INFLAZIONE o DEFLAZIONE: L' ETERNO DILEMMA!

Scritto il alle 09:21 da icebergfinanza

 

Ormai è chiaro a tutti, che per quanto riguarda il futuro dell’economia la disfida medievale tra inflazione e deflazione è il punto centrale dell’evoluzione della crisi, una crisi che vede in questo momento mettere in atto alcuni strumenti "non convenzionali" ( per non convenzionali si intende tutto ciò che non riguarda la politica monetaria ovvero l’agire sui tassi ) e che prevede la ormai storica scorciatoia dell’inflazione per aspirare il debito.

Non escludo anche la possibilità di un inedito " Status Quo " nel breve perido anche se è molto difficile che sussista nel lungo.

Perchè l’inflazione contribuisce a ridurre l’onere del debito dal punto di vista reale?

L’inflazione solitamente avvia un movimento di redistribuzione del reddito a danno dei redditi fissi favorendo quindi le rendite e i profitti, in sintesi tutti coloro che hanno la possibilità di adattare i listini e onorari all’andamento della congiuntura economica.

Il drenaggio fiscale inoltre come diretta conseguenza dell’aumento delle aliquote favorito dall’aumento dei prezzi si pone come una pompa aspiratrice nascosta. Tralascio gli effetti di una possibile svalutazione della moneta, che come nel caso degli Stati Uniti, lo scorso anno portò ad un considerevole aumento delle esportazioni.

Oggi ci troviamo all’interno di una grande recessione globale e come più volte sottolineato la grande deflazione giapponese non si è trasformata in depressione grazie proprio alla possibilità di poter continuare ad esportare in direzione di un mondo che continuava la sua crescita.

L’inflazione dovrebbe in teoria dare una mano al debito pubblico anche se non sempre è stato cosi, ma distrugge una buona parte della ricchezza privata dei risparmiatori e aumenta la spesa pubblica che a sua volta mitiga gli effetti dell’inflazione. Non dimentichiamo che se c’è inflazione i tassi aumentano e quindi con essi l’onere del debito pubblico in quanto lo stato dovrà pagare più interessi per poter emettere titoli di stato.

Nella situazione giapponese i risparmiatori hanno sempre coperto il fabbisogno dello stato pur in presenza di tassi a livello vicino allo zero, il che fa supporre che non necessariamente gli stati dovranno aumentare progressivamente il livello dei tassi per attrarre risparmio.

Se il debito viene svalutato in termini reali significa che a un debito originario che resta sempre uguale corrisponde un aumento degli stipendi e dei profitti anche se come abbiamo visto in termini completamente differenti tra i percettori di reddito fisso e non.

Inoltre nella sfera privata un aumento dell’inflazione costringe il percettore di reddito fisso a inseguire i prezzi che aumentano e quindi a veder diminuire il suo poter di acquisto, ma anche a pagare interessi più alti sul debito con ulteriore contrazione della sua "ricchezza".

Queste mie considerazioni, non sono verità assolute, ma solo riflessioni ad alta voce che meriterebbero un confronto; io non sono un economista e cerco solo di comprendere sino in fondo i meccanismi dell’economia, perchè solo nel confronto può esserci crescita personale e maggiore consapevolezza sia nel consolidare la propria idea, sia nel allargare gli orizzonti e provare a vedere un’altra via. 

Comunque sia vi allego alcune considerazioni e visioni di Bill Emmolt ex direttore dell’Economist apparse sul SOLE_24_ORE  dal titolo " L’inflazione non spaventa più " alcune estrapolazioni che portano nella direzione da tempo da me individuata anche se non escludo la possibilità di assistere ad un deflazione di tipo positivo, come quella avvenuta negli anni 1874/1894.

(…) Appena ci saranno segnali di ripresa dell’inflazione, le Banche centrali saranno rapidissime a drenare la liquidità e il mercato dei bond esigerà rendimenti più elevati. Questo ci infilerà in una nuova recessione. La buona notizia è che l’inflazione non tornerà a galoppare, la cattiva è che questo sarà l’effetto della recessione.

Ecco in sintesi riapparire la possibilità di una lunga W con una base di alcuni anni di profonda stagnazione, come evidenziato anche da Paul Kasriel in DUBYA!

Per bilanciare le visioni tra deflazione e inflazione lascio anche queste due analisi del professor Hamilton della UCLA dal titolo:

INFLATION_AND RELATIVES PRICES     MONEY_CREATION_AND_THE_FED

Lei è stato per anni corrispondente da Tokyo. Trova analogie con la crisi giapponese degli anni 90?
La situazione è molto simile, anche se il Giappone aveva il supporto dell’export, mentre ora tutto il mondo sta soffrendo all’unisono. Ma, nonostante una politica fiscale molto attiva, il Giappone non è riuscito a evitare una lunga stagnazione.

Ecco che ritorna il fantamsa della "Lost decade" un fantasma tuttora in azione, dimenticato come tutti coloro che dimenticano il passato.

E il ruolo del mercato? Lo vede ancora centrale in futuro?
Certamente ci sarà maggior regolamentazione, gli investitori saranno meno propensi ai rischi, e i mercati saranno meno attivi nel promuovere la crescita economica.

Alla fine come si uscirà da questa situazione?
Qualcosa succederà, ma non saprei dire né cosa né quando. Dobbiamo essere realisti e ammettere che non siamo in grado di fare previsioni con largo anticipo. Per il momento l’unica buona notizia è che le cose stanno andando male più lentamente.

 

Peter Fisher managing director di BlackRock una delle più grandi società di gestione mobiliari al mondo in una intervista al SOLE 24 ORE:

(…) E poi l’alta inflazione non è dietro l’angolo….l’inflazione arriverà più tardi di quanto si aspetti il mercato. Perchè l’alta inflazione possa tornare occorre eliminare  l’output gap, l’eccesso di domanda rispetto all’offerta.( differenza tra produzione effettiva e potenziale ) Ci vorrebbe la piena occupazione, condizioni di accesso al credito allentate, tutte eventualità che impiegheranno svariati anni per concretizzarsi.

op

QUI Central banks must target more than just inflation

 
 
BANCHE CENTRALI – PERCORSI E OBIETTIVI  ( SOLE 24 ORE )
Sbaglia chi pensa solo all’inflazione

Si deve sostenere la domanda e tornare alla crescita, senza alimentare altre bolle creditizie – TRA I FILONI CRITICI – Per John Taylor, la Fed ha mantenuto i tassi d’interesse troppo bassi; Andrew Smithers sostiene che l’errore è stato consentire la speculazione

Martin Wolf

di Martin Wolf
L’inflation targeting è fallito? Le Banche centrali in buona parte sono riuscite a evitare di finire sul banco degli imputati in questa crisi. Ma questa assoluzione è meritata?
Appena cinque anni fa Ben Bernanke, attuale presidente della Federal Reserve, pronunciando un discorso sulla "Grande Moderazione", il declino della volatilità dell’inflazione e della produzione nei vent’anni precedenti, ne approfittava per mettere in risalto il ruolo benefico di una politica monetaria migliorata. I banchieri centrali si sentivano fieri di se stessi. Ma il risveglio è stato brusco e oggi devono fare i conti con la recessione più profonda dagli anni 30, un sistema bancario tenuto in vita dai governi con la respirazione artificiale, e il pericolo di deflazione. Come ha fatto ad andare tutto così storto?
Non è una faccenda di poco conto. Nell’arco di quasi trent’anni, governanti e studiosi si sono convinti sempre più di aver trovato, nell’inflation targeting, il Santo Graal della moneta a corso forzoso. Era stato un lungo viaggio dai tempi del gold standard del XIX secolo, passando per il ripristino del gold-exchange standard degli anni 20, il caos monetario degli anni 30, il sistema di tassi di cambio regolabili di Bretton Woods degli anni 50 e 60, la fine della convertibilità del dollaro in oro nel 1971 e il targeting monetario degli anni 70 e 80.
Frederic Mishkin, professore alla Columbia, ex governatore della Federal Reserve e convinto sostenitore del targeting monetario, sosteneva, in un libro pubblicato nel 2007, che la lotta all’inflazione è una «strategia, completa d’informazioni, per la conduzione della politica monetaria». In altre parole, l’inflation targeting tiene conto di tutte le variabili rilevanti – tassi di cambio, prezzi delle azioni, prezzi delle case e prezzi delle obbligazioni a lungo termine – tramite il loro impatto sull’attività e sull’inflazione probabile. Ora che ci troviamo a fare i conti con l’implosione del sistema finanziario, quest’ottica non è più plausibile.
Altrettanto screditata è l’idea, collegata a questa e propugnata anch’essa dalla Fed, che sia meglio gestire le conseguenze delle bolle dei prezzi delle attività che farle scoppiare in anticipo. Il professor Meshkin scriveva che «è estremamente presuntuoso pensare che i funzionari pubblici, anche se sono banchieri centrali, ne sappiano di più dei mercati privati su quali dovrebbero essere i prezzi delle attività». Ben pochi oggi si curerebbero di una presunzione del genere, di fronte ai costi delle crisi finanziarie provocate dalle bolle dei prezzi delle attività accompagnate da grandi espansioni del credito ai privati.
La compiacenza verso la Grande Moderazione ha portato prima a un Grande Svelamento e poi a una Grande Recessione. Il settore privato ha trattato il rischio con sufficienza. Ma lo stesso hanno fatto i policymaker.
E dunque quale ruolo ha giocato la politica monetaria? Ho individuato tre filoni critici, tutti collegati fra loro, rispetto alla politica seguita dalle Banche centrali.
Innanzitutto John Taylor dell’Università di Stanford, ex funzionario dell’amministrazione Bush, che sostiene che la Fed ha sbagliato perché ha mantenuto i tassi d’interesse troppo bassi all’inizio di questo decennio, ignorando la regola dettata dal suo omonimo, che mette in relazione i tassi d’interesse con l’inflazione e la produzione. Questo ha provocato il boom dell’immobiliare con successiva, catastrofica esplosione della bolla (si vedano i grafici).
Il professor Taylor sostiene anche che abbassando troppo i tassi la Fed avrebbe spinto anche le altre Banche centrali ad abbassare eccessivamente i loro, generando in questo modo altre bolle in gran parte del mondo. Guardando a posteriori, per fare un esempio, l’autonomia della Banca d’Inghilterra era molto minore di quanto quasi tutti ritenessero: più s’allargava il divario nei tassi d’interesse con gli Stati Uniti, più affluivano capitali vaganti. Questo ha provocato un abbassamento degli standard per l’elargizione del credito e di conseguenza una bolla creditizia.
Il secondo filone è quello di chi sostiene che le Banche centrali dovrebbero concentrarsi sui prezzi delle attività, a causa dei danni colossali provocati dai successivi tracolli. Come osserva Andrew Smithers della società londinese Smithers & Co., in un recente rapporto (Inflation. Neither Inevitable nor Helpful, 30 aprile 2009), «consentendo le bolle speculative le Banche centrali hanno perso il controllo delle loro economie, facendo aumentare sia il rischio d’inflazione che quello di deflazione».
Dunque, quando i prezzi nominali delle attività e i titoli di credito a esse associati perdono il contatto con i redditi nominali e i prezzi di beni e servizi, è probabile che succeda una di queste due cose: o i prezzi crollano, col rischio di fallimenti di massa, depressione e deflazione; oppure i prezzi dei beni e dei servizi salgono fino a un livello coerente con i prezzi elevati delle attività, e in questo caso c’è l’inflazione. Sul breve termine, le Banche centrali spesso si fanno tentare da politiche monetarie non convenzionali, dagli effetti monetari imprevedibili (si vedano i grafici).
Infine gli economisti della scuola "austriaca" sostengono che l’errore è stato fissare i tassi d’interesse al di sotto del "tasso naturale". Questo, secondo Friedrich Hayek, era accaduto anche negli anni 20. Il risultato è un’allocazione sbagliata delle risorse, che genera anche una crescita esplosiva di credito malsano. E quando arriva un periodo di congiuntura negativa – come sosteneva l’economista americano Irving Fisher nel suo libro del 1933, La teoria delle Grandi Depressioni basata sui debiti e sulla deflazione – prende piede la deflazione, fortemente aggravata dalla caduta dei prezzi e dalla contrazione dei redditi.
A prescindere dalla tesi preferita, appare chiaro, a posteriori, che la politica monetaria è stata troppo rilassata. E il risultato è che adesso ci troviamo a dover fronteggiare due sfide: rimettere ordine nel disastro ed elaborare un nuovo approccio alla politica monetaria.
Nel primo caso abbiamo tre alternative: liquidazione, inflazione o crescita. Una politica di liquidazione procederebbe attraverso fallimenti di massa e il collasso di gran parte del credito esistente. È una scelta folle. Una politica deliberata d’inflazione risveglierebbe le aspettative d’inflazione e condurrebbe inevitabilmente a un’altra recessione per poter ripristinare la stabilità monetaria. Resta quindi soltanto la crescita. È fondamentale sostenere la domanda e tornare alla crescita senza alimentare un’altra bolla creditizia. Non sarà facile. È per questo che non ci saremmo mai dovuti infilare in questo ginepraio.
Nel secondo caso, la scelta, sul breve termine, sarà sicuramente "targeting dell’inflazione rafforzato". L’approccio della Fed improntato alla "gestione del rischio", che ha finito col dare una risposta eccessivamente asimmetrica agli shock economici negativi, verosimilmente finirà in disgrazia, mentre salirà in auge la politica del "mettere la prua al vento" ogni volta che i prezzi delle attività salgono rapidamente e a livelli eccessivamente alti, accompagnata da un approccio anticiclico "macroprudenziale" sui requisiti patrimoniali per quegli istituti di credito rilevanti per la tenuta del sistema.
Questa crisi imprevista è sicuramente un disastro per la politica monetaria. La maggior parte di noi – io tra questi – era convinta che finalmente avessimo trovato il Santo Graal. Ora sappiamo che era un miraggio. Questa forse è l’ultima chance per la moneta a corso forzoso. Se non si riuscirà a farla funzionare meglio di come ha fatto finora chissà cosa potrebbero decidere i nostri figli. Forse, per la disperazione, abbracceranno quella che io continuo a considerare l’assurdità dell’oro.

(Traduzione di Fabio Galimberti)

 

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128 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 09:00

CINA: AD APRILE EXPORT IN CALO DEL 22,6%
Ad aprile le esportazioni cinesi sono calate del 22,6% rispetto allo stesso mese del 2008. Lo ha reso noto la Direzione generale delle dogane che ha sottolineato come si tratti del sesto mese consecutivo di calo.

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/CINA-AD-APRILE-EXPORT-IN-CALO-DEL-226/news-dettaglio/3663070

Posto questa notizia sempre per ritornale sulla questione delle famose “luci in fondo al tunnel”.

Oggettivamente anche questa notizia mi pare che siamo in mezzo al buio pesto.

Altrettanto evidente che dati come questo attestino un fortissimo rischio deflazione….se nessuno vende di regola i prezzi si abbassano. O no?
Comunque bene o male si può dire che questa crisi si è mangiata 1/5 almeno del commercio internazionale…
Ma, aggiungo, paesi come l’Italia non hanno puntato da anni su un mercato incentrato sulle esportazioni? Comprimendo quindi il costo del lavoro e automaticamente penalizzando quello che è il mercato interno?
Ora dove esportiamo? Sulla luna?
E a che prezzi si esporta (chi ce la fà ovviamente) vista la situazione ?

Io sono per la deflazione….

Aggiungo un ultimissima cosa….
se ci sarà una spinta inflazionistica dovuto all’aumento dei costi dell’energia, secondo me sarà di breve respiro. Infatti provocherà un aumento dei costi di produzione che si tradurrà automaticamente in minori volumi di vendita…..e a cascata una nuova fase recessiva. Sbaglio?

Senza contare il fenomeno della DEBT DEFLATION di cui parla sempre il Capitano….da li tutto parte…troppi debiti…necessità di rientrare…..meno consumi….spirale recessiva/deflattiva…..

ALLA FINE SIAMO SEMPRE LI: DEFLAZIONE.

Il mozzo di terza

Scritto il 12 maggio 2009 at 09:20

Vorrei ribadire una cosa a cui tengo.

Le analisi di Icebergfinanza saranno sempre e sottolineo sempre condivise con tutti, mi sembrava giusto che alcune magari più articolate siano anche un piccolo riconoscimento per chi contribuisce anche alla “manutenzione” del blog e non capiterà mai che questo blog diventi un club esclusivo.

Coloro che le hanno ricevuto sanno che in percentuale sono forse il 5 % di quello che è liberamente consultabile da tutti e quindi si tratta solo di un piccolo riconoscimento, poi per esempio di inflazione e deflazione se ne parla tutti i giorni in tutte le maniere.

Grazie a Voi tutti specialmente e non finirò mai di ribadirlo per il clima che si è creato, un clima che gratifica oltre, e chi mi conosce lo sa bene, qualsiasi contributo economico.

Se inviate un bonifico Vi sarei grato se mi mandate una mail in modo che possa rispondervi automaticamente.

Andrea

Scritto il 12 maggio 2009 at 10:29

Il dibattito tra deflazione o inflazione non è secondario e per pochi economisti, perche’ influenzerà pesantemente la vita, il lavoro e le scelte di investimento di tutti noi. Come sostiene l’autore del blog la logica farebbe pensare ad una lunga deflazione giapponese. In sostanza un riavvicinamento tra valori delle merci e capacità di reddito delle persone (non drogato dal debito).
Daltro canto una politica di bassi tassi e di indebitamento pubblico con stampa di carta moneta non legata a valori reali fa anche pensare ad un futuro di iperinflazione. Cioè l’esatto contrario della deflazione.
Queste forze contrarie dovrebberò determinare nel breve periodo (2010/2011) un “giusto” prezzo di equilibrio: “Status Quo”.
Poi si vedrà…

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 11:01

E il Trucco Riusci’.

Leggendo la maggior parte dei commenti si evince che l’ipotesi piu’ quotata sia quella di un ritracciamento in area 750 di S&P x poi ripartire verso mete lontane.
Ovviamente un analista tecnico come fine come Mas guarda ad Eliott (e le storie tese :-)) e vede onda 5 Mas xo’ tu sai da manuale di analisi tecnica (J.J Murphy) che un Bear market secolare x Eliott puo’ arrivare sino a 3 movimenti ciascuno con la sua onda 5, e un movimento di rimbalzo puo’ avere massimo onda 3. Quel 750 di cui tutti parlano segnerebbe invece gamba 2 di un testa e spalle rialzista (tecnicamente piu’ semplice) che renderebbe tutti piu’ confortevoli e ottimisti nell’aver individuato il segnale di inversione del trend. Badate bene parliamo solo di azionario, e se anche i piu’ scettici si presenteranno a comprare a 750 su una speranza tecnica allora bisognera’ davvero dire E IL TRUCCO RIUSCI’.

Tutto cio’ naturalemte nulla ha a che vedere con i Fondamentali e con la sconsolante realta’ che tutti i giorni ci si para davanti agli occhi, con le esigenze di milioni di disoccupati e su come il sistema dovra’ risettare il suo sistema produttivo verso il basso deflazionando. L’esigenza primaria del cittadino in questo momento e’ ridurre i consumi e trovare prezzi piu’ bassi (e se non uscite di casa e andate a fare la spesa mica lo vedete quanti 3×2 e offerte 50% di sconto ci sono in giro su qualunque tipo di bene) nel tentativo di vedere immutato il proprio potere d’acquisto e continuare a generare o a preservare quella piccola porzione di risparmio di spesa (fcf) a servizio dei debiti che ha contratto. Le aziende dal canto loro tagliano posti di lavoro e sperano in un contenimento dei costi delle materie prime nel tentativo di lasciare invariata la marginalita’ causa abbassamento dei prezzi alla vendita. Sul tutto il mondo del credito che non offre piu’ la stessa mole di prestiti che forniva in precedenza e cosi’ facendo influisce negativamente sui consumi da una parte e sugli investimenti dall’altra.
Se la situazione nel settore della disoccupazione non viene vista in miglioramento sino al 2012 (dove x miglioramento si intendano dati col segno +) sara’ inevitabile un drastico calo dei volumi del venduto e un continuo deterioramento degli utili aziendali, che se si trasformeranno in perdite costanti influiranno anche sui valori di libro in maniera consistente.

Ora da buoni marinai se siamo esperti in onde giusto surfarle tutte, ma se siamo esperti in Maree sappiamo dove stiamo andando e’ per questo che io vedo l’spx in area 400 (ora che sia 460 piuttosto che 390 poco importa) sposando la teoria deflazionistica che e’ quella che farebbe meno danno al lavoratore/risparmiatore (e impedirebbe anche moti di insurrezione sociale che un fenomeno iperinflattivo in questo contesto invece porterebbe con se) ma mica domani e neanche a fine anno… ma a questi livelli opportunita’ ghiottissime il mercato azionario nel suo insieme ( su singoli casi si puo’ sempre discutere) non ne sta offrendo a mio modo di vedere e non saranno ghiottissime neanche a 750.

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 11:20

Ormai sono mesi e mesi che sono imbarcato nel Veliero di Andrea e seguo tutti i commenti lasciando di tanto in tanto anche i miei quando penso possano arricchire la discussione.

Noto due fenomeni: il primo è che la Borsa viene gestita, usando le parole di un noto economista, come vessillo ideologico della “ripresa si” e “ripresa no” quando in realtà essa coinvolge meno del 5% del tessuto produttivo di un paese. E spesso viene manovrata solo per farne una “grancassa mediatica”.

La seconda osservazione è sul ruolo che noi, nella veste di Consumatori, possiamo avere nella gestione di una sana dis-inflazione, prima ancora di una deflazione. Mi riferisco ad esempio a tutti quei beni che sono aumentati tantissimo nei mesi passati (pane, pasta, zucchero ma anche le case) e che noi con scelte consapevoli possiamo far calare per tornare a prezzi ragionevoli, scegliendo ad esempio tra diveri produttoridi pari qualità quello meno che meno ha speculato sull’aumento delle materie prime dello scorso anno (ricordate?).

Poi dopo aver avuto una dis-inflazione (semplicemente un ritorno a prezzi davvero di mercato) si potrà avere anche una deflazione.

Un grande grazie a tutti Voi e ad Andrea in particolare per la sua ospitalità e il notabilissimo lavoro che sta facendo.

Il Delfino

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 11:25

q

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 11:27

Fringuello,

lasciamo perdere le onde, di Elliot o di altri, funzionano bene solo per spiegare le cose a posteriori.

L’analisi fondamentale è un’altra cosa. Tu stai dicendo che vedi l’orologio dell’economia andare indietro fino ai primi anni ’90 e mi sembra che non ci siano i presupporti perchè comunque in questi 15 anni di ricchezza se ne è creata più di quanta se ne sia distrutta.

Una crescita reale economica del 50% in 15 anni è un dato accettabile e sostenibile (anche se nella realtà siamo stati sulle montagne russe tutto il tempo). questo dato è compatibile con un S&P500 tra 700 e 800. Questo non vuole dire che da li si riparta per fare un raddoppio in 36 mesi perchè non è realistico e se ricapita sarà la n-esima bolla.
Penso che se sitroverà il modo di regolare l’accesso al mercato limitando la leva ed depotenziando gli strumenti speculativi si potrà pensare a ritmi di crescita che portano ad un raddoppio della ricchezza in circa 10 anni.
Il che poi vuol dire che per un ritorno ai massimi del 2007 ci vorrà un decennio.
Ti pare abbastanza prudente e conservativo come approccio o sei veramente orientato alla catastrofe recessiva ovvero reale e sostanzaile riduzione della ricchezza disponibile?
E’ uno scenario da dopoguerra con impianti produttivi e infrastrutture distrutte.

Però magari hai ragione ed l’intuito unito all’esperienza ti portano nella direzione giusta.

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 11:45

Notizia interessante dal tunnel:

Il FMI nel suo rapporto odierno “sposta” per l’europa l’uscita dalla crisi non più alla fine dell’anno…ma ai primi mesi del 2010.
E per di più auspica ulteriori interventi statali: bad bank per ripulire le banche….misure fiscali coordinate tra gli stati per rilanciare la domanda…..insomma chiede quello che non è stato fatto finora e che politicamente sarà difficile ottenere…visto che le casse degli stati sono state duramente colpite….sarò un facile profeta ma questo è il mio modesto giudizio.

Per quanto riguarda l’Italia l’FMI conferma il -4,4% sul pil di quest’anno e parla di un (meno) – 0,4% per l’anno prossimo…….ricordo a chi lo avesse dimenticato che solo 15gg fa l’FMI ci accreditava di un (più) +0,1% per il 2010. Quindi ulteriore peggioramento con buona pace dei “peggiopassatisti”….ovvio che ci sarà tempo per prossime ulteriori revisioni al ribasso.

Un altra cosa…..ricordo a coloro che sono iscritti al club del “mal comune mezzo gaudio” che:

-In Italia il PIL è andato sotto del -1% nel 2007

-Ci avviamo al -4,4% o peggio sul pil di quest’anno.

-Secondo il FMI si farà un altro -0,4% sul pil l’anno prossimo…e secondo me c’è tempo per revisioni al ribasso….

– Non si dimentichi mai che dal 2001 al 2006 non abbiamo mai avuto una crescita superiore allo “zero virgola”….

A me tutto questo fa paura…

Il mozzo di terza

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 11:51

Correzione al post precedente:

Naturalmente volevo dire che il Pil in Italia è andato sotto del -1% nel 2008 (non nel 2007) farà un -4,4% quest’anno e farà un altro meno nel 2010…..

Aprofitto per darvi il link sul nuovo raporto FMI
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/05/fmi-recessione-europa.shtml?uuid=849ff976-3ed9-11de-ba8c-3a0bbabe348d&DocRulesView=Libero

Il mozzo di terza

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 11:55

Non è un tiro alla fune, sia l’inflazione che la deflazione sono due cose estremamente pericolose.
Conosco poco la deflazione e vedo che molti si rallegrano e quasi la invocano!
Cari signori la deflazione vuol dire prima di tutto DISOCCUPAZIONE.
Gli unici che possono guardare la deflazione con tranquillità sono gli impiegati statali (italiani), ma se la crisi si fa profonda, potrebbe succedere quello che è successo in stati molto più ricchi e meno indebitati di noi, cioè non vengono pagati gli stipendi per mesi e in ogni caso vengono pagati in modo ridotto e con fortissimo ritardo.
In stati tipo Ucraina e Irlanda sta succedendo qualcosa di simile, se non vi sarà inversione la Spagna e la Grecia avranno lo stesso problema.

E’ pure ovvio che ad un certo punto la crisi toccherà il fondo e da quel momento si comincierà a salire, forse attraverseremo un nuovo ciclo di forte sviluppo.
Ma il dilemma è quanto profonda sarà la recessione.
Mai come oggi, lo scenario futuro è apparso così articolato e di difficile lettura

In Spagna già stanno allacciando le cinture di sicurezza e si preparano ad un 25% di disoccupazione! (oggi sono già al 18,1%)
Il paese Iberico sembra il canditato ideale a una crisi profondissima (insieme a Inglilterra e Grecia), se in questo natale ci sarà un ulteriore crollo dei consumi gli Iberici saluteranno l’anno nuovo con una disoccupazione al 22%.
Considerate che con una disoccupazione al 27-28% la Spagna collasserà.
Ma state tranquilli che paesi apparentemente forti come la Germania e la Svezia non stanno messi meglio, (la Francia e l’Inglilterra sembrano essere sull’orlo della crisi “di nervi”).
Non solo la finanza ma anche
tutto il modello fondato sulle ESPORTAZIONI è andato a farsi benedire.

Molti prevedono che finanche il petrolio, nei prossimi ventiquattro mesi, scenderà stabilmente sotto quota 30 dollari con puntate che potrebbero toccare anche i venti dollari.
Se andate a Dubai vi sembrerà di essere in una situazione surreale, tutto bloccato, cantieri abbandonati, alcuni negozi cominciano ad avere le saracinesche abbassate.
Già si comincia a parlare di cosa fare dei palazzi non ultimati e delle auto abbandonate all’aereoporto!
C’è gente che si era trasferita a lavorare negli Emirrates che ha lasciato l’automobile ed è fuggita notte tempo, inbarcandosi sul primo aereo.
Da quelle parti con un assegno non coperto o per debiti si va in galerà!

Ma state stanquilli, dopo che fallirà General Motors, dopo che sarà fallita anche la General Elettric e dopo che le banche avranno chiesto l’ennesimo rifinanziamento.
Dopo che la Russia e il Venezzuela si saranno fatti un’altra “passegiatina” sul baratro della crisi totale, state certi che dovremo pur ripartire, del resto non può piovere sempre.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 12:01

Cuculo scusa ma credi che il Giappone sia andato da 40000 punti a 5000 dagli anni 90 ad oggi e c’e’ stata una nuova Hiroshima?

Carta si parla di carta, stiamo valutando della carta a multipli che ad oggi se facciamo 45 gli utili dell’S&P quest’anno sta a 21x che ti sembra poco? a 750 farebbe 16.5 x ti sembra sempre poco? … la carta come forma castelli cosi’ si accartoccia.

Quello che dico e’ che se vuoi surfare un’onda e sei bravo a farlo grande… ma x non essere travolto dai prima un’occhio alla marea, tutto qui.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 12:06

Montecristo:

ho previsto questa crisi con largo anticipo,quando a marzo si sono toccati i minimi del mercato e il mondo sprofondava nel pessimismo più cupo, la mia mente era già orientata per un rimbalzo del 50,60% dei mercati finanziari, non ti voglio raccontare delle mie esperienze di previsione del passato altrimenti mi scambiereste per ” Nostradamus” ,opero in borsa da 13 anni , ne ho viste di tutti i colori ma oggi questo mercato sembra quasi dominato da forze “aliene” o paranormali , un ritorno sulla terra invece si avrebbe solo con una correzione dell Sp500 verso i 790 punti.

Scritto il 12 maggio 2009 at 12:10

Ciao Cuculo, credo che la crescita in questi anni sia stata contrassegnata più da un incremento di un’economia di carta che da un incremento dei un’economia reale che ha prodotto in realtà un impoverimento delle classe medie.

E’ significativo inoltre osservare come il PIL americano senza il supporto della ricchezza estratta da una sorta di economia virtuale, ovvero la crescita del valore delle abitazioni sarebbe stata essenzialmente recessiva dal 2001 in poi, anche perchè dopo la lunga fase di crescita dagli anni ottanta sarebbe stato naturale assistere ad un ridimensionamento del ciclo economico.

Se guardiamo in profondità, negli ultimi anni, il dogma del breve termine ha portato ad sottovalutare l’importanza della ricerca e dell’innovazione, con risorse dirottate in larga parte ad una eccessiva accumulazione dei patrimoni.

Fondamentalmente non sono giustificati in alcuni maniera i valori attuali ne quelli che in prospettiva qualcuno evidenzia anche perchè in questi anni gli utili sono stati gonfiati dalla finanza creativa e da fattori unatantum che difficilmente si ripeteranno nel breve termine.

Buona giornata Andrea

Scritto il 12 maggio 2009 at 12:17

#3 complimenti…
davvero interessante il tuo sito..ti ho già inserito nei preferiti!!…
l’hai visto capitano!?

Buona giornata a tutti…
Valentina

Scritto il 12 maggio 2009 at 12:25

Certo Compasso, la deflazione è la più terribile dei fenomeni economici, ma si sta cercando di evidenziare la possibile realtà.

Solo la Grande Depressione ha scavato un solco nella storia dell’uomo, la Grande Deflazione giapponese e la Deflazione “buona” degli anni 1874 e 1894 hanno avuto epiloghi diversi; il problema è che si parla sempre di due estremi, anche perchè tra la deflazione pura o iperinflazione resta sempre la soluzione di una normale inflazione o deflazione, una sorta di equilibrio che ciclicamente viene rotta in una dimensione o nell’altra.

Storicamente non si è mai assistito ad una fase di inflazione o iperinflazione che abbia seguito una crisi profonda sia essa economica che finanziaria, in quanto la deflazione è il riflesso condizionato di una recessione.

Iperinflazione di Weimar, l’inflazione della seconda guerra mondiale e la Grande inflazione sono fenomeni unici che derivano da altri fattori, guerra, inconvertibilità, petrolio etc.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 12:27

Montecristo:

Una cosa si è capita che la maggior parte delle persone che frequenta questo bloog è dotata di un’attenta analisi di quello che succede nel mondo reale e finanziario,dunque cercate di fare commenti basati sulle vostre personali visioni piuttosto che riportare interviste ed articoli che si trovano facilmente sui vari siti finanziari, di quelli se ne hanno già le p…e piene.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 12:44

Compasso ci ricordi che deflazione vuol dire Disoccupazione.

Ma la disoccupazione gia’ c’e’ e’ un dato di fatto ed e’ vista in continuo peggioramento… e’ una tragedia umana che si consuma giorno dopo giorno, nessuno auspica ciascuno sceglie x il peggiore dei mali in tempi bui… fosse stato x me avrei scelto un mondo mooolto ma moolto diverso da questo, ma questo e’ e con questo bisogna misurarsi nel tentativo disperato di migliorarlo x i nostri figli cercando di subire da parte di tutti il minor male possibile…

Guarda, x dirne una, oggi un noto Broker USA upgrada tutto il settore bancario spagnolo, in un paese dove tu ricordi il tasso di disoccupazione e’ al 17.5% ed e’ visto al 21% nel 2011 dove le insolvenze continuano a segnare nuovi massimi e la crescita economica ha prospettive fortemente negative ma mica xche’ lo diciamo noi xche’ lo dicono loro stessi e gli organismi Internazionali… Ora mi spieghi che senso ha?

Certo che prima o poi finisce ma spero che alla fine avremo migliorato qualcosa, qui parrebbe invece che si speri finisca e se poi il sistema sara’ peggio di prima chi se ne frega, meglio l’ennesima bolla di sapone che una dura ma solida realta’?????

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 12:58

Andrea, anche se conta poco, non posso che esser daccordo col tuo commento precedente ma proprio al 100%.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 13:03

Sembra fuori tema ma…

sarà mai possibile VIETARE alle banche d’affari di emettere giudizi sulle società quotate per pilotare il mercato e speculare sul risultate dei prori upgrade-downgrade.

Da tutti i punti di vista dovrebbe essere illegale. In Italia si chiama aggiotaggio o turbativa di mercato non so in US.

Una banca d’affari che compra e vende azioni dovrebbe invece in modo trasparente dire cosa ha in portafoglio , cosa ha comprato e cosa venduto.

ad malora
Il Cuculo

Scritto il 12 maggio 2009 at 13:17

Certo Cuculo pure conflitto di interesse si chiama, il problema è la mancanza di psirito critico, ma mancanza di consapevolezza, se una mandria di bisonti si lancia nessuno si ferma, qualunque sia la direzione.

Che dire poi dell’anomalia, banche centrali e azionisti e dell’intreccio italiano media finanza e politica.

questa la prendo dal libro, direttamente……..

” Per continuare a pensare e desiderare un mondo migliore, abbiamo bisogno di stare fuori dall’acquario del pensiero comune, e dalla sua enorme forza di persuasione. Probabilmente i pesci dell’acquario pensano che quello sia l’unico mondo possibile. Noi invece sappiamo che non è così, anche se l’acqua che ci permette di vivere – quella dell’acquario appunto – è anche quella che ci tiene prigionieri.” di Miriam Giovanzana

Andrea

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 13:22

Io concordo con il mozzo #1.

Lo scenario in effetti è deflattivo, ma ciò è vero sul medio-lungo termine.

Nel breve, se dovesse verificarsi una ripresa o una parvenza di essa, vedo molto probabile una spinta inflazionistica molto rapida sulle materie prime e sul petrolio, solo temporanea però e sufficiente ad innescare una nuova recessione perchè andrebbe ad agire sui costi di una struttura produttiva già debole e sfiancata dalla precedente recessione finanziaria e quindi poco resiliente a forti variazioni dei prezzi delle materie prime nel breve.

Questa nuova recessione darebbe un ulteriore botta e a questo punto vedrei molto probabile il raggiungimento degli obbiettivi a 400 che il fringuello cita per lo S&P.

Io quindi non vedo una W, bensì un qualcosa di simile a WL dove la quarta gamba della W non c’è proprio: down, up, down, low.
Oppure altre gambe sempre più piccole prima di raggiungere il bottom finale.

E nell’ultima fase (quella “low”) la deflazione avrebbe tutto il tempo e il modo di operare la sua opera devastatrice sull’economia e sulle persone, come già descritto da altri nel blog.

In sostanza fino a quando gli organi istituzionali (Fed, Tesoro USA, FDIC, stati sovrani, FIM) si ostinano a puntare e pompare il vecchio sistema del turbo-capitalismo (come sta succedendo oggigiorno) questi ritorni di fiamma saranno sempre presenti e produrranno spikes di fiducia infondata e insensata le quali a loro volta comporteranno solo nuove cadute a livelli sempre più bassi.

Bisognerebbe improntare le manovre sul lungo termine pensando non ad una ripresa futura per un ritorno ai livelli passati (insostenibile) bensì ad un ridimensionamento sostenibile, sano e duraturo … ma purtroppo penso che servirà molto tempo prima che possa entrare nella testa della gente e dei nostri governanti.

Solo il tempo ci saprà dire quando arriverà il tempo di questa consapevolezza (forse dopo il 2012, come piace tanto a Montecristo nelle sue visioni Maya).

Ciao ciao

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 13:33

Berlusconi ha raggiunto un agreement con il governo egiziano su un pacchetto di 22 accordi bilaterali.

Tra questi lo sfrtuttamento di risorse oil&gas e la costruzione di un’autostrada tra Egitto e Italia che passa per Alessandria (d’Egitto, suppongo ;-))

Un’autostrada dall’Egitto all’Italia ????? … forse ho letto male, almeno spero perchè l’idea è talmente bislacca che si commenta da sè.

Forse la traduzione è errata e voleva intendere gasdotto o oleodotto, mi sembrerebbe più logico.

Hunter76LIma

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 13:53

CARO Fringuello #4
Consentimi una premessa: un analista tecnico puro dovrebbe limitarsi a guardare grafici ed indicatori incurante di tutto il resto,io invece (forse perchè non sufficientemente bravo) tento per quel che posso di cercare conferme nell’analisi fondamentale .
Nel mio post in cui ho cambiato view non c’è traccia di Elliott od onde ,ma solo di considerazioni di tipo fondamentale.
Detto questo, scusami ma non sono riuscito bene a capire cosa intendessi riguardo le onde, comunque vorrei ricordarti (se ho ben capito l tuo discorso) che un onda 5 conclusiva è sempre in 5 movimenti e non in 3.
Ciao.

Mas

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 14:09

Grande Andrea abbiamo un assaggio, e che assaggio…

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 14:18

Si Mas esattamente scusami, come dicevo fine analista tecnico, 5 di 5

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 14:38

Montecristo.

Mi sono scocciato di leggere e d’informarmi come ho sempre fatto,traggo solo una conclusione da tutto questa pazza euforia,o ci vengono fornite notizie false sulla reale situazione economica ,allora il mercato continuerà a salire,o è stato tutto un trucco e il mercato crollerà di botto.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 14:39

a

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 14:49

Se, come evidenziato nell’articolo, l’unica via di uscita da questo ginepraio è tornare alla crescita, allora stiamo proprio freschi.

VIsto e condiderato che possiamo tranquillamente prendere il volume dell’economia del 2007 come massimo assoluto di tutti i tempi a venire, voglio propio vedere come pensano di tornare a “crescere” per un periodo di tempo superiore al paio di anni, prima di inzuccarsi di nuovo nel tetto inespugnabile della scarsità energetica, che nel frattempo si sarà abbassato ulteriormente.

QUi mi sa tanto che un po’ tutti, ma in particolare gli economisti, non hanno ancora la più pallida idea che a guidare il mondo è l’energia, non come ci scambiamo dei pezzi di carta.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:04

Jekyll Island , (un nome che la dice lunga) è il luogo dove quasi 100 anni fa in gran segreto si riunirono i banchieri di Wall Street per discutere della creazione della banca centrale, dallo stesso luogo oggi Bernanke promuove gli stress test e si gode il plauso dei mercati e del Fmi.

Mas

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:12

May 12 (Bloomberg) — Paul Krugman, Princeton University’s Nobel Prize-winning economist, said global economic prospects don’t justify the two-month rally that has restored $8.9 trillion to stock markets around the world.

Speculation government spending packages and interest-rate cuts worldwide will reinvigorate the global economy has helped the MSCI World Index rally 37 percent since falling to its lowest since 1995 on March 9. The U.S. Standard & Poor’s 500 Index surged 34 percent in that time.

“It looks to me now as if the markets are now pricing in a rapid recovery, that they’re pricing in a V-shaped recession, which I consider extremely unlikely,” Krugman, 56, said at a forum in Shanghai today. “The market seems to be looking as if this is going to be an average recession, but it’s not.”

Krugman, who won the 2008 Nobel Prize for economics, joins New York University’s Nouriel Roubini in calling for a more cautious outlook on growth. Roubini said last week analysts expecting the U.S. economy to rebound in the third and fourth quarter were “too optimistic.” Nassim Nicholas Taleb, the author of “Black Swan,” said the current global crisis is “vastly worse” than the 1930s.

The International Monetary Fund said on April 22 the global economy will contract 1.3 percent this year, downgrading its January projection of 0.5 percent growth. A recovery will take longer than normal because the slump was precipitated by a worldwide financial crisis, the IMF said.

Stimulus Packages

Governments around the world have announced spending packages and cut interest rates to lift the global economy out of the worst slowdown since the Great Depression. The Group of 20 industrialized economies has already pledged more than $2 trillion, according to data compiled by Bloomberg.

“Some of the measures that have been taken to deal with the crisis seem to be predicated on the belief that this is going to be a short, short recession,” Krugman said today. “Everything says that’s wrong, that this is going to be a sustained period of weakness.”

The economist wrote in a New York Times editorial on April 16 that the “green shoots” for a recovery being cited by government officials and investors could “breed a dangerous complacency.”

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:13

scusa VALENTINA…..
ma di che sito stai parlando ????

metti il link !!!

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:16

Montecristo:

Greespan affermò nel suo libro “l’era della turbolenza” i crolli di borsa sono completamente imprevedibili e ricordava che nel crollo dell’87 anche lui uomo navigato , fino al giorno prima del crollo non ebbe nessun presentimento,fu come un fulmine a ciel sereno.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:21

#31
Il sito è raggiungibile cliccando sulla casetta al termine del commento #3

Mas

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:32

Caro Montecristo #32,
Greenspan è un bel furbacchione.
Non sarà perchè il Dow è passato dall’agosto 1982 all’agosto 1987 da quota 780 a quota 2722 ?

Mas

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:38

Montecristo:

Caro Mas, Greespan ha fatto di certo i suoi errori , ma al confronto ai protagonosti di oggi per mè è stato un genio.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:43

Montecristo:

Vedendo i personaggi di oggi io dico: magari ci fosse ancora Greespan.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:49

Montecristo:

Comunque io come più volte ripetuto mi aspetto un crollo dei mercati, sono solo sensazioni personali ma d’ora in poi non farò più commenti su questo mercato schizzofrenico,finirei per ripetermi.Saluti a tutti

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:51

A mio parere è con Greenspan e con i soldi a debito per tutti che è iniziata la politica delle bolle .
Ne stiamo ancora pagando le conseguenze.
Paul Adolph Volcker è stato l’ultimo presidente della Fed degno di tale nome.

Mas

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:55

NO PERCHE MONTECRISTO TI SEGUO CON INTERESSE NON ASTENERTI, SE E COME DICE ANDREA CHE I RIALZI SERVONO PER FAR FARE GLI AUMENTI DI CAPITALE ALLE BANCHE USA, I RIALZI CERCHERANNO DI FARLI PROSEGUIRE FINO AD ALLORA. PAOLO

Scritto il 12 maggio 2009 at 15:58

ciao #31 ti ha già risposto Mas…

non lo conoscevo, a me è piaciuto
e lo condivido…

http://gasalasco.blogspot.com/

p.s oggi sono particolarmente contenta…un nostro “vecchio” compagno di viaggio…al quale ho inviato una e. mail, perchè non mi era piaciuto come ci aveva lasciati…
mi ha risposto….dal posto lontano dove si trova non può proprio seguirci…ma mi dice di sapergli dire come va a Trento…
iceberg rimane sempre scritto in ogni cuore….
Capitano lo chiameremo per salutarlo vero!….
Valentina

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 15:58

Montecristo

Forza Greespan

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 16:02

Montecristo:

Grazie Paolo della considerazione ma in questa farza continua io ritengo di fermare la mia ricerca incessante della verità.Ciao

Scritto il 12 maggio 2009 at 16:28

Greenspan è un ideologo che ebbe un’intensa relazione intellettuale con una certa Ayn Rand autrice di racconti con alla base una filosofia libertaria che celebra l’egoismo e l’avidità come forze positive che ispirano la razionalità dei comportamenti, un salotto dove si intrecciano filosofia, politica e sesso.

Questa immagino che non la conoscevate.

Poi ognuno ne tragga le proprie conclusioni……avidità e egoismo sana visione della vita!

Andrea

Scritto il 12 maggio 2009 at 16:57

Sei un “pozzo” di conoscenza Capitano…questa non la sapevo proprio!!!…

dici bene…una visione sanissima della vita!!!
Ciao
Valentina :-)

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 17:06

GRANDE DEPRESSIONE E GRANDE RECESSIONE
Crisi del 29:
disoccupazione 25%
calo produzione industriale -50%
wall street -88% (valore residuo 1/8)
In questa crisi si stima di arrivare a:
disoccupazione 12,5%
calo produzione industriale -25%
dunque il minimo dei mercati andrebbe visto fra 1/3 ed 1/4 del max (S&P 550)

short time…

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 17:12

WALL ST. TRADITA DALLE DUE SORELLE DI DETROIT
di WSI
Il mercato vira in negativo a meta’ seduta. Si fanno molto pesanti i cali di Ford e GM. Bene invece i titoli difensivi, come farmaceutici e alimentari, e il settore energetico sulla scia dell’apprezzamento del greggio.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 17:38

ANCORA inviolata la resistenza 935 di inizio anno, tutti gli scenari rimangono aperti, forse la tarda primavera sarà la fine e non l’inizio della ripresina…

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 17:51

a giugno le semestrali di cassa di stato e comuni …

e noi distratti da berlusca e veronica ….

si salvi chi puoooo

bohhhhhhh

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 18:53

Montecristo:

Ciao Andrea, pur avendo una considerazione diversa su Greespan siamo arrivati alla stessa conclusione sui mercati finanziari. ciao

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 18:59

Montecristo:

Greespan seppur abbia sbagliato lo ha fatto in buona fede,oggi invece è diverso.

Scritto il 12 maggio 2009 at 20:30

Se posso dire la mia sarà inflazione, di brutto.
Adesso bisogna cercare di salvare l’economia e penso che solo intensificando al massimo il credito al consumo si possa tentare qualcosa di serio. Altrimenti è una partita persa in partenza

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 20:33

#48 probabilmente ti sarai distratto tu con il berlusca e la signora io sono preoccupato da mesi e continuo a peggiorare la mia visione sull’Italia.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 20:44

#48 per quanto può valere guarda il confronto :
S&P 500 performance 12 mesi -34,73%
S&P/MIB – 41,25 in 12 mesi.
ma dove ricollocheranno la marea di disoccupati?

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 20:47

#48 il problema minore e’ ora ma tra uno o 2 anni quando finiranno gli ammortizzatori sociali e molti dei risparmi allora inizieranno purtroppo i veri problemi.

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 21:01

Altro confronto se come dite la Spagna e’ conciata malissimo come vi spiegate:
MIB 30 -39,67 in 12 mesi
IBEX 35 -31,22 in 12 mesi

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 21:12

Scusa #51 se e’ uno scherzo e’ di pessimo gusto…

e poi, sara’ inflazione di brutto adesso bisogna salvare l’economia tuffiamoci nel prestito al consumo? e sul sito che indichi prestiti online? Andreaaaa

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 21:15

#53

avete mai sentito dire che ci sono dei lavori che gli Italiani o gli Europei non vogliono più fare?

Andate in una fonderia in val Sabbia (BS) e cercae un operaio italiano.
Cercate una badante italiana.
Cercate un Taxista Francese a Parigi o Inglese a Londra (in Italia sono una strana lobby).
Cercate un nfermiera Svizzera in Svizzera.
A Milano bar e parrucchieri stanno diventando tutti cinesi.
A Savona un bando per l’assunzione di 40 operatori portuali ha ricevuto 8 domande.

La domanda è un’altra.

Cosa ci facciamo con decine di migliaia di laureati in “scienza dell comunicazioni”
Cosa ci facciamo con decine di migliaia di ragazzi che vano a fare i commessi ei entri commerciali e non imparano nulla
etc. etc.

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 21:33

Il Cuculo #57 concordo con il fatto che gli Italiani ed Europei non vogliano fare più certi lavori.

Forse la domanda è posta nel modo sbagliato…… Perchè gli Italiani ed Europei dovrebbero lavorare???? forse per pagare i “danni”, o i debiti fatti da qualcun’altro (quà nessuno e fesso…ok).

Tutto finisce, basta aspettare ed osservare…..ad intenditor poche parole.

Ah…per 3.000 euro al mese vado io a lavorare in fonderia a Brescia. Basta chiedere.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 21:37

SD

mi dispiace sono 1.200 al mese (facendo i turni) quando il mercato tira ci sono anche gli straordinari però

ciao
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 22:02

Il Cuculo #59. Affare fatto 1.200 + 1.200 spese varie, siamo a 2.400 euro al mese (sarei arrivato a 2.500 ma ok) hihihihi.

Ri-saluto.

SD

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 22:06

Concordo con molti dei post precedenti sul fatto che la festa è finita e sarà difficile tornare a correre; credo però che vi sono Paesi che correranno ed altri che resteranno al palo.
Correranno i BRIC e in primis la Cina (enormi riserve valutarie, grande mercato interno, grande esercito industriale di riserva) ma anche il Brasile (enorme produzione agricola) e l’India (grande mercato interno forza lavoro qualificata e che parla Inglese). per la Russia è un po’ diverso, ma l’energia non passerà di moda.

Quelli messi peggio siamo noi paesi industrializzati (mercato interno saturo, alto indebitamento pubblico e dei consumatori, costi di produzione elevati.

Senza stare tanto a guardare le Borse, direi che per i prossimi 5 anni le migliori opportunità si avranno in ETF globali
1. Energia
2. Bric
3 Cina
4 Energie rinnovabili

Quanto all’ultimo punto, penso che General Electric soffrirà ma dovrebbe cavarsela grazie alla sua forte presenza nel campo delle energie rinnovabili e del nucleare, a meno che GE Finance non trascini con se tutto il resto, ma allora sarebbero davvero dolori…..

E dolori saranno per la meccanica occidentale (auto) e i settori legati all’export; per il resto gli Stati continueranno a stampare moneta finché potranno, a rischio di far crollare i rating.

Se sbaglio, correggetemi, grazie.

Guido

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 22:11

caro Cuculo mio padre lavorarava negli alti forni ma il suo stipendio era notevolmente superiore come potere d’acquisto ai miseri 1200 euro al mese di chi fa lo stesso lavoro, a Brescia si sono arricchiti sulla bassa manovalanza extracomunitaria nelle industrie comprese le acciaierie oltretutto hanno affittato agli stessi gli appartamenti del centro degradando poi il centro cittadino .
Vorrei ricordarti poi i morti della Thyssen erano tutti Italiani .
Se hai delle statistiche su quanto affermi mi piacerebbe che le pubblicassi se no restano solo opinioni e sono sempre opinabili

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 22:32

Guido #61, io non sò prevedere il futuro, ma sicuramente l’energia e le materie prime avranno sempre un valore “intrinseco”.

Le energie rinnovabili in futuro diventeranno sempre più importanti; ma quali?? il fotovoltaico!!! il solare termico!!! o il bio-gas prodotto con i liquami cittadini!!!

La Cina e l’India 2 miliardi di persone; 2 miliardi di auto, energia elettrica, TV, elettrodomestici ecc ecc. Chissà se ci sono abbastanza materie prime per tutti? bisognerebbe fare un po di conti.

Forse ci sono anche altri modi per “investire” i propri soldi…fregandosene di cosa farà il BRIC, l’energia e materie prime. E se il futuro fosse questo? Investire in altri modi.

SD

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 22:41

Caro SD, come ci ha più volte ricordato Andrea, non si tratta tanto di investire in altro modo, ma di VIVERE in un altro modo.

Guido

utente anonimo
Scritto il 12 maggio 2009 at 23:19

Deflazione del 1874…o giu’ di li’
Un piccolo commento intali anni in Italia si moriva di fame, ma non in senso figurato in senso reale, si mischiava la paglia alla farina…non vi so dire se a causa della deflazione o del post-riunificazione, ma di certo era anni bui….
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 00:03

Bellissimo Post e grandiosa notizia!Sono molto curioso rigurdo al libro in uscita.Complimenti Andrea!Ti leggo sempre o quasi rubando un minuto qua uno la.Sempre Ottime le tue analisi!Purtoppo ho sempre poco tempo per scrivere due righe,mi scuso inoltre per non averti ancora risposto a nessuna delle mail che mi hai mandato ma io e il tempo siamo come due splendidi amanti che se baciano teneramente puntandosi una pistola alle tempie.Mi sono piaciuti i commenti di oggi ,aria frizzantina di bonaccia in poppa.L’economia come tue analisi docet sta proprio messa male!!!Gli scenari che si prospettano non sono dei più rosei a mio parere.Stavo pensando alla deflazione come da tua ipotesi ,ma la ritengo improbabile o meglio qualora si avverasse sarebbe una vera catastrofe.Il caso japan è un caso a parte ed isolato poichè l’onda deflattiva è stata ammortizzata dalla loro capacita di Export e soprattutto dal fatto che tramite le varie bolle create ad hoc come nell’ottimo Ferrari gli altri paesi del globo premevano sull’accelleratore della produzione-consumo-sviluppo.Quindi nel caso dei Jappi più che una caduta dalla Torre a causa della deflazione secca da Crash si potrebbe azzardare che stavano e stanno tuttora planando lentamente.ritengo che le variabili Export e isolamento abbiano giocato un ruolo chiave nel loro caso.Ma cosa succede se ti trovi in un mercato globale e l’onda deflattiva esplode in simultanea(all’incirca)?Pensando alla risposta a questa domanda mi vengono i brividi…Per questo non auspico una deflazione(anche se tuttavia è ciò che sembra delinearsi all’orizzonte ).Trovare un equilibrio nel sistema è ormai cosa fondamentale poichè quei quattro incapaci che governano il mondo vuoi per volontà vuoi per stupidità vuoi per quel che vuoi non ne hanno imbroccata mezza per contenere questa situazione ,anzi l’hanno aggravata.Al turning point hanno proprio fatto la cazzata! dando una bella carezza ai lupi di Wally e dando la sonora mazzata finale alla pecora morente dell’economia.Comunque da come si svolti i fatti durante questi mesi realizzo che una di queste tre ipotesi è vera:1)Chi governa è un ebete e non sa minimamente come funziona il sistema.2)Chi governa fa solo i suoi sporchi interessi e quelli della sua casta fregandosene che con le loro decisioni possono ridurre il mondo in cenere.3) Chi governa ha in mente nefandezze inimmaginabili ha creato la situazione per irretire e consolidare il dominio assoluto( La più fantasiosa nonchè spaventosa ed inquietante ).Credo che ormai sia tardi per poter riequilibrare il sistema solo l’asso nella manica dell’innalazamento del potere di acquisto della massa ci salva sul breve altrimento ritengo che con la deflazione a livello globale il sistema consumistico vada più o meno lentamente in Crash avvitandosi in una triste spirale aumento debiti,calo prezzi ,calo produzione,calo stipendi,calo occupazione,calo consumi,calo domanda,aumento debito pubblico,aumento debiti.Una redistribuzione equa della ricchezza ci potrebbe salvare ma sono certo che non accadrà come sono certo che il sole sorgerà domani mattina all’orizzonte poichè non c’è desiderio più grande nel cuore dell’uomo se non la brama per il potere.Questo desiderio è un peccato primale orgoglio ciò che condanna tutti noi.Soldi-potere è un binomio alquanto semplice nella sua perfezione.Qualunque cosa succeda ho il presentimento che negli anni a venire ci troveremo di fronte a fatti di portata epocale e spero vivamente che ci sia un cambiamento per ritrovare la verità dei valori umani,tutto ciò che è grande in noi,tutto ciò che è divino…Buona notte!

Solo chi conosce la fantasia vive pienamente nella realtà!

Ain

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 07:37

Inflazione o deflazione bel dilemma. Difficile discuterne perchè ognuno la definisce o la intende a proprio modo.
Io non sono un economista, ma mi pongo questa domanda e se qualcuno mi sa dare una risposta……
Perchè la deflazione (intesa come diminuzione generalizzata dei prezzi) nell’ultimo secolo è un fenomeno così raro ?
Perchè con un miracoloso aumento della produttività degli ultimi decenni (non lo chiamo progresso perchè per alcuni non lo è) i prezzi sono sistematicamente aumentati, quando invece sarebbero dovuti crollare ?
Perchè con la globalizzazione dei mercati e l’importazione, per esempio, dei prodotti asiatici i prezzi non sono crollati ?
Questa come si chiama non-deflazione o è inflazione mascherata ?
E non credo che sia solo un problema di mono/oligopoli: finchè si parla del solo sistema Italia posso capirlo, ma su scala planetaria non mi sembra possibile.
Matteo

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 10:01

Tax health care to pay for health care?

Senators weigh limits on tax-free employer health care to help pay for universal coverage

Ricardo Alonso-Zaldivar, Associated Press Writer
On Wednesday May 13, 2009, 3:03 am EDT

(AP) — Most people with job-based health insurance don’t think of their benefits as a form of income. But Uncle Sam might just change that.

Senators are considering limiting — but not eliminating — the tax-free status of employer-provided health benefits to help pay for President Barack Obama’s plan to provide coverage to 50 million uninsured Americans.

Employer-provided health insurance technically is considered part of workers’ compensation, but unlike wages, it is not taxed. The forgone revenue to the federal government amounts to about $250 billion a year.

Che è pù o meno quanto spende l’Italia per dare una copertura sanitaria univarsale a circa 60 Miloni di persone ( se poi non finisce in mano alle mafie potrebbe coprirne anche di più)

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 10:47

#8 …per quanto riguarda l’italia:
fate il conto di quanta gente è “impiegata” nell’industria della politica (a parere di montezemolo la più grande industria nazionale in termini occupazionali), più aggiungeteci tutti gli statali (un numero spropositato per di più in buona parte inefficenti), fatte quattro conti: il risultato è che in italia o lavorano in pochi oppure non c’è lavoro ……….a voi le conclusioni.
PS ci sono sempre più italiani che stanno prendendo in considerazione la possibilità di lasciare la nazione

Taguieff

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 11:18

Hunter76Lima

A quanto pare a parole c’è ancora qualcuno che ha buone intenzioni … se son rose fioriranno:

Crisi: Gurria, non sprecare occasione di riformare (Mess)

ROMA (MF-DJ)–“Non dobbiamo perdere l’occasione perche’in tempo di crisi riformare e’ piu’ facile, bisogna ripensare alle nuove linee di guida per la Corporate Governance, in un’ottica di maggior trasparenza”. Lo afferma Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse, oggi in un’intervista al Messaggero.

Gurria precisa inoltre, che “l’Osce e l’Onu hanno gia’ sviluppato strategie contro la corruzione o contro l’evasione fiscale”. Il segretario aggiunge che “dobbiamo puntare su alcuni principi fondamentali quali l’onesta’ e la trasparenza nella conduzione degli affari, ci deve essere la riaffermazione dell’etica”, perche’ “e’ tempo di cambiare, servono principi piu’ affidabili, e condivisi tra il maggior numero possibile. Non dobbiamo sprecare questa occasione”.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 11:23

Hunter76Lima

Le intenzioni sono buone ma i dati per adesso non sono affatto rosei, nè in USA dove ci sono voci di declassamento del rating nazionale nè in Italia dove il debito non ha più la sua fonte di ripianamento (vedi articolo sotto riportato)

Conti Pubblici: Bankitalia, debito record a 1.741 mld

ROMA (MF-DJ)–Nuova impennata a marzo del debito delle pubbliche amministrazioni. Secondo i dati provvisori diffusi dalla Banca d’Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico di finanza pubblica, a marzo il debito e’ cresciuto a 1.741 miliardi dai 1.707 miliardi registrati a febbraio. Il dato di marzo rappresenta il nuovo record assoluto.

Scendono ancora le entrate tributarie. Secondo il bollettino della Banca d’Italia il dato si e’ attestato, nel primo trimestre 2009, a 81,016 miliardi, ovvero circa 4 miliardi in meno rispetto agli 85,075 dei primi tre mesi del 2008. Il calo percentuale e’ del 4,77%. Il dato e’ calcolato al netto dei fondi speciali della riscossione, cioe’ importi gia’ incassati ma non ancora suddivisi tra tasse e contributi, che mostrano un leggero scostamento tra i due trimestri considerati.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 11:28

MONETARISMO
La teoria monetarista implica le conseguenze di un’economia di mercato come la DISUGUALE distribuzione del reddito a vantaggio della profittabilità delle imprese, limitando il ruolo dello stato a quello di fornitore di beni pubblici, riducendo notevolmente l’uso della politica fiscale.
Se si vuole un’economia etica, bisogna tornare al modello keynesiano ed abbondonare il concetto stesso di speculazione in ogni campo a cominciare da …noi

7+

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 11:35

www

Sò che c’è stato una intervista a Greespan tra ieri sera e stanotte, qualcuno ha letto la notizia?.Grazie

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 12:27

Si dice che il bottom sugli immobili e’ stato raggiunto 73

Scritto il 13 maggio 2009 at 13:09

Si dice anche che la crisi sia finita.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 13:53

USA: VENDITE AL DETTAGLIO IN RIBASSO -0.4%
di WSI

Il dato di aprile risulta peggiore delle attese degli economisti. Le stime erano infatti per una variazione nulla. Escluso il comparto dell’auto il dato arretra -0.5%.
Nel mese di aprile le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno registrato una variazione negativa dello 0.4%.

Le attese degli analisti erano per una variazione nulla. Nel mese precedente il dato era sceso dell’1.2%, poi rivisto al ribasso a -1.3%.

Lo ha comunicato il Dipartimento del Commercio.

Esclusa la componente delle automobili, il dato ha fatto registrare un ribasso dello 0.5%, anche in questo caso deludendo le attese degli economisti che erano per un rialzo dello 0.2%. Il dato precedente era stato di -1%, poi rivisto al ribasso a -1.2%.

Ecco che la crisi avanza con la sua solita violenza, facendosi beffa degli sterili ottimisti.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 13:57

WWW

C’è qualcuno di buona volontà che riporta il discorso di greespan.Grazie

Scritto il 13 maggio 2009 at 14:18

Forse ora qualcuno capirà perchè insistevo tanto nel far comprendere che fattori come la disoccupazione, l’estinzione della home equity (MEW), il crollo del credito al consumo, il taglio delle linee di credito sulle carte di credito, l’aumento impressionante per l’America del risparmio non potevano che contrarre i consumi!

Le revisioni sono state al ribasso!

Con tutto il rispetto, le parole di Greenspan interessano ben poco!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 14:20

www

ma si può sapere Andrea che cosa ha detto Greespan.

Scritto il 13 maggio 2009 at 14:21

Reatytrac today released its April 2009 US Foreclosure Market Report(TM), which shows foreclosure filings – default notices, auction sale notices and bank repossessions – were reported on 342,038 US properties during the month, an increase of less than 1 percent from the previous month and an increase of 32 percent from April 2008.

Scritto il 13 maggio 2009 at 14:23

Freddie’s first-quarter loss widened to $9.85 billion Freddie set aside $8.8 billion in provisions to cover credit losses during the first quarter. That’s up from $7 billion in the final three months of 2008. The rise was driven by increases in the number and rate of delinquent mortgages and the rising severity of losses from foreclosures, Freddie explained.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 14:43

WALL STREET IN ROSSO, MALE LE VENDITE AL DETTAGLIO
di WSI
Soffrono le aziende del comparto retail dopo il deludente aggiornamento macro. Gli americani risentono della difficile situazione del mercato del lavoro e della svalutazione degli immobili. Petrolio sotto i riflettori.

USA: VENDITE AL DETTAGLIO IN RIBASSO -0.4%
di WSI
Il dato di aprile risulta peggiore delle attese degli economisti. Le stime erano infatti per una variazione nulla. Escluso il comparto dell’auto il dato arretra -0.5%.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 14:45

Mi trovo d’accordo con Andrea praticamente su tutto. La sua analisi è chiara: DEBT-DEFLATION.

Semmai sia stato toccato il fondo (e la cosa non mi pare sicura per niente), la domanda che mi pongo è la seguente: quanto tempo staremo dentro al fosso?

E di conseguenza:

(*) Per quanto tempo le casse statali riusciranno a resistere in questa situazione di stress?

(**) Per quanto tempo si riuscirà a gestire la massa dei disoccupati con la morfina del “peggio è passato”?

(***) Quali saranno le conseguenze valutarie dovute ad una lunga stagnazione, pensate solo al commercio internazionale che si è contratto di 1/5 finora…

In altre parole, mi pare che una perdurante crisi possa portare a conseguenze gravi nei paesi in via di sviluppo e nei paesi industrializzati.

Per esempio resisterà l’UE, percepita negativamente dai cittadini?

Ci sarà qualche stato che rischia il default?

Quali saranno le conseguenze nei paesi in via di sviluppo?

Cosa succederà in Cina? E in un Giappone che da 15 anni vive di esportazioni?

Mi pare che ci sia un ulteriore aspetto da valutare…quello politico e quello geopolitico.

Alla festa dei suoi primi 100 giorni, Obama ha detto che fra altri 100 avrà perso la pazienza…cosa avrà voluto dire?

Ieri il Re di Giordania ha detto sul Times che o si fà la pace entro quest’anno…o il medio oriente sarà in guerra l’anno prossimo. Parole dure per un capo di stato unanimemente conosciuto come moderato.

A me pare che coloro, tra i politici, che continuano a dire che il peggio è passato siano degli irresponsabili…

IL MOZZO DI TERZA

Scritto il 13 maggio 2009 at 14:50

Dal Financial Times arrivano indiscrezioni sulla AAA dello stato americano, vediamo se hanno il coraggio di far saltare il dollaro!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 14:57

Montecristo.

Ciao Andrea sono appena tornato e vedo che la partita Davide contro Golia è sempre in favore di Davide, ma ho letto questo tuo ultimo post sull’indiscrezioni dello stato Americano, che cosa dicono?

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:00

Montecristo:

Me lo sentivo ieri che sarebbe uscita qualche dichiarazioni di Greespan,sai cosa ha detto quel marpione.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:08

Buonasera a tutti.Vorrei se possibile avere una vostra valutazione in particolare dal capitano circa il prezzo del petrolio nei prossimi mesi e se secondo voi è veritiero un prezzo sotto i trenta dollari.Inoltre quali sono le variabili che in un contesto deflattivo hanno portato il prezzo del petrolio ai livelli attuali.Grazie a chi mi darà delucidazioni Claudio

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:18

Crisi: Greenspan, mercato immobili sull’orlo della ripresa
Berna (awp/ats/ans) – NEW YORK, 12 mag (ats/ansa) Il mercato immobiliare ha quasi toccato il fondo ed è sull’orlo della ripresa. Lo ha detto l’ex presidente della Fed Alan Greenspan, secondo il quale i mercati finanziari continueranno a migliorare. Greenspan – intervenendo a un convegno a Washington – ha inoltre messo in evidenza come la politica adottata dalla Fed non ha causato il boom immobiliare. Gli ultimi dati sulla vendita di case negli USA hanno evidenziato un rallentamento del tasso di contrazione.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:19

USA: -1% scorte di magazzino, -0,4%consumi, PIL -6,1%, aumentano ad aprile anche gli espropri.

In aggiunta l’Import/export è in evidente contrazione a livello mondiale…

Il PIL è in caduta anche in Europa…così come la produzione industriale…..

Io luci non ne vedo proprio….

Però va fatto un grande complimento ad Andrea che non si è fatto abbagliare da quelle che non erano luci…ma specchietti per le allodole….

Mi sembra che guardando all’insieme dei dati, compresi quelli americani di oggi, Andrea abbia visto giusto su tutta la linea.

Tanto di cappello.

Il mozzo di terza

Scritto il 13 maggio 2009 at 15:24

Ammutinamento…….

Chiunque ha postato il commento di questo emerito idiota è pregato di avviarsi lentamente verso la passerella per alietare il pasto dei pescicani che accompagnano la nostra avventura!

Il signor Greenspan negli ultimi due anni ha previsto ben 5 bottom del mercato immobiliare degli ultimi ZERO e anche questa volta ha fallito in quanto non prima dell’estate per quanto riguarda le vendite e non prima del 2011/2012 per quanto riguarda i prezzi avremo un fondo.

La sua gestione della banca centrale non ha alcuna colpa per il crollo del mercato immobiliare, ne per la bolla creata! Idiota!

Ha ricevuto non so quanti avvertimenti documentati e uno pure da un ex governatore di una Fed regionale!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:27

CIAO, ANDREA, E ATUTTI. NON CREDO AFFONDERANNO IL DOLLARO. NEL G 20 HANNO DECISO CHE IL FMI EMETTERA` MONETA ATTRAVERSO I DIRITTI SPECIALI DI PRELIEVO. E` ANCORA VIRTUALE COME MONETA MA E` UNO DEI PRIMI PASSI PER ARRIVARE AD UNA MONETA MONDIALE. ATTRAVERSO IL FINANCIAL STABILITY BOARD SI CREERA` UNA SORTA DI BANCA CENTRALE MONDIALE, DOVE TUTTE LE BANCHE CENTRALI DEI SINGOLI STATI METTERANNO LE LORO RISERVE. OVVIAMENTE CI VORRANNO MOLTI ANNI. I RISPETTIVI CONCAMBI CON LE MONETE STATALI VERRANNO DECISI NEL MOMENTO IN CUI SI TIRERANNO I CONTI ECONOMICI DELLE SINGOLE ECONOMIE. COSA NE PENSATE? PAOLO.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:28

Crisi: Greenspan, mercato immobili sull’orlo della ripresa
———————————

Siamo di fronte a cosa? Irresponsabilità, pazzia, malafede o un mix di tutto questo?

Se si pensa ai dati di oggi non so se ridere o piangere per la parole di questo losco figuro….

PS
A proposito, bello l’aneddotto di Andrea, sulle frequentazioni salottiere di Greenspain. Spero di apprendere qualcosa di più dal suo libro.

A proposito del libro, che aspetto con ansia, propongo di creare un forum dove poterci confrontare con Andrea e tra noi sui contenuti. Sarebbe una novità credo assoluta nel panorama editoriale….
Si consideri che esistono siti che danno l’opportunità di creare dei forum gratuiti…basta un pò di buona volontà per impostare la cosa….

il mozzo di terza

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:30

Montecristo:

Certo andrea pure io che non condanno Greespan come te , avrei da ridire su questa sua ultima dichiarazione.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:33

Montecristo:

Andrea, voglio precisare che mi sono trovato d’accordo con Greespan fino al 2000 poi sinceramente mi ha cominciato a deludere.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:39

Eh si Andrea, hai proprio tutte le ragioni su Greenspan, ma ormai che puo’ farci non gli resta che continuare a chiamare il bottom prima o poi ci prende, e’ come quando sui massimi Goldman tira fuori la Cohen a dire che faremo nuovi massimi sai che e’ il momento di vendere e poi va avanti cosi’ x gli anni successivi e continua a dirti di comprare con target sempre piu’ bassi fino a che non inizia a prenderci e poi non la senti piu’….
ahahahahah

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:42

Montecristo:

L’avevo detto ieri che mi aspettavo un crollo.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:47

USA, IMMOBILIARE: APRILE E’ IL PIU’ CRUDELE DEI MESI
di WSI

Il mese scorso i pignoramenti sono saliti del 32% su base mensile, sui massimi assoluti, e si prospettano nuove espropriazioni degli immobilie. Tra gli Stati piu’ colpiti figurano il Nevada, la Florida e la California.
Nel mese di aprile il numero di famiglie americane destinate a perdere la loro casa e’ aumentato del 32% rispetto al corrispondente periodo dell’anno prima, con gli Stati del Nevada, della Florida e della California che hanno evidenziato i tassi di crescita piu’ alti.

Piu’ di 342 mila famiglie hanno ricevuto una notifica di pignoramento del loro immobile in aprile, secondo quanto riportato dalla societa’ di ricerche RealtyTrac, il che significa che negli Stati Uniti una casa su 374 ha ricevuto una notifica il mese scorso, quando il tasso mesile ha raggiunto il livello massimo dal gennaio del 2005, ovvero il periodo in cui la societa’ californiana ha iniziato a raccogliere i dati.

Aprile e’ il secondo mese consecutivo in cui oltre 300 mila famiglie ricevono una notifica di pignoramento – l’atto iniziale di espropriazione dell’immobile – con il numero dei debitori che hanno difficolta’ a pagare il mutuo che non da’ segni di rallentamento.

Le cifre del mese scorso, tuttavia, sono inferiori dell’1% rispetto a marzo, quando le insolvenze hanno interessato oltre 340 mila proprieta’ immobiliari. I dati di marzo erano in crescita del 17% rispetto a febbraio e del 46% su un anno prima.

“Non abbiamo mai visto due mesi consevutivi come questi”, ha dichiarato Rick Sharga, vice presidente della sezione marketing di ReatyTrac. “A sorprendere e’ soprattutto il volume”.

Se da un lato i pignoramenti sono cresciuti ad un tasso record, dall’altro il numero di espropriazioni dell’immobile a favore della banca e’ diminuito sia su base mensile che tendenziale, per scivolare sui livelli piu’ bassi da marzo dell’anno scorso.

Ma non va necessariamente presa come una notizia positiva. Perche’ la maggior parte dei pignoramenti riscontrati in aprile si trova nella fase iniziale del processo di perdita dell’immobile, pertanto e’ altamente probabile che il numero delle case di cui le banche rientreranno in possesso aumentera’ nei prossimi mesi.

Dato sbalorditivo e agghiacciante per gli illuministi.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:55

Greenspan non ci becca mai !

USA, IMMOBILIARE: APRILE E’ IL PIU’ CRUDELE DEI MESI
di WSI
Il mese scorso i pignoramenti sono saliti del 32% su base mensile, sui massimi assoluti, e si prospettano nuove espropriazioni degli immobilie. Tra gli Stati piu’ colpiti figurano il Nevada, la Florida e la California.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 15:56

97 abbiamo postato la stessa notizia in contemporanea

Scritto il 13 maggio 2009 at 16:01

Domani vedremo insieme l’onda in arrivo per fine anno e il prossimo!

Per quanto riguarda la domanda di Claudio, la risposta sta nel crollo dei consumi elettrici industriali mondiali, il petrolio è per l’ennesima volta sotto effetto speculativo!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 16:04

Montecristo

Andrea, cosa intendi per onda in arrivo domani?

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 16:11

Andrea ti volevo fare i complimenti perchè le tua analisi macro non solo sono le migliori che si trovano in giro ma soprattutto perchè sono sempre incentrate sui temi più importanti e quindi interessanti

Scritto il 13 maggio 2009 at 16:16

Grazie anonimo……l’onda è prevista per fine anno e per il prossimo se non si decidono ad aiutare Main Street, Montecristo.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 17:00

Buongiorno, non male oggi le notizie finanziarie e le borse, ed anch molti post interessanti.

Chissa che non si avvicini l’ora di -Un Reddito a Tutti-, o come dicono gli anglofoni -Basic Income-……Forse nò, ci vuole una crisi moooooolto più grave.

SD

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 17:02

aa

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 18:18

Montecristo.
partita in corso
Davide contro Golia =3 a 0

la partita si vince a 5

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 18:36

Montecristo:

Vorrei solo rinfrescare la memoria a qualche ottimista.

Il gruppo dei pessimisti era così composto: “DAVIDE”Montecristo,Andrea,Fringuello,Cuculo,Rubini.

Quello degli ottimisti: “GOLIA”Tremonti,berlusconi,obama,gheithener,bernake,mas,fogar.trichè.
Davide 3 Golia 0
per adesso.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 19:16

“Quando i Re hanno esposto allo sguardo dei popoli la debolezza del diritto e la durezza del fatto, non è più possibile vedere nel sovrano il padre dello Stato, e ognuno vi scorge un padrone. Se è debole, lo si disprezza; se è forte, lo si odia. Egli stesso è pieno di collera e di timore; si vede come uno straniero nel suo paese, e tratta i suoi sudditi come dei vinti”. Torqueville 1835

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 19:18

Una rondine non fa primavera caro Montecristo

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 20:35

in effetti è un’aquila……ricordatevi cosa fanno le aquile!

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 20:35

109# sarebbe proprio il caso di ricordarselo che una rondine non fa primavera, e non solo oggi, che segna un nulla, cosi’ come segna un nulla tutto il tarocco cui abbiamo assistito sinora.

Oggi mi sono sentito depresso, avrei dovuto essere contento ma ero proprio giu di morale, pensando a quella moltitudine di americani e non solo i cui fondi pensione fanno fatica a tener botta, che hanno confidato nel sistema che gli e’ stato proposto e che vedono dissiparsi giorno x giorno le loro gia’ provate risorse economiche, i beni che dovevano essere gli investimenti piu’ solidi la casa, il fondo pensione, l’assicurazione vita perdono di valore giorno dopo giorno e a ritmo incessante… oggi non sono contento no… e lo sono ancora di meno guardando al futuro prossimo. Se proprio si deve pagare pero’, e il conto arriva sempre a fine cena, che si paghi tutto e si paghi subito e che anche coloro che pensano di esser piu’ forti della moltitudine di uomini comuni che formano il mercato capiscano che il mercato non e’ li x fare i loro comodi ma e’ li a far capire che sa sopportare le perdite molto di piu’ di quanto le mani forti e i loro complici sanno fare, in nome di qualcosa di piu’ forte, quel cambiamento che dovra’ venire e che porra’ tutti sullo stesso piano, con regole diverse, con una trasparenza diversa ed un’etica ritrovata, cambiamento che porra’ basi solide alla new golden age e che questa volta sia x tutti.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 20:47

IL BARONAGGIO (Da non confondere con il signoraggio)

Sarà un valzer continuo dove vi sono continue chiamate in pista, ma dove ogni volta i ballerini saranno più stanchi.
Voglio farmi delle domande e darmi nel contempo delle risposte.

1)Dove sono finiti tutte le perdite
accumulate dalle banche?

-Sono dove erano prime della crisi, nessuno le ha rimosse, anzi con i soldi della TARP hanno semplicemente aumentato i loro debiti e tappato le falle più evidenti.

2)Come mai le banche sembrano di colpo avere i conti in ordine?

-Banalmente si sono usati degli accorgimenti contabili, per non far comparire le perdite

3)Dove sono finiti tutto il mercato dei derivati?

-Questa è una domanda interessante, perchè se i mutui SubPrime sono stati in qualche modo resi liquidi e parzialmente assorbiti, tutti i vari CDS sono ancora tutti al loro posto.

4)Chi ha in carico i vari CDS?

-Semplice le banche e le assicurazioni!

5)Cosa è cambiato rispetto alle previsione di dodici mesi fa!

-Sostanzialmente il sistema ha dimostrato una tenuta maggiore di quella prevista, ma questo solo perchè sono stati dati alle banche migliaia di miliardi di dollari di aiuti, che ora sono in carico al debito pubblico, in particolare di quello USA e della Gran Bretagna, anche la Germania si sta caricando di debiti.

6)Come mai la gente ha una scarsa percezzione di quello che sta accadendo?

-Semplicemente perchè si stanno facendo le cose in modo molto nascosto, la BCE si sta letteralmente svenando e nessuno sembra sapere nulla.
Anzi i vari direttori delle banche centrali nazionali Europee se ne stanno zitti zitti.

7)Come stanno arrivando in modo inpercettibile i soldi alle banche?

– Questa è il grande domandone a cui io posso solo accennare una risposta, ma credo che le banche stanno facendo come i casinò fanno con alcuni soggetti (in questo caso le banche e le assicurazioni) operano secondo il cosidetto “Baronaggio”.

8)Come operano il “Baronaggio” (da non confondere con il signoraggio)?

-Semplicemente si sono messi d’accordo ai massimi livelli per manovrare il mercato, creando dei guadagni sicuri, frutto di apparenti e “normali operazioni” di mercato.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 21:38

Financial Times: rating tripla A è a rischio per gli Stati Uniti

Il Financial Times riporta la notizia che il rating di tripla A degli Stati Uniti è a rischio se Washington non inizierà ad adottare politiche per rimettere in ordine i propri conti pubblici. Il governo americano può contare su un rating di tripla A dal 1917, “ma non è chiaro per quanto riuscirà a mantenerlo”, “per lungo tempo il governo ha deciso di rimandare decisioni difficili ma necessarie per invertire il trend di deterioramento delle finanze pubbliche”.
———————–

Magari una assazione più incisiva sui redditi alti e altissimi che negli USA rappresentano il 5% della popolazione e il 35% del reddito.

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 22:05

In Svizzera hanno presentato un nuovo progetto denominato Cargo Tubes: 260 km di gallerie ferroviarie per disimpegnare il traffico merci sia nord-sud che est-ovest.

Tempo previsto per la realizzazone 10 anni costo stimato 5 Miliardi.

In momenti di crisi bisogna anche alzare le testa e guardare oltre.

Nel cantone dei Grigioni sono preoccupati per il calo delle esportazioni e stanno chiedendo al governo confederale di valutare la reintroduzione di un limite ai lavoratori immigrati UE (clausola di salvaguardia la chiamano) ma molti sono contrari perchè si rischia il collasso del sistema sanitario. Del resto la disoccupazione pur aumentta è al 2.1%

ad maiora
Il Cuculo

Scritto il 13 maggio 2009 at 22:14

ciao a tutti,
il discorso del paragone col japan e’ simile a quello che facevo sul forum della bolla immobiliare e il discorso sulle esportazioni pare supportato anche dal commento del “mozzo di terza”

ma che ne pensate del ruolo del consumatore americano?

Laplace77

Scritto il 13 maggio 2009 at 22:14

ciao a tutti,
il discorso del paragone col japan e’ simile a quello che facevo sul forum della bolla immobiliare e il discorso sulle esportazioni pare supportato anche dal commento del “mozzo di terza”

ma che ne pensate del ruolo del consumatore americano?

Laplace77

Scritto il 13 maggio 2009 at 22:14

ciao a tutti,
il discorso del paragone col japan e’ simile a quello che facevo sul forum della bolla immobiliare e il discorso sulle esportazioni pare supportato anche dal commento del “mozzo di terza”

ma che ne pensate del ruolo del consumatore americano?

Laplace77

Scritto il 13 maggio 2009 at 22:14

ciao a tutti,
il discorso del paragone col japan e’ simile a quello che facevo sul forum della bolla immobiliare e il discorso sulle esportazioni pare supportato anche dal commento del “mozzo di terza”

ma che ne pensate del ruolo del consumatore americano?

Laplace77

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 22:25

Questa sera ho voglia di cantarvi una canzone.
Nessuno si è stancato di questo consumismo???

Eppure soffia

Pierangelo Bertoli
(1977)

E l’acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
un’isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all’istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 22:28

http://www.youtube.com/watch?v=NlKvm7EAZHM

Se volete…potete anche ascoltarla.

utente anonimo
Scritto il 13 maggio 2009 at 22:34

Guardando nello specchietto retrovisore vediamo un consumatore americano che in 20 anni ha fatto crescere il Pil americano e contemporaneamente ha portato il livello dei consumi dal 65% al 71% del PIL. Ovviamente il risparmio è andato in territorio negativo.

Oggi in US stanno rinviando a tempi migliori le spese “big ticket”.

Automobile in primis, big appliances e mobili, questi ultimi due anche a causa della crisi immobiliare.
Questi settori fanno quasi tutto il calo dei consumi. Gli altri sono molto meno comprimibili e definiscono lo stile di vita di un popolo. Non vedo nel breve negli USA un cambio radicale dello stile di vita, nel lungo periodo è possibile

Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 08:23

Montecristo

corri troppo …. facciamo che la partita finisce a 10, mi sa k per questa estate vince ancora Golia.

Come dice il fringuello, tutto pare molto pilotato e quindi anche molto fasullo.

Aspettiamo settembre per vedere cosa succederà veramente …

Per Claudio #87

Petrolio sotto i 30$ al barile è possibile ma solo con S&P sotto i 500, quindi non a breve.

Inoltre la speculazione giustifica in parte ma non definisce in toto il prezzo del petrolio ed è molto + aggressiva in fase di rialzo.

Cerco di fare una previsione:

siccome il mercato è piltotato, ci sarà solo un breve ritracciamento dei mercati (Montecristo non me ne voglia, ma sotto i 780 di S&P non si scende) e il petrolio calerà, ma non scenderà sotto i 45$ al barile, dopodichè il rialzo estivo dei mercati (super-taroccato) porterà l’indice S&P a 1150-1200 e il petrolio dovrebbe salire fino 80-90 $ al barile, una bella stangata ora che siamo in fase recessiva.

Nel frattempo l’OPEC non taglierà visti i buoni prezzi.

A questo punto arriva l’autunno e di lì ricomincerà un calo a ritestare i minimi di marzo 2009, quindi per fine anno si potrebbe ritoccare i 30$ al barile.

Cosa succederà allora?
Tagli Opec alla produzione, tagli agli investimenti per ricerca e sviluppo di nuovi giacimenti e di fonti non convenzionali da parte delle industrie petrolifera, e così via andare. Un continuo sali-scendi che ha come unico effetto reale quello di ridurre la capacità produttiva e portarci al rischio “oil shortage” (mancanza di petrolio e derivati) entro la fine del 2010/ inizio 2011.

Forse la gente, quando comincerà a far le code dai benzinai semi-vuoti comincerà a capire a che punto siamo arrivati.

Ciao, ragazzi

scusate il pessimismo ma la vedo sempre più tangibile questa crisi

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 08:46

Caro Montecristo , lascia che ti chiarisca il mio punto di vista: un ritracciamento del 38,2% dell’intero movimento è il ritracciamento minimo che prevedo mentre quello più comune per onda due sarebbe del 61,8%.
Per cui la partita si gioca sulla tenuta dei minimi e su eventuali nuovi massimi non sul fatto che i mercati continuino a salire senza sosta.
Ciao

Mas

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 23:42

Mitico LaPlace77
finalmente ti leggo anche qui!

Bravo!

Scritto il 29 maggio 2009 at 08:14

INFLAZIONE O DEFLAZIONE? QUESTO E’ IL PROBLEMA ….[..] Proviamo oggi a capire i due termini; se è vero che la “situazione mondiale” potrebbe creare o l’una o l’altra sarebbe meglio essere al corrente di ciò che potrebbe accadere. Sempre tutto al condizionale perch&eacu [..]

Scritto il 29 maggio 2009 at 08:14

INFLAZIONE O DEFLAZIONE? QUESTO E’ IL PROBLEMA ….[..] Proviamo oggi a capire i due termini; se è vero che la “situazione mondiale” potrebbe creare o l’una o l’altra sarebbe meglio essere al corrente di ciò che potrebbe accadere. Sempre tutto al condizionale perch&eacu [..]

Scritto il 29 maggio 2009 at 08:14

INFLAZIONE O DEFLAZIONE? QUESTO E’ IL PROBLEMA ….[..] Proviamo oggi a capire i due termini; se è vero che la “situazione mondiale” potrebbe creare o l’una o l’altra sarebbe meglio essere al corrente di ciò che potrebbe accadere. Sempre tutto al condizionale perch&eacu [..]

Scritto il 29 maggio 2009 at 08:14

INFLAZIONE O DEFLAZIONE? QUESTO E’ IL PROBLEMA ….[..] Proviamo oggi a capire i due termini; se è vero che la “situazione mondiale” potrebbe creare o l’una o l’altra sarebbe meglio essere al corrente di ciò che potrebbe accadere. Sempre tutto al condizionale perch&eacu [..]

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