SORPRESA: FRANCIA E GERMANIA BANCHE SOTTOCAPITALIZZATE!

Scritto il alle 12:19 da icebergfinanza

Ma guarda un pò chi l’avrebbe mai detto!

Ve le ricordate in questi anni le lunghe analisi sulla realtà che stava dietro la crisi europea il perchè la Germania non voleva e non vuole tuttora che la BCE dia un’occhiata sotto la gonna di Angelina, perchè non possa vigilare su tutte, ripeto su tutte le banche  soprattutto quelle legate al potere politico locale, vi ricordate … IL TRUCCO DI BERLINO 

La Germania torna a ribadire, per bocca del ministro delle Finanze Schauble, che la Bce dovrebbe avere il potere di supervisione solo sulle grandi banche dell’Eurozona e non su tutte e di concentrarsi quindi sulle istituzioni sistemiche importanti…

Vi ricordate le fesserie contabili introdotte dall’ EBA che costringevano a svalutare titoli sovrani in portafoglio mente derivati e immondizia e letame finanziario vario continuavano a fare la figura di diamanti?

Ebbene si Angelina c’è riuscita ancora a gabbare i fessi politici europei, la BCE controllerà solo le banche con asset da almeno 30 miliardi e che rappresentino il 20 % del pil del paese in cui operano. La Merkel ha dichiarato : “Accordo di valore intestimabile” Mario Monti “Accordo straordinario”

Fine delle trasmissioni ma la commedia riprende da qui…

MILANO – Sorpresa. O almeno, mezza sorpresa. L’Ocse dice la sua sul patrimonio delle banche europee, e stabilisce che gli istituti francesi e tedeschi sono i più sottocapitalizzati, e i loro soci dovrebbero rafforzarli per una parte significativa dei 400 miliardi di euro di fabbisogno che l’istituzione sovranazionale ha riscontrato.Repubblica
Secondo l’Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo, anche dopo i test dell’Eba – l’Autorità bancaria europea, con sede a Londra, che ha imposto cuscinetti temporanei di patrimonio alle maggiori banche europee per fronteggiare la crisi – i principali gruppi restano sottocapitalizzati per complessivi 400 miliardi di euro circa.

Ouch…peccato perchè stava andando tutto a meraviglia ia ia o!

Tuttavia il problema riguarda soprattutto banche di Paesi come Francia e Germania, anziché quelle di Paesi in difficoltà, come Italia e Spagna.

Nooo … ma sarà sicuramente un complotto dei servizi segreti italiani che cercano di screditare il core d’europeeee!

(…)  L’Ocse critica poi il fatto che la valutazione degli asset ponderati per il rischio (Rwa) degli istituti è lasciata dai regolatori al giudizio delle banche medesime, e l’assunto che non vi sia alcun rischio collegato al possesso di bond dei governi dell’Eurozona. Secondo l’Organizzazione con sede a Parigi, invece, le banche dovrebbero avere un capitale pari al 5% di tutte le attività, in linea con gli standard statunitensi. Con queste premesse, Ocse ritiene che le banche francesi siano sottocapitalizzate per un importo pari al 7,5% del Pil del loro paese, mentre per le banche tedesche la percentuale è del 5,5% del Pil tedesco.

Praticamente nulla, invece, la sottocapitalizzazione delle banche italiane e di quelle spagnole, che anche in seguito al decollo degli spread sovrani erano state “costrette” da investitori e regolatori a ricapitalizzarsi negli ultimi due anni.

Gli argomenti utilizzati dall’Ocse non sorprendono gli addetti ai lavori in Italia, che da anni contestano il metodo di calcolo degli asset ponderati per il rischio, la mancata sterilizzazione delle minusvalenze teoriche sui titoli di Stato (adottata dall’Eba) e altri principi che di fatto dallo scoppio della crisi hanno favorito l’operatività delle banche dei Paesi più forti dentro l’area della valuta unica. Senza contare il fatto che l’ampliarsi del differenziale tra rischi sovrani periferici ha costretto le banche dei paesi più in difficoltà a ristrutturazioni dolorose, mentre quelle protette dalle triple A sovrane (in primo luogo le francesi e le tedesche) hanno potuto permettersi di stare alla finestra, e avvantaggiarsi da una raccolta a prezzi scesi ai minimi.

Non ditelo in giro, ma prima la commissione europea per la sostenibilità del debito pubblico che dichiara che l’Italia non ha mai rischiato di fallire  e ora l’OCSE che suggerisce come le banche francesi e tedesche sono sottocapitalizzate è tutto merito mio, qua e la qualche bustarella etvoilà la verità salta fuori!

Spiace per tutti coloro che in questi mesi si sono lasciati terrorizzare dalle leggende metropolitane sul fallimento dietro l’angolo, ma non sono questi i veri pericoli per il nostro Paese, ma di questo è meglio non parlarne… i servizi segreti sono sempre in ascolto ;-D

State sintonizzati perchè sarà un lunedi di fuoco su Icebergfinanza, fuoco e fiamme!

Nel frattempo nel fine settimana MACHIAVELLI 2013  ha raggiunto la sua destinazione!

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3 commenti Commenta
kry
Scritto il 14 gennaio 2013 at 12:50

Purtroppo ai più anche questa notizia passerà come leggenda metropolitana vista la reazione (nulla) di chi non è chiamato in causa, e nella foto la protagonista sembrerebbe dire ” Chi,noi? Ma non sarete pazzi.” (Vedremo come andrà a finire se ricapitalizzeranno a seguito di un calo dei prezzi dei bund.)

kry
Scritto il 14 gennaio 2013 at 17:29

Scusa Andrea è un po fuori argomento ma mi sembra interessante.————Un recente rapporto pubblicato dal McKinsey Global Institute (MGI) rende chiaro che l’economia capitalistica mondiale non sta attraversando una crisi congiunturale, ma un crollo analogo a quello che ebbe inizio nel 1914 e continuò nei successivi tre decenni. Questa analisi, che è stato anticipata dal World Socialist Web Site più di quattro anni fa, è in fase di conferma nei fatti e nelle cifre.
Il rapporto McKinsey ha scoperto che alla base della recessione in Europa c’è stato un crollo degli investimenti privati. Tra il 2007 e il 2011, gli investimenti privati nei 27 Stati membri dell’Unione europea sono diminuiti di oltre 350 miliardi di Euro, “un calo superiore a qualsiasi precedente calo in termini assoluti.” Si è trattato di più di 20 volte il calo dei consumi privati e quattro volte il calo del prodotto interno lordo.
L’investimento privato è ora 15 per cento in meno rispetto al 2007, questo significa che alle aziende non sarà possibile produrre, tra il 2009 e il 2020, i circa 543 miliardi di Euro di fatturato che avrebbero avuto in altre circostanze. Il rapporto MGI ha sottolineato che le imprese europee avevano liquidità in eccesso per 750 miliardi di euro per i quali non riuscivano a trovare sbocchi redditizi. L’accumulo di cash points insieme ad una rottura nella dinamica di base della produzione capitalistica, in cui gli investimenti portano all’accumulo del profitto, che si traduce poi in ulteriori investimenti ed espansione economica.
Lo stesso processo è in corso per l’economia degli Stati Uniti, dove le aziende stanno accumulando denaro, mentre i profitti vengono sempre più creati attraverso la speculazione sui mercati finanziari.
La logica oggettiva del sistema del profitto è la forza trainante dietro i programmi di austerità che le classi dirigenti stanno realizzando negli Stati Uniti, in Europa e in tutto il mondo. Stanno cercando di risolvere la crisi attraverso l’impoverimento della classe operaia, riducendo le sue condizioni a quelle del 1930 e anche peggio.
La classe operaia internazionale deve rispondere con una sua strategia indipendente basata sul rovesciamento del corrotto sistema del profitto e l’instaurazione del socialismo. Il peggior errore che si potrebbe fare è quello di credere che le mezze misure basteranno o che l’economia capitalistica finirà col raddrizzarsi. Gli eventi del 2012 hanno mandato in frantumi l’illusione e posto le basi per importanti lotte sociali nel prossimo anno.

icebergfinanza
Scritto il 15 gennaio 2013 at 19:43

kry@finanza,

Grazie di cuore per la segnalazione KRY

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Che si iniziasse a sentire “odore di bruciato” ve l’avevo segnalato già una vita fa. Ripren