AMERICA: INASPETTATAMENTE MEGLIO DEL SOLITO…

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Che dire fantastico davvero, per una volta tanto mentre gli economisti si lasciavano andare in previsioni pessimistiche, da un misero 0,4 % sino alla crescita zero, all’improvviso il Pil del 4° trimestre 2015 è stato rivisto al rialzo all’1% …

United States GDP Growth Rate

Thanks to TRADINGECONOMICS.COM

Nulla di entusiasmante ovviamente, il solito giochino delle scorte che aumentano, mentre le vendite finali reali sono diminuite insieme ai consumi passati dal 2,2 % al 2 %.

In sostanza la brutta notizia è che non si riesce a vendere quello che si produce e se uno fa un’analisi empirica del passato si accorge che le future revisioni non potranno che essere negative, ma per questo c’è tempo, tutto il tempo che serve all’Araba Fenice.

La buona notizia è che i redditi sono aumentati dello 0,5 % e i consumi seguono di pari passo.

United States Personal Income

United States Personal Spending

La cattiva notizia è che questi dati vengono costantemente smentiti dalla realtà ormai da mesi, in fondo servono solo a far lavorare le volpi e tener su i morale i polli.

In settimana sono in arrivo dagli USA i dati relativi al settore dei servizi e manifatturiero, quelli sull’occupazione e qua e la altre cosuccie di poco conto. Interessante sarà osservare se i dati di sistema corrispondono alle rilevazioni di Markit, osservatore privato, confermando la recessione in arrivo per l’economia americana che per la prima volta dal 2008 vede in contrazione sia il settore manifatturiero che quello dei servizi.

Mentre l’ottimismo di maniera sulla crescita globale lo scorso anno viaggiava sulle ali dell’entusiasmo oggi sappiamo che addirittura…

Per gli scambi commerciali globali il 2015 è stato l’anno peggiore dalla fine della crisi finanziaria, in particolare a causa dell’indebolimento della domanda nei mercati emergenti, cosa che solleva preoccupazioni sullo stato di salute dell’economia nel suo complesso. E’ quanto emerge dal World Trade Monitor, rapporto pubblicato dal Netherlands Bureau of Economic Policy Analysis. (America24)

Non va certo meglio negli Stati Uniti visto che il mese scorso …

International Trade in Goods  
Released On 2/26/2016 8:30:00 AM For Jan, 2016
Prior Revised Consensus Consensus Range Actual
Balance $-61.0 B $-62.5 B to $-57.3 B $-62.2 B
Exports % change -0.7 % -2.9 %
Imports % change 0.3 % -1.5 %

Highlights
In a report pointing to economic weakness, the nation’s trade gap in goods widened 1.2 percent in January to $62.2 billion as exports fell 2.9 percent to offset a 1.5 percent fall in imports (imports are a subtraction in the national accounts). Exports fell across the board including industrial supplies at minus 3.0 percent in the month and capital goods down 2.3 percent. The decline in imports included a steep 6.8 percent drop in industrial supplies and a 2.4 percent decline for capital goods. The declines in industrial supplies are tied in part to low prices for oil and petroleum products while the declines in capital goods points to lack of global confidence in the business climate and lack of business investment in global productivity. This report represents the goods portion of the monthly international trade report which will be posted next Friday.

Thanks to Econoday

Un calo delle esportazioni del 0,7 % e un aumento delle importazioni dello 0,3 % significa una revisione negativa per la crescita del Pil del primo trimestre 2016, visto che come ben sappiamo le esportazioni sono un fattore positivo e le importazioni un fattore negativo per il saldo finale del Pil.

Come ha scritto recentemente Tony Sagami il Ceo di Maersk ha dichiarato che è peggio che nel 2008, AP Moller Maersk (AMKBY), una delle più grandi compagnie di navigazione di trasporto di container nel mondo, ha registrato una terribile perdita di $ 2.51 miliardi di dollari per il trimestre.

Andersen non ha peli sulla lingua: “Maersk è stata colpita dalla tempesta perfetta”

“E ‘peggio che nel 2008”, ha detto Andersen. Le condizioni esterne sono molto peggio. “

 

E ‘lo stesso problema del quale ho parlato per mesi: eccesso di capacità. La flotta di container globale è cresciuta di circa l’8% l’anno scorso, ma la domanda è rimasta sostanzialmente invariata.

E ancora trasferendoci nel settore trasporti su rotaia in America…

Kansas City Southern non è l’unica ferrovia con problemi. Infatti, vi è stata piazza pulita nei risultati scadenti del settore ferroviario. In primo luogo, CSX Corp. (CSX), quindi Union Pacific (UNP), quindi Norfolk Southern (NSC), e ora Kansas City Southern. Potrei continuare con altri esempi di trasporto, ma non importa quale parte della catena alimentare mezzi di trasporto si sta guardando … sono tutti nei guai.

 

Non importa cosa vi stanno raccontando i menestrelli ottimisti di maniera, il prossimo anno ci sarà la madre di tutte le tempeste perfette ed è bene prepararsi per tempo, questo è solo l’antipasto. Nel frattempo in Europa la deflazione continua a mietere le sue vittime in primis la politica della banca centrale europea che ha fallito il suo compito principale ovvero la stabilità dei prezzi…

Eurozona: inflazione rivista al ribasso a gennaio, 0,3%

Dieci ancora i Paesi europei in cui a gennaio è stata registrata un’inflazione negativa. I tassi più bassi sono stati riscontrati in Polonia (-1,7%), Romania (-1,5%) e Cipro (-1,1%). L’inflazione più alta, invece, è stata in Belgio (1,8%), Austria (1,4%) e Svezia (1,3%). Rispetto allo scorso dicembre, l’inflazione annuale è scesa in 12 Paesi, è rimasta stabile in 2 ed è salita in 14.

Godetevi gli ultimi colpi di sole, all’orizzonte si intravvede la tempesta perfetta, l’appuntamento meteo con le banche centrali e la loro inutile politica monetaria, inutile per l’economia reale ovviamente.

Cè davvero molta carne al fuoco per il nostro prossimo Machiavelli, carne che diventerà cenere.

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1 commento Commenta
kry
Scritto il 1 marzo 2016 at 00:22

— ” … visto che come ben sappiamo le esportazioni sono un fattore positivo e le importazioni un fattore negativo per il saldo finale del Pil. ” —

Chissà se lo sapeva quello che si vanta d’aver distrutto la domanda interna.

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