BOND: NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI….TRASFERISCE!

Scritto il alle 07:35 da icebergfinanza

 

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasferisce nella finanza odierna, la ricchezza passa di mano a velocità supersonica. Se qualcuno scrive che i mercati bruciano ricchezza un giorno o la creano il giorno dopo, vi racconta il nulla, nulla si crea, nulla di distrugge nella finanza!

Sono consapevole che alcuni passaggi spesso sul blog sembrano essenzialmente tecnici, non è possibile banalizzare e semplificare tutto e sempre, ma l’importante è cercare di comprendere l’essenziale.

Come nella storia, anche nei mercati finanziari esistono miti e leggende metropolitane difficile da cancellare come ad esempio quella del "quantitative easing" la creazione di liquidità da nulla, vero e proprio tormentone di questi ultimi mesi, che non mancherà di circolare per i canyon di Jackson Hole, annuale incontro dei maggiori "presunti" esperti di politica monetaria e finanza mondiali, in programma nel fine settimana.

Sarebbe interessante come scrive PragCap che qualcuno segnali a Bernanke e James Bullard questo interessante paper proveniente dalla stessa FederalReserve prima che qualcuno evochi ancora una volta il cosidetto "proiettile d’argento" , ovvero l’immissione di ulteriore liquidità per sostenere a sua volta l’emissione di obbligazioni sovrane o ipotecarie. L’analisi suddetta sembra cancellare l’efficacia di tale politica, …but the narrow, textbook money multiplier does not appear to be a useful means of assessing the implications of monetary policy for future money growth or bank lending.”

Le implicazioni le abbiamo più volte spiegate in passato, vi sono grafici che da soli valgono un intero paper, nella dinamica della deflazione da debiti, durante una fase di rientro generalizzato dal debito, cercare di stimolare la velocità della circolazione della moneta non serve a nulla.

FRED Graph

Più avanti nel post avremo tempo e modo di conoscere un’altro mito, un’altra leggenda metropolitana, che circola oggi nei mercati, ma occupiamoci ora di mercati immobiliari.

Le recenti informazioni rilasciate da Moody’s a proposito del mercato immobiliare commerciale ci dicono che in seguito al cedimento della ripresa economica, la recente variazione mensile ha spazzato via le recenti illusioni riportando il peggior risultato mensile dal luglio del 2007, un secco meno 4 % che ha ridotto a meno dell’1 % il risultato positivo del presente anno. Siamo ad oltre il 40 % di caduta dei valori immobiliari commerciali dal picco del 2007. In maniera specifica il valore medio dei centri commerciali è caduto di un impressionante 11 % nel secondo trimestre di quest’anno, peggior rislutato della storia di questo indice, segno che le fantasie dei consumi non sono supportate da un’adeguata attività immobiliare parallela. Solo la richiesta per uffici ha registrato una variazione positiva.

Inoltre sembra che le insolvenze relative alle ratei dei mutui ipotecari contratti, siano rimaste sensibilmente elevate nel secondo trimestre dell’anno, quasi un punto in più rispetto allo scorso anno, oltre tre volte la media storica. La buona notizia è che la dinamica sta rallentando, anche se non ha ancora scontato la frenata economica in corso.

Secondo alcuni indicatori regionali le vendite di abitazioni esistenti sembrano essere crollare in alcuni Stati di ben oltre il 20 % mese su mese e anno su anno, anche se come abbiamo più volte visto non sono determinanti per l’occupazione se non attraverso compravendite che foraggiano essenzialmente mediatori immobiliari e notai, ma che comunque sostengono l’indotto relativo alla ristrutturazione e mobilia degli appartamenti oggetto della transazione.

Come è accaduto in occasione delle aspettative medie in relazione all’indice manifatturiero del distretto di Philadelphia, le attese degli economisti saranno spazzate vie da numeri estremamente negativi rispetto al consenso.

Prosegue nel frattempo silenziosa l’opera di pulizia etnica delle piccole e medie realtà finanziarie americane, con nuove otto banche fallite che portano ad un totale di 118 il numero degli istituti destinati a rendere sempre più troppo grandi per fallire, coloro che hanno il privilegio di assicurarsene le restanti spoglie cancellando nel contempo la concorrenza. Non manca poi molto per cancellare il recente record negativo dello stesso anno di 140 fallimenti. Come abbiamo più volte osservato, il collasso del mercato immobiliare commerciale è il principale responsabili del fallimento di banche che non potendo competere con i colossi finanziari nel foraggiare il fenomeno subprime, avevano optato per finanziare questa incredibile bolla commerciale.

John Mauldin nella sua ultima newsletter cerca di infondere coraggio ad un piccolo gruppo di imprenditori, che disperatamente chiedono di intravvedere uno spiraglio nella nebbia di cattive notizie e pessime dinamiche in atto che magistralmente Mauldin condivide da molto tempo, confermando la sua visione di un periodo prolungato di crescita anemica, con disoccupazione elevata e caratterizzata da frequenti recessioni che sono il sempre più probabile risultato di una dinamica di rientro dal debito originata da una crisi finanziaria del credito.

E’ un po quello che accade da tempo durante il nostro viaggio, guardando oltre all’orizzonte, cercando di guardare oltre le cifre. Le recessioni sono malattie invitabili, una sorta di febbre che l’organismo produce per difendersi dagli eccessi, dagli squilibri, se solo avesse il tempo di poter riprendersi nei tempi necessari, senza drammi e forzature che prevedono farmaci o palliativi di breve respiro.

Le opportunità verranno, per chi le saprà cogliere, per chi avrà pazienza di attendere senza necessariamente voler forzare gli eventi, ma inevitabilmente sarà un tempo di “riflessione” che si potranno permettere solo coloro che avranno operato in maniera responsabile capitalizzando l’azienda e preservando il capitale umano.

Erich Fromm amava ricordare che i falsi incoraggiamenti sono dannosi se non addirittura fatali… se incoraggio una persona minimizzando il suo problema, le impedisco di mobilitare l’energia di riserva per ogni emergenza… vale di più essere sinceri e incoraggiare a fare piuttosto che a sperare… anche se aggiungo io, oggi investire non è certo facile in questo oceano di sovvracapacità produttiva.

Serve innovare esplorare vie nuove ed alternative, serve un ritorno alle origini, esaltando tutto ciò che è piccolo e sostenibile, tutto ciò che protegge le tradizioni e la memoria, senza l’eccesso di globalizzazione di questi anni, un’economia principalmente locale che dialoga con il mondo, in uno scambio reciproco.

Tornando ai noi, oggi termini come il “New Normal” o la “Lost Decade” sono termini sempre più utilizzati dagli economisti e dagli analisti, termini che ai lettori di Icebergfinanza risultano familiari, in quanto inevitabile conseguenza di una deflazione da debiti epocale. Non importa quello che cova sotto le ceneri dell’inflazione, non importa quale araba fenice dovrà risorgere dalle sue ceneri, ma tutte le dinamiche in gioco attualmente sono terribilmente deflazionistiche, al di la della loro naturale o innaturale evoluzione.

L’impressionante svolta in favore del risparmio registrata in America, nell’ultimo semestre, evidenziata dalle revisioni, non farà altro che amplificare questa tendenza e consolidare il paradosso della parsimonia. Qualunque tentativo di riaccendere il desiderio del credito non potrà che fallire miseramente di fronte ad un eccesso quello dell’indebitamento, provocato da un altro eccesso, ovvero quello della sovrapproduzione di determinati prodotti.

Come suggerisce John è estremamente fuorviante utilizzare dinamiche passate per prevedere risultati futuri oggi, quando l’ambiente presente e futuro è significativamente diverso rispetto a quello nel quale sono stati raccolti dati ormai obsoleti, portando quindi inevitabilmente a decisioni sbagliate e spesso fallimentari. E’ affascinante nonostante tutto aggiungo io osservare medie di consenso sulla crescita sensibilmente lontane dalla realtà, come è accaduto recentemente per l’indice manifatturiero di Philadelpia, sinonimo di analisi effettuate più con la speranza che con la realtà.

Il recentissimo rilascio dell’indice CFNAI indice manifatturiero dell’area di Chicago evidenzia il rimbalzo della produzione industriale in particolar modo per quanto riguarda il settore automobilistico, mentre consumi, ordini, investimenti ed immobiliare restano stabilmente sotto la media di lungo periodo, invariati o quasi rispetto al mese precedente. Anche la media  a tre mesi peggiora in attesa dei dati relativi ai prossimi mesi e alle revisioni negative di quelli.

CFNAI Current Data

CFNAI graph

 

Non è possibile analizzare nulla, se si guardano i dati solo dalla prospettiva che alla fine ci consente di trovare il consenso di breve termine o la conferma a visioni che soddisfano le nostre aspettative anche se non corrispondono alla realtà. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico!

Come scrive Stiglitz sul Sole24Ore, è arduo cambiare paradigma, perché ci sono stati troppi investimenti nei modelli sbagliati, la bufala delle aspettative razionali ha sequestrato non solo l’economia ma anche le università, l’insegnamento. (…) “ come è accaduto con i tentativi tolemaici di conservare una visione geocentrica dell’universo, verranno fatti sforzi eroici per complicare e affinare quello attuale.

Secondo David Rosenberg, altro grande analista controcorrente, i sospetti sono stati confermati, ovvero la recessione non si è mai conclusa.

Anche qui nessuna novità per noi di Icebergfinanza, in quanto mentre l’ottimismo di maniera si affidava alle vecchie ricette per curare l’obesità del debito, con un cortisone di breve respiro, che non aveva altro obiettivo che aumentare ulteriormente l’obesità, noi esploravamo testi ed analisi che empiricamente dimostravano la necessità di un lungo e profondo periodo di deleveraging prima di poter uscire da questa lunga e infinita recessione.

Come più volte ricordato le ultime revisioni della bilancia commerciale, la crescita delle importazioni e la caduta delle esportazioni produranno per il giorno di venerdi una sensibile revisione della crescita economica del secondo trimestre con un numero che David intravvede intorno all’ 1,1 % mentre è possibile sia addirittura recessivo ovvero sotto l’ 1 %.

Quello che sembra ormai certo è che il secondo trimestre dell’anno sarà profondamente negativo, un 1,5 % in meno annualizzato, ad di la del consenso generale, spazzando via le esilaranti previsioni della Federal Reserve. Sempre secondo David, il PIL nominale è già sceso del 0,3 % in maggio e del 0,4 % in giugno.

Crescita negativa, disoccupazione dilagante e debito esplosivo sono le eredità con le quali Obama di appresta ad affrontare le elezioni di medio termine.

Al di la delle cifre ufficiali che non riflettono tutti coloro che abbandonano la speranza di un nuovo posto di lavoro, la recente dinamica dei sussidi di disoccupazione suggerisce purtroppo una persistente nuova perdita di occupazione, che ci accompagnerà nei prossimi mesi ben oltre la soglia del 10 % prevista da alcuni analisti ed economisti.

L’indice regionale di Philadelpia ristabilisce la dinamica negativa dell’occupazione, ma soprattutto consegna un crollo delle ore settimanali lavorate e la fine della favola della ricostituzione dei magazzini.

Anche se si tratta del secondo distretto manifatturiero d’America è interessante notare come ben il 19 % delle imprese ha segnato un discesa nei prezzi rispetto al 6 % di aumenti, ovvero tre volte tanto, sinonimo ulteriore di deflazione strisciante. Sono in tanti quelli che vogliono un più alto obiettivo di inflazione da parte delle banche centrali, ma le loro richieste sono figlie di retaggi passati, che dimenticano la situazione inedita attuale.

Sino ad oggi qualcuno si è divertito a terrorizzare sull’inflazione, poi sul rischio di un collasso delle obbligazioni sovrane, oggi invece suggerisce che i tassi sono troppo bassi e che se restano cosi troppo a lungo, il fantasma della deflazione riempirà il palcoscenico. Noi invece abbiamo analizzato e il tempo ci ha dato ragione.

Per quanto tempo ancora le aziende riusciranno a deliziare il mondo con profitti stellari figli della riduzione dell’occupazione e minori investimenti?

Fa tenerezza dopo ormai due anni di crisi profonda ascoltare il presidente Obama sussurrare che le piccole e medie imprese sono la spina dorsale dell’economia americana visto che creano mediamente oltre il 70 % della nuova occupazione. Sono due anni che lo scriviamo, non solo creano oltre due terzi dell’occupazione ma stimolano ben oltre il 60 % della crescita economica, ma allora perché accorgersene solo ora, per quale motivo continuare a restare prigionieri di realtà troppo grandi per fallire e spesso solo capaci di socializzare le perdite dissanguando il contribuente?

Grandi imprese e grandi banche che sembrano, sottolineo il sembrano, uscire dalla Grande Recessione, gambe e braccia che senza la spina dorsale sarebbero nulla oggi. Dopo aver bruciato miliardi di dollari in questa ripresa statistica a cercare di sostenere business saturi come quello immobiliare e automobilistico, Obama supplica il Senato per approvare una iniziativa a fare delle piccole e medie imprese e a favore delle banche delle comunità, quelle che finanziano le PMI e non giocano con i soldi degli altri, le stesse che settimanalmente ogni venerdi vanno ad incrementare il cimitero della finanza.

Ma è inutile fornire credito per stimolare investimenti quando il problema fondamentale è in questo momento un eccesso di capacità produttiva da parte di alcuni settori come l’immobiliare appunto o l’industria dell’auto e non solo, inutile investire dove non vi è domanda naturale e non indotta anch’essa a sua volta dall’indebitamento.

Senza lavoro, senza consumi, senza investimenti e soprattutto senza redistribuzione dei redditi non è possibile assistere ad alcuna ripresa che non sia un’illusione statistica.

Il paradosso è che la sobrietà e l’austerità, crea un circolo perverso come sta accadendo in maniera particolare in Grecia e Irlanda, senza dimenticare la Spagna, dove le misure di austerità appunto, amplificano inevitabilmente la disoccupazione, con percentuali sensibili.

David Moss della Havard Business School sostiene giustamente che elevati livelli di disparità di debito, sono propedeutici alle crisi finanziarie, una considerazione ottenuta sovrapponendo grafici che raffiguravano crisi bancarie e fallimenti con la dinamica dei redditi, una correlazione stupefacente ha sottolineato. Income inequality and Financial Crises

In realtà, di stupefacente non vi è nulla, la storia è sufficientemente chiara per comprendere come gli eccessi nella disparità di redditi siano il canarino nella miniera della storia delle crisi finanziarie, la Grande Depressione del ‘29,  è un modello di eccellenza in questo senso.

Spesso molti mi chiedono soluzioni, ma una soluzione è qui al di la delle utopie, senza redistribuzione dei redditi non vi è alcuna speranza di far ripartire l’economia. Comprendo che il concetto di equità e sostenibilità sia alquanto astratto per la scienza economica, ma sono pochi quelli che vi lavorano sopra, in fondo basterebbe solo un po di buon senso. E’ ovvio che vi sono conflitti di interesse enormi, ma la storia ci supplica di cambiare registro prima che sia troppo tardi.

Il signor Moss ha approfondito quindi la correlazione tra deregulation finanziaria, diseguaglianza economica e instabilità del settore finanziario. Un altro economista della Harvard University, ha sottolineato come attraverso lo studio di 125 crisi finanziarie in tutto il mondo, negli ultimi 30 anni, le disuguaglianze sono salite molte volte prima dell’inizio della crisi stessa, anche se è difficile confrontare i dati provenienti da nazioni e realtà completamente diverse.

Alcune crisi come quella Scandinava ad esempio non presentavano rilevanti diseguaglianze economiche al punto tale da dirottare l’attenzione sulla deregulation.

Personalmente credo invece che la crisi nordica, sia invece un’ulteriore conferma che dove il livello di diseguaglianza e benessere è sostenibile, le conseguenze sull’economia sono in realtà meno violente e profonde di altre economie dove la diseguaglianza è evidente.

E’ evidente come l’esaltazione della creatività finanziaria abbia prodotto una profonda frattura tra il mondo reale e quello virtuale della finanza, una frattura che ha la sua origine nei profitti prodotti dal sistema finanziario in questi anni, squilibrio bene evidenziato dal grafico qui sotto.

Come sottolinea la sempre puntuale Yves Smith anche Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, hanno evidenziato la forte correlazione tra un elevato flusso di capitali internazionali e le crisi finanziarie più frequenti, flussi derivanti da profitti unici di imprese che redistribuiscono in via esclusiva solo ad una piccolissima parte di beneficiari.

L’esempio più eclatante è quanto avviene nel settore finanziario con distribuzione di bonus e stock option alquanto generosi solo per una parte infinitesimale di potenziali consumatori.

Sono in molti quelli che non hanno ancora chiara la percezione di quanto in realtà sia successo, ecco perché questa è al madre di tutte le crisi finanziarie, la più imponente della storia distruzione di ricchezza e se voliamo dare credito alla legge di Lavoisier, al più imponente trasferimento di ricchezza della storia.

Oltre 4000 miliardi di debito creati in eccesso, per assistere a 12 milioni di proprietari di abitazioni che sono insolventi sulle rate del loro mutui e altri 6/8 milioni che saranno costretti in futuro ad abbandonare il sogno americano. Tutto ciò che è stato costruito in eccesso dovrà essere scontato per difetto prima che il mercato immobiliare possa riprendersi.

Ormai il 90 % dei mutui sono supportati dalle agenzie governative, autentici buchi neri dell’economia americana, un boomerang in grado di redistribuire ricchezza creando immense disuguaglianze, a favore dei costruttori, della finanza e del settore retail che fornisce l‘arredamento. In questi anni la bolla immobiliare a costituito in alcuni casi oltre il 50 % dell’occupazione e del reddito.

Nei prossimi giorni a partire da domani una nuova tornata di dati relativi al mercato immobiliare inonderà il mercato, ma non solo ordini di beni durevoli, altri sussidi e soprattutto la revisione della crescita economica del secondo trimestre che non mancherà di riservare qualche sorpresa di notevole entità. Per coloro che sono sensibili alle cattive notizie, non ricorderò che in effetti l’America non è mai uscita dalla Grande Recessione, ma solo che la crescita sta rallentando ben più del previsto, ben più di quello che in pochi sono stati in grado di prevedere.

Molte banche di affari, tranne forse Goldman Sachs, che amano raccontare favole adeguandosi alle esigenze di un conflitto di interesse mai sopito, continuano a rivedere la crescita al ribasso nel breve periodo tenendo invariate le prospettive per il prossimo anno, intorno ad un 3 % di crescita che sembra uscito da un film di fantascienza in bianco e nero.

Scrive Federico Rampini su Repubblica… 2010, fuga da Wall Street Già spariti 33 miliardi …" A marzo e aprile l’indice Dow Jones è salito dell’8%, ma i risparmiatori Usa hanno ritirato vagonate di dollari dai fondi. E’ l’inversione di un ciclo: si esclude l’inflazione, e le famiglie puntano a titoli dai bassi rendimenti ….

Rendimenti bassi a breve termine sono inevitabili, ma coloro che hanno seguito Icebergfinanza in questo ultimo anno, hanno assistito a rendimenti e plusvalenze insieme a doppia cifra per tutto l’arco della curva che sale oltre i dieci anni a reddito fisso. 

Come ho più volte osservato recentemente, ora è il tempo della riflessione, quanto è accaduto in questo ultimo mese impone una pausa in attesa degli eventi, troppe sono gli incognite relative alla speculazione sui debiti sovrani e sulla stabilità politica di alcuni stati. Quello che è certo è che la deflazione è una realtà, che molti amano far finta di non vedere, domani si vedrà!

Quando però le previsioni emesse dagli analisti circa un anno fa non hanno trovato riscontro nel pericolo ipotizzato di rialzo dei tassi ed inflazione ecco allora che si ripropone il mito della bolla, come ad esempio lo stratega dell’ azionario di Citigroup, Tobias Levkovich che paragona la recente ondata di acquisti obbligazionari al delirio per i titoli della new economy di inizio secolo. Gli investitori in titoli obbligazionari hanno una visione troppo pessimistica del futuro si sente dire, da questi illuminati analisti, che dimenticano le dinamiche che hanno condotto a questa crisi.

Ed eccoci quindi alla nuova leggenda metropolitana che vede il mercato obbligazionario gonfiare giorno dopo giorno una nuova bolla epocale, quella sovrana, dimenticando probabilmente ad arte quella delle obbligazioni emesse dalle imprese, che giacerebbero su un oceano "virtuale" di liquidità e quella dei titoli spazzatura.

Sempre su Pragcap si spiega magistralmente la dinamica di una bolla, dove i prezzi degli strumenti finanziari tendono sempre più a staccarsi dalle dinamiche fondamentali. Sarei quasi tentato di definire razionale il trasferimento di ricchezza dai mercati azionari a quelli obbligazionari, ma non in qualsiasi momento e a qualsiasi prezzo. Di certo razionale anche se forse in ritardo, è la consapevolezza delle dinamiche deflative in corso. Se poi queste dinamiche porteranno in un futuro lontano a possibili pressioni inflazionistiche, quando si saranno verificate determinate condizioni,  questo è un altro discorso, noi ci occupiamo del presente e del futuro prossimo.

Non passa giorno nel quale qualcuno racconta la fine dell’impero americano, il collasso che l’economia americana e l’esplosione del debito pubblico produrrà, salvo poi ricordare che in fondo l’America stampa l’unica moneta attualmente riconosciuta come bene rifugio. Stanno forse dormendo i famigerati "bond vigilantes" in un sistema come quello obbligazionario che quotidianamente vede alternarsi aste spettacolari con fobie di fuga dal debito sovrano.

L’articolo in questione sottolinea come il mercato dei titoli di Stato sia solo uno strumento monetario che la banca centrale utilizza per controllare il livello delle riserve in un dato sistema. Il processo è spiegato in maniera più dettagliata nell’articolo in questione.

Pertanto non è corretto affermare che non vi sarannao acquirenti per i titoli americani con le banche che guadagnano lo 0,25 % sulle proprie riserve e il governo che offre fondamentalmente a loro liquidità gratuita, un gioco da ragazzi con il quale guadagnare, senza alcun pericolo. Ma questa come abbiamo più volte visto non è liquidità che può essere impiegata, messa in circolazione.

La classica leggenda iperinflazionista o sul default americano è che la Cina smetterà di comprare debito americano, attraverso i titoli di Stato, ma la verità è che non è la Cina che sostiene l’America, nemmeno il Giappone, cosa importa se comprano o meno le obbligazioni americane, sostiene l’articolo, facendo riferimento alla conversione in atto degli investimenti cinesi verso altre valute, verso altri titoli per diversificare il rischio.

Nonostante questo, i rendimenti dei titoli di Stato americano continuano a precipitare, la domanda è enorme nonostante la Cina stia diversificando e acquistando meno debito cinese. Questo è un aspetto interessante al di la del fatto che qualcuno sostenga che sia la Fed ad acquistare direttamente obbligazioni, sostenendo le aste.

Recentemente in molti sorridevano alla prospettiva che il popolo americano diventasse piano, piano una formichina, come è accaduto in Giappone, ma l’esplosione della dinamica del risparmio recente cancella questa ironia.

FRED Graph

Anche Ambrose Evans-Pritchard nel gennaio del 2009 sul telegraph scrisse un pezzo secondo il quale i bond vigilantes ( coloro che determinano le dinamiche del mercato obbligazionario comprando o vendendo obbligazioni a seconda della solvibilità reale o presunta degli emittenti….) stavano dormendo e che Cina e Giappone avrebbero interrotto gli acquisti di titoli americani, acquisti di cui hanno bisogno come l’aria aggiungo io, per continuare a poter "manipolare" il loro cambio.

Eppure come accade anche in questo blog, ben pochi hanno la memoria da andare indietro nel tempo a verificare alcune importanti dichiarazioni di analisti, economisti o qunt’altro che il tempo cancella con la realtà, spazzando via alcune superficialità. E’ facile urlare, più difficile è analizzare. La Cina sta riducendo i suoi acquisti e nulla è accaduto.

Bilanci Statali che esplodono e quelli delle banche centrali che si gonfiano come palloni aereostatici, ma di inflazione neppure l’ombra se non grazie all’ausilio di speculatori e sciacalli che si divertono a giocare con la liquidità per incendiare un giorno il grano, l’altro il petrolio.

Sono i monopoli e i cartelli che alimentano l’inflazione quotidiana che sequestra il potere di acquisto della classe media, ma tutto intorno è uno tsunami deflazionistico, dalla disoccupazione alla sovrapproduzione, dal collasso immobiliare e manifatturiero, alla disintegrazione dei redditi a favore dei patrimoni.

Inoltre è la storia che testimonia con le più imponenti crisi, dalla Big Depression alla Great Depression sino alla Lost Decade giapponese che un oceano di debito non si prosciuga tanto facilmente e che è una seria ipoteca su qualsiasi ripresa economica. Il demenziale disegno di cancellare l’eccesso di indebitamento con altro indebitamento è fallito!

Paragonare una bolla obbligazionaria sovrana ad una azionaria è completamente fuorviante, sembra che il peggior rendimento obbligazionario storico sui dodici mesi sia un – 9,2 % riscontrato nel 1926, mentre il peggiore per i mercati azionari è stato un crollo del 67,6 % nel giugno del 1932.

Vi sono altri esempio nel post citato, andate a dare un’occhiata.

Ripeto è paradossale ascoltare fobie sui mercati obbligazionari sovrani e rassicurazioni su quelli del debito emesso dalle imprese, per non parlare dei titoli spazzatura.

Risottolineo per l’ennesima volta che questo non è un luogo per scommettere, per investire sulla base di alcune analisi, per quanto accurate siano. Quello che condividevo un anno fa non è valido per ogni stagione, oggi siamo saliti troppo e troppo in fretta, saliremo ancora ma non cosi velocemente.

Non avventuratevi mai da soli in scelte che possono rivelarsi un boomerang, come ho più volte ricordato informatevi, diventate consapevoli di quanto sta accadendo e poi non dimenticate che nonostante le apparenze sono ancora in molti coloro che vi possono aiutare in maniera professionale e con tensione etica al proprio lavoro.

Quello che è certo è che i rendimenti resteranno bassi per molto più tempo di quello che qualcuno è in grado di immaginare secondo logica. Se poi nel fine settimana a Jackson Hole qualcuno supplicherà di scatenare inflazione per spazzare via il debito, sarà interessante ascoltare sulla base di quale riflessione sarà possibile fare questo. 

I mercati  piano, piano lentamente cercano di adeguarsi alla nuova realtà, anche se sono ostaggio di qualche complesso algoritmo, figlio di programmi che non hanno mai conosciuto la verità fondamentale, se non quella che il sistema esige in nome di un non meglio identificato interesse nazionale superiore, quello di creare un mondo di ricchezza virtuale in grado di stimolare anche l’economia reale. Le elezioni americane sono uno dei tanti interessi superiori.

La riva del fiume, la liquidità resta la migliore opzione odierna, in maniera particolare per coloro che hanno compreso l’opportunità un anno fa di galleggiare sul reddito fisso, avendo beneficiato della più impressionante e propulsiva dinamica dei mercati obbligazionari dell’ultimo decennio, un volo che i lettori di Icebergfinanza seguono ormai da oltre un anno, lontani da questo fiume imprevedibile, acque placide che in lontananza inviano l’eco sordo di una cascata all’orizzonte.

Alla fine del prossimo mese uscirà un "manoscritto" che racconterà la nostra lunga avventura, sarà disponibile on line e nelle migliori librerie. Sarà anche un modo per coinvolgere coloro che sono saliti sul nostro veliero recentemente e non ne conoscono la storia, le avventure. Un libro scritto con la massima tensione alla semplicità che non significa necessariamente banalità per andare incontro al maggior pubblico possibile, anche a coloro che non si occupano di economia e finanza. 

Dipenderà dal Vostro prezioso contributo, la sua diffusione, un messaggio nuovo ed alternativo, senza alcuna pretesa se non quella di condividere una lettura nuova, esplorando principalmente la dimensione umana e non solo scientifica di questa autentica tempesta perfetta.  

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23 commenti Commenta
Scritto il 24 agosto 2010 at 06:51

Gran bel post Capitano, gran bel post…L'ho letto troppo velocemente, dovròcertamente rileggerlo, come tanti altri del resto…Buona giornata Cari Compagni di Viaggio, Buona Giornata!Valentina

Scritto il 24 agosto 2010 at 08:32

"Viviamo nel tempo dell’indifferenza e dellapaura" (Franz Kafka)"Nessun animale è ammaestrato dai suoi genitori a rinnegare totalmente la sua natura per diventare un "animale come si deve". Soltanto gli esseri umani sanno agire in modo così devastante" (Alice Miller)"Abituarsi", in questo universo, non è più una cosa raccomandabile. E se una buona abitudine c’è da prendere è abituarsi a mutare con la massima rapidità il nostro atteggiamento percettivo di fronte alle cose…l’uomo in blocco – insomma –"deve abituarsi a non abituarsi più" (Umberto Eco)"Non tutte le prigioni hanno le sbarre: molte sono meno evidenti ed è difficile evadere perché non sappiamo di esserne prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l'immaginazione, fonte di creatività." (Henry Laborit)"La soluzione ai problemi umani non può venire dalla ragione, perché proprio la ragione è all’origine di gran parte di quei problemi…la ragione è dietro all’efficienza che sta progressivamente disumanizzando le nostre vite…la ragione coi suoi prodotti…era fallita nel compito di migliorare la condizione umana…era sensato guardare dentro all’uomo stesso per cercare una soluzione diversa… Forse noi siamo la soluzione purché si sia capaci di sfuggire alla schiavitù del pensiero prestabilito, dell’esperienza, di ciò che crediamo di sapere, per poter riconquistare la libertà dell’immaginazione e uno spazio in cui esercitare la nostra fantasia" (Tiziano Terzani)Valentina

Scritto il 24 agosto 2010 at 09:11

…."Fa tenerezza dopo ormai due anni di crisi profonda ascoltare il presidenteObama sussurrare che le piccole e medie imprese sono la spina dorsaledell'economia americana visto che creano mediamente oltre il 70 % dellanuova occupazione. Sono due anni che lo scriviamo, non solo creano oltre dueterzi dell’occupazione ma stimolano ben oltre il 60 % della crescita economica,ma allora perché accorgersene solo ora, per quale motivo continuare a restareprigionieri di realtà troppo grandi per fallire e spesso solo capaci di socializzarele perdite dissanguando il contribuente?"Già-..già.. perchè??E non dimentichiamo la “politica” puà, politica, il giorno che si riscoprirà il vero significato di questo termine sarà troppo tardi, dagli anni 70, ad oggi, destra e sinistra, (per me comunque morte da tempo) senza alcuna distinzione, non dimentichiamo si, non dimentichiamolo gli enormi sforzi profusi per farle sparire, ora sono la spina dorsale, il motore dell'Italia, /mondo, guarda un po'!!!! si perché ora????Ma per favore!!! Per favore!!!Una rappresentazione di pagliacci fa meno “ridere”!(ed è chiaro che quando scrivo ridere è un grande eufemismo, molto grande)Valentinap.s EHHHH, caro Capitano hai ragione la realtà, supera di gran lunga la fantasia!! Di gran lunga…

Scritto il 24 agosto 2010 at 09:46

Grande il tuo lavoro,questo post come altri  sono a testimoniare la tua dedizione.A me,vecchia nonna, è rimasto impresso questo paragrafo:"Serve innovare esplorare vie nuove ed alternative, serve un ritorno alle origini, esaltando tutto ciò che è piccolo e sostenibile, tutto ciò che protegge le tradizioni e la memoria"E' faticoso esplorare altri "mondi alternativi"….pochi comprendono, ma quei pochi si stanno dando da fare e speriamo presto di vedere dei risultati, risultati da esportare ad altre zone e… non solo italiane……siamo sulla buona strada.Faccio solo un nome: Sermig, chi conosce questa realtà non ha bisogno che si aggiunga altro. Stiamo collaborando con loro.E' un piacere immenso rileggere Valentina, è una boccata d'aria fresca in questo blog, una boccata di umanità che unita alla tua ,Capitano, illumina le giornate più buie.Cari compagni di viaggio,un GRAZIE,dal più profondo del cuore,senza di voi saremmo molto più poveri!Valentina, credo che ci rivedremo presto forse anche Andrea lo potrà confermare, molto presto.Sarà un'occasione per scambiarci le ultime esperienze e perfare progetti per il futuro.Un abbraccio ai "marinai" già conosciuti personalmente ed un saluto cordiale a quelli che ancora non si sono incontrati.Buona giornata a tutti

Scritto il 24 agosto 2010 at 10:01

METTETEVI COMODI E GUSTATEVI L’ULTIMO “LAVORO” DI MAZZALAI ! GRAZIE ANDREA ![..] MARTEDÌ, 24 AGOSTO 2010 BOND: NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI….TRASFERISCE! Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasferisce nella finanza odierna, la ricchezza passa di mano a velocità supersonica. [..]

Scritto il 24 agosto 2010 at 10:39

Carissima ccp, si penso che il nocciolo, sia proprio ciò che hai citato, del post di Andrea, e grazie davvero per le Tue gentile parole.CCP è una donna di gran cuore, nell'era della diffidenza totale, ha apertole porte della sua casa e non virtualmente parlando, non è un gesto da poco, proprio no.Ricordo sempre, e ricorderò sempre con immensa gioia le chiacchierate fino alle due di notte, il tempo non basta mai, mai.Negli incontri, in tutti gli incontri, ufficiali e non, il tempo non basta davvero mai.So con quanta passione, volontà, dedizione, state investendo in un concreto progetto, dipingendo e dando voce a ciò che si trova scritto qui.Non illudiamoci, il cambiamento viene dal basso è sempre venuto dal basso, ….Forse noi siamo la soluzione purché si sia capaci di sfuggire alla schiavitù del pensiero prestabilito, dell’esperienza, di ciò che crediamo di sapere, per poter riconquistare la libertà dell’immaginazione e uno spazio in cui esercitare la nostra fantasia" (Tiziano Terzani)Non ci sono forse e non si sono ma, ci stanno“sfiancando”, ma il buon bambùsi piega ma non si spezza….a presto…a prestoValentina

Scritto il 24 agosto 2010 at 11:04

Ciao Valentina,non farmi arrossire,non sono facile ai complimenti e meno che mai a riceverli!Vorrei avere una casa grande per potervi invitare tutti ad una cena a base di semplici leccornie piemontesi, pensa come sarebbe bello! E quante chiacchiere potremmo fare…………e quanti progetti…..Non dimentichiamo mai quanto "unisce" una tavola per quanto povera essa sia.Si potrebbe comunque organizzare per settembre-ottobre e se il diavolo non ci mette la coda in giardino potremmo starci in molti…….tre cavalletti una serie di tavole ed in una ventina di metri potremmo sederci in molti…….La cosa mi stuzzica molto,Valentina passa parola io faccio altrettanto e vedrai che riusciremo ad organizzare e certamente  il Cielo ci manderà una strepitosa giornata di sole……..Vi preparerei fumanti " tajarin " (pasta all'uovo) un brasato al barolo ed un " bunet " dolci piemontesi.Per i vegetariani…è comunque stagione di peperoni e di "bagna cauda"Valgono di più queste rimpatriate di tutte le "finanze" di questo mondo. Coloro che credono nell'amicizia e nei valori umani,quelli profondi e indelebili" si facciano avanti.Un abbraccio

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 12:42

sicuramente i fatti ti danno ragione ma non pensi che la deflazione sia deleteria per il debito pubblico e i governi tenteranno l impossibile pur di riaccendere l inflazione. Un saluto e complimenti

Scritto il 24 agosto 2010 at 13:25

Grazie…certo ci proveranno ma ciò non significa che ci riusciranno quanto accaduto in Giappone deve fare riflettere. Se poi qualcuno userà benzina per spegnere il fuoco allora dovra’ renderne conto. Andrea

Scritto il 24 agosto 2010 at 13:36

L'ho sempre detto ccp che sei una donna di gran cuore e lo ripeto…"siamo angeli con un'ala sola..solo abbracciati possiamo volare…"ed anche questo è un modo per poter volare!Un abbraccio anche da parte miaBuona giornataCapitanooooo…i miei salutiValentina

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 14:28

Montecristo:Ottimo  post  Capitano, sei  unico.Quando  all'invito  a  cena  da  parte  del  nostro  compagno direi  che  sarebbe  veramente  bello  potersi  icontrare  tutti per  una  cena.Le  nostre  idee  unite  alle  ottime  pietanze  del  nostro  amico  farebbero  raggiungere  livelli  di  piacere inconmmensurabili  all'anima  ed  al  corpo,questa    simbiosi  perfetta  ci  manderebbe  tutti  in estasi.Quello   che  stiamo  vivendo  su  questo  bloog   potrebbe  essere  la  trama  per  un  ottimo  film  è  affascinante   scoprire  ogni  giorno  persone  uniche  e  che  conservano  ancora  le  uniche  cose  per  cui  vale  la  pena  vivere:amicizia,amore,altruismo ,etica  e  una  sana  dose  di  filosofia  per  affrontare  al  meglio   questo  mondo  alla  deriva  morale  e spirituale.Per  quando  riguarda   i  mercati  finanziari  mi  sono  espresso  molte  volte  a  riguardo ,  sapete  come  la  penso  ,un  consiglio    stimolate  il  vostro  chakra  all'altezza  della  gola  stà  il loto  VISUDDHA, il  cancello  della  grande  liberazione.Qui  lo Yogi  è  libero  dal  dolore  e  dalla  sofferenza,acquista  longevità  e  salute.Non  desidera  più  nulla  ed  è  per  sempre  costante,coraggioso,buono e puro.

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 15:19

Come noto fu Friedman il primo a proporre di far piovere soldi da un elicottero contro la deflazione e Bernanke  forse lo farà.W.S.  con la guerra di trincea dei 1000 punti lo aspetta e lo pretende (l'elicottero ovviamente) ed il terrore a giorni alterrni del double dip è l'emblema di tutto questo.PEG

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 15:24

ANDREA  MAZZALAI  SEI FORTISSIMOOOOO  US. HOME MAZZALAI  INDEX  a quando?ciaooGiobbe 8871

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 16:30

so di essere un po' scorretto a parlare di queste cose decisamente OT, ma visto che ci siamo…..ccp mi ha risvegliato l'origine torinese, e benchè da 30 anni risieda nel milanese, la mia cucina non l'ho scordata.ma non ho nemmeno scordato il piacere diospitare persone gradevoli.ho un bel prato e un grosso barbeque.ho fatto una grigliata per 54 persone, per cui non ho problemi di dimensioni.l'importante è solo che non piova.se vogliamo organizzare una bella mangiata, io metto il posto, il tavolo, le sedie, buona parte del cibo e buon vino piemontese (io amo particolarmente il barbaresco di almeno 8 anni).tutto è disponibile, basta combinare.io proporrei ad esempio la prima domenica di settembre.ovvio che il capitan andrea è indispensabile che intervenga.la mia mail, ch evalentina già conosce è a.mensa@tiscali.itandrea mensaps. se una gentil signora volesse venire ad aiutarmi nei preparativi (preparare ad esempio una bagna cauda, non sarebbe male) potrei tranquillamente ospitarla anche dal sabato.

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 16:47

ed ora un commento al ricco lavoro del Capitano.ho cominciato circa 2 anni fa, su altri blog, prima di scoprire icebergfinanza, a sostenere che l'unica via di uscita a questa crisi sarebbe stata una forte redistribuzione dei redditi e della ricchezza.fui trattato come un pazzo sovversivo. noto con piacere che qualcun altro sta cominciandoo a ragionare negli stessi termini.è già una grande soddisfazione per me.a differenza del Capitano Andrea, e non solo in seguito ad analisi squisitamente finanziarie, ma analizzando anche la psicologia di massa imperante, sono propenso a credere che il dollaro, e con lui tutta l'economia mondiale, subirà un tracollo pesante.non mi sento di pronosticare il quando, troppe sono le variabili, ma sicuramente la modalità con cui avverrà.e ci saranno pochi sintomi premonitori ad avvertire i naviganti della tempesta, ed è per questa ragione che invito a guardare al futuro come se dovesse accadere entro un mese, tanto per non farsi prendere alla sprovvista.essa sarà una "fuga dal dollaro" tanto improvvisa, quanto impetuosa, più simile ad una valanga che ad uno smottamento.e l'innesco sarà un fatto quasi banale (visto cosa accade ogni giorno), che porterà quella enorme massa di denaro oggi investita a tassi ridicoli sotto anche al 2%, a riversarsi sui mercati dei beni reali.il bombardamento dell'iran da parte di israele, o l'innesco della speculazione sui futures dei cereali, o il default della grecia o dell'irlanda, fatti che normalmente si potrebbero considerare quasi "normali" cambieranno di colpo, nella percezione di tali investitori il valore e la funzione di tale moneta.ricordo come molti cambiamenti epocali, nella percezione dei popoli , siano avvenuti quasi d'improvviso, senza apparente motivo, ma solo perchè un sassolino è caduto quando i tempi erano "maturi"e con ciò sono il primo a pregare di sbagliarmi.

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 17:00

Ciao Andrea potresti gentilmente postarmi il link del post sul mercato obbligazionario, quello di ambrose evans, (dei rendimenti negativi dei bond nell'arco di 12 mesi, con un meno 9%).Grazie Roberto

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 17:07

In effetti David Moss ha scoperto l'acqua calda; penso che bisognerebbe rendere omeggio al vecchio Ravi Batra che nei suoi libri catastrofisti di fine anni 80 aveva già messo in evidenza la correlazione tra andamento della deregulation e disparità dei redditi; e la cosa non dovrebbe sorpendere perchè le due variabili in fondo hanno una matrice comune: e cioè che la politica la fanno.. i ricchi, per dirla in maniera semplice, almeno negli ultimi decenni così è stato: ed a loro certo va a genio sia la deregulation che la disparità dei redditi. Credo sia azzeccatissimo quel vecchio detto a proposito del liberismo e dei liberisti, che così tanto hanno influenzato il pensiero economico degli ultimi decenni, e che definisce il liberista come "Libera volpe in libero pollaio".Batra si è intestardito un pò troppo nel voler prevedere il crack negli anni 90, anche se nel '92 certo non furono rose e fiori; ma la sua analisi sui fondamenti della maggior parte delle crisi era certo giusta, come ha capito con notevole ritardo e stupore Moss.Andrea il tuo post è come al solito magistrale, grazie.Gabriele

Scritto il 24 agosto 2010 at 17:22

Grazie a Voi tutti! Quello che e’ incredibile e che talvolta mi porta a pensar male facendo peccato ma sbagliando assai poco e’ che analisti ed economisti blasonati o strapagati non siano mediamente in grado di recepire segnali anticipatori come e’ avvenuto per il dato odierno. Come gli ho scovati io anche loro avrebbero notato che come minimo un collasso del 20 % era preventivabile altro che il 12 % inoltre il numero mesi necessari allo smaltimento delle scorte e’ impressionante il doppio del normale. Per quanto riguarda la proposta Andrea ….state pronti perché non sapete l’ora anche se in questo periodo sono impegnato su mille fronti. Roberto il link in questione non e’ di Ambrose Evans ma nel post e’ l’ultimo di Pragcap. Ora vediamo cosa accade nelle oscure stanze delle banche centrali, domani il dato sulla vendita di nuove abitazioni potrebbe essere il canto del cigno Tornando al dato odierno e’ importante comprendere che abbiamo raggiunto il massimo livello di case invendute proprio nel mese di luglio ultima spiaggia prima dell’arrivo dell’autunno non certo favorevole all’immobiliare. A questo punto la caduta dei prezzi rispetterà la nostra previsione superando la doppia cifra. Ciao Andrea

Scritto il 24 agosto 2010 at 18:15

Caro omonimo del nostro Capitano,colgo al volo la tua ospitalità e passo a proporre:- faccio i tajarin (trasportabili) + il sugo per condirli- il brasato – peperoni al fornoe preparo  l'aglio per la "bagna" inoltre il "bunet" della nonnami occorre solo sapere quanti saremo e per quale data siete d'accordo, per me va bene qualsiasi giorno che voi vogliate fissare, non solo sola però e Valentina lo sa……Ti ringrazio per la proposta di ospitarmi sin dal giorno precedente ma con la preparazione in casa 24h prima  si può organizzare il tutto in giornata, io purtroppo non ho spazio per 50 e oltre persone.Fate circolare la voce……A prestoLa nonna

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 20:09

grazie nonna, ma almeno la carne lasciala a me, anch'io cucino non male!prego veramente tutti coloro che fossero interessati di farsi vivi, meglio sulla mia e-mail  a.mensa@tiscali.it  per adesione all'iniziativa ed eventualmente cambio di data.solo per non intasare il blog con degli OT, ma se preferite rispondere qui, Capitano permettendo, io non ho problemi.come ho detto , in giardino non ho problemi di numero di persone, mentre se è brutto la capienza all'interno è massimo di una dozzina.vorrei fosse chiaro che è un invito serio, voi mettete il viaggio e l'appetito, ed io metto il resto senza problemi. anzi con gran gioia.poi se qualcuno , come la nonna, vuole portare qualche "specialità", sarà bene accetta, MA NON TOGLIETEMI IL GUSTO DI PROPORRE A MIA VOLTA..ho proposto la prima di settembre, ma potrebbe essere anche la seconda o la terza, da parte mia non ci sono problemi, occorre solo incastrarla anche con gli impegni del Capitano, per cui lascerei a lui la decisione della data.a.mensa

utente anonimo
Scritto il 24 agosto 2010 at 21:12

Qualunque tentativo di riaccendere il desiderio del credito non potrà che fallire miseramente di fronte ad un eccesso quello dell’indebitamento, provocato da un altro eccesso, ovvero quello della sovrapproduzione di determinati prodotti. …sono tanti e tanti anni che osservando penso e scrivo le stesse cose che scrive il nostro espertissimo capiatano.aggiungo una distribuzione del redditi talmente iniqua da essere vergognosa…aggiungo la continua e insostenibile rapina ai danni dell'ecosistema…e una classe dirigente indegna di dirigere.i

Scritto il 24 agosto 2010 at 23:09

Ragazzi mi raccomando piano, piano con il cibo, con la bocca piena si parla poco e poi ritengo basti la presenza..lasciamo che decida il Capitano, fatemi sapere da parte mia farò di tutto per esserci…ma ci sentiamo via e-mail o cell.CiaoBuona serataValentina

Scritto il 30 agosto 2010 at 11:11

http://fruim[..] LUNEDÌ, 30 AGOSTO 2010 BERNANKE: L'IILUSIONE DI UNA PALLOTTOLA D'ARGENTO! Venerdi sera, non appena conclusa la lettura dell'intervento di Bernanke a Jackson Hole, il mio sguardo ha ripercorso l'intero disc [..]

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