PADOAN: LA DEFLAZIONE E’ PERICOLOSAMENTE VICINA!

Scritto il alle 09:55 da icebergfinanza

 

Per un uomo che ha previsto ben tre delle ultime zero riprese non deve essere stato difficile a fine anno prevederne un’altra per il 2015 …

Il 2015 sarà positivo per l’economia italiana, dice Padoan Miglioramenti nella situazione globale, indicatori in ripresa. Per il ministro dell’Economia la ripartenza è vicina e anticipa il nuovo piano di investimenti del governo.

E parliamo di un’intervista al 30 di dicembre!

Padoan: deflazione pericolosamente vicina. Recessione Italia finirà entro l’anno

Finirà entro l’anno?

Ma come dieci giorni prima dici che nel 2015 ci sarà la ripresa e poi suggerisci che forse la recessione finirà entro l’anno?

«La deflazione è pericolosamente vicina, soprattutto in alcuni Paesi, ma confido che la Bce prenderà misure appropriate nei prossimi giorni». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, arrivando a Strasburgo.

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Confidare SOLO in una banca centrale per combattere una debt deflationi è sinonimo di ignoranza o disperazione!

E questi luminari che fanno distruggono occupazione e svalutano salari e poi sperano nella banca centrale!

Spiace dirvelo crudelmente ma le elites negli ultimi 30 anni hanno foraggiato la loro ricchezza indebitando la classe media attraverso consumi che mai avrebbe potuto permettersi, ora che hanno compreso che il gioco è finito per molto tempo, per continuare ad alimentare il loro benessere e mantenere alti profitti e bonus, distruggono occupazione e svalutano salari. Questo è quello che sta accadendo, il resto sono chiacchiere da bar o meglio leggende metropolitane messe in giro da una politica che è schiava di ideologie o conflitti di interesse!

Deflazione Il quadro macroeconomico «si è deteriorato», la deflazione «è vicina», la performance dell’economia «scarsa», la disoccupazione «elevata», e «data la gravità della situazione serve uno shock positivo» che produca «effetti su domanda e crescita». (…)
Il debito «La mia preoccupazione è il debito italiano, che è totalmente sotto controllo», ha aggiunto Padoan rispondendo a una domanda sulla Grecia.

Ma se è sotto controllo che preoccupazione hai?

No non c’è nulla sotto controllo in un’economia ad alto debito come la nostra che ha visto si scendere al 1,5 % il costo medio delle emissioni del 2014 ma il costo storico medio del debito è sceso appena al 3,7 % e senza crescita e senza inflazione, generalmente continuerà ad aumentare.

Il problema è la domanda e non si risolve dando carta bianca alle imprese di licenziare e ricattare chiunque, chiaro o devo ripetermi!

Non basta l’inflazione al 2 % per veder scendere il debito come dice Padoan entro il 2015, ma l’inflazione al 2 % non vi tornerà più per molti e molti anni, questo loro non hanno il coraggio di dirvelo e il lavoro sporco tocca a noi farlo, condividere la REALTA’!

Ci sono soluzioni? Certo, smettere di contare su inutili quantitative easing come quelli che circolano nei rumors lasciati uscire ad arte dalla BCE e dirigere il flusso dei capitali prima direttamente nelle tasche dei consumatori con card a scadenza ravvicinata che servano per riavviare i consumi e poi finanziando direttamente le aziende meritevoli.

QUANTITATIVE EASING FOR THE PEOPLE. – Icebergfinanza

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11 commenti Commenta
snapjibe
Scritto il 13 gennaio 2015 at 10:55

Condivido l’articolo.

Premetto che NON sono un professionista dell’economia e della finanza.

Secondo me questa discesa dei prezzi (ammesso e non concesso che ci sia) è determinata da due fattori reali:

1. Siamo pieni di ogni cosa per cui basta tenere quel che si ha.

2. I beni di consumo sono stati ultimamenti prodotti con logiche selvagge di riduzione costi ed offerti a prezzi ormai insostenibili che adesso, finalmente, si stanno avvicinando ai loro reali costi di produzione più un lauto (non enorme) guadagno.

Gli stessi servizi energetici (combustibili per autotrazione, forniture di gas e luce) sono ancora offerti a prezzi tenuti artificiosamente alti sia perchè le compagnie energetiche hanno peso politico sia perchè caricati di accise e tasse.

Una situazione industriale non la risolvi aumentando l’inflazione in maniera cartacea il cui unico risultato può essere che qualcuno prima o poi tenti di tornare alla convertibilità in oro creando una tempesta monetaria tremenda.

Ciao

phitio
Scritto il 13 gennaio 2015 at 11:59

snapjibe@finanzaonline,

Sbagli di grosso in ciascuna delle due ipotesi.

Pero se vuoi entrare nel dettaglio sul perche’ ti sbagli, meglio leggere qui

ourfiniteworld.com

Se non mastichi inglese, ci sono molti di questi post tradotti in italiano su

ugobardi.blogspot.it

snapjibe
Scritto il 13 gennaio 2015 at 12:50

Phitio,

Non credo di “sbagliare di grosso” ne penso che Gail Tverberg “sbagli di grosso”.

Ho semplicemente idee molto distanti da lui e da te.

E’ per me motivo di forte perplessità dopo 30 anni di propaganda anti-inflazione sentire la stessa classe dirigente dire che l’inflazione è la soluzione.

L’inflazione è una soluzione per alcuni ed una tassazione occulta per altri.

Se costruisco pozzi petroliferi o palazzi l’inflazione è una manna in quanto abbassa il valore reale dei debiti contratti per realizzare pozzi e palazzi.

Se invece sono un piccolo artigiano, un professionista o semplicemente un dipendente abbassa il mio potere d’acquisto e per le prime due categorie il potere d’acquisto dei miei clienti.

Riguardo al petrolio e al gas si sono imbarcati in una tecnologia costosa come lo shale-oil e lo shale-gas e adesso non sanno come venirne fuori.

Detto questo spero davvero di sbagliarmi di grosso se riusciranno ad evitare altre tempeste economiche stampando carta moneta e riaccendendo artificialmente l’inflazione.

Ciao

veleno50
Scritto il 13 gennaio 2015 at 13:00

Dal centro studi di Confindustria.Boom di pensionati al lavoro:in 5 anni 500 mila attivi in più.In totale i pensionati che lavorano sono circa 2 milioni. Negli ultimi anni di crisi il numero degli occupati pensionati è cresciuto di 1,1 milioni mentre la disoccupazione giovanile scende di 1,6 milioni.16,5 milioni di pensionati percepiscono in Totale 270 miliardi di euro all’anno. Sanità gratis quasi per tutti,pensione a inizio mese sicura,guai a toccare i pensionati per i politici,l’unico vero e grande partito.bye

phitio
Scritto il 13 gennaio 2015 at 13:22

snapjibe@finanzaonline,

Da questa situazione, dato che ha delle cause prettamente fisico/termodinamiche, non se ne esce fuori in nessun modo ( o meglio, non se ne esce fuori allo stesso tempo preservando quelllo che abbiamo adesso).

E” un po’ come pretendere di avere moglie ubriaca e botte piena, semplicemente.

E’ indubbio che piu’ avanti, man mano che le cose inizieranno ad andare sempre peggio, lo sport piu’ in voga sara’ qello di travare qualcuno a cui dare la colpa, lo stanno gia’ facendo in questo momento, ma nondimeno non ci sara’ modo di risalire e tornare ai bei vecchi tempi.

La cosa da fare e’ e sara’ sempre quella di imparare ad adattarsi e imparare a vivere con meno.

francia r
Scritto il 13 gennaio 2015 at 14:38

[email protected],

[email protected],

Se posso, a me pare che negli anni precedenti lo scoppio della tempesta perfetta, che ancora non si è sopita, il mondo abbia innescato una spirale di debiti senza pari, in pratica si è ipotecato il futuro di tutte le imprese quotate (e non …) nella convinzione che un mercato in continua crescita avrebbe assorbito debiti ed interessi semplicemente con la sua espansione e la corrispondente “inflazione” naturale.
La mole dei debiti che il sistema bancario ha avallato e spesso sollecitato in vari modi, ha di fatto volutamente superato quanto veniva offerto come garanzia, “garanzie” che risultano svalutate o insigibili nel momento in cui “il famoso mercato globale”, o il mondo, è entrato veramente in crisi, e poi in recessione.
Tecnicamente è una situazione da manuale, ci siamo indebitati, tutti, ben oltre il lecito e questo è il risultato che difficilmente non era banalmente preventivabile da chiunque avesse buon senso e soprattutto non avesse motivazioni che “gli nascondessero la verità” in pubblico.
Non è una questione di “pensiero”, di “visione” o di studi più o meno eruditi, è una banale questione finanziaria e morale. Senza fare i “complottisti”, o andare a cercare troppo in fino le cause o gli attori principali di questa farsa, allo stato attuale siamo in mano ad un gruppo di persone che NON fa gli interessi degli stati nazionali che rappresenta, ma fa unicamente gli interessi di banche o gruppi di potere di cui è banalmente a libro paga, nelle maniere più esotiche o semplici possibili, senza che “nessuno” abbia alcunchè da dire o senza che nessuna azione di responsabilità legale, o penale, venga avviata in merito a scelte semplicemente scellerate, che gravano come macingn sui beni della collettività e sul futuro delle nazioni.
L’assurdità della situazione è che fra i personaggi che detengono le leve del potere a vari livelli politici ed istituzionali, fra i grandi economisti o fra gli economisti di chiara “fama”, nessuno veda e nessuno dica nulla “fuori dal coro”, ma tutti si spartiscono allegramente la torta, almeno finchè dura, poi ????.
Ed è questo il vero problema per noi “barboni”, che non siamo invitati a questo banchetto che stiamo pagando profumatamente con i soldi nostri e dei nostri figli, il vero problema di questa situazione di travaso di ricchezza senza motivi, dove regaliamo i nostri soldi senza nulla in cambio (se nessuno se ne fosse accorto), è che purtroppo almeno per noi europei non sarà sostenibile ancora a lungo.
Gli USA sono liberi di fare quello che vogliono con il dollaro e lo fanno, noi che siamo imbrigliati in una specie di psicodramma finanziario dove i rapporti di cambio fra le valute dominanti non riescono a “modificarsi” realmente, e dove non possiamo innescare politiche di sostegno reali per la nostra economia europea, noi che abbiamo per anni fatto finta di nulla sostenendo di fatto la situazione, ora stiamo crollando in una spirale di fallimento economico e sociale, sospinti pure dalla follia della necessità del pareggio di bialncio ed altre sciocchezze del genere, mentre a livello pratico tutti coloro che comandano si fottono il possibile di quel che resta della ricchezza dei vari paesi a loro assogettati.
Non presumo di avere visioni particolari della realtà o la sfera di cristallo, ma la deflazione porterà ad un aumento della stasi finanziaria e quindi ad un aumento dei fallimenti di chi non riuscirà a pagare quanto promesso, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria reale e quindi innescando una spirale che difficilmente sarà controllabile da chi fino ad ora non ha avuto la capacità di aiutare l’economia reale, ma è solo stato in gradi di regalare fortune a pochi potenti.
Questa situazione sarà maggiormente vera per chi non ha la possibilità di alimentare minimamente l’inflazione come noi, ma anche per chi come gli USA, continua ad usare il denaro pubblico per pagare fantastiliardi di denaro virtuale a pochi amici senza che nessuno sussurri che forse dovrebbe svalutare un pochino …
Io la vedo così, e temo molto le prossime mosse socio politiche fatte da questa manica di pseudo massoni che controllano il nostro futuro, in quanto hanno deciso che il peso sociale di tutto questo sfacelo lo debbano sopportare le classi più deboli, le nuove generazioni ed in generale che il concetto di democrazia di popolo debba sparire insieme al concetto stesso di nazioni individuali ed indipendenti, in modo da togliere anche l’ultima arma rimasta alle popolazioni delle nazioi europee che fino ad ora ha avuto in teoria la possibilità di far cambiare rotta ai propri governi.

dorf001
Scritto il 13 gennaio 2015 at 19:50

francia r@finanza,

hei francia, ti dò ragione al 100%. ma quando è che ci leviamo dalle palle questi massoni del cazzo? dai che domani uno si dimette. finalmente. uno in meno.

basta che non mettano sù uno ancora peggio.

dorf001
Scritto il 13 gennaio 2015 at 19:51

gente come padoan, quindi economisti da 4 soldi, hanno una brutta malattia addosso. un virus.

si chiama rincoglionite acuta. attenti che è contagiosa!!!

magicx
Scritto il 14 gennaio 2015 at 15:07

snapjibe@finanzaonline,

1. Siamo pieni di ogni cosa per cui basta tenere quel che si ha.
2. I beni di consumo sono stati ultimamenti prodotti con logiche selvagge di riduzione costi ed offerti a prezzi ormai insostenibili che adesso, finalmente, si stanno avvicinando ai loro reali costi di produzione più un lauto (non enorme) guadagno.


Condivido. E visto che si parla di deflazione, ribadisco un concetto che ho già espresso in altro 3D.
Nonmi fido dei Padoan di turno che paventano l’inflazione. Sempre per dirla come ha scritto l’utente Snapjibe”… E’ per me motivo di forte perplessità dopo 30 anni di propaganda anti-inflazione sentire la stessa classe dirigente dire che l’inflazione è la soluzione”.
E visto che che di altre cose che condivido ne ho lette, chiedo venia ma faccio da cassa di risonanza anche a questo sacrosanto concetto riportato nell’articolo inizialei: “…..le elites negli ultimi 30 anni hanno foraggiato la loro ricchezza indebitando la classe media attraverso consumi che mai avrebbe potuto permettersi, ora che hanno compreso che il gioco è finito per molto tempo, per continuare ad alimentare il loro benessere e mantenere alti profitti e bonus, distruggono occupazione e svalutano salari…..” a cui mi permetto di aggiungere che per alimentare il gioco ci rivogliono ad ogni costo consumatori a prescindere, purchè sprovveduti e meglio se indebitati

magicx
Scritto il 14 gennaio 2015 at 15:10

“Non mi fido dei Padoan di turno che paventano l’inflazione”. Chiedo venia, volevo dire la deflazione

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