DEFLAZIONE E INFLAZIONE: TRA SCILLA E CARIDDI

Scritto il alle 21:00 da icebergfinanza

Confesso che ritengo alquanto surreale in questa crisi l’atteggiamento di alcuni economisti e storici, che non perdono occasione per sottolineare e amplificare le loro ideologie, scuole di pensiero che sembrano sfidarsi a duello sul corpo esamine dell’economia mondiale, un duello che spazia dai colpi di fioretto alle sciabolate degne di una abbordaggio pirata.

Oggi troverete anche un’altro post dal titolo " SLOW ECONOMY ".

Premetto solo una cosa; io non sono un economista e non mi interessa nulla che prevalga Keynes o Von Myses, i keynesiani o la scuola austriaca piuttosto che quella monetarista o neoclassica, a me interessa solo di riuscire ad intravvedere attraverso la nebbia e quindi sono disponibile ad ascoltare ed utilizzare qualsiasi strumento o pensiero che possa facilitare la navigazione, sino a giungere ad una sintesi ovviamente soggettiva.

La mia stella polare oggi è la dinamica della DEBT DEFLATION e l’elaborazione della crisi partendo dagli studi di Minsky e dal suo Minsky Moment.

Vi sono alcuni interessanti passaggi nell’articolo che Nial Ferguson ha consegnato al Financial Times,   passaggi che riporto tali e quali invitandoVi a rileggere l’intero articolo tradotto dal SOLE24ORE, tralasciando la sterile polemica con Krugman:

(… ) i tassi a lungo termine sono saliti di 165 punti base nell’arco di cinque mesi (+81%). L’annuncio – coinciso con ammonimenti sulla salute fiscale degli Usa – ha innervosito la maggior parte dei commentatori, ma per me era una buona notizia.

Oggi Bernanke ha confermato questa visione….. 

WASHINGTON (MF-DJ)–Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha esortato i legislatori ad impegnarsi per ridurre il deficit sul bilancio, pari a quasi 2.000 mld usd, sottolineando che il Governo non puo’ prendere in prestito "all’infinito" per bilanciare la crescente domanda. Bernanke ha evidenziato che i rendimenti sui Treasury di lungo termine e sui mutui a tasso fisso sono saliti e cio’ "sembra riflettere i timori legati al deficit federale, nonche’ al crescente ottimismo sull’outlook economico".

(…) «C’è una saturazione globale del risparmio – spiegò il professor Krugman – ecco perché non c’è alcuna pressione verso l’alto dei tassi d’interesse». (…)

Nella sostanza quello che evidenzia Krugman è il "paradosso della parsimonia" ovvero quel comportamento virtuoso il rientro dal debito e l’aumento del risparmio che in questa fase rischia di diventare controproducente…..

Prosegue Ferguson…..

(…) Il merito di aver evitato una seconda Grande Depressione va innanzitutto al presidente della Fed, Ben Bernanke, massimo esperto della crisi bancaria degli anni Trenta, che è riuscito a fermare una pandemia di bancarotte tra gli istituti di credito con una doppia dose di tassi a breve termine prossimi a zero e di espansione quantitativa, con un raddoppio del bilancio della Fed da settembre a oggi. Ed è certo che il piano di stimolo da 787 miliardi di dollari ha migliorato il Pil di questo trimestre.(…)

Sarebbe interessante chiedere a Ferguson se l’esperto di depressioni Bernanke si è lasciato sfuggire l’occasione di individuare questa tempesta perfetta, dai mille segnali premonitori, dalle mille similitudini con la Grande Depressione,  perchè troppo assorto dal pensiero di poter dimostrare come poterne uscire…………

(…)È vero che oggi soffiano nella direzione opposta forti venti di deflazione. C’è un eccesso mondiale di capacità produttiva manufatturiera. Ma da febbraio il prezzo delle materie prime sta aumentando. Negli Stati Uniti dove l’M2 cresce di un 9% all’anno, un valore molto al di sopra della media dagli anni Sessanta in poi, è probabile che l’espansione monetaria porti all’inflazione se non quest’anno l’anno prossimo. Per dirla con l’ultimo rapporto trimestrale della Banca centrale cinese, «un provvedimento errato…comporterebbe rischi d’inflazione per il mondo intero».(…)

Probabilmente Bernanke non è molto d’accordo visto che oggi ha sottolineato come…..

(…) Secondo la Fed, l’output gap farà da freno all’inflazione, nonostante il rialzo di materie prime e greggio. I fattori inflativi come valute e prezzi delle materie prime dovranno essere monitorati con attenzione, ma altri indicatori sono compatibili con attese di un’inflazione stabile. (…) REUTERS

Certo oggi i venti sono contrari e la deflazione è con noi, c’è un eccesso di capacità produttiva e manca la domanda, chissà per quale motivo le materie prime salgono……è probabile che l’espansione monetaria porti all’inflazione se non quest’anno magari il prossimo, o forse chissà più in la ……nessuno lo può sapere, in effetti stiamo facendo delle ipotesi , ma la prudenza è d’obbligo, intanto la deflazione è in azione!

(…) Quel provvedimento – una politica fiscale da guerra mondiale usata per combattere una recessione – è già stato adottato. In assenza di impegni credibili per porre fine al deficit strutturale cronico degli Stati Uniti, ci sarà un’ulteriore spinta al rialzo dei tassi d’interesse a dispetto della saturazione dei risparmi globali. Proprio Keynes aveva notato che «persino il più realistico degli uomini d’affari è schiavo di qualche economista defunto». Oggi, l’economista defunto è Keynes e gli schiavi delle sue idee sono i professori di economia, non gli uomini pratici.

Si, sono d’accordo, siamo tutti schiavi delle idee di qualche economista defunto o di qualche filoso o pensatore, ma da qui ad essere uomini pratici, forse solo ammettendo che non siamo in grado di prevedere il futuro possiamo realmente dimostrarci tali.

Forse Ferguson dimentica quanto scritto nel suo libro " Soldi e potere " che ho appena finito di leggere…

" La correlazione tra il rapporto debito/PIL e il rendimento delle obbligazioni a lungo termine risulta negativa anzichè positiva in cinque casi su sette. Il caso estremo è quello del Giappone, dove un rapido incremento del debito si è accompagnato con un calo quasi altrettanto rapido dei rendimenti. Fra il 1990 e il 1999 il debito pubblico lordo giapponese è aumentato dal 61 al 108 per cento del PIL, e si prevedeva che avrebbe raggiunto il 130 % nel 2000. Ma i rendimenti dei titoli giapponesi a lungo termine sono scesi da più dell’ 8 per cento nel settembre 1990 ad un minimo inferiore all’ 1% nel novembre 1998. La ragione per cui non si manifesta una stretta corrispondenza tra l’onere debitorio e i rendimenti è che l’ammontare corrente di debito insoluto in rapporto al pprodotto è solo una delle molte misure che condizionano le percezioni degli investitori, e in certi casi può non condizionarle affatto. Nei paesi industrializzatim durante gli anni ’90, le aspettative di inflazione decrescente coltivate dagli investitori ( e, nel caso del Giappone, di una deflazione vera e propria ) hanno contato molto di più dell’aumento del rapporto debito/PIL "

……per quale motivo non potrebbe accadere anche agli Stati Uniti d’America!

Ricordate il post dal titolo L’ULTIMO_TRENO quel post nel quale Blinder ex vice governatore della Federal Reserve sotto Greenspan sussurrava…

Nel 1936 la Fed ha esaminato il grande volume di riserve in eccesso accumulate dal sistema bancario ( come oggi avviene ) e ha concluso che quella montagna di liquidità avrebbe foraggiato l’inflazione futura e quindi si mise a aspirarla. Il tutto è proseguito nel 1937 attraverso una contrazione della politica monetaria.

Nello stesso tempo Roosevelt ha dato un’occhiata al bilancio federale che sembrava essere enorme e ha concluso che era arrivato il momento di aumentare le tasse e ridurre la spesa.

Vi dice niente la seguente recente affermazione di Obama….

 “Senza cambiamenti significativi – dice Obama – nell’espansione del deficit e del debito finiremo per incamminarci verso un corso insostenibile”.

…..e questa di oggi di Bernanke……. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha esortato i legislatori ad impegnarsi per ridurre il deficit sul bilancio, pari a quasi 2.000 mld usd, sottolineando che il Governo non puo’ prendere in prestito "all’infinito" per bilanciare la crescente domanda.

A voi qualsiasi conclusione, dovunque ci muoviamo i fantasmi del passato ritornano sussurrandoci che nessuno è in grado di capire dove andrà l’economia, troppi gorghi, mulinelli e vortici tra Scilla e Cariddi!

Se poi all’improvviso dovesse ripartire l’inflazione, Bernanke ha sottolineato che..

(…) che non c’è alcuna minaccia all’indipendenza della Fed su questioni di politica monetaria e che l’istituto centrale ha mantenuto la sua indipendenza anche se ha lavorato congiuntamente al Tesoro per risolvere la crisi.(…)

Permettetemi di dubitare apertamente come dubito apertamente che a Bernanke la politica americana darà il permesso di rialzare velocemente i tassi e ritirare la marea di liquidità in circolazione cosi da stroncare la ripresa come avvenne nel 1936!

Ieri, sempre sul Financial Times, Martin Wolf, dichiaratamente keynesiano ci dice in una versione tradotta dal SOLE24ORE che " La paura di una deflazione catastrofica non c’è più. Evviva! "

Il professor Ferguson dice che l’espansione fiscale era inutile perché siamo soltanto in una lieve recessione. La questione tuttavia è come mai, mentre i prodromi di una depressione c’erano tutti, la recessione è invece lieve. La risposta, in parte, sta nelle aggressive misure monetarie prese dalle banche centrali e nel salvataggio del sistema finanziario. Ma è tutto qui? Che cosa sarebbe successo se i governi avessero deciso di tagliare la spesa e aumentare le tasse?

Si può discutere di quanto allentamento fiscale sia necessario. Ma uno dei motivi principali per cui questa non è la Grande Depressione è che abbiamo imparato una lezione da quell’esperienza e da quella del Giappone degli anni Novanta: la politica di bilancio espansiva non va frenata troppo presto. Inoltre, le economie con alle spalle una storia di gestione avveduta sono certamente in grado di tollerare, senza risentirne, un maggior livello di indebitamento pubblico senza risentirne.

E questo ci porta all’ultimo punto: la paura dell’inflazione. La questione, in sostanza, è come uscire dagli attuali provvedimenti estremi. La gente deve credere che le politiche monetarie e fiscali straordinariamente aggressive di oggi verranno ribaltate. Se non ci crede, le aspettative di inflazione potrebbero diventare travolgenti molto prima che l’economia si sia ripresa. Se dovesse succedere, i responsabili della politica economica saranno in difficoltà e il mondo potrebbe sprofondare in una stagflazione simile a quella degli anni Settanta.

I provvedimenti eccezionali presi per affrontare circostanze estreme stanno funzionando. Ora ne consegue che chi li ha decisi sta in equilibrio sul filo del rasoio: da un lato, se li ribalta troppo presto, rischia il ritorno a una profonda recessione; dall’altro ci sono le aspettative di inflazione e di stagflazione. È da irresponsabili insistere per provvedimenti immediati sia di disciplina fiscale sia di allentamento persistente verso il quale sembrano andare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Ma i critici rischiano di cadere nell’errore uguale e contrario. La risposta è insieme chiara e delicata: servirà una decisa politica di bilancio restrittiva, ma non adesso.

Al di la delle sottili convinzioni ideologiche non vi sembra realmente di stare attraversando lo stretto di Messina, tra Scilla e Cariddi, dove ormai a parte la presenza reale della deflazione da assets, tutto il resto continua ad essere avvolto dalla nebbia di questa incredibile correlazione sistemica…..

Qui sotto i titoli americani legati all’inflazione ( TIPS ) non hanno seguito le prospettive che il rialzo dei titoli a lungo termine volevano richiamare….

10yr_may_09.png

Graph: 10-Year Treasury Constant Maturity Rate 

FRED Graph

Ora anche Paul Kasriel affronta l’argomento INFLATION_or_DEFLATION! Ne aveva già parlato in un suo recente post dal titolo DUBBYA, nel quale prospettava una fiammata dell’inflazione che avrebbe incendiato i "verdi germogli" di questa ripresa provocando una nuova recessione.

Kasriel sottolinea come….I believe that the greater risk for the global economy in general and the US economy in particular is inflation, not deflation. . I arrive at this conclusion both on secular and cyclical grounds. 

Ebbene alcune sue osservazioni sono ineccepibili; probabilmente la differenza tra la sua visione e la mia è che secondo Paul già dal prossimo anno noi avremo queste fiammate inflattive mentre secondo il sottoscritto sino a quando l’imponente massa di debito che circola nel mercato americano non sarà onorata anche attraverso il risparmio, l’inflazione difficilmente potrà fare capolino prima di un paio di anni.

Troppo presto per la mia visione, la forza imponente della deflazione da debito impone storicamente una dinamica molto più profonda e lunga di quanto Kasriel si aspetti, ma come spesso accade sono solo ipotesi, solo il tempo ci dirà dove stiamo andando.

Aumento della produttività che ammortizza l’inflazione ma ora sta scendendo…

 La spinta deflazionistica del lavoro dei paesi emergenti e la loro crescita verrà a mancare….

e la riduzione delle aspettative di inflazione in attesa del loro aumento….

sarebbero secondo Kasriel unitamente ad una ripresa della spesa per la difesa i motivi della Grande Moderazione degli ultimi 15/20 anni.

Il riferimento al debito americano ormai lo conosciamo come pure la tentazione di stampare moneta in casa per annegarlo nell’inflazione.

Inoltre in una elaborata analisi Kasriel mette in dubbio la validità dell’output gap (crescita effettivat – crescita potenzialet)  come indicatore di previsione dell’inflazione, ricordate la notizia di oggi ……..

" Secondo la Fed, l’output gap farà da freno all’inflazione, nonostante il rialzo di materie prime e greggio."

But the main point of this exercise is to demonstrate that even with relatively large output gaps in the near term, other factors point to, at least, continued inflation in the neighborhood of what has been experienced in recent years rather than persistently very low inflation or outright deflation. With the reversal of the aforementioned secular disinflationary factors in combination with cyclical factors such as relatively high money growth and the potential for a depreciating U.S. dollar, it seems to me that over the next five years inflation rather than deflation is the greater risk.

La conclusione di Kasriel nella combinazione di fattori porta infine ad un lasso di tempo troppo grande per poter comprendere se realmente la prospettiva d’inflazione riuscirà a sconfiggere il vortice della deflazione che in questo momento è in azione. 

Interessanti sono inoltre le parole di Thomas Hoenig della Fed di Kansas QUI che ci riportano nello stretto di Messina, tra il vortice di una lunga ed agonizzante ripresa economica e i gorghi della deflazione e dell’inflazione. ( Via CalculatedRisk )

"While I am convinced the economic recovery we all want will develop, it will be slower and more fragile than we hope for."

La ripresa sarà più lenta e fragile di quello che le nostre speranze aspirano…..

Richiamando la prospettiva di un aumento sino all’ 8 % del risparmio delle famiglie americane Hoenig ricorda come la spesa dei consumatori dovrebbe crescere ad un tasso medio del 1,3 % una riduzione significativa che non avveniva dal 1930

"The markets won’t be fooled by artificially low rates for long. Market participants realize that a period of high deficits and accommodative monetary policy are an invitation to increased inflationary pressure. I suspect we are experiencing the first signs of the markets’ concerns in the rising rates and increased volatility in longer-term Treasury markets. I suggest strongly that we need to be alert to the markets’ message and begin in earnest to bring monetary policy into better balance before inflation forces our hand."

 "I mercati non saranno ingannati da tassi artificialmente bassi per troppo tempo e si renderanno conto che un deficit in aumento e una politica accomodante può solo provocare inflazione. Ho il sospetto che stiamo vivendo i primi segnali di aumento dei tassi e di una maggiore volatilità nei titoli del tesoro a lungo termine. Suggerisco di ascoltare i messaggi del mercato e portare la politica economica ad un maggiore equilibrio dice Hoenig!

E’ un po la metafora del futuro del mercato, o la crescita sarà anemica per lungo tempo o verrà stroncata da un rialzo dei tassi e da un drenaggio della liquidità, l’ennesima possibile nemesi di questa crisi anche se, suggerisco di non dar nulla per scontato.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
85 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 07:08

tutto in leggero miglioramento però.
un po di ottimismo , e quindi è plausibile che tutti si aspettino un miglioramento ..il tutto dimostrato dalla corsa delle borse .
e allora è possibile aspettarsi ancora una salita

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 08:49

Renzo scrive:

“Ancora oggi si continua a sostenere il concetto che in finanza nulla si crea e nulla si distrugge per cui se qualcuno guadagna una determinata entità di danaro necessariamente ci deve essere qualcuno che perde un’entità corrispondente. Ebbene chi afferma ciò sicuramente non ha la minima idea dei meccanismi di formazione del prezzo nei mercati regolamentati. ”

Sicuramente io vivo di economia reale e non di economia finanziaria, la mia cultura è scientifica e non economica quindi la mia opinione è sicuramente distorta, tuttavia la mia idea è chiara.

L’attività finanziaria deve restare ancella dell’attività economica primaria di cui è al servizio. Se è vero che l’uomo vive di beni e servizi fungibili allora lo scopo dell’attività economica deve essere quello di ottimizzare la produzione e la fruizione di questi.

La finanza, ovvero il credito, deve generare un flusso di liquidità che risalendo la filiera produttiva permette di mantenerla in equilibrio.

In quest’ottica la finanza è un costo necessario al sistema e non genera (perchè non potrebbe) alcuna ricchezza.

Ovviamente l’elevata viscosità del sistema e le asimmetrie informative generano delle situazioni in cui alcuni operatori possono trovarsi in una posizione di rendita riuscendo a drenare verso le proprie tasche una parte considerevole del flusso finanziario.

Questo è ovviamente inaccettabile dal punto di vista etico e dovrebbe esistere una regolamentazione che ne limiti quanto più possibile i meccanismi.

Questo non avviene perchè i regolatori o presunti tali sono in effetti gli stessi operatori economicii che tanto vantaggio traggono dallo status quo.

Da queste considerazioni appare evidente la mia ignoranza ed accetto di buon grado lezione da chi ne sa più di me.

Per esempio Renzo sapresti spiegarmi quanta richhezza si riesce a generare (non spostare) con il Carry Trade?

ad malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 09:12

il 13 maggio, alcuni parlamentari US, sostenuti dai sindacati, accusano la Cina di manipolare i tassi di cambio. Questi depongono una proposta di legge volta a modificare per autorità il tasso di cambio tra dollaro e yuan. Benché il segretario del Tesoro abbia disapprovato il loro cammino, questa iniziativa appare come una minaccia dell’amministrazione Obama nei confronti di Pechino.

– il 18 maggio, la Cina e il Brasile dichiarano di rinunciare al dollaro per i loro scambi bilaterali. Pechino è divenuto così il primo partner commerciale di Brasilia, prima di Washington.

Le autorità cinesi si sono dotate di una strategia a lungo termine volta allo sviluppo del sistema bancario nazionale, all’accrescimento del mercato obbligazionario interno e infine a liberalizzare gli scambi monetari. Le autorità sperano quindi di fare di Shanghai una della più importanti borse mondiali entro il 2020 e stimano che nel 2030 l’economia cinese avrà superato quella degli Stati-Uniti.

Fonte: http://www.voltairenet.org
Link: http://www.voltairenet.org/article160222.html
22.05.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 09:23

Petrolio: Goldman Sachs Group lo vede a quota 85$ al barile alla fine del 2009 -2

“Con la crisi finanziaria che si sta attuenando, le preoccupazioni sulla mancanza di fonti energetiche sono superare”, spiega Jeffrey Currie, l’analista di GS, che ha redatto il report. La banca ha individuato un target price per il petrolio a dodici mesi di 90 dollari a barili dai 70 dollari indicati in precedenza e ha introdotto la stima di un prezzo del greggio di 95 dollari a barile per la fine del 2010. Goldman si attende però che i prezzi del petrolio saranno in calo durante la metà di quest’anno, per poi dare vita a un rally nei mesi seguenti.

Il Lupo perde il Pelo….

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 10:09

AVVISO (ai naviganti)
Rimango convinto che non esiste solamente la finanza speculativa assimilabile ad una scommessa in cui uno perde e l’altro vince.
Ma parliamo d’altro, perchè questa analisi tra scilla e cariddi sinceramente mi sembra sterile, nel senso che i dati, che per chi li legge correttamente considerando anche le continue revisioni al ribasso, continuano ad essere negativi.
La tempesta perfetta, in occasione dei festeggiamenti del suo secondo compleanno (9 agosto) sta preparando un’altra ondata che spazzerà via questa assurda corsa dell’orso.
E l’appello di Brenanke al governo per predisporre un piano di rientro dal deficit, non solo è alquanto singolare, ma non è assolutamente credibile, insomma una farsa.

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 11:07

MA QUALE RIPRESA?

La gente non si è resa conto che la crisi è addirittura peggiore delle aspettative.
Solo l’immissione di una quantità esagerata di liquidità ha evitato (rimandato…) la catastrofe.
Vi chiedete come farà il Giappone a gestire il suo debito che a oggi è al 184% del PIL e che nel 2012 supererà il 220%.
USA, Inglilterra e Germania rischiano di arrivare alla fine del 2010 al 100% di debito rispetto al PIL, ma forse di FATTO, già oggi, sono oltre quei valori.
Se avremo deflazione la tendenza ad indebitarsi aumenterà! Se avremo inflazione si avrà un rapido aumento dei tassi, che porterà la gente a sbarazzarsi dei titoli di stato sottoscritti, per andare verso rendimenti più remunerativi. Allora le banche centrali dovranno aumentare i rendimenti,fino al giorno in cui si arriverà a una crisi stile Argentina.

IN QUANTO AL PETROLIO….

Attenti alla trappola, voi non avete capito una beneamata cippa!!
(…non sono arrogante ma solo realista).
Il giochino di fittarsi le petroliere e di stoccarci il petrolio è solo un modo per speculare sul petrolio, emettendo una quantità di derivati esagerata, attirando intere mandrie di buoi.
Le commissioni che le banche intascheranno sui quei derivati del petrolio, saranno così remunerative che alla fine quel petrolio (tra l’altro solo qualche milione di barili) lo si potrebbero anche regalare.
Chi vuole speculare opera con i derivati (carta), perchè dovrebbe incasinarsi con una petroliera da tenere al largo carica di petrolio!
Lo scopo è solo di creare “l’Evento” (Evento=Mattanza dei Buoi).

L’altro elemento su cui si punta moltissimo è che questi contratti sono in dollari, dato che il dollaro è dato in forte calo contro l’Euro, si scommette sull’aumento quasi automatico del costo del petrolio, conseguente alla svalutazione della divisa verde.

Ma L’Europa (in particolare la Germania) non vuole un Euro fortissimo, il buon Jean-Claude Trichet, dalla suo ufficio alla BCE potrebbe decidere di intervenire sotto le pressioni politiche del governo Tedesco, svalutando a sua volta l’Euro e mandando a ramengo tutta la giostra dei derivati petroliferi.
Mettetevi in testa che neanche il Buon Gesù è in grado di predirre, a sei mesi, il costo del petrolio e il livello del cambio dollaro/euro.
Ma che ve le dico a fare certe cose…tanto sono settimane che una massa di giornalisti deficienti, gridano l’aumento del costo del petrolio, senza neanche andare a verificare il livello reale delle scorte, (…sono alte) tra l’altro il consumo di petrolio è in calo di quasi il 3%.
Alla fine, in ogni caso, le banche avranno il tempo di piazzare un mare di contrati.

-IL COMPASSO-

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 11:31

Compasso,

che ti metti a sputacchiare… ?
… che fine ha fatto il tuo stile oramai proverbiale in questo blog?

Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 11:43

Ottimo Compasso

Era proprio il punto su cui ieri cercavo di attirare l’attenzione con il pezzo sul perche’ una banca dovrebbe affittare piattaforme di stoccaggio Oil.

Inutile dire che sulla ripresa la vediamo alla stessa maniera….

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 11:48

LE ASPETTATIVE…………

Al nutrito manipolo di coloro che propendono verso un futuro nettamente inflazionistico ( tra gli altri, W. Buffet, J. Rogers, M. Faber, P. Schiff, P. Kasriel, etc ), si sono recentemente aggiunti anche N. Roubini, Bill Gross di PIMCO e, addirittura, la cancelliera tedesca Merkel, che si è lanciata in un severo j’accuse contro l’irresponsabile lassismo monetario delle banche centrali ( Weimar è tuttora una specie di imprinting antropologico, per i tedeschi….)

La mia (irrilevante ) opinione, è nota, e ribadita…assodata la TEMPISTICA ignota del probabile avvitamento inflazionistico, considero l’inflazione la minaccia più grave e pericolosa che pende sulla testa ( e le tasche) dei risparmiatori…
e come già in passato su questo blog, dove invitavo ad una estrema cautela nei confronti per es. delle polizze assicurative index linked, degli ETC, dei certificati, delle obbligazioni strutturate, etc, invito tutti a valutare criticamente e con estrema prudenza l’acquisto di titoli a tasso fisso ( non importa se governativi o corporate) a duration superiore all’anno o poco più…

Io adotto il dubbio metodico come sorgente epistemologica (“dubito” ergo sum….), e resto perplesso di fronte ad affermazioni perentorie, autoreferenziali e quasi apodittiche, sulla assenza attuale di rischio inflazionistico; ai richiami accademici alla velocità di circolazione della moneta ( le “aspettative” inflazionistiche, quando consolidate e radicate, fanno il gesto dell’ombrello a queste considerazioni teoricistiche….); alle parole di Bernanke ( vogliamo chiedere al pescivendolo se il suo pesce è fresco, o all’oste se il suo vino è buono? ); a Irving Fisher
( che oltre a essere un eugenista ( ! ), e a non svincolarsi da Gauss nella sua nota equazione che da lui prende il nome, fu quello del ” permanently high plateau” proprio prima del crack del ’29… la sua Debt-Deflation Theory era espressione di un contesto monetarista ancorato ai vincoli aurei…e non si uscì dalla Grande Depressione grazie al New Deal roosveltiano ! ma solo grazie alla spinta inflazionistica determinata dalla seconda guerra mondiale, e al trasferimento di oro verso l’america da parte degli europei spaventati dall’imminente pericolo bellico o anche antisemita, oro che permise agli americani di stampare più moneta !….)…

quando Andrea scrive : ”
sino a quando l’imponente massa di debito che circola nel mercato americano non sarà onorata anche attraverso il risparmio, l’inflazione difficilmente potrà fare capolino prima di un paio di anni ”
( dove il concetto di un “paio d’anni” suona come una piccola conversione…*s* ), forse non considera che il modo più facile e allettante per abbattere “l’imponente massa di debito” non è “onorandolo”, ma tagliandolo con l’inflazione!… la famigerata mannaia usata da sempre dal Potere per non “onorare” i “suoi” debiti…
la stessa lost decade giapponese è stata espressione di una insufficiente “inflazionizzazione” da parte dei samurai monetari ( mi sa che lo stesso avverrà coi templari della BCE…), e l’invasato monetarista Bernanke questo lo ha studiato bene…

Secondo il mio (irrilevante) parere, il rischio inflazionistico esiste, ed è elevato, pur se a tempistica non nota…come ho già detto, Noè ha cominciato a costruire l’arca molto prima che cominciasse a diluviare…una eventuale politica dello struzzo rischia di far perdere non solo il treno delle commodities, il treno dei rimbalzi azionari, il treno dei titoli inflation-linked e il treno degli investimenti immobiliari, ma soprattutto di fare maciullare dal “treno” dell’inflazione i risparmi in titoli a tasso fisso accumulati sotto il confortevole materasso delle “perenni” prospettive deflazionistiche….

NON COMPRATE TITOLI A TASSO FISSO A MEDIO O LUNGO TERMINE!…il rischio a cui ci si esporrebbe non sarebbe sufficientemente remunerato dagli irrisori rendimenti attuali, e questo sarebbe, semplicemente, irrazionale ( e anche stupido)…
IMHO

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 11:51

per #5

ottimo il 9 agosto… tutti in vacanza ! ci sono altre cose che i paparazzi riempiranno la cronaca. Poi a settembre… oi oi che dolor.!

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 12:08

Protezionismo Finanziario Il Seme del Cambiamento

Faccio presente un’altra cosa:
l’aumento dello steepening di curva, il differenziale tra i tassi a breve e i tassi a lungo termine e’ qualcosa da guardare con diffidenza da parte nostra, ma x il sistema bancario e’ straremunerativo, la banca infatti si finanzia a pronti e presta a termine.

Le banche in una situazione del genere, con la compiacenza e l’aiuto degli stati s’intende, siccome non possono contare su una dinamica dei prezzi al consumo di matrice inflattiva, ma di segno opposto, allora alimentano nell’unica altra maniera possibile le aspettative d’inflazione, facendo cosa? naturalmente gonfiando il valore delle materie prime, tanto mica pagano loro, paga sempre e comunque il contribuente, lo stesso contribuente che sara’ costretto a pagare di piu’ benzina ed energia (questo tanto per dirgli grazie). Nel frattempo pero’ guarda caso i tassi a 2 anni rimangono al palo e le aspettative inflazionistiche battono sulla parte lunga della curva.

Detto questo ho la sensazione che si sia giunti ad una sorta di Protezionismo Finanziario, nel qule il mondo finanziario stesso fa quadrato, si isola, si scolla dall’economia reale, e tenta di far capire a tutti che da solo puo’ autoalimentarsi, autoarricchirsi e battendo i pungni dice: qui comando io senza di me siete nessuno!!!

Bene pian piano la rivoluzione silenziosa in questo senso avanza, il sistema finanziario si e’ isolato, ora festeggia da solo, ma quando si rendera’ conto che il mondo non ripone piu’ in lui la stessa fiducia di prima e’ li che capitolera’ e guardando alle sue macerie, capira’ di dover necessariamente cambiare attori e regole del gioco se vuole continuare ad esistere e a prosperare.

Questo Isolamento scollamento e’ il seme del cambiamento che verra’.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 12:19

Inflazione vs. Deflazione…se riuscissimo a farle convivere ?

A mio avviso cé qualcosa di torbidamente losco nei dati e nel dibattito inf. vs. def, se prendiamo gli ultimi dati istat leggo che al 04/09:

Prezzi al consumo +1.2%
Prezzi alla produzione -4.6%

Ovvero i due andamenti appaiono non allineati, da un lato il cittadino continua a “percepire” prezzi in salita, dall’altro le imprese “percepiscono”prezzi in discesa ma la gente non compra in quanto a loro i prezzi aumentano…ma’chi ci capisce qualcosa !!!
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 13:11

Per favore la storia è storia…

“Nel 1923 la Repubblica di Weimar non poteva più permettersi di tener fede ai pagamenti delle riparazioni di guerra stabilite a Versailles ed il nuovo governo divenne insolvente. In risposta, nel gennaio del 1922 le truppe francesi e belghe occuparono la Ruhr, la regione a quell’epoca più importante dal punto di vista industriale, prendendo il controllo delle società minerarie e manifatturiere. Nel gennaio del 1923, vennero di nuovo indetti degli scioperi e venne incoraggiata la resistenza passiva. Gli scioperi durarono per otto mesi, il che causò grave sofferenza all’economia e si dovette iniziare a importare.

Poiché anche gli operai in sciopero venivano pagati dallo stato, venne stampata della valuta aggiuntiva che innescò un periodo di iperinflazione. Il valore del Papiermark crollò da 4,2 per ogni Dollaro statunitense a 1.000.000 di marchi per Dollaro nell’agosto 1923 e a 4.200.000.000.000 per dollaro il 20 novembre. L’1 dicembre venne introdotta una nuova valuta con il tasso di cambio di 1.000.000.000.000 di vecchi marchi per 1 nuovo marco, il Rentenmark.”

Quando parlate della futura prossima possibile inflazione per favore non citate Weimar che proprio non c’entra nulla.

grazie
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 13:21

“Per esempio Renzo sapresti spiegarmi quanta ricchezza si riesce a generare (non spostare) con il Carry Trade?”

Salve Cuculo, cerco di risponderti in modo telegrafico:

MOLTA a livello di solo settore finanziario

NULLA (così come accade con qualsiasi tipo di speculazione) a livello di sistema economico complessivo (che ricomprende anche il sistema finanziario) in quanto vi sarà la compensazione tra gli effetti inflattivi e quelli deflattivi che il C.T. genera.

Ciao a presto

Renzo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 13:40

Renzo,

grazie per la risposta (la mia era chiaramente una provocazione) intelletualmente onesta.

Personalmente, e mi dispiace dirlo qui dove, a quanto capisco, molti vivono di finanza, credo che i guadagni, lauti, della finanza siano in prima battuta sottratti all’economia e quindi a chi produce quei beni e servizi che realmente servono alla vita delle persone.

La mia è una posizione etica non realistica.

Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 13:40

ti chiedi, e chi ti legge si chiede :
“per quale motivo non potrebbe accadere anche agli Stati Uniti d’America!”
In questo link http://www.soprarnosgr.it/index.php?id=86,159,0,0,1,0
trovi una possibile risposta alla tua domanda risposta non bella per 2 motivi.
Gli Usa potrebero riuscire ad evitare la deflazione ed evitare una lost decade …….. l’ europa no !!!
Al di la del fatto che le affermazione del suddetto link siano o meno condivisibili, credo che, per il bene di tutti noi europei (o italiani a seconda dei gusti e delle opinioni) dovremmo finalmente capire che la nostra situazione economica e’ ben peggiore di quella statunitense e che la loro ripresa (che avverrà sicuramente a parer mio) non necessariamente sarà anche la nostra ripresa.
Prima smettiamo di dare dell’ incapace a bernanke e prima cominciamo a riflettere sul …….
nostro governatore (trichet) ….
nostro sistema bancario……….
nostro sistema politico…………
nostro sistema economico……
nostro sistema industriale …….
prima potremo intraprendere il percorso arduo e difficile delle li soluzioni da adottare.
Aspetto ansioso e voglioso una serie di post sullo stato di salute e sulle prospettive dell’ area euro !
Saluti.

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 13:45

ops …. scusate, il link e’ questo :
http://www.soprarnosgr.it/index.php?id=86,376,0,0,1,0saluti di nuovo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 13:51

x Cuculo
Quando subentra l’ideologia, o per meglio dire il dogmatismo, ecco che gli investitori sono speculatori a prescindere , la finanza solo un modo di spostare denaro.
Sono posizioni legittime per carità ma basate esclusivamente su di un convincimento soggettivo.
Chi la pensa in questo modo non cambierà mai idea per cui è inutile che io cerchi di convincerlo
Permettetemi però di farvi notare che l’affermazione :”La finanza, ovvero il credito, deve generare un flusso di liquidità che risalendo la filiera produttiva permette di mantenerla in equilibrio” è una affermazione a mio parere non corrispondente alla realtà. La finanza, nell’accezione nella quale la intendo io, ha senso solo se contribuisce allo sviluppo ed alla crescita non al mantenimento di uno status quo . Se così non fosse non dovrebbe nemmeno esistere.
Si può, anzi si deve discutere di un certo tipo di finanza , che come un erba infestante ha invaso campi non di sua competenza, ma negare in toto il suo contributo ad un sistema basato sul libero mercato (sicuramente da rifondare) significa a mio avviso ricadere in sistemi fallimentari non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista umano (ogni riferimento al comunismo non è casuale).

XGabriel
Parlare di tempistica ignota paventando un avvitamento inflazionistico, in realtà equivala a non dire nulla di rilevante, occorre perchè sull’argomento si possa disquisire, almeno a grandi linee considerare un ragionevole lasso di tempo.

X Il Compasso
Noi non avremo capito una beneamata cippa, ma a me sembra che tu ogni tanto quando sali sul pulpito ti faccia un po’ prendere la mano.

Ciao a tutti.

Mas

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 14:27

BELLISSIMO POST , ECCEZIONALE POST.

condivido pienamente il ragionamento del Capitan Andrea.

Infatti tutti e dico tutti ora avvistono IPERINFLAZIONE, mio Dio !!
anche nella mia pizzeria l’altro giorno un vecchio amico di scuola (psicologo) sosteneva con arroganza che a breve ci sarà IPERINFLAZIONE. ed io scemo ad indicargli la famosa equazione ( m v = pil ) più volte indicata e descritta dal Nostro Capitano… ma nulla voleva sentire di fronte ad una realtà deflazionistica.

penso che nel prossimo futuro coesisteranno momenti di deflazione a periodi di alcuni mesi di inflazione dal 5 al 9 per cento , ma non IPERINFLAZIONE.
Ha ragione Andrea Mazzalai.
La Fed assistita dalle altre banche Centrali farà quello che un semplice direttore di agenzia bancaria fa abitualmente… ordina di rientrare dai debiti entro due settimane.
e il carry trading aiuta la Fed in questa impresa.
Lasciate che l’oil vada a 90 usd al barile, poi scatteranno le vendite e di nuovo arriverà a 50 dollari. Non ci credete?

con ammirazione, Riccardo Isalberti

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 14:28

Cuculo tu una volta hai scritto che avevi tra i tuoi clienti aziende quotate, molte aziende quotate, ne desumo che offri un servizio o mi sbaglio? ma se e’ cosi’ sei una persona che produce ne piu’ ne meno di chi lavora in finanza ovvero 0, solo che mentre chi lavora in finanza non ha la pretesa di venire a dire a te come fare il tuo mestiere (visto che non lo si sa) o se e’ bello farlo, o se sei uno che serve a qualcosa o meno, o se assorbi soldi che sarebbero piu’ utili a qualcun’altro, tu invece ti permetti di farlo, e ti diro’ di piu’ hai anche la pretesa di guadagnarci con la finanza dicendo “ho venduto quando il tassista chiamava il suo broker x comprare titoli della new economy (e li eri uno che stava rubando i soldi al tassista in quel momento e a chissa’ quanti altri secondo il tuo ragionamento) e comprero’ solo a 750 dove ritengo il mercato abbia scontato una guerra atomica… e se tu avessi pure ragione sempre secondo il tuo ragionamento staresti rubando i soldi a qualcun’altro… mi chiedo xche’ lo fai visto che e’ una questione di etica?….
il rispetto x qualunque persona scriva in questo blog e non, x qualunque mestiere faccia credo sia dovuto… anche se lavora in finanza ed in questo momento e’ nella parte dell’untore o dell’appestato… ma ricorda sempre che c’e’ in tutti i mestieri chi lavora onestamente con etica e dignita’ e chi cerca di fregare il prossimo nella ricerca del tutto subito e ad ogni costo.

Scusa eh Cuculo e scusate voi tutti ma quando le cose danno fastidio danno fastidio, e le reazioni puoi anche aspettartele… ma forse era proprio questo che volevi… bah….

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 15:18

Fringuello,

giusto per chiarezza l’azienda per cui lavoro è un’azienda manifatturiera che produce componentistica e suppongo che la maggior parte di voi abbia a che fare in casa o fuori casa con prodotti che incorporano i nostri componenti. Questo, da solo, non rende la mia azienda ne migliore ne peggiore di altre. Chi produce servizi o beni immateriali, anche di tipo finanziario genera valore, non lo ho mai negato. Ma lo genera in quanto permette che il sistema funzioni, che la liquidità sia correttamente gestita, che ci siano linee di credito per pagare stipendi e fornitori, perchè ci sia spazio per investire “Venture Capital” laddove si creda in una idea o in un progetto.

Se poi parliamo della mia esperienza di investimento in borsa ti dirò che ho sempre investito in aziende manifatturiere anche al tempo della bolla Hi Tech. Avevo in portafoglio
Intel, Cisco, Nokia, Microsoft e STM. Tutte aziende solide e generatirci di profitti reali non start-up con P/E negativo e che magari di profitti non ne hanno mai fatti.
Certo quando ho capito che si stava formando una bolla ho venduto, cosa avrei dovuto fare?

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 15:43

continua da #21

saluti
Il Cucuclo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 16:01

Cuculo

ti chiedo scusa se sono stato un po’ scortese ma ho reagito xche’ si io nel mondo della Finanza ci lavoro e mi batto ogni giorno x fare in modo che le cose migliorino.
Amo questo lavoro, e non c’e amore senza passione x la giustizia, l’uguaglianza, l’equita’, il rispetto x gli altri.
Amo investire e finanziare aziende sane, Amo investire in uomini capaci e puliti, Amo investire in aziende che portano aria fresca (non i condizionatori ahaahaha), Amo investire in aziende che destinano una parte dei profitti in attivita’ no profit, Amo investire su uomini con idee nuove, Amo investire su chi porta progresso anche e soprattutto li dove non ce n’e’… ma mi piace anche Vendere le ingiustizie, vendere i guadagni fasulli, vendere uomini che mentono, vendere gli incapaci, vendere chi segue solo ed unicamente la logica del profitto a tutti i costi ( anche se a questi ci devo stare piu’ attento e aspettare che eccedano), vendere quelle che tu chiami Bolle quando pregiudicano gli interessi dei piu’ deboli.

E in tutto questo riesco pure a guadagnarci pensa te, xche’ i nodi al pettine vengono sempre, perche’ il valore alla fine emerge davvero.

Piu’ che al Cigno Nero credo al Cigno Bianco, quello che sembra di una banalita’ e di una noia mortale ai piu’ e che quasi non vale neanche la pena prendere in considerazione, ma e’ li e aspetta solo che il suo potenziale creativo e la sua pura bellezza venga scoperto dal resto del mondo.

il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 16:49

Inflazione vs. Deflazione…se il Quality Adjusted Method ci mettesse lo zampino ?

Surfando azonzo per vari siti ho trovato il QAM, Quality Adjusted Method che di fatto puo’influenzare il tazzo d’inlfazione….

Introduced in 1967 by the financier oligarchy during Arthur Burns’s regime at the Federal Reserve, and spread by statisticians, it is set up to exclude anywhere from one-quarter to three-quarters of true inflation. It works from the continuous assumption that the quality of goods is improving: therefore, if the price of a product rose 10%, and the statisticians of the BLS claim two-thirds of the price increase was due to improved quality (the veracity of that statement will be explored below), the inflation of that product’s price is reported as only 3.3%

How the QAM Distorts Inflation
The QAM is used to adjust the reporting of prices on both a producer level and on a retail/consumer level. The BLS reports two types of price indexes: the Producer Price Index (PPI), which measures the change of price of a good at the producer level; and the Consumer Price Index (CPI), which measures the change of price of a market basket of goods at the retail level. Both divisions work on the same principle.

Between 1980 and 1981, for example, the average transaction price of a new car rose from $7,574 to $8,910, an increase of $1,336. Based on that, it is possible to calculate the rate of car-price inflation for 1981, at 17.6%, a very substantial increase.

But the wizards at the BLS got rid of most of that increase. In a BLS document, “Quality Changes for Passenger Cars, 1969-99,” the BLS initially attributed 99% of the price increase to “improved quality.” Then, after it made further adjustments, the BLS finally attributed 66% of the 1981 increase in the price of a car to “improved quality,” and 34% to actual price increase. The BLS reported to the BEA, that only $454 of the $1,336 price increase in 1981 was actually an increase in price. Thus, the BLS threw away two-thirds, or $882, of the price increase you paid in 1981. It reported an auto-price inflation rate of just 6.0%.

Interessante l’ho tratto da:
http://www.larouchepub.com/other/2000/ref_quality_adj_2742.html
un po’vecchiotto anche se non ne condivido il tutto…sarebbe interessante vedere come questo viene applicato oggi.

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 18:12

LA VOLPE E L’UVA

La yeld curve ( mio personale faro guida preferenziale nella previsione di future recessioni ) è meno efficace nello stimare sia la “recovery” da una recessione, sia un eventuale futuro inflazionistico…ma il suo feroce irripidimento recente, è comunque un chiaro segnale di allarme, e non apporta buone notizie come tenta invece di insinuare il cabarettista Bernanke nella sua più recente performance da avanspettacolo, dove osa predicare, guardate da che pulpito…!, maggior rigore di bilancio…

e se oggi Bernanke dichiara che la FED non intende intervenire direttamente sulla parte a lunga della curva, esprime perfettamente il “nondum matura est” della volpe e l’uva…la condotta criminogena della FED può fare poco o niente nei confronti dei tassi a lunga, che sono decisi dal mercato, non dalle banche centrali…

leggete una riedizione finanziaria della favoletta della volpe e l’uva in questa Reuters, dove la parte di rilievo è il messaggio in codice dato in forma anonima dalla FED ai mercati:

http://www.reuters.com/article/ousiv/idUSTRE54U1NZ20090531

(“”I’m in wait-and-see mode,” said one Fed official who spoke on the condition of anonymity. “We laid out the asset purchase plan and we’re following it. That is going to have some affect on various interest rates, but together with a hundred other things. So I don’t think we should be chasing a long-term interest rate,” the official said…” )

Segnalo un interessantissimo aggiornamento di un paper di Eichengreen, che confronta la Grande Depressione con l’attuale Grande Recessione, paper di cui si era in passato occupato anche Andrea, con grafici che si commentano da soli:

http://www.voxeu.org/index.php?q=node/3421

ne estraggo l’aggiornamento:


World industrial production continues to track closely the 1930s fall, with no clear signs of ‘green shoots’.
World stock markets have rebounded a bit since March, and world trade has stabilised, but these are still following paths far below the ones they followed in the Great Depression.
There are new charts for individual nations’ industrial output. The big-4 EU nations divide north-south; today’s German and British industrial output are closely tracking their rate of fall in the 1930s, while Italy and France are doing much worse.
The North Americans (US & Canada) continue to see their industrial output fall approximately in line with what happened in the 1929 crisis, with no clear signs of a turn around.
Japan’s industrial output in February was 25 percentage points lower than at the equivalent stage in the Great Depression. There was however a sharp rebound in March.

Mentre in questo grafico è possibile confrontare con immediatezza visiva il quantitative easing del Giappone della lost decade e della FED di adesso:

http://thecynicaleconomist.com/wp-content/uploads/2009/05/japan-vs-usa-quantitative-easing.jpg

proprio quando Geithner si fa ridere dietro dai cinesi ( “laughter from the audience” ) quando tenta di assicurare che i loro investimenti in titoli americani, e in genere in dollari, sono sicuri….

http://www.reuters.com/article/marketsNews/idINPEK12423320090601?rpc=44

Un paio di settimane fa, il presidente della BaFin tedesca Jochen Sanio, ha rilasciato dichiarazioni bomba ( successivamente ha tentato di attenuarne la portata ), di cui stranamente ben pochi si sono occupati in Italia:

http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/sanio-wirbt-fuer-staatliche-bad-bank;2284844

per chi non avesse familiarità con la lingua tedesca, ne estraggo il nocciolo: il sistema bancario tedesco potrebbe esplodere “come una granata” entro un paio di mesi, se le banche tedesche, che in cantina hanno ufficialmente titoli tossici per 200 miliardi, non cercheranno la protezione dello Stato…ufficiosamente, un memo riservato della BaFin ( il regolatore finanziario tedesco ), arrivato per vie traverse alla SDZ, parlava di potenziali perdite per altri 816 miliardi ( il doppio delle riserve dell’intero settore finanziario tedesco) ( a titolo di esempio, pattume finanziario nascosto per 268 mld per Hypo RE, 101 mld per Commerzbank, 105 mld per HSH Norbank, etc )

Concludo ricordando che la California, ottava potenza economica mondiale, non è geograficamente tra “Scilla e Cariddi”, ma è una mina vagante fra le più pericolose: il suo default si avvicina a grandi passi…

ad maiora

Gabriel

PS per Mas : io parlavo di duration di circa un anno or so…

Scritto il 4 giugno 2009 at 18:27

Ciao Ragazzi!

Caro Gabriel, vedo che l’argomento inflazione di sta a cuore ma allo stesso tempo non mi appassionerei più di tanto.

Siamo sulla stessa lunghezza d’onda quando parliamo di accademia, forse una leggera sensazione di allergia, ma la velocità della moneta non è solo un fatto puramente accademico è un dato di fatto che dimostra come la liquidità che oggi c’è in circolazione al limite alimenta la speculazione di quei criminali che hanno sempre e solo lo stesso nome!

I target sul petrolio e sulle materie prime sono il solito specchietto per le allodole rivolto ad un oceano di ingenui tra cui molti gestori che rincorrono benchmark come le farfalle.

Per quanto riguarda le aspettative di inflazione quelle si sono fonte di discussione accademica come il target d’inflazione……per quando riguarda la piccola conversione probabilmente non sono stato chiaro, non prima di un paio di anni se mai succederà di parlerà di inflazione in modo serio…..se come molti vogliono e sempre e solo un fenomeno monetario sarà affascinante osservare se questa teoria riuscirà a risvegliare un classe media ridotta all’osso con l’erosione della ricchezza e l’esplosione del debito.

Per quanto riguarda il debito nulla da eccepire…..se si vuole onorarlo inevitabilmente i tassi saliranno….ma questa è una storia che gli uomini pratici faranno meglio ad osservare senza dare nulla per scontato.

E’ in corso un esperimento demenziale figlio di dementi che creano denaro dal nulla per cancellare un debito creato dal nulla.

L’inflazione poi lo sappiamo è l’arma dell’elite, nella schiera dei convertiti all’inflazione potrebbe aggiungersi persino la stessa deflazione, ma io seguo il mio istinto anche perchè negare l’evidenza della debt deflation e come negare che il sole sorge e muore tutti i giorni.

Il Tuo suggerimento in fondo è poi il mio; da tempo immemorabile l’isola variabile dove al centro giace il vulcano euribor è il rifugio per eccellenza.

La verità è figlia del Tempo e io non sono neanche lontanamente un suo parente.

Non ci resta che stare ad osservare senza dimenticare che siamo in deflazione mentre già da un anno alcuni gridano inflazione o sussurrano per autoconvincersi che questa è disinflazione.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 18:59

Andrea, Valentina e tutti gli altri, come promesso ritorno sull’argomento che è a mio avviso assai più interessante delle varie disquisizioni in materia finanziaria (quella stessa finanza che oggi c’è e che domani invece non avrà ragione di esistere …).

Una considerazione quale premessa per ragionare su cambiamenti reali e sostanziali oppure su cambiamenti solo di facciata (forse sarebbe meglio definirli “utopici”?!)

… a mio avviso il mondo non potrà cambiare fintanto che:

a) la politica (come la concepiamo oggi) avrà cessato di influenzare il mondo economico sia direttamente (scelte di programmazione economica) che indirettamente (gestione clientelare della cosa pubblica): un altro genere di “politica” dovrebbe quindi sostituirsi ai movimenti politici come li concepiamo oggi

b) il potere giudiziario avrà cambiato le proprie regole e conseguentemente le metodologie di funzionamento

c) il sistema scolastico riuscirà a formare le persone e non solo le menti (cosa che tra l’altro fa in modo inadeguato)

d) ogni uomo non comprenderà che dal punto di vista economico non può valere 1000, 100 o anche solo 10 volte il valore di un suo simile.

e) il potere e le funzioni delle banche non saranno fortemente ridimensionate: le medesime dovrebbero essere ricondotte alla loro funzione basica ossia alla mera intermediazione creditizia, senza che sia riservata loro la discrezionalità della definizione dei saggi di interesse, e senza che a loro servizio vi sia la riserva frazionaria e in sostanza la funzione monetaria

f) la finanza avrà cessato di esistere in quanto non più necessaria (intanto però potremmo continuare a sfruttarla a servizio dei nostri fini, considerato che probabilmente ne siamo capaci…)

(N.B: come già accennato faccio presente che anch’io lavoro all’interno del settore finanziario..)

Cosa ci vuole per sradicare tutto questo? E’ possibile che la filosofia da sola, oppure un elenco di buone intenzioni o singole iniziative portate avanti da poche persone, siano in grado di produrre i cambiamenti sopra indicati? (Ho fatto in precedenza riferimento ai mercatini equi e solidali, non certo per demonizzarli, ma solamente per accennare alla pochezza delle armi in campo; potremmo parlare pure di qualcosa di ben più consistente tipo la Grameen Bank, ma la cosa non cambierebbe più di tanto in quanto quel modello non nasce per essere universale, nasce per soddisfare specifiche esigenze di una certa parte della popolazione)
Sicuramente è necessario qualcosa di più forte, di “massivo” e radicale, una rivoluzione pacifica, che sia soprattutto una rivoluzione culturale, che abbia però delle valenze concrete, che tocchi quindi sin da subito l’interesse, quello economico, delle persone: nessuna vera rivoluzione sociale può prescindere dal fattore economico, non bastano le sole motivazioni culturali, bensì ci dovranno essere dei vantaggi economici concreti, le uniche cose che saranno sicuramente comprese dalla massa della popolazione.
E’ ben vero che qualcosa si sta muovendo nelle coscienze dei cittadini, ma “movimenti alternativi”, ben più consistenti di quelli che stanno fiorendo ultimamente in giro per il mondo, si sono già visti nella storia moderna (si consideri ad esempio il ’68), ma gli stessi poi non hanno portato a nulla o a poco: l’uomo è in fondo un essere “comodo” ed è soprattutto abituato a guardare al breve termine, e alla fine dei conti non comprende perché si debba lottare per seguire un ideale quando qualcuno (e chi se non i poteri forti?) è apparentemente in grado di soddisfare pienamente ed in modo immediato le sue esigenze di comodità. Non dovremmo mai dimenticare poi che le lobbies e in generale i poteri forti di oggi, in assenza di qualcosa di veramente dirompente, riusciranno a perpetuarsi, palesando, e pubblicizzando ad alta voce, dei cambiamenti che però saranno inevitabilmente solo di facciata.

E’ vero quanto vai affermando: noi siamo, ognuno per nostro conto, responsabili di noi stessi, abbiamo in mano noi, esclusivamente noi, il timone della nostra vita, quindi nessuna responsabilità diretta indiretta dovrà essere fatta ricadere sull’eventuale condottiero, perchè è giusto che ognuno decida per se stesso, in piena libertà e responsabilità… però…
però…. ognuno di noi potrebbe essere agevolato nelle sue decisioni qualora potesse contare su uno o più riferimenti… su uno o più interpreti del nuovo che dovrà venire!

(non sapendo ancora come funziona qui in questo blog posto questo mio intervento anche sul thread originario dove c’era la risposta di Andrea)

Ciao, a presto

Renzo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 19:06

per Andrea

perbacco, ti ho risposto nel post 25 prima ancora che tu postassi il 26…*s*

per me, questi due grafici sono dirimenti:

http://www.nowandfutures.com/images/m2m3_cpi_money_supply.png

http://thecynicaleconomist.com/wp-content/uploads/2009/05/japan-vs-usa-quantitative-easing.jpg

Gabriel

Scritto il 4 giugno 2009 at 19:24

Chi è che ha detto che non c’era vento nella vele del velieo!??

C’è Vento…c’è Vento e che vento!!!

Gabriel peccato davveo che non ci fossi a Trento!

Renzo sei un fiume piena…hai ragione l’argoneto è molto più interessante…vado a leggere tutto con calma…ciao (se vuoi contattami)

Capitano Grazie!…sono sull’attenti!

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 19:30

Questa poi… 134 blns dollars… bastano a risollevare mezza Africa

(ANSA) – COMO, 4 GIU – I funzionari doganali della sezione
operativa di Chiasso, in collaborazione con i militari della
Guardia di Finanza del Gruppo di Ponte Chiasso, nel corso dei
controlli alla stazione internazionale hanno sequestrato 259
titoli di credito statunitensi per un valore nominale di 134
miliardi di dollari, pari ad un controvalore in euro di oltre 96
miliardi.
I valori erano nel bagaglio di due giapponesi di 50 anni
scesi alla stazione ferroviaria di Chiasso da un treno diretto
in Svizzera e che, al momento del controllo doganale, hanno
detto di non avere nulla da dichiarare.
Un’ulteriore verifica ha poi consentito di scoprire, nascosti
sul fondo di una valigia, in uno scomparto chiuso, 249 bond
della Federal Reserve americana, del valore nominale di 500
milioni di dollari ciascuno e dieci bond Kennedy del valore
nominale di un miliardo di dollari ciascuno, oltre a cospicua
documentazione bancaria in originale.
Tutto il materiale e’ stato sequestrato in attesa diaccertamenti per stabilire l’autenticita’ dei titoli e la loro
provenienza. Se i titoli risultassero autentici, in base alla
vigente normativa valutaria, la sanzione amministrativa
applicabile ai possessori potrebbe raggiungere i 38 miliardi di
euro, pari al 40% della somma eccedente la franchigia ammessa di
diecimila euro. (ANSA).

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 19:33

IPSE DIXIT
Deflazione od inflazione? scilla o cariddi?
Roubini ha detto…STAGFLAZIONE.

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 19:54

Salute a tutti.

Mazzalai, anche per i post odierni un ammirato: tanto di cappello!

Il Fringuello, #60 del 3 giugno

‘… sono i beati idioti che hanno investito in tutto tranne che in oro negli ultimi 20 anni …’

Sono uno dei beati idioti, con soddisfazione!
Non mi sono offeso, ma mi preoccupa l’effetto che può avere su altri utenti.

Gabriel, #9

Condivido la considerazione già fatta da Mas sulla tempistica.

Non condivido la raccomandazione:
‘NON COMPRATE TITOLI A TASSO FISSO A MEDIO O LUNGO TERMINE!…il rischio a cui ci si esporrebbe non sarebbe sufficientemente remunerato dagli irrisori rendimenti attuali, e questo sarebbe, semplicemente, irrazionale ( e anche stupido)…. IMHO’

IMHO. Da diversi mesi, sono un soddisfatto investitore dei propri risparmi sul ‘tasso fisso’; oggi con parte significativa sul lungo termine e ulteriormente in movimento in quella direzione.
Poi, daccordo che è tutto soggettivo, ma vogliamo approfondire la questione (già letta da altri utenti) degli ‘irrisori rendimenti’?
Ad esempio, per me OGGI un rendimento netto euro a 30 anni del 5% è accettabile (è possibile trovare anche di meglio tra i corporate euro ‘investment grade’). Fra, diciamo, UN MESE (importante per me è che il risparmiatore possa anche ‘distrarsi’ dai mercati; che i feedback possano giungere anche dalla vita di tutti i giorni) riesaminerò la situazione.

Mi dice, per cortesia, quale rendimento desiderebbe?

Posso far notare che una aspettativa molto maggiore sarebbe ‘storicamente speculativa’?

Il Cuculo – Sulla questione se la finanza crea ricchezza.

Già altri Commentatori hanno fatto considerazioni e distinguo, che condivido, per il ‘Si’.

Faccio qui notare che pensare ‘No’, non permette di comprendere gli avvenimenti, le sequenze e le conseguenze. Addirittura, non vi sarebbe tutto questo po’ po’ di sconquasso.

Fogar

Sebbene io non sia attualmente investito nelle borse azionarie, mi permetto di ritenere che ci siano più probabilità che a breve salgano (anche con momenti di lateralità) del contrario.
I motivi? Sinteticamente, i manovratori non possono permetterlo.
A medio/lungo si vedrà, ma penso che ci saranno scivolamenti significativi.

Questo indipendentemente dal quadro generale, ovvero dall’economia reale.

Renzo

Ciò che scrive sembra letto dalla mia mente!

Capitano, posso sollecitare Renzo a parlarci della meta definitiva?

Calorosi saluti a tutti.
Mimmo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 21:02

Post #30 134 Miliardi di USD
Qualcuno diceva di non ricordare Weimar, ma girare con 134 Miliardi di USD in titoli fa tanta impressione avete idea di quanto sono ?
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 21:05

FORSE
saliranno ancora (1000SP), ma sarà un gran dispendio (inutile) di risorse, perchè finita la grana dei mutui subprime, inizierà quella dei mutui arm e poi le carte di credito e poi gli acquisti a rate di automobili ed elettrodomestici ed intanto i disoccupati saliranno al 12% e a fine 2009 ci saranno 3,5 mln di americani che hanno perso la casa. Insomma una nuova ondata della tempesta perfetta iniziata il 9 agosto del 2007 sta arrivando e l’unica difesa sono i tassi a zero del ridicolo Bernanke che sollecita il governo ed il congresso a preparare un piano di rientro del debito pubblico e tuttavia se ancora c’è qualcuno che fiducioso e compiaciuto compra titoli trentennali, buon per…Bernanke.

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 21:20

Ciao Mimmo

quel “beati idioti” se estrapolato dal suo contesto e messo li potrebbe essere rivolto a chiunque, hai ragione, ma se preso nel contesto in cui l’ho scritto mi pare abbastanza evidente che era riferito a chi dovrebbe occuparsi di costituire e mantenere le riserve di Stato mediamente detenute dalle banche centrali che stampano moneta, e che meglio di ogni altro dovrebbero comprendere le dinamiche inflattive insite nelle valute stesse che invece sono state spesso usate come riserve.
Se ti puo’ essere d’aiuto nel comprendere meglio, anche io negli ultimi 20 anni sarei stato tra quei beati idioti altrimenti…
Ma il currency storm e’ in arrivo, anzi e’ gia’ iniziato, e quando sara’ Uragano si capira’ forse meglio quello di cui parlo.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 21:52

IMMER ZU SPAET…

Visto che Mimmo ( post 32) lo chiede sotto il vincolo della “cortesia”, mi è imposta una risposta, pur convinto di non essere, qui dentro, il più adatto, alla bisogna…

Lei, ” da diversi mesi”, è “un soddisfatto investitore” sul tasso fisso ” a lungo termine”, che intende anche incrementare, gode “oggi” di un rendimento “netto a 30 anni” del 5%, e ritiene di potersi rilassare, riesaminare la situazione più avanti, e “distrarsi dai mercati” coi “feedback” ( feedback? ) che “giungono dalla vita di tutti i giorni”…
e mi chiede: “quale rendimento desiderebbe”? aggiungendo che “una aspettativa molto maggiore sarebbe storicamente speculativa”…

Le potrei sinteticamente rispondere con: che se ne fa di un rendimento del 5% per 30 anni, con una inflazione del 5-7%? ( la media storica degli ultimi 30 anni…)…

ma provo a darle una risposta più articolata, in forma maieutica ( per non annoiarla con affermazioni perentorie…), con due doverose premesse:
1) primo e più importante, ogni “rendimento” deve essere valutato come REALE ( = al netto dell’inflazione)
2) ogni rendimento va valutato in funzione del RISCHIO assunto

Ora, maieuticamente, Le chiedo: Lei sa che cos’è la duration di un titolo a tasso fisso ( di cui sia noto il refixing)? Lei sa di quanto varia il prezzo di un tale titolo al variare di un 1% del tasso di interesse?

Lei sa che negli ultimi mesi i Treasuries trentennali hanno perso il 20% circa, PUR IN PRESENZA DI MINIMI EPOCALI nei tassi di interesse?

Lei ha una vaga idea di quando il buon senso consiglia di esporsi a titoli trentennali a tasso fisso, IN FUNZIONE DELLA CURVA DEI RENDIMENTI? Secondo il Suo parere, è prudente esporsi a tali titoli quando la yeld curve è invertita, piatta oppure ripida?

Lei ha idea di quanto sia la volatilità storica di un titolo trentennale? Lei ha fatto paragoni in proposito, con un titolo azionario?

Lei sa che cos’è l’earnings yeld?…La aiuto: è il reciproco del più noto P/E (price to earning ratio) : se il P/E fosse 15, quant’è l’earning yeld?
(La aiuto: è 6,6% )

Se Lei sa rispondere con cognizione di causa e prontezza alle sopracitate domande, Lei è un investitore consapevole, che ha scelto consapevolmente: ma mi permetta di commentare ( in assoluto rispetto): se Lei, in questo momento storico, investe e incrementa il suo investimento in titoli a tasso fisso 30ali, Lei, gentile corrispondente, E’ UNO SPECULATORE…

e mi permetta, abusando ancora della Sua cortesia: se Lei NON sa rispondere con cognizione di causa e prontezza alle sopracitate domande, Lei è ancor peggio, è uno speculatore PERICOLOSO ( per sè e i suoi famigliari)…
ai bambini il buon senso in genere consiglia di non mettere in mano della dinamite…per chè la verità è che Lei sta maneggiando, in questo periodo storico, della dinamite…dell’autentica dinamite…

E nel caso Lei ritenga di essere più abile, pronto, capace, o anche solo più furbo…, degli altri investitori, ritendendo di uscire con prontezza e profitto , a tempo debito ( “appena mi accorgo di un rialzo dei tassi, io vendo guadagno e scappo…” ), da un investimento così rischioso ( e poco razionale, nel rapporto rischio/rendimento…), La prego di ricordare sempre le famose parole: die Eule der Minerva beginnt erst mit der einbrechenden Daemmerung ihren Flug…

E’ sempre troppo tardi. Too late. Immer zu spaet

ad maiora

Gabriel

Scritto il 4 giugno 2009 at 22:23

***Premetto solo una cosa; io non sono un economista***

Andrea ti faccio una domanda?
Se non sei un economista come puoi capire tante dinamiche?

Secondo me la crisi è ancora all’inizio, tra qualche mese sprofonda tutto, perchè la cura è stata la creazione di altro DEBITO. La crisi del 29 era in proporzione una piccola crisi, in quanto il mondo non era inondato dal DEBITO, inoltre era un MONDO Vergine, tante cose dovevano essere costruite e create, ma oggi internet, new economy, mercati globali alla velocità del clik del mouse, guerre tecnologiche, hanno reso il Mondo più instabile. Per adesso stiamo solo respirando la quiete generata da altro DEBITO PUBBLICO. Ma tra qualche mese raccoglieremo la tempesta degli equilibri naturali che andranno a cercare l’armonia asimmetrica della realtà divina e naturale.

Scritto il 4 giugno 2009 at 22:26

***Premetto solo una cosa; io non sono un economista***

Andrea ti faccio una domanda?
Se non sei un economista come puoi capire tante dinamiche?

Secondo me la crisi è ancora all’inizio, tra qualche mese sprofonda tutto, perchè la cura è stata la creazione di altro DEBITO. La crisi del 29 era in proporzione una piccola crisi, in quanto il mondo non era inondato dal DEBITO, inoltre era un MONDO Vergine, tante cose dovevano essere costruite e create, ma oggi internet, new economy, mercati globali alla velocità del clik del mouse, guerre tecnologiche, hanno reso il Mondo più instabile. Per adesso stiamo solo respirando la quiete generata da altro DEBITO PUBBLICO. Ma tra qualche mese raccoglieremo la tempesta degli equilibri naturali che andranno a cercare l’armonia simmetrica della realtà divina e naturale.

utente anonimo
Scritto il 4 giugno 2009 at 22:45

2,79 !

oggi siamo a 2,79, sempre più ripida! (curva dei rendimenti, Treasury10-2 anni )…già stracciato il dato della settimana scorsa, 2,75 ( precedente record 2,74, il 13 agosto del 2003)

I NODI VENGONO AL PETTINE, caro il nostro cabarettista Bernanke…!

(2,79, Mimmo… sempre a rilassarsi coi feedback dalla vita di tutti i giorni? *s* (si scherza, eh, siam ragaaaaaaazzi…! )

Gabriel

Scritto il 4 giugno 2009 at 23:09

Idea…..non serve essere economisti accademicamente certificati per comprendere alcune dinamiche che solo studiando giorno e notte diventano chiare.

Ecco l’onda lunga dei favolosi consumi americani……..e lo stimolo fiscale che fine ha fatto……

June 4 (Bloomberg) — Target Corp. said sales at stores open at least a year fell 6.1 percent in May, more than analysts’ estimates, after customers made fewer and smaller purchases and cut spending on clothing and home goods.

The sales “were somewhat below our expectations,” Gregg Steinhafel, chairman and chief executive officer at Target, said in a statement today. The Minneapolis-based retailer predicted sales this month would drop by a percentage in the mid single digits.

RetailMetrics LLC, a Swampscott, Massachusetts-based researcher, predicted a 3.7 percent decline for May.

Same-store sales fell by an average of 4.6 percent at 32 U.S. retail chains last month, according to the International Council of Shopping Centers. Retailers including Macy’s Inc., Costco Wholesale Corp. and Saks Inc. reported steeper declines than analysts estimated as rising unemployment spurred consumers to cut spending.

Gabriel non vendere la pelle dell’orso sino a quando la battaglia in corso non si sarà conclusa…….personalmente mi fanno più paura gli sciacalli che si aggirano tra le materie prime maneggiando dinamite che ……esploderà dentro le abitazioni americane!

……Yields on Washington-based Fannie Mae’s current-coupon 30- year fixed-rate mortgage bonds rose 19 basis points to 4.72 percent, up from 3.94 percent on May 20…..

Probabilmente si tratta solo di marionette ben orchestrate dal caro Mangiafuoco!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 00:44

Gentile Gabriel,

dovrei riprendere il Suo commento punto per punto per dimostrarLe quanto esso è evasivo e generico.

Mi limito alle seguenti osservazioni.

– Fu Lei a ‘strillare’ un consiglio diretto a tutti.
Lei, in tal modo, ha sollecitato domande; pertanto, le Sue risposte/spiegazioni sono DOVUTE.

– Da mesi su questo sito si esamina l’argomento inflazione/deflazione.
A me sembra molto, molto probabile che non avremo inflazione elevata (> 1-2%) per molto tempo ancora (non perchè lo dice il Signor Mazzalai).
Lei non so cosa ne pensa, mi/ci dica pure. Non è mica un problema se ‘vede’ inflazione imminente, solo rispettabilissima diversità di opinione. Tuttavia, chi ci legge potrà valutare ipotesi e tesi, non solo una tesi.

– Prima o poi vi parlerò dei miei ricordi di un poco più che adolescente della forte inflazione italiana degli anni fine sessanta, settanta, ottanta, come un esempio più generale (non solo italiano) di come si può sviluppare iper-inflazione. In rete tra l’altro si trova molto poco al riguardo.
Orbene, oggigiorno non intravedo assolutamente sintomi analoghi per le economie EU, USA, Giappone e simile (su cui si scrive di più, perciò meglio valutabili), potrebbe essere per Cina, Brasile e simili (di cui si legge meno).

– Ricevo da Lei tante domande, ma nessuna risposta ad un’unica semplice mia domanda.

– Le possibili forme di gestioni del risparmio/investimento (tra cui anche la liquidità) ad un dato momento = oggi vanno confrontate; può essere anche che si debba scegliere il male minore.
Mi/ci parli, perciò, delle alternative. Non mi/ci dica cosa NON fare, ma cosa fare.
Io lo sto facendo: mi dica pure che non condivide, ma sia piano e chiaro per tutti e lasci da parte la supponenza.

– Rilegga il Suo commento: si accorgerà che fa commistioni di tempi e luoghi.
Così, cosa centra il rendimento OGGI del 5%, rispettabile anche a livello storico, con la inflazione storica? Lei, mi permetta, deve parlarmi/ci della inflazione futura o al più che non è vero che il 5% è un rendimento storicamente significativo.
Chi Le ha detto detto titolo va portato a scadenza? Potrò, ad esempio, limitarmi a venderlo tra qualche tempo, se la ipotesi di bassa inflazione dovesse divenire incerta.
Eventualmente, discutiamo di velocità/tempo con cui può svilupparsi la inflazione o di una inflazione odierna ‘nascosta’ nelle rilevazioni.
Chi ha parlato dei treasuries USA?
Ci racconta per completezza che duration e volatilità dei titoli a tasso fisso ‘giocano’ in un senso in caso di ‘tassi in rialzo’ (perdita di valore legata a quanto ancora durarà=scadenza il titolo e il quanto della variazione dei tassi) o comunemente inflazione, ma anche nell’altro (aumento di valore con analoga logica) in caso di ‘tassi in ribasso’ o comunemente discesa della inflazione?

– Vogliamo smetterla di essere terrorizzati (invito rivolto a tutti) e trasmettere terrore al prossimo?

– Vogliamo cominciare a dare al prossimo canne da pesca e indicazioni per pescare da sè? Ognuno libero di formarsi un proprio convincimento verso cosa cautelarsi e lo strumento da scegliere?

Cordialmente. Mimmo

PS – Quando inizio a scrivere un commento, ne resto assorbito e non mi mantengo aggiornato su eventuali altri commenti intervenuti.
Sicchè capita che alcune considerazioni siano già state sviluppate da altri.
Chiedo venia, perciò, di eventuali ripetizioni.

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 11:00

3 TIPI di W
Osservando il grafico SP dal 1950, si notano immediatamente le 3 crisi più importanti:
74 (con le famose domeniche a piedi o in bicicletta)
2000 (tracollo tecnologico)
2008 (grande recessione)
Ebbene nel 74 la ripresa fu una W crescente con il secondo minimo molto più alto del primo (30%)
nel 2000 ci fu una ripresa a W praticamente simmetrico,
nella crisi attuale potremmo vedere una crisi a W calante con il secondo minimo inferiore al primo, per questi motivi:
ll rimbalzo è truccato e governato dalla speculazione che come sappiamo tutti (a parte il Cuculo) può alterare la realtà per brevi periodi, infatti gli eccessi nel tempo vengono riassorbiti a spese del solito parco buoi;
i fondi quantitativi continuano a prevedere nuovi minimi entro 1 anno.
Segnalo inoltre , anche ad ANDREA, il blog di Marco Sarli il diario della crisi finanziaria di cui riporto il finale del commento odierno:

Un segnale inequivocabile di questo sommovimento appena agli inizi è rappresentato dal nuovo vigore mostrato dall’euro e dallo yen che, nonostante gli strenui sforzi della Banca Centrale Europea e dalla Bank of Japan, hanno recuperato due terzi circa del terreno perduto nel corso di quel bimestre aprile-maggio dell’anno in corso, un periodo che verrà certamente ricordato dagli storici della tempesta perfetta come la fase di un vero e proprio inganno orchestrato da commentatori, giornalisti ed esperti del tutto embedded alle logiche del capitalismo finanziario, un coro davvero assordante e contro il quale poco o nulla hanno potuto i pochi Dr Doom e le Cassandre!

Ricordo che il video del mio intervento al Convegno della UIL sulla crisi finanziaria è presente sul sito dell’associazione FLIP, all’indirizzo http://www.flipnews.org/ . Riproduzione della presente puntata possibile solo citando l’autore e l’indirizzo del blog.
Pubblicato da marco sarli
http://diariodellacrisi.blogspot.com/2009/06/avviso-ai-naviganti-nella-tempesta_05.html

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 11:34

X Mimmo,
non se la prenda, Gabriel è certamente molto preparato, ma poco avvezzo alla diplomazia in più essendo contrarian ha scelto giustamente la tempistica per parlare di possibili fiammate inflazionistiche (anch’io del resto prevedendo per quest’anno un miglioramento economico non me la sento di escluderle) e certamente nel caso avesse ragione un investimento a tasso fisso risulterebbe molto pericoloso .
Credo che il suo intervento avesse come unico scopo quello di evitarle possibili amare sorprese in futuro.

L’unica cosa che di cui non mi capacito è perchè Gabriel o anche Lei Mimmo non prendiate neanche in considerazione , qualora il mercato si decidesse a scendere (cosa che dovrebbe fare a breve) l’ipotesi di diversificare almeno una parte nel azionario (anche dei fondi etici andrebbero benissimo).
Lei Mimmo so che ha investito in azioni in passato e quindi certamente non ha preclusioni, Gabriel penso nemmeno ,però non ne fa mai menzione, anche se certamente conosce i benefici della diversificazione, specie nel lungo periodo.
Ecco nel pieno della crisi dei mercati l’unica voce veramente contrarian oltre alla mia è stata quella di Fogar , invano ho atteso che anche Gabriel si unisse a noi.

Mas

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 11:48

mas, fogar e (forse) gabriel alla testa dei contrarian o del…parco buoi ?

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 11:50

Anonimo #42


Io non so chi tu se’ né per che modo
venuto se’ qua giù ma…

perchè mi citi a sproposito?

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 11:58

i veri spropositi li ho letti in merito alla finanza vista come se esistesse solamente quella speculativa che sposta e basta.

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 12:21

Mas chiedo scusa mi daresti delle motivazioni di carattere fondamentale su che valore stiamo andando a cacciare nell’equity? dove x valore intendo numeri relativi all’asset class in se.

Gabriel quando parli di modello bond yield equity yield quali sono i parametri che adotti? non credo sia corretto andare in questo momento ad applicare il modello tra governativi e equity, ma il modello andrebbe semmai applicato ai corporate e all’equity vista la discrepanza che si e’ generata negli ultimi 2 anni tra l’andamento dei governativi e l’andamento dei corporate x ovvie ragioni di fly to quality…al massimo compri corporate di societa’ che ritieni solide ed evidentemente sottovalutati e li spreddi con i governativi, ma questa e’ un’altra storia.
Concordo con te che il tasso fisso non rappresenta interesse ma lo faccio x motivazioni molto diverse dalle tue e ti diro’ di piu’ x me non ne presenta neanche il variabile, ma su questo abbiamo gia’ discusso, anche se tu tacci di accademico il discorso della velocita’ della moneta, ma ti ricordo che eri tu ad aver iniziato in toni accademici il discorso dell’espansione della massa monetaria come a farci una lezione, con la storia di Fenrir, la mia fu solo una risposta, spero educata, di completamento.
Spero solo tu non abbia adottato il modello bond yield equity yield negli ultimi 2 anni.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 12:57

X #44

Oh, anonimo portatore di verità assolute, suvvia illuminaci nel cammino noi che come mandria vaghiamo senza meta .

Mas

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 12:57

non so se #46 e #42 sono la stessa persona.

Ma al di la di giudizi lapidari ed ideologici (ad eccezione dell’onesta risposta del Fringuello che a quanto ho capito ha una storia personale nel mondo della consulenza finanziaria un poco fuori dalla linea mediana) o più semplicemente di comodo non mi sembra che nessuno mi abbia potuto contraddire nel merito.

L’attività finanziaria può essere due cose:

Un’attività di servizio all’economia reale oppure un’attività fine a se stessa ovvero finalizzata a produrre soldi dai soldi.

Nel primo caso genera valore ma il valore si incorpora nei beni e servizi fungibili che vanno sul mercato verso il cliente finale, pagando dividendo (o interesse) all’investitore.

Nel secondo caso spostano ricchezza dalle tasche della maggioranza dei cittadini (sotto forma di: debito pubblico, risparmi bruciati, inflazione) a quelle di chi è più bravo, più veloce, più furbo, più potente.

Poichè questi ultimi scrivono le regole ed anche la storia hanno per definizione ragione.

ad Malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 13:25

Caro fringuello,
le motivazioni di carattere fondamentale le diedi il 10 marzo quando tra l’altro scrissi: “Veniamo ora al famoso, e forse abusato rapporto prezzo utili:
sul blog Buttonwood’s notebook, creato dal settimanale The Economist. In base al CAPE (Cyclically Adjusted P/E), l’azionario europeo è scambiato a un multiplo di 10 volte, rispetto alle 12 volte a cui è trattato il mercato americano e alla media di lungo periodo di circa 15-16 volte .
Buttonwood’s notebook riporta anche una stima elaborata da James Montier, il global strategist di Société Générale, secondo cui multipli CAPE inferiori a 12 volte hanno storicamente portato, nel decennio successivo, a rendimenti medi annui non inferiori all’8% in termini reali (e cioè al netto dell’inflazione).

il P/E elaborato invece da Robert Shiller che, al numeratore, utilizza il livello di prezzo reale (aggiustato, cioè, per l’inflazione) dell’indice di mercato S&P500, ed al denominatore la media degli utili reali realizzati nei 10 anni precedenti
è stato di 16,3 in media di lunghissimo termine, e di 19,3 negli ultimi 50 anni. Nel dicembre 1999 aveva raggiunto 44,2, ovvero ad un livello record che poteva far presagire un andamento negativo nel decennio successivo, ovvero tra il 2000 ed il 2009, cosa puntualmente accaduta. .
Oggi è a 13,4 ovvero il livello più basso degli ultimi 21 anni, e per la prima volta al di sotto di quota 14 dal 1988.

NORISK d’altro canto ci informa che Bloomberg ha deciso di calcolare diversamente gli EPS degli indici USA diffusi attraverso il loro sistema. In pratica considererà solamente la gestione ricorrente e non quella straordinaria, escludendo quindi dal computo svalutazioni sugli strumenti finanziari e sulle partecipazioni.
Grazie a questa magia il price earning dello S&P500 corrente risulta pari a 10,4 .

Certo da questo mio intervento (tutt’altro che da parco buoi se mi permettete visto che questi entrano per ultimi e mai per primi caro anonimo) i mercati sono saliti moltissimo ed anche da un punto di vista tecnico occorre una gamba di ribasso che ne attenui gli eccessi,
Qualora si verificasse l’ampio ritracciamento di cui ho accennato potrebbero riproporsi anche se non negli stessi termini interessanti livelli di ingresso per chi intenda anche solo diversificare.

Vorrei infine farvi notare l’imponente massa di obbligazioni societarie sottoscritte da grandi e piccoli investitori.
Nel primo trimestre eravamo già a quota 331 miliardi, a metà maggio siamo arrivati a 727 miliardi di dollari di bond collocati.
Un impatto positivo certamente lo avranno.

Mas

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 13:42

By Shobhana Chandra
June 5 (Bloomberg) — The U.S. lost fewer jobs in May than
forecast, even as the unemployment rate surged because more
people joined the labor force, reinforcing signs the recession is
starting to abate.
Payrolls fell by 345,000, the smallest decrease in eight
months, after a revised 504,000 loss in April, the Labor
Department said today in Washington. The jobless rate increased
to 9.4 percent, the highest since 1983.
A deceleration in firings, combined with stabilization in
housing and manufacturing, signal the economic slump is easing.
Still, Americans are spending less and saving more as home values
fall and companies from American Express Co. to General Motors
Corp. pare jobs, meaning any expansion may be muted.
“We’re far, far away from the depths of the recession we
were in,” Stephen Stanley, chief U.S. economist at RBS Greenwich
Capital Inc. in Greenwich, Connecticut, said before the report.
“It’s one of the first steps toward a recovery.” Still, he
said, “income growth will be tough to come by as long as the
unemployment rate is rising.”
Revisions added 82,000 from payroll figures previously
reported for April and March.
Payrolls were forecast to drop 520,000 after a 539,000
decrease initially reported for April, according to the median of
76 economists surveyed by Bloomberg News. Estimates ranged from
declines of 450,000 to 600,000. Job losses peaked at 741,000 in
January, the most since 1949.
The jobless rate was projected to jump to 9.2 percent, with
forecasts ranging from 9 percent to 9.4 percent.

scusate gradirei capire il primo capoverso di questa new xche’ mi sa tanto di supercazzola prematurata con scappellamento a destra… non ci ho capito granche’ eh si che ne lego di sta roba…

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 13:55

GREEDY AND FEARFUL

Premessa: nella vita di tutti i giorni io non mi occupo nè di finanza nè di economia…sono perciò, per definizione, un incompetente…questo è un blog non di finanza, ma di finanza etica, e le mie occasionali due righe qui dentro, pur nella piena consapevolezza della mia ignoranza, derivano da quel viziaccio che abbiamo noi cristiani di tentare, nel nostro piccolo ( piccolissimo, nel caso mio ), di aiutare il prossimo…
provate a inserire in google la parola “icerbergfinanza”, compare al secondo posto ( per “cliccamenti”…) un mio vecchio post del settembre 2008, post n 25, che forse qualcuno avrà trovato, per motivi a me ignoti, in qualche modo un pò utile…

La cosa più sorprendente della jungla finanziaria è che obbedisce a tribali dinamiche di fondo estremamente semplici e “perenni”…io diffido da tutto ciò che è complesso e arzigogolato…o accademico…
l’espressione suprema della semplicità è l’ essere “contrarian” : diffidando dell’analisi fondamentale, tecnica, quantitativa, etc etc, io mi oriento con una semplicissima e perenne “bussola”:
be gready when others are fearful and fearful when others are greedy

Da buon montanaro, so che molti sentieri di montagna, specie quelli persi nella foresta o su terreno roccioso, non sono riconoscibili da qualsivoglia mappa o carta topografica che sia di alcun tipo, QUANDO CI SEI DENTRO…
(solo quelli che vivono in quella zona li sanno riconoscere ( leggi: gli insiders)…ma quelli del posto non hanno bisogno di mappe o carte di sorta…)

Basandomi su alcuni punti cardinali che io ritengo meno inaffidabili ( per es : mean reversion…yeld curve…FED model…flussi di cassa…alcuni elementari parametri di analisi tecnica…VIX e V-STOXX ( il future sul V-Stoxx all’Eurex è a mio parere il miglior hedging che ci sia), vere stelle polari…etc etc ), io semplicemente mi sforzo di essere greedy when others are fearful and fearful when others are greedy…

tutto qua.

Per il Sig Mimmo: vedo che Lei non ha colto nè il tratto nè il tatto…pazienza, never mind, contento Lei di essere uno “speculatore” “pericoloso”, contenti tutti…
con la Sua “canna da pesca” Lei è liberissimo di pescare tonni o candelotti di dinamite, come meglio Le pare…
auguri.
E come dice con sottile ironia l’anonimo del post 34, finchè c’è gente come Lei, “fiduciosa e compaciuta”, le Banche Centrali hanno ancora speranza…

Per Mas: ripeto, l’investimento azionario è il peggiore degli investimenti, ESCLUSI TUTTI GLI ALTRI…e ti pare che un contrarian non acquisti titoli azionari in ottobre o in marzo, di fronte a schiumose montanti maree di bearish (come per es nei grafici del V-Stoxx:

http://www.stoxx.com/indices/index_information.html?symbol=V2TX

o per es nella linea blu di:

http://www.investorsintelligence.com/x/featured_article.html?cat=Public%20Featured%20Articles&type=II%20Highlight&aid=46689&p=0

Ti pare possibile?
ma non è finita, non è ancora finita…

l’investimento azionario, avendo come sottostante beni reali ( e non carta) è teoricamente una difesa dall’inflazione…ma attenzione, solo nel breve, e forse nel medio…nel lungo periodo l’inflazione è la più acerrima nemica dell’investimento azionario, un disastro…

Per Fringuello: dicevo sopra che il FED model è uno dei miei semplici punti cardinali…io provo a filtrarlo con lo spread Baa corp-gov, e, soprattutto, con la curva dei rendimenti…ma il FED model dava segnali di acquisto nel 2006 e 2007, segnali che io ritenevo palesemente di dover ignorare…
E per quanto riguarda l'”accademismo” sull’inflazione, ho scritto ieri che le mie aspettative inflazionistiche ( entro 1-3 anni “circa circa circa”) derivano, in obbedienza ai sopracitati criteri di estrema semplicità, da questi due elementari grafici:

http://www.nowandfutures.com/images/m2m3_cpi_money_supply.png

http://thecynicaleconomist.com/wp-content/uploads/2009/05/japan-vs-usa-quantitative-easing.jpg

tutto qua

Concludo, ripetendo il mio irrilevante e opinabile parere:
NON COMPRATE TITOLI A TASSO FISSO A MEDIO E LUNGO TERMINE !

“Codesto solo oggi possiamo dirti:
ciò che non siamo,
ciò che non vogliamo”
(E. Montale)

ad maiora

Gabriel

PS per il Sig Mimmo, che ritiene “DOVUTO” (dovuto??) anche un elemento propositivo:
comprate floaters ( il buon vecchio CCT…), oppure inflation-linked, oppure reddito fisso a breve termine ( 1 anno, massimo 2), rinnovandolo volta per volta…
lo so, lo so, che rendono pochissimo, lo so, lo so…..*LOL*

(si figuri, Sig Mimmo, che io un fisso trentennale lo shorterei, pensi un pò, mentre Lei lo acquista: io e Lei ” matchiamo”…we fit…*s*)

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 13:59

Montecristo:

Qui siamo diventati pazzi!
disoccupati che diminuiscono e tasso di disoccupazione che schizza al 9.4 massimi dall’83 ,Draghi che dice che si rischiano 1.6 milioni di posti di lavoro senza sussidio e Berlusconi che dice che non è vero.
Io non ci capisco più niente,qui siamo alla pazzia pura.

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 14:35

Gabriel, sono contento di non essere una mosca bianca.
Facendo però leva.. “su quel viziaccio che abbiamo noi cristiani (ma non solo noi aggiungo io) di tentare, nel nostro piccolo , di aiutare il prossimo”..che ne diresti, vista l’ autorevolezza che ti deriva anche dal occuparti d’altro nella vita ,di aiutare tutti quelli che sono fearful ad essere almeno un po’ greedy quando ritieni sia il caso?

P.S. Forse a te prestano ascolto.

Ciao

Mas

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 14:42

Grazie Mas x la risposta, scusa ma il 10 marzo come ben sai ancora non frequentavo il blog, peccati di gioventu’, ma allora era allora e ora e’ ora xo’, mi fa piacere noti tu stesso che era allora e non ora, e ti dico non c’e’ stata molta gente ad aver ciccato questo rally, compreso il sottoscritto e non x meriti straordinari, proprio grazie alle motivazioni da te esposte ed ai segnali tecnici anche da te segnalati, basta guardare alle performance di hedge e fondi comuni nell’ultimo trimestre x rendersi conto, gli unici ad averne preso molto meno sono i sistematici, che si sa soffrono molto di piu’ nei movimenti di rimbalzo o di inversione.
Ovviamente depurando gli indici da AIG GM e CITY che hanno registrato perdite record nel 2008, il P/E attuale dello S&P fatto anche su stime molto bullish e’ di 18x quest’anno (52 eps), 16 ca il 2010 (60 eps) e 14x 2011 (67 eps), solo il buon Dio sa x il 2011 cosa ne sara’ di noi, ora data la visibilita’ mi pare un multiplo davvero esoso da pagare al momento, e attenzione!!! nessuno e dico nessuno si e’ minimamente ancora degnato (se hai uno studio che viene aggiornato di qualunque casa please mi faresti un favorone xche’ a me sta costando na fatica immane) di aggiornare di volta in volta l’effetto diluitivo sugli indici derivante dai vari aumenti di capitale, emissione di convertibili, e preferred shares convertite o da convertire. Quindi benvenga la correzione di cui parli, e attenzione a che le cose migliorino davvero xche’ se invece dovessero rideteriorare e questi eps dovessero essere rivisti del 20-25% al ribbasso allora il 400 non diventerebbe piu’ cosi’ utopico.

il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 14:47

Mas,

grazie del Suo commento costruttivo, in tutti i sensi.

Per quanto riguarda la Sua domanda, i periodi nei trascorsi tempi in cui sono stato ‘investito’ su azioni (solo o anche in parallelo al mercato obbligazionario) sono maggiori di quelli in cui ne sono stato del tutto fuori.
So perfettamente, quindi, che il ‘rendimento’ che deriva dai mercati azionari, beccando il trend giusto, è nettamente premiante: risiede in questo il fascino/la sirena che attrae tanti.

Perchè oggi ne sono fuori?
Sinteticamente, per una questione di ‘igiene mentale’.

Più dettagliatamente, ho già detto nella nostra precedente chiacchierata che nelle scelte di investimento ricerco (e raccomando di ricercare) i ‘trend’ affidabili.
Ovvio, e sempre sottinteso, è tutto opinabile, soggettivo, probabilistico.

Inoltre, riprendo un altro punto già espresso: per me è fondamentale potersi ‘distrarre’ dai mercati, perchè durante il giorno si ha altro da fare, perchè si va in vacanza ecc.
Legga pure una mia scelta: non trovo vantaggioso essere un trader quotidiano, nè un cassettista estremo.

Poi, gradisco avere conferme (feedback) minime, ma reali: aziende che conosco di più perchè caso mai sono loro utente; prezzi sugli scaffali dei supermercati o alla pompa di benzina; cartelli vendesi/comprasi/affittasi sui portoni dei condomini; le comunicazioni che mi invia la mia banca; insomma mille cose nel tran tran che richiedono un minimo di attenzione.

Sicchè quando mi convinco che sui mercati azionari non vi sono più tali condizioni di base, punto e basta ne esco.

Oggi non ritengo che i mercati azionari rispettino questi miei prerequisiti.

Viceversa, il trend che mi sembra più probabile e su cui ‘scommetto’ è la bassa inflazione.

Noti, per cortesia, che la mia personale esperienza mi ha già confermato che tale comportamento ‘di pancia’ o irrazionale è un punto di forza: evito che i mercati azionari mi assorbano, diventando per me quasi una droga.
(Legga che ciò ho sperimentato nel passato).

Spero di essere stato chiaro.

Mi permetta, più in generale di riportare alcuni altri miei convincimenti.

Gli strumenti da conoscere necessari per una buona gestione dei propri risparmi sono alla fin fine abbastanza semplici.

Essenziali.
1) Strumenti in tempi di inflazione vista crescente (per interderci CCt, BTPei, strumenti postali inflation linked come si dice ora).
2) Strumenti se si intravede inflazione bassa (BTP, altre obbligazioni tasso fisso).
3) Strumenti in periodi di incertezza
(liquidità, c/c, pronti/termine, BOT).

A ruota e solo se sono diventati chiari, ma senza troppe sofisticazioni, concetti e meccanismi dei suddetti mercati monetari/obbligazionari.
4) Mercati azionari.

Ad abbundantiam
5) Il resto.

Tutto il più possibile ‘casereccio’, ovvero euro, il più basso livello di sofisticazione, su mercati regolamentati facilmente accessibili (rimando in generale alla questione piattaforma), senza intermediari aggiuntivi.

Ogni regola avendo eccezioni.

Riprendo, poi, un punto condiviso ed essenziale indicato da Gabriel: ‘primo e più importante, ogni “rendimento” deve essere valutato come REALE ( = al netto dell’inflazione)’.

Questo è il faro assoluto, l’unità di riferimento.

Banalizzando, per meglio spiegarmi, se il risparmiatore si ponesse l’obiettivo, diciamo, ad inizio di ogni anno di ricercare un ‘giusto’ rendimento reale per l’anno seguente (per non restare nell’astratto, due/tre volte l’inflazione se inflazione vista molto bassa, proporzionalmente meno al crescere dell’inflazione) e si impratichisse nell’ordine su detti strumenti di base, credo che saremmo tutti investitori soddisfatti e mi lasci esagerare … altro che ‘maghi’!

Purtroppo, credo che ciò non sia nella generalità degli investitori: posso essere utile al riguardo?
Si, orbene ci sono.
No, chiudo questo tipo di commenti (e mi rendo conto e mi scuso, ad aggressioni in contropiede) e passo ad altro tipo.

Mimmo

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 14:48

Montecristo:

Certo guardando i dati macroeconomici c’è da uscire pazzi ,cerco di trovare qualche giustificazione a tutto ciò.
Cerco di azzardare alcune ipotesi :
1) I mercati salgono per forza d’inerzia e speculazione e molto presto potremmo capitolare in modo apocalittico.
2)grande scoperta in campo energetico,allora il mercato troverebbe la forza per innescare una nuova grande salita .
3) Il mercato potrebbe lateralizzare per un lunghisimo periodo ed inoltrarsi verso la lost decade.

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 15:04

Mas scusa ancora, se poi ti piace molto soc gen che citavi prima leggi anche Albert Edwards nel suo report di qualche giorno fa sul Coppock Indicator. Molto da Capitan Andrea direi e condivido in pieno…

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 15:21

Il mio ultimo commento #56 è stato elaborato quando l’ultimo commento che avevo letto era stato il #46.

In seguito sono intervenuti altri commenti a cui non intendo replicare.

Mi basta che sia tutto nero su bianco, ad uso e valutazione di tutti i lettori.

Il tempo poi dirà.

Mimmo

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 15:30

Mi ripeto:
la finanza speculativa sposta, la finanza degli investimenti o dei disinvestimenti cerca (nel medio termine) di misurare, crescendo e diminuendo assieme al valore reale che rappresenta.
E’ più speculativo un edge fund che “pompa” od un Soros che cerca di riportarlo coi piedi per terra shortando?
A proposito di yahoo nel 2000 quando arrivò a 250, comprai un covered warrant put e lo tenni fino a scadenza.
Idem con la svalutazione della lira nel 92, acquistando obbligazioni in ecu qualche mese prima.
Fui speculatore?
Per quanto detto io penso di no.
Anonimo #34 e 42 e 44 e 46

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 15:40

ps.
in questi giorni ho acquistato l’etf short bank 600stoxx…

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 16:09

Formulare ipotesi e fare ragionamenti sull’andamento dei mercati è un conto, raccontare la propria operatività credo non freghi a nessuno.

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 16:12

Il commento 62 è mio.

Mas

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 16:15

Mi scuso, ma mi è stato praticamente richiesto ed ho dovuto farlo in termini comunque abbastanza generici per giustificare il mio ragionamento.
Non si ripeterà.
Idem, credo valga per mimmo.

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 16:16

ARTIFICI CONTABILI…

C’è un interessante commento da parte di Deutsche Bank relativo ai dati occupazionali di oggi…
servirebbe il commento di Andrea per valutarne la fondatezza….

“la debolezza delle ore (di lavoro) è motivo di preoccupazione” – spiegano da Deustche Bank, “la lunghezza della settimana lavorativa è scesa di 0,1 ore raggiungendo così le 33,1 ore, cosa che corrisponde all’ulteriore perdita di circa 350 mila posti di lavoro”. Soprattutto poi, “la settimana di lavoro si è accorciata nel settore manifatturiero, scendendo a 39,3 da 39,5 ore, cosa che rappresenta un segnale negativo per l’accumulo di rimanenze nel trimestre in corso, poichè la ricostruzione delle scorte è storicamente sempre stata accompagnata da una risalita delle ore lavorate nel settore manifatturiero”

Notare inoltre che il 9,4% di disoccupazione attuale è peggiore del “peggior scenario” previsto dai recenti stress test bancari, evidentemente non così stressanti…

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 16:29

By Jody Shenn
June 4 (Bloomberg) — The Federal Reserve may not start
lending against residential mortgage-backed securities under its
Term Asset-Backed Securities Loan Facility, Federal Reserve Bank
of New York President William Dudley indicated.
“We’re still in the process of assessing whether a legacy
RMBS program is feasible, and if it were feasible, whether it
would be significant enough to make a major impact,” Dudley
said at a conference today in New York hosted by the Securities
and Financial Markets Association and Pension Real Estate
Association.
His comments add to signs that Treasury Secretary Timothy
Geithner’s Public-Private Investment Program to boost debt
prices and rid banks of devalued assets to expand lending is
stalling, after helping to spark a rally in stocks and bonds.
The Federal Deposit Insurance Corp. yesterday delayed a test
sale of bad loans held by U.S. banks that had been billed as a
tryout for its role.
Responding to questions after a speech at the conference,
Dudley said each home-loan security is different and must be
separately evaluated for the size of the haircut that should be
applied, so “there’s a huge administrative hurdle” to
expanding the TALF to the bonds.
Last month, the Fed’s program to finance commercial-
mortgage bonds was potentially hampered by Standard & Poor’s
saying it may downgrade many AAA securities, rendering them
ineligible under the central bank’s rules. As much as 90 percent
of so-called super senior commercial-mortgage bonds sold in 2007
may be affected as the ratings firm changes how it assesses the
debt, New York-based S&P said.

Eh ci mancherebbe prima hanno riportato tutto su a canna e ora pretenderebbero gli si paghi la parita’ anchesulla cacca? bei furbacchioni

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 16:56

http://finance.yahoo.com/expert/article/futureinvest/168150

Quando discutevemo della possibile perdita del AAA rating degli USA, il 27/5 scrivevo nel post #40…

Ma detto sal Ph.D. Jeremy Siegel professore esimio suona molto meglio del canto del Cuculo

ad Maiora

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 16:57

.

Scritto il 5 giugno 2009 at 19:31

Probabilmente alcuni in questo veliero non hanno ancora ben compreso il significato di questo viaggio e si aspettano che Icebergfinanza possa indicare loro la rotta per riempire i loro vascelli di grandi tesori.

E’ dal lontano luglio 2007 che la riva del fiume ha permesso ad alcuni di Voi di evitare l’onda di questa crisi e nonostante tutto molti hanno la memoria corta, ma per fortuna non tutti.

Alcuni poi si sbracciano per segnalare chissà quale meraviglioso ciclo all’orizzonte, analisti, giornalisti, gestori, illuminati che all’improvviso escono dalla memoria corta di coloro che hanno già dimenticato il loro lungo letargo mentre la Madre di tutte le crisi avvolgeva il ciclo economico.

Qualcuno di Voi aveva sollevato il sospetto che non appena le nuvole si fossero diradate all’orizzonte molti avrebbero dimenticato tutto quanto è accaduto in questi due anni e avrebbero sussurrato che in fondo si trattava di un piccolo incidente di percorso, niente di particolarmente interessante da oscurare questa epoca memorabile.

Infatti non è successo nulla, nulla nelle dinamiche di questi mercati, nulla che possa cambiare il ciclo cerebrale di coloro che vivono di numeri e cifre.

Ci sono schiere di illuminati che vedono un rigurgito fondamentale dietro questa rinascita, dimenticando forse che mai fenomeno fu più indotto di questo nella storia.

Regole contabili modificate ad hoc, Goldman Sachs & C. che nella sala operativa dei derivati e delle materie prime proiettano il ritorno al passato, tra petrolio stellare e carry trade per tutti. stress test per gli amici e un sostegno mediatico degno di qualsiasi favola infinita che si rispetti.

La tarda primavera del 2009 è stata evidentemente anticipata…… ma tutti coloro che sono rimasti sulla riva del fiume all’inizio dell’anno quando mille gioiose sirene chiamavano le imbarcazioni in mare aperto non si sono persi assolutamente nulla perchè sei mesi dopo siamo al punto di prima in attesa della realtà.

Gli ultimi segnali sono chiari le vendite al dettaglio nei centri commerciali sono crollati e laq deflazione sta avvolgendo l’europa per quanto nei dica il buon Trichet….si chiamano aspettative di deflazione anche se non piacciono a nessuno, ma questa è la realtà che qualcuno sta combattendo con armi non convenzionali.

I dati di oggi sono affascinanti, come affascinante è la favola del CES/NET B/D che magistralmente aggiunge quasi 50000 posti nelle costruzioni e 7000 nei financial senza scendere troppo nei dettagli le ore lavorate diminuiscono i partimen per cause economiche raddoppiano anno su anno e i lavoratori scoraggiati non vengono più conteggiati.

Sarebbe affascinante inoltre cercare di comprendere da quale magia esce il dato relativo al BLS che si differenzia di oltre 200000 unità da quello dell’ADP per quanto anch’esso inattendibile ma che non si riflette in alcuna maniera nei sussidi di disoccupazione.

Entro luglio supereremo semza problemi il 10 % nel tasso di disoccupazione mentre gli illuminati del peggior scenario possibile prevedono il 10 virgola per la fine del 2010…..pensate che qualcuno faccia una mossa per modificare il dato in questione.

Nei prossimi mesi assisteremo a revisioni epocali dei dati appena usciti dalla disoccupazione ( A breve attendo il BED banco di prova magistrale ) e qualche sorpresa arriverà anche dal PIL degli ultimi trimestri, sorprese che oggi vengono ammortizzate in nome del benessere collettivo.

Non cambierà mai nulla, il popolo ha la memoria corta, ma io non ho fretta, la Verità sarà figlia del Tempo!

Buon fine settimana a tutti…..nelle prossime settimane la navigazione calerà di intensità mentre l’intensità dei venti si farà alquanto interessante.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 5 giugno 2009 at 22:02

anche standocene a riva difficilmente quello che accadra’ non si ripercuotera’ comunque sulle nostre vite,grazie ancora una volta Andrea.

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 00:15

Grazie Andrea, anche se non ci conosciamo, leggo ogni giorno i tuoi articoli, mi piacciono molto per come sono chiari, semplici ed… umani. Attraverso le tue considerazioni ho imparato cose nuove di economia e piu’ leggo piu’ resto affascinato da questa materia.
Una volta c’era una trasmissione che si chiamava non e’ mai troppo tardi ed io da ragazzino ogni tanto la guardavo su mamma RAI. Ora ho capito che non e’ mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo, perche’ le opinioni, le discussioni ed i commenti dei tanti partecipanti arricchiscono quella che sta diventando la mia passione del sapere di questa materia.
Il mio carattere, perche’ da qui devo partire, e’ un contrarian di natura, sono cosi’ e cosi’ rimarro’ tutta la vita, sono un testone montanaro e molte volte mi sono chiesto se sono io ad avere un po’ di rotelle fuori posto oppure ha ragione il resto del mondo economico.
Certo che, in questi ultimi mesi ho letto e rimuginato su tante di quelle cose che stanno succedendo nei mercati globalizzati che al momento sono praticamente inebetito.
Ma e’ mai possibile che i terrestri non si rendano conto di chi manovra il pianeta? E’ mai possibile che il potere occulto stia manovrando al rialzo da tre mesi il mercato equity quando dall’anno scorso ad oggi le cose sono solo peggiorate? E neanche di poco. Ma i terrestri prenderanno mai coscienza che il denaro e’ solo una parte della loro vita, la quale passa comunque inesorabilmente, straricco o meno, e che poi i conti si fanno con il padre eterno o per i materialisti con l’inceneritore? Eppure tutti a comprare azioni e poi obbligazioni di societa’ piene di debiti per farsi rivendere la benzina ed il gasolio al prezzo che stabiliscono loro, cosi’ ti fregano due volte.
A questo punto, se proprio me li devo giocare, scommetto su eventi sportivi meno che il calcio.
Comunque, si dice che chi va contro al trend si fa male, va be io sono e rimango uno di quelli, non fosse altro perche’ sono una testa dura e poi perche’ nella vita le scelte di parte dovrebbero essere sempre rispettate, almeno cosi’ ha detto qualcuno tanto tempo fa, mi pare si parlasse di banderuole….
Un cordiale saluto.
Marco

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 09:59

RUBARE LE CARAMELLE AI BAMBINI

Qualcuno si sbilancia e parla fine della crisi in archi temporli di sei mesi, gente tipo Roubini invece prevedono la fine della crisi nel 2011 e dicono anche che negli USA e in Europa potremo toccare punte di disoccupazione di oltre l’11%.
Molti fanno notare che se anche la crisi finisse fra sei mesi, ci vorrebbero almeno due/tre anni per tornare ai valori di produzione del 2007. Ma questa ipotesi sarebbe valida solo se le banche fossero perfettamente risanata e ritornassero a elargire prestiti come facevano prima.

Quando le persone sono colpite da un evento, molto negativo, il primo desiderio di chi è vittima, è quello di cancellare come per magia l’accaduto, in modo da tornare a quello che era “il prima”, le persone cominciano a crearsi un mondo parallelo ideale, in cui proiettano se stessi.
La verità, purtroppo, è che le banche saranno in difficoltà per almeno sette/dieci anni e che staranno attentissime nel dare soldi (loro hanno memoria lunga).

Quando si sono avute le prime avvisaglie della crisi e questa è passata alle borse, io ho personalmente (e casualmente) assistito da dentro un ufficio, della sede centrale di una banca, come ragionano i veri “navigati”. Praticamente hanno venduto tutti subito, uno di loro che aveva più di 30 anni di esperienza mi ha detto con una certezza allarmante “…..ora vedrai come si scende di brutto”.
I più spregiudicati che operano “dentro ” la borsa dagli anni 70′ si sono lanciati massiccianmente sui derivati con opzioni PUT.
Un signore anziano con perenne sigaretta in bocca si è rivolto a me è mi ha detto “…adesso operare al ribasso sarà facile come rubare le caramelle ai bambini “.
Quando, io stupito, ho chiesto i motivi di tutte le loro certezze, uno con gemelli ai polsini mi si è avvicinato è mi ha detto “ma ti rendi conto a che livelli assurdi siamo arrivati…..”.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 11:34

SPECULAZIONE
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La speculazione è l’attività dell’operatore che entra sul mercato nel momento presente, assumendo posizioni il cui esito, positivo o negativo, dipenderà dal verificarsi o meno di eventi aleatori su cui egli ha formulato delle aspettative. Se l’evento aleatorio si manifesterà in linea con le aspettative, l’operazione speculativa avrà esito positivo, cioè produrrà un profitto, nel caso contrario si avrà una perdita.

La differenza con molte altre attività di INVESTIMENTO, anch’esse basate sul concetto di valore atteso, è che nell’attività speculativa il valore atteso non si fonda su stime statistiche robuste, o quantomeno significative, ma deriva da una attività previsiva puramente soggettiva. Si rifà a questa accezione il senso del termine usato in ambito filosofico di “produrre conseguenze da una asserzione priva di solida base”, che nella finanza equivale a dire produrre previsioni senza una solida base statistica. Ciò espone l’operatore speculativo a grandi rischi, i quali possono essere remunerati da altrettanto grossi guadagni.

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 11:41

Capitano,

nel commento #40 in risposta a Idea Lei dice che occorre studio continuo ed intenso per comprendere certe dinamiche.

Mi lasci dire che ciò non sarebbe sufficiente, se Lei non fosse dotato di semplice, sano buon senso.

Il buon senso è la base, se non il tutto, di una corretta etica.

Il buon senso è ‘materiale’ raro.

Grazie per il Suo buon senso.

Mimmo

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 11:49

Un investimento prevede la fiducia nel buo esito di un’impresa a cui si decide di partecipare con capitale di rischio.

Se l’impresa genera profitto si guadagna altrimenti si perde.

Il solo ftto di poter guadagnre dal fatto che un’impresa fallisca è di per se un fatto immorale, per quanto poss essere lecito e regolamentato.

Finchè ci sarà la possibiltà di scommettere al ribasso non ci sarà nessuna etica nel sistema finanziario. Senza se e senza ma.
E come vedete qui non uso alcun condizionale.

ad malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 15:36

Cuculo

premetto fin da subito che la mia risposta e’ solo esplicativa altrimenti poi sembra che c’e’ solo gusto di battibeccare tra di noi, quando invece ti rispetto e ti stimo molto altrimenti neanche ti leggerei e tantomeno risponderei…

La vendita allo scoperto non nasce tanto x esigenze dei venditori o dei cosiddetti ribbassisti quanto da esigenze degli investitori di lungo periodo, senza questi ultimi infatti le vendite allo scoperto non esisterebbero. In realta’ quello che e’ spesso alla base delle vendite allo scoperto e’ l’esigenza o la pretesa (che dir si voglia) degli invesitori a lungo termine, e spesso delle stesse proprieta’ aziendali, di massimizzare il valore delle proprie azioni, che comunque non venderebbero, ricavandone un tasso d’interesse attivo prestandole al venditore allo scoperto che invece punta su un ribbaso dei titoli in questione su un periodo piu’ o meno lungo a seconda dell’operazione svolta. Altre volte ( a dir la verita’ nella maggior parte dei casi) l’attivita’ di vendita allo scoperto e’ finalizzata agli arbitraggi; arbitraggi su indici, arbitraggi x aumenti di capitale, o arbitraggi su strumenti derivati azionari quali opzioni, warrant ecc. Dove l’arbitraggio altro non e’ che sfruttare positivamente un difetto (generalmente minimo) di pricing del mercato. Basterebbe ai possessori dei titoli di lungo periodo non mettere a disposizione i titoli all’attivita’ di prestito x disinnescare i venditori allo scoperto.
Ora mi chiedo, e’ piu’ avido il venditore allo scoperto in questo caso o chi mette in prestito i titoli?

Anche il venditore allo scoperto ha fatto i suoi conti, ma non e’ Nostradamus e anzi spesso ci lascia le penne, ma dei venditori allo scoperto ci si ricorda soltanto durante i crolli, quando tutti quelli che vendono x l’opinione pubblica sono stronzi x definizione.
Ripeto tutto sta nell’etica che ci si mette nel fare le cose, se hai studiato a lungo e capisci che un titolo ha forti potenziali di ribbasso x svariati motivi non vedo perche’ sia immorale vendere allo scoperto, e’ una forma d’investimento come un’altra con gli stessi, anzi piu’ elevati (visto che si paga anche un interesse per avere le azioni in prestito), parametri di rischio x chi fa l’operazione.

il fringuello

Scritto il 6 giugno 2009 at 16:43

ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
Devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
O la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In ciclopi e Lestrigoni, non certo,
né nell’irato nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
Quando nei porti-finalmente e con che gioia-
Toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca-
Raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezza da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Costantino Kavafis

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 18:16

Caro Fringuello,
non è una question tecnica, è una questine ontologica, il male non sta nelle cose, ma nel cuore dell’uomo.

Però ci sono cose, oggetti strumenti che già in se stassi contengono il destino di chi le usa e di chi le subisce.

Ricorderò sempre una scena del film di Montaldo “Il Giocattolo” la frase in cui Vittorio Mezzogiorno dice a Manfredi:
“Guarda che la pistola non è mica un giocattolo. Serve per ammazzare. … se decidi di girare con la pistola in tasca, un cristiano prima o poi lo uccidi.”

Poi possiamo addentrarci nele discussioni più tecniche e vedere che chi ha la forza di pilotare il mercato riesce più facilmente a pilotare un ribasso di un rialzo.
Che quando il mercato è in ipercomprato le cadute sono comunque più repentine delle salite dopo un ipervenduto…

Ma qui il tecnico sei tu (e mi par di capire anche esperto) ed io mi limito a considerazioni generali su quale dovrebbe essere un sistema di regole che mettano al riparo i risparmiatori dagli squali della finanza.

Vorrei poter andare ad investire i miei risparmi presso un gestore che non sia in confitto di interessi con me. Se io guadagno guadagna anche il gestore se io perdo perde anche il gestore.

Vorrei che fosse vietato investire nele materie prime agli operatori non industriali. Avremo un mercato meno liquido, va bene, cui prodest?

Se questo è ancora un sito di finanza etica perchè non si vuole parlare di regole. La discussione su i mercatii solidli è simpatica ma i problemi non si risolvono li.

un saluto
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 19:00

Sulle regole Cuculo straconcordo con te, e’ un mio cruccio ed ho provato in piu’ di un post a metterlo in evidenza, cosi’ come concordo con te sul fatto che il gestore non deve essere in conflitto d’interessi ma in concomitanza di interessi.

Solo regole uguali e chiare x tutti e organi che le facciano rispettare a tutti, non in conflitto d’interessi attuale o potenziale (xche’ chiaro se sono il capo della SEC e alla fine del mio mandao mi prende a lavorare la merchant X nn va mica tanto bene, a me chi lo dice che non ti hanno contattato prima della scadenza), possono riportare ordine in un mondo come quello finanziario ormai in preda al caos. Io Cuculo non discuto gli strumenti, se uno vuole shortare che shorti, se vuole allungarsi che si allunghi, se vuole usare derivati che lo faccia ma nel rispetto delle regole, qui invece sembra che tutte le volte che scoppia una granata cambiano le regole in maniera tale che la prossima volta scoppi un’atomica.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 19:02

Il termometro per misurare la crisi e se il rialzo delle borse corrisponde a sola speculazione ecc. ecc., secondo me è il seguente: Calcolare quanti posti di lavoro sono persi mensilmente in tutto il mondo. Se questo dato va in diminuzione ok, viceversa se la disoccupazione diventa galoppante tutto il resto è pura fantasia. Mik.

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 20:16

RECOVERY PLAN…..

Osservate in questo grafico il successo del recovery plan dell’amministrazione Obama…
ci pensa la realtà a smascherare i venditori di fumo e di parole, abbronzati o non….

http://michaelscomments.files.wordpress.com/2009/06/stimulus-vs-unemployment-may2.gif

ad maiora

Gabriel

PS nuovo ingresso nel già nutrito manipolo di chi si aspetta un futuro inflazionistico ( Buffett, Rogers, Roubini, Faber, Schiff, Kasriel, etc etc ): Nassim Taleb, il “cigno nero”…
una sua consociata ( Universa Investment) ha appena istituito uno speciale fondo, che punta ad un evento avverso molto raro, ma dal devastante impatto, l’iperinflazione ( inflazione a due cifre)….

Io non credo molto all’iperinflazione ( specie in quelle aree economiche sottoposte alla supervisione centrale di Templari ( BCE) e Samurai ( BoJ), ma sono fermamente convinto che IL VERO CIGNO NERO DEI RISPARMIATORI E DEGLI INVESTITORI E’ L’INFLAZIONE INATTESA……

L’inflazione inattesa è cigno nero, corvaccio nero, avvoltoio nero…
la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo….
E’ meglio pulire gli occhiali e puntare i cannocchiali…

utente anonimo
Scritto il 6 giugno 2009 at 21:49

Gabriel,

va bene che oramai l’economia sconfina mell’esoterico, ma anche l’inflazione ha le sue dinamiche e le sue cause.

ci può essere una forte inflazione n una area economica omogenea (USA per esempio) a causa di una svalutazione della moneta dovuta al deterioramento dei fondamentali economici, in questo caso deriva dall’aumento dei prezzi delle iportazioni.

Ci può essre un’inflazione causata da un forte aumento delle materie prime, in questo caso si ha come conseguenza una forte recessione che tende a riportare le materie prime sotto controllo (situazione attuale)

Si ha inflazione perchè in una situazione di espansione economia e piena occupazione crescono i salari.
Oppure perchè per ragioni politiche si alzano i salari più di quanto cresca la produttività.

Quale di questi meccanismi vedi per la prossima inflazione?

ad malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 7 giugno 2009 at 08:35

X gabriel.

Roubini si aspetta si l’inflazione, ma tra uno o due anni, non subito. Prima si aspetta una deflazione.

utente anonimo
Scritto il 7 giugno 2009 at 10:36

TROPPO COMODO
La borsa nell’immaginario collettivo deve solo salire, perchè fa comodo a tutti: ai manager, agli azionisti, ai gestori di fondi ecc.
Tuttavia molte volte sale in maniera speculativa: report gonfiati, acquisti a leva (debiti), ipo stellari truccate e via dicendo.
A quel punto arriva un Soros che vuol riportare il fair value nei listini (che dovrebbe essere la regola per poter parlare di INVESTIMENTO) ed allora tutti addosso allo speculatore che ha affossato la lira, che fatto crollare le borse, che ha distrutto i risparmi specialmente del parco buoi che invece di operare da investitore si muove esclusivamente in maniera emotiva, assumendo rischi assurdi.
Ovvio che ci vogliono regole contro gli speculatori (cioè quelli che, a mio modo di concepire la speculazione, non vogliono il fair value) sia al rialzo che al ribasso, su questo non si discute.
La cosa peggiore che ho visto nei borsini delle banche non è stato nè il panico, nè l’euforia, ma il panico di perdere il treno, il panico del mancato guadagno: COMPRO AL MEGLIO (cioè al peggio).

utente anonimo
Scritto il 7 giugno 2009 at 19:08

Buona domenica a tutti

Molto interessanti i post sull’inflazione, deflazione, speculazione finanziaria ed investimento.

Ma vorrei ricordare, che in questo momento ci sono persone che a causa di questa crisi economico-finanziaria stanno perdendo il lavoro, ed hanno anche famiglia e figli!!! oppure ci sono anche persone che a causa della crisi immobiliare stanno perdendo la casa!!! Chi è la causa di questo!!!!

In questo modello economico è forse una colpa occuparsi della propria famiglia e dei propri affari??? oppure dobbiamo essere tutti degli esperti di finanza-economia????

Come dice il Capitano Andrea al post 69 -La Verità sarà Figlia del Tempo- ed ognuno è responsabile delle proprie azioni. Anche Mussolini CREDEVA ed era CONVINTO di fare del bene!!!!!!

SD

P.S. Se qualcuno ha qualche “idea” per risolvere questi problemi…..potrebbe anche scriverli…..per il resto, forse a molti non importa niente!!!!!

SOSTIENI ICEBERGFINANZA
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
IL NOSTRO LIBRO clicca qui
SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO
Articolo dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
I cibi stranieri importati in Italia hanno provocato quasi un allarme alimentare al giorno. E’ q
Ftse Mib: apre anche oggi in negativo appesantito dalle incertezze legate all'esito delle elezioni
Non so Voi ma io ho la sensazione che da lunedì nulla sarà più come prima, avverto la stessa
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
8 italiani su 10 vorrebbero comprare una macchina elettrica. Sono infatti riconosciuti da quasi tu
Ftse Mib: l'indice italiano si mostra ancora debole appesantito dal dividend day, giorno in cui ci
Dopo una lunga trattativa il 17 maggio 2019 è stato firmato il contratto integrativo 2019/2021 per
Eccoci di nuovo qui, in questi due giorni non c'era nulla di interessante da raccontare dopo que
A scuola di opzioni. Riprendiamo da qua la didattica operativa di base utilizzando sempre i quadern