AMERICA: VIXMANIA!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Cartoon of the Day: Tiny... - 05.23.2017 Vixman cartoon

L’ho scritto anche nel mio libro, giusto per non dimenticare, ecco alcuni passi tratti da ” Un mondo di bolle ” di Edward Chancellor, studioso di storia a Cambridge ed Oxford, editorialista del Financial Times e dell’Economist.

Riferendosi alla grande crisi giapponese, alla ormai tripla lost decade giapponese,  Chancellor scrive:

” Il giorno dopo il crollo di ottobre i rappresentanti delle più importanti società di brokeraggio del Giappone – Nomura, Daiwa, Yamaichi e Nikko, chiamate le “quattro grandi” – furono convocati al ministero delle Finanze. Ricevettero l’ordine di mantenere il mercato delle azioni NTT e di impedire all’indice Nikkei di scendere sotto quota 21.000. Ubbidendo a questa richiesta i broker offrirono ai loro clienti più importanti garanzie contro le perdite per incoraggiarli a rientrare nel mercato. Nel giro di pochi mesi l’indice Nikkei aveva recuperato le perdite e stava puntando verso nuovi picchi. In forma ufficiosa i funzionari del ministero delle Finanze si vantarono che la manipolazione del mercato azionario erà più facile del controllo del mercato valutario.

Credo che non vi sia bisogno di aggiungere nulla, ma proseguiamo:

” Nel complesso i “quattro grandi” pesavano per più di metà degli scambi del mercato azionario di Tokyo.(…) In un rapporto intitolato “Theme Chasing: The Engine of the Tokyo Stock Market” una banca d’investimento americana avvisava i suoi clienti: “L’istinto del gregge è un solido istinto di sopravvivenza in un ambiente di eccessiva liquidità”.Grazie alle loro ampie partecipazioni azionarie nella stampa i “quattro grandi” broker riuscirono a manipolare l’informazione che raggiungeva i loro clienti.

Il rialzo del mercato azionario USA i nuovi record, non certo inaspettati per noi di Icebergfinanza, anzi più volte pronosticati, sono solo la sintesi del rialzo di pochi titoli, di pochissime blu chips, soprattutto tecnologiche il resto è fermo al palo, la maggioranza dei titoli non ha registrato sensibnili variazioni.

Ieri un’altra DOPPIA mazzata è arrivata per le prospettive del Pil del secondo trimestre USA, calano le esportazione e crescono le importazioni, come ben sa chi ci segue da anni l’import per la crescita è un fattore negativo, il differenziale vedrà sensibilmente correggere le prospettive per il secondo trimestre…

International Trade in Goods  
Released On 5/25/2017 8:30:00 AM For Apr, 2017
Prior Prior Revised Consensus Consensus Range Actual
Balance $-64.8 B $-65.1 B $-64.6 B $-65.5 B to $-62.0 B $-67.6 B
Exports % change -1.7 % -0.3 % -0.9 %
Imports % change -0.7 % 0.1 % 0.7 %

Highlights
A key early indication on the strength of second-quarter GDP is not favorable as the nation’s goods deficit widened $2.5 billion in April to $67.6 billion. Exports of goods continue to show weakness, down 0.9 percent in the month to $125.9 billion that show sharp declines for vehicles and consumer goods. Imports of goods, which are a subtraction in the national accounts, rose 0.7 percent in the month to $193.4 billion with consumer goods and agriculture both rising.

Also released with this report are advance data on wholesale and retail inventories, both down 0.3 percent in the month and also negatives for GDP.

A widening trade deficit that includes a weakening in exports is a negative for the economy, pointing to currency outflow and soft global demand. In contrast, the draws in inventories, though negatives for GDP, are positives for the outlook, lowering the risk of unwanted overhang and pointing to the promise of having to rebuild stocks.

Non solo, anche i dati in arrivo dal Retail Inventories vedrà notevolmente ridimensionare il dato atteso per il secondo trimeste, attese di un rialzo per lo 0,3 % sono state deluse con un clamoroso ribasso del 0,3 %!

La luna di miele di Trump con i mercati è finita, le fesserie, le previsioni della Federal Reserve stanno per essere definitivamente smentite, negli ultimi giorni non un solo dato ne dal mercato immobiliare ne dall’economia reale, suggeriscono che la frenata del pil per il primo trimestre sia stata temporanea.

Retail Inventories [Advance]  
Released On 5/25/2017 8:30:00 AM For Apr(p), 2017
Prior Prior Revised Actual
M/M % change 0.4 % 0.3 % -0.3 %

Highlights
Retail inventories fell 0.3 percent in April with motor vehicles down 0.5 percent. Excluding vehicles, inventories fell 0.2 percent.

Non solo, anche il precedente dato è stato rivisto in negativo!

Oggi uscirà la revisione del pil per il primo trimestre, ovvero il nulla, oltre agli ordini di beni durevoli previsti in netta contrazione intorno al 1 % negativi…

Recent History Of This Indicator
Second-quarter GDP is expected to be revised to 0.8 percent from an initial estimate of 0.7 percent. Consumer spending was very weak in the first estimate, at a 0.3 percent annualized rate of growth with the revision seen at plus 0.4 percent.

Non ci sarà alcuna recessione per il momento ma un sensibile calo delle aspettaive di crescita nei prossimi mesi, sarà un miracolo se il pil americano nel 2017 riuscirà ad arrivare ad una crescita del 1,5 %.

Quindi inventari decisamente in calo, deficit commerciale che si allarga di quasi il 4 %, crollo delle vendite di nuove abitazioni del 11 %  nel mese di aprile, primo del nuovo trimestre e sensibile riduzione di quelle esistenti, per no parlare dei consumi e degli investimenti.

La nuova buona notizia arriva direttamente dal mercato immobiliare, ovvero tornano “underwater” molti proprietari di case.

Le “first lien” mortgage secondo il rapporto della Black Knight Financial Services, sono aumentate del 13 % il maggior aumento mensile dal 2008, oltre 241.000 americani incominciano ad essere in difficoltà nel pagare le rate dei mutui, diminuiscono al momento i pignoramenti che raggiungono il minimo di 10 anni.

Il numero dei proprietari che non pagano la rata del mutuo da 30 o più giorni è ora al 4,10 % , come ben ricorderà chi ci segue dal lontano 2007, si incomincia sempre così, anche se questa volta sarà diverso, questo testimonia che la classe media nonostante la conclamata piena occupazione è in difficoltà e i redditi sono decisamente stagnanti.

Come nel 2007 si intravvedono gli spasmi di coloro che … ma lei Mazzalai è il solito pessimista, no carissimi sono un ottimista ben informato.

A proposito di petrolio mentre tutti prospettavano chissà quale esplosione per gli accordi dell’OPEC…

…e infatti…

Ovviamente è solo un innocente spasmo di breve termine, il destino è segnato!

State sintonizzati, chissà che i prossimi appuntamenti elettorali non riservano più di una sorpresa e che la questione banche in Italia non incominci di nuovo a degenerare aspettando l’appuntamento della Grecia con il suo debito.

Per il momento noi ci fermiamo qui, appuntamento nelle prossime settimane con Machiavelli e la sua “Estate di ferro e di fuoco”.

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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37 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 14:32

Il MIB e il DAX iniziano a emanare un cattivo odore. Se il S&P corregge quest’estate, sarà odore di putrefazione, soprattutto il MIB. Attendiamo gli eventi, che sia ora o dopo non cambia, o le CB comprano tutto e iper inflazionano o il target finale è sempre quello: sotto 10.000 per il MIB in linea con l’andamento della borsa giapponese da un max di 40.000 a un minimo sotto 8.000 cioè -80%. Per il DAX sarebbe 2500.

giobbe8871
Scritto il 26 maggio 2017 at 15:06

Grande Mazzalai.
semplicemente grazie di ESISTERE, di essere tra Noi a indicarci e spiegarci la REALTA’, resa confusa dalle MANIPOLAZIONI dei MASSONI, ed USURAI

giobbe

giobbe8871
Scritto il 26 maggio 2017 at 15:10

john_­ludd@fi­nan­za,

dax a 2500
che goduriaaaa ahhh

giobbe8871
Scritto il 26 maggio 2017 at 15:12

aspettiamoci INVASIONE allora …

giobbe8871
Scritto il 26 maggio 2017 at 15:15

ed un altro C.L.N come dopo 8 settembre 1943…si formerà

quando?

dopo la Brexit a fine 2019 !

giobbe8871
Scritto il 26 maggio 2017 at 15:19




vito_t
Scritto il 26 maggio 2017 at 16:05

… nella vita tutto può essere ,anche che il nostro indice vada a 8.000 … ma tale livello QUAGLIA , … ovvero si spara con un mitra sul povero pennuto ?
… con il mio pallottoliere, .. provo a fare qualche verifica, … il pil del nostro paese grosso modo , è attorno ai 1.700 miliardi di eurozzi e la capitalizzazione del pennuto ovvero del Mib al 30 aprile è di 464 miliardi .. Difficilissima divisione e viene fuori che il rapporto è di circa il 27,3% contro un rapporto del 130% dell’S&P500 e del 100% circa dell’Ibex così per fare due confronti della serva ..
Allora se il 30 aprile la capitalizzazione era di 464 con il mib a 20,600 … mi chiedo , quanto diventerebbe a 8.000 … , ,, vado a “spolverare” qualche libro di matematica e zac .. trovo che diventerebbe 180 miliardi circa, … Poi provo a fare un ragionamento, semprechè gli ultimissimi neuroni rimasti .. ( sono datato .. ), … mettiamo che la crisi che verrà mi tagli fuori un 30% di pil , quindi , non proprio un raffreddore .. a quanto arriverebbe il rapporto citato ? … diciamo 180 di borsa contro 1.200 di pil e la mia calcolatrice mi restituisce un rotondo 15% !!!1
Sgrano gli occhi ! .. e mi chiedo caspita .. in realtà ho pensato altro , .. che comincia sempre con la c e finisce con due z e una o … ma cosa può accadere per arrivare fin lì ? …. l’ennesimo default ? .. ma vado a leggere nei libretti .. e scopro che l’ventuale default sarebbe il primo della nostra storia, semprechè abbia letto nei libri giusti …. poi penso anche che a 12.000 ci siamo già stati …. ma mi sveglio sudato .. era solo un incubo … !
Mettiamola sul ridere , e tutto , veramente tutto , può essere, ma occorrerebbe anche ipotizzare livelli più sobri … che siano almeno parzialmente giustificabili ….

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 16:18

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

con la crisi del 29 la borsa americana perse l’85% dai massimi, con lo scoppio della bolla giapponese la borsa dai massimi scese l’80%. La borsa italiana è infarcita di titoli finanziari che in una crisi finanziaria vanno a zero. Nella crisi passate colossi come Enron sono passati da 80 miliardi di capitalizzazione a zero così come WorldCom e altre. La borsa italiana è la peggiore borsa al mondo perchè ha pochi titoli poco differenziati e poco liquidi. Se non va sotto 10.000 è perchè va a 200.000 come in Israele nel 1983-84. Come vedi nessun paragone con paesi banana come il Venezuela, l’avanzatissimo Israele. Domanda: quanto vale una banca italiana che OGGI è farcita di bad loans, DOPO la prossima recessione ? E quanto vale Enel che ha debiti alle stelle essendo di fatto una società finanziaria mascherata ? Vito_t non ce l’ho con te, ma fare un paragone tra borsa americana (di fatto la borsa del mondo) e quella italiana mi sembra come minimo improprio. Non ho mai comprato titoli italiani se non giocarci qualche settimana, anche ci fosse della roba buona (che c’è) è ILLIQUIDA e in Italia non esiste alcuno in grado di sostenerla con un minimo di credibilità. Inoltre alla Consob non ci sono dei genii e chiunque sia al governo durante la prossima crisi si comporterà da idiota peggiorando la situazione. Ciao.

ilcuculo69
Scritto il 26 maggio 2017 at 16:35

john_­ludd@fi­nan­za,

Il crollo del ’09 sul DJ è stato del 50% circa, il crollo dell .com nel 2000 è stato del 60% secondo me abbasta e avanza.
Comunque sto uscendo da tutto, resto in dubbio solo si ENI ed ENEL, ma probabilmente uscirò anche da questi alle prime avvisaglie. non dovrebbero essere tra i primi a crollare.

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 17:10

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

il crollo del 2009 è stato fermato dalla FED sul minimo di 666, se il mercato non fosse stato inondato di liquidità, senza TARP, senza QE1, avrebbe perso molto di più, perchè fai finta di non saperlo ? La crisi del 2000 fu differente in quanto era essenzialmente un settore a essersi gonfiato oltre ogni senso. La bolla del tech fu davvero l’equivalente della bolla dei tulipani. La nostra borsa di periferia aveva anche lei i suoi campioni al contrario, oppure ti sei dimenticato di e-biscom o tiscali che capitalizzavano più della Fiat ? Quanti imbecilli vennero separati (giustamente) dal loro denaro ? Vogliamo ripassare un pò di storia ? Ecco qua: il Neuer Markt di Francoforte venne avviato nel 1997 ed è stato il più colpito dalla bolla speculativa delle dot com tra il 2000 e il 2002. Raggiunta la massima espansione con quasi 350 società quotate, è stato chiuso a fine 2003 tra scandali e processi penali. Stiamo parlando di un mercato che valeva una bella fetta del PIL tedesco e andò a ZERO. Oggi ci sono settori simili ? Sì almeno due: il biotech e le compagnie dello shale oil&gas, utili zero, perdite all’infinito, società che bruciano cassa come legna al fuoco da 10 anni. Cosa fa la FED la prossima volta ? Le compra tutte lei ? Possibile, in tal caso sarà iperinflazione ma i ricchi si saranno già coperti con beni reali (che stanno accumulando) e i fondi pensione pagheranno quel che devono con i soldi del monopoli. Sembra quasi che lo faccia apposta a spararla più forte possibile, che scriva fesserie senza supporto storico eppure non esiste ALCUNA differenza tra quello che scrivo io e quello che scriva Mazzalai, solo che oggi mi andava di buttare lì un target price, realistico perché è quello che accaduto nell’unico altro episodio di crisi sistemica non interrotto dalla stamperia della banche centrali mentre lui si limita a ricordare la crisi del 29 e quella giapponese lasciando a voi andare a controllare i numeri, cosa che NON fate. E’ molto difficile che tu possa trovare qualcosa in quello che scrivo che sia campato per aria. Molto difficile.

ilcuculo69
Scritto il 26 maggio 2017 at 17:17

john_­ludd@fi­nan­za,

Mai detto che scrivi cose campate per aria,,, al più che ti piace fare un po’ di stretching ….

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 17:35

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

vada per lo stretching, tutti dovrebbero farne un pò alla mattina !

vito_t
Scritto il 26 maggio 2017 at 17:45

Potevi anche scrivere 4.000 tanto cosa cambia ? sono numeri in libertà …. tanto quando sei lì , poi portarla a 4.000 non ci vuole molto … .. Io il confronto lo ho fatto non con Wally , .. ma ognuno con se stesso …. Madrid capitalizza oltre il 100% del pil … e noi il 27% .. che dici , può essere che gran parte del “torbido” sia già parzialmente scontato nei prezzi ? … ma tu credi che non abbiamo mai aperto un grafico del 29 o del Nikkey ? così non fosse ce lo avrebbe già rammentato il capitano del vascello … Esempio per esempio, se non ricordo male Enron fu un caso .. di truffa , perchè triangolava artificiosamente le quotazioni , io vendo a te che vendi a lui che vende a me … per farle salire … Francamente non riscontro tale comportamento in Enel … Certo, ovvio che quando tutto scenderà , .. e scenderà ! … anche il Mib scenderà … ma quei livelli da te ipotizzati , semprechè il pil debba perdere il 30% del suo valore come nella simulazione , e non mi sembra di esserci andato giù leggero … rappresenterebbero un misero 15 della ricchezza o .. povertà .. creata in un anno …

tirlusa
Scritto il 26 maggio 2017 at 18:09

Ciascun indice ha le sue prerogative, non ha molto senso parametrizzarli al Pil.
Con riferimento al nostro c’è da osservare che è pieno di titoli finanziari…..ora la permanenza nella moneta unica garantisce politiche di austerity che determinano un deterioramento dei crediti bancari con aumento dei NPL. Inoltre i tassi bassi riducono drammaticamente la redditività del settore. Quindi se le cose si mettono male, innanzi tutto si mettono male per i titoli finanziari quindi il FTSEMIB è molto a rischio e i livelli ipotizzati da John non mi sembrano cosi campati in aria. Non condivido i 2500 sul Dax….rivederlo a 7000 sarebbe già una goduria. L’S&P 500 a 2400 non si può tollerare, il solo vedere la quotazione mi irrita. Comunque non dimentichiamo che le banche centrali sostengono i mercati quindi per vedere certi livelli degli indici azionari la situazione deve completamente sfuggirgli di mano.

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 18:11

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

comparare il valore di una borsa espresso come % del PIL di un paese, rispetto quella di un’altro avrebbe senso solo se i paesi avessero compiuto scelte omogenee. L’Italia è profondamente diversa da altri in quanto il capitalismo familiare nostrano ha evitato la borsa e preferito il canale bancario come mezzo di finanziamento oppure è andata vanati con l’auto finanziamento. Se fai le tue ricerche troverai che tra i paesi OCSE sono pochi (o nessuno) i paesi dove il finanziamento delle imprese avviene così massicciamente attraverso il canale bancario e non attraverso il mercato. Buona parte delle quotazione delle mid cap sono recenti e spesso solo un modo per gli ex azionisti unici di incassare soldi senza cedere il controllo dell’azienda (leggasi rifilare il pacco a qualcun’altro). Quotazioni “per lo sviluppo” esistono di certo ma è stata la norma ? No. Questa è una delle ragioni per cui oggi veniamo stritolati: il mondo è andato da un’altra parte, ha preferito il mercato e le nostre banche hanno subito quanto noto. Naturalmente non c’è niente di male a non essere quotati, considera come esempio gioielli come Ferrero (che varrebbe oltre 10 miliardi) o CRIF e tante altre gonfie di cassa perché sono delle super aziende che ricevano assegni in bianco dai fondi ogni anno sempre regolarmente cestinati. La nostra borsa è piccola per scelta e non è rappresentativa in % del tessuto produttivo tanto quanto le altre; considerazioni come la tua si arenano davanti ai numeri. Ciao.

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 18:22

tir­lu­sa@fi­nan­za,

è calcolato allo stesso modo -80% sui massimi considerando come riferimento il 1929 e non il 2009 che ha visto l’intervento delle CB. E’ chiaro che le CB possono fermare la discesa delle borse come vogliono ma rischiando la perdita di controllo sulla moneta. Lo farebbero ? Sino a -30% credo proprio di no ma se effettivamente si verifica un panico tale da rischiare livelli come quelli che ho indicato allora sì. Inoltre dipende tutto da che tipo di recessione, normalmente sono deflattive ma non sempre, una recessione stagflattiva non consente alle banche centrali alcun margine di manovra. Probabilità zero ? Tutto ciò che è già avvenuto e più volte non ha probabilità zero. In ogni caso solo alcune banche centrali potrebbero intervenire sulla borsa direttamente mantenendo quel minimo di credibilità per evitare che vada davvero tutto a puttane.

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 18:32

“The Germans are bad, very bad,” Trump told EU officials in a closed-door meeting, Der Spiegel reported, citing unidentified attendees. “Look at the millions of cars that they sell in the U.S. Terrible. We’re going to stop that.”

https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-05-26/trump-blasts-german-carmakers-u-s-sales-and-threatens-barriers

Naturalmente THE DONALD che dimostra ogni giorno che passa di essere il presidente più ignorante mai paracadutato in paese moderno, sembra non sapere che buona parte delle auto tedesche vendute in USA sono prodotte in USA. Gli inventori della globalizzazione con le aziende più globalizzate di tutte, il presidente della messicanizzazione planetaria che se la prende con la globalizzazione. Confermo i target di cui sopra.

vito_t
Scritto il 26 maggio 2017 at 19:20

John praticamente mi stai dicendo che i 35 titoli dell’ibex35 rappresentano “fedelmente” il tessuto produttivo della Spagna mentre i 40 del nostro MIb .. ah no quelli no! .. Ma sono 35 titoli e non migliaia, ! e l’Ibex35 mi sembra che contenga il BBVA , il Banco sabadell il banco Popular Bankia Bankinter Caixabank , che non paiono essere produttori di vino …. e comunque c’è un’esagerazione di rapporto, …assolutamente non giustificabile da quello che sostieni tu … Inoltre essendo anche abbastanza omogeneo , se non ricordo male, il metodo di calcolo, basato soprattutto sul flottante e non sulla capitalizzazione .. stride ancor di più il differenziale. E solo un’alchimia demenziale permette queste distorsioni di prezzo , … e sempre per ragionare con i numeri , l’indice comit che è un medio ponderato, che “contiene” i titoli del ftsemib, si trova a a 1.260 ben sopra i proprio livelli del 2009 ( 1.187 ) quando il MIB sfiorava i 25.000 punti …

stanziale
Scritto il 26 maggio 2017 at 19:32

john_ludd@finanza,

Si ma sa benissimo del surplus tedesco di quasi 300 miliardi, e lo critica, e’ gia’ qualcosa. Io aspetto di vedere se deflagra o no l’inchiesta sull’uccisione del membro del partito democratico, sostenitore di Sanders, che passava le rivelazioni a wikileaks. Mi sembra molto prematuro giudicare Trump, che comunque penso stia rischiando la pelle. Anzi, a dire la verita’ io temo che lo scoppio della bolla metta tutto a tacere.

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 20:27

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

qual’è il senso di questa polemica se non fare una polemica il venerdì sera ? Ho scritto: “…Se fai le tue ricerche troverai che tra i paesi OCSE sono pochi (o nessuno) i paesi dove il finanziamento delle imprese avviene così massicciamente attraverso il canale bancario e non attraverso il mercato…” Tu mi parli della Spagna, 1 dei paesi OCSE la cui borsa conta una moneta di latta. Le borse che contano sono USA, DAX, UK, il resto a distanza siderale. Guarda la composizione di quelle e comparala con la nostra (o con la Spagna se vuoi). Sembra che tu sia sentito offeso dal fatto che il “mio” target del MIB in caso di pesante recessione è sotto 10 mila. Se il “tuo” è trentamila a me va bene, io ho fornito alcuni elementi a supporto della mia opinione, cosa c’è di orrendo e offensivo ? Perché si tratta dell’Italia ? Beh è anche il mio paese e non godo a vedere come va, non godo a sapere che è ingovernabile e che la prossima recessione manco ci sarà un governo con una parvenza di stabilità.

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 20:39

stan­zia­le@fi­nan­za,

Prematuro ? Ma ti sei letto la proposta di tagli fiscali ? Tu sei un milionario che è qui per sport o sei più simile a uno di quelli cui la proposta di Trump taglierebbe anche l’aria che respira ? Guarda che “il nemico del mio nemico è mio amico” è una tra le più grandi stronzate che siano mai state dette. E non rischia un bel niente, non fa neppure parte dell’1%, ma dell’1% dello 0,1% ! Un governo di generali, banchieri e speculatori finanziari, più a destra della destra dell’estrema destra repubblicana. Non si era mai visto nulla di simile e dire che gli USA ci hanno abituato a nefandezze. A volte mi sembri l’attuazione dell’ineluttabilità che le classi subalterne resteranno tali all’infinito scegliendo di andare di male in peggio solo per rabbia contro il male attuale. Mi auguro di sbagliare ma Donald Trump non è la soluzione ai problemi delle persone come te.

stanziale
Scritto il 26 maggio 2017 at 21:17

john_ludd@finanza,

Io penso che Trump a livello economico non possa fare nulla ne’ in bene ne’ in male, perche’ la partita e’ perduta, i debiti sono fuori controllo (aumentano notevolmente anche con i tassi a zero) e si puo’ fare poco. In questo senso il gioco comunque e’ condotto dalle banche centrali che stampando, comprando la spazzatura, possono solo rimandare gli scoppi delle varie bolle. Comunque se Trump incidesse in negativo potrebbe forse essere un bene… ma a me interessa l’aspetto geo politico, e’ li’ che si gioca la partita, e nessuno attualmente capisce niente…il fatto che siano tutti contro di lui(ora, e anche prima che prendesse la carica) , e’ per me un buon segno…comunque non mi pare sei aggiornato ad oggi, tu lo definisce di estrema destra, un governo di generali, ma la sinistra global lo critica perche’ non ha voluto prendere una posizione netta contro la russia , nella recente riunione in europa…

vito_t
Scritto il 26 maggio 2017 at 21:43

John tu sei un pò troppo lapidario nei confronti di chi ha una opinione diversa dalla tua .. c’è il bianco e c’è il nero … e una sciocca polemica la fai tu, … Tu porti la tua opinione .. ed allora ? dobbiamo tutti pensarla come te ? Va bene Madrid conta una moneta di latta , .. noi non contiamo nulla, , ma per un attimo lascia perdere la tua immensa dottrina e calati nel pragmatico, … E facciamo un confronto fra chi non conta nulla … ( ma se sono il Chievo dovrò per forza confrontarmi con il Real Madrid o con il Bayern ? ) ci dovrà pur essere una omogeneità di rapporto, o almeno qualcosa che somigli ad essa .. ebbene Madrid capitalizza il 100% del suo pil e noi il 27% … e non siamo ( ancora ) la 70° potenza mondiale … Io ho portato esempi semplici banali, .. anche nell’Ibex ci sono fior di banche non solo nel FtseMib, eppure questo è quanto, … Ma cosa me ne frega di chi si finanzia e chi no attraverso il canale bancario… Io facevo un semplice rapporto fra indici e la capitalizzazione del pil del proprio paese, indici che spesso contengono 30 o 40 titoli non di più !, , … e ho già scritto che quello che indichi non può giustificare tutta questa differenza ….. la può solo attenuare , e questo è il mio parere ! ..

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 21:56

stan­zia­le@fi­nan­za,

sinistra globalista è un ossimoro. La sinistra è morta il giorno in cui ha deciso che la lotta di classe fosse un male. Le élite al governo l’unica cosa che temono è che si torni a parlare di lotta di classe, preferiscono (con grandioso successo) spostare l’attenzione su una miriade di temi che frammentano e dividono. Sono una minoranza molto piccola e possono stare dove stanno solo se gli altri sono divisi e continuano a pensare che la “lotta di classe” è un residuo dell’800. Per il resto sono perfettamente visibili linee di faglia tra le elitè anglo sassoni, con il Brexit (uno scazzo tra conservatori compagni di corso a Eaton) all’elezione di Trump che lungi dall’essere fuori dal cosiddetto “deep state” che suona così complottista ma è semplicemente lo stato permanente (militari, grand commis della pubblica amministrazione, capitani d’industria, magistrati, rettori, i grandi media …) è parte di esso rappresentandone l’ala isolazionista e suprematista bianca, cioè una minoranza che ha vinto sfruttando gli errori dei democratici che hanno in modo estremamente stupido e arrogante voluto la Clinton come candidato, l’unico che poteva farli perdere hanno perso. Se avessero presentato Pippo e Paperino avrebbero vinto in carrozza. Comunque quando le élite si frantumano è sempre un segnale di fine ciclo, uno dei tanti cui stiamo assistendo. La mia opinione è che la prossima frattura sarà tra la rottura tra le élite finanziarie francesi che hanno eletto Macron e quelle tedesche. Questione di soldi. Inutile cercare le élite italiane perché non sono mai storicamente esistite, inutile cercarle, l’Italia è stata fatta dai francesi con il contributo degli inglesi caso davvero fortuito e unico dato che erano nemici. I Savoia hanno avuto un culo immane.

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 22:09

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

se tutti dovessero pensarla come me di cosa scriveremmo ? ti ho fatto il caso Ferrero e Crif apposta, sono società che hanno deciso di non quotarsi perchè l’autofinanziamento è più che a basta. Quante ce ne sono in Spagna ? Questa era la forza dell’Italia, avere una borsa che capitalizza il 27% o il 150% del PIL non dice niente della forza del paese ma solo di un diverso modello economico. Il nostro andava benissimo, era vincente PRIMA che si decidesse che non andava bene. Per Enrico Cuccia, l’unico banchiere che l’Italia abbia mai avuto (elitista al cubo ma lo sapeva fare), Prodi era un idiota. Una volta il MIB era essenzialmente aziende di stato, che senso aveva parlare di % sul PIL, poi sono state svendute, passate più volte di mano e murate di debito e oggi sono quel che sono. Trovi altri esempi in altri paesi di storie come Telecom, quanto capitale è stato bruciato ? Poi per inciso Santander e Bilbao sono banche globali, Intesa e Ubi sono banche locali. E NON VOGLIO AVERE RAGIONE, non mi interessa, voglio solo portare argomenti. Punto.

stanziale
Scritto il 26 maggio 2017 at 22:26

john_ludd@finanza,

Sul termine sinistra hai ragione, non si possono definire tali Clinton, Blair, il pd, Macron ecc. Notte, a lunedi’…

vito_t
Scritto il 26 maggio 2017 at 22:29

Anch’io ho portato argomenti, … cosa ho tirato i dadi ? … mi sono limitato a sostenere che il tuo obbiettivo a 8.000 è esagerato per me, .. poi puoi pensare anche 4.000 e dire che Ferrero e Crif etc etc , Ma cos’è tutte le principali 35 aziende del paese in Spagna sono quotate ed inserite nell’Ibex35 mentre nel FtseMib sono quotate solo le caccole ? … Ho semplicemente detto che tanto delle schifezze che viene scritto è già nei prezzi , .. per me ovviamente .. E ti faccio un altro esempio che mi porta alla stessa onclusione che immagino per te non varrà nulla … il CapeShiller a quanto è per l’Italia ? poco sopra i 10 e per gli Usa ? a 29 …. Prima hai parlato di ipotesi 8.000 con severa recessione .. ma perchè quella che ho fatto io -30% di pil … è una barzelletta ?…. Ma quante volte il FtseMIb capitalizza il fatturato ? … non certo quanto gli usa .. 2,3 volte , ed anche questo mi porta a pensare che le tue siano esagerazioni , … e questi sono numeri e non polemiche !

ilcuculo69
Scritto il 26 maggio 2017 at 22:58

ve­le­no50@fi­nan­za,

Io non ho tempo di stare dietro a queste cose…

sd
Scritto il 26 maggio 2017 at 23:02

Buona sera

Guardate che se insistete tanto affinché le borse crollino……con molta probabilità lo faranno.
Quindi o andate short, oppure in vacanza.

Naturalmente se “uno” ha i soldi per farlo.

SD

sd
Scritto il 26 maggio 2017 at 23:05

Dimenticavo, “uno” deve avere anche il TEMPO per farlo, grazie ilcuculo69 per avermelo ricordato

SD

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 23:14

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

quando un indice è infarcito di banche dedite al mark to fantasy il Cape Schiller per quell’indice vale il due di coppe. Questa è la ragione per cui gli indici europei fanno e faranno sempre peggio di quello americano e perché in caso di recessione scendono più di quello americano anche se il Cape Schiller appare migliore. Qua:

http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/madoff/Banks%20As%20%25%20Of%20GDP.jpg

john_ludd
Scritto il 26 maggio 2017 at 23:19

sd@​finanza,

nessuno insiste perché le borse crollino a meno di essere deficiente. Non esiste l’effetto ricchezza ma esiste l’effetto povertà. Un crollo di borsa PEGGIORA l’economia sempre. Tuttavia il debito complessivo è oggi molto maggiore del 2008 e sono solo i tassi prossimi allo zero che mantengono in piedi la finzione. Delle due l’una: o stanno dove sono (o scendono) e si resta a galla ancora per un pò o se si alzano salta la baracca. Per questo oggi chi va short sul decennale quando sta sopra il 2.5% è davvero un tipo strano. Per il resto meglio andare in vacanza che andare short, rischi meno e ti diverti di più. Ciao.

[email protected]
Scritto il 27 maggio 2017 at 08:04

Come sempre bravo … solo una cosa… accumulare beni reali significa oro, e/o cos’altro? Grazie
( nn so perché mi da mail proctected)

john_ludd@finanza:
il­cu­cu­[email protected]­nan­za,

il crollo del 2009 è stato fermato dalla FED sul minimo di 666, se il mercato non fosse stato inondato di liquidità, senza TARP, senza QE1, avrebbe perso molto di più, perchè fai finta di non saperlo ? La crisi del 2000 fu differente in quanto era essenzialmente un settore a essersi gonfiato oltre ogni senso. La bolla del tech fu davvero l’equivalente della bolla dei tulipani. La nostra borsa di periferia aveva anche lei i suoi campioni al contrario, oppure ti sei dimenticato di e-biscom o tiscali che capitalizzavano più della Fiat ? Quanti imbecilli vennero separati (giustamente) dal loro denaro ? Vogliamo ripassare un pò di storia ? Ecco qua: il Neuer Markt di Francoforte venne avviato nel 1997 ed è stato il più colpito dalla bolla speculativa delle dot com tra il 2000 e il 2002. Raggiunta la massima espansione con quasi 350 società quotate, è stato chiuso a fine 2003 tra scandali e processi penali. Stiamo parlando di un mercato che valeva una bella fetta del PIL tedesco e andò a ZERO. Oggi ci sono settori simili ? Sì almeno due: il biotech e le compagnie dello shale oil&gas, utili zero, perdite all’infinito, società che bruciano cassa come legna al fuoco da 10 anni. Cosa fa la FED la prossima volta ? Le compra tutte lei ? Possibile, in tal caso sarà iperinflazione ma i ricchi si saranno già coperti con beni reali (che stanno accumulando) e i fondi pensione pagheranno quel che devono con i soldi del monopoli. Sembra quasi che lo faccia apposta a spararla più forte possibile, che scriva fesserie senza supporto storico eppure non esiste ALCUNA differenza tra quello che scrivo io e quello che scriva Mazzalai, solo che oggi mi andava di buttare lì un target price, realistico perché è quello che accaduto nell’unico altro episodio di crisi sistemica non interrotto dalla stamperia della banche centrali mentre lui si limita a ricordare la crisi del 29 e quella giapponese lasciando a voi andare a controllare i numeri, cosa che NON fate. E’ molto difficile che tu possa trovare qualcosa in quello che scrivo che sia campato per aria. Molto difficile.

vito_t
Scritto il 27 maggio 2017 at 08:29

John .. .. francamente mi sembrava strano che ti potesse star bene qualcosa … Io non affermo che il nostro paese debba essere preso come modello … ho semplicemente detto che 8.000 in caso di seria recessione è un obbiettivo .. di libera fantasia … Comunque ho osservato il grafico postato di zerohedge .. e noto qualche aspetto , il primo è che le banche americane … sono un esempio , … come nel 2007 ? il secondo che uno di quei paesi , ..la GB … ha qualche colonnina un pelo sopra le righe …… così come la Svizzera … e … il Banco di Santander , da solo ha già un’esposizione pari alla somma delle nostre due .. ( e sono le uniche grandi ) . Qui non si tratta di fare tifo per un paese o l’altro ma di mettere in fila numeri … ed anche quelli indicati da te mi fanno parzialmente pensare che abbiamo meno margini di discesa rispetto ad altri … non a tutti, ma rispetto a tanti si !

john_ludd
Scritto il 27 maggio 2017 at 10:01

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

non esiste alcuna polemica tra di noi Vito_t, inoltre oggi è sabato è una bella giornata siamo tutti tranquilli e sono dedito alla giornaliera rassegna stampa mentre mangio qualche albicocca. Ci sono delle ragione per le quali la colonnina fa fuori scala. La Svizzera come Singapore è un centro bancario e raccoglie un mare di denaro da ricchi clienti privati stranieri perché il paese è ritenuto più affidabile. Potrebbe avere una crisi bancaria solo se il paese perdesse il proprio prestigio oppure se nel corso di una crisi UBS si mettesse a giocare con i CDS e altra dinamite come nel 2009 dove insieme ad altre banche sistemiche europee venne salvata dalla FED (non dalla BCE che poteva solo pregare). UK è un caso a parte, oltre a essere un centro bancario (il centro bancario) è pure un paese dove con i mutui ci sono andati belli pesanti per decenni. In sostanza se uno deve scegliere tra una banca sistemica americana e una francese, tedesca, italiana, UK, non c’è il benché minimo dubbio considerando pure che sino s 250.000 dollari c’è la protezione della FDIC. In Svizzera anche i sassi sanno che le banche cantonali o le poste sono le più solide del mondo mentre a Singapore le due banche principali hanno come azionista di riferimento i fondi sovrani dello stato che hanno attivi pari a un paio di volte il PIL. Sfondo una porta aperta: il continente di GRAN LUNGA più debole ed esposto è l’Europa, riesce a esserlo da tutti i punti di vista: finanziario, energetico, esposizione ai flussi migratori, governance.

PORTELLO
Scritto il 27 maggio 2017 at 10:42

john_ludd@finanza,

Ciao John, due domande se puoi rispondere:

– tra vacche da latte e noodles, in quali di questi due paesi metteresti per esser sicuro i tuoi o parte dei tuoi $?

– hai accennato che tanti benestanti stanno comprando ora attivita’ reali, io sinceramente attenderei la prossima crisi perche’ credo che i valori scenderanno di molto e magari invece di 1 campo ne potrai portare a casa due…
forse l’unico bene da accumulare adesso e’ l’ oro…

grazie

idleproc
Scritto il 29 maggio 2017 at 00:31

john_ludd@finanza,

Io gioco la stessa partita sistemica di “stanziale” che è l’unica che mi interessi, è una partita che tiene conto delle contraddizioni interne e della dinamica dello scontro in atto tra élite che non è banale anche per le possibili implicazioni non troppo secondarie.
E’ la motivazione per la quale, dal mio punto di vista, considero la finanza un’arma da guerra.
E’ ovvio che condivido anche le tue osservazioni.
Il fatto che Trump mi sia simpatico anche per i versamenti di bile che provoca in chi dava per scontata la vittoria di una strategia ancora in corso, rientra nella sfera godereccio-emotiva.

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