L'OCEANO DELLA TRASPARENZA SI RIEMPIE DI CONSAPEVOLEZZA!

Scritto il alle 20:09 da icebergfinanza

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Bce: Trichet, Turbolenze Mercati Prevedibili.

Serve Piu’ Trasparenza

 

Agenzia ASCA

(ASCA) – Roma, 23 nov – Le turbolenze sui mercati finanziari provocati dalla crisi dei mutui subprime erano prevedibili. E’ quanto ha ribadito il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, intervenendo a Francoforte, ricordando che la Bce e altre banche centrali in passato hanno piu’ volte lanciato l’allarme sulla sottovalutazione del premio di rischio.

Lanciare l’allarme e stare a guardare ………

 

l’ebbrezza del volo, la mancanza di gravità……

 

Trichet sostiene che e’ ancora prematuro delinearare una ”valutazione realistica dei processi in atto” ma ci sono alcune lezioni che gia’ si possono imparare. In particolare la crescente complessita’ degli strumenti finanziari deve essere monitorata con grande attenzione”.

I mercati del credito strutturato – ha detto – sono esposti a problemi di valutazione he rendono i mercati molto vulnerabili ai cambiamenti nella fiducia degli investitori”. Trichet rileva infatti che ”in assenza di prezzi di mercato verificabili” questi strumenti finanziari complessi e sofisticati hanno bisogno di essere valutati attraverso modelli. Ma ”le stime che tali modelli producono sono molto sensibili alle assunzioni sottostanti”. Le ingenti perdite provocate nel segmento degli Rmbs (residential mortgage backed securities) dalla crisi dei mutui subprime e’ apparsa la causa scatenante per una profonda perdita di fiducia nella corretta valutazione e piu’ in generale di tutti gli strumenti strutturati.

E questo ha provocato un circolo vizioso in base al quale la crescente incertezza sul valore effettivo di questi strumenti finanziari e la crescente avversione al rischio hanno provocato l’uscita dal mercato di molti investitori. ”I prezzi sono scesi in modo consistente e gli investitori hanno fronteggiato perdite rilevanti e non prevedibili contribuendo cosi’ a provocare ulteriore pressione”

Trichet ha aggiunto che i mercati del credito strutturato….

"forniscono un esempio della necessità di aumentare la trasparenza dei mercati finanziari".

 

Banche: Trichet, ripensare modello cartolarizzazioni

23 novembre 2007 alle 15:10 — Fonte: repubblica.it

Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet invita le banche a ripensare, alla luce della crisi dei mutui, il modello di business basato sulle cartolarizzazioni e sul trasferimento all’esterno dei bilanci del rischio di credito.

“Il prossimo futuro — dice Trichet nel corso dell’European Banking Congress a Francoforte — ci fornirà il materiale per testare materialmente per la prima volta un cambiamento del modello di business della banche”. Trichet cita esplicitamente il cosiddetto modello “originate to distribuite” (Otg), che tende a trasferire a terzi, soprattutto attraverso le cartolarizzazioni, il rischio di credito sui prestiti bancari. In pratica, secondo questo modello, le banche cartolarizzano il credito, distribuendolo a investitori specializzati, che lo convertono in obbligazioni strutturate e lo rivendono sul mercato.

Questi titoli allontanano le esposizioni dai bilanci delle banche e le trasformano in sofisticati e a volte poco trasparenti prodotti finanziari, che fino alla crisi dei mutui Usa erano richiestissimi e che ora gli investitori non vogliono più e dunque pesano sui bilanci di chi li ha emessi, determinando spesso significative svalutazioni di asset. Ieri anche il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, aveva detto il modello Otg va ripensato, aggiungendo che sarà comunque difficile un totale abbandono di questo sistema fondato sulle cartolarizzazioni e sulla progressiva spalmatura dei rischi sul mercato. Intanto oggi sul Financial Times l’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo si è detto disponibile a ripensare il modello di business fin qui seguito e basato sulle cartolarizzazioni, per riportare all’interno dei bilanci della banca il rischio di credito sui prestiti concessi.

TRASPARENZA TRASPARENZA TRASPARENZA………ENZA ENZA ENZA

Spesso ne abbiamo parlato in questo blog, in fondo è l’essenza stessa di questa crisi e spesso i critici di questo blog mi chiedo soluzioni alla crisi in atto, mi chiedono di fare delle proposte.

La semplicità non è di questo mondo, la trasparenza è solo un ostacolo al profitto,  vendere prodotti che in fondo non sono altro che alchimie senza nessuna logica se non per chi dispone della sfera di cristallo, della conoscenza.

La mia soluzione nasce dalla semplicità, come nella semplicità esistono spesso le chiavi per risolvere e comprendere ogni crisi o difficoltà della vita.

A qualcuno sembrerà strano, suonerà fuori luogo, ma vorrei farvi conoscere una semplice poesia che stà appesa alle pareti di casa mia, per ricordarmi ogni giorno la responsabilità che ho nei confronti dei miei figli.

I bambini imparano quello che vivono

Se i bambini vivono con le critiche,
imparano a condannare.

Se i bambini vivono con l’ostilità,
imparano a combattere.

Se i bambini vivono con la paura,
imparano ad essere apprensivi.

Se i bambini vivono con la pietà,
imparano a commiserarsi.

Se i bambini vivono con il ridicolo,
imparano ad essere timidi.

Se i bambini vivono con la gelosia,
imparano cosa sia l’invidia.

Se i bambini vivono con la vergogna,
imparano a sentirsi colpevoli.

Se i bambini vivono con la tolleranza,
imparano ad essere pazienti.

Se i bambini vivono con l’incoraggiamento,
imparano ad essere sicuri di se.

Se i bambini vivono con la lode,
imparano ad apprezzare.

Se i bambini vivono con l’approvazione,
imparano a piacersi.

Se i bambini vivono con l’accettazione,
imparano a trovare amore nel mondo.

Se i bambini vivono con il riconoscimento,
imparano ad avere un obiettivo.

Se i bambini vivono con la partecipazione,
imparano ad essere generosi.

Se i bambini vivono con l’onestà e la lealtà,
imparano cosa sia verità e giustizia.

Se i bambini vivono con la sicurezza,
imparano ad avere fede in se stessi
e in coloro che li circondano.

Se i bambini vivono con l’amichevolezza,
imparano che il mondo è un posto
bello in cui vivere.

Se i bambini vivono con la serenità,
imparano ad avere tranquillità di spirito.

Con cosa vivono i vostri figli?

Dorothy L. Nolte

Se non incominciamo dalle nostre famiglie, dalle nostre scuole, dalle nostre università, dalle nostre comunità a formare persone che vivano la vita, l’economia e la finanza con un’etica professionale rivolta si alla soddisfazione del "proprio interesse" ma in un’ottica di responsabilità sociale e d’impresa, responsabilità verso l’uomo e verso l’ambiente, se non creiamo per primi questo humus, allora  e solo allora non vi sarà alcuna speranza di cambiamento. Tanta strada è stata percorsa in questo senso, ma tanta, forse troppa ne resta da percorrere per sperare che, il giorno dopo non sia sempre uguale, infinitamente uguale al precedente.

 

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6 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2007 at 19:22

E’ da circa tre mesi che seguo il tuo blog con grande interesse ma non sono mai intervenuto con alcun commento. Oggi pero’ voglio farlo perche trovo spendido il tuo scritto, molto semplice ma proprio per questo di una limpidezza che va dritta al cuore ed al cervello.E’ BELLISSIMA la poesia e tutti noi dovremmo sempre tenere presenti nel cuore e nella mente queste semplici cose.Specialmente ed amaggior ragione le persone che governano gli stati le istituzioni,tutti coloro che detengono il potere di cambiare le cose e di essere di esempio alle masse.Personalmente non so se essere ottimista,se ci sara’ mai una economia pulita trasparente e cosi’ anche tutto il resto.Nel mondo non e’ certamente tutto nero pero’ il vento dell’ipocrisia,delle falsita’ della prevaricazione soffia sempre troppo prepotente su di noi,sono troppi i “don rodrigo”in circolazione e noi troppo indifesi.Pero ognuno di noi nel suo piccolo qualcosa lo puo’ fare insegnando ai bambini ai giovani la strada giusta.Sono loro il sole che sorge sul mondo e solo loro possono far cambiare le cose in meglio. Un saluto ed un abbraccio a te Andrea e continua a navigare cosi’,abbiamo bisogno di capitani come te
Riccardo

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2007 at 22:24

temo che la tua analisi sia, nei confronti di questo sistema, ancora un pò troppo benevola… non spererei di migliorare la nostra vita senza radicalmente ripensare il sistema con cui il mondo occidentale si è organizzato (la maggior parte delle persone lo subiscono più o meno inconsapevolmente)

utente anonimo
Scritto il 25 novembre 2007 at 23:06

Caro Andrea, fa sempre bene staccare pensando alle cose belle che Dio ci ha dato.
La poesia la conoscevo anche io e l’ho portata a suo tempo, nel mio luogo di lavoro perchè volevo far rifletterre tutti su questo:
“siamo in un luogo di lavoro frequentato da adulti, alcuni criticano, altri si commiserano, altri sono superbi, ad altri piace comandare e si compiacciono che ci sono altri che se la fanno ancora sotto alla loro presenza” eppure tutti questi sono stati dei bambini e, secondo come hanno vissuto e l’educazione che hanno avuto sono diventati nella maggior parte dei casi degli adulti non maturi.
Se ognuno, considerasse che la persona che ha di fronte è stata a suo tempo bambino, e lo fa rientrare nelle prime categorie della poesia, non potrebbe che dolersi per loro che saranno pur sempre delle persone infelici.
Ciao
Giulio

Scritto il 25 novembre 2007 at 23:52

Il nostro cervello è fatto molto bene, ma ha due caratteristiche fondamentali:
1) da’ risposte di sopravvivenza che vengono memorizzate, prima nel Sistema Nervoso Centrale e poi nel DNA, per comunicare alla prole notizie sul mondo esterno. E’ la base dell’adattamento, che salva la specie, ma fotte il singolo.
Non possiamo comunicare ai figli che verranno la concentrazione di ossigeno o la temperatura ambientale, ma comunichiamo loro la nostra risposta all’ambiente. Dato che però, memorizzando tutte queste risposte che si accunulano durante tutta la vita, continuiamo a darle anche quando non servono, poniamo le basi per l’insorgenza di quasi tutte le malattie di cui soffriamo.

2)Durante i primi 6-7 anni di vita ci creiamo il nostro Sistema Operativo. Se, per esempio, chiudo gli occhi ad un bimbo appena nato per qualche mese, resterà cieco per tutta la vita, perché è nei primi mesi di vita che si creano le basi neurologiche per la visione.

Pensate quindi come è importante dare il messaggio giusto nei primi 7 anni di vita e pensate come sia difficile da cambiare un substrato genetico impostato da generazioni.

Per questo, mentre educhiamo i nostri figli, ci viene istintivo comportarci come i nostri genitori si sono comportati con noi, perché ce lo abbiamo sia nel nostro DNA che nel nostro “Sistema Operativo”.

Cosa possiamo fare, allora per cambiare? Oltre a una terapia che consiglio a tutti (CRM Terapia), possiamo gestire al meglio il nostro bagaglio, realizzando l’errore che stiamo facendo e cambiando immediatamente strategia, facendo nostre le “regole” della poesia della Nolte ed applicandole, insegnandole ai nostri figli e rompendo con gli schemi del nostro sistema operativo, quando sbagliato, e del nostro DNA.
Mostrando al nostro cervello altre possibilità di sopravvivenza, altro modo di vivere la vita, poniamo le basi del cambiamento, che può avvenire, che deve avvenire, come dice Andrea, che ringrazio per tutti gli spunti di riflessione che ci dà, partendo da noi, dalla nostra famiglia, dalla nostra comunità, per diffondersi a tutta la società.

Anch’io appenderò questa poesia in casa, perché possa servire a me, a mia moglie ed ai miei figli, per le generazioni successive.

Buona e Santa notte a tutti.

Bill

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2007 at 00:09

Ragazzi, un grazie a tutti in questo sito non si finisce mai di imparare…
Un salutone a tutti
Massimo

Scritto il 26 novembre 2007 at 02:32

Caro Anonimo in fondo anch’io sono convinto che il sistema è da rifondare ma chissà partendo da noi stessi prima di tutto.

Per il resto questa è proprio una notte diversa dalle altre, Bill e piano, piano si avvicina la vera notte Santa, un momento magico di Gioia, un bimbo che viene ad annunciarci il messaggio più semplice ma allo stesso tempo più grande, un messaggio d’Amore, che progressivamente mi farà abbandonare il timone della nave per vivere pienamente con la mia famiglia questi giorni.

Ciao Riccardo benvenuto dal mondo silente e grazie delle tue parole, dai bimbi dalle nuove generazioni nasce la speranza, non per niente in ogni bimbo che nasce è nascosto un sogno di Dio!

Ciao anche a Voi Giulio e Massimo, c’è nell’aria qualcosa di speciale, qualcosa che profuma di Umanità anche se poi dobbiamo viverlo nella vita reale!

Buona Notte Andrea

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