AMERICA: CROLLANO PREZZI E CONSUMI!

Scritto il alle 08:00 da icebergfinanza

Willy Coyote ha 70 anni e continua a correre dietro all'inafferrabile Beep Beep - Cultura e Spettacoli | l'Adige.it

Cercherò di essere breve, nessuna sorpresa, la sorpresa è solo per coloro che passano le giornate a bersi tutte le barzellette che banchieri centrali, analisti, economisti e giornalisti raccontano cercando di nascondere la realtà, un mestiere che deve essere lautamente ricompensato, perchè fottere gli altri è un’arte.

Tra le tante barzellette che ho ascoltato in queste settimane c’è quella che la caduta dell’inflazione aiuterà ad evitare una recessione, che la recessione non c’è e non ci sarà.

Na barzelletta vivente sto Bullard!

Io me li immagino Powell e Bullard alla prossima riunione, tireranno una monetina per decidere. Harker sempre della Fed ha detto che sta osservando prove sempre più crescenti di un forte rallentamento, che genio ragazzi!

Le recessioni degli ultimi 30 anni sono state tutte accompagnate da feroci deflazioni, come riusciranno ad evitarne una che è in corso, solo Dio lo sa.

Ora al sottoscritto importa poco o nulla se riusciranno a far credere che il pil sale, l’occupazione tiene o che l’acqua è asciutta, quello che a noi importa è che i future sul trentennale ieri hanno rotto al rialzo un’importante resistenza cinematica che abbiamo condiviso in OUTLOOK 2023 “The final cut.”.

Non solo, qualcuno ha pensato bene che è ora di tornare a comprare dollari, invece di carta straccia con su la firma della Lagarde.

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I consumi sono letteralmente crollati, collassati, il bello è che stiamo parlando di novembre e dicembre, due mesi che insieme valgono oltre il 60% dell’intero castello dei consumi a debito americano.

ZERO, NIENTE, NULLA!

Non solo dicembre è stato un macello rispetto alle più pessime previsioni, ma pure novembre è stato rivisto pesantemente al ribasso.

Cosa vi dicevo qualche settimana fa, finite le elezioni, finita la farsa!

Il bello è che c’è qualche volpone che vuole usare i dati dello scorso anno per magnificare i miracoli di questi ultimi mesi del 2022, la pandemia non c’era immagino.

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Vabbè, poi sono crollati anche i prezzi alla produzione, ma questa è già aria fritta, scritta su tutti i bagni, ovunque.

Il crollo dei prezzi alla produzione, con o senza energetici, ha fatto prevedere agli economisti di Bloomberg, una tale disinflazione che porterà i prezzi al consumo vicini a 2,6 % entro giugno.

Mi sa che dopo il dollaro nel 2022, nel 2023 centriamo tutti gli obiettivi condivisi in “The final cut” … guerra permettendo!

Quattro degli ultimi sei mesi sono negativi come pure la media con un’inflazione vicina al 9%, uno spettacolo! Ma quale recessione Bellezza…

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Thanks to Econoday

Puoi provare a girare i dati come vuoi, togliere l’energia o i veicoli, non un solo economista o analista ha lontanamente indovinato la realtà.

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Thanks to Zero Hedge

E si che avevano provato a tenere le previsioni davvero basse.

Hanno innondato il mercato di sconti, con i magazzini strapieni e non sono riusciti a vendere nulla di quello che speravano, le vendite nominali sono scese ben oltre le previsioni.

Lavoretti a part-time, spacciati per occupazione a tempo pieno, fantomatici rialzi dei salari, inflazione a gogo e soprattutto consumi a debito, debito e ancora debito, hanno demoralizzato i consumatori.

Ma tranquilli e tutto colpa della neve o della luna.

La produzione industriale degli ultimi otto mesi è una figata unica, roba da ruggenti anni venti.

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Thanks to Econoday

Lo spread tra i titoli a 3 mesi e quelli a dieci anni è uno spettacolo che non si vedeva da 40 anni…

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thanks to Zero Hedge

L’asta record del ventennale americano ha fatto collassare i rendimenti che registrano i nuovi minimi quadrimestrali.

Di fronte a simili dati il mercato incomincia a pensare che vendere dollari non è buona cosa, domani poi parla la Lagarde, chissà quante altre cazzate avrà da dire.

Chiedo scusa, ma è un mondo talmente ridicolo quello della banche centrali, medici che sbagliano prognosi e non fanno prevenzione, che le loro cure miracolose se le bevono solo gli amanti dell’effetto placebo.

Per finire, spettacolare la cavalcata dei nostri titoli di Stato, come abbiamo suggerito all’inizio dell’anno in OUTLOOK 2023, in fondo bisogna ringraziare la Cristina è stata lei ad offrirci l’ennesima opportunità.

Direi che è tutto, buon proseguimento.

A domani e grazie di cuore per tutti gli attestati di stima e le Vostre gratificazioni per l’uscita del nostro OUTLOOK 2023. Ad maiora semper!

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21 commenti Commenta
darkerside
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 10:31

Prendero’ atto che le cose vanno male quando andranno male , realmente. Adesso , per me, e’ tutto ok e quindi me ne occupo e mi informo ma non mi preoccupo.

icebergfinanza
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 11:00

Realmente… 😉

mitopoietico
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 13:39

Quindi se lei vedesse un puntino nero di carie su un molare che non le dà fastidio, aspetterebbe che arrivasse ad aggredire a fondo la polpa del dente e alla sua distruzione dolorosa prima di occuparsene e, quindi, preoccuparsene?

darkerside,

yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 14:37

Suppongo che darkerside si riferisse a cose sotto il suo controllo. Almeno io la vedo così.
E’ anni che leggo che i mercati azionari dovranno schiantarsi (non solo qui, su diversi siti) e deve arrivare una recessione galattica. Tuttavia ad oggi (parentesi covid ampiamente recuperata a parte), ad essersi schiantate sono state le obbligazioni.
Uno al massimo può ridurre gli acquisti o interromperli, ma si dovesse vendere tutto ogni volta che qualcosa non gira nel verso giusto, beh sarebbe meglio comprare un fucile e vivere nei boschi. Ma quella cosa la lascio agli americani “preppers”.

yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 14:49

Ah, aggiungo che non è che non condivida l’opinione del signor Mazzalai sulle banche centrali, sui banchieri, ecc ecc.
Per me sarebbero tutti a concimare i prati, tuttavia se un qualche guadagno si vuole estrarre dal mercato (e non lasciarlo tutto a lorsignori), per quanto mi riguarda preferisco basarmi sul lungo periodo e sulla costanza piuttosto che sulla previsione dei dati in breve. Semmai, come ho detto, quella la sfrutto (per quanto possibile) per adeguare le quantità. Esempio nei mesi scorsi ho comprato oro, e non ho comprato azioni né obbligazioni, ma non ho neanche venduto nulla di quanto avevo (e ho tbond, S&P, btp).
Se sapessi per certo QUANDO ci sarà il crollo penserei anche a comprare qualche strumento per guadagnarci (che so, un’opzione put su ftsemib).
Ma sinceramente credo che sia difficilissimo prevedere con esattezza il quando, tanto più che pure il tanto acclamato Burry stava rischiando di finire gambe all’aria prima di riuscire nel suo intento di guadagnare dal tracollo dei mercati.
Perché è tutto marcio e corrotto, anche questo aspetto non va sottovalutato.

icebergfinanza
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 15:54

E si le obbligazioni si sono schiantate, distrutte, annientate, andranno a zero … 🙃

icebergfinanza
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 16:00

Schiantate…
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yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 16:48

icebergfinanza:
E si le obbligazioni si sono schiantate, distrutte, annientate, andranno a zero …

https://freeimage.host/i/HcdUAEx
Basta scegliere il timeframe che fa più comodo.
Io metterei anche 100 anni allora, perché no.
Poi quel grafico riguarda solo quelle 20+ anni, un buon investitore non può comprare solo obbligazioni 20+ anni. Comprando obbligazioni bisogna avere anche la possibilità, almeno in linea teorica, di poter portare a scadenza, o almeno così faccio io.
Ho scadenze quasi in ogni anno dal 2025 in poi.
Per il resto nel lungo periodo non vedo le obbligazioni come fonte di guadagno, piuttosto come stabilizzatrici del portafoglio, ma nell’ultimo anno hanno fallito alla grande.
Per me il portafoglio ideale resta comunque un mix di azioni, obbligazioni corte e lunghe, oro e liquidità per le occasioni.
Tipo quella che verrà.

yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 16:49

https://iili.io/HcdUAEx.png

yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 16:52

Non riesco ad accorpare ed editare altrimenti avrei aggiunto, chiedo scusa.
Comunque le obbligazioni (sovrane AA+ e oltre) non vanno a zero, ma neanche S&P 500.
Certo se uno pensa di comprare Tesla o Nikola o altre fuffe, ehehe beh auguri.

mitopoietico
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 17:08

Veramente sono molti di più i siti, gli analisti e i semplici investitori che affermano che investire in Borsa senza badare niente è la cosa più sicura del mondo

yamamoto,

icebergfinanza
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 17:09

Anche per le azioni basta scegliere il time frame che ti fa comodo… io non faccio speculazione io investo! Quando hai passato il tempo a gestire portafogli importanti, magari hai messo le mani su portafogli di proprietà istituzionale non perdi tempo con le virgole… degli anni
yamamoto,

darkerside
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 17:36

mitopoietico,

Il puntino nero? Quale puntino nero? lo vedi tu. Il tuo modo di ragionare, in questo caso particolare, e’ alquanto erroneo.

yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 18:32

icebergfinanza,

Ne sono consapevole, infatti non a caso ho spesso messo in guardia persone dal fare portafogli 100% azionari visto che ci sono stati decenni continuati nei quali al netto dell’inflazione le azioni hanno reso zero, e io stesso non credo arriverei mai a più di un 60% azionario, optando per il classico 60/40, sebbene gradisca sempre l’oro nel portafoglio in percentuale non irrisoria (almeno un 10-15 secondo me).
Tuttavia proprio perché non speculo ma investo tendo a non vendere mai e non cercare di anticipare il mercato. Il top della mia anticipazione è tenere soldi da parte in attesa di un’occasione.
Spero arrivi presto a questo punto.

yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 18:34

mitopoietico,

Dipende secondo me dal portafoglio e dall’orizzonte temporale.
100% azioni senza guardare a nulla è da pazzi.
già un 60/40 su 20 anni, a meno che non capiti una riedizione dei decenni sfortunati (mi pare 30-50 e 60-80) invece lo vedo più sensato.

mitopoietico
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 20:49

Io penso che come il Nikkei di 30 anni fa, quando finalmente WS spurgherà tutto lo schifo che ha ingurgitato avidamente, dopo lo stesso tempo una pianificazione 60/40 sarà ancora in perdita
yamamoto,

yamamoto
Scritto il 19 Gennaio 2023 at 22:03

Piccolo particolare: il Nikkei era l’indice di una nazione con praticamente zero partecipazioni straniere di un paese molto chiuso, S&P 500 comprende aziende multinazionali di una nazione che non ha rivali come afflusso di capitali e cervelli, e che se ce l’avrà, sarà solo con un’altra nazione (Cina), restando comunque saldamente al suo posto nel podio.
Per me invece non c’è paragone tra le due realtà. La demografia americana inoltre è brutta sì, ma non terrificante come quella Giapponese ed europea.

aorlansky60
Scritto il 22 Gennaio 2023 at 08:51

Da diverso tempo ma in particolare nell’ultimo periodo, noto che a più livelli (istituzioni, media, carta stampata etc) c’è la forte tendenza, direi lo sforzo congiunto, per cercare di raccontare all’opinione pubblica (e ai mercati finanziari) una versione distorta della realtà, che “tutto sommato non va male come si prevedeva dovesse accadere”… ultima occasione quella del ‘salotto’ di Davos (che tristezza dover considerare che pochi eletti al mondo, seduti comodi e al caldo, decidono le sorti di miliardi di poveri peones)… La realtà a me dice invece che finchè i Paesi occidentali dovranno sostenere “un economia di GUERRA” (perchè in quella ci hanno fatto precipitare, in barba alle loro previsioni, che non hanno mai azzeccato peraltro…) i cittadini europei saranno costretti ad un economia fortemente falcidiata e compromessa. Alla fine, comunque, quei personaggi non fanno altro che fare IL LORO MESTIERE, che è quello di MENTIRE di fronte all’evidenza dei fatti (e dei numeri)… Dovessero esprimersi dicendo la verità oggettiva per quanto la realtà è in grado di mostrare, i mercati finanziari collasserebbero nel giro di poche sedute… Tutto ovvio…

aorlansky60
Scritto il 22 Gennaio 2023 at 09:54

Aggiungo un altra considerazione: il tema della “transizione green” che tanto sembra essere importante ed urgente per “certe lobbies” occidentali (e lo è per ovvie ragioni economiche, non tanto per “salvare il pianeta”), non poteva aspettare il tempo di un decennio (o più) per essere realizzata secondo alcuni di loro… meglio farlo in un lasso di tempo “shok” anche se questo dovesse comportare (e infatti comporterà) grossi malumori nella popolazione in conseguenza di costi aggiuntivi molto elevati da sostenere per essere affrontata (altrimenti, che guadagno ci sarebbe per quelle lobbies?)… perchè si realizzasse questo, avevano bisogno di una GUERRA contro il maggiore fornitore mondiale di propellenti fossili, IL PAESE CATTIVO dal quale non si deve più accettare alcuna fornitura di simili materie prime, in modo da mettere in discussione l’uso degli idrocarburi in tutto il processo industriale e automotive… una guerra porta poi altri benefici (e che benefici!) alle industrie armiere dei Paesi occidentali coinvolti indirettamente nel fornire “aiuti” e armamenti alla linea del fronte, nel Paese che è stato scelto dal CENTRO DELL’IMPERO per essere il fulcro di tutta questa strategia.

reragno
Scritto il 23 Gennaio 2023 at 08:21

Essendo i mercati degli autentici casinò, ci sforziamo tutti in un modo o nell’altro di aver trovato il modo di vincere il banco. E qui purtroppo anche sulla mia pelle, ho scoperto che non c’è modo di vincere. Questo perchè tutto è truccato e a poco serve l’econofisica, l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale e l’analisi macro e micro. Ovvero tutto andrebbe bene se non fosse tutto truccato. Rassegniamoci. Non c’è modo di vincere. La soluzione più ovvia è non giocare.

mitopoietico
Scritto il 23 Gennaio 2023 at 09:25

Condivido le tue constatazioni. Tuttavia non attribuisco responsabilità all’impossibilità di anticipare il mercato: quello è connaturato alla struttura stessa delle contrattazioni.

Però dobbiamo ammettere che l’economia pur drogata è cresciuta da anni, e che l’inflazione si e’ poi verificata. Sono stato io per primo ad andare contro un trend che ogni mio amico e collega mi faceva notare davanti al cornetto e cappuccino al bar.
Cito testualmente (sono di Roma): “ao! C’è troppa liquidità e le Borse nun le fanno scenne e sargono sempre, che te stai a fissa’ co ste obbligazioni che nun rendono gnente e so pure rischiose!”.

Ecco. Da anni è così. Persone con competenza economica e finanziaria scarsissima (per esempio, non sanno il concetto di inversione della curva).

La seconda considerazione è conseguente alla prima e rafforza quello che hai scritto: con mercati di questo tipo non può “giocare” chi è troppo analitico. Chi ha giocato seguendo l’andazzo ha invece vinto (tranne se si è fossilizzato troppo con il tech), e questa non è un’attenuante, ma un’aggravante per quello che mi riguarda e giudicando le mie operazioni

reragno@finanzaonline,

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