ILLUSIONISMO IMMOBILIARE PERMANENTE!

Scritto il alle 06:06 da icebergfinanza

 

  

L’illusione è speranza ormai svanita, come la neve che si scioglie alla luce del sole, un soffice manto bianco che tutto copre e tutto nasconde, tutto rende così meraviglioso e scintillante, ma alla fine prima o poi si scopre la realtà e lentamente torna la Primavera.

Un’illusione permanente, fatta di revisioni, di dati che incorporano percentuali bulgare di possibili revisioni che portano alla luce una realtà sempre più oscura.

770.000 nuove abitazioni vendute, regolate alle variazioni stagionali, questi i dati rilasciati dal  US.CENSUS, che corrispondono ad una salita del 4,8 % rispetto al mese precedente con una possibilità di errore, e questa la sottolineo io, del 10, 3 %. Il mese precedente le vendite di agosto sono state modificate al ribasso da 795.000 a 735.000 et voilà il gioco è fatto, come per incanto abbiamo un aumento delle nuove abitazioni. Lascio a Voi il compito di calcolare la percentuale di revisione del mese scorso e quella precedentemente comunicata ma ricordo a tutti che pure i numeri di giugno e luglio,  sono stati modificati al ribasso.

Ricordo solamente che la revisione di agosto è incredibile e che, come abbiamo visto per le revisioni di giugno e luglio, sarà rivista al ribasso nel mese di novembre.

Date un’occhiata alle ESPLENATORY NOTES, nel documento del US CENSUS ed avrete una visione completa rispetto alle revisioni possibili.

Il dato corrisponde ad un regresso del 23,3 % rispetto al settembre 2006 e pensare che siamo solo all’inizio della tendenza.

I dati dimenticano la stagione dei grandi saldi messa in opera giustamente dai costruttori e il prezzo medio di un’abitazione non incorpora le profonde revisioni.

Il numero degli inventari, ovvero delle abitazioni invendute che aumentano i mesi necessari ad ammortizzare le nuove costruzioni ( al momento 8,3 mesnon riportano gli annullamenti dei contratti, che come abbiamo visto in un precedente post sono al livelli record in costante e progressiva salita.

Ci tengo a ricordare che questi dati sono di difficile rilevazione, specialmente in una situazione immobiliare come quella che si vive in America e che quindi i dati del US CENSUS sono presentati in maniera il più possibile corrispondenti alla realtà, precisando alla luce del sole le difficoltà ( evidenziate dalle percentuali di errore ) nella rilevazione.

Se poi la tendenza dei media o di coloro che analizzano in maniera " interessata " questi dati enfatizza il rimbalzo o la svolta, io non ci posso fare niente tranne ricordare ai lettori le variabili impazzite di questa deflazione immobiliare.

Ricordo inoltre che in passato, nelle ultime cinque recessioni la caduta, e in questo caso si tratta di un vero e proprio crollo, delle vendite o delle Housing Starts ha anticipato ben quattro recessioni.

Non me ne volete, ma la recessione è un marchio indelebile stampato nelle mie " illusioni"  " purtroppo " supportato dai dati e dai grafici.

 

Concludo infine questo post con un articolo apparso su TELEGRAPHonline segnalatomi da Federico il quale ricorda che in fondo gli inglesi sono sempre stati abili maestri nella navigazione, provetti marinai.

The credit crisis is far from over and British shareholders are at serious risk of becoming its next victims, the Bank of England has warned.

 

Thanks to Economist

from_BLOOMBER.com

Meditate gente, meditate!

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13 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2007 at 09:17

Il mio quesito è lo stesso : a quale categoria appartengono gli OPTION ADJUSTABLE RATE rispetto ai SUB-PRIME , ALT-A, PRIME … ? Grazie
Qualcuno ha scritto che il mercato azionario E’ UN’ALTRA COSA , e che qualcuno prevedeva il CROLLO già molti anni fà – vedi Larouche – ma il mercato ha continuato a salire.
Ritengo che negli ultimi anni il mercato azionario abbia subito spinte definiamole secolari quali ad esempio il calo dei tassi , l’abbassamento del premio al rischio, l’aumento dell’ indebitamento, cartolarizzazioni ecc che si sono aggiunti ovviamente alla crescita degli utili delle aziende. Tante di queste spinte secolari hanno un limite fisico – es. i tassi , o l’indebitamento – e quindi nei prossimi decenni le azioni non potranno più contarci, anzi! Il rischio è che le spinte si tramutino in freni.
Aggiungo che se finora non ci sono stati crolli azionari pur in presenza di eccessi ciò non vuol dire che non avverranno in futuro, anzi!
Guardare alla salita del prezzo delle azioni come una conferma che il MERCATO è un’altra cosa è cercare conferma delle proprie ragioni nel comportamento degli altri investitori .
In altro mio post ho già portato un esempio di un esperimento: se siamo soli in una stanza e vediamo fumo entrare dalla porta ci allarmiamo immediatamente; se – qui sta l’esperimento fatto- siamo in compagnia di attori che nella stessa situazione non si muovono, allora anche noi non faremo niente. Il nostro pensierò sarà : se tutti stanno tranquilli vuol dire che non c’è niente di cui preoccuparsi.
Oggi c’è un sacco di fumo, nessuno fà la prima mossa di scappare perchè … se tutti gli altri rimangono dentro esisteranno dei buoni motivi … e chi dice che il fumo c’è quando c’è un fuoco sbaglia, perchè se ci fosse un incendio … beh scapperemo tutti, o saremmo già scappati nel 2004 !!!!
Fogar

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2007 at 09:26

Ma sempre e solo con il permesso di Capitan Andrea di cui siamo ospiti – E allora….I NOMI :

FABIO — presente
NAUTILUS – presente

Ti saluto con simpatia Fabio – leggo sempre con interesse i tuoi commenti – e comunque che la mia sia presa come una provocazione alla tensione psicologica che avverto salire sempre più. Un saluto per Annalisa (non vorrei si sentisse esclusa).

Buon fine settimana Capitan Andrea
La prossima sarà una settimana……..

nautilus

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2007 at 09:45

messaggio per fogar :
se ti ferisci a me, sappi che anch’io sono convinto che oggi tutto il mercato sia drogato, da ogni alchimia possibile, lo e’ da sempre e in maniera sempre maggiore.
Il tanto atteso crash, avverra’, nessuo sa quando ma arrivera’,
ma a me sembra che qualcuno qui dentro ne gode all’idea ed esultera’ dicendo io l’avevo detto, ma sapete quante famiglie questo non lo sanno e comprano la merda che gli vendo banche e promomotori????????
e di questo c’e’ da godere?
pensi che coloro che mouvono mercati e drogano il sistema con le lorso speculazioni lo prendando in quel posto?
pensi che il mondo finisca?
le mie non sono domande alle quali devi rispondermi, ma devresti sapere che non tutti i lettori hanno capacita’ critica di capire cio che leggono. per fortuna stanno diminuendo i seguaci di greenspan, che aveva inventato un sistema interessante:
1 dice che c’e’ una bolla, i bui vendono,e gli amici comprano, il mercato scende e le cresce in popolarita’.
2) il mercato rimbalza i buoi comprano e gli amici vendono.
3) il mercato crolla –
Greenspan : ve l’avevo detto……….
meditate – meditate
Tommaso

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2007 at 10:51

Che il mercato sia drogato,pare indubbio.
Le autorità monetarie americane, che fino ad agosto 2007 ,in tutti i comunicati informavano del pericolo inflazione ed il conseguente mantenimento dei tassi di colpo a crisi iniziata (metà agosto 2007) si affannavano a far scendere il tasso di sconto,a dispetto di ogni logica (alemeno quella seguita fino ad allora) per frenare il tracollo borsistico,dopo che non erano riusciti a farlo nemmeno iniettando miliardi e miliardi di dollari liquidi.

Il problema è sapere quando questi decideranno di far sapere alla gente le cose come stanno veramente, cioè che tutto è sopravvalutato (ad iniziare dall’euro).
Saluti

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2007 at 13:04

Piinio, presente!
Approfitto anch’io per salutare Annalisa, la mia (e quella di Fabio) erano ovviamente delle battute.
Ed approfitto per dire ancora una volta che gli argomenti sollevati da Pierluigi sono e saranno e sempre più attuali.
Ciao capitano! te li meriti tutti i complimenti!!!!

PS: Caro Nautilus, perché ci dobbiami contare? mica siamo nati ieri.

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2007 at 16:03

Fabio anch’io non ho perso le speranza per ottobre rosso,
se mercoledi’ la fed non taglia, altro che ottobre rosso si apre una crepa nel mercato come non se sono mai viste.
e con il Wti a 92 usd e il dollaro 1,44, non so proprio con quale coraggio possa tagliare mister BB, comunque vada sara’ un disastro,
Luca

Scritto il 26 ottobre 2007 at 18:04

Bill: PRESENTE.
Parecchi mesi fa avevo anche proposto di incontrarci da qualche parte in Italia, in un posto equidistante, ma a quel tempo eravamo in pochi.
Taddeo: io vivo ad Alassio ed anche qui il mercato immobiliare si è paralizzato da circa un anno. Forse che il “nuovo” governo c’entri qualcosa?

Buon fine settimana, grazie a tutti e un grande inchino al nostro capitano Andrea.

Bill

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2007 at 19:41

Ma sempre e solo con il permesso di Capitan Andrea di cui siamo ospiti – E allora….I NOMI :

Bill: PRESENTE. – 26 Ottobre 2007 – 19:04
Piinio, presente! – 26 Ottobre 2007 – 14:04
FABIO — presente – 25 Ottobre 2007 – 23:38
NAUTILUS – presente
Caro Piinio hai ragione anke se non siamo nati ieri a ke serve contarsi ma lo ribadisco che la mia sia presa come una provocazione alla tensione psicologica che avverto salire sempre più e ke presenta dei lati affascinanti dal punto di vista umano. Ti saluto con simpatia Piinio. Ed è comunque molto interessante come ognuno di noi si ponga. Sono in ogni caso indicazioni psicologie di noi “attori” come afferma 1 anonimo ke ha dimenticato d’indicarci il suo NICK name nel commento del 26.10.2007 ore 00.20 a dir suo. “Caro Andrea e cari attori (non mi viene altra parola) di questo forum, nessuno escluso. Mi sento di salutare tutti perchè ognuno è libero di credere e poi di pentirsi delle sue convinzioni.” Questo è 1 gioco. 1 gioco di vita per quanto virtuale in cui comunque si mettono in gioco i propri sentimenti, le proprie emozioni, le proprie razionalità cioè noi stessi. Ed è un piacere essere con tutti Voi. Nessuno escluso.
Saluti nautilus.

Scritto il 26 ottobre 2007 at 22:07

Caro FOGAR non mi sono dimenticato della tua domanda e quindi eccomi qui, la giornata mi concede spazio solo ora, quando i bimbi sono nel mondo dei sogni!

Gli ADJUSTABLE RATE MORTGAGE sono dei contratti di mutuo ipotecario che prevedono una revisione periodica e predeterminata del tasso di interesse. La revisione è legata all’andamento di alcuni indici economici e ha lo scopo di ridurre la rischiosità dell’operazione ( SIG!) con l’aggiunta di un margine

A margin is defined as the difference between the interest rate and the index on an Adjustable Rate Mortgage

The Options Adjustable Rate Mortgage is an ARM (Adjustable rate Mortgage) like most others in its origins. It consists of taking an index, most commonly the MTA (12 month Treasury Average), CODI (Cost of Deposit Index), and COSI (Cost of Savings Index), then adding a margin to total the final interest rate.

Ci sono cinque diversi tipi di indice di riferimento :

There are 5 types of commonly used indices. Each index is influenced by different forces acting upon it. The thing to remember about the index is that it always fluctuates. An index never gets locked in when the loan closes, only the margin gets locked in at closing. The following is the list of each index and a brief description of how the index works:

• MTA – The 12 month Treasury Average. It takes the previous 12 monthly values of the 1 year CMT (US Treasury Security) and averages them creating a much more stable index than the CMT itself.

• CODI – The Cost of Deposit Index is the 12 month average of the monthly averaged yields on the nationally published 3 month Certificate of Deposit Rates.

• COFI – The 11th District Cost of Funds Index reflects the average interest rate paid by the member banks and savings institutions located in Arizona, California and Nevada. The largest part of this index is based on savings accounts so it will move more slowly to market swings. The COFI has long been considered the most stable and popular of indices associated with the Options ARM.

• COSI – The Cost of Savings Index is the hardest to track but arguably the least volatile. The COSI index is the weighted average of the rates of interest paid on depository accounts held with World Savings. The index is calculated at the end of every month and then averaged with the previous 12 months creating a very stable index.

Esistono poi quattro opzioni di pagamento :

1. OPZIONE MINIMA DI PAGAMENTO

2. INTEREST ONLY PAYMENT solo interessi e niente quota capitale

3. 30-YEAR PAYMENT

4. 15-YEAR PAYMENT

Il pagamento minimo è la ” MIGLIOR ” opzione suicida deille quattro opzioni in quanto si trasforma direttamente in ammortamento negativo che alla scadenza permette di perdere la proprietà e restare con un bel mutuo infinito.

La seconda opzione come dice la definizione permette di coprire con rata concordata solo la quota interesse che se protratta nel tempo sino alla scadenza è paragonabile ad un affitto in proprietà. Nelle clausole ipotecarie solitamente viene indicato per quanto tempo è possibile tenere la rata concordata che copre unicamente la quota interesse con la conseguenza di entrare in foreclosure.

Le altre due opzioni sono riferite alla durata prestabilita con opzione sulla quota interesse e capitale alternativamente.

Per concludere SUBPRIME / ALT-A / PRIME non sono altro che i livelli di reddito in cui vengono classificati i mutuatari che accedono ai mutui ARMs a seconda delle quattro opzioni descritte mentre gli OAR sono ARM’s anch’essi riferiti in questo caso a tutti i livelli di reddito agganciati a indici di riferimento con un margine prestabilito,

Spero di aver contribuito a dissolvere la nebbia!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 27 ottobre 2007 at 08:01

Ti ringrazio Luca !
Volevo aspettare anch’ io il dato sul GDP e se arriverà il presunto taglio !

Ribadendo che anche se la borsa crescesse del 1000 % in questi giorni la mia idea non cambia !

Ciao a tutti E buon week end !
By Fabio !

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2007 at 10:26

ringrazio Andrea per la precisa risposta.
La mia perplessità rimane la stessa: perchè “sommare” nel grafico i SUBPRIME/ALT-A/PRIME ai OAR che sono a loro volta scindibili in SUBPRIME/ALT-A/PRIME ???
Non perdiamo cmq tempo in questioni di lana caprina – Andrea rimani concentrato e non ti far distrarre ! – .

Il chiaro messaggio è che stanno per arrivare alla data di rinegoziazione moltissimi mutui, soprattutto SUBPRIME, che avranno quindi in futuro una rata molto più alta . STOP
Fogar

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2007 at 11:14

Visto che è in atto un appello,
Marco, PRESENTE.
E giacchè sono qui vi linko l’ultimo di Blondet sul mercato immobiliare e chi loci governa:
29/10/2007
A Napoli i pignoramenti di case sono aumentati del 29%, a Milano del 22%, a Roma del 21%. Ma le cifre assolute sono piccole: nessuno si accorgerà delle 317 famiglie in più rispetto al 2006 che a Napoli non sono riuscite e pagare il mutuo variabile, o delle 317 di Roma, o delle 227 di Milano. Sul lastrico, ma non saranno un problema sociale.
Consoliamoci: in USA, la Commissione Economia del Congresso prevede che entro il 2008 le famiglie americane buttate fuori di casa saranno due milioni.
Sub-prime borrowers.
Il prezzo della casa mediana americana era di 262.600 dollari a marzo; in settembre è sceso a 211.700. un crollo del 18%, rapidissimo.
In Italia, dicono le banche, non può accadere.
Solo l’1% di mutui non vengono pagati.
E’ la lunga abitudine a mentire, o la abituale cieca, avida stupidità?
A tre mesi dal colossale collasso speculativo americano, ancora non si prende atto del disastro.
E il collasso continua.
Merrill Lynch ha ammesso di avere in tasca «obbligazioni sostenute da debito» (CDO) ed altre carabattole derivate e sub-prime fantasiosamente confezionati per 8,4 miliardi di dollari.
Ora, visto che nessuno vuol comprare quella rumenta, deve detrarre la cifra come perdita.
Meno di un mese fa aveva mentito: solo 5 miliardi di dollari di perdite, aveva assicurato.
La cifra è astronomica: si pensi che la bancarotta del Long Term Capital Management nel 1997, un fondo speculativo fondato da due cretinissimi premi Nobel (Merton e Sholes) aprì un buco di 4,6 miliardi di dollari, provocando la necessità di un intervento-salvataggio di Stato.
Merrill Lynch è fallita, e cerca un compratore: invano, di questi tempi.
Altre splendide banche speculative, di cui i media ci hanno raccontato le epiche storie, saranno trascinate nel baratro, gonfie di CDO che avevano scritto all’attivo per cifre insensate («valori» definiti in base a formule matematiche e valutazioni delle agenzie di rating, non dal mercato), ed ora valgono zero.

Vediamo: solo le perdite del terzo trimestre hanno divorato un quinto del capitale proprio di Merrill Lynch.
Il che significa che i prestiti che potrà concedere si contrarranno di un multiplo della perdita.
Così la rovina degli speculatori finanziari si riflette sull’economia reale: meno fidi e meno mutui, a prezzi più cari.
E non solo: «C’è il timore che le quattro più grandi banche USA stiano ancora cercando di nascondere i loro debiti», dice Hans Redeker, capo del valutario a BNP Paribas (1).
Quello che è finito è la sola grande industria americana rimasta: «L’America si è specializzata nella produzione di debiti (delle famiglie, delle imprese e delle istituzioni pubbliche) e nella vendita di tali debiti a detentori esteri [fondi-pensione tedeschi, assicurazioni giapponesi, magari anche comuni italiani ed altri gonzi], che stanno per accorgersi che rischiano di non essere mai rimborsati», scrive il sito d’analisi francese Europe 2020.
E fa il paragone coi «prestiti russi»: titoli di debito emessi dal regime zarista prima del 1917 – la Russia era in frenetico sviluppo economico sotto lo Zar, aveva bisogno di capitali – furono comprati in massa da risparmiatori europei, specie francesi.
Poi arrivarono i bolscevichi: e con quei fogli di carta filigranata, ornati di aquile, diversi francesi si fecero la tappezzeria.
Ora è peggio.
L’America è già in stato d’insolvenza, dato che il cumulo dei debiti privati, pubblici e familiari supera il quadruplo del prodotto interno lordo.
E gli effetti mondiali già si vedono.
Il Giappone è tornato in recessione: la costruzione di case nuove è calata del 23,4% in luglio, e del 43,4% in agosto.
Londra ha conosciuto la prima corsa agli sportelli dal 1878, quando fallì la City of Glasgow Bank.
La Banca Centrale Europea ha iniettato 400 miliardi di euro in liquidità – cifra mai vista – senza esito apparente.
La Spagna ha il 98% dei mutui a tasso variabile di tutta la eurozona (trionfo dell’edilizia speculativa), ed ora l’intera eurozona subisce un aumento dei tassi di almeno mezzo punto: la Spagna è spacciata, e tanto più gli spagnoli che hanno comprato la casa all’apice dei prezzi, e la dovranno vendere a prezzi crollanti.
In Inghilterra, il costo dei fidi per le imprese è rincarato di quasi il 2%.

La Federal Reserve non solo ha iniettato, ma ha tagliato i tassi di mezzo punto e sta versando denaro alle banche accettando come collaterale quei CDO che non valgono nulla: anche con lo sconto, è come comprasse escrementi di cane come gioielli.
Si calcola che tutta quella cacca confezionata in pacchetti emessa dalle banche ammontasse a 2 trilioni di dollari, duemila miliardi, ovviamente prima del diluvio.
Ben Bernanke ha chiamato le banche a creare un fondo di salvataggio da 100 miliardi: eterno ottimista.
Non stupisce che il dollaro canadese valga ora di più di quello americano, e che i detentori di cacca e Buoni del Tesoro USA, Arabia Saudita in testa, si siano sganciati dal dollaro, e Taiwan, Corea, Vietnam e Cina stiano alleggerendosi di dollari USA.
La Banca d’Inghilterra ha avvertito, nel suo periodico «Financial stability Report», che «i prestatori sono ancora in seri guai», e che resta il rischio di «un crollo della proprietà commerciale», e le azioni sono «particolarmente vulnerabili».
La crisi d’agosto, conclude, può ripetersi «su scala ancora più larga».
E il petrolio è a 92 dollari.
Che cosa si vuole di più per parlare di grande recessione imminente?

Siamo nella prima delle sette fasi della crisi sistemica predetta da Europe 2020: la trasmissione globale della infezione finanziaria scoppiata in USA, e il passaggio dalla crisi di liquidità alla «crisi di fiducia in tutti i valori finanziari e monetari americani» (2).
«Bisognerà attendere ancora un anno perché la vastità delle perdite generate dalla crisi dei subprime e la sua amplificazione attraverso i CDO si manifesti pienamente» e si ripercuota sui sistemi finanziari occidentali, sui detentori di «attivi finanziari» USA, e sull’economia reale.
Dopo, verranno le altre fasi.
Ci limitiamo a darne l’elenco secondo Europe 2020:
Fase 2 – «Crollo borsistico, in particolare in Asia. Da – 20% a –50% in un anno, secondo le varie regioni del mondo».
Fase 3: – Esplosione delle varie bolle immobiliari mondiali: Regno Unito, Spagna, Francia e Paesi emergenti.
Fase 4 – Tempesta monetaria. La volatilità al massimo e dollaro al minimo.
Fase 5 – Stagflazione (inflazione più stagnazione) dell’economia globale. Recessione-inflazione in USA, crescita molle in Europa, recessione.
Fase 6 – «Grande depressione» in USA, crisi sociale e salita dei militari alla gestione del potere.
Fase 7 – Accelerazione brutale della ricomposizione strategica globale, attacco all’Iran, Israele sull’orlo dell’abisso, caos medio-orientale, crisi energetica.
Il futuro ci dirà cosa significano davvero queste linee sibilline.
Ma qualcosa già si prospetta nella testa di qualche speculatore.
«La minaccia al capitalismo è all’orizzonte», ha detto al Telegraph Bernard Connolly, global strategist della Banque AG: «La socializzazione del rischio porterà in vari Paesi alla socializzazione della ricchezza. Gli investitori che ora brigano per farsi salvare dallo Stato dovrebbero stare attenti a quel che vogliono. La democrazia ha i suoi modi per farli pagare. Ricordate che in Inghilterra, negli anni ’70, c’era una tassa del 98% sui dividendi».
Speriamo almeno questo.
Il peggio è che non c’è nessuno al comando, capace di governare una simile crisi.

Il 18 ottobre scorso, quando Bush ha evocato la te
rza guerra mondiale, è stato ridicolizzato e aggredito dal vivo dai giornalisti alla conferenza-stampa.
Lui s’è arrabbiato, ha perso il controllo.
Gli succede spesso.
Molte visite ufficiali sono state cancellate per «ragioni mediche», più probabilmente per ubriachezza.
E’ stato notato che Laura, la moglie di Bush jr., non l’ha accompagnato al vertice APEC di Sidney a settembre.
Si dice che Laura abbia le carte per il divorzio già pronte, e che abbia accettato di apparire al fianco del marito solo finchè resterà in carica, dietro emolumento.
La madre, Barbara Bush, ha accusato il figlio di distruggere il nome della famiglia.
George Bush senior, l’ex-presidente, è in rotta con il figlio e lo tratta praticamente come un interdetto.
Bush è una larva esausta, vaneggiante, irosa.
Gran parte del comando è in mano a Dick Cheney, un uomo che ha avuto almeno quattro insulti cardiaci dal ’78, ed ha subito operazioni maggiori, fra cui un’angioplastia coronarica d’urgenza nel 2001, l’impianto permanente di un defibrillatore, e un intervento di riparazione per un aneurisma dell’arteria poplitea.
E’ un arteriosclerotico grave e uno zombie tenuto su da pillole, come un Breznev dei tempi sovietici.
Due uomini senza futuro, agonizzanti, sono alla testa della più massiccia forza armata nucleare mai vista, impegnati in due guerre perdute, e ne minacciano una terza.
C’è davvero qualcosa di apocalittico in questa potenza politica senza cervello, eterodiretta verso la rovina.

Appare come «il simulacro della bestia» a cui il suggeritore occulto anticristico, il falso agnello, «infonde lo spirito in modo che potesse parlare».
«Ed esercitava tutta l’autorità della prima bestia per conto di essa».

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2007 at 11:17

non sono giargianese, avevo scritto “lo/ci governa”
ciao
Marco
ps.
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