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IL TRUCCO DI BERLINO!

Scritto il alle 10:26 da icebergfinanza

 

Cosa mai si nasconderà dietro la continua e persistente volonta della Germania di non affidare la supervisione di alcune sue banche alla BCE, quale immondizia si nasconde sotto la gonna di Angelina?

(…)  (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Berlino, 12 set – “La Bce non  puo’ controllare tutte le banche in Europa”. Lo ha affermato  il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in un discorso  pronunciato in Parlamento, dove ha sottolineato che Berlino  resta contraria a una supervisione a 360 gradi da parte  dell’Eurotower dell’intero sistema bancario europeo. Merkel  ha quindi spiegato che “il problema della supervisione  bancaria e’ di qualita’, non di quantita'”. (…)

Santo cielo è solo questione di qualità piuttosto che di quantità, ma i lettori sostenitori di Icebergfinanza sanno di quale banca sto parlando!

La Germania torna a ribadire, per bocca del ministro delle Finanze Schauble, che la Bce dovrebbe avere il potere di supervisione solo sulle grandi banche dell’Eurozona e non su tutte e di concentrarsi quindi sulle istituzioni sistemiche importanti. Commentando alla radio tedesca un piano che la Commissione europea dovrebbe presentare il 12 settembre sulla supervisione bancaria, Schauble ha ricordato che la stessa Bce ha detto di non avere il potenziale per supervisionare 6.000 banche dell’Unione europea in un immediato futuro, aggiungendo di dubitare che questa supervisione possa avvenire così velocemente. La Germania ha il più alto numero di banche in Europa (1.885), seguita dall’Austria (759), dall’Italia (732), dalla Francia (652), dall’Irlanda (478) e dalla Spagna (326). ADV

Come i lettori ben sanno in questi anni il sistema finanziario tedesco oltre ad imbottirsi di immondizia subprime americana, al punto tale di meritarsi l’appellativo di idioti di Dusseldorf da parte di Wall Street, come abbiamo visto ieri, hanno irresponsabilmente aggirando la normativa, imbottito della droga del credito irresponsabile mezza Europa.

Ovviamente come in America è tutta colpa di quattro idioti che si sono comprati come gli americani una villetta o il Porsche Cayenne, senza averne le disponibilità e la redditività, mentre le pratiche lassive e le feroci e insistenti campagne commerciali sul credito facile delle banche tedesche, francesi o inglesi  non hanno alcuna responsabilità.

Come ho spiegato più volte (…) In un momento di tentazione del denaro facile, la è diventata una sorta di specchio per Islanda, Irlanda, Grecia e il resto, specialmente per gli Stati Uniti. Altri paesi hanno usato i soldi arrivati dall’estero per alimentare le varie forme di follia consumistica e speculativa, specialmente con gli immobili.

Ma poi i tedeschi, attraverso i loro banchieri, hanno usato il proprio denaro per permettere agli stranieri di comportarsi in maniera folle.

Questo è ciò che rende il caso tedesco particolare. Se fossero stati l’unico grande paese sviluppato occidentale con un morale finanziaria decente, avrebbero rappresentato un’ immagine di rettitudine.

Ma hanno fatto qualcosa di molto particolare: durante il boom del debito i banchieri tedeschi sono andati oltre i loro standard, ma solo fuori dalla Germania.

Hanno prestato i soldi per i mutuatari subprime americani, per gli speculatori del boom immobiliare in Irlanda, per il magnate bancario islandese che ha fatto cose che nessun tedesco avrebbe mai fatto. Le perdite tedesche sono all’ultimo conteggio di 21 miliardi di dollari con le banche islandesi, 100 miliardi di dollari con le banche irlandesi, 60 miliardi di dollari per vari subprime statunitensi e ancora non si bene per i titoli greci. (…) Nel loro paese, tuttavia, questi banchieri apparentemente folli all’estero si sono comportati con moderazione. Il popolo tedesco non ha permesso loro di comportarsi diversamente.

(…) Quello che le loro banche  hanno fatto con i soldi dei tedeschi tra il 2003 e il 2008 non sarebbe mai stato possibile farlo in Germania, perché non c’era nessuno ad abboccare e prendere a prestito tutti questi soldi come facevano in California o in Grecia. Hanno perso ingenti somme dal 2003 in tutto ciò che hanno fatto fuori dalla Germania.(…) non erano bravi a farlo come quelli di New York, che avevano inventato  tutti questi strumenti finanziari complicatissimi e facevano questo gioco da almeno trent’anni “. E’ stato come mettersi improvvisamente a giocare a poker grosse somme con dei giocatori professionisti. Il risultato era prevedibile alla fine.

BERLINO – Si profila un nuovo confronto tra il governo tedesco e la Commissione europea sul ruolo futuro della Banca centrale europea. Lo scrive il sito online del quotidiano economico-finanziario Handelsblatt, citato largamente dalle agenzie di stampa. L’oggetto del contendere questa volta è la futura responsabilità del controllo del sistema bancario. La Commissione, che sta preparando le sue proposte ai governi membri dell’Eurozona, e vuole presentarli l’11 settembre prossimo, propone che la Bce si sostituisca all’attuale autorità europea di controllo delle banche, la Eba, e controlli direttamente le banche del Vecchio continente. Fin qui, Germania e commissione sono d’accordo. Ma i pareri si dividono, e il conflitto si apre, sulla questione della quantità di istituti da controllare.

La Commissione propone che la Bce sorvegli non soltanto i principali istituti di credito, ma in sostanza tutte o quasi le circa 8400 banche europee. Molti esponenti politici della coalizione di centrodestra al potere in Germania ritengono invece inutile che la Eurotower vigili anche su banche di dimensioni non rilevanti e non transnazionali, insomma su istituti il cui destino non è giudicato di rilevanza sistemica. I tedeschi propongono che la Bce eserciti un controllo europeo soltanto sulle 25 principali banche del continente. E si oppongono duramente a ogni ipotesi di sorveglianza europea sulle loro Sparkassen (casse di risparmio) e banche regionali.

Se non ci si limita a un controllo dei maggiori istituti, insistono politici Cdu (cioè del partito della cancelliera Angela Merkel) e liberali, la Bce finirà per essere chiamata a intervenire per ogni problema, e il rischio che diventi una aumenterebbe drammaticamente.

Uh Oh va molto di moda come abbiamo visto nei mesi scorsi la Bad Bank in Germania, chissà perchè se ne parla spesso e in maniera cosi insistente anche ora che i fessi europei riempiono le banche tedesche di liquidità per paura del fallimento dell’ Euro.

Dalla padella alla brace…magistrale non c’è che dire!

Quante sono le banche tedesche che continuano a contabilizzare secondo i criteri ” mark to fantasy ” la spazzatura subprime incorporata in questi anni e le sofferenze e gli incagli sul credito facile che ha invaso mezza Europa.

“Di questo passo la Eurotower dovrà presto acquistare anche biciclette usate per sostenere i mercati”, affermano i falchi, e insistono con argomenti molto duri nel voler difendere a ogni costo le Sparkassen dai poteri della Bce: “Ecco l’ennesima trappola, vogliono i nostri soldi, anche i soldi dei risparmiatori che si affidano alle casse di risparmio”, afferma il liberale euroscettico Frank Schaeffler. (Repubblica)

In che condizioni sono le Sparkassen e le banche regionali tedesche, da sempre vicine al potere politico in Germania…

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… quello che oggi suona come un indovinello dalla risposta scontata, meno di un anno fa era un rompicapo capace di mettere in questione il futuro dell’Ue: all’epoca, infatti, l’ostilità all’acquisto di titoli pubblici (nel quadro delle prerogative di politica monetaria, come Draghi specifica appena possibile) non era una peculiarità solo tedesca. Oltre alla Bundesbank, il fronte del rigore fuori tempo massimo annoverava anche Francia, Austria, Olanda, Finlandia, Belgio, Slovenia, Slovacchia ed Estonia.(…) Mercoledì scorso il Tesoro tedesco non è riuscito a collocare l’intero slot di debito in agenda e si è accontentato di 3,6 miliardi al termine di un’asta tutt’altro che effervescente. Secondo, dietro ai tassi vantaggiosi a cui la Germania riesce a finanziarsi c’è un problema da 230 miliardi di euro di nome Landesbank. Che il settore finanziario tedesco non navighi in buone acque non è una novità, ma secondo dati Bundesbank l’ammontare di asset tossici a bilancio delle banche federali ha raggiunto la non trascurabile cifra di 230 miliardi di euro dall’inizio della crisi. Che presto o tardi dovranno essere coperti con soldi pubblici.

Un paio di dati aiutano a capire la portata del problema e probabilmente spiegano l’atteggiamento più conciliante di Berlino. L’ultima falla nel sistema creditizio tedesco risale a fine giugno, quando WestLB ha chiuso i battenti su richiesta della Commissione europea. La dismissione dei 168 miliardi di euro a bilancio della banca prevede una “bad bank” con garanzia di Stato e un programma di cessioni e fusioni che si spera rafforzerà il sistema bancario pubblico. Secondo il ministro federale Walter-Borjans, il tutto costerà ai contribuenti 18 miliardi di euro, da aggiungere agli 85 milioni di asset tossici già stralciati.

Il conto totale in realtà è molto più salato: nel 2008 il governo di Berlino aveva stanziato 80 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche federali, con una garanzia pubblica a coprire 400 miliardi di prestiti in sofferenza. In questo valzer di soldi pubblici, WestLB era diventata una sorta di habitué al bail-out e l’aiuto di Stato era ormai talmente spudorato da smuovere persino i commissari europei. Per dare un’idea del cortocircuito finanziario che sta imperversando in Europa, basti sapere che al dissesto della già citata Dexia hanno contribuito perdite per 300 milioni di euro su un prestito alla tedesca Depfa. Quest’ultima ha una storia piuttosto emblematica: banca specializzata nei finanziamenti agli enti pubblici, nel 2002 sposta la propria sede a Dublino per beneficiare del trattamento fiscale, piuttosto favorevole, offerto dal governo irlandese. Con l’insolvenza di Depfa nel 2008, su cui la vigilanza bancaria di Dublino dovrebbe riflettere a lungo, il governo tedesco è subentrato come unico azionista, col risultato grottesco di ritrovare il ministero delle finanze al vertice di uno schema ideato per non pagare tasse in Germania.

Problemi isolati? Secondo dati Ocse, i tre elementi alla base della crisi bancaria tedesca sono tutti sistemici: forte dipendenza dalle garanzie di Stato, bassa capitalizzazione, scarsa supervisione. Con una logica conseguenza: chi reclamava a gran voce l’espulsione della Grecia dall’euro, oggi non è più così sicuro di poter gestire il rischio di un contagio. Il trucco di Berlino

In che condizioni sono le Sparkassen e le banche regionali tedesche, da sempre vicine al potere politico in Germania…In che condizioni sono le Sparkassen e le banche regionali tedesche, da sempre vicine al potere politico in Germania… e quello degli altri Paesi soprattutto quelle francesi!

Mi fermo qui perchè ne avrei per giorni interi da raccontare!

Ai posteri l’ardua sentenza!

Nel frattempo è stata inviata a tutti coloro che hanno sostenuto liberamente o vorranno sostenere il nostro viaggio, l’ultima analisi  dal titolo ITALIA:…oltre l’ultima grande occasione! 

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8 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 13 settembre 2012 at 10:41

“mentre le pratiche lassive e le feroci e insistenti campagne commerciali sul credito facile delle banche tedesche, francesi o inglesi non hanno alcuna responsabilità (…)”.

Appunto!
Se qua in Italia hanno convinto dei poveri sprovveduti a “comprarsi” la macchina 3500cc a rate, ho un paio di conoscenti che alla fine quando è arrivata la maxi-rata finale da 30.000 euro sono letteralmente caduti da pero e andati in panico, in Inghilterra hanno SPARSO A PIENE MANI MILIONI DI CARTE DI DEBITO da DECINE DI MIGLIAI DI STERLINE.
Ho diversi colleghi UK che, letteralmente, ormai con lo stipendio da manager FATICANO A COPRIRE I SOLI INTERESSI dell tremende carte di debito (che il marketing vigliacco da loro ha chiamato “carte di credito”…capito? la carta di DEBITO per loro è quella che saldi a fine mese, mentre qualla con cui continui ad espandere il tuo debito-macina al collo la chiamano carta di CREDITO!!) che hanno in tasca.
Ripeto, dopo sta pagliacciata contro l’euro preparatevi al CROLLO della FOSSA BRITANNICA di CARTA STRACCIA.
SHORT DURO su tutto ciò che è BG!

atomictonto
Scritto il 13 settembre 2012 at 10:43

atomictonto@finanza:
“mentre le pratiche lassive e le feroci e insistenti campagne commerciali sul credito facile delle banche tedesche, francesi o inglesinon hanno alcuna responsabilità (…)”.

Appunto!
Se qua in Italia hanno convinto dei poveri sprovveduti a “comprarsi” la macchina 3500cc a rate, ho un paio di conoscenti che alla fine quando è arrivata la maxi-rata finale da 30.000 euro sono letteralmente caduti da pero e andati in panico, in Inghilterra hanno SPARSO A PIENE MANI MILIONI DI CARTE DI DEBITO da DECINE DI MIGLIAI DI STERLINE.
Ho diversi colleghi UK che, letteralmente, ormai con lo stipendio da manager FATICANO A COPRIRE I SOLI INTERESSI dell tremende carte di debito (che il marketing vigliacco da loro ha chiamato “carte di credito”…capito? la carta di DEBITO per loro è quella che saldi a fine mese, mentre qualla con cui continui ad espandere il tuo debito-macina al collo la chiamano carta di CREDITO!!) che hanno in tasca.
Ripeto, dopo sta pagliacciata contro l’euro preparatevi al CROLLO della FOSSA BRITANNICA di CARTA STRACCIA.
SHORT DURO su tutto ciò che è BG!

Ovviamente intendevo GB, Gran Bretagna-Fossa di debiti incolmabile….per colmare la fossa la vecchia dovrbbe mettere i sudditi a pane e acqua per un secolo almeno.

giobbe8871
Scritto il 13 settembre 2012 at 11:53

…In che condizioni sono le Sparkassen e le banche regionali tedesche, da sempre vicine al potere politico in Germania…

Fantastico Andrea ! :mrgreen: :wink:

anche Renato Brunetta a Porta Porta l’ha detto nei confronti del giornalista Crucco di turno :mrgreen: Brunetta non è chiaro come Te , Bravo Mazzalai. :wink:

forse le 3 sorelle ( due sono US ) sono pronte a tagliare i rating delle banche Alemanne ? :mrgreen:

giobbe8871
Scritto il 13 settembre 2012 at 11:55

Ripeto, dopo sta pagliacciata contro l’euro preparatevi al CROLLO della FOSSA BRITANNICA di CARTA STRACCIA.

atomictonto@finanza,

sta pagliacciata durerà a lungo lungo per tutto il 2013 ….credo…fino alla rottura dell’infame Euro, strumento al servizio dell’industria Alemanna e dell’Oligarchia internazionale.

giobbe8871
Scritto il 13 settembre 2012 at 11:56

la Perfida Albione se la caverà…è un Impero se non lo sapessi…. :wink: :mrgreen:

atomictonto@finanza,

giobbe8871
Scritto il 13 settembre 2012 at 11:57

e poi Monti causa molta più recessione di Cameron

stanziale
Scritto il 13 settembre 2012 at 12:16

Ci sono gli idioti degli americani, cioe’ quelli di Dusseldorf, quelli di Varese come dobbiamo chiamarli?….quindi laddove viene detto che ci sono 230 mld di titoli tossici delle banche che presto o tardi andranno sistemati con soldi pubblici …non dubito che , ovviamente i , soldi pubblici saranno ancora una volta ANCHE dell’Italia.

silvio66
Scritto il 13 settembre 2012 at 17:00

..ragazzi, che dire…la DB è miseramente fallita quattro anni orsono con un passivo di oltre 400 milioni, che poi sono diventitati più 100 grazie all’artifizio che il nostro simpatico Andrea chiama market to fantasy…Oggi la germania come paese, si finanzia all’1,4 e la crescita più inflazione gli porta un denominatore molto maggiore; di fatto, sta monetizzando il suo debito da sola ed è ovvio che veda come sale negl’occhi sia la svalutazione dell’euro, che l’introduzione dell’euro bond. A maggior ragione l’ESM e i precedenti. Fino a quando non ci sarà una autorità politica federale, non possiamo aspettarci una vera banca centrale che controlli tutte le altre. Si farà, ma sempre rispettando i tempi di guadagno della solita cricca di farabutti.

Sempre avanti.

Silvio Andreoli

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