ORA BASTA ….BOICOTTIAMO BERLINO!

Scritto il alle 14:00 da icebergfinanza

 

ROMA – “No, la Germania non regalerà soldi alle banche spagnole”. Per tre volte Barack Obama, Mario Monti e Francois Hollande vanno alla carica. Per tre volte Angela Merkel dice di no. In inglese e, per non sbagliare, in tedesco. La Cancelliera è irremovibile. E così alla teleconferenza dell’altro ieri pomeriggio l’Europa clamorosamente si spacca. (Repubblica)

Era ora che Anghelina desse un segnale chiaro ed inequivocabile! Non ha torto la Merkel a non voler dare soldi alle banche, le banche si devono nazionalizzare o lasciare fallire e al diavolo il rischio sistemico sono d’accordo!

Peccato che la Merkel dimentichi che se saltano le banche spagnole e la Spagna, la Germania segue  nello spazio di un istante con tutte le sue banchette di carta che hanno foraggiato bolle immobiliari e industriali in mezza Europa, dalla Spagna alla Grecia.

In Germania fanno trend oggi i sondaggi che vedono i tedeschi abbandonare l’euro, chi vuole andarsene foraggiati dalla spazzatura mediatica teutonica.

Ogni Stato ha le sue responsabilità gravissime dalla politica alla finanza ma sembra che la volontà egemone della Germania dimentichi le sue gravi responsabilità, dimentichi come l’Europa l’ha salvata a sue spese da una riunificazione terribilmente difficile.

Non appena possibile ci occuperemo dei responsabili di questa crisi come stanno facendo in Islanda! Prima o poi, speculatori politici, mafie e massonerie in Italia dovranno fare il conto con la realtà.

Ora basta boicottiamo Berlino! Spiace per una serie di motivi che vanno dal rischio empirico del protezionismo che sempre nella storia ha portato a immense tragedie sino all’evidenza che Italia e Germania dipendono l’una dall’altra per gli scambi commerciali.

Ma stare ad ascoltare i nei di zio Adolfo in gonnella che continua a ripetere no a qualunque proposta per continuare ad indebitarsi a tasso zero foraggiando aumenti salariale e salvataggi bancari  in funzione delle prossime elezioni in Germania francamente è troppo!

Ovviamente attendiamo con piacere l’insurrezione esterofila di blogger e media che da sempre, vuoi per interesse e vuoi per ideologie estreme, guardano ai modelli tedeschi e anglosassoni come la migliore soluzione possibile pur in presenza di un totale fallimento del mercato e delle loro stesse ideologie.

La verità è figlia del tempo e non manca poi molto al momento in cui l’industria manifatturierea tedesca subirà l’onda d’urto della proprio narcisismo. Inutile indire campagne specifiche tanto l’italiano medio continuerà a comprarsi la wurstel wagen senza sapere lo scherzetto che in realtà la Germania sta preparando. 

Nel frattempo crollano le esportazioni tedesche verso l’Italia e i paesi Ue! L’effetto trascinamento non tarderà ad arrivare anche per il resto del mondo dove la Germania ha registrato un sensibile aumento. Un duro atterraggio  globale è in atto!

Sarebbe interessante chiedere agl inglesi cosa ne pensano del collasso del loro indice manifatturiero oltre che ovviamente a quello europeo.

E17: scende a 45,1 pmi manifatturiero a maggio, Italia sale a 44,8 (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 01 giu – Nell’Eurozona l’indice dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero e’ sceso a 45,1 punti a maggio dai 45,9 di aprile. Il dato e’ sostanzialmente in linea alle attese degli analisti, che si aspettavano una flessione a 45 punti

Nel dettaglio dei singoli Paesi, in Germania l’indice e’ sceso a 45,5 punti da 46,2 (45 le attese), mentre in Italia e’ salito a 44,8 da 43,8 (43,4) e in Francia a 44,7 da 46,9 (44,4).

Oggi un messaggio in codice alle borsa di Francoforte e Parigi ricordatevi di cosa abbiamo parlato nella recente analisi “Euro fu siccome immobile”.

Mentre consiglio a tutti di rileggersi attentamente il post dal titolo Grecia Guerriglia e bombardamento mediatico assimilando il contenuto andiamo a dare un’occhiata a cosa accade in Germania sotto la gonna di Anghelina…

ROMA — «Quello che fa il governo tedesco, cioè dire alla Grecia che bisogna fare contemporaneamente le riforme e la politica di austerità, non ha alcun senso né politico, né economico. È chiaro che hanno bisogno di più tempo. Non posso sottoscrivere in toto la poesia di Günter Grass sulla Grecia, ma ha un argomento forte: non abbiamo dato ad Atene molte chance». Il giardino dell’Hotel de Russie è un luogo speciale per Gerhard Schröder. Fu qui, alle pendici del Pincio nella primavera del 2005, che l’allora cancelliere tedesco rivelò al suo ministro degli Esteri verde, Joschka Fischer, l’intenzione di voler giocare la carta delle elezioni anticipate. Fu l’inizio della fine per la coalizione rosso-verde: «Joschka era molto deluso, ma io non avevo altra scelta». Schröder perse quella scommessa solo in parte: Angela Merkel divenne cancelliera, ma fu costretta per quattro anni a governare insieme alla Spd. La ragione di quell’azzardo politico ci riporta direttamente all’oggi. Schröder aveva varato la più radicale e dolorosa riforma del welfare tedesco dai tempi di Bismarck. La base socialdemocratica era in rivolta. La Spd veniva punita in ogni elezione regionale. Per di più la Germania e la Francia, con il permesso dell’Italia, avevano ottenuto di poter violare senza pagar dazio i criteri di Maastricht. «Nessun governo in una democrazia può imporre riforme strutturali e allo stesso tempo attuare una politica di austerità, pena gravi tensioni sociali. Questa fu la situazione tedesca nel 2003. Io avevo appena realizzato l’Agenda, oltre 20 miliardi di euro di tagli e una severa riforma del mercato del lavoro. Ma non potevamo strozzare ulteriormente l’economia. Così abbiamo chiesto un margine più ampio nel rispetto dei criteri. Poi ho perso le elezioni, la signora Merkel ne ha approfittato, l’economia è ripartita, ma questa è un’altra storia. La lezione di allora è che un Paese come la Grecia ha bisogno di più tempo». CorrieredellaSera

La sintesi è che una parte del popolo tedesco ma soprattutto la sua leadership, i suoi politici che non sanno nemmeno dove si trova Berlino, hanno la memoria corta, ma la storia insegna che non si tratta solo di memoria la questione è molto più complessa, come il complesso di superiorita che ad ondate storiche alternate pervade i nipoti di Bismark.

Non è stato forse il buon Otto a dire che certa gente non mente mai così tanto come dopo la caccia, durante una guerra o prima delle elezioni. Vero Anghelina!

Politici, economisti, esperti di politica economica e internazionale contro Germania e Fondo Monetario Internazionale. Una vera e propria lettera aperta con tanto di firme finali e indirizzata alla cortese attenzione del Cancelliere tedesco, Angela Merkel e del Direttore del Fmi, Christine Lagarde. La Grecia, la crisi economica e politica che il paese ellenico sta attraversando, tengono in forte apprensione Ue, Eurozona e il resto del mondo.

Un’eventuale uscita degli ellenici dalla moneta unica, fatto ormai noto che non fa più notizia, porterebbe al disastro totale. Il diktat europeo, imposto dalla Germania, ma anche dal resto dell’Eurozona e dallo stesso Fondo monetario internazionale, è chiaro: la Grecia deve escogitare e adottare in tempi rapidi un piano per uscire dalla crisi del debito, in cambio di aiuti che l’Europa darebbe solo se il governo di Atene rispetta queste direttive. Un do ut des, detto, ridetto, risaputo e conosciuto a memoria, dieci volte meglio della tradizionale preghiera che si recita prima di andare a dormire. La lettera contesta duramente il diktat tedesco, appoggiato a pieni voti anche dal Fmi.

I contenuti sono stati pubblicati sul noto quotidiano tedesco, Dier Spiegel, il quale riporta espressamente alcuni passi importanti di quanto scritto in questa stessa epistola: “Diamo più tempo alla Grecia per salvare l’euro; occorrono flessibilità e spirito di compromesso. Un’uscita della Grecia comporterebbe una spaccatura, un crollo dell’Eurozona che porterebbe a una profonda recessione, a una nuova crisi finanziaria globale, distruggendo inevitabilmente il soft power europeo e il suo ruolo nel mondo. Per questo ci appelliamo ai leader politici europei, chiedendo loro di dare alla Grecia la possibilità di proiettarsi verso una crescita sostenibile all’interno dell’Eurozona”. Messaggio chiaro e dai contenuti molto forti, espliciti e che porta le firme di personaggi dell’economia e finanza come George Soros, il tedesco Hanz Eichel, in passato Ministro delle Finanze nelle fila dei socialdemocratici, Martii Anthisaari, ex Presidente della Finlandia, l’ex Presidente del Consiglio del Belgio, Jean Luc Dehaene e l’attuale leader della sinistra riformista magiara, Gordon Bajnai.

Fra le personalità italiane di spicco vi sono le firme dell’ex Presidente del Consiglio e Ministro, onorevole Giuliano Amato, dell’onorevole e leader storica del partito radicale, Emma Bonino, di Giuseppe Scognamiglio e dell’imprenditrice Luisa Todini. Uscire dalla crisi si può, una frase ripetuta migliaia di volte, ma un tale obiettivo è possibile solo con l’unità, la coesione e senza troppe divisioni. E’ l’esplicito invito che gli autori di questa lettera aperta indirizzano a Merkel e Lagarde, troppo dure e senza alcuna compassione per la Grecia e il suo popolo. Il troppo rigore potrebbe provocare conseguenze letali a Grecia e a tutta l’Unione Europea. Lo spauracchio, quello con la S maiuscola, continua a fare capolino all’angolo della strada. Corriereinformazione

Parole al vento il destino dell’Europa è ormai chiaro! Più che guardare a Berlino consiglio tutti di guardare a Francoforte, ieri Draghi ha lanciato un macigno, un messaggio chiaro!

Chi ha orecchie per intendere intenda …  gli altri continuino a comprare wurstel wagen!

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” EURO FU SICCOME IMMOBILE” 

Il Tuo sostegno è importante…Semplicemente Grazie! Andrea

Euro fu.  Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro,  così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all’ultima ora dell’euro fatal… Sarà di nuovo maggio o giugno  il mese fatal nel quale nuovamente l’Europa la sua cruenta polvere a calpestar verrà? 

 

 

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22 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 1 giugno 2012 at 14:34

Carissimo Andrea, mi vado a rileggere le tue ultime analisi….
Ma credo che il nostro Napoleone stia per rientrare dalla finestra azzzoooo…..

Parla alla pancia degli italiani e lui salva ancora le sue aziende. Ahhh Ahhh
—————————————–
“Vi svelo la pazza idea che ho in mente: cominciamo a stampare l’euro noi con la nostra Zecca”. Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando all’assemblea dei gruppi del Pdl.

“Se l’Europa non dovesse ascoltare le nostre richieste dovremmo dire ‘ciao ciao’ e uscire dall’euro”. Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi

giobbe8871
Scritto il 1 giugno 2012 at 14:35

Se Obama perde la sua influenza sui Crucchi , rivedremo il nostro Napoleone di nuovo in sella al cavallo bianco. :mrgreen: :twisted:

    icebergfinanza
    Scritto il 1 giugno 2012 at 18:55

    Puntuali come orologi svizzeri che partono per Berlino arriva la controffensiva esterofila…di questi tempi, sommando le due istanze sopracitate, assistiamo ad un proliferare di Cazzate su Web…
    robe da barzelletta…
    ma in molti ci credono
    proprio perchè mala tempora currunt
    e la razionalità lascia il posto alla paura ed all’irrazionalità
    che i Profeti da strapazzo sanno sfruttare per bene…Che si conclude con un profetico …ci vediamo presto per altre LEZIONI DI RAZIONALITA’ E D’IMPARZIALITA’… Chiedo scusa a tutti i lettori ma da ora in poi ignorerò qualunque provocazione! Andrea

giobbe8871
Scritto il 1 giugno 2012 at 14:46

L’idea del Governo spagnolo era vicina ad una Nazionalizzazione di Bankia, volevano usare TesoBonos al valore nominale 100,ottenendo il controllo del 50%, e non euro pagandoli il 6% anno.
Ci vogliono BTP spendibili all’interno del territorio nazionale. MMT, Warren Mosler docet.

Non sarebbe una Nazionalizzazione tout cour, ma ci andrebbe vicina, e costerebbe allo Stato l’1% circa di interessi… il Mercato immobiliare e si avviterebbe ancora al ribasso e tra 10 anni il Governo uscirebbe dal capitale sociale della Banca.

I Crucchi non vogliono farci usare i Titoli di Stato. Ricattano Draghi a non stampare Euro nuovi di stampa, facendo vedere i Trattati ( che loro Crucchi per primi hanno derogato per anni). :twisted:

ehh…il 1453 caduda di Costantinopoli insegna :mrgreen:

giobbe8871
Scritto il 1 giugno 2012 at 14:47

Ora anche la Casaleggio-Beppe Grillo – Mov. 5 stelle parlano di Nazionalizzare le Banche.

Meglio tardi che mai :mrgreen:

mannoz
Scritto il 1 giugno 2012 at 14:51

il dax in caduta, che sia un msg per quella con le natiche larghe?
cq sto fine settimana succede qs ,sensazione a pelle…

zer
Scritto il 1 giugno 2012 at 15:14

lasciate la MMT ai sognatori del socialismo perduto….
noi avere grande padre portatore di grande sfiga, mandare subito da Anghelina una montagna di risotto alla milanese…
Gianni Z.
Ps…saputo da informatori segreti tg5, che torna belfagor, con l’elicottero e tanta carta igienica
8)

icebergfinanza
Scritto il 1 giugno 2012 at 15:54

zer@finanza,

Oh yes bunga bunga per tutti torna il Clown ognuno si procuri una fotocopiatrice e un bancomata selservice da installare in casa per il fai da te…

stanziale
Scritto il 1 giugno 2012 at 16:19

Io, invece, critico Berlusconi perche’ queste cose doveva dirle e soprattutto FARLE 1 anno fa quando e’ cominciata la crisi, e non saremmo caduti nelle mani dei tedeschi (e angloamericani).

ladybakura
Scritto il 1 giugno 2012 at 19:57

giobbe8871@finanza,

Giobbe8871 Se proprio la vogliamo dire tutta, Grillo è anni che parla (o meglio, urla) di nazionalizzare le banche e distruggere il sistema attuale di finanza. Solo che anni fa la gente lo derideva quando ne usciva con ste trovate…ora invece ridono tutti un pò meno..

giobbe8871
Scritto il 2 giugno 2012 at 01:14

ladybakura@finanza,

Non me ne sono accorto del Grillo fautore delle Nazionalizzazione delle Banche. :mrgreen:

Al contrario, il Mazzalai è 4 anni che lo dice espressamente, rivolgendosi alle Big Banks, citando il caso Svedese, e anni che sottolinea l’importanza non solo economica, ma anche sociale delle Banche di Credito Cooperativo. :wink:

giobbe8871
Scritto il 2 giugno 2012 at 01:17

io, e non il Grillo – Savonarola, dico che con 50 billions di BTP lo Stato italiano può controllare Intesa, Unicredit, e Banca Italia. :mrgreen:

Perchè pensate che i Crucchi hanno messo Giuseppe Vita alla Presidenza di Unicredit. :mrgreen:

ilcuculo
Scritto il 2 giugno 2012 at 09:47

Non è mica facile boicottare i wurstel wagen, chiedete al buon Minchionne di fare qualche modello che sia adatti anche all’uso di un funzionario commerciale che deve fare almeno 40.000km all’anno e poi ne riparliamo.

kry
Scritto il 2 giugno 2012 at 13:54

ilcuculo@finanza,

Ne riparlo io con ironia, mi sto rendendo conto che molte volte le risposte le scriviamo già,basta leggerle in maniera diversa.Infatti tutti gli italiani che comprano quella marca di automobile rispondono ai requisiti da te descritti. Non può essere per questo che il buon marchionne non faccia un auto per quel determinato tipo di persone perchè sono poche.

ilcuculo
Scritto il 2 giugno 2012 at 14:00

kry@finanza,

No Kry,

sono parecchie ed è uno dei segmenti di mercato più interessanti in termini di redditività.

Il perchè il gruppo FIAT non sia mai entrato in quel segmento , almeno negli ultimi 20 anni non ha una spiegazione sensate.

kry
Scritto il 2 giugno 2012 at 14:33

ilcuculo@finanza,

Probabilmente operi in un settore dove le persone rispondono ai requisiti da te descritti. Non per vantarmi di persone ne conosco moltissime ma che guidano per 40.000 km anno poche e tra quelle poche non comprano quel tipo di marca.

idiocrazia
Scritto il 2 giugno 2012 at 16:33

Uuuuhhhhh le crandi auto cermaniche che ancora ringraziano per il common rail e sono disegnate dalla italdesign per farle meno bruttine.
Nel nostro paese facciamo le cose al contrario importiamo il peggio degli altri che per definizione sono più bravi e poi scopriamo che mezzo mondo fa a gara per accaparrarsi le nostre cose che ovviamente fanno schifo.
In questo paese c’è molta gente che dovrebbe vergognarsi.

Dedicato ai traditori di ieri oggi e domani: http://www.youtube.com/watch?v=PkjYaBh5l2o

Giuseppe.

icebergfinanza
Scritto il 2 giugno 2012 at 17:07

idiocrazia@finanza,

Grande Giuseppe!

ilcuculo
Scritto il 2 giugno 2012 at 17:32

icebergfinanza,

Andrea,
il segmento delle auto per uso aziendale professionale è abbastanza definito. Il gruppo FIAT in questo segmento non propone piu’ nulla da 20 anni , e se i a vedere la maggior parte delle vetture di questo segmento è prodotta in Germania, con qualche eccezione in Francia.

icebergfinanza
Scritto il 2 giugno 2012 at 17:36

ilcuculo@finanza,

Non sono molto d’accordo Cuculo l’orizzonte non è solo europeo e senza leasing ovvero debito e la manna fiscale di cui godono aziende e lavoratori autonomi solo un kamikaze comprerebbe una wurstel wagen.

ilcuculo
Scritto il 2 giugno 2012 at 17:53

icebergfinanza,

I prezzi delle auto all’interno dello stesso segmento sono abbastanza simili, se voglio proteggere l’industria nazionale ma questa non ha offerta non posso farci molto, poi andare a prendere una macchina Giapponese non mi sembra che aiuti molto l’economia italiana

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