NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA!

Scritto il alle 10:16 da icebergfinanza

 

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma in sintesi questa è la fine di un sistema finanziario basato sulla finanza creativa e il ritorno alla finanza tradizionale, un sistema finanziario che si torni ad occupare di intermediazione bancaria, di istituti bancari che si occupino delle esigenze del tessuto sociale in cui operano e come scrissi alcuni giorni fa….. una finanza che si curi degli interessi della comunità dando luogo a contratti "personali", una finanza al servizio dell’uomo come sostengo da tempo, per banche del territorio, che lavorino al servizio del territorio come già spesso esistono nelle Vostre realtà, si tratta solo di saper scegliere tutto ciò che "profuma" di etica, di rapporti umani e professionali al servizio del territorio e della persona.

Con questo riferimento in sostanza, rispondo a tutti coloro che cercano uno spiraglio di luce nella lunga notte della finanza mondiale!

Nessun futuro per un sistema basato sul profitto esponenziale, figlio del breve termine, un sistema che idolatra il ROE, la redditività aziendale, nessun futuro per un sistema che non si adegua all’uomo e alle sue esigenze, per un sistema che non asseconda il ritmo della vita sociale.

La scorsa settimana il Fondo Monetario Internazionale richiamando l’impatto che le precedenti crisi bancarie degli ultimi 30 anni, hanno avuto sull’economia reale prevedeva che l’America andrà incontro a un brusco rallentamento, se non una recessione. Potrete trovare la ricerca in questione al seguente indirizzo imf.org ricerca effettuata da Luc Laeven e Fabian Valencia un’utile mappa per orientarsi nella nebbia di questo tempo.

Dalla primavera del 2007 Icebergfinanza attraverso analisi e ricorsi storici, tendenze e riferimenti vi spiega del perchè il mondo non avrebbe evitato una lunga recessione!

Se qualcuno ha ancora dei dubbi in proposito dia un’occhiata al BALTIC_DRY_INDEX il mercato dei noli marittimi, la circolazione delle merci via mare oppure al DOWJONES Trasportation indice di riferimento del trasporto su ruota o treno americano sempre delle merci.

La ricerca prende in esame 113 momenti storici di crisi attraverso 17 economie nell’arco di 30 anni, in particolare con riferimento alle crisi dei paesi nordici, Inghilterra e la crisi delle Saving & Loans americana sino al Giappone dove come abbiamo visto in passato le "jusen" nella loro drammaticità corrispondevano al fenomeno "subprime". Non tutte le crisi finanziarie hanno coinvolto l’economia reale ma si tratta pur sempre di una percentuale oltre il 50 %.

Anche JohnMauldin nella sua newsletter dal titolo "Banking Crisis Bailouts Analysis Costs and Impacts" oltre a richiamare la ricerca del FMI, ci riporta una relazione consultabile sul sito  TheLiscioReport ad opera Philippa Dunne & Doug Henwood.

In sostanza si tratta di uno studio attraverso 42 crisi bancarie che  riportando la ricerca FMI,  evidenzia il costo che il contribuente andrà a pagare in un modo o nell’altro, attraverso una grande recessione con alto livello di disoccupazione, ricordando che l’inazione potrebbe salvare il lato della spesa ma non potrebbe evitare l’altra faccia della medaglia il crollo delle entrate fiscali dovute ad un crollo della crescita economica.

Il risultato tipico della "tolleranza" e dell’inazione in nome dei "solidi fondamentali economici e finanziari" determina secondo lo studio un " black hole" nel patrimonio netto delle istituzioni finanziarie, determinando un’ampia contrazione del credito ed avviando il declino economico. Poichè storicamente la "tolleranza" in nome del libero mercato non funziona, una sorta di ristrutturazione sistemica è una componente fondamentale in tutte le crisi finanziarie, chiusura forzata, fusione e nazionalizzazione!

La BBC via BIGPICTURE> …….

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In verità nella foto qui sopra manca l’ormai leggendaria Northern Rock oltre al colosso assicurativo AIG nazionalizzato!

E si perche se a qualcuno piace dimenticare, AIG proteggeva attraverso un contratto esclusivo il sistema bancario europeo per la bellezza di circa 300 miliardi di dollari operazione di alta ingegneria finanziaria finalizzata ad aggirare i requisiti di capitale per la concessione del credito, una sorta di suicidio collettivo.

La scorsa settimana ho scritto un post dal titolo, l’Aurora boreale delle Nazionalizzazioni, richiamando il modello della crisi svedese degli anni 80 di dimensioni diverse, ma che richiama i sintomi della situazione americana, irrazionalità immobiliare, euforia finanziaria e ampia disponibilità di credito, con i dovuti distinguo, una crisi provocata da un rialzo dei tassi e della pressione fiscale che portò il governo svedese ad una nazionalizzazione temporanea dell’intero sistema finanziario circa sette anni dopo l’avvio dell’euforia creditizia. Anche allora fu creato un veicolo finanziario che aspirò dal mercato tutti i mutui "tossici".

In fondo un messaggio che proviene dalla Storia, abbiamo visto insieme in questi mesi i sintomi della Grande Depressione attraversare la finanza e l’economia reale, ne abbiamo analizzato insieme in profondità ogni similitudine e differenza rispetto al ’29 ma come diceva Primo Levi ogni popolo che dimentica la propria storia è destinato a riviverla!

Oggi dopo l’esempio dell’Irlanda e della Grecia, le nazionalizzazioni specifiche della patria del capitalismo anglosassone, ovvero l’Inghilterra e i recenti salvataggi belga olandesi, dopo che il vulcano islandese è in procinto di esplodere, la Germania assicura incondizionatamente senza limiti alcuni, tutto il sistema finanziario tedesco in seguito al fallimento della linea di credito a copertura della voragine di 35 miliardi di euro Hypo Real Estate Bank, banca specializzata nel credito immobiliare, voragine sottostimata secondo Deutsche Bank. 

Nazionalizzazione ecco l’unica risposta adeguata a questa crisi, anche se " il pericolo di questa crisi è che possa scatenare un’ondata di nazionalismo economico, con ogni paese che cerca una sua via di uscita." come sostiene il ministro britannico Peter Mandelson!

In sintesi una sorta di protezionismo finanziario!

Se vogliamo uscire da questa crisi senza ondate di panico generalizzate, ogni paese deve nazionalizzare il suo sistema finanziario, temporaneamente, una nazionalizzazione che azzeri gli azionisti ed elimini qualsiasi azzardo morale senza alcuna distinzione.

Socializzazione delle perdite in grande stile sino a prova contraria ma necessaria ad evitare l’implosione, poi se è meglio lasciare fare alle forze della "natura" alla cosidetta " mano invisibile " quella è un’altra questione.

Anche  Carmen Reinhart che insieme a Kenneth Rogoff ha pubblicato nel gennaio di quest’anno  lo studio dal titolo "Is the 2007 US Subprime Financial Crisis So Different? An International Historical Comparison" Nber.org, interessante ricerca storico comparativa ci dice che questa in fondo è una crisi come tutte le altre crisi finanziarie! Voxeu.org….“Non c’è niente di nuovo eccetto ciò che si è dimenticato” M.lle Rose Bertin.

"Per l’attuale situazione degli Stati Uniti, la lezione che se ne può trarre è che il declino della produzione dopo una crisi bancaria è ampio e protratto nel tempo: la caduta media della crescita del prodotto (reale pro-capite) è superiore al 2 per cento, e per il ritorno al trend normale di crescita servono almeno due anni. Nelle cinque crisi peggiori, il calo dal punto massimo al minimo nella crescita annua del prodotto è superiore al 5 per cento e la crescita è rimasta ben al di sotto del livello pre-crisi per almeno tre anni."

E questa se mi permettete, è la madre di tutte le crisi finanziarie della storia!

Ora noi tutti sappiamo che il NBER valuta una recessione come " una significativa diminuzione di attività nel corso di un periodo prolungato di tempo, declino visibile nel PIL in termini reali attraverso una riduzione dell’occupazione, della produzione, delle vendite e dei redditi."

Non credo serva aggiungere altro per dichiarare che questa recessione è in corso in America dall’inizio di quest’anno, una recessione visibile attraverso le revisioni, una recessione che accademicamente è negata da palliativi di natura stagionale, aritmetica,  governativa attraverso gli incentivi fiscali e monetari attraverso la recente svalutazione del dollaro che ha permesso la fiaba delle esportazioni!

L’ultimo dato relativo all’occupazione elimina in un solo istante qualsiasi dubbio sulla natura di questa recessione, un dato che ancora oggi evidenzia le distorsioni implicite del modello statistico stagionale CES/NET BIRTH DEATH ( QUI ) modello che è in grado nelle revisioni di passare da oltre 500.000 unità a soli 11.000 come accadde nel terzo trimestre 2006, evidenzia una perdita di 82.000 posti nel settore dei servizi che incide in maniera determinante sull’occupazione americana e sottolinea che in America oggi, i lavoratori a tempo parziale in seguito al deterioramento della crescita sono aumentati di oltre 1,6 milioni negli ultimi 12 mesi.

I lettori di Icebergfinanza sanno che da tempo sostengo che l’occupazione americana non tiene conto dei lavoratori cosidetti "scoraggiati " coloro che escono dal mercato perchè smettono di cercare un lavoro, quelli che vogliono lavorare ma non vi è disponibilità e che hanno cercato nel recente passato ma che il BLS ignora nella realtà ma segnala in una misura alternativa. La tabella in questione è la A2  e precisamente alla voce U6 siamo ad un livello dell’ 11 % massimo da oltre 14 anni!

Non lo dico solo io, anche Paul Krugman lo sottolinea nel suo blog sul  NYT!

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione Goldman Sachs evidenzia come le proprie aspettative arrivino sino all’ 8 % per fine 2009 oltre ad accorgersi della possibilità di una recessione che è tutt’ora presente nei numeri!

Recentemente in epoca non sospetta quando il tasso veleggiava al 5,5 %, scrissi:

"Oggi il tasso di disoccupazione è al 5,5 % e credo che non vedremo spiragli di miglioramento sino a che non avremo raggiunto l’ 8 %!  Ricordatevi questo numero!

Risulta alquanto anacronistico che mezza Europa sia tecnicamente in recessione o perlomeno sulla soglia in compagnia del Giappone ed per quanto riguarda gli Stati Uniti si discuta ancora di una probabile recessione! Senza dimenticare poi che i dati di settembre non tengono ancora conto di quanto accaduto nel settore finanziario e come scrive BusinessWeek …..Bracing for U.S. Corporate Budget Cuts! CEOs are preparing for the worst—and everything, including deep payroll reductions, is on the table.

Inoltre la Challenger, Gray & Christmas Inc. tramite Reuters comunica che i  licenziamenti programmati dalle aziende americane sono cresciuti del 7,2% in settembre rispetto al mese precedente facendo schizzare il balzo annuo al 33%.

Si potrebbe ora parlare del crollo di 400 punti del DowJones in seguito all’approvazione del piano EmergencyEconomicStabilizationAct passato dall’euforia alla depressione, ma vorrei soffermarmi invece brevemente su alcuni aspetti del piano con riferimento ad alcuni interrogativi.

Come Voi sapete il piano prevede una sorta di " reverse auction " un’asta all’incontrario per la vendita dei bad loans, ovvero la disponibilità del Tesoro all’acquisto ad un prezzo massimo che verrà rivisto ogni qualvolta vi sara un eccesso di venditori sino a raggiungere un punto di equilibrio tra domanda e offerta, una sorta di svalutazione del proprio portafoglio tra istituti finanziari caduti in disgrazia.

Per una maggiore cultura finanziaria sulla VOCE.info Sandro Brusco ci spiega che tutti i possibili problemi di una "reverse auction"

In generale quando gli oggetti da comprare sono omogenei e hanno caratterische chiaramente verificabili tali aste producono un’allocazione efficiente e favorevole al compratore. Purtroppo questo non è il caso delle MBS. Ricordiamo infatti che le MBS sono attività finanziarie che producono un flusso di cassa dipendente dal pagamento dei mutui su cui sono state costruite. Due MBS apparentemente uguali, diciamo con la stessa scadenza e gli stessi tassi d’interesse, possono avere valori molti differenti a seconda del grado di solvibilità dei mutui sottostanti. Il principale problema è che c’è informazione asimmetrica su tale grado di solvibilità, e quindi sul probabile flusso di cassa generato: una istituzione finanziaria che ha in portafoglio un certo titolo tende a conoscere meglio degli altri quanto affidabile tale titolo sia.
Supponiamo per esempio che, come risultato dell’asta, una banca venda titoli per 10 milioni nominali al 50% del valore facciale. Tra tutti i titoli che possono essere usati per soddisfare le richieste del compratore, quali sceglierà la banca? Ovviamente quelli che sa essere peggiori in termini di probabilità di pagamento, tipicamente quelli che valgono meno del 50%.  La conseguenza è che il compratore finisce per perderci.
In verità, questa è esattamente la ragione per cui questi titoli sono così poco liquidi. Se non ci fossero problemi di informazione asimmetrica si formerebbe rapidamente un mercato in cui i titoli vengono scambiati tra privati, i problemi di liquidità sparirebbero e sarebbe facile stabilirne il valore di mercato. È proprio a causa del fallimento del mercato indotto dall’informazione asimmetrica che il Tesoro ha ritenuto di dover intervenire. Ma è chiaro che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Se si acquistano titoli in queste condizioni il rischio di pagare eccessivamente i titoli non è evitabile.
Un modo semplice per eliminare il problema di selezione avversa dei titoli è quello di comprare tutti, o quasi tutti, i titoli di una determinate categoria. Purtroppo in tal caso una reverse auction non è un buon meccanismo di vendita. È chiaro infatti che il prezzo a cui si acquista è tanto più alto quanto più è alta la domanda. Se si domandano tutti i titoli di una certa categoria il prezzo di vendita sarà quello iniziale, e dovrà essere sufficientemente alto da indurre i venditori a disfarsi di tutti i titoli, anche quelli più affidabili. Quindi, il problema uscito dalla porta rientra dalla finestra.

In sostanza il grado di solvibilità è la chiave di lettura di questa crisi, un grado che neppure gli stessi emittenti sono in "grado" di conoscere realmente in quanto molto dipenderà dalla profondità e dalla durata della recessione in corso.

Come dice John Hussman come è possibile salvare il sistema finanziario se non si è nemmeno in grado di poter leggere un bilancio?!!

Inoltre si prevede che se una istituzione finanziaria che ha consegnato i propri bad loans e quindi ha usuffruito dell’aiuto governativo fallisce, il Tesoro sarà uno degli ultimi investitori a subire una perdita e quindi mi domando chi mai avrebbe interesse ad investire o supportare le emissioni obbligazionarie della società in oggetto.

Per quanto riguarda infine i bonus dei manager sembra che tutti dipendi dal limite di 300 milioni ovvero il massimo aiuto consentito per evitare la cancellazione del bonus!

All’orizzonte si addensano le nuvole relative alle trimestrali, gravide di profitwarning, e ogni indicatore segnala la contrazione del credito, la rarefazione delle transazioni corporate, lo spread sulla commercial paper è ai massimi storici come pure il nostro faro, il TED SPREAD che ha raggiunto il 3,87 % da raffrontare con la tabella di cui sotto, primo blog in Italia, Icebergfinanza, ad averlo segnalato!

http://www.lesterbarber.com/images/TED%20spread,%20historically.jpg

 

Concludo infine con un riflessione! Dopo 20 mesi di navigazione ancora oggi si trova qualche disperato naufrago che continua a mettere in dubbio la validità delle analisi di Icebergfinanza, suffragate da uno tsunami di fatti accaduti in questi mesi, senza alcun riferimento a quanto detto prima, Marco Liera sul Sole 24 ORE dice che questa crisi sta premiando chi basa la propria strategia di gestione sulle previsioni macro ( topdown ) ovviamente azzeccandole ( e non necessariamente per abilità ) Al di là dell’abilità chiunque avesse avuto un minimo di buon senso poteva comprendere l’insostenibilità di questo sistema finanziario e spesso economico, i sintomi di un probabile attacco cardiaco erano evidenti!

Solo l’analisi fondamentale unitamente ad un ricorso alla memoria storica può aiutare a navigare nell’oceano del realismo, dimenticando le correnti d’aria del pessimismo e dell’ottimismo, aria che spesso demoralizza ed inebria coloro che amano la fiaba della crescita infinita.

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27 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 09:21

Una luce alla fine del tunnel
Alfonso Tuor

http://www.cdt.ch/interna.asp?idarticolo=137149

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 10:03

Caro Andrea,

solita lucida analisi, complimenti. Come non dire oggi, eppure qualcuno lo aveva detto….
Ogni tanto penso ad un’inevitabile regolazione dei sistemi, del mondo, del nostro agire, non so se siano cicli o altro. Forse è un sorta di promemoria divino sulla fallibilità del genere umano.
Recuperare valori, recuperare relazioni ed equità, per tutto questo c’è bisogno di un cambiamento forte e radicale…e anche su questo la storia ci è maestra solo le grandi crisi, solo le grandi tragedie hanno “costretto” i popoli a cambiare…

Ciao Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 10:04

Fatemi vedere Geronzi in galera (uno a caso) e comincerò a vedere anch’io quella luce.

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 11:13

Buongiorno a tutti,

Ottimo Andrea!!
Una domanda agli esperti:
oltre alla Cina,perchè le conviee, quali sono gli altri che ancora credono nel dollaro???

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 11:23

@4 Visto il crollo selle borse asiatiche stanotte?

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 12:37

La lunga rincorsa del 29.
Pochi sanno o hanno letto che il 29 fu soltanto l’apice o meglio dire il fondo di quanto successe a partire dal 1921-1922, per cui anche allora per anni vi furono problemi, rischi, salvataggi e poi solo 7 anni dopo si arrivo’ al 1929.
Ripeto solo un vecchio motto, NON SI POSSONO RISOLVERE I PROBLEMI SE SI CONTINUA A RAGIONARE NELLO STESSO MODO IN CUI I PROBLEMI STESSI SONO STATI CREATI !
Un piccolo commento, sono sbocciati come funghi congressi, convegni libri e quanto di piu’ su ETICA e MERCATO…non so se e’il mare ma mi vien da vomitare. Lasciate che a parlare siano i fatti non le parole, giudicate dai fatti non dalle intenzioni perche’ anche le vie dell’inferno son lasctricate di buone intenzioni.
Saluti al capitano ed alla ciurma.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 12:39

Esprimo il mio parere su quanto sta accadendo: è il crollo di un mondo buonista che a parole, ha sempre espresso tanta solidarietà altruistica, nei fatti, ha sempre perseguito egoisticamente gli interessi, di una casta avida e spietata. E’ una situazione che porterà la disperazione nei ceti più deboli, fomentando disordini, caduta di valori e povertà dilagante.

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 12:42

Prova

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 14:30

ANSA) – ROMA, 6 OTT – Crollo in Borsa oggi a Londra del titolo Royal Bank of Scotland, che ha perso fino al 16% a 157 pence in quanto secondo gli analisti di Standard & Poor’s Equity Research la banca britannica ha necessità di incrementare le proprie riserve, nonostante l’ aumento di capitale da 12 miliardi di sterline dello scorso anno. Gli stessi analisti hanno espresso inoltre il giudizio di ‘sell’, cioé di vendere, sul titolo, contro il precedente ‘strong buy’, vale a dire un invito deciso ad acquistare. Secondo alcune voci, il Governo di Londra sarebbe pronto al sostegno finanziario delle banche. Un eventuale intervento pubblico nel capitale bancario avrebbe un effetto diluitivo per gli attuali azionisti, con la conseguenza di pesare ancora di più sulla quotazione. (ANSA). Sempre peggio.

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 14:54

Anche oggi un crollo delle borse, cosa succede !!!!!
Vorrei chiedere agli esperti di borsa che leggono questo blog, ma perchè non chiudono le principali borse per qualche settimana ??? io non sò ma le società quotate non saranno tutte sull’orlo del fallimento eppure scende tutto ???
E tutte quelle persone che hanno investito in fondi o Etf affidandosi agli esperti.
SD

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 15:46

Anche oggi un pesante crollo delle borse mondiali, cosa stà accadendo !!!
Volevo chiede agli esperti di borsa che leggono questo blog, ma perchè non chiudono le principali borse per qualche settimana invece di promettere che faranno qualcosa ??, mi sembra che tutte le società quotate scendono pesantemente, non saranno mica tutte sull’orlo del fallimento.
I responsabili che hanno creato questo sistema finanziario dovranno rendere conto delle loro azioni, ed anche se si stanno divertendo come i MATTI a fare affari d’oro prima o poi si renderanno conto di tutte le sofferenze che hanno causato.
Io non sono responsabile perchè qualcosa ho costruito per questa società, anche se non riconosciuto.
SD

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 15:55

Il piano Paulson non viene approvato, e le borse crollano.

Il piano Paulson viene approvato, e le borse crollano.

Ne consegue che il piano Paulson è ininfluente sulla situazione azionaria.

Suppongo che ci sarà un bagno di sangue incredibile questa settimana nelle borse. Troppa fuffa che implode, portandosi via anche valore vero.

Che altro potrebbero fare, alla FED? Tagliare i tassi fino a zero?

Sic transit gloria mundi

Phitio

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 16:07

Bravo andrea, i tuoi 1000 e non piu mille di sp500 sono arrivati?
Basteranno?
Per il momento io penso di si, ma nel futuro non credo, è probabile si vada piu sotto.
MM

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 16:15

Cosa succede mi sembra abbastanza chiaro, come dice il nostro capitano la fiducia è un bene prezioso e quando la si perde è dura riconquistarla.
Troppi hanno parlato dicendo che tutto andava bene anche quando non era così e ora raccolgono ciò che è stata seminato.
Tutta la fuffa messa in giro per nascondere l’inevitabile ora torna indietro come un boomerang… e ci torna pure con gli interessi!!!
In Europa è diverso ci dicono… sarà ma non ci credo molto.
Intando prendo posto pure io in riva al fiume e attendo….
saluti Ferro780

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 16:44

Ciao Andrea,
senza parole
Mariano

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 16:52

Che dire di queste affermazioni….credete forse che nessuno sapeva…ma questo non aiuta certo aristabilire la fiducia !

WASHINGTON (Reuters) – The disgraced head of Lehman Brothers Holdings Inc told Congress on Monday that U.S. banking regulators knew exactly how Lehman was pricing its distressed assets and about its liquidity in the months before its collapse.

Throughout 2008, the U.S. Securities and Exchange Commission and the Federal Reserve “actively conducted regular, and at times daily oversight of both our business and balance sheet,” said Richard Fuld, chief executive of Lehman, in testimony to be delivered to a House Oversight and Government Reform Committee hearing.

“(Regulators) held regular price verification reviews. They were privy to everything as it was happening,” he said.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 17:19

Massimo,

se lo sapevamo noi a migliaia di chilometri di distanza con i pochi mezzi a nostra disposizione e le nostre limitate conoscenze, figuriamoci se non lo sapeva chi di dovere.
Io faccio il controller in una azienda, so perfettamente cosa c’è in portafoglio e sono in grado di capire come sarà l’evoluzione della gestione dei prossimi 6-12 mesi. Non ritengo di essere un fenomeno visto che in tutte le aziende in cui ho lavorato si operava così.

Quindi il fatto è che lo sapevano, hanno continuato ad agire indisturbati perchè non c’era già più nulla da fare nella primavera del 2007, più di un anno e mezzo fa i destini di queste corazzate di carta erano già segnati. Bisoganva stare con la bocca tappata per prendersi qualche lauto bonus in più per poi tagliare la corda.

saluti, Marco

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 18:21

Chissà se qualcuno dei detrattori di Andrea di un passato non tanto lontano è abbastanza uomo (nonostante le sicure perdite a cui è andato incontro) da ammettere di aver avuto torto, e di riconoscere ad Andrea il suo grande merito?

Mas

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 18:49

Fino ad oggi tutti noi, me compreso abbiamo fatto i complimenti al nostro Capitano e se li ha strameritati. Oggi però deve essere il nostro punto di riferimento su tutto quello che potrebbe succedere da qui a fine anno. Adesso è l’unico in grado di capire quando cominceremo a vedere la luce in fondo al tunnel. I migliori analisti e le direzioni finanziarie di tante banche italiane non sanno quel che succederà tra una settimana. Un amico di vecchia data inserito in un posto chiave di una nota banca, paventando scenari tipo Argentina mi ha fatto passare ore di angoscia e di panico che quasi ho pensato …. mo vi viene un infarto!
Andrea adesso devi continuare ad essere il grande Capitano che sei anche in questa che è la tempesta perfetta. Ciao. Con stima Michele.

Scritto il 6 ottobre 2008 at 21:02

Cari Compagni di Viaggio oggi è arrivato il momento di guardare all’orizzonte di ricominciare a ricostruire, non è finita, non è affatto finita, ma da oggi in poi si tratta solo di guardare all’economia reale, la finanza è implosa su se stessa, è esplosa in faccia al pensiero unico ma non in maniera tal da far sparire per sempre il fondamentalismo del libero mercato.

Abbiamo davanti a noi un’occasione irripetibile, un’occasione che ritorna solo una volta, l’occasione di ricostruire l’economia e la finanza da fondamenti etici, ricostruire la società sui valori.

Caro Mas il silenzio e il rispetto che aleggia in questo blog è la miglior risposta alla tua osservazione, credo che anche Roberto che non dimentico ormai sia uno dei nostri!

Andrea è un ragazzo qualunque che attaverso le sue esperienze e competenze è riuscito ad intravvedere nella nebbia di questa crisi, nessun saggio, nessun esperto solo tanta passione e convinzione nelle propri possibilità e capacità!

Molti di Voi mi danno del Lei, parlano come se fossi vicino al tramonto della vita, ma io navigo felicemente tra i 35 e i 45 “nodi” della mia vita, amo la mia privacy e credo nell’ uomo e nei suoi valori.

Se solo volessi oggi sarei in un’altra dimensione, non mancano gli attestati di stima e le proposte, ma oggi al di là della soddisfazione personale di un lavoro di analisi e ricerca, oggi ciò che mi rende felice è aver condiviso con alcuni di Voi i ” Mondi Alternativi ”

Non voglio alcuna visibilità, le proposte sono già tante, ed alcune prestigiose, molti vorrebbero che condividessi pubblicamente questa mia avventura, forse cercando di far comprendere le cause di questa crisi, far conoscere i sintomi, ma oggi sono già in troppi quelli che lo fanno, alle volte bene alle volte senza neanche sapere di cosa parlano.

Un sogno sarebbe quello di poter un giorno scrivere un libro di questa avventura e sin da ora se qualcuno è in grado o conosce qualcuno che può finanziare questo desiderio io sono qui anche se, per scrivere un libro credo ci voglia una certa indipendenza economica che io non mi posso permettre.

Un libro che ripercorre ogni istante di questo 20 mesi e di ciò che verrà, attraverso segreti ed analisi fondamentali economiche e finanziarie, trucchi e ferri del mestiere senza tralasciare la parte che amo di più ovvero aver cercato di umanizzare la “scienza triste” attraverso l’essenza stessa della vita, una finanza ed un’economia che hanno travolto il ritmo delle persone, hanno cancellato le loro emozioni!

Sono abbastanza realista da non credere alle fiabe, ma chissà anche Icerberfinanza in fondo era una fiaba, un impulso che è diventato realtà!

Inevitabilmente con il passare del tempo, anche se spesso in passato ho condiviso questo pensiero, dovrò ritrovare la mia dimensione di sempre, non è pensabile passare spesso delle notti bianche o monopolizzare le serate della mia famiglia!

Devo farlo, non è pensabile proseguire con questi ritmi anche se so già che mi costerà molto, come spesso vi ho ricordato lavoro tutto il giorno e questo non è un lavoro,
ormai siamo all’inizio della tempesta finale forse non avete ancora visto tutto ma ormai non c’è molto da dire, credo di avervi lasciato un piccolo manuale per affrontare qualsiasi tempesta che verrà!

Comunque si odio gli sciacalli che ne approfittano per scatenare il panico, odio tutti coloro che cercano di trarre profitto da questa crisi!

Ricordo che non si tratta di 1000 e non più mille ma sino alla primavera abbiamo spazio sino a 950 anche se dipenderà tutto dai prossimi mesi!

Torno a ribadire che la corrente non cessa di esistere e che la riva del fiume emana sicurezza e tranquillità anche perchè ” due mesi non passano ivano”

Credo di aver dato tutto quello che potevo e ricevuto uno tsunami di stima che mi accompagnerà per sempre, insieme individueremo quanto resta da scoprire ma nella scia di questo veliero è nascosta la storia di Icebergfinanza, qualcosa che neppure nella fiabe più belle era possibile immaginare.

Resta l’amarezza di quello che questa crisi produrrà negli indifesi e nei sotterranei dell’umanità nostra e della porta accanto ma non posso che gioire per l’entusiamo che molti di Voi hanno riversato sul microcredito e spero su altri MondI Alternativi!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 21:15

Mi sa qualche miliardo del piano Paulson l’abbiano già iniziato a spendere….ma sul mercato!!!!
Ma avete visto cos’hanno combinato pur di far chiudere sopra i 10000 punti il Dow Jones?! Dov’è la SEC??
O vigila solo quando si shorta?? Vorrei essere una mosca nelle trading room di JPMorgan e Goldman Sachs…
PS: anche in questo caso cmq hanno fallito!
Un saluto affettuoso al Capitano e a tutta la ciurma!

Il Cigno Nero

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 21:33

caro Andrea tu mi conosci bene, ora non vorrei sembrare il mago di oz, ma invito i compagni di avventura a leggere il mio post del
26 novembre 2007 ore 11: 39
era tutto scritto e tutto a disposizione, questo non toglie una virgola a tuo strordinario lavoro, ma lo esalta.
grande grande
qui sotto copio e incollo :

previsioni fine 2007- 2008
senza finalita’ di lucro senza incentivazioni alla vendita o all’acquisto di alcun che.
1) nuovo minimo dei mercati entro 3-5 dicembre
2) rally fino fine anno 2007
3) discesa libera dai primi di gennaio fino a febb. marzo 2008
3) rally a rialzo fino a GIUGNO 2008
4) crash LUGLIO/SETTEMBRE
_-_-_-_-_-_-_-
Teo

l’originale e’ nel 1° commento del tuo post

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 21:53

Capitano, mio Capitano…non so ma la ciurma potrebbe dare una mano, con qualche doblone, prova a lanciare la proposta !
Un saluto
Massimo

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 22:52

per gli amici che non si spiegano gli attuali tassi di cambio contro euro, che siano dollari, yen, dobloni o ducati, ricordo che:
1) la crisi si è solo da pochi giorni spostata in europa;
2) i mercati si aspettano fino a 1 punto di taglio dei tassi da parte della bce entro giu 09;
3) in europa è più difficile portare avanti una politica interventista comune e lo scenario, ad oggi, pare demandato ai singoli governi;
4) gli investitori giapponesi ed americani stanno rimpatriando le loro risorse, riacquisendo la propria valuta.

ciao.

gian

utente anonimo
Scritto il 6 ottobre 2008 at 23:34

Andrea sei il migliore.

utente anonimo
Scritto il 7 ottobre 2008 at 00:03

Next step…inflation !!!!
Carissimi ripeto un commento fatto tempo addietro, la FED nel Marzo 2006 ha sospeso la pubblicazione del dato relativo alla massa monetaria M3. Orbene perche’ ? Il dato vienecalcolato ma non pubblicato, da una stima pare che la crescita di tale massa monetaria sia intorno al 15%-16%. Orbene secondo la scuola austriaca l’ inflazione e’ creata dalla crescita di tale massa monetaria e l’ aumento dei prezzi non sono altro che l’ effetto…per cui tagliamo pure un altro punto per sostenere i mercati finanziari ma poi ?
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 21 gennaio 2009 at 13:04

un’analisi lucida e ben documentata, ricca di riferimenti e spunti. Spero di leggere presto nuovi contributi.

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