IMMOBILIARE: NULLA DI NUOVO ALL’ORIZZONTE!

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza

 

 

Non vi è alcun dubbio al proposito, senza una sostenibile ripresa del mercato immobiliare, l’economia americana non ha alcuna possibilità di dichiarare conclusa la Grande Recessione.  Come testimonia il seguente grafico, mai negli ultimi cinquant’anni le recessioni si sono concluse senza l’apporto determinante del mercato immobiliare.

Thanks to Economistview

Nessun segnale di stabilizzazione giunge dalla Grande Depressione immobiliare americana, l’indice di fiducia dei costruttori, l’  NAHB scende per il terzo mese consecutivo anticipando il dato odierno relativo all’avvio di nuove abitazioni. La correlazione è ineccepibile!

 

Si tratta del più basso livello dal marzo del 2009, mese di avvio del più imponente rimbalzo  della storia dei mercati finanziari mondiali che testimonia la fine delle illusioni dei sostegni governativi.

Senza la ripresa dell’occupazione come condividono i costruttori vi sono poche possibilità di ripresa per il mercato immobiliare. l’87 % dei costruttori intervistati sottolinea come i pignoramenti stiano influenzando negativamente le vendite, le prospettive di nuove abitazioni. Ricordo al lettore che solo l’avvio di nuove costruzioni tenendo in considerazione l’indotto è in grado di produrre nuovi posti di lavoro.

Come testimonia inequivocabilmente il grafico qui sotto, negli ultimi due decenni il periodo che intercorre dalla fine di una recessione alla ripresa dell’occupazione si è notevolmente allungato. Oserei senza ombra di dubbio dire che si è strutturalmente modificato. Se come suppongo la recessione non si è ancora conclusa, visto che manca l’avvallo ufficiale del National Bureau Economicis Research, lascio al lettore immaginare la dinamica futura di una eventuale ripresa.

Thanks to Chartoftheday

Inoltre il FRB: Senior Loan Officer Opinion Survey on Bank Lending Practices  testimonia come il credito pur avendo riscontrato una maggiore disponibilità da parte delle grandi istituzioni finanziarie, non è al momento richiesto, in quanto il consumatore americano è profondamente interessato da una ricostituzione della situazione patrimoniale disastrata dalla Grande Recessione, oltre ad una naturale ricomposizione dei debiti. 

Il sottoindice che misura le prospettive di vendita per i prossimi sei mesi è sceso di tre punti, un declino sensibile.

Secondo Moody’s  Odds of a Double Dip Increasing, Prices Could Fall 20 se gli Stati Uniti tornano in recessione i prezzi delle case devono scendere di un altro 20 % prima di stabilizzarsi all’inizio del 2012.

La questione per il sottoscritto non si pone, l’economia americana non è mai uscita dalla Grande Recessione, al di la delle variabili tecniche e la dinamica dei prezzi delle case prolungherà la recessione e non viceversa.

Io sono più ottimista, come ripeto da tempo manca ancora uno scalino del 10 /15 % prima di ritrovare l’equilibrio perduto in America. Per il resto del mondo, la dinamica in alcuni paesi è solo all’inizio o a metà percorso. Raggiunto l’equilibrio, scordiamoci riprese mirabolanti alle quali l’immobiliare ci aveva abbituati, una depressione come quella americana, non si scorda tanto facilmente.

Alcuni indicatori privati testimoniano una sensibile deccelerazione della ripresa dei prezzi delle case.

Nel frattempo buone notizie sul fronte dell’occupazione giungono dall’ Empire State Manufacturing Survey (overview) anche se si tratta del distretto manifatturiero più piccolo d’America, segnalando prospettive future minori, evidenziate da un preoccupante calo dei nuovi ordini che testimonia ancora una volta l’evidente fine della ricostituzione dei magazzini.

Concludo ricordando che come scrissi ad inizio anno in " La quiete prima della tempesta " che senza la naturale conclusione dell’attuale "debt deflation" deflazione da debiti in corso, senza l’apporto determinante dell’occupazione e del mercato immobiliare, nessuna ripresa è possibile dalla più grande crisi della storia economica mondiale.

Alla fine del prossimo mese uscirà un "manoscritto" che racconterà la nostra lunga avventura, sarà disponibile on line e nelle migliori librerie. Sarà anche un modo per coinvolgere coloro che sono saliti sul nostro veliero recentemente e non ne conoscono la storia, le avventure. Un libro scritto con la massima tensione alla semplicità che non significa necessariamente banalità per andare incontro al maggior pubblico possibile, anche a coloro che non si occupano di economia e finanza. 

Dipenderà dal Vostro prezioso contributo, la sua diffusione, un messaggio nuovo ed alternativo, senza alcuna pretesa se non quella di condividere una lettura nuova e non solo scientifica di questa autentica tempesta perfetta.  

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La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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23 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 12:16

Many “experts” make the analogy between the deflationary period in Japan since the 1990s and the US today. In our view the US is in a totally different situation for the following reasons:

In the early 1990s Japan could still export their production to the rest of the world.

In the current downturn all countries (even China and India) will suffer and there will be no one to export the problems to.

The ability to export made Japan a creditor nation with major payment surpluses.  US are a major debtor and have been for 25 years.

Japan had a very high personal savings ratio at the time (which has now disappeared). US has had a declining savings rate for years (the US savings rate is now going up which it always does in a downturn).

The balance of payments and the personal savings surpluses made it possible for Japan to finance their budget deficit without resorting to QE. Very soon he US will only be able to finance their deficits with QE and so will most of the rest of the Western world.

Japanese unemployment in 1992 was 2% and went slowly up to 5% by 2000 where it is now. Real US unemployment is 22% and increasing.

Many major sovereign states are now virtually bankrupt and the financial system is on life support. This was not the case in the 1990s.

The above are some of the reasons why the current US situation is totally different to Japan. QE will accelerate in the US and worldwide.

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 15:51

Produzione industriale in rialzo +1% a luglio

Il progresso e' superiore alle attese, pari a +0.6%. Tredicesimo risultato consecutivo in rialzo. Superiore alle stime anche la capacita’ di utilizzazione degli impianti, a 74.8% contro il previsto 74.5%.———- 

Usa: nuovi cantieri edili +1.7% a luglio

Primo rialzo dopo due mesi consecutivi in calo. Deluse le attese: 546 mila contro le 555 mila previste. A giugno erano state 537 mila (dato rivisto da 549 mila). Per i permessi di costruzione minimi da 14 mesi.http://www.wallstreetitalia.com/che ne dici Andrea ? 

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 15:51

Produzione industriale in rialzo +1% a luglio

Il progresso e' superiore alle attese, pari a +0.6%. Tredicesimo risultato consecutivo in rialzo. Superiore alle stime anche la capacita’ di utilizzazione degli impianti, a 74.8% contro il previsto 74.5%.———- 

Usa: nuovi cantieri edili +1.7% a luglio

Primo rialzo dopo due mesi consecutivi in calo. Deluse le attese: 546 mila contro le 555 mila previste. A giugno erano state 537 mila (dato rivisto da 549 mila). Per i permessi di costruzione minimi da 14 mesi.http://www.wallstreetitalia.com/che ne dici Andrea ? 

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 15:51

Produzione industriale in rialzo +1% a luglio

Il progresso e' superiore alle attese, pari a +0.6%. Tredicesimo risultato consecutivo in rialzo. Superiore alle stime anche la capacita’ di utilizzazione degli impianti, a 74.8% contro il previsto 74.5%.———- 

Usa: nuovi cantieri edili +1.7% a luglio

Primo rialzo dopo due mesi consecutivi in calo. Deluse le attese: 546 mila contro le 555 mila previste. A giugno erano state 537 mila (dato rivisto da 549 mila). Per i permessi di costruzione minimi da 14 mesi.http://www.wallstreetitalia.com/che ne dici Andrea ? 

Scritto il 17 agosto 2010 at 16:10

Che dire si continua a produrre nella speranza che qualcosa cambi che qualcuno compri ma purtropponon basta la speranza non basta mettere incentivi solo e sempre dove i mercati sono saturi ….il concetto di equità e redistribuzione e’ duro da assimilare. Per quanto riguarda l’immobiliare meglio del previsto di ciò che in realtà precedentemente non era stato previsto perché rivisto negativamente ovviamente. Si dispensano gocce di speranza appositamente per poi rivederle a distanza di mesi in attesa che qualcosa cambi senza fare in sostanza nulla. Un dato positivo per il lungo termine perché meno case si costruiscono oggi meno case invendute si avranno domani ma nel breve significa pressione al ribasso sull’occupazione e sui prezzi. Per quanto riguarda gli amici di scuola “austriaca” comprendo labloro mission di mettere in guardia dall’ inflazione ma per fortuna io non riesco ad intravvederne nemmeno il pericolo solo qualche accenno di inflazione sostenuta se andrà bene oltre la meta’ del decennio in corso. Andrea

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 16:31

Se non la vedi è perchè guardi nella direzione sbagliata, vale quanto sotto eccetto per i prezzi delle case che scontano quello che tutti hanno scoperto, che la rivalutazione era solo un mito

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 16:31

Se non la vedi è perchè guardi nella direzione sbagliata, vale quanto sotto eccetto per i prezzi delle case che scontano quello che tutti hanno scoperto, che la rivalutazione era solo un mito

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 16:31

Se non la vedi è perchè guardi nella direzione sbagliata, vale quanto sotto eccetto per i prezzi delle case che scontano quello che tutti hanno scoperto, che la rivalutazione era solo un mito

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 16:55

Right now the establishment is screaming about an imminent “deflation” when in fact the last year in American history in which consumer prices declined was 1955.  As noted, the 30 year period of actual price decline, 1866-1896, was the greatest period of economic growth both in America and any country in human historySo if a “deflation” were coming, it should be welcomed with young girls strewing flowers in its path.

Scritto il 17 agosto 2010 at 17:17

Ridendoci sopra…..è perchè preferisco non vederla che guardo nella direzione sbagliata….per il resto vediamo di non confondere la deflazione della Big Depression con quella della Great Depression se no si nasconde la realtà!

Scritto il 17 agosto 2010 at 17:18

Ain …grazie della pennellata di ieri! Andrea

Scritto il 17 agosto 2010 at 17:22

ANDREA CI DICE “L’ECONOMIA AMERICANA NON E’ MAI USCITA DALLA GRANDE RECESSIONE”[..] MARTEDÌ, 17 AGOSTO 2010 IMMOBILIARE: NULLA DI NUOVO ALL'ORIZZONTE! Non vi è alcun dubbio al proposito, senza una sostenibile ripresa del mercato immobiliare, l'economia americana non ha alcuna possibilità [..]

Scritto il 17 agosto 2010 at 17:22

ANDREA CI DICE “L’ECONOMIA AMERICANA NON E’ MAI USCITA DALLA GRANDE RECESSIONE”[..] MARTEDÌ, 17 AGOSTO 2010 IMMOBILIARE: NULLA DI NUOVO ALL'ORIZZONTE! Non vi è alcun dubbio al proposito, senza una sostenibile ripresa del mercato immobiliare, l'economia americana non ha alcuna possibilità [..]

Scritto il 17 agosto 2010 at 17:22

ANDREA CI DICE “L’ECONOMIA AMERICANA NON E’ MAI USCITA DALLA GRANDE RECESSIONE”[..] MARTEDÌ, 17 AGOSTO 2010 IMMOBILIARE: NULLA DI NUOVO ALL'ORIZZONTE! Non vi è alcun dubbio al proposito, senza una sostenibile ripresa del mercato immobiliare, l'economia americana non ha alcuna possibilità [..]

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 18:34

Appunto era ironica la battuta sulla buona deflazione di fine '800!

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 18:42

bravo andrea.meno male che ci sono gli austriaci a farmi capire che
…siamo solo agli inizi di una forte
era deflattiva
ora scappo
a presto dati anche x loro.
j.m.k

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2010 at 21:37

in Italia siamo solo a metà infatti.credo anch'io che nel 2012 , entro il 4 november, il settore immobiliare, CRE compreso sarà stabilizzato. capitan Andrea Mazzalai, hai letto le news su CNBC relative alla imminente trasformazione di Fanny e Freddy da sponsorizzate dal Governo US. a compagnie assicurative private.chi le acquisterà?  saranno vendute a sconto, attraverso un'ipo, con premio a carico dei contribuenti ?ciaoo Andrea.Giobbe 8871

Scritto il 17 agosto 2010 at 22:56

Io penso in base alla realtà che la crisi è ancora alla fase iniziale, ancora non abbiamo visto la vera crisi dei mercati, appena la liquidità verrà ritirata dal mercato sia dalla FED che dalla BCE verrà creato un effetto Tsunami intorno a noi, mancanza di liquidità, spiaggia dove scorreva il mare, fallimenti dove scorreva il debito, questo Tsunami causerà l'onda dell'iper inflazione. Questo si verificherà nel medio periodo.Andrea come tu sai quando si verificherà il collasso verrò fatto all'improvviso, ma secondo voi tutti i "COMPRO ORO USATO" da anni e anni, quale scopo devono adempiere?L'Obiettivo è succhiare oro dalle famiglie, quando saranno all'osso profondo, l'Elite avrà dati così precisi che quando devono fare iniziare il collasso sicuramente sarà il momento giusto.Vi consiglio di vedervi tutti i 22 video:http://www.youtube.com/watch?v=ArdQIa5kMUQ

Scritto il 17 agosto 2010 at 22:56

Io penso in base alla realtà che la crisi è ancora alla fase iniziale, ancora non abbiamo visto la vera crisi dei mercati, appena la liquidità verrà ritirata dal mercato sia dalla FED che dalla BCE verrà creato un effetto Tsunami intorno a noi, mancanza di liquidità, spiaggia dove scorreva il mare, fallimenti dove scorreva il debito, questo Tsunami causerà l'onda dell'iper inflazione. Questo si verificherà nel medio periodo.Andrea come tu sai quando si verificherà il collasso verrò fatto all'improvviso, ma secondo voi tutti i "COMPRO ORO USATO" da anni e anni, quale scopo devono adempiere?L'Obiettivo è succhiare oro dalle famiglie, quando saranno all'osso profondo, l'Elite avrà dati così precisi che quando devono fare iniziare il collasso sicuramente sarà il momento giusto.Vi consiglio di vedervi tutti i 22 video:http://www.youtube.com/watch?v=ArdQIa5kMUQ

Scritto il 17 agosto 2010 at 22:56

Io penso in base alla realtà che la crisi è ancora alla fase iniziale, ancora non abbiamo visto la vera crisi dei mercati, appena la liquidità verrà ritirata dal mercato sia dalla FED che dalla BCE verrà creato un effetto Tsunami intorno a noi, mancanza di liquidità, spiaggia dove scorreva il mare, fallimenti dove scorreva il debito, questo Tsunami causerà l'onda dell'iper inflazione. Questo si verificherà nel medio periodo.Andrea come tu sai quando si verificherà il collasso verrò fatto all'improvviso, ma secondo voi tutti i "COMPRO ORO USATO" da anni e anni, quale scopo devono adempiere?L'Obiettivo è succhiare oro dalle famiglie, quando saranno all'osso profondo, l'Elite avrà dati così precisi che quando devono fare iniziare il collasso sicuramente sarà il momento giusto.Vi consiglio di vedervi tutti i 22 video:http://www.youtube.com/watch?v=ArdQIa5kMUQ

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