendiamo,  che dietro ad alcune speculazioni, vi sono movimenti politici di più ampia portata, non riusciremo mai a comprendere il grande teatrino della finanza e della politica.

Sapere che un CDS può essere liberamente acquistato sul mercato da chiunque anche coloro che non hanno nulla da proteggere, dovrebbe aiutare a comprendere che in fondo, chiunque oggi puà commerciare armi di distruzione di massa facendo saltare la democrazia di un paese, per quanto abbia nascosto una realtà assolutamente incontrovertibile.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:16

SPERANZA

                       SPERANZA

                                                    SPERANZA

                                                                                     SPERANZA

FIDUCIA

                        FIDUCIA

                                                           
                                                   FIDUCIA

esistono ancora in Italia ?

se esistono  non è certo merito dei nostri politici e dei nostri industriali !!

ma delle persone umili che quotidianamente nei rapporti intersoggettivi mettono in pratica gli insegnamenti etici dei loro genitori.
( Mazzalai è una di queste)

ma le nuove generazioni ?  hanno dei genitori "moralmente" buoni e giusti ?

giobbe1971

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:36

#18

La tua è una non risposta.

L’unica cosa incontrovertibile è:

"La situazione della Grecia, in realtà nessuno la conosce, neppure la stessa Grecia, come non conosciamo quella della Spagna o della California tanto per fare due nomi, probabilmente non conosciamo neppure quella del nostro paese, ma possiamo provare ad immaginarla"

Cioè non conosciamo nulla.

"facendo saltare la democrazia di un paese": ma cosa è la democrazia, una parola senza significato.

Questa deve essere la base di partenza, e non di arrivo.

L’animale

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:36

#18

La tua è una non risposta.

L’unica cosa incontrovertibile è:

"La situazione della Grecia, in realtà nessuno la conosce, neppure la stessa Grecia, come non conosciamo quella della Spagna o della California tanto per fare due nomi, probabilmente non conosciamo neppure quella del nostro paese, ma possiamo provare ad immaginarla"

Cioè non conosciamo nulla.

"facendo saltare la democrazia di un paese": ma cosa è la democrazia, una parola senza significato.

Questa deve essere la base di partenza, e non di arrivo.

L’animale

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:38

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:38

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:38

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:38

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:53

In tutto questo una cosa è sicura: le banche sapevano in anticipo il contenuto del discorso di Obama (attacco alle banche) e si sono fatti un bel giretto short di 10 punti.
E’ tutto taroccato, tutta speculazione, noi vediamo la forma loro conoscono la sostanza.

Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:57

Preferisci forse la parola  ……autonomia! Lasciamo perdere i giochi di parole, in effetti non conosciamo nulla, ma possiamo provare ad intuirlo, senza avere in tasca certezze, le stesse certezze che anestetizzano la consapevolezza.

Non più tardi di undici giorni fa in TRIMESTRALI: Un nuovo passaggio dimensionale, scrissi:
"… Goldman Sachs, ha appena alzato le sue stime per il PIL dell’ultimo trimestre, dal 4 al 5,8 %, rimbalzo decisamente statistico, già negli annali della storia di questa crisi, con più dei 2/3 del rialzo imputabile alla dinamica della ricostituzione delle scorte."
Il dato odierno, per Icebergfinanza non costituisce alcuna sorpresa, anzi, è la conferma ufficiale di una debolezza persistente, che, nonostante tutti gli stimoli monetari e fiscali, avvia l’economia americana sulla rotta del proseguimento della attuale recessione.

La reazione del mercato ci dice, che, probabilmente, è giunto il momento della consapevolezza e che la "quiete prima della tempesta" è finita. Resta lo spazio per una reazione orgogliosa anche se illusoria, ma poi la realtà fondamentale prenderà il sopravvento.

La verità è sempre più,  figlia del tempo e in "Archimede e la leggenda della leva finanziaria" avremo probabilmente la consacrazione empirica.

Andrea

Scritto il 29 gennaio 2010 at 18:57

Preferisci forse la parola  ……autonomia! Lasciamo perdere i giochi di parole, in effetti non conosciamo nulla, ma possiamo provare ad intuirlo, senza avere in tasca certezze, le stesse certezze che anestetizzano la consapevolezza.

Non più tardi di undici giorni fa in TRIMESTRALI: Un nuovo passaggio dimensionale, scrissi:
"… Goldman Sachs, ha appena alzato le sue stime per il PIL dell’ultimo trimestre, dal 4 al 5,8 %, rimbalzo decisamente statistico, già negli annali della storia di questa crisi, con più dei 2/3 del rialzo imputabile alla dinamica della ricostituzione delle scorte."
Il dato odierno, per Icebergfinanza non costituisce alcuna sorpresa, anzi, è la conferma ufficiale di una debolezza persistente, che, nonostante tutti gli stimoli monetari e fiscali, avvia l’economia americana sulla rotta del proseguimento della attuale recessione.

La reazione del mercato ci dice, che, probabilmente, è giunto il momento della consapevolezza e che la "quiete prima della tempesta" è finita. Resta lo spazio per una reazione orgogliosa anche se illusoria, ma poi la realtà fondamentale prenderà il sopravvento.

La verità è sempre più,  figlia del tempo e in "Archimede e la leggenda della leva finanziaria" avremo probabilmente la consacrazione empirica.

Andrea

Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:00

Ain…Ain…

Bene ex 7+ sei rimasto… manca Altapatagonia,
com’era Massino: “quando imbarchiamo camomilla per contrastare lo iodio…” Hihihihi!!
Ti è passata altapata!?
Se ci sei fai un fischio!

Buona serata
Valentina

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:02

andrea intervengo per dire, visto il tuo ultimo intervento dove hai velatamente ironizzato sul termine "autonomi" che io non sono L’Animale

buona serata a tutti

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:02

andrea intervengo per dire, visto il tuo ultimo intervento dove hai velatamente ironizzato sul termine "autonomi" che io non sono L’Animale

buona serata a tutti

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:03

#23

"è giunto il momento della consapevolezza e che la "quiete prima della tempesta" è finita"

Senza giri di parole: con consapevolezza alla fine della quieta prima della tempesta.

L’animale

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:03

#23

"è giunto il momento della consapevolezza e che la "quiete prima della tempesta" è finita"

Senza giri di parole: con consapevolezza alla fine della quieta prima della tempesta.

L’animale

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:07

certo Mazzalai è anche bravo a giochicchiare con le parole oltre a fare delle ottime analisi

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:07

certo Mazzalai è anche bravo a giochicchiare con le parole oltre a fare delle ottime analisi

Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:08

E’ un piacere sentirVi ancora tra noi, ex +7 e cuggino….bentornato caro Ain, in fondo è cosi che che si crea un gruppo di uomini e donne che sanno condividere le loro opinioni. Ciao Andrea.

Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:08

E’ un piacere sentirVi ancora tra noi, ex +7 e cuggino….bentornato caro Ain, in fondo è cosi che che si crea un gruppo di uomini e donne che sanno condividere le loro opinioni. Ciao Andrea.

Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:20

(AGI) – Washington, 29 gen. – L’amministrazione Obama, sulla falsariga di quella di George W. Bush, si appresta a vendere armi a Taiwan per un controvalore di 6 miliardi di dollari. Una mossa che, dopo il caso Google e gli altri dossier commerciali aperti, fara’ salire ulteriormente la tensione con la Cina. Pechino considera l’isola una provincia ribelle ma parte integrante della madrepatria, di cui ha minacciato piu’ volte l’invasione .

Se l’ombra del protezionismo, sembrava essersi dissolta in questa crisi, probabilmente non abbiamo fatto abbastanza i conti con il passato, dimenticandolo…..e lasciando che con il tempo un’altra ombra si distenda sulla Madre di tutte le Crisi.

Andrea

Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:20

(AGI) – Washington, 29 gen. – L’amministrazione Obama, sulla falsariga di quella di George W. Bush, si appresta a vendere armi a Taiwan per un controvalore di 6 miliardi di dollari. Una mossa che, dopo il caso Google e gli altri dossier commerciali aperti, fara’ salire ulteriormente la tensione con la Cina. Pechino considera l’isola una provincia ribelle ma parte integrante della madrepatria, di cui ha minacciato piu’ volte l’invasione .

Se l’ombra del protezionismo, sembrava essersi dissolta in questa crisi, probabilmente non abbiamo fatto abbastanza i conti con il passato, dimenticandolo…..e lasciando che con il tempo un’altra ombra si distenda sulla Madre di tutte le Crisi.

Andrea

Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:34

 Ciao a tutti,

voglio porre alcune domande a tutti gli italiani imbarcati sul veliero, che se ne sono andati dal proprio paese,diciamo………. per fare fortuna, 

1° vi ha spinto la necessità oppure la voglia di fare soldi e  soddisfare il vostro ego?
2° se non era la necessità a portarvi fuori dall’Italia perché non provare a mettere le proprie capacità per migliorare il proprio paese per magari arrivare a formare una nuova classe dirigente degna di questo nome?
3° chi è fuori dall’Italia e continua a sputare su questo paese, e sia ben chiaro che ha mille e una ragione per farlo, perché non rientra e cerca di mettere le proprie esperienze e capacità a servizio degli italiani?
4° nel passato in un paese  in guerra era naturale che coloro che erano fuori rientrassero per aiutare i fratelli rimasti in patria (ho dei vecchi ricordi di racconti dei reduci del 15/18 e pure dei reduci della 2a guerra) non vi sentite in dovere di rientrare per cercare di drizzare la situazione ? non vi pare che siamo in guerra?
Sarà una guerra economica ma pur sempre guerra è.
5° considerando che "crisi" significa emergenza (l’ho imparato da poco perché non ho studiato greco)domando a voi italiani all’estero: se la vostra casa va a fuoco ( perché molti politici corrotti e incompetenti l’hanno bruciata) che fate? state con le mani in mano o prendete idranti e secchi per spegnere l’incendio? o aspettate i pompieri?

Voglio dire che l’Italia è la nostra casa e siamo noi che dobbiamo usare tutti i secchi e perché no anche i "secchioni" per domare le fiamme.

Per quanto con tanti anni sulla gobba mi sento di mettermi in gioco per fare quanto nel mio piccolo sarà possibile e di leggere solo e sempre che
il nostro bel Paese è uno schifo mi amareggia.

Sapete qual’è la differenza fra quelli della mia generazione e quelli della vostra ?
Semplicemente noi vecchi se abbiamo l’acqua in casa ci diamo da fare per toglierla senza indicare col dito a qualcuno che lo faccia, se abbiamo le "erbacce" in giardino non chiamiamo il giardiniere ma chiniamo la schiena e ce le togliamo.

Ragazzi abbiamo un paese che potrebbe essere un giardino ma se  quelli che potrebbero essere i "migliori giardinieri" stanno fuori dal cancello a indicare le erbacce col dito e non fanno nulla per cambiare la situazione ………..ebbene potrà solo e sempre andare peggio.

Buona serata

Scritto il 29 gennaio 2010 at 19:34

 Ciao a tutti,

voglio porre alcune domande a tutti gli italiani imbarcati sul veliero, che se ne sono andati dal proprio paese,diciamo………. per fare fortuna, 

1° vi ha spinto la necessità oppure la voglia di fare soldi e  soddisfare il vostro ego?
2° se non era la necessità a portarvi fuori dall’Italia perché non provare a mettere le proprie capacità per migliorare il proprio paese per magari arrivare a formare una nuova classe dirigente degna di questo nome?
3° chi è fuori dall’Italia e continua a sputare su questo paese, e sia ben chiaro che ha mille e una ragione per farlo, perché non rientra e cerca di mettere le proprie esperienze e capacità a servizio degli italiani?
4° nel passato in un paese  in guerra era naturale che coloro che erano fuori rientrassero per aiutare i fratelli rimasti in patria (ho dei vecchi ricordi di racconti dei reduci del 15/18 e pure dei reduci della 2a guerra) non vi sentite in dovere di rientrare per cercare di drizzare la situazione ? non vi pare che siamo in guerra?
Sarà una guerra economica ma pur sempre guerra è.
5° considerando che "crisi" significa emergenza (l’ho imparato da poco perché non ho studiato greco)domando a voi italiani all’estero: se la vostra casa va a fuoco ( perché molti politici corrotti e incompetenti l’hanno bruciata) che fate? state con le mani in mano o prendete idranti e secchi per spegnere l’incendio? o aspettate i pompieri?

Voglio dire che l’Italia è la nostra casa e siamo noi che dobbiamo usare tutti i secchi e perché no anche i "secchioni" per domare le fiamme.

Per quanto con tanti anni sulla gobba mi sento di mettermi in gioco per fare quanto nel mio piccolo sarà possibile e di leggere solo e sempre che
il nostro bel Paese è uno schifo mi amareggia.

Sapete qual’è la differenza fra quelli della mia generazione e quelli della vostra ?
Semplicemente noi vecchi se abbiamo l’acqua in casa ci diamo da fare per toglierla senza indicare col dito a qualcuno che lo faccia, se abbiamo le "erbacce" in giardino non chiamiamo il giardiniere ma chiniamo la schiena e ce le togliamo.

Ragazzi abbiamo un paese che potrebbe essere un giardino ma se  quelli che potrebbero essere i "migliori giardinieri" stanno fuori dal cancello a indicare le erbacce col dito e non fanno nulla per cambiare la situazione ………..ebbene potrà solo e sempre andare peggio.

Buona serata

Scritto il 29 gennaio 2010 at 20:56

Quel “gnoccone” del cuggino, non è un “marinaio da chiatta”, perché è rimasto tra noi,
Tu allora che fai Altapata, ti fai pregare…

“Gente di mare che va, dove gli pare.. dove non sa…”.

Ma noi siamo tutti più contenti se rimanete qua…

…..

Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali,
ed ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali.
La nave è fulmine, torpedine, miccia,
scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d’acciaio,
pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento,
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.
E il capitano disse al mozzo di bordo
"Giovanotto, io non vedo niente.
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

Ohohohohoh
Lalalalalala

Ohohohohoh
Lalalalalalala

Scritto il 29 gennaio 2010 at 20:56

Quel “gnoccone” del cuggino, non è un “marinaio da chiatta”, perché è rimasto tra noi,
Tu allora che fai Altapata, ti fai pregare…

“Gente di mare che va, dove gli pare.. dove non sa…”.

Ma noi siamo tutti più contenti se rimanete qua…

…..

Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali,
ed ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali.
La nave è fulmine, torpedine, miccia,
scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d’acciaio,
pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento,
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.
E il capitano disse al mozzo di bordo
"Giovanotto, io non vedo niente.
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

Ohohohohoh
Lalalalalala

Ohohohohoh
Lalalalalalala

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 21:24

Cara CCP,
non frainterdermi, io amo l’ Italia, piu’ di ogni altro paese e mi commuovo pure quando sento l’ inno nazionale, pero’….ti rispondo in due righe:

1-Con tre figli in Italia non campi, almeno da dipendente, senza uno stato che ti fornisca servizi quali dentista (in Germania si’ ), scuole ( solo per la mensa ti spennano) per cui come tutti i dipendenti paghi tutte le tasse, ti ritrovi statisticamente ad essere il piu’ ricco ma non capisci perche’ il tuo conto corrente sia sempre in rosso…e gli altri girino in X5 o cambi qualcosa o ipotechi il futuro della tua famiglia ! Del resto i nostri stipendi come l’ OCSE conferma sono i piu’ bassi…pure i Greci ci son davanti.

2-Ci ho provato, ma in Italia, a 45 anni ti dicono che devi ancora fare la gavetta…all’ estero sei gia’ un senior. Per formare una nuova classe dirigente occorre che quella esistente faccia un passo indietro, ma con ultra settantenni che si comportano da giovanotti e continuano a non mollare sedie e potere e’ difficile restare in coda per anni e anni. Aznar il ex-primo ministro spagnolo, direi di successo si e’ ritirato all’ eta’ di 45 anni, da noi sei ancora in gavetta ! Non so se ho espresso il concetto.

3-Perche’ in Italia esiste la sindrome di Fantozzi, se esci alle 18.30-19.00 dall’ ufficio ti senti battute del tipo “…ci si prende mezza giornata di ferie ?” nei paesi scandivani entri alle 8.30 e te ne vai alle 16.00 e tutto va avanti lo stesso ? Fai il lavoro una volta e bene…non tre e male.

In fondo pero’ hai ragione si potrebbero sradicare piu’ erbacce… ma il problema maggiore dell’ italianita’ e’ una continua ed eterna competizione, del tutti contro tutti, lo respiri appena atterri, la gente corre per essere i primi a prendere il carrello, per le valige, per salire sul’ autobus scavalcando la coda o quando devi fare un documento in un ufficio pubblico subito qualcuno ti dice che “ho un amico” e una cosa dovuta diventa un favore da scambiare ! Ma dall’ Italia credimi non te ne accorgi.

Ma essendo l’ Italia un paese relazionale, il valore di un giovane in gamba e’ praticamente nullo, mentre un anziano ammanigliato, ma incompetente e’ sicuramente piu’ utile…ma il giovane all’ estero crescendo non sviluppa il suo network…per cui il non ritorno e’ quasi certo.

Saluti e non fraintendere il concetto, spesso si ama piu’ l’ Italia da emigrante perche’ quando ti manca ti rendi conto della sua bellezza !

Un saluto
Massimo

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 21:24

Cara CCP,
non frainterdermi, io amo l’ Italia, piu’ di ogni altro paese e mi commuovo pure quando sento l’ inno nazionale, pero’….ti rispondo in due righe:

1-Con tre figli in Italia non campi, almeno da dipendente, senza uno stato che ti fornisca servizi quali dentista (in Germania si’ ), scuole ( solo per la mensa ti spennano) per cui come tutti i dipendenti paghi tutte le tasse, ti ritrovi statisticamente ad essere il piu’ ricco ma non capisci perche’ il tuo conto corrente sia sempre in rosso…e gli altri girino in X5 o cambi qualcosa o ipotechi il futuro della tua famiglia ! Del resto i nostri stipendi come l’ OCSE conferma sono i piu’ bassi…pure i Greci ci son davanti.

2-Ci ho provato, ma in Italia, a 45 anni ti dicono che devi ancora fare la gavetta…all’ estero sei gia’ un senior. Per formare una nuova classe dirigente occorre che quella esistente faccia un passo indietro, ma con ultra settantenni che si comportano da giovanotti e continuano a non mollare sedie e potere e’ difficile restare in coda per anni e anni. Aznar il ex-primo ministro spagnolo, direi di successo si e’ ritirato all’ eta’ di 45 anni, da noi sei ancora in gavetta ! Non so se ho espresso il concetto.

3-Perche’ in Italia esiste la sindrome di Fantozzi, se esci alle 18.30-19.00 dall’ ufficio ti senti battute del tipo “…ci si prende mezza giornata di ferie ?” nei paesi scandivani entri alle 8.30 e te ne vai alle 16.00 e tutto va avanti lo stesso ? Fai il lavoro una volta e bene…non tre e male.

In fondo pero’ hai ragione si potrebbero sradicare piu’ erbacce… ma il problema maggiore dell’ italianita’ e’ una continua ed eterna competizione, del tutti contro tutti, lo respiri appena atterri, la gente corre per essere i primi a prendere il carrello, per le valige, per salire sul’ autobus scavalcando la coda o quando devi fare un documento in un ufficio pubblico subito qualcuno ti dice che “ho un amico” e una cosa dovuta diventa un favore da scambiare ! Ma dall’ Italia credimi non te ne accorgi.

Ma essendo l’ Italia un paese relazionale, il valore di un giovane in gamba e’ praticamente nullo, mentre un anziano ammanigliato, ma incompetente e’ sicuramente piu’ utile…ma il giovane all’ estero crescendo non sviluppa il suo network…per cui il non ritorno e’ quasi certo.

Saluti e non fraintendere il concetto, spesso si ama piu’ l’ Italia da emigrante perche’ quando ti manca ti rendi conto della sua bellezza !

Un saluto
Massimo

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 22:55

Gli uomini imparano le lezioni della vita solo quando queste ormai sono totalmente inutili

è vero Ain, ma solo per quelli che non voglio vedere, non vogliono sapere

la lezione non è……si salvi chi può, arraffa e scappa, saccheggia il cassaintegrato ferito, rapina il disoccupato in fin di vita….la macelleria sociale….ce l’abbiamo qua

sono sempre più indignata, …tetti ai bonus???tolgono i tetti ai finanziamenti politici….i dollari entrano dalla finestra invece che dalla porta….

Benetton e Co…che costituiscono una società in concorrenza con Trenitalia…libera concorrenza????vedremo un’altra operazione Alitalia, la good company ai privati la bad a noi…. Fiat distribuisce dividendi e chiude stabilimenti, Omega si dissolve in fuga….Telecom vende la rete…..hai ragione Compasso, il nostro è un Paese sperperato dalla corruzione….

Ai prof, ai saccenti, agli umili, ai piccoli artigiani, ai dipendenti, agli autonomi, agli autarchici, ai dissidenti, ai polemici, ai provocatori, che frequentano questo veliero, ai dormienti sottocoperta, ai silenti, ai suonatori di campane d’allarme, agli urlatori, agli emigranti, a chi vive alla giornata, a chi si gode il sole sull’altro lato del pianeta, dico una sola cosa…..

se siamo ancora qui ci sarà un perchè………

siamo umani e siamo pensanti, siamo ignoranti ma conosciamo la vita, riconosciamo il buio e vogliamo la luce, siamo presenti ma non andiamo in panico, siamo smarriti ma non diventiamo violenti, ci aggrediscono in tanti ma di più sono quelli che ci amano, qui l’aria profuma di mare aperto, nessun olezzo può transitare a lungo….

noi siamo il popolo degli onesti…..

a testa alta e voce pacata affermiamo sempre più convinti e più consapevoli di voler nutrire l’anima piuttosto che il portafoglio, di  voler guardare negli occhi il prossimo, di voler capire le pene o le smanie, di riconoscere il dolore di chi non si lamenta, di voler regalare un sorriso perchè non costa niente ma si vince tanto….

gracav

utente anonimo
Scritto il 29 gennaio 2010 at 22:55

Gli uomini imparano le lezioni della vita solo quando queste ormai sono totalmente inutili

è vero Ain, ma solo per quelli che non voglio vedere, non vogliono sapere

la lezione non è……si salvi chi può, arraffa e scappa, saccheggia il cassaintegrato ferito, rapina il disoccupato in fin di vita….la macelleria sociale….ce l’abbiamo qua

sono sempre più indignata, …tetti ai bonus???tolgono i tetti ai finanziamenti politici….i dollari entrano dalla finestra invece che dalla porta….

Benetton e Co…che costituiscono una società in concorrenza con Trenitalia…libera concorrenza????vedremo un’altra operazione Alitalia, la good company ai privati la bad a noi…. Fiat distribuisce dividendi e chiude stabilimenti, Omega si dissolve in fuga….Telecom vende la rete…..hai ragione Compasso, il nostro è un Paese sperperato dalla corruzione….

Ai prof, ai saccenti, agli umili, ai piccoli artigiani, ai dipendenti, agli autonomi, agli autarchici, ai dissidenti, ai polemici, ai provocatori, che frequentano questo veliero, ai dormienti sottocoperta, ai silenti, ai suonatori di campane d’allarme, agli urlatori, agli emigranti, a chi vive alla giornata, a chi si gode il sole sull’altro lato del pianeta, dico una sola cosa…..

se siamo ancora qui ci sarà un perchè………

siamo umani e siamo pensanti, siamo ignoranti ma conosciamo la vita, riconosciamo il buio e vogliamo la luce, siamo presenti ma non andiamo in panico, siamo smarriti ma non diventiamo violenti, ci aggrediscono in tanti ma di più sono quelli che ci amano, qui l’aria profuma di mare aperto, nessun olezzo può transitare a lungo….

noi siamo il popolo degli onesti…..

a testa alta e voce pacata affermiamo sempre più convinti e più consapevoli di voler nutrire l’anima piuttosto che il portafoglio, di  voler guardare negli occhi il prossimo, di voler capire le pene o le smanie, di riconoscere il dolore di chi non si lamenta, di voler regalare un sorriso perchè non costa niente ma si vince tanto….

gracav

Scritto il 30 gennaio 2010 at 00:39


Carissima gracav, come sempre condivido ciò che scrivi, illuminanti le tue parole, oserei dire come quelle del Capitano; è stato un piacere conoscerti, come tanti altri compagni di viaggio, ero emozionata e piacevolmente commossa ad Assisi, c’è sintonia.
Non può una distanza materiale separanci da un amico…
 
Buona notte
Che il Grande Spirito Veglio sul Vostro sonno e su quello dei Vostri Cari
Valentina
 
 
 
p.s Altapatogonia, non Ti seccherò più, ma non sono tre anni di Bla bla bla come pensi tu.

Scritto il 30 gennaio 2010 at 00:39


Carissima gracav, come sempre condivido ciò che scrivi, illuminanti le tue parole, oserei dire come quelle del Capitano; è stato un piacere conoscerti, come tanti altri compagni di viaggio, ero emozionata e piacevolmente commossa ad Assisi, c’è sintonia.
Non può una distanza materiale separanci da un amico…
 
Buona notte
Che il Grande Spirito Veglio sul Vostro sonno e su quello dei Vostri Cari
Valentina
 
 
 
p.s Altapatogonia, non Ti seccherò più, ma non sono tre anni di Bla bla bla come pensi tu.

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 01:26

 Benito Livigni ex collaboratore di Mattei all’ENI su Youtube
 
http://lucapilolli.wordpress.com/2010/01/18/benito-livigni-collaboratore-di-mattei-la-storia-affiora-oltre-le-censure-di-regime/

Le porcherie dell’America a nostro danno, anche dell’Inghilterra. La storia dell’ENI e del petrolio italiano, anche da documenti segreti, persino criptati. Di Mattei. Il sabotaggio dell’aereo di Mattei da parte dei Servizi, l’archiviazione dell’inchiesta, di cui Livigni ha fatto un libro. Il rapporto tra l’assassinio di Kennedy e quello di Mattei. Le responsabilità inglesi.
Le responsabilità di Fanfani.
I rapporti tra Kennedy e Mattei, finora sconosciuti
Le "stragi di mafia" organizzate dalle banche d’affari angloamericane per minare l’economia italiana. 
Le denunce di Lyndon La Ruche. Le orribili colpe di Goldman Sachs e di Draghi.
Gli aumenti ingiustificati della benzina, le colpe dei petrolieri
 
interessante anche questa clip,  su Scaroni, l’ENI, il petrolio kazako:  
 
http://www.youtube.com/watch?v=yPFz-Eir0vk&feature=related

Stella

 

utente anonimo

 Benito Livigni ex collaboratore di Mattei all’ENI su Youtube
 
http://lucapilolli.wordpress.com/2010/01/18/benito-livigni-collaboratore-di-mattei-la-storia-affiora-oltre-le-censure-di-regime/

Le porcherie dell’America a nostro danno, anche dell’Inghilterra. La storia dell’ENI e del petrolio italiano, anche da documenti segreti, persino criptati. Di Mattei. Il sabotaggio dell’aereo di Mattei da parte dei Servizi, l’archiviazione dell’inchiesta, di cui Livigni ha fatto un libro. Il rapporto tra l’assassinio di Kennedy e quello di Mattei. Le responsabilità inglesi.
Le responsabilità di Fanfani.
I rapporti tra Kennedy e Mattei, finora sconosciuti
Le "stragi di mafia" organizzate dalle banche d’affari angloamericane per minare l’economia italiana. 
Le denunce di Lyndon La Ruche. Le orribili colpe di Goldman Sachs e di Draghi.
Gli aumenti ingiustificati della benzina, le colpe dei petrolieri
 
interessante anche questa clip,  su Scaroni, l’ENI, il petrolio kazako:  
 
http://www.youtube.com/watch?v=yPFz-Eir0vk&feature=related

Stella

 

utente anonimo

 Benito Livigni ex collaboratore di Mattei all’ENI su Youtube
 
http://lucapilolli.wordpress.com/2010/01/18/benito-livigni-collaboratore-di-mattei-la-storia-affiora-oltre-le-censure-di-regime/

Le porcherie dell’America a nostro danno, anche dell’Inghilterra. La storia dell’ENI e del petrolio italiano, anche da documenti segreti, persino criptati. Di Mattei. Il sabotaggio dell’aereo di Mattei da parte dei Servizi, l’archiviazione dell’inchiesta, di cui Livigni ha fatto un libro. Il rapporto tra l’assassinio di Kennedy e quello di Mattei. Le responsabilità inglesi.
Le responsabilità di Fanfani.
I rapporti tra Kennedy e Mattei, finora sconosciuti
Le "stragi di mafia" organizzate dalle banche d’affari angloamericane per minare l’economia italiana. 
Le denunce di Lyndon La Ruche. Le orribili colpe di Goldman Sachs e di Draghi.
Gli aumenti ingiustificati della benzina, le colpe dei petrolieri
 
interessante anche questa clip,  su Scaroni, l’ENI, il petrolio kazako:  
 
http://www.youtube.com/watch?v=yPFz-Eir0vk&feature=related

Stella

 

utente anonimo

 Benito Livigni ex collaboratore di Mattei all’ENI su Youtube
 
http://lucapilolli.wordpress.com/2010/01/18/benito-livigni-collaboratore-di-mattei-la-storia-affiora-oltre-le-censure-di-regime/

Le porcherie dell’America a nostro danno, anche dell’Inghilterra. La storia dell’ENI e del petrolio italiano, anche da documenti segreti, persino criptati. Di Mattei. Il sabotaggio dell’aereo di Mattei da parte dei Servizi, l’archiviazione dell’inchiesta, di cui Livigni ha fatto un libro. Il rapporto tra l’assassinio di Kennedy e quello di Mattei. Le responsabilità inglesi.
Le responsabilità di Fanfani.
I rapporti tra Kennedy e Mattei, finora sconosciuti
Le "stragi di mafia" organizzate dalle banche d’affari angloamericane per minare l’economia italiana. 
Le denunce di Lyndon La Ruche. Le orribili colpe di Goldman Sachs e di Draghi.
Gli aumenti ingiustificati della benzina, le colpe dei petrolieri
 
interessante anche questa clip,  su Scaroni, l’ENI, il petrolio kazako:  
 
http://www.youtube.com/watch?v=yPFz-Eir0vk&feature=related

Stella

 

utente anonimo

 Intervista esclusiva a Benito Li Vigni – ex dirigente Eni
16-2-06

Benito Li Vigni è entrato nell’azienda petrolifera di stato, l’Eni, con Enrico Mattei ed è rimasto nel gruppo fino al 1996, ricoprendovi posizioni chiave. È probabilmente il maggiore esperto degli interessi petroliferi italiani nel Golfo Persico. Le sue ricerche hanno ispirato l’anno scorso un servizio di Rainews 24 dedicato alla presenza italiana in Iraq. Per parlare con lui abbiamo assunto l’ottica cinica della geopolitica, per capire perché il tricolore sventola a Nassirya, e per scoprire che i nuovi venti di guerra che spirano dall’Iran non portano nulla di buono all’Italia. Nemmeno al nostro portafogli.

Dottor Li Vigni, perché siamo a Nassirya?

Io sono convinto che siamo lì per fare affari. Non lo dico io, ma lo dice un dossier del Ministero delle Attività Produttive del febbraio del 2003, che sei mesi prima dell’attacco americano all’Iraq è stato commmissionato al professor Giuseppe Cassano della facoltà di Economia dell’Università di Teramo. In quel documento di 20 pagine, 10 parlavano di petrolio: in parole povere, vi era scritto che se gli Usa avessero attaccato l’Iraq noi avevamo degli affari da difendere e si parlava chiaramente del petrolio di Nassirya. Nel 1996 Saddam Hussein aveva promesso all’italiana Eni, alla russa Lukoil e alla francese Total-Fina condizioni estremamente vantaggiose per lo sfruttamento del petrolio iracheno. Il dittatore chiedeva in cambio un sostegno anti-embargo in sede Onu. Lo dimostra un documento ufficiale Usa, il numero 35AS0713 del "Foreign Suitors for Iraqi Oilfield Contracts", datato 5 maggio 2001, che fa parte del rapporto Cheney sull’energia dello stesso anno.
Il giacimento di Nassirya è valutato attorno ai 3-4 miliardi di barili, il che porterebbe all’Eni circa 3,5 miliardi di dollari. Saddam aveva promesso all’Italia quella zona, e oggi il nostro contingente militare controlla proprio quell’area.

Quindi l’Eni avrà comunque ciò che gli aveva promesso Saddam, anche se ora a garantirglielo sono gli alleati delle “forze della coalizione”?

Secondo la costituzione irachena appena approvata, il petrolio deve rimanere proprietà del popolo. Le grandi compagnie angloamericane non puntano quindi alla privatizzazione dei giacimenti, ma a stipulare con l’azienda petrolifera statale dell’Iraq un contratto molto vantaggioso: esattamente quello che Saddam aveva offerto a Italia, Russia e Francia, e non a loro. Si chiama Production Sharing Agreement (PSA). Prevede che chi riceve in gestione un giacimento lo utilizzi per un periodo che va dai 20 ai 40 anni e soprattutto trattenga dal 40 al 60 per cento dei profitti. Non solo, la compagnia può inserire nei propri bilanci le riserve che ha in gestione ….

…allora americani e inglesi avranno in gestione i giacimenti a queste condizioni vantaggiose, e la nostra Eni otterrà altrettanto per Nassirya. Siamo a posto, avremo quello che volevamo…

No. La novità è che la nuova classe dirigente irachena non sembra essere disposta a concedere alle compagnie straniere contratti come il PSA, così svantaggioso per il popolo iracheno. Questo contratto nel mondo è stipulato solo per il 10 per cento circa delle riserve mondiali, per piccoli giacimenti, e i paesi produttori lo evitano, perché è sostanzialmente un contratto capestro. La situazione attualmente è tale per cui si va verso un fallimento dell’ipotesi PSA. La legge sul petrolio che ora giace al parlamento iracheno molto probabilmente alla fine non prevederà questo tipo di contratto.

Ma questo significherebbe il totale fallimento dell’invasione dell’Iraq, che nella visione dei neocon americani, come è scritto del documento A Project For a New American Century , doveva garantire agli Usa il controllo del petrolio del Golfo.

Certamente. E la posta in gioco è molto più alta di quello che dicono le stime ufficiali, che parlano di 115 miliardi di barili nel sottosuolo iracheno. Infatti secondo il Dipartimento per l’Energia americano ci sono altre ricche riserve nella zona desertica occidentale, che fino ad ora non è stata sfruttata. Inoltre nella parte orientale si attinge solo da 17 giacimenti su 80. Insomma, ci sarebbero circa 260 miliardi di barili nella parte est più – almeno – altri 100 miliardi nella parte ovest, per un totale che può arrivare anche a 400 miliardi di barili sotto l’intero Iraq. Per avere una proporzione, le riserve totali di Stati Uniti, Canada, Messico, Europa occidentale, Australia, Nuova Zelanda, Cina e tutta l’Asia non mediorientale messe insieme non superano i 114 miliardi di barili.

È un fallimento anche per l’Italia?

Se, come è probabile, gli iracheni non concederanno mai a nessuno un contratto capestro come il PSA, non lo otterremo nemmeno noi. È una sconfitta su tutti i fronti per le forze della coalizione, compresa l’Italia e la sua Eni. Io sono convinto che nell’ultimo discorso sullo stato dell’Unione del presidente Bush sia ravvisabile una sorta di pentimento, quando si afferma che gli Usa non debbono dipendere solo dal petrolio. È il pentimento di chi si rende conto che l’invasione dell’Iraq ha isolato gli Stati Uniti nel mondo, senza produrre in cambio i benefici sperati – ricordiamo che l’Iraq non è ancora stato pacificato.

Insomma, l’amministrazione Bush ha fallito su tutti i fronti?

Ha valutato malissimo la situazione sin dall’inizio. Basti pensare a come è stata trattata la minoranza sunnita, che al tempo di Saddam deteneva il potere attraverso il partito Baath. Ricorda? Dopo l’invasione l’esercito è stato immediatamente smantellato. Migliaia di ex soldati affamati e senza più lo stipendio sono andati a riempire le file degli “insorti”. Per non parlare di tutta la classe dirigente sunnita che è stata epurata.
Ebbene, il territorio dove si concentrano i sunniti possiede la maggior parte dei giacimenti di petrolio ancora da scoprire. È proprio la parte desertica occidentale di cui le parlavo prima. I sunniti inoltre hanno le infrastrutture: gli oleodotti principali che partono da Bassora passano proprio per il cosiddetto triangolo sunnita (Baghdad–Ar-Ramadi–Tikrit). I sunniti hanno in mano il futuro iracheno, e governare senza di loro non è possibile. Quando gli americani lo hanno capito era troppo tardi: se li erano irrimediabilmente fatti nemici. Per chiudere il cerchio, aggiungiamo che l’altra principale etnia del paese, oltretutto quella maggioritaria, è la sciita. E gli sciiti sono filo-iraniani.

A proposito, il prossimo fronte sembra essere quello iraniano. La questione del nucleare di Teheran è sul punto di giungere sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Al Pentagono preparano nel dettaglio piani di bombardamento dell’Iran. L’Italia ha una Nassirya iraniana? Se il nostro paese dovesse partecipare – magari attraverso la solita formula dell’intervento “umanitario” – ad una guerra contro l’Iran, quali interessi dovremmo tutelare?

L’Italia è il pricipale partner commerciale dell’Iran non solo per il petrolio, ma anche per il gas. Abbiamo in concessione 4 aree in quel paese, dove siamo autorizzati a cercare giacimenti. Nel 1999 l’Iran ha riaperto il suo territorio all’esplorazione da parte di società internazionali, e noi siamo stati i primi ad avere concessioni Buy-Back . Questo tipo di contratto prevede che la società petrolifera che trova un giacimento, nel nostro caso sempre l’Eni, può tenere per sé il ricavato della vendita del greggio fino a che non copre i costi che ha sostenuto per la ricerca, e dopo può trattenere solo il 25 per cento dei ricavi, dando il restante 75 per cento allo Stato. In Iran vige il Buy-Back e il PSA è bandito. L’Italia ha fino ad ora beneficiato della vecchia politica filo-araba dell’Eni di Enrico Mattei, ma la nostra recente politica estera sta incrinando questo rapporto privilegiato.
Abbiamo tutto da perdere dall’aumento della tensione con l’Iran e da ogni nuovo possibile conflitto nell’aerea. L’Iran non può essere invaso come è stato per l’Iraq, è una prospettiva geopoliticamente improbabile. Se verrà bombardato ed emarginato, manterrà comunque la sua sovranità e l’Italia perderà con tutta probabilità i suoi giacimenti.

Benito Li Vigni è autore de “La guerra del petrolio” (Editori Riuniti) ed è in uscita il suo nuovo libro “In nome del Petrolio” con la medesima casa editrice.

di Paolo Jormi Bianchi

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 01:29

 Intervista esclusiva a Benito Li Vigni – ex dirigente Eni
16-2-06

Benito Li Vigni è entrato nell’azienda petrolifera di stato, l’Eni, con Enrico Mattei ed è rimasto nel gruppo fino al 1996, ricoprendovi posizioni chiave. È probabilmente il maggiore esperto degli interessi petroliferi italiani nel Golfo Persico. Le sue ricerche hanno ispirato l’anno scorso un servizio di Rainews 24 dedicato alla presenza italiana in Iraq. Per parlare con lui abbiamo assunto l’ottica cinica della geopolitica, per capire perché il tricolore sventola a Nassirya, e per scoprire che i nuovi venti di guerra che spirano dall’Iran non portano nulla di buono all’Italia. Nemmeno al nostro portafogli.

Dottor Li Vigni, perché siamo a Nassirya?

Io sono convinto che siamo lì per fare affari. Non lo dico io, ma lo dice un dossier del Ministero delle Attività Produttive del febbraio del 2003, che sei mesi prima dell’attacco americano all’Iraq è stato commmissionato al professor Giuseppe Cassano della facoltà di Economia dell’Università di Teramo. In quel documento di 20 pagine, 10 parlavano di petrolio: in parole povere, vi era scritto che se gli Usa avessero attaccato l’Iraq noi avevamo degli affari da difendere e si parlava chiaramente del petrolio di Nassirya. Nel 1996 Saddam Hussein aveva promesso all’italiana Eni, alla russa Lukoil e alla francese Total-Fina condizioni estremamente vantaggiose per lo sfruttamento del petrolio iracheno. Il dittatore chiedeva in cambio un sostegno anti-embargo in sede Onu. Lo dimostra un documento ufficiale Usa, il numero 35AS0713 del "Foreign Suitors for Iraqi Oilfield Contracts", datato 5 maggio 2001, che fa parte del rapporto Cheney sull’energia dello stesso anno.
Il giacimento di Nassirya è valutato attorno ai 3-4 miliardi di barili, il che porterebbe all’Eni circa 3,5 miliardi di dollari. Saddam aveva promesso all’Italia quella zona, e oggi il nostro contingente militare controlla proprio quell’area.

Quindi l’Eni avrà comunque ciò che gli aveva promesso Saddam, anche se ora a garantirglielo sono gli alleati delle “forze della coalizione”?

Secondo la costituzione irachena appena approvata, il petrolio deve rimanere proprietà del popolo. Le grandi compagnie angloamericane non puntano quindi alla privatizzazione dei giacimenti, ma a stipulare con l’azienda petrolifera statale dell’Iraq un contratto molto vantaggioso: esattamente quello che Saddam aveva offerto a Italia, Russia e Francia, e non a loro. Si chiama Production Sharing Agreement (PSA). Prevede che chi riceve in gestione un giacimento lo utilizzi per un periodo che va dai 20 ai 40 anni e soprattutto trattenga dal 40 al 60 per cento dei profitti. Non solo, la compagnia può inserire nei propri bilanci le riserve che ha in gestione ….

…allora americani e inglesi avranno in gestione i giacimenti a queste condizioni vantaggiose, e la nostra Eni otterrà altrettanto per Nassirya. Siamo a posto, avremo quello che volevamo…

No. La novità è che la nuova classe dirigente irachena non sembra essere disposta a concedere alle compagnie straniere contratti come il PSA, così svantaggioso per il popolo iracheno. Questo contratto nel mondo è stipulato solo per il 10 per cento circa delle riserve mondiali, per piccoli giacimenti, e i paesi produttori lo evitano, perché è sostanzialmente un contratto capestro. La situazione attualmente è tale per cui si va verso un fallimento dell’ipotesi PSA. La legge sul petrolio che ora giace al parlamento iracheno molto probabilmente alla fine non prevederà questo tipo di contratto.

Ma questo significherebbe il totale fallimento dell’invasione dell’Iraq, che nella visione dei neocon americani, come è scritto del documento A Project For a New American Century , doveva garantire agli Usa il controllo del petrolio del Golfo.

Certamente. E la posta in gioco è molto più alta di quello che dicono le stime ufficiali, che parlano di 115 miliardi di barili nel sottosuolo iracheno. Infatti secondo il Dipartimento per l’Energia americano ci sono altre ricche riserve nella zona desertica occidentale, che fino ad ora non è stata sfruttata. Inoltre nella parte orientale si attinge solo da 17 giacimenti su 80. Insomma, ci sarebbero circa 260 miliardi di barili nella parte est più – almeno – altri 100 miliardi nella parte ovest, per un totale che può arrivare anche a 400 miliardi di barili sotto l’intero Iraq. Per avere una proporzione, le riserve totali di Stati Uniti, Canada, Messico, Europa occidentale, Australia, Nuova Zelanda, Cina e tutta l’Asia non mediorientale messe insieme non superano i 114 miliardi di barili.

È un fallimento anche per l’Italia?

Se, come è probabile, gli iracheni non concederanno mai a nessuno un contratto capestro come il PSA, non lo otterremo nemmeno noi. È una sconfitta su tutti i fronti per le forze della coalizione, compresa l’Italia e la sua Eni. Io sono convinto che nell’ultimo discorso sullo stato dell’Unione del presidente Bush sia ravvisabile una sorta di pentimento, quando si afferma che gli Usa non debbono dipendere solo dal petrolio. È il pentimento di chi si rende conto che l’invasione dell’Iraq ha isolato gli Stati Uniti nel mondo, senza produrre in cambio i benefici sperati – ricordiamo che l’Iraq non è ancora stato pacificato.

Insomma, l’amministrazione Bush ha fallito su tutti i fronti?

Ha valutato malissimo la situazione sin dall’inizio. Basti pensare a come è stata trattata la minoranza sunnita, che al tempo di Saddam deteneva il potere attraverso il partito Baath. Ricorda? Dopo l’invasione l’esercito è stato immediatamente smantellato. Migliaia di ex soldati affamati e senza più lo stipendio sono andati a riempire le file degli “insorti”. Per non parlare di tutta la classe dirigente sunnita che è stata epurata.
Ebbene, il territorio dove si concentrano i sunniti possiede la maggior parte dei giacimenti di petrolio ancora da scoprire. È proprio la parte desertica occidentale di cui le parlavo prima. I sunniti inoltre hanno le infrastrutture: gli oleodotti principali che partono da Bassora passano proprio per il cosiddetto triangolo sunnita (Baghdad–Ar-Ramadi–Tikrit). I sunniti hanno in mano il futuro iracheno, e governare senza di loro non è possibile. Quando gli americani lo hanno capito era troppo tardi: se li erano irrimediabilmente fatti nemici. Per chiudere il cerchio, aggiungiamo che l’altra principale etnia del paese, oltretutto quella maggioritaria, è la sciita. E gli sciiti sono filo-iraniani.

A proposito, il prossimo fronte sembra essere quello iraniano. La questione del nucleare di Teheran è sul punto di giungere sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Al Pentagono preparano nel dettaglio piani di bombardamento dell’Iran. L’Italia ha una Nassirya iraniana? Se il nostro paese dovesse partecipare – magari attraverso la solita formula dell’intervento “umanitario” – ad una guerra contro l’Iran, quali interessi dovremmo tutelare?

L’Italia è il pricipale partner commerciale dell’Iran non solo per il petrolio, ma anche per il gas. Abbiamo in concessione 4 aree in quel paese, dove siamo autorizzati a cercare giacimenti. Nel 1999 l’Iran ha riaperto il suo territorio all’esplorazione da parte di società internazionali, e noi siamo stati i primi ad avere concessioni Buy-Back . Questo tipo di contratto prevede che la società petrolifera che trova un giacimento, nel nostro caso sempre l’Eni, può tenere per sé il ricavato della vendita del greggio fino a che non copre i costi che ha sostenuto per la ricerca, e dopo può trattenere solo il 25 per cento dei ricavi, dando il restante 75 per cento allo Stato. In Iran vige il Buy-Back e il PSA è bandito. L’Italia ha fino ad ora beneficiato della vecchia politica filo-araba dell’Eni di Enrico Mattei, ma la nostra recente politica estera sta incrinando questo rapporto privilegiato.
Abbiamo tutto da perdere dall’aumento della tensione con l’Iran e da ogni nuovo possibile conflitto nell’aerea. L’Iran non può essere invaso come è stato per l’Iraq, è una prospettiva geopoliticamente improbabile. Se verrà bombardato ed emarginato, manterrà comunque la sua sovranità e l’Italia perderà con tutta probabilità i suoi giacimenti.

Benito Li Vigni è autore de “La guerra del petrolio” (Editori Riuniti) ed è in uscita il suo nuovo libro “In nome del Petrolio” con la medesima casa editrice.

di Paolo Jormi Bianchi

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 02:37

scusa l’animale hai cambiato nome sei il folletto,questo nome non ti si addice , fregatene non essere permaloso e ritorna il folletto e’ cosi’ bello.
Ciao Simone

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 02:37

scusa l’animale hai cambiato nome sei il folletto,questo nome non ti si addice , fregatene non essere permaloso e ritorna il folletto e’ cosi’ bello.
Ciao Simone

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 02:51

FINO AL   2011!  
 
I miei complimenti Andrea, oramai tutti sono convinti che il quarto quadrimestre dell’economia USA è stato positivo perchè si sono ricostruite le scorte, concetto che tu avevi anticipato di sei mesi.

Anche alla fine del 2008 si diceva che il 2009 sarebbe stato positivo,  quando sento dire che il PIL del 2010 sara positivo….permettete che vi dica, che questi formidabili analisti sono gli stessi delll’anno passato.
Dovranno trascorrere  almeno altri 14/18 mesi prima che la tempesta passi e si ricominci a salire.
LA domanda che si pongono in tanti è quante economie rischiano di collassare nel 2010?

Il 2010 sarà un anno di  passioni, come non se ne vedevano da decenni, mai come in questo momento i politici cercano di sembrare credibili, e mai come in questo momento la gente ha poca fiducia nelle istituzioni (questo accade in tutto il mondo).

La paura di chi ha visto tante crisi, è che questa possa innescare  quella serie di eventi a catena che portano alla crisi sistematica con "liquidazione" delle attuali classi politiche, questa crisi fino ad aggi è mancata di drammaticità , al più è sembrata una di quelle amare commedie alla Eduardo De Filippo.
Ma la storia potrebbe essere ancora tutta da scrivere, non per ciò che riguarda i dati macroeconomici,  ma per quello che concerne la sopportazione sociale.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 02:51

FINO AL   2011!  
 
I miei complimenti Andrea, oramai tutti sono convinti che il quarto quadrimestre dell’economia USA è stato positivo perchè si sono ricostruite le scorte, concetto che tu avevi anticipato di sei mesi.

Anche alla fine del 2008 si diceva che il 2009 sarebbe stato positivo,  quando sento dire che il PIL del 2010 sara positivo….permettete che vi dica, che questi formidabili analisti sono gli stessi delll’anno passato.
Dovranno trascorrere  almeno altri 14/18 mesi prima che la tempesta passi e si ricominci a salire.
LA domanda che si pongono in tanti è quante economie rischiano di collassare nel 2010?

Il 2010 sarà un anno di  passioni, come non se ne vedevano da decenni, mai come in questo momento i politici cercano di sembrare credibili, e mai come in questo momento la gente ha poca fiducia nelle istituzioni (questo accade in tutto il mondo).

La paura di chi ha visto tante crisi, è che questa possa innescare  quella serie di eventi a catena che portano alla crisi sistematica con "liquidazione" delle attuali classi politiche, questa crisi fino ad aggi è mancata di drammaticità , al più è sembrata una di quelle amare commedie alla Eduardo De Filippo.
Ma la storia potrebbe essere ancora tutta da scrivere, non per ciò che riguarda i dati macroeconomici,  ma per quello che concerne la sopportazione sociale.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 03:07

il Compasso,non esagerare a  quel prezzo te la costruisco di legno e forse e’ meglio e antisismica.EDILE

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 03:07

il Compasso,non esagerare a  quel prezzo te la costruisco di legno e forse e’ meglio e antisismica.EDILE

Scritto il 30 gennaio 2010 at 08:19

Compasso ,

mi trovo sostanzialmente d’acordo con te, probabilmente vedimoe cose in modo simile erhè operimo nello stesso settore.

Il 2010 sarà un anno più critico del 2009 che, pur negativo, alla fine è stato meno peggio di quel che si temeva.

Scritto il 30 gennaio 2010 at 08:19

Compasso ,

mi trovo sostanzialmente d’acordo con te, probabilmente vedimoe cose in modo simile erhè operimo nello stesso settore.

Il 2010 sarà un anno più critico del 2009 che, pur negativo, alla fine è stato meno peggio di quel che si temeva.

Scritto il 30 gennaio 2010 at 08:38

E’ bello sentirti Stella! Il Folletto, Simone ha ragione!? Stavo pensando la
stessa cosa! Non fare l’offesso e il permaloso, da Te non me l’aspettavo, non fate gli offessi e i permalosi…tornate.

Il Cuculo…ciaooooooooo!

"Uno per tutti, tutti per uno…"

Buona giornata Compagni di Viaggio
Vento in poppa!!!
Valentina

Scritto il 30 gennaio 2010 at 08:38

E’ bello sentirti Stella! Il Folletto, Simone ha ragione!? Stavo pensando la
stessa cosa! Non fare l’offesso e il permaloso, da Te non me l’aspettavo, non fate gli offessi e i permalosi…tornate.

Il Cuculo…ciaooooooooo!

"Uno per tutti, tutti per uno…"

Buona giornata Compagni di Viaggio
Vento in poppa!!!
Valentina

Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:01

 Ciao cari naviganti,

è bello leggerVi Valentina e Gracav …………….incontrarvi personalmente è stato molto più bello……….
un abbraccio ad entrambe!!!

Ora carissimi tutti voglio dirvi una cosa, le nonne quando sbagliano devono essere corrette,così come si correggono i ragazzi.

Nel concetto di crisi di ieri (non avendo studiato greco e neanche verificato il termine con gli strumenti di oggi come un traduttore automatico) ho scritto una corbelleria…………..crisis = scelta 
scelta nell’emergenza si………………ma non emergenza come dal greco crisis

Oltre all’ignoranza anche la memoria corta ha aiutato a sbagliare………….
Ma quando si dice che la Provvidenza è infinita …………ho scoperto l’errore nel video di Benetazzo  che ho postato oggi……….

Scusate quindi la mia vergognosa ignoranza………….
Un abbraccio alle ragazze,
Un saluto ai marinai,
Un grazie dal cuore ad Andrea 
E……….buona domenica a tutti

Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:01

 Ciao cari naviganti,

è bello leggerVi Valentina e Gracav …………….incontrarvi personalmente è stato molto più bello……….
un abbraccio ad entrambe!!!

Ora carissimi tutti voglio dirvi una cosa, le nonne quando sbagliano devono essere corrette,così come si correggono i ragazzi.

Nel concetto di crisi di ieri (non avendo studiato greco e neanche verificato il termine con gli strumenti di oggi come un traduttore automatico) ho scritto una corbelleria…………..crisis = scelta 
scelta nell’emergenza si………………ma non emergenza come dal greco crisis

Oltre all’ignoranza anche la memoria corta ha aiutato a sbagliare………….
Ma quando si dice che la Provvidenza è infinita …………ho scoperto l’errore nel video di Benetazzo  che ho postato oggi……….

Scusate quindi la mia vergognosa ignoranza………….
Un abbraccio alle ragazze,
Un saluto ai marinai,
Un grazie dal cuore ad Andrea 
E……….buona domenica a tutti

Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:33

Anch’io non ho studiato greco, (ho una formazione tecnica) ma avevo compreso perfettamente ciò che intendevi dire, sbagliare è umano, dannatamente umano…se poi tutti gli “errori”, direi imprecisioni forse, fossero queste cara ccp!
Si vederci di persona è sempre bellissimooooooooo!!

Perdona Capitano la mia esuberanza, sai che soffro di “Sindrome da psicodipendenza da iceberg-e da Voi tutti, come adoro questa “contagiosa malattia”!Hihihi
Non hanno ancora trovato una cura, il guaio è che non voglio essere curata!!
Un grande abbraccio ccp, a prestooooooooooo!!!!

Capitano, Grazie anche per l’aggiornamento di oggi…
Un grande abbraccio a tutti, un enorme sorriso.
Valentina

p.s mi scuso per il ritardo per il Video di Assisi che è pronto da tempo, ma volevo consegnarlo personalmente a Paolo B. e ci accorderemo per farlo  avere al Capitano .
A  inizio primavera, con il disgelo, con R. potremo fare un giro da quelle parti, vedremo.
Il prossimo fine settimana penso di consegnarlo a Paolo.

Ma…vale l’attesa.

Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:33

Anch’io non ho studiato greco, (ho una formazione tecnica) ma avevo compreso perfettamente ciò che intendevi dire, sbagliare è umano, dannatamente umano…se poi tutti gli “errori”, direi imprecisioni forse, fossero queste cara ccp!
Si vederci di persona è sempre bellissimooooooooo!!

Perdona Capitano la mia esuberanza, sai che soffro di “Sindrome da psicodipendenza da iceberg-e da Voi tutti, come adoro questa “contagiosa malattia”!Hihihi
Non hanno ancora trovato una cura, il guaio è che non voglio essere curata!!
Un grande abbraccio ccp, a prestooooooooooo!!!!

Capitano, Grazie anche per l’aggiornamento di oggi…
Un grande abbraccio a tutti, un enorme sorriso.
Valentina

p.s mi scuso per il ritardo per il Video di Assisi che è pronto da tempo, ma volevo consegnarlo personalmente a Paolo B. e ci accorderemo per farlo  avere al Capitano .
A  inizio primavera, con il disgelo, con R. potremo fare un giro da quelle parti, vedremo.
Il prossimo fine settimana penso di consegnarlo a Paolo.

Ma…vale l’attesa.

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:40

E no anche l’animale!

Comunque identità di vedute.

Posto una cosa che a prima vista sembra banale, ma dimostra come sta montando la paura in USA, la paura (crisi di sfiducia) è l’unica causa dll’iperinflazione, che ripeto non è un fenomeno economico, ma di sfiducia:

Pennies minted before 1982 are made of 95% copper and are already worth about $0.0218. After 1982 they started making pennies with 97.5% zinc and currently they are worth about $0.0065.

Nickels that have been produced from 1946 up until today, have surpassed a value of 5 cents and are now worth about $0.0509.

During hyperinflation, the metal value of all coins will likely rise higher than their denomination values.

For Americans who don’t have the money to buy gold and silver coins, saving up large amounts of nickels, pennies and other base metal coins, may be their next best option.

Please be aware that the U.S. government has made it illegal to melt down nickels and pennies.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:40

E no anche l’animale!

Comunque identità di vedute.

Posto una cosa che a prima vista sembra banale, ma dimostra come sta montando la paura in USA, la paura (crisi di sfiducia) è l’unica causa dll’iperinflazione, che ripeto non è un fenomeno economico, ma di sfiducia:

Pennies minted before 1982 are made of 95% copper and are already worth about $0.0218. After 1982 they started making pennies with 97.5% zinc and currently they are worth about $0.0065.

Nickels that have been produced from 1946 up until today, have surpassed a value of 5 cents and are now worth about $0.0509.

During hyperinflation, the metal value of all coins will likely rise higher than their denomination values.

For Americans who don’t have the money to buy gold and silver coins, saving up large amounts of nickels, pennies and other base metal coins, may be their next best option.

Please be aware that the U.S. government has made it illegal to melt down nickels and pennies.

Il Folletto

Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:48

IL Follettoooooooooo!
HihihiHi!!!
Ciaoooooooo!

p.s mi raccomando parsimonia e a piccole dosi!!!

vietato distrarsi su questo Veliero


Capitano vai a"raffica", il nuovo post "profuma di buono", vado a leggere…

Scritto il 30 gennaio 2010 at 10:48

IL Follettoooooooooo!
HihihiHi!!!
Ciaoooooooo!

p.s mi raccomando parsimonia e a piccole dosi!!!

vietato distrarsi su questo Veliero


Capitano vai a"raffica", il nuovo post "profuma di buono", vado a leggere…

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 12:40

Dopo le follie sull’Economia di Comunione,le chiacchere sul sociale e su Chiara Lubich mi prendo un mese di vacanza.

Significa solo che qui non sono più utile.

Il Folletto

utente anonimo
Scritto il 30 gennaio 2010 at 12:40

Dopo le follie sull’Economia di Comunione,le chiacchere sul sociale e su Chiara Lubich mi prendo un mese di vacanza.

Significa solo che qui non sono più utile.

Il Folletto

Scritto il 30 gennaio 2010 at 13:56

Ma va la…va la…

Chi vive senza follie non è savio quanto crede
F.de la Rochefoucauld

Allora anche Tibor Scitovsky, stando ai tuoi parametri di giudizio, è un folle.

Ciao
Valentina

p.s Altapatagonia “fa il duro”… Bhe in tal caso ovunque tu sia diretto, buon viaggio caro compagno di viaggio, vento in poppa sempre….”porta nel cuore questo amico blu”…

Ps2 però giobbe71, sei proprio un “bel tipino”

Scritto il 30 gennaio 2010 at 13:56

Ma va la…va la…

Chi vive senza follie non è savio quanto crede
F.de la Rochefoucauld

Allora anche Tibor Scitovsky, stando ai tuoi parametri di giudizio, è un folle.

Ciao
Valentina

p.s Altapatagonia “fa il duro”… Bhe in tal caso ovunque tu sia diretto, buon viaggio caro compagno di viaggio, vento in poppa sempre….”porta nel cuore questo amico blu”…

Ps2 però giobbe71, sei proprio un “bel tipino”

utente anonimo
Scritto il 1 febbraio 2010 at 22:56

Penso che ideologhi , politici , e teorici debbano smetterla di occuparsi di finanza.
Chi opera nella finanza segue la legge del profitto esattamente come qualsiasi altro essere umano, comunista,liberale, fascista, cristiano, musulmano che sia. La legge del profitto muove il mondo e non esclude ma finanzia altruismo e beneficienza.
Penso che ideologhi , politici , e intellettuali, e loro mandanti, si occupano di finanza con un unico scopo: fare politicamente quei soldi che non sono capaci di fare operando sul mercato.
Ho letto infiniti testi , libri , articoli di intellettuali sulla finanza, scritti da gente che mai un giorno avevano lottato sul mercato, e quindi niente ne potevano sapere , ma che scrivevano per ben altri scopi. Intellettuali e politici, di destra e di sinistra, parlano di un mondo da loro inventato che non ha nessuna corrispondenza con la realtà quotidiana. Esprimo quindi la mia disapprovazione per chi estraneo alla finanza, si permette di parlare di finanza , soprattutto per ideologhi e pseudoeconomisti che si inventano da un giorno all’altro una competenza in materia . Li butterei tutti a mare per il loro manicheismo e per i loro preconcetti stereotipati che inculcano nella gentuccia, tutti, salvo rare eccezioni ; metto tra le eccezioni, forse,  l’economista anarco capitalista italiano Filippo Matteucci , uno dei pochi che, nel suo eclettismo e nel suo sforzo di superare ideologie interessate, quando scrive sembra avere una cognizione reale di ciò che accade ogni giorno tra chi opera sulle borse mondiali. La maggior parte degli altri parla di un nulla di comodo, cioè di falsità che fanno comodo a chi vuol spremere soldi non suoi dalla finanza.
Giangiacomo M.

utente anonimo
Scritto il 1 febbraio 2010 at 22:56

Penso che ideologhi , politici , e teorici debbano smetterla di occuparsi di finanza.
Chi opera nella finanza segue la legge del profitto esattamente come qualsiasi altro essere umano, comunista,liberale, fascista, cristiano, musulmano che sia. La legge del profitto muove il mondo e non esclude ma finanzia altruismo e beneficienza.
Penso che ideologhi , politici , e intellettuali, e loro mandanti, si occupano di finanza con un unico scopo: fare politicamente quei soldi che non sono capaci di fare operando sul mercato.
Ho letto infiniti testi , libri , articoli di intellettuali sulla finanza, scritti da gente che mai un giorno avevano lottato sul mercato, e quindi niente ne potevano sapere , ma che scrivevano per ben altri scopi. Intellettuali e politici, di destra e di sinistra, parlano di un mondo da loro inventato che non ha nessuna corrispondenza con la realtà quotidiana. Esprimo quindi la mia disapprovazione per chi estraneo alla finanza, si permette di parlare di finanza , soprattutto per ideologhi e pseudoeconomisti che si inventano da un giorno all’altro una competenza in materia . Li butterei tutti a mare per il loro manicheismo e per i loro preconcetti stereotipati che inculcano nella gentuccia, tutti, salvo rare eccezioni ; metto tra le eccezioni, forse,  l’economista anarco capitalista italiano Filippo Matteucci , uno dei pochi che, nel suo eclettismo e nel suo sforzo di superare ideologie interessate, quando scrive sembra avere una cognizione reale di ciò che accade ogni giorno tra chi opera sulle borse mondiali. La maggior parte degli altri parla di un nulla di comodo, cioè di falsità che fanno comodo a chi vuol spremere soldi non suoi dalla finanza.
Giangiacomo M.

Scritto il 2 febbraio 2010 at 05:38

"Cercare di massimizzare i profitti non è mai stato in cima alla lista delle nostre priorità. Ovviamente, per l’attività che facciamo, mantenere buoni profitti è necessario, ma non ha mai rappresentato un valore in sè.
In realtà, è fondamentale"vincere"…agli opcchi dei consumatori facendo allo stesso tempo quaslcosa DI CUI POTERSI SENTIRE ORGOGLIOSI."
JOHN YOUNG Aministratore Delegato Hewlett Packard dal1976 al1992

Valentina

Scritto il 2 febbraio 2010 at 05:38

"Cercare di massimizzare i profitti non è mai stato in cima alla lista delle nostre priorità. Ovviamente, per l’attività che facciamo, mantenere buoni profitti è necessario, ma non ha mai rappresentato un valore in sè.
In realtà, è fondamentale"vincere"…agli opcchi dei consumatori facendo allo stesso tempo quaslcosa DI CUI POTERSI SENTIRE ORGOGLIOSI."
JOHN YOUNG Aministratore Delegato Hewlett Packard dal1976 al1992

Valentina

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