SOTTOVALUTAZIONE GLOBALE: L'ORA DELLA CONSAPEVOLEZZA!

Scritto il alle 08:30 da icebergfinanza

“E’ ora che ciascuno si assuma la propria responsabilità: da tempo il mercato aveva percepito che il rischio non era valutato adeguatamente in un ampio ventaglio di aree di investimento e, in particolare, nel rischio di credito. Poiché il numero di default non era allarmante e da tempo non si registravano bancarotte di rilievo, le banche hanno accordato ai fondi di private equity linee di credito a condizioni molto generose e queto ha portato ad una sottovalutazione del rischio”.

Con queste parole inizia l’intervista di Alessandro Plateroti a Lloyd Blankfein presidente ed amministratore delegato di Goldman Sachs apparsa ieri sul SOLE 24 ORE.

Se vi ricordate tempo fa e precisamente il 18 marzo scrissi un post dal titolo SOTTOVALUTAZIONE-GLOBALE un periodo nel quale il mondo incominciava a scoprire le conseguenze possibili del fenomeno "subprime". In quel periodo la " socializzazione del rischio " attraverso le cartolarizzazioni dei mutui subprime e le entità satelliti fantasma del circuito finanziario, ovvero i conduits & siv erano ancora dei fenomeni di cui si incominciavano ad intravederne i germogli.

Scrissi allora:

Una cosa ormai è completamente chiara e riguarda l’eccesso di alchimie finanziarie o nell’uso di strumenti derivati che di per se  in alcuni casi servono a proteggere i mercati dalla volatilità e dai rischi ma che abusati possono produrre conseguenze difficilmente immaginabili!

Se non vogliamo sentirci dire che l’Etica nel libero mercato è come una barriera che ostacola la fantasia e la creatività del mondo finanziario almeno ricordiamoci cosa significa avere il senso della misura, del limite, essere responsabili verso se stessi  e nei confronti degli altri!

….essere responsabili verso se stessi e specialmente  ripeto, specialmente nei confronti degli altri.

Oggi improvvisamente dopo che il giocattolo si è rotto, l’amministratore delegato della più grande banca di investimento mondiale, Blankfein racconta che:

" Fin dalla primavera scorsa avevamo capito che il sistema non avrebbe retto all’eccessiva sottovalutazione del rischio " (…) Sono soddisfatto dei nostri risultati ma anche molto cauto sul futuro: i mercati hanno subito una forte correzione, ma altri aggiustamenti sono in arrivo. Il mercato del credito stà ancora affrontando grandi sfide, c’è ancora incertezza tra gli investitori e la reale entità delle perdite subite dalle banche con il tracollo dei mutui subprime deve ancora venire a galla. Il rischio resta sottovalutato e ci sono 300 miliardi di dollari di finanziamenti  per operazioni di leverage by out ancora in attesa di essere collocati. "

Fin dalla primavera scorsa……si sapeva tutto e nessuno ci ha detto niente, nessuno ci ha fatto caso, forse pure gli analisti di Goldman Sachs che diffondevano report con target stellari.

Blankfein ha sostituito nel giugno del 2006 l’allora amministratore delegato della Goldman Sachs, Henry Paulson divenuto segretario al Tesoro americano.

Un uomo da 6.200 dollari l’ora che all’improvviso, quasi un mistero ci comunica l’irrazionalità di una stagione indimenticabile che ha prodotto profitti stellari.

" La verità è che tutti noi avevamo smesso da tempo di dare il giusto valore al rischio "

" Alimentando la corsa folle dei fondi di private equity verso i finanziamenti a leva per le fusioni e le acquisizioni e riducendo i rendimenti sui debiti high yeld, abbiamo creato i presupposti del crack. Ora è importante comprendere la lezione e ricavarne insegnamenti che rafforzino la solidità dei mercati"

…..per ricominciare a correre verso nuovi traguardi, verso nuovi obiettivi, senza limiti, senza qualcuno che sull’onda del momento adotti interventi normativi e regolatori che limitino la libertà dell’irrazionalità umana.

Proprio in settimana uno studio di Standard & Poor’s comunica che sono state  finalizzate meno del 10 per cento delle operazioni messe in cantiere dai private equity, mentre le restanti aggregazioni o fusioni non verranno portate a termine o dovranno essere rinegoziate a condizioni più onerose.


Vorrei ora proporvi alcuni passi di un articolo a firma di Marco Onado, docente all’Università Bocconi apparso sul SOLE 24 ORE di oggi:

“ I sistemi di misurazione del rischio ( e i relativi controlli interni ) si sono dimostrati inadeguati e incapaci di incorporare la probabilità di eventi poco frequenti ma dalle conseguenze disastrose. “

Ricordo che più volte ho portato all’attenzione dei lettori di questo blog che la corazzata LTCM con al timone il fior fiore dei Nobel all’ Economia è affondata nella semplicità di un concetto basilare che troppo spesso finisce per essere dimenticato:
l’improvvisa mancanza della liquidità, ovvero l’aumento dell’avversione al rischio da parte degli investitori, il battito di una farfalla “subprime” o “rublo” che sia, che può scatenare un’uragano.

Ogni modello quantistico per quanto rasenti la perfezione è come un pesce fuor d’acqua senza l’elemento principe indispensabile alla sua stessa sopravvivenza.

Onado ricorda giustamente la delicatezza del momento in rapporto al debutto di Basilea 2  e la presenza del secondo pilastro ovvero la disciplina di mercato.

Opacità degli Hedge Fund e Conduits & Siv sono le facce di una stessa medaglia.

Misteri della Finanza che aiutano a comprendere come non sia possibile che hedge e grandi banche di investimento facciano miliardi di utili senza ricorrere ad operazioni ad alto rischi ed effetto leva.

Onado comunica la sua perplessità ricordando che i principi contabili di consolidamento e della vigilanza pongono molti dubbi in rapporto alla scoperta di cui Voi conoscete già i risvolti ( LA_FONTE_DELL’ETERNA_GIOVINEZZA ), che permette alle banche americane di valutare i debiti a prezzo di mercato e registrare profitti tanto più vistosi quanto più i loro titoli si deprezzano.

Conclude Onado, ammonendo contro la tentazione di imporre subito norme troppo restrittive ma ricorda che non possiamo permetterci ne di lasciare tutto come prima ne di giocare allo scarica barile.

Chissà forse nelle parole di Blankfein si può scorgere un barlume di pentimento, un’assunzione di responsabilità del senno di poi ma non vi è alcun dubbio che questo è il tempo della riflessione, il tempo del silenzio perchè in fondo …..

" Per aprire gli occhi ci può volere tutta la Vita. Vedere accade in un lampo ".

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6 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 29 settembre 2007 at 21:35

Ciao Andrea,
ti vorrei far notare un paio di chicche:

1-ING Direct, a subsidiary of the Dutch financial group, is to take over the customers and insured deposits of NetBank, an online lender with $2.5bn (£1.2bn) in assets that was shut down on Friday by the US government following losses on subprime mortgages and other loans.

The closure marks the largest US bank failure since the end of the savings and loan crisis in the early 1990s

2-The chief executive and entire board of Carnegie, the Nordic region’s largest investment bank, have been ordered to step down by Sweden’s financial regulator following a SKr630m ($97.6m) scandal – the largest in the country for a generation.

The three-year scandal involved three Carnegie traders inflating dealing profits by SKr630m between 2005 and 2007, leading the bank to overstate its profits and suffer a SKr315m writedown as a result.

Che dire da sotto il coperchio si comincia sentir cattivo odore…

Grande comne sempre.
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 30 settembre 2007 at 13:54

Ci avrebbero messo tutta la vita per aprire gli occhi, anche perchè li hanno riempiti abilmente di fumo (Andrea l’ha diradato per noi, da tempo), ma ora anche altri li stanno aprendo e lo stanno trasmettendo. Se, come credo, la crescita sarà esponenziale, non dovrebbe mancare molto al momento in cui tutti vedranno e molti, col cerino in mano, si bruceranno le dita, in un lampo.

Bill

Scritto il 30 settembre 2007 at 13:56

Caro capitano,
abbiamo rispettato il silenzio, anche in forma di rispetto per i 4 suicidi di Calais: una famiglia disperata, due genitori 55enni e due figli sotto i 30; si sono tolti la vita, dopo aver scritto “on est trop déconné”.
La notizia é apparsa su Yahoo.fr sabato mattina. Ed é stata subito tolta.
Il sindaco di Calais ha parlato di disoccupazione al 16 %, ma questa cifra non comprende i precari, i prepensionati, i sottoccupati in casa, i disoccupati non inscritti, che sono la maggioranza, i giovani che lavorano in nero come schiavi, i volontari delle varie organizzazioni non governative, …. ecco, la situazione é questa.
Tu l’hai descritta bene: il profitto si ottiene ormai riducendo i posti di lavoro. Non c’é scampo. Anche perché tutto cio’ che si dovrebbe sapere, é tenuto miserabilmente nascosto.
Un saluto a tutti
Da pinio

utente anonimo
Scritto il 30 settembre 2007 at 16:15

Ti invito, se credi, a sottoscrivere le petizioni causa birmana ai seguenti indirizzi:
http://www.avaaz.org/en/stand_with_burma/h.php/?cl=20623441%20
http://www.amnesty.it/appelli/firmamodelappelli.html?nomeappello=Myanmar_monaci
Grazie. Un sorriso ;-)

utente anonimo
Scritto il 30 settembre 2007 at 20:48

Ringrazio Andrea ma anche Pinio, Massimo e Bill per il loro contributo .

Da domani inizia la caccia a ottobre rosso …e si parte alla grande :

“Everybody’s nervous. This housing thing is big, and it’s going to continue,” said Kim Caughey, equity research analyst at Fort Pitt Capital Group in Pittsburgh, Pa.

This week will bring data not only on August’s pending home sales, but also on three major pillars of the nation’s economy: manufacturing activity, service sector activity, and employment.

Third-quarter earnings don’t arrive in earnest until mid-October, and the Federal Reserve isn’t scheduled to discuss interest rates until Oct. 30-31, so this week’s reports could help investors figure out where the economy is headed, if rates will keep falling, and whether corporate America is weathering the uncertainty.

The Institute for Supply Management is expected to report Monday that manufacturing rose at a similar rate in September as in August, according to the median estimate of economists surveyed by Thomson Financial. An ISM report Wednesday, however, is expected to show that growth slowed in the service sector, which makes up a larger portion of the economy than manufacturing does.

On Friday, the Labor Department is expected to report that the unemployment rate ticked up to 4.7 percent from 4.6 percent in September, after a surprising payrolls decline in August of 4,000.

Meanwhile, Wall Street will keep an eye out for corporate news this week.

Most companies are in a “quiet period” ahead of the earnings deluge in mid-October, but a few companies including Palm Inc. and Research in Motion Ltd. release quarterly results.

Ma non il fatto che è ottobre o novembre o quello che sarà il fatto è che siamo arrivati ad un livello tale che ogni giorno può essere il giorno decisivo “dei mercati azionari” senza il bisogno di particolari notizie (un pò come nel ’29 ) …. il motore del mondo non sono i soldi ma bensì la fiducia !

Ciao a tutti !
By Fabio !

Ps: mi spiace per quei francesi , e lo dico veramente !

Anonimo
Scritto il 1 ottobre 2007 at 10:11

Chissà che questa crisi non sia stata voluta, magari per mettere in condizione i disperati ad arruolarsi in qualche guerra per la “demoniocrazia”.
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2287&parametro=esteri
Ciao
Marco

ps. got popcorn?

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