GERMANIA: LA RECESSIONE E’ GIA’ ARRIVATA!

Scritto il alle 10:35 da icebergfinanza

Lo so non avete mai tempo per nulla, ma vi consiglio di mettervi comodi, anche se sarà un post abbastanza lungo, vi garantisco che ne vale la pena.

La scorsa settimana giusto per trovare un colpevole alla difficilissima situazione dell’economia tedesca, Angela Merkel non ha trovato di meglio che scaricare le proprie responsabilità su Italia e Francia in quel di Lindau e ovviamente sull’incapacità della teoria economica di prevedere le crisi,  …per cui la «scienza dell’economia» ha fallito nel prefigurare o descrivere la realtà durante la crisi dell’euro. A questo interrogativo ha risposto con un’altra domanda.

Sono errate le teorie o non abbiamo ascoltato le persone giuste?

Certo che se mettiamo insieme il numero di premi Nobel che aveva avvertito dell’insostenibilità di questo euro, la brutta figura la fa la presunta ignoranza della signora Merkel e dei politici in genere, anche se la cancelliera è una donna estremamente furba, fessi sono gli altri, i nostri nessuno escluso.

Nei giorni scorsi in un’intervista al Corriere della Sera, un certo Martin Feldstein ad una precisa domanda ha risposto in modo preciso a tutti coloro che ancora oggi sognano chissà quale miracolo europeo…

Nel ‘97 scrivendo sulla futura unione monetaria e l’introduzione dell’euro, lei mise in guardia contro le conseguenze economiche avverse di una moneta unica su disoccupazione e inflazione, spiegando che sebbene concepito per ridurre il rischio di un’altra guerra intra europea, molto probabilmente l’euro avrebbe avuto l’effetto opposto e aumentato i conflitti sia all’interno dell’Europa che con gli Usa. Parole profetiche. Oggi vediamo i Paesi del Nord Europa contro il Sud, Francia e Italia contro la Germania, guerre valutarie globali. Cosa prevede?


«Niente di buono. Non abbiamo avuto una guerra, ma i conflitti sono aumentati. Ai governi non piace che sia la Germania a decidere per loro. Di certo mettere insieme 18 Paesi in un’unica area monetaria non è stata una grande idea. Ma non è totalmente irreversibile. Se l’Europa continua a non crescere per i prossimi 5 anni, e l’unica risposta da Bruxelles e Francoforte a chi non fa le riforme sarà una richiesta di maggiore austerità, verrà a mancare il sostegno politico per difendere l’euro, anche se non sto dicendo che questo è quello che accadrà. Il Fiscal Compact è uno strumento vuoto e inutile. E non credo nemmeno a chi sostiene che la soluzione per salvare l’Unione sia una maggiore integrazione delle politiche fiscali. Non riesco davvero a immaginare 18 Paesi che rinunciano al potere di formulare e correggere le proprie leggi di bilancio come succede per il budget americano. Perciò penso che l’integrazione non andrà molto lontano».




Per non farsi mancare nulla la risposta del premio Nobel Stiglitz non si è fatta attendere… Berlino paga le scelte che ha imposto all’area euro. È stato fatto un incredibile numero di errori. Rischiate una figa di capitali dall’intera area di proporzioni mai viste”.

Ovviamente da Berlino la musica è sempre quella ovvero la colpa è tutta di Italia e Francia, che soffocano la crescita con disavanzi elevati , violando le regole di bilancio stabilite da Bruxelles.

Ma fermiamoci un attimo qua e facciamo un piccolo passo indietro.

Vi ricordate la scorsa settimana…

Tageszeitung osserva che la tendenza è ancora peggio di quanto appaia perché su questo trimestre, e non era mai successo, la Germania aveva ottemperato alla direttiva europea che impone di calcolare nel Pil anche i rilevamenti «illegali» sul mercato della prostituzione, su quello delle droghe e sul lavoro nero. Crisi, la Germania non cresce più

Ma non solo la perla la scovata il sempre puntuale Alberto Bagnai ovvero SEC2010: Die unglücklichen Schicksale der Tugend il che tradotto significa semplicemente che …

“Secondo le nuove serie, non solo la Germania fa nella primavera scorsa un bel -0.2% sul quale ci siamo già soffermati, ma ha avuto anche lei il double dip: i nuovi (e verosimilmente più accurati) dati indicano che la Germania è stata in recessione fra la fine del 2012 e l’inizio del 2013: due bei trimestri consecutivi di decrescita infelice al -0.4%.”

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Mi raccomando però che resti tra di noi, che non lo venga a sapere qualche giornalista mainstream, perchè se no poi Renzi telefona alla Merkel insieme a Genny a’ Carogna  ‘Ue Merkel, vieni qua. Avimm da stare calmi: dopo el tuo “double dip” tu adesso ti prendi il tuo fiscal compact e me lo spacchi davanti ai miei occhi e noi qui non l’abbiamo mai visto”. ” UE… Merkel, questo double dip fa chiagnere la mia Agnese: e tu tieni o’ core accusì tuost da fa chiagne a Agnese mia?”

Scherzi a parte dove eravamo rimasti?

A si è tutta colpa dell’Italia o della Francia o della cocaina o della gnocca.

Guardate cosa scrive addirittura il Korea Herald …

[Hans-Werner Sinn] Italy’s downward spiral a competitiveness crisis

Ma che avrà mai da dire il profeta tedesco, uno dei più spietati killer accademici del nostro Paese?

Italy’s Downward Spiral by Hans-Werner Sinn – Project

Il nostro profeta dopo aver fatto una premessa sulla spirale negativa che ha avvolto il nostro Paese con tanto di numerini sul collasso della produzione e oocupazione, dimenticando che buona parte di questi numeri sono l’effetto dell’attacco speculativo avviato nel 2011 con l’ondata di nostri titoli di Stato riversata sul mercato da Deutsche Bank molto attiva nel seminare poi il panico piazzando ovunque CDS si esibisce in alcuni pezzi di repertorio lanzichenecco…

“L’Italia ha cercato di contrastare la contrazione economica aumentando il proprio debito pubblico. Grazie al contenimento dei tassi di interesse ad opera della Banca centrale europea e delle operazioni di salvataggio intergovernative, il debito pubblico italiano è riuscito a crescere di un terzo tra la fine del 2007 e la primavera del 2014. “

Grazie al contenimento dei tassi e alle operazioni di salvataggio intergovernative cosa????

Mi rifiuto di commentare una simile idiozia!

E ancora … ” L’era dei tassi di interesse bassi seguita alla decisione, nel 1995, di introdurre l’euro ha dato adito, nei paesi meridionali dell’eurozona, a un’enorme bolla del credito che è perdurata fino alla fine del 2013.”

Ve l’ha raccontato il signor Sinn che la bolla è nata grazie alle banche del suo Paese, che hanno concesso indiscriminatamente credito ovunque dalla Spagna alla Grecia, senza dimenticare Irlanda e  Portogallo, iinsieme a quelle spagnole, solo perchè in Germania nessuno si sognava di fare debiti mentre il governo svalutava salari e distruggeva la domanda interna?

Ma non basta, Sinn suggerisce la percentuale di deprezzamente che il nostro paese dovrebbe subire per tornare competitivo mentre il cantautore Oscar Giannino dalla sala registrazione del Sole24 Ore applaude…

“Rispetto alla Germania, l’Italia è diventata più costosa del 42%, un divario enorme. Questo differenziale di prezzo, e nient’altro che questo, è il problema del paese; l’unica soluzione è correggere lo squilibrio creatosi mediante un deprezzamento reale. “

Mi fermo qui, il resto leggetevelo voi perchè incomincio ad agitarmi, un pò come Draghi che sente l’aria che sta cambiando…

Draghi ammorbidisce i toni sull’austerità.

Il deserto dell’Arizona?

No il deserto dell’ Eurozona, come ci racconta Carmen Euro Catastrofe, Peggio che negli Anni ’30: La Recessione Europea È una Depressione Vera e Propria

Un durissimo articolo di Matt O’Brien sul Washington Post (citato anche da Krugman) descrive l’eurozona per ciò che è: uno dei peggiori disastri della storia economica. L’euro viene oggi difeso con una tenacia più ossessiva e irrazionale di quella con cui si tentò di difendere il gold standard negli anni ’30, e con esiti che si stanno rivelando peggiori.


di Matt O’Brien, Washington Post – 20 agosto 2014

 

Buona consapevolezza!

Nel fine settimana appuntamento da non perdere con il nostro Macchiavelli e lo strepitoso risultato raggiunto insieme. Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

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14 commenti Commenta
notturno12
Scritto il 25 agosto 2014 at 15:28

Martin Feldstein: «Non riesco davvero a immaginare 18 Paesi che rinunciano al potere di formulare e correggere le proprie leggi di bilancio come succede per il budget americano. Perciò penso che l’integrazione non andrà molto lontano».



L’intento è quello di creare gli Stati Uniti d’Europa quindi ci rinunceranno senza problemi. Anzi sarà il punto cardine: se non si ha il potere sul proprio bilancio significa che ogni decisione dovrà essere presa da qualcun’altro. E’ questa la strada che ci porterà a rinunciare alla nostra sovranità e quando gli “elettori” se ne accorgeranno avremo imboccato ormai una strada senza ritorno.
Nel mentre prendiamo la Germania come buon esempio e facciamo finta che i cattivi siano gli altri: quando anche lei però comincerà ad avere i suoi “bravi” problemi (ed arriveranno) la verità, come detto dalla Merkerl, sarà che la colpa è dei paesi che non hanno fatto i compiti a casa. Il punto comunque è che tutti devono rinunciare alla propria sovranità, in particolare i paesi messi peggio, solo la Germania e la corte di Karlsruhe fanno orecchie da mercante. E non è normale.

giobbe8871
Scritto il 25 agosto 2014 at 15:41

gli Alemanni con l’Euro ci hanno OKKUPATO di nuovo !

giobbe8871
Scritto il 25 agosto 2014 at 15:48

tra il 1926 e il 1936 l’Austerità ce l’hanno imposta gli inglesi (BOE) attraverso Mussolini
oggi sono gli Alemanni e BUBA attraverso BCE e suoi “camerieren”

giobbe8871
Scritto il 25 agosto 2014 at 15:55

x i lettori distratti ( non è rivolto al capitan Mazzalai certamente):
Quota 90 è la definizione, coniata da Benito Mussolini, per indicare il progetto di rivalutazione della moneta italiana volta a raggiungere il cambio di 90 lire per una sterlina inglese
http://it.wikipedia.org/wiki/Quota_90

Nel 1926 l’attenzione del ministro Giuseppe Volpi (che aveva appena sostituito Alberto De Stefani) si concentrò sui problemi di svalutazione che avevano afflitto la moneta nazionale, deprezzandone il valore di circa il 20% rispetto al periodo antecedente la Grande Guerra. In quel momento il cambio era di 153 Lire per una Sterlina e l’obiettivo di raggiungere Quota 90, promosso da Mussolini durante il discorso di Pesaro del 18 agosto 1926, sembrò subito azzardato.

« La nostra lira, che rappresenta il simbolo della Nazione, il segno della nostra ricchezza, il frutto delle nostre fatiche, dei nostri sforzi, dei nostri sacrifici, delle nostre lacrime, del nostro sangue, va difesa e sarà difesa. »

Mussolini durante il discorso di Pesaro del 18 agosto 1926

giobbe8871
Scritto il 25 agosto 2014 at 15:58

….
Nel corso della prima guerra mondiale la Banca sovvenne largamente il Tesoro: con il credito diretto, con l’assistenza al collocamento dei prestiti di guerra all’interno, con la gestione delle operazioni finanziarie con l’estero. L’aggancio della lira all’oro fu abbandonato e si instaurò il monopolio statale dei cambi.
Nel dopoguerra le difficoltà della riconversione misero in crisi molti settori dell’industria e le istituzioni creditizie che li avevano finanziati largamente, fino a determinare gravi dissesti bancari. La Banca d’Italia effettuò, d’accordo con il Governo, imponenti operazioni di salvataggio. Sul piano valutario si superò il monopolio dei cambi ma, nelle nuove circostanze, il ritorno alla normalità monetaria fu impossibile: gli strumenti di controllo della circolazione vigenti risultarono totalmente privi di efficacia. In tutti i paesi e nelle sedi internazionali si dibatté su come ritornare a un sistema a base metallica. L’Italia tenne un atteggiamento conservatore, orientato al gold standard classico.
In uno scenario tendenzialmente inflazionistico si arrivò nel 1926 alla decisione del governo fascista di rivalutare la lira, deflazionando l’economia. Come parte di questo piano di stabilizzazione monetaria e di ritorno all’oro (realizzato dalla Banca d’Italia, nonostante i dubbi di Stringher sui forti rischi deflativi), nell’arco di un triennio furono introdotte importanti riforme. Alla Banca d’Italia fu attribuito il monopolio delle emissioni e affidata la gestione delle Stanze di compensazione,…..

http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/storia/1936/il_dopoguerra

giobbe8871
Scritto il 25 agosto 2014 at 16:05

e anche prima di Mussolini, la BOE – Perfida zia Albione ebbe un fido alleato-cameriere in Italia, mi riferisco al Giolitti

Nel maggio 1906 Giolitti insediò il suo terzo governo, durante il quale continuò, essenzialmente, la politica economica già avviata nel suo secondo governo. Il terzo ministero Giolitti passò alla storia come “lungo e fattivo” ed è anche indicato come il “lungo ministero”.
In campo finanziario l’operazione principale fu la conversione della rendita, cioè la sostituzione dei titoli di Stato a tassi fissi in scadenza (con cedola al 5%) con altri a tassi inferiori (prima il 3,75% e poi il 3,5%). La conversione della rendita venne condotta con notevole cautela e competenza tecnica: il governo, infatti, prima di intraprenderla, chiese ed ottenne la garanzia di numerosi istituti bancari. Le critiche che il progetto aveva ricevuto soprattutto dai conservatori si rivelarono infondate: l’opinione pubblica seguì quasi con commozione le vicende relative, in quanto la conversione assunse immediatamente il valore simbolico di un risanamento effettivo e duraturo del bilancio e di una stabile unificazione nazionale.
Il bilancio dello stato si arricchì, così, di un gettito annuo che si aggirava sui 50 milioni di lire dell’epoca. Le risorse risparmiate sugli interessi dei titoli di stato furono usate per completare la nazionalizzazione delle Ferrovie; si iniziò a parlare anche di nazionalizzazione delle assicurazioni (portata a compimento nel quarto mandato).

Il buon andamento economico e l’oculata gestione del bilancio portarono ad un’importante stabilità monetaria, agevolata anche dal fenomeno dell’emigrazione e soprattutto dalle rimesse che i migranti italiani inviavano ai propri parenti rimasti in patria.

Non a caso il triennio 1906-1909, e più in generale l’arco di tempo che arriva fino alla vigilia del primo conflitto mondiale, è ricordato come il periodo nel quale “la lira faceva aggio sull’oro”
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Giolitti#La_lira_fa_aggio_sull.27oro

Non a caso il triennio 1906-1909, e più in generale l’arco di tempo che arriva fino alla vigilia del primo conflitto mondiale, è ricordato come il periodo nel quale “la lira faceva aggio sull’oro”

Non a caso il triennio 1906-1909, e più in generale l’arco di tempo che arriva fino alla vigilia del primo conflitto mondiale, è ricordato come il periodo nel quale “la lira faceva aggio sull’oro”

stanziale
Scritto il 25 agosto 2014 at 17:54

Ma il compito o uno dei compiti principali della bce non era l’inflazione al 2% annuo? se e’ nettamente sotto, come ora, l’italia ed altri avrebbero tutto il diritto di denunciare Draghi…invece siamo qui sempre e solo a subire le direttive dei tedeschi….E’ LA BCE CHE NON FA I COMPITI A CASA.
CERCATE DI COMPRARE ITALIANO, E COMUNQUE NON COMPRATE MAI ROBA ALEMANNA.

signor pomata
Scritto il 25 agosto 2014 at 18:02

Caro andrea sembrerebbe che si facciano un altro giro nella giostra borsistica mondiale!!!
Più i dati diventano negativi più son felici perche si cresce, se i dati sono poco poco positivi son felici perche si cresce.
Mi sembra il gioco del cerino, tutti sanno che tra poco scotta ma sperano di passarlo a l” altro.
Che poi, vista con gli occhi del dopo è anche facile da anticipare…..fa sempre il contrario di quello che dicono.

notturno12
Scritto il 25 agosto 2014 at 18:33

signor pomata@finanzaonline:
Mi sembra il gioco del cerino, tutti sanno che tra poco scotta ma sperano di passarlo a l” altro.

Infatti! Il problema è che quando tutti sono seduti su un serbatoio di benzina poco importa chi ha il cerino in mano (forse ad essere esclusi sono solo quelli che hanno preso in prestito la grande liquidità mondiale per farne profitto). Alla fine si salverà poco o niente. Quarta guerra mondiale per fare un reset globale e si ricomincia il giro (scusate è un periodo che sono pessimista).

signor pomata
Scritto il 25 agosto 2014 at 19:36

notturno12@finanzaonline,

Ma la guerra è gia in corso.
Non gli servono le devastazioni….gli serve il debito per controllare i paesi e il debito a oggi è enorme.
Perche fare una guerra per controllare la ricostruzione e il debito a divenire quando il debito lo puoi fare senza distruggere nulla e magari ti prendi un bel monopolio statale a 2 spicci??

notturno12
Scritto il 25 agosto 2014 at 20:05

signor pomata@finanzaonline:
[email protected],

Ma la guerra è gia in corso.
Non gli servono le devastazioni….gli serve il debito per controllare i paesi e il debito a oggi è enorme.
Perche fare una guerra per controllare la ricostruzione e il debito a divenire quando il debito lo puoi fare senza distruggere nulla e magari ti prendi un bel monopolio statale a 2 spicci??

Il punto a cui penso è che ci sono nazioni che assieme alle loro elite sono state all’apice del mondo per decenni e vedono come un rischio per l’esistenza del proprio stesso paese essere superati da altri (a livello economico, militare, intelligence, ecc.). Basta pensare agli Stati Uniti ed alle guerre degli ultimissimi anni sulla rotta del petrolio (Libia, Siria, Ucraina). Una guerra economica esiste ma un bel reset con una guerra “vera” di proporzioni globali (magari lontano dai confini di casa) permetterebbe loro di far ripartire da zero tutti i concorrenti che la minacciano in modo diretto o indiretto: basterebbe un crollo del Pil globale per mettere in ginocchio anche chi cerca di tenersene alla larga. Da lì in poi è solo una questione di know-how, risorse ed infrastrutture per riprendersi il vantaggio durante un’ipotetica ricostruzione. Un futuro ritorno ad una Nuova Guerra Fredda potrebbe essere uno scenario plausibile con due soli blocchi contrapposti a spartirsi il mondo (ad esempio Cina e USA) e tutti gli altri ad allinearsi con una delle due per non essere schiacciati dall’altro. Anche la Francia o Giappone li vedo “bene” in questo contesto dove si butta all’aria il tavolo prima che la sconfitta sia irreparabile.

I russi, tanto per dire, la loro guerra l’hanno già iniziata. Quella economica di certo ma poi arriverà anche l’altra. Non esiste che l’Ucraina possa farcela da sola: si è messa completamente nelle mani di UE ed USA: ma quando i problemi veri arriveranno (crollo del Pil, mancanza di fonti energetiche, tensioni sociali, pulizie etniche, ecc) allora dovranno scegliere letteralmente di trasformarsi in uno stato marionetta (o più probabilmente due stati: uno di influenza euroamericana ed uno russo; in quest’ultimo caso però ci vorrà qualche anno e tante armi).

aorlansky60
Scritto il 26 agosto 2014 at 10:55

Signor Pomata scrive :

“Più i dati diventano negativi più son felici perche si cresce, se i dati sono poco poco positivi son felici perche si cresce.”

ovviamente c’è un perchè anche per spiegare il 2% di rialzo di parigi e milano di ieri oltre a quello del DAX che potrebbe apparire illogico agli occhi dei più : i mercati si attendono altra droga in arrivo da parte delle banche centrali, in particolare dalla BCE, dandolo per scontato e imminente…

Ormai è fin troppo chiaro che i mercati finanziari non viaggiano più ancorati ai fondamentali societari, ma completamente ubriacati dalla gigantesca (e spaventosa) liquidità gentilmente concessa loro da droghieri compiacenti; quest’ultimi non se ne rendono conto, ma hanno gettato le basi per quella che potrebbe rivelarsi una catastrofe ancora più micidiale di quella del 2008 che culminò con il crack di Lehman bros (mancò davvero un pelo perchè saltasse tutto il sistema)… sembra che per continuare a funzionare (ancora per quanto?) il meccanismo messo in atto abbia sempre più bisogno di linfa per essere sorretto avvitandosi su se stesso fino ad arrivare ad un punto di non ritorno… spero di sbagliarmi in questa previsione, ma se una mattina dovessimo svegliarci anzichè con un crak da 500 miliardi di US $ come quello che caratterizzò Lehman, con una cifra tripla o quadrupla o anche peggio rivelatasi carta straccia in pancia alle banche da coinvolgere più istituti bancari collegati a livello mondiale, altro che bomba atomica…

“Non gli servono le devastazioni….gli serve il debito per controllare i paesi e il debito a oggi è enorme.”

È vero, ma quando considero che il paese più solido e più ricettivo di fiducia nel mondo, gli USA, sono un esempio poderoso di debito pubbl accumulato -una cifra che si fa fatica non solo a pensare ma perfino a scrivere, oltre 10.000 miliardi di US $ e non sono nemmeno aggiornato- allora appare chiaro che tutto il mondo è seduto su una micidiale polveriera pronta ad esplodere appena la si innesca, come per es una fiducia che dovesse venire meno fino a contagiare come un virus tutto il sistema (perchè in un sistema economico basato sul debito, la fiducia reciproca è tutto) ecco allora che se venisse meno il potere economico, non resta che un potere cui appellarsi : le armi, ed in questo gli USA sono ancora discretamente reputati rispetto agli altri…

“…magari ti prendi un bel monopolio statale a 2 spicci??”

Infatti vedasi cosa stà succedendo nel ns paese, i cinesi sono venuti recentemente ad acquistare quote significative di ns società mettendo i loro soldini soprattutto nei servizi e nella meccanica (GENERALI, ENI, ENEL, FINMECCANICA ed altre ancora) a prezzi di ribasso.

capitan_harlok
Scritto il 26 agosto 2014 at 16:23

signor pomata@finanzaonline:
[email protected],

Ma la guerra è gia in corso.
Non gli servono le devastazioni….gli serve il debito per controllare i paesi e il debito a oggi è enorme.
Perche fare una guerra per controllare la ricostruzione e il debito a divenire quando il debito lo puoi fare senza distruggere nulla e magari ti prendi un bel monopolio statale a 2 spicci??

Ma scusa la mia ignoranza il debito cose ? è un concetto effimero costruito dall’essere umano, io ti do un qualcosa carta moneta che ho stampato o creato e tu me la devi restituire con un interesse ,ma se un bel giorno nessuno restituisce nulla cosa succede , se una serie di stati dicono basta non restituiamo più nulla a nessuna banca o fondo speculativo o quant’altro , si coalizzano e con le risorse che hanno ripartono da zero , i creditori cosa fanno, intervengono con un “esercito lo invadono” per farsi dare indietro i loro denari ? oppure ne prendono atto e dato che i paesi coinvolti potrebbero essere di un certo peso (italia,spagna,francia,irlanda,portogallo,giappone , ecc.ecc. ) blaterano un po ma alla fine dopo qualche bel fallimento di banche e fondo si riparte da zero con un sistema finanziario del tutto nuovo equo e molto più vicino all’economia reale

aorlansky60
Scritto il 27 agosto 2014 at 08:49

@Capitan_Harlok :

“…ne prendono atto e dato che i paesi coinvolti potrebbero essere di un certo peso (italia,spagna,francia,irlanda,portogallo,giappone , ecc.ecc. ) blaterano un po ma alla fine dopo qualche bel fallimento di banche e fondo si riparte da zero con un sistema finanziario del tutto nuovo equo e molto più vicino all’economia reale
…”

Intanto c’è da sottolineare una differenza sia nel tipo di deb pubbl dei vari stati citati, sia di “peso” generale degli stessi :

il pur elevatissimo deb giapponese (il secondo su scala mondiale per livello assoluto) è posseduto nella maggioranza dalla Boj e da altri istituti giap e dai sottoscrittori giapponesi : se un bel mattino il Giappone decide che è ora di dire basta al proprio deb disconoscendolo, al limite si trova in casa un bel mal di pancia al solo pensiero, poi magari una guerra civile interna immediatamente dopo…

diverso il caso degli USA il cui elevato livello di deb pubbl è sostenuto nella maggiorparte da investitori esteri, dai cinesi in primis -e dagli arabi, che nessuno menziona mai; questi (non tutti i cittadini, ma i principi reggenti per come è costituito il loro sistema di potere) sono veramente talmente pieni di soldi da non sapere dove metterli – e qui la faccenda assume tutt’altra prospettiva, nel caso che dovesse subentrare un problema da parte degli USA nell’onorare il proprio deb a scadenza… ma qui subentra anche lo stato di prestigio e di potere che uno stato sovrano come gli USA possono ancora vantare rispetto al resto del mondo : “signori, è vero che ho un alto livello di indebitamento nei vs confronti e che prevedo di far fatica ad onorarlo nel breve medio termine se la ns economia non dovesse riprendere per cui chiedo la vs pazienza, perchè sapete, nonostante gli ultimi trattati di non proliferazione nucleare che abbiamo sottoscritto, nei ns silos alloggiano ancora più di 4000 vettori a testata multipla dal potenziale medio di 50megatoni l’uno, senza considerare i ns bombardieri intercontinentali B52 e B2 sempre pronti a sorvolare i vs cieli per recapitarvi deliziosi confetti di tipo convenzionale…”

un peso che non può mettere verso l’estero un paese come l’italia, per es. preso dal gruppo dei “piigs”, dove l’altissimo livello del proprio deb in rapporto al pil è sostenuto da almeno un 40% di sottoscrittori esteri… se l’italia dovesse un bel mattino prendere la decisione -come aveva urlato di fare Grillo e il m5*- di disconoscere il proprio debito improvvisamente e senza alcuna riserva, prima di tutti andrebbero in sofferenza i ns principali istituti -unicredit intesa mps- che vantano gigantesche fette di deb pubbl italiano sotto forma di btp annidati nei loro forzieri, e con questi la ns già delicata economia sottostante -famiglie e imprese- che andrebbero a “quarantotto” a cascata, e successivamente quel 40% di sottoscrittori esteri rimasti con un pugno di mosche in mano che -c’è da esserne certi- ce la farebbero pagare assai più cara di quanto è accaduto all’Argentina quando decise di disconoscere il proprio deb nei confronti degli investitori esteri nel 2001…

Sulla carta e a parole, seduti comodamente in salotto è assai semplice disquisire di “disconoscere un debito” da oltre 2000 miliardi di € come hanno affermato di volere fare in molti asserendo che sarebbe la cura migliore per il ns paese, senza sapere quanto tempo implicherebbe la ricaduta reale su tutto il sistema e il tessuto sociale del paese coinvolto e quanto tempo occorrerebbe perchè il sistema riesca a rialzarsi ad un livello accettabile : “dopo qualche bel fallimento di banche e fondo si riparte da zero con un sistema finanziario del tutto nuovo” è assai semplice a dire, ma tu prova a viverlo nel mondo reale per anni, immaginando la repentina caduta di tutta la catena economica-sociale, dal livello più alto fino allo stato più basso…

Ma state tranquilli, prima che possa avverarsi un scenario di questo tipo riconducibile all’italia, chi ci controlla e ci governa -no, non Renzi e l’attuale gov italiano, ma la troika che ci tiene in gabbia- avrebbero già da un pezzo mangiato la foglia ed intuito il precipitare della situazione, imponendo al ns paese una misura restrittiva da ultima spiaggia : prelievo forzoso su tutti i c/c degli italiani (per un taglio che farebbe apparire un elemosina il 6 per mille che decise di attuare amato nel 1992…) per far fronte agli impegni intrapresi… è da oltre un anno (dopo il caso Cipro) che i vari Schauble Weidmann Lagarde & C lanciano segnali di questo tipo, sempre più insistenti…

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